Quante volte vi è capitato di vedere volare un ombrellone in spiaggia?
Per chi, come noi di Nieddittas, vive in Sardegna sa bene che il vento è spesso presente anche nelle giornate estive e quindi è importante sapere come piantare l’ombrellone nella sabbia in maniera corretta e sicura.
Anche se la stagione estiva sta volgendo al termine, nella nostra amata Isola il clima permette ancora di godere del bellissimo mare cristallino; per chi invece considera la vacanza oramai un ricordo, può fare tesoro di questa breve guida per il prossimo anno.
Seguendo i consigli che troverete in questo articolo, utili non solo per chi frequenta poco le spiagge, ma anche per chi vive in località balneari, riuscirete a godervi la vostra giornata di mare in relax, evitando che alla prima folata di vento il vostro ombrellone voli via, rischiando di far del male a qualcuno.
Cosa occorre per piantare un ombrellone
Innanzitutto, procuratevi un buon ombrellone robusto e resistente, in grado di offrire un buon riparo dai raggi UV. Vi serviranno poi pochissimi oggetti facili da reperire ed economici:
Una paletta (potete prendere quella dei vostri bambini o una da giardino).
Una o due corde.
Uno o due sacchi/buste di plastica.
Non è raro vedere turisti, e non solo, in difficoltà mentre cercano di far star in piedi il loro ombrellone; per chi non è abituato è un’operazione non tanto facile, specialmente se la spiaggia non è sabbiosa.
Dove posizionare l’ombrellone in spiaggia
Una volta scelta la meta (ad esempio potete scegliere tra le 10 più belle spiagge del Nord Sardegna), non vi resta che trovare la posizione per il vostro ombrellone o ombrelloni, se siete in tanti e dovete piantarne più di uno. Sceglieteuno spazio libero non troppo vicino agli altri e calcolate dove ricade l’ombra. Non sarebbe educato se finisse sugli asciugamani di altre persone. Considerato che dovrete scavare una buca, non optate per spazi duri e rocciosi.
Ora vediamo passo passo come piantare ombrellone nella sabbia.
Come piantare ombrellone nella sabbia: passaggi
Scavate una buca nella sabbia utilizzando la paletta. Soprattutto se c’è vento è meglio fare un fosso profondo. Se nella spiaggia ci sono sassi, rimuovete con le mani quelli nel punto scelto per vedere se c’è la sabbia sotto, in caso contrario togliete una buona quantità di sassi per far scendere il più possibile la base dell’ombrellone. Se avete dimenticato la paletta non preoccupatevi, usate la punta dell’ombrellone ed eseguite dei movimenti circolari spingendo verso il basso.
Posizionate l’ombrellone nella buca e richiudetela con la sabbia, pigiando bene attorno e facendo una montagnetta per renderlo ancora più stabile. È possibile anche bagnare la sabbia attorno per aumentare la presa. Se ci sono sassi, fate una torre attorno alla stecca. Provate a far oscillare l’ombrellone, se si muove troppo andava scavata una buca più profonda.
Prendete un sacco e riempitelo di sabbia o sassi. Quando sarà abbastanza pesante legate il sacco a un raggio dell’ombrellone e fate in modo che la corda sia ben tesa. Il sacco fungerà da zavorra e renderà l’ombrellone più resistente al vento; in questo modo non dovrete tenere voi la base ad ogni raffica di vento o rischiare di interrompere il vostro bagno in mare per andare a rincorrere l’ombrellone volato via.
Orientate l’ombrellone leggermente inclinato controvento, ma senza reclinarlo. Più è basso e più resisterà alla forza del vento.
Adesso sapete come piantare un ombrellone nella sabbia, ma quando il vento è davvero troppo forte seguire queste dritte può non bastare e allora è consigliabile chiuderlo.
Consigli da spiaggia
Ripararsi sotto l’ombrellone durante le ore più calde non è sufficiente: ricordate di mettere una protezione solare adeguata, per evitare il rischio di scottature e danni cutanei. Sarebbe opportuno rimetterla dopo i bagni o dopo 2 ore e indossare un cappello o un foulard per prevenire un colpo di calore e di sole; mal di testa, febbre, nausea e stordimento sono i primi sintomi a cui prestare attenzione.
Inoltre, è importante bere il più possibile per non ritrovarvi stanchi e nervosi. Frutta e acqua è il binomio perfetto per una giornata al mare, sia per integrare liquidi nel vostro corpo sia per favorire l’abbronzatura.
Infine, ricordate sempre di rispettare il mare e l’ambiente!
Orosei è un comune della provincia di Nuoro, situato nell’antica subregione storica delle Baronie.
Le spiagge di Orosei sono di duplice natura: sabbiosa o rocciosa. In entrambi i casi si tratta di veri e propri paradisi terrestri di natura incontaminata, l’ideale per chi desidera allontanarsi dalla frenetica e chiassosa vita cittadina.
Ecco quali sono le 11 più belle spiagge di Orosei.
1. Oasi di Bidderosa
L’oasi di Bidderosa è composta da cinque calette dalla sabbia morbida e bianca alla cui spalle si erge un parco di 860 ettari fra boschi e macchia mediterranea, tra cui lecci, pini e ginepri. L’oasi è affidata al Comune di Orosei (a 13 km di distanza) e protetta dall’Ente Foreste.
Da maggio a ottobre l’ingresso in moto o in automobile è a numero chiuso; per quanto riguarda invece l’ingresso in bici o a piedi non esiste alcun limite stagionale. Un’escursione di trekkingconsentirà di immergersi completamente nella riserva.
La prima caletta la si incontra a 4 km dall’ingresso; proseguendo verso nord si incontrano via via le altre quattro, fino a raggiungere, al confine settentrionale dell’oasi, la bellissima spiaggia di Bèrchida.
2. Spiaggia di Bèrchida
La spiaggia di Bèrchida si trova nel territorio di Siniscola, piccolo comune a pochi chilometri di distanza rispetto alla spiaggia.
La spiaggia, lunga e abbastanza spaziosa, è considerata una delle spiagge più belle del Mediterraneo. Perfetta per chi ricerca privacy e relax, la spiaggia non è mai affollata e con la sua sabbia fine a contatto con un mare color turchese crea un vero spettacolo da cartolina.
Il fondale è basso, caratteristica che rende la spiaggia perfetta per le famiglie con bambini.
3. Spiaggia di Sas Linnas Siccas
Tre arenili rispettivamente separati da scogli e macchia mediterranea, la spiaggia di Sas Linnas Siccas è ideale per chi ricerca un’atmosfera intima e protetta dal vento.
La sabbia è chiara ed il fondale è basso; il mare si colora di numerose tonalità di azzurro.
La spiaggia dista circa 9 km da Orosei: se dalla cittadina si percorre la strada che porta a Cala Liberotto, sarà sufficiente svoltare a destra in via Fuile e Mare e poi a sinistra in via Sas Linnas Siccas per parcheggiare vicino alla spiaggia.
4. Cala Liberotto
Cala Liberotto si trova a circa 14 km di distanza da Orosei. Una baia dalla sabbia dorata a granelli grossi, circondata da rocce candide e macchia mediterranea: Cala Liberotto, come ogni spiaggia del Golfo di Orosei, è un vero spettacolo naturale.
A poca distanza dalla riva si ergono tre scogli grandi, facilmente raggiungibili per via del fondale basso, che danno alla caletta un aria quasi esotica.
Alle spalle si può poi avvistare lo stagno di sos Alinos, circondato di canne e agavi, in cui gli uccelli acquatici trovano rifugio e un posto sicuro per nidificare.
La vegetazione che circonda la cala comprende, fra gli altri, fichi d’india, cespugli di mirto e palme nane.
5. Marina di Orosei
Un’altra spiaggia imperdibile del Golfo è sicuramente la Marina di Orosei: spiaggia dalla sabbia dorata e dall’acqua cristallina, ideale per gli appassionati di immersioni. Inoltre, per via del vento costante, la zona è perfetta per i surfisti.
La spiaggia, lunga circa due chilometri, è composta di sabbia fine mista a ghiaia e conchiglie e circondata di verde, oltre che da monti e colline in lontananza.
Marina di Orosei è facilmente raggiungibile dal centro abitato.
6. Cala Goloritzé
Tra le Orosei spiagge impossibile non citare questa bellissima cala, raggiungibile tramite un percorso di trekkingdi circa due ore nel Supramonte di Baunei, dove è possibile incontrare capre, asinelli e tanti altri animali.
Le acque turchesi di Cala Goloritzé sono circondate da un litorale aspro e roccioso, coperto da macchie verdi di vegetazione. Mare e montagna si abbracciano armoniosamente in un piccolo angolo di paradiso, dove piccoli sassolini bianchi e levigati incontrano l’acqua limpida e trasparente del mare d’Ogliastra.
Il fondale è alto, ma perfettamente trasparente, così che risulta facile vederne in fondo nonostante i metri di profondità.
7. Cala Luna
Alla foce del rio Illune, Cala Luna è sicuramente un’altra delle numerose meraviglie del Mediterraneo: insenatura tra le falesie al cui centro si trova una lunga striscia di sabbia dorata e finissima a contatto con un mare azzurro e perfettamente limpido.
Per i primi metri il fondale risulta essere molto basso, ma poi all’improvviso diventa profondo e perfetto per snorkeling o immersioni subacquee.
Alle spalle della spiaggia si trova un laghetto circondato da un piccolo bosco di oleandri e macchia mediterranea.
8. Cala e spiaggia di Osalla
Ci troviamo nella parte settentrionale del Golfo di Orosei, alla foce del fiume Cedrino. L’area è divisa in una cala nel territorio di Dorgali e una grande spiaggia nel territorio di Orosei, separate da un promontorio.
La cala e la spiaggia di Osalla sono entrambe bellissime, circondate di macchia mediterranea e con un mare dall’acqua limpida e azzurra.
9. S’Ena ‘e sa Chitta
S’Ena e Sa Chitta, la spiaggia dei confetti, è una spiaggia dalla sabbia chiara e fine, bagnata da un mare i cui colori vanno dall’azzurro al verde smeraldo, con sfumature quasi indaco. La spiaggia forma un litorale unico con Capo Comino.
10. Capo Comino
La sabbia di Capo Comino è fine e bianca, circondata da enormi dune di sabbia. Capo Comino, presso l’omonima borgata turistica, è un vero e proprio paradiso terrestre e forma un litorale unico con s’Ena ‘e sa Chitta.
Un antico faro, diventato con gli anni il simbolo del luogo, fronteggia la piccola isola Ruja e veglia sull’area. La piccola isola è raggiungibile a piedi o a nuoto, a seconda della marea.
L’area è circondata da fitto verde, fra cui una pineta, che si sposa perfettamente con l’azzurro del mare limpido.
11. Cala Ginepro
Chiude la classifica delle più belle “Orosei spiagge” un vero e proprio spettacolo della natura: Cala Ginepro. Sembra quasi un dipinto, così bello che l’abbiamo inserito nella lista anche se si trova leggermente al di fuori del Golfo di Orosei.
Verde, bianco, azzurro e rosa granitico si accostano in un panorama di sorprendente e calmante bellezza naturale.
I nuovi stili di vita frenetici hanno determinato che sempre meno persone si dedicano al fai-da-te, essendo spesso incapaci di trovare un momento libero e forse anche spaventati dalla complessità di alcuni lavori manuali.
Tuttavia, molti studi hanno dimostrato che lavorare con le mani, soprattutto se in modo creativo, ha notevoli benefici per la salute del corpo e della mente, in quanto allevia lo stress e stimola la produzione di endorfine. Inoltre, dedicarsi alla costruzione di oggetti utili è un ottimo modo per ridurre una delle principali piaghe del nostro tempo: il consumismo.
Di seguito vedremo come costruire un ombrellone da spiaggia: se per alcuni potrà sembrare un’idea buona ma fuori stagione, per altri, come per noi di Nieddittas che abbiamo la fortuna di vivere in Sardegna, la stagione estiva è ancora lunga ed un ombrellone farà comodo probabilmente fino alla fine di ottobre.
Di che occorrente avrete bisogno?
Per costruire un ombrellone da spiaggia procuratevi:
Un pezzo di tessuto, possibilmente chiaro per non attirare i raggi del sole;
delle asticelle di plastica di piccola dimensione, per fare i “raggi” dell’ombrellone;
un bastone di plastica, che diventerà l’asta centrale dell’ombrellone;
un telaio che regga le asticelle;
delle cerniere di ferro e staffe richiudibili;
delle viti piccole, per fissare l’ossatura dell’ombrellone;
un cacciavite;
facoltativo: una cassa quadrata per la base o, in alternativa, un grosso vaso.
La scelta del tessuto
Per prima cosa dovrete recarvi in un negozio di stoffe e procurarvi un pezzo di tessuto grande a sufficienza per diventare la parte esterna dell’ombrellone, ovvero quella che vi proteggerà dal sole.
Optate se possibile per un tessuto chiaro, in modo da non attirare i raggi del sole, e possibilmente anti raggi UV. I raggi UV sono infatti in grado di passare attraverso le stoffe normali e nel tempo possono rivelarsi dannosi per la pelle.
Dopo esservi procurati il tessuto, sarà necessario tagliarlo per dargli la classica forma ad ombrellone. Per un lavoro più rifinito potete cucire l’orlo attorno alla parte tagliata.
Come creare la base dell’ombrellone
Passiamo ora alla creazione della base: questo passaggio è facoltativo, in quanto chi preferisse potrà semplicemente inserire l’asta direttamente nella sabbia, secondo il metodo classico.
L’idea più semplice per creare la base è quella di utilizzare una cassa quadrata, riempita di terra o materiali in grado di dare la pesantezza adeguata allo svolgimento della sua funzione.
In alternativa, potreste optare per un vaso abbastanza grosso, di quelli adatti alle piante di medie dimensioni. Per dare pesantezza al vaso potete porre delle pietre alla base e poi riempire il resto del vaso con della terra, in modo che regga il palo dell’ombrellone. La terra dovrà essere il più compatta possibile.
Ovviamente, qualsiasi altro contenitore potrà svolgere la funzione della cassa o del vaso. L’importante è che sia delle dimensioni adatte a reggere il palo e abbastanza resistente a svolgere la funzione di sostegno.
Per i veri amanti del fai-da-te, un’altra idea è quella di fabbricare una base utilizzando il calcestruzzo. Per prima cosa dovrete procurarvi un contenitore da utilizzare come stampo o anche una vecchia base di un vecchio ombrellone, così da poterne ricreare la forma.
Dopo esservi procurati lo stampo-contenitore, riempitelo di sabbia e cemento (¾ di sabbia e ¼ di cemento) e aggiungete la quantità di acqua segnata nelle istruzioni d’uso del cemento. Poi inserite palo di plastica che avete scelto come asta dell’ombrellone all’interno del calcestruzzo e aspettate che si asciughi. In questo modo verrà a crearsi il buco in cui inserirlo al momento di montare l’ombrellone.
Come costruire un ombrellone da spiaggia: i passaggi finali
Fin’ora dovreste disporre di un tessuto chiaro (tagliato appositamente) e di una base che regga in piedi l’ombrellone. Adesso non vi resta che creare l’ossatura.
Per l’ossatura avrete bisogno sia del palo di plastica che servirà da asta centrale, sia di un telaio che possa reggere le piccole asticelle che terranno aperto il tessuto.
Con l’aiuto di piccole viti e del cacciavite, fissate le piccole asticelle al telaio e sistematevi sopra il tessuto, assicurandovi che poggi sui raggi in maniera corretta.
A questo punto dovrete realizzare il meccanismo che consentirà di chiudere l’ombrellone nei momenti in cui questo non viene utilizzato. A tal fine, montate delle cerniere di ferro e delle staffe richiudibili ed il vostro ombrellone è pronto all’uso!
Le ostriche sono dei frutti di mare apprezzati dai buongustai di tutto il mondo. Sono composte da una conchiglia dalla forma rotondeggiante e dalla superficie rugosa che bisogna saper aprire per poter cucinare il mollusco o consumarlo con eventualmente un goccio di limone, come fanno i puristi.
Se siete alle prime armi, può essere utile leggere questa breve guida per sapere come aprire le ostriche: quale coltello utilizzare, come rimuovere la polpa senza perdere il succo e qualche consiglio. Troverete anche un video che illustra i passaggi descritti.
Quali attrezzi servono per aprire le ostriche?
Aprire le ostriche a crudo è un’operazione delicata ma con gli strumenti giusti e seguendo i passaggi vedrete che non sarà nulla di complicato, bisogna solo avere una mano ferma e fare un po’ di pratica.
Il coltello per ostricheè a lama corta (circa 6 centimetri) e tozza, specifica per penetrare nei bivalvi e sollevare le due valve senza danneggiare la polpa; se non ce lo avete va bene anche un coltellino fine e appuntito, resistente e che non si spezzi. Evitate i coltelli da cucina con la punta arrotondata.
Se non siete esperti è consigliabile indossare dei guanti antitaglio, magari da forno, oppure usare un panno da cucina con cui fasciarsi la mano sinistra, per evitare di ferirsi se dovesse sfuggire il coltello.
Vi servirà poi un tagliere su cui adagiare le ostriche per sgusciarle. Vediamo ora la tecnica per aprire le ostriche a crudo con e senza coltello.
Come aprire le ostriche con il coltello in 4 mosse
Innanzitutto, procuratevi delle ostriche freschissime e di sicura provenienza come quelle offerte da Nieddittas che le sceglie, le monitora e le etichetta per assicurare le migliori garanzie di sicurezza alimentare. Riconoscete le ostriche fresche perché sono vive e odorano di mare.
Una volta acquistate, non è necessario lavarle sotto l’acqua corrente. Ora indossate i guanti e seguite le indicazioniper aprire le ostriche:
Posizionate la prima ostrica sul tagliere con la valva piatta rivolta verso l’alto. Cercate la fessura tra le valve e inserite la punta del coltello. La pressione esercitata non dovrà essere né troppo forte per non danneggiare la polpa, né troppo debole.
Lasciate entrare gradualmente la lama e ruotatela leggermente in posizione verticale prima a destra e poi a sinistra, percorrendo tutta la giunzione delle valve.
Una volta aperta l’ostrica (e quindi dopo aver separato le due parti del guscio), impugnatela con la mano sinistra e introducete la lama del coltello rasente la valva piatta superiore per incidere il muscolo che tiene unite le due valve.
L’acqua presente nell’ostrica è importante per rimuovere eventuali detriti. Staccate, infine, la parte del muscolo ancora fissata al guscio inferiore.
Ora l’ostrica è pronta da cuocere secondo la ricetta scelta.
Guardate il nostro video che mostra passo passo le operazioni da compiere.
Si raccomanda di non far passare più di 1 ora dall’apertura al consumo, altrimenti è bene conservarle in frigorifero avvolte in un panno umido o sistemarle in un letto di ghiaccio.
Come aprire le ostriche in cottura
Vediamo ora come aprire le ostriche in cottura, sfruttando il calore.
Mettete poca acqua in una pentola, aggiungete le ostriche e coprite col coperchio. Fate cuocere a media intensità per qualche minuto. I gusci si apriranno facilmente e non servirà l’apposito coltello. Scolate l’acqua in eccesso e separate con le mani le due valve.
Servite le ostriche crude sulla loro valva inferiore e conservate le cotte per la preparazione di altre ricette.
È importante non farle cuocere troppi minuti altrimenti il calore potrebbe alterarne il sapore.
Ci sono tantissimi motivi per scegliere proprio il mese di settembre per una vacanza in Sardegna.
Innanzitutto il clima è ideale, caldo ma non afoso come a luglio o agosto. L’acqua del mare in Sardegna a settembre, dopo essersi riscaldata per tutta l’estate, è assolutamente perfetta e rigenerante. Le spiagge non sono affollate ed i prezzi calano considerevolmente, rendendo possibile optare per una vacanza last minute. Insomma, una vacanza di mare in Sardegna a settembre è sotto tutti i punti di vista un’ottima scelta.
Andare al mare in Sardegna a settembre
Le spiagge della Sardegna sono un vero spettacolo che fanno innamorare milioni di persone ogni anno: questo vuol dire che, soprattutto durante l’alta stagione, ogni spiaggia è affollata ed è difficile apprezzarne a pieno la bellezza naturalistica.
A settembre, invece, le spiagge iniziano a svuotarsi e possono essere vissute nel loro pieno potenziale, senza rinunciare alle temperature calde e piacevoli. Spiagge meravigliose e sovraffollate nei mesi di luglio e agosto, come Stintino, Cala Luna, Tuerredda, Cala Domestica e innumerevoli altre, diventano facilmente accessibili, con tanti posti liberi sia per l’automobile che per il proprio telo mare.
La bella notizia è poi che andare al mare in Sardegna a settembre costa molto meno: se in alta stagione i prezzi dei biglietti aerei arrivano a costi esorbitanti, con l’arrivo di settembre arrivano quasi a dimezzarsi, rendendo spesso possibile organizzare una vacanza al mare anche all’ultimo minuto.
Temperature e meteo in Sardegna a settembre
Abbiamo ripetutamente accennato alle belle temperature del mese di settembre in Sardegna, ma vediamo di andare un po’ più nel dettaglio.
Le prime due settimane di settembre, soprattutto lungo la costa dell’isola, sono caratterizzate da temperature estive medie che si aggirano intorno ai 25°C, ma non di rado raggiungono o superano anche i 30°C. In questo periodo il Maestrale (vento fresco che soffia da nord-ovest) soffia con maggiore frequenza, rendendo le giornate meno afose e le temperature elevate più piacevoli.
Durante le giornate in cui il Maestrale soffia forte può essere utile informarsi su quali siano le spiagge riparate da questo vento. Alcune delle spiagge più belle riparate dal Maestrale sono:
Cala Brandinchi
Cala Domestica
Cala Ostina
Cala Regina
La Caletta, Capo San Marco
Li Itriceddi
Mari Pintau
Porto Istana
Tuerredda
Difficile classificare quale sia la spiaggia più bella, ognuna è unica e spettacolare, tutte ben riparate dal Maestrale, il vento di nord-est che così spesso soffia sull’isola.
Ma torniamo al meteo: nelle ultime due settimane del mese le temperature calano leggermente, pur rimanendo piacevoli. La differenza di temperatura si può notare specialmente la notte, che risulta essere molto più fresca rispetto alle prime settimane.
Per quanto riguarda invece la temperatura dell’acqua del mare, questa non scenderà al di sotto dei 21°C fino all’arrivo di ottobre: temperatura perfetta per godersi le nuotate durante tutto il mese.
Non solo mare: Autunno in Barbagia ed altri eventi settembrini
Certo, le spiagge della Sardegna sono imperdibili, specialmente durante una vacanza di mare, ma questo non dovrebbe precludere dallo scoprire i numerosi altri segreti che l’isola nasconde.
A settembre, ad esempio, comincia Autunno in Barbagia, una festa lunga quattro mesi dove ogni fine settimana si può apprezzare la tradizione culinaria e non solo di un diverso paese barbaricino. Il tour comprende 28 paesi di cui scoprire l’enogastronomia e l’artigianato più tipico.
Ancora, numerose sagre o feste religiose hanno luogo in Sardegna durante l’autunno, come Santa Greca a Decimomannu o la Festa Manna di Gaddura.
Inoltre, gli amanti del trekking e delle escursioni sia a piedi che in bicicletta saranno felici nello scoprire che il meteo rende settembre fra i mesi ideali per esplorare la Sardegna nei suoi numerosi percorsi immersi nella natura.
Ricapitoliamo: 5 motivi per andare al mare in Sardegna a settembre
Insomma, sembra chiaro che settembre sia il mese ideale per organizzare una vacanza di mare (e non solo) in Sardegna. Per concludere, ecco 5 buoni motivi per andare al mare in Sardegna a settembre.
Il clima
Il clima è assolutamente perfetto, caldo ma non afoso. Le giornate sono ancora lunghe ed il Maestrale rinfresca l’aria e pulisce cielo e spiagge.
L’acqua del mare
A settembre, l’acqua del mare ha ancora una temperatura piacevole. Essendosi riscaldata durante tutti i mesi estivi, dovrà aspettare almeno fino all’arrivo di ottobre per raffreddarsi.
Le spiagge
Le spiagge sono decisamente meno affollate che nei mesi estivi. A settembre sarà possibile godere degli incredibili spettacoli naturali delle spiagge sarde con maggiore riservatezza rispetto all’alta stagione.
I prezzi
Con l’arrivo di settembre e la fine dell’alta stagione, i prezzi dei trasporti, delle strutture ricettive e di tutto quello che riguarda la vita turistica si abbassano di circa il 40%.
Le sagre e le feste locali
Infine, abbiamo menzionato Autunno in Barbagia e numerose altre sagre e feste locali a cui sarà possibile partecipare durante una vacanza di mare in Sardegna a settembre.
La spiaggia Le Saline è un gioiello del comune di Stintino, in provincia di Sassari, situata nella costa nord-ovest della Sardegna.
Scopriamo le sue caratteristiche e come arrivarci. Siamo certi che le parole da sole non saranno in grado di descrivere la sua bellezza, ma di sicuro vi faranno venire voglia di visitarla!
Caratteristiche della spiaggia Le Saline
La bellissima spiaggia Le Saline si trova lungo il litorale che collega Stintino a Porto Torres e si affaccia nelle splendide acque del Golfo dell’Asinara.
Meno conosciuta forse rispetto alla famosa La Pelosa ubicata a circa 15 chilometri di distanza, la spiaggia Le Saline prende il nome dalle antiche saline, uno stagno situato alle sue spalle, risalenti alla fine del Duecento e accanto alle quale si trova un’antica tonnara abbandonata del Seicento.
La sabbia è bianchissima, a grani medi, con una vegetazione retrostante caratterizzata da macchia mediterranea. Un paesaggio incontaminato ricco di sfumature che si accentuano quando il sole è alto nel cielo, dopo le 15, il momento migliore per scattare qualche foto.
Il mare cristallino è di colore turchese e verde smeraldo chiaro, con un fondale basso e prevalentemente sabbioso, ricco di fauna marina. Qui non è raro vedere pesci di vari colori e dimensioni che nuotano anche vicino alla riva. È una spiaggia ideale anche per i bambini visto che l’acqua è poco profonda.
È possibile ammirare anche gli stagni di Ceseraccio e Pilo, oltre che Saline, e osservare il fenicottero rosa, l’airone rosso e il martin pescatore. Nella parte finale della spiaggia si erge una torre spagnola settecentesca.
Durante il periodo estivo è mediamente frequentata, ma è di libero accesso quindi non richiede prenotazione come invece La Pelosa. È in grado di ospitare fino a 3.300 persone.
Quali servizi offre?
La Spiaggia Le Saline ha un parcheggio vicino gratuito. Sono presenti diversi punti ristoro con possibilità di noleggi attrezzature quali ombrelloni, sdrai e lettini e pedalò.
Come arrivare alla spiaggia Le Saline di Stintino?
Raggiungere le Saline è molto semplice. Percorrete la SS 131 in direzione Porto Torres e prendete lo svincolo per Stintino. Proseguite sulla provinciale 34, quando giungerete alla rotatoria di Stintino prendete la prima uscita, appositamente segnalata con l’indicazione per Le Saline. Andate dritti percorrendo un tratto di strada sterrata, un po’ più lungo rispetto a quello per raggiungere Ezzi Mannu, ma è agibile, basta andare piano.
Ezzi Mannu e la Pazzona sono le altre due spiagge meravigliose che si trovano lungo il medesimo litorale.
Una volta arrivati in spiaggia vi sembrerà di stare in paradiso. Ricordate che lungo tutte le coste sarde è vietato asportare, detenere o vendere anche piccole quantità di sabbia, ciottoli, sassi e conchiglie del mare o del litorale in base all’articolo 40 della Legge Regionale n.16 del 2017, che prevede una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro.