2 Nov 2022 | In evidenza, Magazine
La pasta ceci e cozze è un primo piatto tipico delle città marinare, la cui origine se la competono i capoluoghi campano e pugliese. Una ricetta semplice e “rustica”, che si prepara con pochi ingredienti economici ma ricchi di gusto.
Come si prepara questa cremosa e sostanziosa pasta ceci e cozze? Scopriamolo subito.
Consigli
La ricetta ha molte varianti. Può essere preparata in bianco o con i pomodorini e con il formato di pasta che preferite: mezze maniche, mezzi rigatoni, paccheri rigati, linguine per chi preferisce un formato lungo, o la pasta fresca come ad esempio le orecchiette.
Per il soffritto è possibile usare lo scalogno o la cipolla. Il sale è facoltativo: grazie all’aggiunta del liquido di cottura delle cozze il condimento risulterà sapido al punto giusto. E a proposito di cozze, è fondamentale che siano di qualità e sicura provenienza come le cozze Nieddittas.
Per gli amanti dei gusti speziati, aggiungete un pizzico di pepe o peperoncino prima di impiattare.
E adesso seguite le indicazioni per preparare questa prelibatezza. Siamo sicuri che al primo assaggio conquisterà ogni palato!
Ingredienti pasta ceci e cozze per 4 persone:
- Pasta 200 gr
- Ceci già lessati 500 gr
- Cozze Nieddittas 800 gr
- Pomodori maturi 200 gr
- Spicchio di aglio 1
- Prezzemolo 1 ciuffo
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale q.b.
- Rosmarino q.b.
- Peperoncino (facoltativo)
Come preparare la pasta ceci e cozze
Mettete a bagno in acqua i ceci secchi la sera prima. Scolateli e cuoceteli in una pentola con l’aglio, il rosmarino e un pizzico di sale. Se utilizzate i ceci in scatola potete omettere questo passaggio.
Occupatevi delle cozze: eliminate il bisso e mettete i molluschi in una padella con un filo d’olio extravergine d’oliva e fate cuocere col coperchio a fuoco vivace. Quando le cozze si saranno aperte, spegnete il fuoco e staccatele dal guscio, lasciandone qualcuna per decorare il piatto finale, filtrate il loro liquido di cottura e tenete da parte in una ciotola.
Tritate il prezzemolo, l’aglio, il rosmarino e se volete un peperoncino piccante, fate soffriggere questo trito in una padella con l’olio evo. Tagliate a metà i pomodorini e aggiungeteli nella padella. Poi unite anche i ceci. Versate l’acqua di cottura delle cozze e portate a bollore.
Nel frattempo, cuocete la pasta in abbondante acqua salata.
Scolate la pasta al dente, almeno 2 minuti prima del temine della cottura indicata dal formato di pasta scelto, e buttatela direttamente nella padella col condimento. Mantecate e aggiungete se necessario un po’ di acqua di cottura della pasta.
Spegnete il fuoco, aggiungete le cozze in padella e mescolate. Servite la pasta ceci e cozze ben calda nei piatti e completate con del prezzemolo fresco tritato e un filo di olio extravergine d’oliva.
28 Ott 2022 | In evidenza, Magazine
Il Mar Mediterraneo prende il nome dal latino Mediterraneus: “in mezzo alle terre”. Il nome si riferisce infatti al fatto che il mare bagna le coste di ben tre continenti, trovandosi infatti compreso fra Europa, Nord Africa ed Asia Occidentale.
A partire dai tempi più antichi, le coste del Mediterraneo sono sempre state punti strategici e hanno visto sorgere alcune delle civiltà più antiche della terra. Ma come sono le coste del Mar Mediterraneo?
Caratteristiche delle coste del Mar Mediterraneo
A livello morfologico, nella maggioranza dei casi le coste mediterranee sono alte e rocciose. In corrispondenza degli apparati deltizi dell’Ebro, Po, Rodano e Nilo e dei rispettivi fiumi secondari, le coste sono invece principalmente basse e sabbiose. Ma la vera bellezza delle coste del Mar Mediterraneo sta nella loro varietà: le coste del mare di Sardegna, cuore del Mediterraneo, passano ad esempio dalla finissima sabbia bianca, alle rocce, ai ciottoli o ad altre sabbie dai colori più svariati.
Chi ha la fortuna di vivere sulle coste del Mediterraneo saprà bene che si tratta di una bellezza inenarrabile. Ci sono tuttavia altre caratteristiche che rendono il Mare Nostrum un mare unico nel suo genere.
Le caratteristiche principali del Mediterraneo
Abbiamo detto come sono le coste del Mar Mediterraneo, vediamo ora alcune delle altre principali caratteristiche principali di questo mare. In particolare ci concentreremo sulla temperatura, sulla limpidezza e sulla biodiversità delle acque.
La temperatura mite
La temperatura del Mar Mediterraneo è relativamente calda durante l’intero corso dell’anno: generalmente si attesta sempre al di sopra dei 13°C. Una temperatura così mite e costante è sicuramente una delle principali caratteristiche che rendono il Mediterraneo un mare unico nel suo genere.
Questa particolare situazione può essere spiegata a partire da altre caratteristiche morfologiche, come la scarsa profondità delle acque e soprattutto dello Stretto di Gibilterra, tramite il quale il Mediterraneo comunica con l’Oceano Atlantico. Grazie all’esigua profondità dello Stretto, infatti, solo le acque oceaniche più calde è superficiali riescono a penetrare nel bacino del Mediterraneo, mentre le acque più profonde e strette non riescono a superare il gradino formato dallo Stretto.
La limpidezza dell’acqua
Una seconda caratteristica del Mar Mediterraneo è sicuramente l’eccellente visibilità dovuta alla limpidezza dell’acqua. Tale limpidezza si deve al fatto che la temperatura mite e costante durante tutto il corso dell’anno consente anche alle acque più profonde di rimescolarsi, in questo modo ossigenando i fondali e distribuendo i nutrienti nella colonna d’acqua. I nutrienti, infine, fuoriescono verso l’Oceano Atlantico tramite la corrente profonda, rendendo così l’acqua del Mediterraneo perfettamente limpida.
La limpidezza dell’acqua, a sua volta, permette alla luce di penetrare in profondità, motivo per cui le piante e le alghe possono effettuare la fotosintesi fino anche a 40 o 50 metri di profondità, promuovendo una una ricchezza di comunità biologiche a profondità stupefacentemente elevate.
La biodiversità e l’endemismo
Infine, menzioniamo un’altra importantissima caratteristica del Mar Mediterraneo: la sua incredibile biodiversità.
Il Mar Mediterraneo contiene infatti ben il 7,5% di tutte le specie marine animali ed il 18% delle specie marine vegetali ad oggi note: cifre sorprendenti se si considera che le acque rappresentano solo lo 0,32% del volume totale dei mari del pianeta.
Ma non finisce qui: il 28% delle specie presenti nel Mar Mediterraneo sono endemiche, ovvero sono esclusive di questo bacino.
Ma come possiamo spiegare tanta ricchezza? Per rispondere a questa domanda dovremo rispolverare un po’ di storia.
Il Mar Mediterraneo faceva parte della Tetide, l’Oceano Primordiale. Alcune delle speci risalenti a tale periodo sono tutt’ora esistenti nel bacino: parliamo ad esempio della Posidonia Oceanica. Successivamente a tale periodo, vari eventi atmosferici hanno portato il Mar Mediterraneo ad isolarsi e poi ricollegarsi con gli altri mari, provocando così una serie di estinzioni e ricolonizzazioni.
Cinque milioni di anni fa, il Mediterraneo subì la sua ultima crisi di salinità, in seguito alla quale le correnti provenienti dall’Atlantico portarono nuovamente l’acqua verso il bacino, ricolonizzando il Mediterraneo con popolamenti oceanici: questa fu la più recente ricolonizzazione del mare.
Ricordiamo, infine, che quando si parla di estinzioni si tratta di un fenomeno per la maggioranza dei casi parziale. Nei laghi salati del Messiniano una parte delle specie risalenti al popolamento precedente ed estinto riuscirono a conservarsi, per riespandersi poi successivamente secondo un fenomeno detto “radiazione adattiva”.
25 Ott 2022 | In evidenza, Magazine
Per iniziare un pranzo o una cena nelle occasioni speciali non possono mancare gli antipasti, pietanze sfiziose il cui scopo è quello di stuzzicare l’appetito. Si dividono in antipati freddi, ideali per l’estate, e in antipasti caldi, che talvolta possono sostituire anche i primi piatti e sono perfetti pure per pranzi e cene a buffet. Oggi ci concentriamo su questi ultimi, proponendovi 3 antipasti di mare caldi, da servire la domenica o, per esempio, per il cenone e pranzo di Natale e Capodanno.
Capesante gratinate
Le capesante gratinate sono una ricetta raffinata ma semplice e veloce da realizzare: una panatura aromatizzata con timo, maggiorana e prezzemolo che impreziosisce questo mollusco prelibato.
Ecco cosa vi occorre per realizzare uno degli antipasti a base di pesce più apprezzati che può essere servito anche come secondo piatto:
- Capesante Nieddittas 8
- Pane mollica 100 g
- Sale e pepe nero q.b.
- Olio extravergine d’oliva 40 g
- Scorza di limone 1
- Prezzemolo q.b.
- Timo q.b.
- Maggiorana q.b.
Come si preparano le capesante gratinate? Iniziate prelevando la mollica di pane e a tagliarla a cubetti.
Mettetela in un mixer con olio, sale e pepe a piacere. Unite le erbe aromatiche e grattugiate la scorza di un limone. In questo modo avrete ottenuto una panatura umida.
A questo punto prendete le capesante e trasferitele su una teglia. Farcite la superficie con la panatura e infornatele a 190°C in forno ventilato preriscaldato per circa 15 minuti o comunque fino a quando si formerà una crosticina invitante. Servite le capesante gratinate.
Misto frutti di mare in forno al gratin
Tra le ricette di antipasti di mare caldi da abbinare al vostro menu a base di pesce vi proponiamo qui di seguito quella del mix di frutti di mare gratinati al forno, davvero eccezionale!
Ingredienti per 4 persone:
- 1 kg di cozze Nieddittas
- 6 capesante Nieddittas
- 1 kg di vongole veraci Nieddittas
- 4 fette di pancarrè
- 1 rametto di prezzemolo
- 1 spicchio d’aglio
- mezzo bicchiere di vino bianco
- sale e pepe
- olio extravergine di oliva
Ecco come procedere. I frutti di mare Nieddittas seguono tutte le fasi di lavorazione della nostra filiera di eccellenza e si caratterizzano per la freschezza e la quasi totale assenza di fango e gusci rotti. Strofinate tra loro le vongole sotto il getto d’acqua e fatele cadere dall’alto sul fondo di un contenitore per permettere ad eventuali gusci vuoti di aprirsi prima di finire in pentola.
Prendete le cozze e togliete la linguetta laterale.
Mettete cozze e vongole in una pentola con un filo d’olio e il vino bianco. Coprite con il coperchio e fate cuocere fino a quando le valve non si apriranno. A quel punto, disponetele su una teglia assieme alle capesante leggermente salate e pepate.
Frullate il pancarrè con prezzemolo, olio, sale e pepe. Disponete la panatura ottenuta su tutte le conchiglie. Infornate la teglia in forno preriscaldato a 200°C e cuocete per almeno 10 minuti. Fate dorare e servite il mix di frutti di mare con qualche fetta di limone.
Insalata di mare in vasocottura
State cercando idee per antipasti di mare caldi poco impegnativi ma d’effetto? L’insalata di mare in vasocottura è la soluzione che fa al caso vostro! Una valida alternativa all’insalata di polpo tipica della cucina italiana. Si tratta di una tecnica pratica e veloce che cuoce il cibo grazie al vapore, mantenendo inalterati i sapori e i profumi degli ingredienti. Seguite tutti i passaggi!
Per 4 vasetti da 130 ml:
- Gamberi 12
- Seppioline 12
- Carote 1
- Cipollotto fresco 1
- Olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
- Timo q.b.
- Scorza di limone q.b.
- Sale fino e pepe nero q.b.
- Vasetti adatti al microonde dotati di tappo ermetico e guarnizione
Per preparare l’insalata di mare in vasocottura private i gamberi della testa e del carapace, rimuovete il filo nero; prendete le seppioline già pulite e tagliatele a striscioline sottili.
Tagliate il cipollotto e la carota. Se volete potete aggiungere a piacere altri frutti di mare, come le nostre cozze e vongole sgusciate. Prendete i vasetti adatti alla vasocottura, mettete i gamberi sul fondo, poi aggiungete le seppioline, le carote e il cipollotto. Condite con olio, sale, pepe, timo e scorza di limone grattuggiata.
Chiudete ermeticamente e cuocete nel forno a microonde a 450 W per 3 minuti. Lasciate intiepidire poi aprite il vasetto per servire.
20 Ott 2022 | In evidenza, Magazine
La spiaggia La Pelosa è senza dubbio una delle spiagge più belle della Sardegna e del Mediterraneo: la sabbia bianca e immacolata incontra un mare dall’acqua perfettamente limpida e dalle sfumature azzurro-turchese, un vero e proprio scenario da cartolina.
Se non siete mai stati in questa spiaggia paradisiaca, è sicuramente arrivato il momento di rimediare: in questo articolo vi spiegheremo dove si trova la spiaggia La Pelosa e come raggiungerla. Per prima cosa però vi descriveremo brevemente il luogo, così che abbiate un’idea più chiara di cosa aspettarvi dalla spiaggia.
La Pelosa: paradiso tropicale a Stintino
La spiaggia La Pelosa è di una bellezza unica: sabbia bianchissima e mare il cui colore assume ogni tonalità di azzurro e la cui limpidezza è sorprendente. Grazie alla posizione geografica le acque sono sempre calme, anche nei giorni di forte Maestrale. Ginepri e macchia mediterranea circondano la spiaggia, dando alla zona un aspetto quasi tropicale.
Dalla spiaggia si può ammirare la torre aragonese che è nel tempo diventata il simbolo de La Pelosa. La torre risale al 1578 e fu edificata a difesa del litorale. È possibile raggiungere la torre passando per una piccola cala dal nome La Pelosetta. Ancora, a poca distanza dalla spiaggia si trova un isoletta, l’Isola Piana, che un tempo era finalizzata al pascolo del bestiame.
La Pelosa è caratterizzata da un fondale poco profondo, perfetto per le famiglie che desiderano godere di una giornata di mare con bambini in tenerà età.
Il momento ideale per frequentare la spiaggia è sicuramente la bassa stagione, in quanto in piena estate è affollatissima e sicuramente non adatta a chi ricerchi privacy e calma. Ottobre è sicuramente un ottimo mese per una giornata di mare a La Pelosa.
Dove si trova la spiaggia La Pelosa e come raggiungerla?
La spiaggia La Pelosa si trova ad una distanza di 2 chilometri dal piccolo comune di Stintino (provincia di Sassari), nell’estremo nord-occidentale della Sardegna. La spiaggia si affaccia sul Golfo dell’Asinara che, insieme all’Isola Piana ed ai faraglioni di Capo Falcone, la protegge dalle maree.
Se desiderate raggiungere La Pelosa provenendo da Sassari, dovrete percorre la Strada Statale 131 in direzione di Porto Torres ed imboccare l’uscita per la Strada Provinciale 34. Proseguendo in questa strada per circa 25 chilometri raggiungerete il Comune di Stintino, dove troverete ben segnate le indicazioni per raggiungere la spiaggia La Pelosa, ad un paio di chilometri di distanza dal paese.
Vicino a La Pelosa, sempre nella zona di Stintino, troverete poi altre bellissime spiagge da visitare, come ad esempio la spiaggia di Ezzi Mannu, la Spiaggia del Gabbiano, o ancora L’Ancora, Punta Negra o La Pazzona.
Regolamento, biglietti e orari di ingresso
Trattandosi di un’area protetta, La Pelosa è a numero chiuso: è infatti consentito un accesso massimo di 1500 persone a giornata. Oltre all’ingresso limitato vi sono poi ulteriori norme e restrizioni finalizzate a salvaguardare e tutelare la spiaggia. Fra tali norme e restrizioni ricordiamo in particolare che:
- a La Pelosa non è consentito porre il telo mare direttamente a contatto con la sabbia: per utilizzare teli mare nella spiaggia è necessario porvi sotto una stuoia di plastica, di legno o in generale di un materiale tale per cui la sabbia non vi rimanga attaccata. In questo modo si cerca di limitare il più possibile il prelevamento dei granelli che comunemente rimangono intrappolati nei classici asciugamani per il mare;
- a La Pelosa è severamente vietato fumare: i fumatori dovranno recarsi lungo il viale di accesso o, in alternativa, presso le apposite aree dotate di posacenere;
- quando si intende andar via dalla spiaggia è necessario ricordarsi di risciacquare i piedi negli apposite postazioni situate presso l’uscita dalla spiaggia: questa norma è anch’essa finalizzata a ridurre il più possibile il prelevamento della sabbia dall’area protetta. Se alcuni oggetti personali sono sporchi di sabbia è bene ricordarsi di risciacquare anche questi;
- per ridurre il rischio di inquinamento, presso la spiaggia La Pelosa è vietato l’uso di sapone o detergenti simili;
- infine, ricordiamo che l’articolo 40 della Legge Regionale N°16 vieta il prelevamento intenzionale di sabbia da qualsiasi spiaggia della Sardegna. In particolare, l’articolo recita:
“Salvo che il fatto non costituisca più grave illecito, chiunque asporta, detiene, vende anche piccole quantità di sabbia, ciottoli, sassi o conchiglie provenienti dal litorale o dal mare in assenza di regolare autorizzazione o concessione rilasciata dalle autorità competenti è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 500 a euro 3.000”.
Rispettare le regole sopraelencate è un imperativo e le multe in caso di trasgressione sono salate.
18 Ott 2022 | Magazine
State organizzando un pranzo o una cena a base di pesce?
Come antipasto sfizioso potete allora portare in tavola le frittelle di cozze, una ricetta semplice e molto apprezzata.
Dovete procurarvi innanzitutto delle cozze freschissime e di sicura provenienza, come quelle Nieddittas, e i pochi ingredienti che serviranno per preparare la pastella che ricoprirà i molluschi.
Le frittelle di cozze possono anche essere inserite in un fritto misto di mare da servire come secondo piatto. Abbondate con la quantità perché si sa, tutto ciò che è fritto è buonissimo e di sicuro non avanzerà nemmeno una cozza!
Mettetevi ai fornelli e seguite la ricetta che trovate qui di seguito.
Ingredienti per 4 persone
- Cozze Nieddittas 1 kg
- Aglio 1 spicchio
- Olio extra vergine di oliva q.b.
- Pepe q.b.
- Farina 00 100 g
- Pecorino q.b. (facoltativo)
- Uova 2
- Prezzemolo 1 ciuffo
- Scorza di limone 1
- Lievito istantaneo 1 cucchiaino
- Olio di semi per friggere q.b.
Come preparare le frittelle di cozze
Per prima cosa eliminate il bisso (il filamento che fuoriesce dalle cozze). Si sconsiglia l’immersione in acqua non controllata; le nostre cozze provengono dalla filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano che garantisce un prodotto sempre sano e sicuro.
Fate scaldare in una padella capiente qualche cucchiaio di olio extravergine e lo spicchio d’aglio intero sbucciato.
Aggiungete le cozze e coprite la padella col coperchio. Fate cuocere fino a quando le valve non si saranno aperte completamente.
Eliminate le eventuali cozze che non si sono aperte. Lasciate intiepidire e staccate i molluschi dai gusci, fate asciugare su un panno o su carta da cucina. Filtrate l’acqua di cottura e mettete da parte.
Preparate la pastella: in una ciotola versate la farina, le uova, il prezzemolo lavato e tritato, la scorza di limone grattugiata, un cucchiaino di lievito istantaneo e se volete del pecorino sardo. Aggiungete poco alla volta il liquido di cottura, mescolando per bene. C’è chi aggiunge anche 100 ml di birra all’impasto sempre mescolando con una frusta.
Dopo aver ottenuto una pastella liscia, senza grumi e sufficientemente densa (in caso contrario aggiungete un altro po’ di farina), potete immergere le cozze e amalgamare bene il tutto.
È il momento di friggere. Mettete sul fuoco una pentola con olio di semi per frittura. Quando l’olio sarà bollente, cuocete le cozze pastellate versando delle cucchiate di impasto in base a quanto grandi desiderate ottenere le frittelle. Friggete fino a quando assumeranno un bel colore dorato. Giratele e fatele dorare in maniera uniforme. Scolate le frittelle di cozze sulla carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso e servitele ben calde.
14 Ott 2022 | In evidenza, Parlano di noi
L’UNIONE SARDA
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