Cosa si estrae dalle alghe marine?

17 Giu 2026

L’estrazione dalle alghe permette di ottenere diverse sostanze, ciascuna con proprietà specifiche. Alcune sono note da molto tempo, altre sono al centro di studi e applicazioni più recenti. Le alghe, infatti, possono contenere sali minerali, fibre, proteine, polisaccaridi, acidi grassi, pigmenti naturali e molecole bioattive.

In ambito alimentare e industriale, le sostanze più conosciute sono l’agar-agar, la carragenina e gli alginati, impiegati soprattutto per la loro capacità di gelificare, addensare o stabilizzare. In altri contesti, invece, si parla di iodio, di omega-3 dalle alghe, di pigmenti come l’astaxantina o di oli utilizzabili come base per carburanti di origine biologica.

Iodio, agar-agar e carragenina

Tra le sostanze più note associate alle alghe troviamo lo iodio, un elemento presente in diverse specie marine. Le alghe possono accumularlo naturalmente dall’acqua di mare, motivo per cui in passato sono state considerate una fonte importante di questo minerale. Lo iodio è essenziale per il corretto funzionamento della tiroide, ma il suo consumo deve sempre essere equilibrato, soprattutto quando deriva da alimenti molto concentrati.

L’agar-agar è invece una sostanza gelatinosa ottenuta da alcune alghe rosse. È molto usata in cucina e nell’industria alimentare come gelificante vegetale, alternativa alla gelatina di origine animale. Lo troviamo in preparazioni dolci, dessert, budini, gelatine e prodotti che richiedono una consistenza compatta ma naturale.

Anche la carragenina proviene da alghe rosse ed è utilizzata come addensante e stabilizzante. La sua funzione è quella di migliorare la consistenza di molti prodotti alimentari, in particolare creme, dessert, bevande, salse e alimenti trasformati. In termini semplici, aiuta a mantenere uniforme una preparazione, evitando separazioni indesiderate tra le diverse componenti.

Queste sostanze mostrano quanto il mare sia già presente nella nostra vita quotidiana, spesso senza che ce ne accorgiamo. Un prodotto apparentemente lontano dall’ambiente marino può contenere, in realtà, un ingrediente che nasce proprio dalle alghe.

Omega-3 dalle alghe e astaxantina

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse verso gli omega-3 dalle alghe, soprattutto perché rappresentano una possibile alternativa agli omega-3 ricavati tradizionalmente dal pesce. In natura, infatti, molti pesci accumulano omega-3 proprio attraverso la catena alimentare marina, che parte anche da alghe e microrganismi acquatici.

Un’altra sostanza di grande interesse è l’astaxantina, un pigmento naturale appartenente alla famiglia dei carotenoidi. È responsabile della colorazione rossastra di alcuni organismi marini e viene studiata per le sue proprietà antiossidanti. Anche in questo caso, le microalghe sono una fonte importante, perché possono produrre questo pigmento in modo naturale.

Omega-3 e astaxantina dimostrano come le alghe non siano soltanto “piante del mare”, ma veri e propri laboratori biologici, capaci di generare composti utili per alimentazione, ricerca, cosmetica e salute.

Microalghe, bio-olio algale e bio-carburante

Un campo particolarmente interessante riguarda la produzione di energia. Da alcune alghe, soprattutto dalle microalghe, si possono ricavare oli che diventano materia prima per biocarburanti. In questo caso si parla di bio-olio algale, una sostanza ottenuta dalla biomassa algale e potenzialmente utilizzabile in processi di raffinazione.

Il bio-carburante dalle alghe nasce dall’idea di sfruttare organismi capaci di crescere rapidamente, utilizzando luce, acqua, nutrienti e anidride carbonica. Le microalghe, attraverso la fotosintesi, trasformano la CO2 in biomassa. Questo processo è chiamato biofissazione, perché consente di “fissare” biologicamente il carbonio all’interno della materia organica prodotta.

Il principio è affascinante: coltivare alghe per assorbire CO2 e ottenere, allo stesso tempo, una risorsa utilizzabile. Naturalmente non si tratta di una soluzione semplice o immediata. La produzione su larga scala richiede tecnologie efficienti, costi sostenibili, controllo delle colture e impianti adatti. Tuttavia, il settore continua a essere studiato perché unisce energia, biotecnologia e sostenibilità.

Le alghe, quindi, non sono soltanto una risorsa alimentare o industriale: possono diventare anche una possibile materia prima per il futuro energetico.

Alghe marine e sostenibilità

Le alghe marine sono importanti anche per il ruolo che possono svolgere nella transizione verso modelli produttivi più sostenibili. Possono essere utilizzate per creare ingredienti alimentari, mangimi, fertilizzanti, cosmetici, materiali innovativi e prodotti ad alto valore aggiunto. Alcune applicazioni riguardano persino la depurazione delle acque e la riduzione dell’impatto ambientale di determinate attività.

Naturalmente, anche l’utilizzo delle alghe deve essere gestito con attenzione. Raccogliere alghe in modo indiscriminato può danneggiare habitat costieri, alterare equilibri locali e ridurre la biodiversità. Per questo è fondamentale distinguere tra raccolta spontanea, coltivazione controllata e utilizzo industriale sostenibile.

La vera sfida è valorizzare questa risorsa senza impoverire il mare. Coltivare, trasformare e usare le alghe in modo responsabile significa riconoscere il loro valore ecologico prima ancora del loro valore economico.

Un piccolo organismo, molte possibilità

Chiedersi cosa si estrae dalle alghe marine significa scoprire un mondo molto più ampio di quanto sembri.

Questi organismi, semplici solo in apparenza, raccontano la straordinaria capacità del mare di generare vita, equilibrio e innovazione. Ogni alga è parte di un sistema più grande: produce ossigeno, offre nutrimento, assorbe sostanze dall’ambiente e può diventare una risorsa preziosa per l’uomo.

Per noi di Nieddittas, conoscere il mare significa anche imparare a rispettare tutto ciò che lo abita, anche ciò che spesso resta invisibile o viene osservato con poca attenzione. Le alghe marine ci ricordano che la ricchezza del mare non è fatta solo di grandi specie e paesaggi spettacolari, ma anche di organismi piccoli, silenziosi e fondamentali per il futuro degli ecosistemi.

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