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Quando osserviamo il mare dalla riva, l’infrangersi delle onde, le sfumature di colore ed il profumo salmastro, sembra di osservare uno spettacolo antico quanto la Terra stessa. In realtà, circa 5 milioni di anni fa, lo spazio oggi occupato dal mar Mediterraneo non era altro che una profonda vallata completamente secca, desertica e salata. La vallata divideva l’Europa, l’Asia e l’Africa.

Successivamente, presso l’odierna Gibilterra, un cataclisma aprì un collegamento fra l’Oceano Atlantico e la vallata. Una vera e propria cascata dalle dimensioni immense rovesciò la propria acqua nel bacino del Mediterraneo per circa un secolo, prima che questi potesse finalmente essere chiamato mare (se solo all’epoca fossero esistite specie capaci di dare un nome alle cose, ma per l’homo sapiens dobbiamo aspettare ancora qualche milione di anno).

Abbiamo brevemente raccontato la sua origine, ora scopriamone le caratteristiche attuali: sei curioso di sapere quanto è profondo il mar Mediterraneo? Di scoprire quali sono le sue principali caratteristiche fisiche e di avere qualche informazione in più sulla biodiversità del Mare Nostrum? Se la risposta è sì allora siediti comodo: noi di Nieddittas ti porteremo a conoscere meglio il nostro amato mare.

La profondità del mar Mediterraneo

Scopriamo subito quanto è profondo il mar Mediterraneo. Con una superficie di 2.510.000 km², il Mar Mediterraneo ha una profondità media di 1.500m. In alcuni punti, i fondali marini sono particolarmente profondi, ad esempio a sud-ovest del Peloponneso, dove la profondità raggiunge ben 5.270m. Questo punto, detto abisso di Calipso o Fossa Calypso, è il punto più profondo del Mediterraneo e si trova nel mar Ionio.

L’abisso prende il nome da Calipso, ninfa della mitologia greca, che secondo la leggenda fu costretta all’esilio immortale nell’isola di Ogigia (oggi Gozo), dove si innamorava dei navigatori che vi si fermavano per poi ripartire, lasciandola sempre indietro.

In generale, la profondità del Mediterraneo è abbastanza scarsa, il che porta le acque superficiali ad una forte evaporazione e dunque ad una salinità superiore rispetto a quella dell’Oceano. L’evaporazione è tale che, se non vi fosse l’apporto dell’acqua dell’Oceano Atlantico tramite lo Stretto di Gibilterra, il mare si asciugherebbe completamente nel corso di circa 2000 anni.

Le caratteristiche fisiche e la biodiversità del Mediterraneo

Il Mar Mediterraneo fu chiamato dagli antichi Romani Mediterraneus (in mezzo alle terre) per via della sua estensione fra le coste di ben tre continenti: Europa meridionale, Asia occidentale e Africa settentrionale. Dopo i Caraibi, è considerato il più grande mare interno del Pianeta.

Il mare è semi-chiuso: comunica con l’Oceano Atlantico attraverso lo Stretto di Gibilterra; con il Mar Rosso (e dunque con l’Oceano Indiano) attraverso il Canale di Suez (di origine artificiale, risalente al 1869); infine comunica con il Mar Nero attraverso lo Stretto dei Dardanelli e lo Stretto del Bosforo.

Lo Stretto di Sicilia divide il Mar Mediterraneo nei bacini Occidentale ed Orientale, il secondo di estensione quasi doppia rispetto al primo. Inoltre, il mare è comunemente suddiviso in 13 mari dipendenti: il mare di Amborán, il mare delle Baleari, il mar Ligure, il mar di Corsica, il mar di Sardegna, il mar Tirreno, il mar di Sicilia, il mar Libico, il mar Adriatico, il mar Ionio, il mar Egeo, il mar di Marmara ed il mar di Levante.

Una delle principali caratteristiche del Mediterraneo è la sua temperatura costantemente calda durante tutto il corso dell’anno. Mentre nell’Oceano Atlantico le temperature scendono fino a circa 2°C, nel Mediterraneo stanno sempre al di sopra dei 13°. Una delle ragioni della temperatura moderata del mare sta nel fatto che lo Stretto di Gibilterra è poco profondo, dunque solo le acque oceaniche più calde e superficiali riescono ad immettersi nel bacino del Mediterraneo.

Un’altra importante caratteristica di questo mare è la sua biodiversità e, soprattutto, l’alto contenuto di specie endemiche (ovvero esclusive di queste acque).

Se pensiamo che il volume dell’acqua contenuta nel bacino del Mediterraneo (3 750 000 km3) rappresenti lo 0,32% del volume complessivo di tutti i mari, allora è davvero soprendente constatare che ci viva ben il 7,5% delle specie ittiche ed il 18% delle specie vegetali esistenti. Per di più, ben il 28% delle specie che vivono nel Mediterraneo è endemico.

La ragione di questo straordinario endemismo in parte risale a 5 o 6 milioni di anni fa: al Messiniano. In quest’epoca si interruppero le comunicazioni fra l’Oceano Atlantico ed il Mediterraneo, perché quest’ultimo inizio ad evaporare e trasformarsi nella vallata secca, desertica e salata di cui abbiamo parlato nell’introduzione. Il sale è in qualche modo riuscito a mantenere i resti della popolazione marina precedente. Quando l’acqua, passando per lo Stretto di Gibilterra, ha ricolmato il bacino, è avvenuto quella che in biologia viene chiamata radiazione adattiva.

Per fare alcuni esempi di endemismi mediterranei menzioniamo la Posidonia oceanica, il tordo ocellato, la pinna nobilis, la cratena peregrina, l’attinia di rena e la bavosa bianca.

Un altro fattore che ha permesso l’enorme biodiversità ed endemismo del Mediterraneo è la sua conformazione in due sottobacini, anch’essi suddivisi in ulteriori bacini e golfi ed altrettanti microclimi diversi e caratteristici per ogni zona, che permettono la nascita di popolazioni marine ben distinte in ogni area.

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