L’autunno è alle porte, ma per chi, come noi di Nieddittas, abita in Sardegna le giornate di mare non sono ancora finite. Settembre e ottobre sono i mesi ideali per apprezzare al meglio le spiagge sarde: le temperature sono piacevoli, ma senza i picchi esagerati dell’alta stagione, i prezzi calano e non vi sono più gli affollamenti estivi.
In particolare, oggi vedremo quali sono le 9 più belle spiagge di Stintino.
Nell’estremità nord-ovest dell’Isola, il Comune di Stintino è noto per le sue spiagge dalla sabbia bianchissima, acqua cristallina e panorami da cartolina.
Iniziamo con quella che probabilmente è la spiaggia più nota di Stintino: La Pelosa.
1. Spiaggia La Pelosa
La spiaggia La Pelosa sembra un dipinto: acqua limpida, perfettamente trasparente le cui sfumature vanno dal turchese al celeste; la sabbia è finissima e candida. La spiaggia è contornata da dunecoperte di ginepri e macchia mediterranea.
Le correnti marine modificano in continuazione la morfologia dell’arenile. Le acque sono sempre calme, per via dei faraglioni di Capo Falcone, dell’Isola Piana e dell’Asinara che proteggono la spiaggia dalle maree.
La Pelosa è stata ripetutamente nominata la miglior spiaggia d’Italia, spesso fra le prime del Mediterraneo e addirittura fra le prime dieci del mondo. È una vera oasi di paradiso terrestre.
Da La Pelosa si può osservare la Torre Aragonese, simbolo della spiaggia. La torre fu costruita nel 1578 in difesa del litorale: la si può raggiungere attraversando la piccola cala La Pelosetta.
L’ingresso alla spiaggia è a numero chiuso dal 1 giugno al 30 settembre, per tutelare il paesaggio naturale: durante questi mesi potranno accedere alla spiaggia un massimo di 1500 persone dalle ore 8 alle 18, ad un prezzo per biglietto di 3,50€.
2. Spiaggia La Pelosetta
La Pelosetta ha caratteristiche simili a La Pelosa, ma ha dimensioni notevolmente minori.
La bellissima spiaggia de La Pelosetta è bagnata da acque limpide e trasparenti, in un paesaggio incantevole. Dalla spiaggia si possono ammirare l‘Isola Piana e l’Isola dell’Asinara.
3. Spiaggia di Ezzi Mannu
La spiaggia di Ezzi Mannu è incantevole, composta da piccoli sassolini bianchi bagnati da un’acqua azzurra e limpida. La zona è circondata da vaste dune ricoperte di macchia mediterranea: questa vegetazione dà alla spiaggia un aspetto quasi selvaggio.
Nonostante la sua bellezza inenarrabile, la spiaggia è sempre poco frequentata. L’unico aspetto negativo di Ezzi Mannu è che si trova nelle vicinanze della centrale termoelettrica di Fiume Santo.
4. Cala Coscia di Donna
Cala Coscia di Donna è selvaggia e solitaria, composta prevalentemente da rocce di colore scuro. L’accesso alla spiaggia non è molto semplice, ma ne vale sicuramente la pena. Il paesaggio naturale è incantevole, le sfumature dell’acqua vanno dall’azzurro al verde smeraldo e la quiete del luogo rende Cala Coscia di Donna il luogo perfetto per rilassarsi in solitaria.
Poiché il fondale roccioso è immediatamente profondo, la caletta è amatissima dagli appassionati di snorkeling e immersioni subacquee.
5. Cala Lupo
Un’altre delle spiagge Stintino da non perdere è Cala Lupo, formata da sabbia a grana grossa e ampie rocce; il mare, incredibilmente limpido, va dal celeste al verde smeraldo. Come Cala Coscia di Donna, anche Cala Lupo è perfetta per lo snorkeling e le immersioni subacquee.
La vegetazione verde e rigogliosa che circonda la spiaggia e gli scogli aspri che entrano nel mare rendono il paesaggio di Cala Lupo molto suggestivo. La spiaggia è perfetta per chi ricerchi pace e tranquillità, in quanto non è mai affollata e la conformazione dà un senso di protezione.
Vicino alla spiaggia si trova un ampio parcheggio e servizi come bar, ristoranti e hotel.
6. Spiaggia Le Saline
La spiaggia Le Saline è formata da una lunga distesa di sabbia fine e bianchissima e da un mare limpido e trasparente, dalle sfumature tendenti all’azzurro. Nella spiaggia si trova una delle torri spagnole più antiche della Sardegna.
Il litorale è attrezzato con vari punti di ristoro, attrezzature da spiagge come ombrelloni, lettini e sdrai e punti di noleggio per pedalò. Si tratta di una meta molto frequentata, perfetta soprattutto per praticare surf o windsurf.
Dalla spiaggia è poi possibile ammirare numerose specie di uccelli, come le rondinelle di mare.
7. Spiaggia Pazzona
La bellissima spiaggia Pazzona si trova fra Le Saline e Punta Elice. Si tratta di una lunga distesa di sabbia bianca e chiara a grani medi, intervallata da piccoli ciottoli. La battigia è particolarmente caratteristica, con striature e tratti di sfumature quasi rosa.
L’acqua del mare è limpida e cristallina, con sfumature di colore dal turchese all’azzurro. Il fondale è basso e sabbioso ed il paesaggio è nel complesso estremamente affascinante.
Durante l’alta stagione la spiaggia è mediamente frequentata, ma con l’arrivo dell’autunno vi si dovrebbe trovare un ambiente più intimo.
In questa zona è possibile osservare la presenza di posidonie, simbolo di un mare in buono statodi salute.
8. Spiaggia Punta Negra
La pittoresca spiaggia di Punta Negra è caratterizzata dalla presenza di un molo in cui approdano imbarcazioni da diporto; nella spiaggia è inoltre possibile affittare barche e vele.
La spiaggia è composta da sabbia fine e chiara, bagnata da un mare trasparente e cristallino, di un colore tendente al turchese. Gli appassionati di immersioni apprezzeranno i fondali di Punta Negra, coperti di fitta vegetazione.
9. Spiaggia Tamerici
Infine, concludiamo la nostra lista delle più belle spiagge Stintino con la spiaggia Tamerici. La baia è circondata a sud da scogli di roccia chiara e a nord da una vegetazione molto fitta. Il litorale è ciottoloso, intervallato da ciuffi di vegetazione mediterranea.
Con i suoi 37 chilometri di costa, San Teodoro è un luogo d’eccellenza per le vacanze in Sardegna: spiagge bellissime di fine sabbia bianca che si alternano a scogliere granitiche, fondali bassi, cale nascoste e selvagge, mare limpido e dalle mille sfumature di azzurro. Insomma, paesaggi mozzafiato di cui è impossibile rimanere delusi.
Il piccolo comune è situato nella regione storica della Gallura nel Nord est della Sardegna, conta appena 5 mila abitanti e nel periodo estivo è frequentato da parecchie migliaia di persone; ma anche adesso, in bassa stagione, grazie al clima favorevole potete trascorrere delle giornate al mare in maggior tranquillità, ammirando di persona la natura incontaminata e la meraviglia di questi luoghi.
Andiamo alla scoperta delle 10 più belle spiagge San Teodoro che dovete assolutamente visitare se pianificate la vostra vacanza nel Nord Sardegna.
1. La Cinta
La spiaggia La Cinta è la più famosa di San Teodoro, è la più grande e la più vicina al borgo. È una spiaggia libera e attrezzata con bar, ristorante, docce e servizi, caratterizzata da fondali bassi e trasparenti, una fitta vegetazione e dalla sabbia bianca e fine. Un lembo di terra divide la spiaggia in due. È possibile praticare windsurf, kitesurf, uscire in kajak o gommone. Vicino alla spiaggia si trova lo stagno di San Teodoro dove è possibile ammirare fenicotteri rosa, aironi rossi e molto altro.
2. L’Isuledda
È un piccolo angolo di paradiso a sud del Comune, dalla sabbia bianca e morbida e qualche scoglio ai lati. Dotata di parcheggio gratuito, è ideale per chi pratica snorkeling, il mare è cristallino di colore azzurro turchese. Alle sue spalle si trova un laghetto salato. È molto frequentata dai turisti e offre servizi quali bar e stabilimenti.
3. Lu Impostu
La bellissima spiaggia di Lu Impostu è situata in località Lu Fraili, più a nord del Comune sulla strada statale 125 in direzione Olbia. È una spiaggia libera e attrezzata, dotata di ampio parcheggio ed è circondata da un piccolo stagno. In alta stagione era soggetta a prenotazione in quanto a numero chiuso come Cala Brandinchi.
4. Cala Brandinchi
Nella lista delle più belle spiagge San Teodoro non potevamo di certo non nominare Cala Brandinchi, chiamata anche “Piccola Thaiti” per i colori delle sue acque turchesi che ricordano appunto quelli della Polinesia e il fondale basso. Alle sue spalle c’è una pineta mentre sullo sfondo la suggestiva isola di Tavolara.
5. Capo Coda Cavallo
Raggiungibile dal bivio di Lutturai, sulla strada statale 125 in direzione Olbia, la spiaggia di Capo Coda Cavallo si trova a nord di San Teodoro e si affaccia sulle isole di Proratora, Molara e Tavolara. È chiamata così perché vista dall’alto ricorda la coda di un cavallo. La spiaggia è libera e attrezzata, riparata dal vento.
6. Puntaldia
La piccola spiaggia di Puntaldia è separata da La Cinta dalla foce lagunare, è molto frequentata da chi fa windsurf e diving e nei paraggi c’è anche un campo da golf. Il nome significa “punta della guardia” per la rilevanza strategica della sua posizione. Nel villaggio omonimo si trova il porto turistico.
7. Punta Molara
La spiaggia di Punta Molara offre un bellissimo panorama: potrete vedere anche i giardini della Macchia Mediterranea, un parco didattico ricco di fiori e numerose specie botaniche, con sentieri in cui immergersi in colori e profumi tipici.
8. Spiaggia delle Vacche
La spiaggia è riparata dal vento di maestrale, circondata da rocce granitiche, sabbia molto fine e acqua cristallina con sfumature che vanno dal verde smeraldo all’azzurro, i fondali bassi e sabbiosi. Si trova nella località Monte Petrosu e si raggiunge percorrendo un sentiero tra le rocce attraversando la spiaggia della Tartaruga, una piccola caletta chiamata così per una roccia a forma di tartaruga.
9. Spiaggia di Porto Istana
La spiaggia di Porto Istana è una delle spiagge vicine San Teodoro da non perdere se vi trovate a Olbia e dintorni. È intervallata da piccole calettine di sabbia bianca e fine e piccole fasce rocciose. Presenta un fondale basso, perfetto per i bambini, ed è riparata dal maestrale, molto amata anche da chi pratica sport acquatici. La meravigliosa Isola di Tavolara fa da cornice anche qui. L’ideale sarebbe visitare questa spiaggia in bassa stagione.
10. Cala Suaraccia
Questa caletta, conosciuta anche come spiaggia delle Farfalle, perché situata nei pressi del complesso turistico omonimo, si può raggiungere dal bivio di Lutturai nella strada statale 125 direzione nord. Cala Suaraccia è circondata da una vegetazione molto ricca, ginepri e lentischi caratteristici della macchia mediterranea. La sabbia è chiara e il mare color turchese, vicino si trova anche una scuola di sub.
Le isole più belle vicino San Teodoro
Come avete visto c’è l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda le spiagge San Teodoro. Soffermiamoci ora sulle due isole che abbiamo nominato: l’isola di Molara e quella di Tavolara, entrambe facenti parte del parco marino protetto.
La prima è visitabile solo su richiesta perché di proprietà privata. Si possono ammirare rare specie di uccelli marini e le spiagge sono sabbiose composte da piccoli ciottoli. Le Piscine di Molara nella costa sud sono delle piscine naturali dalle acque trasparenti e turchesi che vi lasceranno senza fiato.
L’Isola di Tavolara si può raggiungere in traghetto da Porto San Paolo ed è di proprietà della famiglia Marzano. Tra le spiagge citiamo quella dello Spalmatore di Terra, circondata da natura incontaminata.
Quante volte vi è capitato di vedere volare un ombrellone in spiaggia?
Per chi, come noi di Nieddittas, vive in Sardegna sa bene che il vento è spesso presente anche nelle giornate estive e quindi è importante sapere come piantare l’ombrellone nella sabbia in maniera corretta e sicura.
Anche se la stagione estiva sta volgendo al termine, nella nostra amata Isola il clima permette ancora di godere del bellissimo mare cristallino; per chi invece considera la vacanza oramai un ricordo, può fare tesoro di questa breve guida per il prossimo anno.
Seguendo i consigli che troverete in questo articolo, utili non solo per chi frequenta poco le spiagge, ma anche per chi vive in località balneari, riuscirete a godervi la vostra giornata di mare in relax, evitando che alla prima folata di vento il vostro ombrellone voli via, rischiando di far del male a qualcuno.
Cosa occorre per piantare un ombrellone
Innanzitutto, procuratevi un buon ombrellone robusto e resistente, in grado di offrire un buon riparo dai raggi UV. Vi serviranno poi pochissimi oggetti facili da reperire ed economici:
Una paletta (potete prendere quella dei vostri bambini o una da giardino).
Una o due corde.
Uno o due sacchi/buste di plastica.
Non è raro vedere turisti, e non solo, in difficoltà mentre cercano di far star in piedi il loro ombrellone; per chi non è abituato è un’operazione non tanto facile, specialmente se la spiaggia non è sabbiosa.
Dove posizionare l’ombrellone in spiaggia
Una volta scelta la meta (ad esempio potete scegliere tra le 10 più belle spiagge del Nord Sardegna), non vi resta che trovare la posizione per il vostro ombrellone o ombrelloni, se siete in tanti e dovete piantarne più di uno. Sceglieteuno spazio libero non troppo vicino agli altri e calcolate dove ricade l’ombra. Non sarebbe educato se finisse sugli asciugamani di altre persone. Considerato che dovrete scavare una buca, non optate per spazi duri e rocciosi.
Ora vediamo passo passo come piantare ombrellone nella sabbia.
Come piantare ombrellone nella sabbia: passaggi
Scavate una buca nella sabbia utilizzando la paletta. Soprattutto se c’è vento è meglio fare un fosso profondo. Se nella spiaggia ci sono sassi, rimuovete con le mani quelli nel punto scelto per vedere se c’è la sabbia sotto, in caso contrario togliete una buona quantità di sassi per far scendere il più possibile la base dell’ombrellone. Se avete dimenticato la paletta non preoccupatevi, usate la punta dell’ombrellone ed eseguite dei movimenti circolari spingendo verso il basso.
Posizionate l’ombrellone nella buca e richiudetela con la sabbia, pigiando bene attorno e facendo una montagnetta per renderlo ancora più stabile. È possibile anche bagnare la sabbia attorno per aumentare la presa. Se ci sono sassi, fate una torre attorno alla stecca. Provate a far oscillare l’ombrellone, se si muove troppo andava scavata una buca più profonda.
Prendete un sacco e riempitelo di sabbia o sassi. Quando sarà abbastanza pesante legate il sacco a un raggio dell’ombrellone e fate in modo che la corda sia ben tesa. Il sacco fungerà da zavorra e renderà l’ombrellone più resistente al vento; in questo modo non dovrete tenere voi la base ad ogni raffica di vento o rischiare di interrompere il vostro bagno in mare per andare a rincorrere l’ombrellone volato via.
Orientate l’ombrellone leggermente inclinato controvento, ma senza reclinarlo. Più è basso e più resisterà alla forza del vento.
Adesso sapete come piantare un ombrellone nella sabbia, ma quando il vento è davvero troppo forte seguire queste dritte può non bastare e allora è consigliabile chiuderlo.
Consigli da spiaggia
Ripararsi sotto l’ombrellone durante le ore più calde non è sufficiente: ricordate di mettere una protezione solare adeguata, per evitare il rischio di scottature e danni cutanei. Sarebbe opportuno rimetterla dopo i bagni o dopo 2 ore e indossare un cappello o un foulard per prevenire un colpo di calore e di sole; mal di testa, febbre, nausea e stordimento sono i primi sintomi a cui prestare attenzione.
Inoltre, è importante bere il più possibile per non ritrovarvi stanchi e nervosi. Frutta e acqua è il binomio perfetto per una giornata al mare, sia per integrare liquidi nel vostro corpo sia per favorire l’abbronzatura.
Infine, ricordate sempre di rispettare il mare e l’ambiente!
Orosei è un comune della provincia di Nuoro, situato nell’antica subregione storica delle Baronie.
Le spiagge di Orosei sono di duplice natura: sabbiosa o rocciosa. In entrambi i casi si tratta di veri e propri paradisi terrestri di natura incontaminata, l’ideale per chi desidera allontanarsi dalla frenetica e chiassosa vita cittadina.
Ecco quali sono le 11 più belle spiagge di Orosei.
1. Oasi di Bidderosa
L’oasi di Bidderosa è composta da cinque calette dalla sabbia morbida e bianca alla cui spalle si erge un parco di 860 ettari fra boschi e macchia mediterranea, tra cui lecci, pini e ginepri. L’oasi è affidata al Comune di Orosei (a 13 km di distanza) e protetta dall’Ente Foreste.
Da maggio a ottobre l’ingresso in moto o in automobile è a numero chiuso; per quanto riguarda invece l’ingresso in bici o a piedi non esiste alcun limite stagionale. Un’escursione di trekkingconsentirà di immergersi completamente nella riserva.
La prima caletta la si incontra a 4 km dall’ingresso; proseguendo verso nord si incontrano via via le altre quattro, fino a raggiungere, al confine settentrionale dell’oasi, la bellissima spiaggia di Bèrchida.
2. Spiaggia di Bèrchida
La spiaggia di Bèrchida si trova nel territorio di Siniscola, piccolo comune a pochi chilometri di distanza rispetto alla spiaggia.
La spiaggia, lunga e abbastanza spaziosa, è considerata una delle spiagge più belle del Mediterraneo. Perfetta per chi ricerca privacy e relax, la spiaggia non è mai affollata e con la sua sabbia fine a contatto con un mare color turchese crea un vero spettacolo da cartolina.
Il fondale è basso, caratteristica che rende la spiaggia perfetta per le famiglie con bambini.
3. Spiaggia di Sas Linnas Siccas
Tre arenili rispettivamente separati da scogli e macchia mediterranea, la spiaggia di Sas Linnas Siccas è ideale per chi ricerca un’atmosfera intima e protetta dal vento.
La sabbia è chiara ed il fondale è basso; il mare si colora di numerose tonalità di azzurro.
La spiaggia dista circa 9 km da Orosei: se dalla cittadina si percorre la strada che porta a Cala Liberotto, sarà sufficiente svoltare a destra in via Fuile e Mare e poi a sinistra in via Sas Linnas Siccas per parcheggiare vicino alla spiaggia.
4. Cala Liberotto
Cala Liberotto si trova a circa 14 km di distanza da Orosei. Una baia dalla sabbia dorata a granelli grossi, circondata da rocce candide e macchia mediterranea: Cala Liberotto, come ogni spiaggia del Golfo di Orosei, è un vero spettacolo naturale.
A poca distanza dalla riva si ergono tre scogli grandi, facilmente raggiungibili per via del fondale basso, che danno alla caletta un aria quasi esotica.
Alle spalle si può poi avvistare lo stagno di sos Alinos, circondato di canne e agavi, in cui gli uccelli acquatici trovano rifugio e un posto sicuro per nidificare.
La vegetazione che circonda la cala comprende, fra gli altri, fichi d’india, cespugli di mirto e palme nane.
5. Marina di Orosei
Un’altra spiaggia imperdibile del Golfo è sicuramente la Marina di Orosei: spiaggia dalla sabbia dorata e dall’acqua cristallina, ideale per gli appassionati di immersioni. Inoltre, per via del vento costante, la zona è perfetta per i surfisti.
La spiaggia, lunga circa due chilometri, è composta di sabbia fine mista a ghiaia e conchiglie e circondata di verde, oltre che da monti e colline in lontananza.
Marina di Orosei è facilmente raggiungibile dal centro abitato.
6. Cala Goloritzé
Tra le Orosei spiagge impossibile non citare questa bellissima cala, raggiungibile tramite un percorso di trekkingdi circa due ore nel Supramonte di Baunei, dove è possibile incontrare capre, asinelli e tanti altri animali.
Le acque turchesi di Cala Goloritzé sono circondate da un litorale aspro e roccioso, coperto da macchie verdi di vegetazione. Mare e montagna si abbracciano armoniosamente in un piccolo angolo di paradiso, dove piccoli sassolini bianchi e levigati incontrano l’acqua limpida e trasparente del mare d’Ogliastra.
Il fondale è alto, ma perfettamente trasparente, così che risulta facile vederne in fondo nonostante i metri di profondità.
7. Cala Luna
Alla foce del rio Illune, Cala Luna è sicuramente un’altra delle numerose meraviglie del Mediterraneo: insenatura tra le falesie al cui centro si trova una lunga striscia di sabbia dorata e finissima a contatto con un mare azzurro e perfettamente limpido.
Per i primi metri il fondale risulta essere molto basso, ma poi all’improvviso diventa profondo e perfetto per snorkeling o immersioni subacquee.
Alle spalle della spiaggia si trova un laghetto circondato da un piccolo bosco di oleandri e macchia mediterranea.
8. Cala e spiaggia di Osalla
Ci troviamo nella parte settentrionale del Golfo di Orosei, alla foce del fiume Cedrino. L’area è divisa in una cala nel territorio di Dorgali e una grande spiaggia nel territorio di Orosei, separate da un promontorio.
La cala e la spiaggia di Osalla sono entrambe bellissime, circondate di macchia mediterranea e con un mare dall’acqua limpida e azzurra.
9. S’Ena ‘e sa Chitta
S’Ena e Sa Chitta, la spiaggia dei confetti, è una spiaggia dalla sabbia chiara e fine, bagnata da un mare i cui colori vanno dall’azzurro al verde smeraldo, con sfumature quasi indaco. La spiaggia forma un litorale unico con Capo Comino.
10. Capo Comino
La sabbia di Capo Comino è fine e bianca, circondata da enormi dune di sabbia. Capo Comino, presso l’omonima borgata turistica, è un vero e proprio paradiso terrestre e forma un litorale unico con s’Ena ‘e sa Chitta.
Un antico faro, diventato con gli anni il simbolo del luogo, fronteggia la piccola isola Ruja e veglia sull’area. La piccola isola è raggiungibile a piedi o a nuoto, a seconda della marea.
L’area è circondata da fitto verde, fra cui una pineta, che si sposa perfettamente con l’azzurro del mare limpido.
11. Cala Ginepro
Chiude la classifica delle più belle “Orosei spiagge” un vero e proprio spettacolo della natura: Cala Ginepro. Sembra quasi un dipinto, così bello che l’abbiamo inserito nella lista anche se si trova leggermente al di fuori del Golfo di Orosei.
Verde, bianco, azzurro e rosa granitico si accostano in un panorama di sorprendente e calmante bellezza naturale.
I nuovi stili di vita frenetici hanno determinato che sempre meno persone si dedicano al fai-da-te, essendo spesso incapaci di trovare un momento libero e forse anche spaventati dalla complessità di alcuni lavori manuali.
Tuttavia, molti studi hanno dimostrato che lavorare con le mani, soprattutto se in modo creativo, ha notevoli benefici per la salute del corpo e della mente, in quanto allevia lo stress e stimola la produzione di endorfine. Inoltre, dedicarsi alla costruzione di oggetti utili è un ottimo modo per ridurre una delle principali piaghe del nostro tempo: il consumismo.
Di seguito vedremo come costruire un ombrellone da spiaggia: se per alcuni potrà sembrare un’idea buona ma fuori stagione, per altri, come per noi di Nieddittas che abbiamo la fortuna di vivere in Sardegna, la stagione estiva è ancora lunga ed un ombrellone farà comodo probabilmente fino alla fine di ottobre.
Di che occorrente avrete bisogno?
Per costruire un ombrellone da spiaggia procuratevi:
Un pezzo di tessuto, possibilmente chiaro per non attirare i raggi del sole;
delle asticelle di plastica di piccola dimensione, per fare i “raggi” dell’ombrellone;
un bastone di plastica, che diventerà l’asta centrale dell’ombrellone;
un telaio che regga le asticelle;
delle cerniere di ferro e staffe richiudibili;
delle viti piccole, per fissare l’ossatura dell’ombrellone;
un cacciavite;
facoltativo: una cassa quadrata per la base o, in alternativa, un grosso vaso.
La scelta del tessuto
Per prima cosa dovrete recarvi in un negozio di stoffe e procurarvi un pezzo di tessuto grande a sufficienza per diventare la parte esterna dell’ombrellone, ovvero quella che vi proteggerà dal sole.
Optate se possibile per un tessuto chiaro, in modo da non attirare i raggi del sole, e possibilmente anti raggi UV. I raggi UV sono infatti in grado di passare attraverso le stoffe normali e nel tempo possono rivelarsi dannosi per la pelle.
Dopo esservi procurati il tessuto, sarà necessario tagliarlo per dargli la classica forma ad ombrellone. Per un lavoro più rifinito potete cucire l’orlo attorno alla parte tagliata.
Come creare la base dell’ombrellone
Passiamo ora alla creazione della base: questo passaggio è facoltativo, in quanto chi preferisse potrà semplicemente inserire l’asta direttamente nella sabbia, secondo il metodo classico.
L’idea più semplice per creare la base è quella di utilizzare una cassa quadrata, riempita di terra o materiali in grado di dare la pesantezza adeguata allo svolgimento della sua funzione.
In alternativa, potreste optare per un vaso abbastanza grosso, di quelli adatti alle piante di medie dimensioni. Per dare pesantezza al vaso potete porre delle pietre alla base e poi riempire il resto del vaso con della terra, in modo che regga il palo dell’ombrellone. La terra dovrà essere il più compatta possibile.
Ovviamente, qualsiasi altro contenitore potrà svolgere la funzione della cassa o del vaso. L’importante è che sia delle dimensioni adatte a reggere il palo e abbastanza resistente a svolgere la funzione di sostegno.
Per i veri amanti del fai-da-te, un’altra idea è quella di fabbricare una base utilizzando il calcestruzzo. Per prima cosa dovrete procurarvi un contenitore da utilizzare come stampo o anche una vecchia base di un vecchio ombrellone, così da poterne ricreare la forma.
Dopo esservi procurati lo stampo-contenitore, riempitelo di sabbia e cemento (¾ di sabbia e ¼ di cemento) e aggiungete la quantità di acqua segnata nelle istruzioni d’uso del cemento. Poi inserite palo di plastica che avete scelto come asta dell’ombrellone all’interno del calcestruzzo e aspettate che si asciughi. In questo modo verrà a crearsi il buco in cui inserirlo al momento di montare l’ombrellone.
Come costruire un ombrellone da spiaggia: i passaggi finali
Fin’ora dovreste disporre di un tessuto chiaro (tagliato appositamente) e di una base che regga in piedi l’ombrellone. Adesso non vi resta che creare l’ossatura.
Per l’ossatura avrete bisogno sia del palo di plastica che servirà da asta centrale, sia di un telaio che possa reggere le piccole asticelle che terranno aperto il tessuto.
Con l’aiuto di piccole viti e del cacciavite, fissate le piccole asticelle al telaio e sistematevi sopra il tessuto, assicurandovi che poggi sui raggi in maniera corretta.
A questo punto dovrete realizzare il meccanismo che consentirà di chiudere l’ombrellone nei momenti in cui questo non viene utilizzato. A tal fine, montate delle cerniere di ferro e delle staffe richiudibili ed il vostro ombrellone è pronto all’uso!
Le ostriche sono dei frutti di mare apprezzati dai buongustai di tutto il mondo. Sono composte da una conchiglia dalla forma rotondeggiante e dalla superficie rugosa che bisogna saper aprire per poter cucinare il mollusco o consumarlo con eventualmente un goccio di limone, come fanno i puristi.
Se siete alle prime armi, può essere utile leggere questa breve guida per sapere come aprire le ostriche: quale coltello utilizzare, come rimuovere la polpa senza perdere il succo e qualche consiglio. Troverete anche un video che illustra i passaggi descritti.
Quali attrezzi servono per aprire le ostriche?
Aprire le ostriche a crudo è un’operazione delicata ma con gli strumenti giusti e seguendo i passaggi vedrete che non sarà nulla di complicato, bisogna solo avere una mano ferma e fare un po’ di pratica.
Il coltello per ostricheè a lama corta (circa 6 centimetri) e tozza, specifica per penetrare nei bivalvi e sollevare le due valve senza danneggiare la polpa; se non ce lo avete va bene anche un coltellino fine e appuntito, resistente e che non si spezzi. Evitate i coltelli da cucina con la punta arrotondata.
Se non siete esperti è consigliabile indossare dei guanti antitaglio, magari da forno, oppure usare un panno da cucina con cui fasciarsi la mano sinistra, per evitare di ferirsi se dovesse sfuggire il coltello.
Vi servirà poi un tagliere su cui adagiare le ostriche per sgusciarle. Vediamo ora la tecnica per aprire le ostriche a crudo con e senza coltello.
Come aprire le ostriche con il coltello in 4 mosse
Innanzitutto, procuratevi delle ostriche freschissime e di sicura provenienza come quelle offerte da Nieddittas che le sceglie, le monitora e le etichetta per assicurare le migliori garanzie di sicurezza alimentare. Riconoscete le ostriche fresche perché sono vive e odorano di mare.
Una volta acquistate, non è necessario lavarle sotto l’acqua corrente. Ora indossate i guanti e seguite le indicazioniper aprire le ostriche:
Posizionate la prima ostrica sul tagliere con la valva piatta rivolta verso l’alto. Cercate la fessura tra le valve e inserite la punta del coltello. La pressione esercitata non dovrà essere né troppo forte per non danneggiare la polpa, né troppo debole.
Lasciate entrare gradualmente la lama e ruotatela leggermente in posizione verticale prima a destra e poi a sinistra, percorrendo tutta la giunzione delle valve.
Una volta aperta l’ostrica (e quindi dopo aver separato le due parti del guscio), impugnatela con la mano sinistra e introducete la lama del coltello rasente la valva piatta superiore per incidere il muscolo che tiene unite le due valve.
L’acqua presente nell’ostrica è importante per rimuovere eventuali detriti. Staccate, infine, la parte del muscolo ancora fissata al guscio inferiore.
Ora l’ostrica è pronta da cuocere secondo la ricetta scelta.
Guardate il nostro video che mostra passo passo le operazioni da compiere.
Si raccomanda di non far passare più di 1 ora dall’apertura al consumo, altrimenti è bene conservarle in frigorifero avvolte in un panno umido o sistemarle in un letto di ghiaccio.
Come aprire le ostriche in cottura
Vediamo ora come aprire le ostriche in cottura, sfruttando il calore.
Mettete poca acqua in una pentola, aggiungete le ostriche e coprite col coperchio. Fate cuocere a media intensità per qualche minuto. I gusci si apriranno facilmente e non servirà l’apposito coltello. Scolate l’acqua in eccesso e separate con le mani le due valve.
Servite le ostriche crude sulla loro valva inferiore e conservate le cotte per la preparazione di altre ricette.
È importante non farle cuocere troppi minuti altrimenti il calore potrebbe alterarne il sapore.