Perché viene il mal di mare?

Perché viene il mal di mare?

Il richiamo del mare è per tanti irresistibile: per alcuni un viaggio in barca significa vacanza, per altri significa passione e lavoro, come per noi di Nieddittas che abbiamo la nostra filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano, in Sardegna. Tuttavia, non sono pochi gli sfortunati che, per via della forte nausea e del malessere da movimento, si trovano costretti ad ammirare il mare solo dalla riva.

Vi siete mai chiesti perché viene il mal di mare? Conoscere meglio questo disturbo potrebbe essere di aiuto nel prevenirlo o porvi rimedio. Ma prima di parlare delle cause partiamo dal principio e chiariamo cosa sia la naupatia, volgarmente detta mal di mare.

Cosa è il mal di mare?

Il mal di mare è una forma molto comune di cinetosi (o chinetosi), un disturbo neurologico secondo cui a movimenti ritmici o irregolari del corpo seguono sintomi spiacevoli quali nausea, vertigini o malessere generale. Per essere più precisi, la cinetosi colpisce il senso dell’equilibrio e, conseguentemente, il senso di orientamento spaziale. Oltre al mal di mare, altre forme di cinetosi possono essere il mal d’auto, il mal d’aria, il mal di treno, il mal di spazio (per gli astronauti) o addirittura la cybersickness: cinetosi da realtà virtuale.

Il mal di mare, più propriamente naupatia, è la più diffusa tra le forme di cinetosi: basti pensare che il termine nausea, fra i sintomi più comuni del disturbo, deriva dal greco naus, nave.

In linea generale, la possibilità che si sviluppi il mal di mare, così come per ogni altra forma di cinetosi, è maggiore in condizioni di ansia o stress. Detto ciò, gli specifici meccanismi neurobiologici alla base del disturbo non sono ancora stati completamente chiariti ed il perché viene il mal di mare ha trovato risposta solo in numerose ipotesi e teorie. La teoria ad oggi più accettata è quella del conflitto sensoriale, di cui parleremo più specificamente nel prossimo paragrafo.

Perché viene il mal di mare?

Per riassumere quanto spiegato precedentemente, la naupatia (o mal di mare) è descrivibile come la risposta fisiologica ad uno stimolo, tipicamente a bassa frequenza, dovuto al movimento del mare ed al quale il corpo non è particolarmente abituato. In generale, nello sviluppo dei sintomi, i movimenti inaspettati hanno un effetto maggiore di quelli prevedibili ed un altro fattore importante, come menzionato, è rappresentato da eventuale ansia o agitazione.

Abbiamo anche detto che non vi è certezza riguardo alle cause del mal di mare, tuttavia esiste una teoria molto accreditata detta del conflitto sensoriale.

La teoria del conflitto sensoriale

La teoria del conflitto sensoriale identifica la causa principale del mal di mare nel fatto che quando si è in barca (o su qualsiasi altro mezzo di trasporto) il cervello riceve stimoli sensoriali contrastanti. Per fare un esempio: in barca vi è contrasto fra lo stimolo dell’apparato vestibolare (detto anche organo dell’equilibrio) e lo stimolo visivo, in quanto nonostante il corpo sia fermo gli occhi possono osservare una scena di movimento.

Il principio di base del concetto di conflitto sensoriale è che il nostro cervello impara ed immagazzina costantemente pattern di associazioni sensoriali. In situazioni particolari quali una gita in barca, i pattern attesi dal cervello non vengono rispettati: questa discrepanza sensoriale genererà dei segnali (detti di mismatch neurale) che innescano i meccanismi responsabili dei sintomi tipici da cinetosi. L’entità di tali sintomi dipenderà poi dal grado di discrepanza sensoriale e dalla capacità del proprio corpo di adattarsi a condizioni anomale.

Andiamo un po’ più nel dettaglio: l’ippocampo processa gli stimoli del sistema vestibolare, confrontandoli con i pattern sensoriali memorizzati. Qualora dovesse esserci una situazione di contrasto, il rilascio di acetilcolina dell’ippocampo aumenta, creando così il segnale di mismatch neurale. Il segnale di mismatch neurale determina poi l’attivazione dei neuroni istaminergici dell’ippocampo e, dunque, un rilascio di istamina. Infine, l’istamina attiva i ricettori di tipo H1 nel midollo allungato, i quali causano la sensazione di nausea e gli altri sintomi del mal di mare, su cui ci concentreremo nelle prossime righe.

Quali sono i sintomi tipici del mal di mare?

Il sintomo indubbiamente più comune del mal di mare è la nausea (termine che, come abbiamo detto, deriva dal greco naus, nave). La sensazione di nausea può essere aggravata dalla presenza di odori forti e pungenti. Inoltre, se tale sintomo persiste, è possibile che culmini nel vomito.

Oltre alla nausea, altri sintomi abbastanza comuni sono:

  • vertigini;
  • tachicardia;
  • sudorazione fredda;
  • assenza di appetito;
  • mal di testa;
  • attacchi di panico;
  • maggiore salivazione;
  • pallore;
  • visione offuscata;
  • abbassamento di pressione;
  • iperventilazione;
  • senso di malessere generale.

Di norma i sintomi dovrebbero cessare entro le 24 dalla scomparsa dei fattori scatenanti (quali il movimento dell’imbarcazione). Inoltre, quando l’esposizione agli stimoli è particolarmente prolungata, è probabile che il corpo inizi ad adattarsi e, conseguentemente, che diminuisca l’entità del malessere.

Come prevenire il mal di mare?

Prevenire il mal di mare, o qualsiasi altra forma di cinetosi, è sicuramente più semplice che porvi rimedio in seguito alla comparsa dei sintomi.

Prima di salire sull’imbarcazione (o, in generale, qualsiasi sia il mezzo di trasporto in questione), è consigliabile evitare di bere caffè, alcol o in generale grandi quantità di liquidi. Inoltre, è bene evitare di mangiare cibi particolarmente pesanti.

Inoltre, durante il viaggio in mare è importante ricordarsi di rimanere idratati, di evitare odori pesanti quali quello del fumo e di non stare in un ambiente chiuso. Ancora, è bene evitare di leggere, guardare schermi, parlare fissando il proprio interlocutore o sedersi a prua.

Guardare in direzione del senso di marcia può invece aiutare a ridurre il contrasto sensoriale e dunque diminuire la severità dei sintomi da mal di mare.

Come curare il mal di mare?

In generale il mal di mare non necessita di essere curato a livello farmacologico: con le dovute precauzioni si potrà tenere a bada l’entità dei sintomi che, una volta terminato il viaggio in mare, spariranno autonomamente nel corso di 24 ore. Per chi lo ritenesse necessario, sono tuttavia presenti in commercio numerosi farmaci e prodotti (come ad esempio dei cerotti specifici) che aiutano contro il mal di mare.

Per quanto riguarda i farmaci, un consiglio è sempre quello di assumerli preventivamente in quanto la gastroparesi (paralisi parziale dello stomaco) che spesso si verifica in risposta ai sintomi interferisce con il corretto assorbimento dei farmaci. I farmaci più comunemente adottati al fine di combattere i sintomi da mal di mare sono agenti anticolinergici ed antistaminici, spesso associati ad agenti simpaticomimetici in modo da ridurre gli effetti collaterali dei primi due.

Uno dei farmaci più utilizzati, la scopolamina, può essere assunta in forma di cerotto transdermico. Sarà sufficiente applicare il cerotto dietro l’orecchio circa 4 ore prima dell’inizio del viaggio e si noterà un’efficacia di circa 72 ore.

In commercio sono presenti anche delle particolari gomme da masticare che, se assunte al momento in cui comincia il malessere, avranno l’effetto di alleviarne l’entità. Ricordiamo tuttavia che, prima di optare per una soluzione farmacologica, sarebbe meglio chiedere un parere al proprio medico.

Per chi invece preferisse adoperare rimedi naturali, alcuni fiori di Bach (ad esempio lo Scleranthus) possono rivelarsi efficaci contro gli effetti del mal di mare per via delle proprietà lenitive a livello intestinale. Inoltre, anche i preparati a base di radice di zenzero (o anche zenzero in capsule) si rivelano molto utili: lo zenzero è ottimo per contrastare nausea e vomito, oltre ad avere un effetto calmante e antinfiammatorio.

Un altro rimedio naturale contro la nausea è qualche goccia di olio essenziale di menta piperita o di limone. Il limone può anche essere assunto fresco, se si è in grado di sopportarne l’asprezza.

Un rimedio alternativo, dimostrato da alcuni studi, è infine quello di premere (per un tempo abbastanza prolungato e con una pressione costante) sul punto P6, situato nella parte centrale interna del polso.

È chiaro però che, qualunque sia il rimedio scelto per combattere gli effetti del mal di mare, il risultato sarà massimo se al contempo ci si è comportati adeguatamente al fine di prevenire il più possibile il malessere.

Spiaggia Su Giudeu  dove si trova e come arrivarci

Spiaggia Su Giudeu dove si trova e come arrivarci

Sarà per le sue acque cristalline, per le sue dune di sabbia finissima e color oro o per l’isolotto a pochi metri dalla riva da cui ammirare un suggestivo panorama, che la spiaggia Su Giudeu è considerata tra le più belle d’Italia e tra le spiagge più belle della Sardegna meridionale (anche se fare una classifica è molto difficile). Un vero paradiso che affascina chiunque vi metta piede e che resta nel cuore dei suoi visitatori.

L’estate non è finita e se non avete ancora fatto tappa in questa incantevole spiaggia, ecco tutto quello che dovete sapere: come arrivare alla spiaggia Su Giudeu, le sue caratteristiche e qualche curiosità.

Dove si trova e come arrivare alla spiaggia

La spiaggia Su Giudeu si trova nel litorale di Chia, nel territorio di Domus de Maria, a 50 km dall’aeroporto di Cagliari-Elmas. Si raggiunge facilmente in auto prendendo la ss 195. Dopo aver superato il paese di Pula e la località turistica di Santa Margherita, non dovete far altro che seguire le indicazioni stradali per Chia e Su Giudeu.

Una volta giunti nel parcheggio a pagamento potrete percorrere la lunga passerella per arrivare nella spiaggia a mezzaluna lunga circa 1 chilometro. Ci sono diversi accessi, ognuno dei quali porta a una parte di spiaggia che ha uno specifico nome, ma si tratta dello stesso litorale.

L’immensa distesa di sabbia è caratterizzata da tratti liberi ed altri attrezzati con ombrelloni e lettini. Troverete numerosi servizi e tutto ciò che vi serve per una vacanza al mare: noleggio gommoni e moto d’acqua, sup e canoe, giochi acquatici, chioschi, ristorante, camping e diving center.

Caratteristiche della spiaggia Su Giudeu

La spiaggia, composta da sabbia molto fine, morbida e dorata, è delimitata da un cordone di dune sabbiose alte anche 20 metri su cui crescono arbusti di ginepro. Un tempo erano alte e grandi il doppio di oggi, per questo è vietato camminarci sopra.

Il mare cristallino, dai riflessi spettacolari che vanno dal verde smeraldo al turchese, ha un fondale basso, ideale per i bambini, e prevalentemente sabbioso.

Una peculiarità è lo stagno di Spartivento, alle spalle dell’arenile, da cui ammirare in estate i bellissimi fenicotteri rosa, insieme ad aironi e folaghe.

L’altra caratteristica della spiaggia è l’isolotto Su Giudeu, di roccia scura ricoperto dalla macchia mediterranea, a circa 150 metri dalla riva. È alto circa 18 metri ed è facilmente raggiungibile a piedi con la bassa marea o a nuoto. Rappresenta un punto panoramico da cui godere della bellezza dell’intero litorale.

La spiaggia Su Giudeu è davvero spaziosa, infatti è di libero accesso, ed è la meta ideale se siete appassionati di immersioni, pesca subacquea o passeggiate a cavallo. Il tardo pomeriggio è animato da serate all’insegna della musica con ottimi aperitivi al tramonto.

Una tappa obbligatoria per chiunque trascorra le vacanze in Sardegna! Ora vi sveliamo una piccola curiosità sul nome.

Da dove deriva il nome Su Giudeu?

La spiaggia prende il nome dal polpo che nuota tra gli scogli delle sue acque, chiamato in sardo “pruppu giudeu”, ma è conosciuta sicuramente di più per la bellezza del suo mare e per l’isolotto che la caratterizza. Su Giudeu è il prolungamento della spiaggia s’Acqua Durci; sono separate da una piccola scogliera rocciosa.

Dall’accesso più occidentale si può raggiungere un altro gioiello di Chia, Cala Cipolla, una caletta riparata di sabbia fine e dorata. Dalla spiaggia un sentiero vi condurrà al faro di Spartivento.

Altre meravigliose spiagge nelle vicinanze sono: Monte Cogoni, Sa Colonia e Cala del Morto, proseguendo giungerete nella splendida Tuerredda.

A oriente l’arenile è chiuso dal promontorio della Torre di Chia che lo separa dalla spiaggia di su Portu. Potrete inoltre fare un tuffo nell’archeologia visitando l’area punica e romana di Bithia (VIII secolo a.C.).

A Domus de Maria, oltre ad alcune delle più belle spiagge della Sardegna, è possibile scoprire il meraviglioso entroterra, tra picchi granitici e boschi di macchia mediterranea.

Pasta, cozze e pecorino

Pasta, cozze e pecorino

Se avete degli ospiti a cena e volete proporre loro un primo piatto di pesce molto saporito senza utilizzare molti ingredienti, la pasta cozze e pecorino è sicuramente una ricetta vincente.

L’accostamento tra pesce e formaggio è tutt’altro che insolito e creerà un connubio di aromi che sorprenderanno i vostri commensali.

La pasta cozze e pecorino è un piatto semplice, squisito, facile e veloce da preparare. Le cozze si sposano bene con tanti ingredienti e se non avete ancora mai provato l’abbinamento col pecorino è il momento giusto di farlo. Il risultato sarà una pasta cremosa e dall’ottimo profumo di mare dato dall’acqua rilasciata dalle cozze in cottura.

Quale pasta utilizzare?

Per questa ricetta potete scegliere il tipo di pasta che preferite; i bucatini, gli spaghetti e le linguine sono il taglio di pasta più diffuso per questo piatto. Se siete amanti della pasta corta, si prestano i formati la cui consistenza è in grado di raccogliere meglio il condimento come: fusilli, mezze maniche, pennette, conchiglie, orecchiette.

Per quanto riguarda le cozze, scegliete solo quelle di sicura provenienza come le cozze Nieddittas provenienti dalla nostra filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano, in Sardegna. Una filiera controllata che rispetta il mare e il territorio e che vi garantisce un prodotto sempre sano e sicuro.

Cozze sgusciate o cozze intere? La maggior parte preferisce sgusciarle e lasciarne qualcuna intera solo per guarnire il piatto finale, ma a voi la scelta.

Siete pronti? Ecco i passaggi da seguire per preparare la pasta cozze e pecorino.

Ingredienti

Per 4 persone vi occorrono:

  • 400 g pasta (esempio: bucatini)
  • 800 g cozze Nieddittas
  • 100 g pecorino grattugiato
  • 2 spicchi d’aglio
  • q.b. sale e pepe
  • q.b. peperoncino
  • q.b. olio extravergine d’oliva

Pasta cozze e pecorino: preparazione

Eliminate il bisso dalle cozze. In una padella capiente mettete un cucchiaio di olio extravergine d’oliva e fatevi rosolare gli spicchi d’aglio schiacciati, il peperoncino e poi aggiungete le cozze Nieddittas. Lasciate che si aprano a fiamma vivace mettendo il coperchio: saranno sufficienti 3-4 minuti.

Controllate che si siano aperte tutte, in caso contrario eliminate quelle rimaste chiuse, e spegnete il fuoco. Se volete sgusciatele, conservandone qualcuna intera per decorare il piatto finale.

Mettete i molluschi da parte e filtrate con un colino il liquido di cottura delle cozze.

Mettete in una pentola dell’abbondante acqua salata per far cuocere la pasta, il cui tempo di cottura varia a seconda del formato scelto. Scolatela al dente e versatela nella padella, aggiungete l’acqua di cottura e le cozze e amalgamate il tutto.

Spegnete il fuoco e aggiunte il pecorino grattugiato e fatelo mantecare. L’acqua di cottura è fondamentale per ottenere una pasta cremosa.

Servite in tavola la vostra pasta cozze e pecorino appena fatta, decorate con le cozze intere tenute da parte e se volete profumate con pepe macinato al momento.

Cosa sono le isole di plastica?

Cosa sono le isole di plastica?

Sapete che esiste un’isola di plastica grande 8 volte l’Italia e più estesa del Messico?

Si tratta della South Pacific Garbage Patch, al largo del Cile e del Perù, con una superficie che si aggira intorno ai 2,6 milioni di chilometri quadrati. Ma non è l’unica purtroppo, e le dimensioni di queste isole di spazzatura sono ormai sempre più preoccupanti.

Ci sembra doveroso, perciò, porre l’attenzione su cosa sono le isole di plastica presenti nei nostri mari e oceani, quali sono le conseguenze e cosa possiamo fare per risolvere questo problema.

Un mare di rifiuti plastici

Capire cosa sono le isole di plastica è abbastanza intuitivo, ma sicuramente non se ne immaginano le dimensioni.

Le isole di plastica sono estese discariche di rifiuti galleggianti che si sono accumulati nel tempo nei mari e negli oceani di tutto il mondo. Rifiuti di vario genere, ma specialmente frammenti microscopici di plastica che si trovano sia sulla superficie che nel fondo del mare. Sono le microplastiche che vanno a mescolarsi con il plancton, le particelle alla base di tutta la catena alimentare. Vengono, quindi, ingerite dai pesci, crostacei e altri animali risalendo la catena alimentare fino all’uomo.

Secondo uno studio del WWF i dati sono allarmanti: l’uomo ingerirebbe fino a duemila frammenti di plastica ogni settimana, equivalenti a circa 5 grammi.

Le isole di plastica possono variare sia nella dimensione che nella posizione. Vediamo quali sono e dove si trovano le più grandi.

Quali sono le isole di plastica più note?

La più tristemente famosa è la Great Pacific Garbage Patch, nota anche come il Pacific Trash Vortex, la grande chiazza di immondizia del Pacifico, situata tra il Giappone e le Hawaii e si sposta seguendo la corrente oceanica del vortice subtropicale del Nord Pacifico. Non si conosce esattamente la sua estensione, ma secondo le stime va dai 700 mila km² fino a più di 10 milioni di km², per un totale di 3 milioni di tonnellate circa di rifiuti accumulati. Sono numeri impressionanti, si tratta, infatti, di uno dei più grandi simboli della crisi ambientale.

Fu Charles Moore, oceanografo americano, a dare per primo l’allarme e a mobilitare la comunità scientifica. La vide tornando da una regata nel 1997 e ci mise 7 giorni per attraversarla, ma in realtà esisteva già dagli anni ‘80.

Anche nell’Oceano Atlantico è presente un’isola di plastica estesa 4 milioni di km², la North Atlantic Garbage Patch.

C’è poi al largo del Cile e del Perù la South Pacific Garbage Patch che, come abbiamo detto prima, si estende per 2,6 milioni di km².

Secondo uno studio scientifico pubblicato su Nature, la grande isola di rifiuti nel Pacifico è in costante crescita. La sua superficie, per dare un’idea, è oltre 3 volte quella della Francia e più del 90% è costituita da piccolissimi frammenti.

Altre isole di rifiuti plastici di dimensioni più ridotte si trovano:

  • nell’Oceano Indiano;
  • nel Nord Atlantico;
  • nel Sud Pacifico;
  • nel Sud Atlantico;
  • nel Mar Mediterraneo.

In tutto, 5,25 trilioni di pezzi di plastica sarebbero sparsi nelle acque. A preoccupare anche l’area, nel Mediterraneo, che si sta formando tra Elba e Corsica. Un accumulo tra le mille e le tremila tonnellate, probabilmente legato al forte impatto umano e all’idro-dinamica di questo bacino semi-chiuso. Qui gli effetti sulla fauna marina saranno ancora più gravi.

Un’isola di plastica nel mare italiano

Grazie a degli studi condotti da ricercatori italiani e internazionali, si è scoperta un’isola di plastica al largo dell’Arcipelago Toscano, costituita principalmente da bicchieri di plastica, bottiglie, cassette, flaconi e sacchetti. Questo fenomeno ha un dannoso impatto sull’ambiente e l’ecosistema ma rappresenta anche una minaccia per la salute umana.

Secondo una recente scoperta, i rifiuti plastici potrebbero dar luogo a delle rocce di plastica o Plastic rocksTra i primi luoghi dove sono state scoperte queste rocce sintetiche troviamo proprio l’Italia, esattamente nei pressi dell’isola del Giglio. Queste rocce sono composte da frammenti di rocce e plastica, di diversi tipi e dimensioni che si accumulano grazie alle correnti marine, al vento o ghiaccio.

Quali sono le cause?

Perché si formano queste isole di spazzatura? I fattori sono diversi, ma le principali cause sono soprattutto da ricercare nell’attività umana: le grandi industrie involontariamente o di proposito scaricano i rifiuti in mare. A queste si aggiungono anche navi da pesca, navi porta-container, piattaforme petrolifere. Per non parlare di chi getta i rifiuti in spiaggia o in città. Si stima che l’80% della plastica provenga da fonti terrestri.

È un dato di fatto che la maggior parte delle materie plastiche prodotte finisce in mare. Altre fonti, invece, sono meno evidenti, come gli pneumatici usurati che lasciano sull’asfalto minuscoli frammenti che poi finiscono nelle fognature.

Isole di plastica: gli effetti sulla fauna marina

La plastica che si frantuma e si deposita nel fondale marino può soffocare i pesci e gli animali marini. Inoltre, i pezzi di plastica a causa delle basse temperature dell’oceano, rilasciano sostanze chimiche come il bisfenolo A (BPA), oligomeri a base di polistirolo e altri che sono dannosi per la crescita e lo sviluppo della fauna marina.

Centinaia di tartarughe liuto muoiono proprio perché ingeriscono vari materiali plastici, come anche 100 mila mammiferi marini ogni anno. Lenze da pesca e reti di nylon, cannucce, tappi, provocano la morte di tante specie che li ingeriscono per sbaglio o ne rimangono intrappolate.

Isole di plastica: conseguenze sulla fauna terrestre

Le sostanze chimiche, tossiche e inquinanti contenute nella plastica vengono ingerite dagli animali giungendo poi alla catena alimentare umana. Le microplastiche arrivano perciò persino dentro al nostro corpo!

Il problema, che ha un forte impatto sul turismo, sulla pesca e sull’acquacoltura, riguarda anche il piano economico: gli sforzi fatti per ripulire la plastica dall’oceano hanno già causato elevati oneri finanziari. Secondo The Ocean Cleanup si spendono all’anno tra i 6 e i 19 miliardi di dollari per la plastica marina.

I rifiuti oceanici inoltre contribuiscono al riscaldamento globale: il calore sulle microplastiche può provocare il rilascio di gas serra. Per contrastare i cambiamenti climatici è necessario dunque ridurre l’inquinamento degli oceani.

Le azioni per risolvere il fenomeno

Ecco una serie di soluzioni:

  • Ridurre l’uso della plastica, specialmente degli imballaggi.
  • Il riciclo: riutilizzare flaconi, bottiglie e buste. Prolungare la vita degli oggetti di plastica e dare ad essi una seconda vita.
  • Eliminare tutto il materiale di plastica usa e getta.
  • Cambiare le nostre abitudini di acquisto: comprare alla spina, utilizzare buste di tela/cotone per la spesa, utilizzare una borraccia di metallo ecc.
  • Intraprendere una strategia internazionale “zero waste” e puntare a un’economia circolare.
  • Promuovere e sviluppare progetti di pulizia di spiagge, di fiumi e di laghi.

C’è ancora tanto da fare, ma tutti possiamo contribuire per risolvere la questione rifiuti nei nostri mari. Per noi di Nieddittas il tema della sostenibilità ambientale è un sentimento profondo che ci lega alla natura a cui siamo uniti in modo così stretto. Il rispetto per il mare e per l’ambiente è da sempre uno dei valori fondamentali della nostra comunità. Consideriamo un dovere trasmettere ai nostri figli gli stessi valori e un mare se possibile ancora più pulito di quello che abbiamo ricevuto in eredità. Le nostre operazioni di pulizia dei fondali marini vicini ai nostri allevamenti minimizzano l’impatto dei vivai nell’ambiente del Golfo di Oristano.

Le 15 più belle spiagge di Villasimius

Le 15 più belle spiagge di Villasimius

Villasimius è un piccolo comune situato nella provincia del Sud Sardegna, noto a tutti soprattutto per trovarsi in prossimità di oltre 20 spiagge di una bellezza mozzafiato. Sono tantissimi i turisti che ogni anno sono attratti dalle bellissime spiagge di Villasimius, dalle acque cristalline, ricche di pesci e dagli arenili variegati e da cartolina.

Per quanto sia difficile descriverle in poche parole, ecco le 15 più belle spiagge Villasimius. Buona lettura!

1. Spiaggia di Porto Sa Ruxi

Nel Parco geomarino di Capo Carbonara, troviamo una spiaggia dall’aspetto quasi selvaggio: Porto Sa Ruxi. La spiaggia è caratterizzata da dune di sabbia bianca e soffice, coperte da pini marittimi, ginepri secolari e cespugli di mirto.

I fondali bassi e le colline che proteggono dal vento fanno di Porto Sa Ruxi una spiaggia perfetta per le famiglie con bambini piccoli. Inoltre, l’area è apprezzatissima dagli appassionati di immersioni subacquee, i quali possono ammirare la fauna ittica dei fondali di Porto sa Ruxi.

Il mare, dall’acqua limpida, ha un colore turchese-smeraldo che, accostandosi ad una sabbia candida e fine, fa di Porto Sa Ruxi uno spettacolo da cartolina.

2. Spiaggia di Porto Giunco

Frammenti granitici danno alla lunga distesa di sabbia soffice e chiara delle sfumature rosate: i colori di Porto Giunco sembrano essere scelti da un pittore talentuoso. Annoverata fra le spiagge più belle d’Italia, Porto Giunco è stata ambientazione di numerosi spot pubblicitari.

Il fondale è basso e sabbioso, perfetto per i bambini più piccoli; i promontori che circondano la spiaggia proteggono l’area dai venti e danno confortevole sensazione di privacy. Dune di sabbia bianca, coperte da lentischi e ginepri, circondano la spiaggia e donano all’aria il profumo caratteristico della macchia mediterranea.

Vicino alla spiaggia si trova un ampio parcheggio, raggiungibile attraverso un sentiero in un boschetto di eucalipti. Dal sentiero sarà inoltre possibile osservare lo stagno di Notteri, habitat di bellissimi fenicotteri rosa.

3. Capo Boi

Nel comune di Sinnai, nell’area marina protetta di Capo Carbonara, troviamo Capo Boi: un promontorio roccioso, coperto di piante verdi tipiche del Mediterraneo, sul quale sorge una torre d’avvistamento vecchia circa cinque secoli, di origine spagnola.

Alla sinistra del promontorio, incastonate nella scogliera, vi sono tante calette di sabbia bianchissima; dall’altro lato invece, alla destra del promontorio, una lunga distesa di sabbia dorata.

4. Cala Caterina

La baia di Cala Caterina, nel versante sud del promontorio di Capo Carbonara, è suddivisa in due insenature principali.

Un’insenatura è molto piccola, circondata da scogli granitici (che la riparano dal maestrale) e perfetta per chi desiderasse un piccolo angolo di mare poco affollato. Qui la sabbia bianca e fine incontra un mare dal color smeraldo. Il fondale è basso e sabbioso, ricco di pesci da ammirare nell’acqua limpida e trasparente.

La seconda spiaggia ha caratteristiche molto simili, ma è più estesa e maggiormente esposta all’azione dei venti. L’erosione delle rocce di granito crea delle bellissime sfumature rosate nella sabbia, che insieme al rosa ed al viola dei fiori sugli scogli creano uno spettacolo incantevole.

5. Cala Burroni

Sempre nella zona di Capo Carbonara, troviamo poi la bellissima spiaggia di Cala Burroni. Ciottoli, massi, rocce e sassolini di varie dimensioni e colori compongono un arenile variopinto; nel mare trasparente e dalle sfumature verdi, mediamente profondo fin da subito, è possibile ammirare tantissimi pesci di specie diverse.

Alle spalle di Cala Burroni si erge il promontorio di Capo Carbonara, ricoperto di fitta vegetazione verde. Il promontorio protegge la spiaggia dal maestrale, permettendo alla spiaggia di Cala Burroni di essere sempre calma e confortevole.

6. Spiaggia di Campus

Tra le più belle spiagge Villasimius c’è quella di Campus, alla foce di un fiumiciattolo, è abbastanza ampia ed estesa, composta di sabbia dorata e morbida, coperta qua e là di macchia mediterranea. La spiaggia si trova racchiusa fra due promontori che la riparano e proteggono. Al di là di uno dei promontori si trova la spiaggetta di Cuccureddus.

La spiaggia è ben attrezzata, fra ristoranti, hotel e noleggio di attrezzatura balneare.

7. Spiaggia di Campulongu

Una cintura di pini e ginepri circonda la lunga spiaggia di Campulongu, delimitata da rocce granitiche. L’acqua è così trasparente da ricordare una piscina e la sabbia candida accanto al mare turchese crea uno scenario che ricorda subito i lontani Caraibi.

Il fondale basso rende la spiaggia di Campulongu perfetta per le famiglie con bambini, che nelle ore in cui il sole picchia più forte potranno ripararsi all’ombra fresca dei pini. I bambini, specialmente se dotati di mascherina, potranno poi ammirare i numerosissimi pesci che popolano i bassi fondali sabbiosi: occhiate, ricciole, castagnole, cernie e via dicendo.

La spiaggia è ben attrezzata: è possibile noleggiare attrezzature balneare, accomodarsi ai tavoli dei punti di ristoro ed essere sicuri di trovare facilmente un posto per la propria auto nell’ampio parcheggio vicino alla spiaggia.

8. Spiaggia del Riso

Tra le spiagge Villasimius non possiamo non citare la spiaggia del Riso che, come è facile immaginare, prende il nome dalla composizione della sabbia: piccoli granelli bianchi di quarzo granitico levigato dal mare. Questa caratteristiche ha reso la spiaggia del Riso una delle più conosciute del Sud Sardegna.

I chicchi di riso che compongono l’arenile, in contrasto con il verde delle colline alle spalle e l’azzurro cristallino del mare, danno all’area un aspetto immacolato, quasi lunare. Consigliamo di ammirare la spiaggia del Riso all’ora del tramonto.

I fondali sono bassi e ricchi di pesci; la spiaggia è ben attrezzata, per soddisfare ogni esigenza.

9. Spiaggia di Cava Usai

Dalla spiaggia di Cava Usai, nella punta di Capo Carbonara, si può ammirare la Torre di Porto Giunco a Nord e, in lontananza, l’Isola dei Cavoli.

Il nome della spiaggia si deve alla vecchia cava di granito che, fino al 1950, era utilizzata dalla famiglia Usai per l’estrazione del minerale.

La spiaggia è composta da sabbia mista a rocce; l’acqua è di un azzurro acceso e luminoso, intervallata qua e là da scogli e rocce perfette per i tuffatori.

Con una maschera subacquea sarà possibile ammirare i numerosissimi pesci che popolano i fondali, specialmente vicino alla riva. Un vero spettacolo da non perdere.

10. Spiaggia di Simius

La spiaggia di Simius, da cui Villasimius prende il nome, è composta da un chilometro di sabbia soffice e bianca a forma di semicerchio, in prossimità dello stagno di Notteri. Vicinissima alla cittadina, più precisamente a sud-est rispetto al centro abitato, la spiaggia di Simius è delimitata a Nord dal promontorio di Porto Luna, che la protegge dal vento.

Il mare limpido e trasparente ha sfumature di colore che vanno dal verde all’azzurro: un vero spettacolo romantico che invita a passeggiare lungo la riva.

La spiaggia è ben attrezzata, con servizi e comfort di ogni tipo, fra cui anche scuole di windsurf e kitesurf.

11. Isola dei Cavoli

L’isola dei Cavoli, di composizione granitica, si trova a meno di un chilometro di distanza da Capo Carbonara ed è caratterizzata da bellissime coste frastagliate intervallate da piccole insenature con sabbia bianca e fine e rocce granitiche. Cala di Ponente, cala del Morto, cala del Ceppo e cala di Scasciu: tanti paradisi terrestri caratterizzate da acque limpide e azzurre abitate da branchi di delfini e barracuda.

Il nome è probabilmente frutto di un errore di traduzione: isula de is càvurus si traduce infatti con isola dei granchi. Ipotesi più recenti suggeriscono invece che il nome non sia frutto di un errore di traduzione, ma sia molto semplicemente dovuto alla presenza endemica di piante di cavolo selvatico.

12. Spiaggia di Timi Ama

La spiaggia di Timi Ama è immersa in uno scenario naturale incantevole: alte montagne coperte di verde si innalzano su una pineta che incontra bellissime dune di sabbia bianca per arrivare infine ad un mare limpido, dalle sfumature turchesi.

La spiaggia di Timi Ama, compresa fra Porto Giunco e Simius, è sicuramente fra le spiagge più belle di Villasimius. La sabbia è bianca e fine; il mare è cristallino ed i fondali sono bassi, adattissimi ai bambini più piccoli.

La spiaggia è ben attrezzata: punti di ristoro, parcheggio, noleggio di ombrelloni e, per chi desiderasse una piccola avventura al largo, di pedalò o canoe.

13. Spiaggia di Is Traias

Nel territorio di Villasimius, nella frazione di Is Traias, si trova una spiaggia dalla sabbia finissima e bianca ed un mare verde smeraldo. La spiaggia, lunga circa 150 metri, è ben protetta dal maestrale grazie all’azione di due promontori rocciosi di piccoli dimensioni, entrambi ricchi di macchia mediterranea.

Il fondale molto basso rende la spiaggia di Is Traias adatta anche alle famiglie con bambini molto piccoli; gli appassionati di snorkeling, inoltre, potranno ammirare i numerosissimi pesci che abitano i fondali. La ricchezza di fauna marina è infatti il tratto caratteristico di tutti i fondali dell’area marina protetta di Capo Carbonara. A poca distanza si trova poi Porto Luna, una piccola caletta dalla sabbia dorata.

Per chi avventurarsi un poco nei dintorni, vicino alla spiaggia sarà possibile osservare una necropoli risalente all’epoca romana, comprendente un totale di ben 30 sepolture, con tanto di corredi funerari ed anfore in ottime condizioni. Il nome della necropoli è Accu is Traias.

14. Spiaggia di Punta Molentis

Punta Molentis, dal sardo su molenti (l’asino) è il nome di un promontorio e di una spiaggia che insieme formano una delle zone più belle dell’area di Villasimius. Numerose rocce granitiche circondano una spiaggia che, al tramonto, assume un colorito rosato per un perfetto scenario romantico.

Arbusti mediterranei e tanti cactus dai fiori variopinti coprono il promontorio e rinfrescano l’aria. Il promontorio è inoltre popolato da coniglietti e uccelli acquatici che completano lo scenario da favola.

15. Spiaggia di Is Piscadeddus

Infine, lungo la bellissima costa di Villasimius, menzioniamo un’ultima spiaggia: Is Piscineddus. Si tratta di una piccola insenatura caratterizzata da tanti scogli ed un piccolo arenile di sabbia bianca e fine. Come è tipico delle spiagge della zona, l’acqua è limpida e cristallina, con sfumature di colore dal verde all’azzurro. Il fondale è basso e sabbioso, con qualche pietra qua e là.

A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare da una spiaggia nella località di Villasimius, Is Piscadeddus non è molto frequentata, caratteristica che rende la spiaggia perfetta per chi ricercasse un po’ di tranquillità e privacy per la propria giornata di mare.

A che distanza devono stare gli ombrelloni da mare?

A che distanza devono stare gli ombrelloni da mare?

Se nelle stagioni estive 2020 e 2021 ci avevano abituato a numerose regole da rispettare negli stabilimenti balneari, soprattutto per quanto riguarda il distanziamento, quest’anno non ci sarà alcun bisogno di chiedersi a che distanza devono stare gli ombrelloni da mare: si torna alla normalità.

Il 4 aprile 2022 è stata infatti pubblicata in Gazzetta ufficiale un’ordinanza del Ministero della Salute che modifica alcune regole da rispettare negli stabilimenti rispetto alle estati precedenti.

Di seguito illustreremo le modifiche principali rispetto alle regole precedenti.

Regole in spiaggia del biennio 2020-2021: rinfreschiamo la memoria

Ai fini di contenere la diffusione di contagi da Covid-19, nel biennio 2020-2021 erano state predisposte alcune regole da rispettare nelle spiagge, fra cui il distanziamento di lettini e ombrelloni, il distanziamento durante qualsivoglia attività sportiva, un accesso agli stabilimenti limitato e ben ordinato, la presa dei nominativi dei bagnanti (da conservare per 14 giorni in modo da poter rintracciare eventuali contagi), obblighi di mascherine, green pass e via dicendo.

Ogni ombrellone doveva stare ad una distanza minima di 4,6 metri rispetto agli ombrelloni della stessa fila e 3 metri rispetto a quelli delle file adiacenti, in modo che ad ogni ombrellone corrispondesse una superficie pari a 10,5 mq. Per quanto riguarda invece le attrezzature quali sdraio, lettino o seggiola, la misura minima era di almeno 1 metro.

Oggi, come vedremo, le regole sono molto più permissive e lasciano perlopiù al buonsenso dei singoli bagnanti la decisione rispetto al comportamento da adottare in spiaggia e quindi non c’è una normativa riguardo a che distanza devono stare gli ombrelloni da mare. Vediamo ora più nel dettaglio quali modifiche sono state attuate per la stagione estiva 2022.

Stagione estiva 2022: nessuna norma sulla distanza degli ombrelloni da mare

Nonostante alcune regioni come l’Emilia Romagna e il Molise abbiano mantenuto alcuni limiti rispetto al distanziamento tra ombrelloni (per essere esatti devono esserci 7,5mq per ombrellone), nella maggioranza delle regioni italiane è stato abrogato qualsiasi obbligo al riguardo. Se passerete l’estate in Sardegna non dovrete preoccuparvi di misurare alcuna distanza, se non quella dettata dal buonsenso e dalla privacy.

Lo stesso vale per le attrezzature da spiaggia quali lettini, sdraio o sedie da mare: la distanza di almeno 1 metro non è più un obbligo.

Sport in spiaggia e movida

Oltre alle limitazioni relative a che distanza devono stare gli ombrelloni da mare, le attrezzature o la distanza di sicurezza da manternere tra le persone, è stata abolita anche ogni limitazione riguardo alle attività ludico-sportive.

Questa estate sarà possibile tornare a praticare balli di gruppo, sport da spiaggia (come ad esempio il beach volley), attività di animazione organizzate o serate in discoteca sul mare.

Insomma, sembra di essere tornati ai tempi pre-pandemia; resta, tuttavia, la regola di igienizzare ogni area comune. Cabine, docce, spogliatoi, servizi igienici dovranno essere accuratamente disinfettati ogni giorno. Lo stesso vale per le attrezzature degli stabilimenti balneari, le quali dovranno essere sanificate ad ogni cambio di persona.

Piccole misure straordinarie per gli stabilimenti balneari

Le spiagge stanno tornando alla normalità: ciononostante, alcune piccole misure straordinarie rimarranno obbligatorie per i gestori di stabilimenti balneari.

Secondo quanto dichiarato dal Ministero della Salute, dovranno essere favoriti i pagamenti in modalità elettronica, possibilmente in fase di prenotazione. Questo consentirà di evitare file e assembramenti, velocizzando le procedure. Ancora, il Ministero consiglia di organizzare dei percorsi separati di ingresso e uscita dallo stabilimento, così da rendere il processo più ordinato e, ancora una volta, evitare possibili calche e assembramenti.

Citiamo infine il già menzionato obbligo di sanificare giornalmente le aree comuni: questo permetterà, se possibile, si ridurre i rischi di contagio.

Buona educazione in spiaggia: alcune regole non scritte

Nonostante il via libera e la quasi totale assenza di normative riguardo i comportamenti da seguire in spiaggia, è tuttavia bene essere a conoscenza delle regole non scritte di buona educazione da mettere in atto durante le vacanze di mare.

  • Non sventolate l’asciugamano: la sabbia su di esso andrebbe addosso agli altri bagnanti, i quali non gradirebbero. Se dovete pulire l’asciugamano dalla sabbia, assicuratevi di esservi allontanati a sufficienza da ombrelloni e attrezzature altrui;
  • Non sistemate il vostro ombrellone eccessivamente vicino a quello altrui: questa regola, a prescindere dall’andamento della pandemia, resta sempre valida per questioni di privacy. Le persone, quando vanno al mare, vogliono rilassarsi e per questo è indispensabile uno spazio vitale minimo rispetto agli sconosciuti;
  • Non ostruite il passaggio lungo la riva con sport come racchettoni o schiaccia 7: la riva è tipicamente la zona di passaggio per le camminate in spiaggia e tali sport risulterebbero di intralcio. Meglio spostarsi in fondo, più lontano dalla riva;
  • Quando camminate per la spiaggia attenzione a non sollevare la sabbia con i piedi: in questo modo la sabbia volerebbe sugli asciugamani altrui e questo sarebbe spiacevole per chiunque;
  • Se volete ascoltare musica, optate per degli auricolari. In questo modo si avrà considerazione anche per coloro che vogliono ascoltare il suono del mare, concentrarsi sulla lettura o che semplicemente non apprezzano il vostro genere musicale.

Promemoria per una giornata di mare: cosa mettere in borsa?

Infine, dato che abbiamo parlato tanto di regole da rispettare in spiaggia, concludiamo l’articolo con una piccola check-list di oggetti da non dimenticare per una giornata di relax al mare:

  • Borsa da spiaggia: abbastanza grande da contenere tutto il necessario;
  • Telo mare e asciugamano (possibilmente in microfibra, così da occupare meno spazio);
  • Flip-flops (ciabatte da spiaggia): camminare sulla sabbia con le normali scarpe da città è abbastanza scomodo, per non parlare di quando arriva il momento di rimetterle su, ma i piedi sono tutti pieni di sabbia! Meglio optare per le classiche ciabattine da mare;
  • Crema solare: la crema è importantissima anche per chi è già abbastanza abbronzato e non più soggetto a scottature. I raggi UV, infatti, restano comunque dannosi per la pelle, che senza la dovuta protezione, invecchierebbe molto prima;
  • Ombrellone: se non volete farvi venire una brutta insolazione l’ombrellone in spiaggia è d’obbligo;
  • Libri o riviste: per potervi rilassare in spiaggia;
  • Snack e bevande: il mare è ben noto per il suo potere sull’appetito! Consigliamo, se possibile, di portare anche una borsa frigo, così che bevande e alimenti non si rovinino con l’eccessivo caldo estivo;
  • Occhiali da sole: ricordatevi però di toglierli quando volete prendere il sole, o rimarrà il segno degli occhiali nella abbronzatura!
  • Gel igienizzante;
  • Pinne e maschera/occhialini: per poter ammirare i fondali marini e la fauna e flora che li abitano;
  • Bandana o cappello: per prevenire le insolazioni;

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