NOI SIAMO IL MARE
Nieddittas Magazine

Perché il Mar Mediterraneo è un mare chiuso?
Il mar Mediterraneo è il mare che da millenni garantisce all’Italia una posizione privilegiata per scambi culturali e commerciali e dall’Impero romano alle Repubbliche marinare del medioevo le popolazioni della nostra penisola hanno sfruttato questo grande bacino per...
Cosa sono i lupini di mare?
I lupini di mare sono dei molluschi bivalvi che vivono sotto la sabbia dei fondali marini e si nutrono filtrando l’acqua. Sono conosciuti con nomi diversi a seconda della zona e spesso in pescheria vengono venduti semplicemente come vongole. In cucina sono molto...
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COME LE CUCINI OGGI?
Le ricette di Nieddittas

Perché il Mar Mediterraneo è un mare chiuso?
Il mar Mediterraneo è il mare che da millenni garantisce all’Italia una posizione privilegiata per scambi culturali e commerciali e dall’Impero romano alle Repubbliche marinare del medioevo le popolazioni della nostra penisola hanno sfruttato questo grande bacino per...

Cosa sono i lupini di mare?
I lupini di mare sono dei molluschi bivalvi che vivono sotto la sabbia dei fondali marini e si nutrono filtrando l’acqua. Sono conosciuti con nomi diversi a seconda della zona e spesso in pescheria vengono venduti semplicemente come vongole. In cucina sono molto...

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Perché il Mar Mediterraneo è un mare chiuso?
Il mar Mediterraneo è il mare che da millenni garantisce all’Italia una posizione privilegiata per scambi culturali e commerciali e dall’Impero romano alle Repubbliche marinare del medioevo le popolazioni della nostra penisola hanno sfruttato questo grande bacino per prosperare.
Un mare quasi chiuso: l’idrologia del mar Mediterraneo
Il nostro mare è circondato quasi interamente da terre emerse ed è collegato all’Oceano Atlantico solo attraverso lo stretto di Gibilterra.
Per sua natura, il Mediterraneo perde per evaporazione più acqua di quanta ne riceva da fiumi e piogge. A compensare questa perdita è proprio l’Atlantico: dallo Stretto entra in superficie acqua oceanica meno salata, mentre in profondità esce verso l’oceano l’acqua mediterranea, più salata e densa.
Senza questo apporto, il livello del mare si abbasserebbe progressivamente, la concentrazione di sale aumenterebbe e i minerali disciolti finirebbero per depositarsi sul fondale. Ed è esattamente ciò che è successo milioni di anni fa.
Quando il Mediterraneo era un deserto
La crisi di salinità del Messiniano si verificò tra 5,97 e 5,33 milioni di anni fa. In quel caso il processo di evaporazione dell’acqua fu così intenso che non venne compensato da altre affluenze e il Mediterrano si prosciugò in gran parte.
Non immaginiamoci un deserto uniforme, perché rimasero dei laghi salati distribuiti nelle depressioni più profonde, circondati da terre che ospitavano grossi depositi di sale.
Il prosciugamento del Mediterraneo non fu un evento improvviso e dato da una sola causa, ma concorsero diversi fattori.
I movimenti delle placche tettoniche africana ed euroasiatica modificarono le soglie marine. Il livello oceanico subì oscillazioni e variazioni del clima influenzarono l’affluenza di piogge e fiumi. L’insieme di questi fattori ridusse sempre di più l’afflusso di acqua atlantica, fino a interromperlo quasi del tutto.
Il prosciugamento del Mediterraneo: un deserto ipersalato
Gli effetti variarono di molto a seconda della zona proprio perché non fu un processo uniforme.
I pochi laghi e le pozze di acqua profonda erano troppo salati per ospitare la vita marina, mentre le terre emerse, aride e salmastre, potevano comunque fare da corridoio per alcune specie terrestri. Proprio i fossili e la distribuzione delle specie aiutano oggi gli studiosi a ricostruire come gli animali si muovevano in questo paesaggio, tra barriere naturali e zone di vegetazione.
Effetti globali sul clima
Nello stesso periodo riscontriamo una crisi climatica generalizzata nel continente europeo, con intere zone in cui le foreste furono sostituite dalla savana, non attribuibile con il solo dato del prosciugamento del Mediterraneo: le variazioni del clima dipendono da una serie di fattori.
Durante la crisi di salinità del Messiniano la perdita di una così grande superficie marina modificò inevitabilmente gli scambi tra umidità e calore, ma come ciò ebbe un riflesso sulle regioni circostanti è ancora studiato: questo stato di cose non deve essere confuso con una trasformazione dell’intero clima mondiale.
La reinondazione: quando l’Atlantico tornò a riempire il bacino
Circa 5,33 milioni di anni fa il collegamento con l’oceano attraverso lo Stretto di Gibilterra si riaprì o divenne abbastanza profondo da consentire un forte afflusso di acqua.
Secondo un’ipotesi accreditata è possibile che l’acqua oceanica abbia eroso lo stretto fino a consentirne il passaggio, ma la velocità e le modalità con cui il fenomeno si è verificato sono ancora dibattute: secondo alcuni modelli il bacino si riempì in pochi mesi o anni, secondo altri in tempi molto più lunghi.
Quel che è certo è che l’afflusso dell’acqua modificò il paesaggio e permise la ristabilizzazione degli ecosistemi marini.
Potrebbe accadere di nuovo?
Un fenomeno simile alla crisi di salinità del Messiniano non potrebbe di certo verificarsi all’improvviso o comunque in tempi brevi. La scala su cui si muovono questi fenomeni è quella delle ere geologiche.
Se dovesse verificarsi una lunga interruzione dello scambio tra il Mediterraneo e l’Atlantico di sicuro questo porterebbe all’evaporazione del nostro mare, ma l’attuale crisi climatica è diversa da quella del Messiniano.
Di sicuro studiare il passato può aiutare a capire ciò che ci circonda sia tutto interconnesso, e farci comprendere come l’equilibrio dell’ecosistema marino che ci circonda sia il risultato di un bilanciamento di milioni di anni.
Per questo Nieddittas si impegna ogni giorno a promuovere il rispetto del mare, come nel caso dello stabilimento di Corru Mannu, un esempio concreto di tutela delle zone umide affidateci con la Concessione Regionale di pesca. Perché, per noi di Nieddittas, preservare il mare così come ce lo hanno consegnato i nostri padri è un dovere imprescindibile.
Cosa sono i lupini di mare?
I lupini di mare sono dei molluschi bivalvi che vivono sotto la sabbia dei fondali marini e si nutrono filtrando l’acqua. Sono conosciuti con nomi diversi a seconda della zona e spesso in pescheria vengono venduti semplicemente come vongole.
In cucina sono molto apprezzati per il gusto sapido e intenso che insaporisce in modo naturale qualsiasi piatto. Ma come si riconoscono, dove si pescano e come si puliscono per portarli in tavola al meglio? Scopriamolo insieme!
Caratteristiche
I lupini di mare fanno parte della famiglia biologica delle Veneridae e il loro nome scientifico è Chamelea gallina.
Possiedono un guscio duro caratterizzato da striature concentriche e il loro colore varia dal grigio al beige. Hanno la classica conformazione dei molluschi bivalvi, con due valvole collegate da una cerniera e un piede muscolare per riuscire a penetrare sotto la sabbia.
Dove troviamo i lupini di mare?
La loro presenza dipende soprattutto dal tipo di fondale. Prediligono i fondali sabbiosi o sabbioso-fangosi delle zone costiere poco profonde, dove possono infossarsi facilmente e trovare acqua ricca di nutrienti da filtrare.
Sono diffusi lungo le coste del Mediterraneo, ovunque il fondale offra le condizioni adatte al loro insediamento.
Differenze tra lupini di mare, vongole veraci e vongole d’allevamento
Nel linguaggio comune si parla spesso di vongole in modo generico, ma sotto questo nome si trovano specie diverse. I lupini di mare sono la vongola comune, mentre le vongole veraci appartengono a un’altra specie.
I lupini di mare sono caratterizzati da una dimensione più contenuta, con un guscio arrotondato e striato, mentre le vongole veraci sono solitamente più grandi e con un guscio più ovale.
Dal punto di vista del gusto i lupini di mare regalano al palato un gusto deciso e sapido, al contrario delle vongole veraci che mantengono un sapore più delicato.
L’indicazione “d’allevamento” riguarda invece il metodo di produzione, non la specie: le vongole veraci vengono infatti anche allevate in lagune e zone costiere, mentre i lupini di mare provengono quasi sempre dalla pesca.
Proprietà nutrizionali dei lupini di mare
I lupini di mare sono un alimento proteico che apporta all’organismo anche minerali come ferro, zinco e selenio. Hanno un basso contenuto di grassi e contengono vitamine del gruppo B, in particolare la B12.
| Valore | Indicazione per 100 g |
|---|---|
| Energia | 70-100 kcal |
| Proteine | 10-15 g |
| Carboidrati | 7,1 g |
| Grassi | 1-3 g |
Come pulire e conservare i lupini di mare
In prima battuta bisogna verificare la freschezza dei lupini, scartando quelli con il guscio rotto e quelli aperti che non si richiudono se picchiettati. Si procede poi alla procedura di spurgatura e lavaggio con i seguenti passaggi:
- sciacquare sotto acqua corrente;
- immergerli in acqua fredda e aggiungere sale in modo da riprodurre la salinità marina;
- lasciare spurgare per qualche ora in frigo;
- sciacquare nuovamente e cuocere.
Si possono conservare in frigo in un contenitore traspirante e coperti da un panno umido, ma è comunque consigliabile consumarli senza attendere troppo. Meglio evitare di immergerli in acqua e lasciarli in contenitori ermetici.
Si possono comunque conservare anche in freezer, e in questo è preferibile utilizzare un contenitore adatto e cuocerli prima di congelarli.
Come cucinare i lupini di mare
Per valorizzare al meglio il loro sapore si può optare per una cottura semplice in padella, utilizzando il liquido di cottura per condire altre pietanze, come per esempio dei crostini.
Nieddittas propone dei lupini di mare sottoposti a controlli che ne garantiscono la freschezza e sicurezza proprie di tutti i nostri prodotti. Sul nostro sito potrai trovare diverse ricette consigliate a cui puoi aggiungere questa gustosa pietanza, come gli Spaghetti di carbonara di mare o il Riso con Nieddittas, vongole veraci e cuore, ciliegie: perché noi di Nieddittas ti accompagniamo dallo stabilimento fino alla tavola.
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