Perché l’acqua di mare ha questo profumo?

Perché l’acqua di mare ha questo profumo?

Le onde del mare che si infrangono a riva, le conchiglie dalle mille forme, i colori della sabbia che luccica al sole mattutino d’agosto, con quell’odore che ti riporta ai tantissimi tramonti passati sulla spiaggia o alle giornate passate con gli amici a nuotare. Il profumo del mare è tutto questo.

Una sensazione che richiama la freschezza e la pulizia, un odore rigenerante ed energico, una miscela complessa che può evocare ricordi piacevoli e sensazioni familiari. Secondo Irène Némirovsky, scrittrice francese di origine ebraica:

“Non si può essere infelice quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento”.

Tuttavia questo odore e profumo, che riporta a galla tantissime sensazioni, ha anche un’origine puramente chimica. Scopriamo in questo approfondimento perché l’acqua di mare ha questo profumo e quali sono le molecole che vanno a influenzarlo.

Perché l’acqua di mare ha questo profumo: 3 molecole importanti

Descrivere a parole il profumo del mare può essere un’impresa molto difficile, ma sono tanti gli scrittori che ci hanno provato, come Süskind nel suo libro “Il profumo”:

“Il mare aveva l’odore di una vela gonfia di vento in cui rimaneva un sentore d’acqua, di sale e di sole freddo. Aveva un odore semplice, il mare, ma allo stesso tempo così vasto e unico nel suo genere, che Grenouille esitava a suddividerlo in odore di pesce, di sale, di acqua, di alga, di fresco e così via. […] L’odore del mare gli piaceva tanto che avrebbe desiderato una volta averlo puro, non mescolato e in quantità tale da potersene ubriacare”. 

Il profumo del mare, infatti, è una combinazione unica di odori che solitamente include l’odore fresco e leggermente salmastro delle alghe marine, quello distintivo e penetrante del sale e dell’acqua salmastra. In più, anche la brezza marina può trasportare una miscela di odori che comprendono tantissimi altri elementi naturali.

Non esiste, infatti, un singolo composto chimico in grado di spiegare l’odore del mare, ma questo bouquet di odori è il risultato dell’interazione di almeno tre principali molecole.

Tre dei composti che compongono il profumo di mare sono:

  • il solfuro dimetile;
  • i dictioptereni;
  • i bromofenoli.

Quindi, il mare può scatenare forti emozioni a partire semplicemente dalla chimica e attraverso queste molecole. Scopriamole una per una.

Solfuro Dimetile

Conosciuto anche come dimetil solfuro o DMS, deriva dal fitoplancton ed è il responsabile del caratteristico odore di salsedine e dell’odore tipico delle alghe che si sente lungo le coste e camminando sulla spiaggia. Questo composto conferisce infatti un odore pungente alle alghe e gli uccelli marini lo usano per identificare le aree più ricche di pesce.

Dictioptereni

Questi composti volatili costituiti dai feromoni sessuali di alcune specie di alghe, usate dalle parti femminili per attrarre quelle maschili. Sono responsabili del caratteristico odore di “alga secca” percepibile su alcune spiagge che contribuisce a comporre il profumo del mare.

Bromofenoli

Il piacevole odore di mare tipico di molluschi e crostacei è dovuto soprattutto da microrganismi che abitano le profondità del mare e che producono l’aroma di iodio.

Perché il profumo del mare fa bene?

Avete mai sentito parlare di talassoterapia? È una terapia basata sull’azione curativa del clima marino. Nonostante sia stata inventata in Bretagna nel corso del XIX secolo, il mare, ma anche la sabbia, le alghe e il clima marino in particolare hanno costituito una vera e propria terapia per secoli. Egizi, Greci e Romani costruivano, infatti, i loro templi nei pressi di sorgenti di acqua calda e fredda per sfruttarne le proprietà terapeutiche e curative.

In effetti, il mare costituisce un vero toccasana sia per il corpo che per la mente per due motivi principali: uno di natura chimica e uno emozionale.

Innanzitutto, respirare a pieni polmoni l’aria salmastra contribuisce a regolare i livelli di serotonina, riducendo i livelli di stress e ansia.

Oltre a questi aspetti di natura chimica, molte ricerche scientifiche hanno dimostrato che gli odori stimolano la nostra corteccia cerebrale prefrontale, cioè la zona del cervello grazie alla quale elaboriamo i ricordi e sentiamo le emozioni. L’odore del mare, quindi, lavora anche a livello emozionale.

Rassicurante, spaventoso, calmo oppure romantico. Il mare, per ciascuno di noi, può rappresentare tante cose. Lo stesso vale per il suo profumo, che sfugge a definizioni univoche e specifiche, ma capace come pochi di sedimentare nella memoria sensazioni di libertà e di gioia, ma anche malinconia o calma.

Non a caso, il poeta e scrittore Rainer Maria Rilke diceva:

“Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, li purifica con il suo rumore, e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso”.

I profumi che si ispirano all’acqua di mare 

In questi ultimi anni il trend delle acque profumate ha fatto nascere tantissime fragranze (eau de parfum) che richiamano le note del mare, delle miscele di essenze odorose in grado di conquistare uomini e donne cercano di catturare l’essenza fresca, pulita e leggermente salmastra dell’oceano. Si spruzzano sul corpo, ma alcune si possono spruzzare anche sui capelli o sul cuscino.

Ispirandosi all’acqua e agli elementi marini, in molti hanno inventato i loro bouquet speciali in grado di donare quella sensazione di freschezza, di malinconia o calma che si prova quando si sente l’odore del mare, da indossare giorno e notte, in vacanza e in ufficio, d’estate e d’inverno.

Come lessare il polpo?

Come lessare il polpo?

Uno tra i molluschi più buoni e versatili in cucina: il polpo. Ricco di proteine, vitamine e sali minerali nonché povero di grassi, aiuta la salute delle ossa e dei denti. È inoltre fonte di potassio, selenio e tantissimi elementi fondamentali per il funzionamento del nostro organismo.

Bollito, grigliato o alla piastra, al forno e in umido: esistono tantissimi modi per preparare e cucinare il polpo, uno più semplice dell’altro. Esiste un modo facile per lessare il polpo e far sì che rimanga sempre morbidissimo.

Come si pulisce e cuoce il polpo? Qual è la differenza tra lessare e bollire? Rispondiamo a queste e tante altre domande nella nostra guida su come lessare il polpo in maniera semplice, adatta anche per chi non è un esperto ai fornelli.

Come riconoscere se il polpo è fresco

Innanzitutto, per lessare il polpo dobbiamo iniziare dalla scelta del mollusco migliore. È opportuno, infatti, fare molta attenzione quando si acquista il polpo, soprattutto se non si è esperti nel capire se è fresco. Per definirsi tale, la pelle e gli occhi devono risultare lucidi e brillanti.

Le cozze Nieddittas sono il nostro prodotto principale, ma non sono l’unico. L’offerta varia secondo la stagione e secondo l’andamento della pesca, ma in generale offre al mercato tutte le migliori specie presenti nel Mar Mediterraneo: dai dentici alle triglie, dai muggini ai polpi, alle cernie, ai granchi, tutta la ricchezza del mare della Sardegna è ben rappresentata nell’offerta di pescato locale di Nieddittas.

I nostri clienti possono contare su una qualità e freschezza superiori scegliendo il pescato locale. Ogni giorno, il pesce proveniente dai nostri mari viene accuratamente incassettato e etichettato nei nostri stabilimenti, seguendo scrupolosamente le normative europee grazie alla collaborazione con il nostro partner Logica. Ciò assicura ai consumatori la massima qualità e freschezza, garantendo l’origine autentica del pesce acquistato.

Come pulire il polpo

Per pulire il polpo da crudo, lavatelo sotto l’acqua sciacquando bene le ventose che potrebbero contenere residui come la sabbia.

Successivamente, ribaltate l’interno della testa, spingendola con i pollici, e cercando di non rompere la sacca interna o di separarla dai tentacoli. Eliminate la sacca con un coltellino, incidendo tutto intorno.

Risistemate poi il corpo nella posizione originale e trasferite il polpo su un tagliere, tamponatelo con carta assorbente.

Utilizzando un coltellino incidete la parte intorno agli occhi ed estraetela delicatamente, poi capovolgete il polpo. Al centro dei tentacoli si trova il becco (detto anche rostro o dente), intagliate intorno con un coltellino per estrarlo poi con le mani.

Risciacquate di nuovo il polpo sotto l’acqua corrente… Ora è pronto per essere lessato.

Differenza tra lessare e bollire

Adesso che sappiamo quale polpo scegliere e come pulirlo, non ci resta che lessarlo. Tuttavia, qual è la differenza tra lessare e bollire? I due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma la differenza riguarda principalmente la temperatura dell’acqua e il tempo di esposizione del polpo.

Lessare implica cuocere il polpo in acqua bollente o leggermente sotto il punto di ebollizione, quindi non in ebollizione piena ma a temperature inferiori. Questo metodo è ideale per alimenti più delicati o che richiedono una cottura più lenta, come le verdure tenere o la carne.

Bollire, invece, significa cuocere gli alimenti in acqua in cui è stata raggiunta la temperatura di ebollizione. Questa è una cottura più intensa e veloce.

Come lessare il polpo

Ora che il vostro polpo è pronto per essere cucinato e sapete qual è la differenza tra lessare e bollire, vediamo insieme come lessare il polpo attraverso dei semplici passaggi.

Immergete il polpo in una casseruola di acqua fredda aromatizzata con due gambi di sedano, un cipollotto e altri aromi a piacere e accendete il fuoco. In questo modo, scaldandosi a poco a poco, le sue tenaci fibre si ammorbidiranno al meglio.

Il polpo è salato di suo, e cuocendo rilascia parecchia altra acqua, per questo vi consigliamo di non abbondare con il sale e di aspettare quindi la fine della cottura per mettere il sale nel polpo.

I tempi di cottura del polpo sono, generalmente, di circa 40 minuti per ogni kg di polpo. Cuocetelo allora per 30/40 minuti dal bollore schiumando l’acqua ripetutamente durante la cottura.

La cottura va sempre verificata con la forchetta: incidendolo sarà possibile verificare che la carne sia morbida e non oppone resistenza. Passati 40 minuti, la carne del polpo, infatti, inizia a indurire, invece di ammorbidirsi, per questo dovrete fare molta attenzione.

Infine, spegnete e lasciate intiepidire il polpo nell’acqua di cottura coprendo la pentola con un coperchio.

Il trucco per lessarlo al meglio è proprio quello di raffreddarlo nella sua acqua di cottura, in questo modo continuerà a cuocere dolcemente, con il calore residuo dell’acqua.

Scolatelo, perciò, una volta che si è raffreddato.

Per un sapore più raffinato potete decidere di eliminare la pelle e le ventose con le mani: noterete come si staccheranno molto facilmente.

Conservazione del polpo

Che siano cotti oppure crudi, i polpi si conservano in frigorifero per 2 giorni o congelati per 3 mesi all’interno di un contenitore di vetro o di plastica oppure negli appositi sacchetti per il freezer chiuso ermeticamente oppure coperto da pellicola trasparente.

Prima di cuocerlo, va scongelato il giorno prima in frigorifero. Una volta pronto, deve essere consumato rapidamente, entro i 2 giorni.

Il polpo si può congelare anche cotto: fatelo intiepidire e tagliatelo a pezzetti più o meno grossi con un coltello per poi disporli su un vassoio ricoperto di carta da forno e inserirlo in freezer. Una volta congelati, potete trasferirli in un sacchetto gelo in modo che potrete scongelare di volta in volta la quantità necessaria.

Cavatelli cozze e vongole

Cavatelli cozze e vongole

I cavatelli con le cozze sono un primo piatto di mare tipico della cucina pugliese e campana. In questo articolo prepariamo una versione più ricca e completa aggiungendo le vongole veraci e i pomodorini freschi, ma esiste anche la versione con la salsa di pomodoro.

I cavatelli sono un tipo di pasta fresca a base di semola di grano duro, diffusa in tutto il Sud Italia, che si può preparare a casa con le proprie mani oppure acquistare pronta nei supermercati. Il suo nome deriva dalla forma incavata verso l’interno; sono ottimi con un sughetto a base di pesce. In alternativa, è possibile utilizzare un altro formato di pasta corta come gnocchetti oppure pasta lunga come le linguine.

La preparazione dei cavatelli cozze e vongole è semplice e veloce, vi basterà seguire pochi passaggi e usare prodotti di qualità come quelli Nieddittas!

Ingredienti per 4 persone

  • 500 g di cavatelli freschi
  • 600 g di cozze Nieddittas
  • 600 g di vongole Nieddittas
  • 5 pomodorini (facoltativi)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 limone
  • 1 bicchiere vino bianco
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Prezzemolo un mazzetto
  • Olio extravergine d’oliva q.b.

Come preparare i cavatelli cozze e vongole

Preparate la pasta usando la semola, il sale e l’acqua a temperatura ambiente. Per ottenere la classica forma dei cavatelli basta esercitare una leggera pressione con le dita su un piccolo pezzo dell’impasto. Una volta pronti potete farli seccare qualche ora all’aria o congelarli per averli pronti al momento del bisogno. Se avete poco tempo a disposizione acquistate questa pasta già pronta da cuocere.

Sciacquate le vongole e fatele cadere sul fondo di un contenitore per controllore che non ci siano gusci vuoti o eventuali residui di sabbia; strappate il bisso dalle cozze, il filamento che fuoriesce dalle valve. Mettete in una padella capiente dell’olio extravergine d’oliva, fate rosolare lo spicchio d’aglio, poi unite i frutti di mare.

Aggiungiamo uno spicchio di limone, i gambi del prezzemolo, un bicchiere di vino bianco e lasciamo sfumare qualche minuto a fiamma alta. Intanto le cozze e le vongole si apriranno.

Filtrate l’acqua di cottura dei molluschi con un colino, fate raffreddare leggermente e sgusciate le cozze, tenendone qualcuna per la decorazione finale.

Se volete aggiungete i pomodorini tagliati a metà nella stessa padella dei molluschi, regolate di sale e pepe, rimettete l’acqua dei mitili e proseguite la cottura.

Fate cuocere i cavatelli in abbondante acqua salata bollente, scolateli al dente direttamente nella padella, versate un mestolo di acqua della pasta, unite cozze e vongole e mescolate per bene per far insaporire il tutto.

Per concludere, tritate il prezzemolo e la buccia di limone. Servite subito i cavatelli cozze e vongole nei piatti da portata, completando con qualche foglia di basilico, i gusci delle cozze, un giro d’olio e una spolverata di pepe.

Dove vivono i molluschi?

Dove vivono i molluschi?

Vongole, cozze, tartufi di mare, fasolari e telline, ma anche lumache, calamari, polpi e seppie sono tutti molluschi. Parliamo di una famiglia di invertebrati grandissima e presente in tutti gli habitat acquatici in tutto il mondo.

Nonostante siano piccolissimi, i molluschi sprigionano un sapore di mare molto intenso, capace di rendere squisita qualsiasi portata, per questo sono animali marini molto apprezzati a tavola.

Non hanno solo un sapore delizioso: generalmente, da un punto di vista nutrizionale, i molluschi contengono pochi grassi, sono ricchi di acidi grassi Omega 3 e sono fonti di vitamina B12 e sali minerali, in particolare ferro, zinco e selenio.

Scopriamo qualcosa di più sulle loro caratteristiche e su dove vivono i molluschi.

Diversi gruppi di molluschi

Si conoscono più di 100.000 specie di molluschi, un insieme eterogeneo e numeroso di organismi perlopiù acquatici estremamente diversificati, ma che hanno in comune un corpo molle senza scheletro. I molluschi, infatti, sono definiti animali invertebrati, cioè animali che non hanno la colonna vertebrale. La maggior parte è suddivisa in tre gruppi:

  • Gasteropodi: come le chiocciole e i garagoli, possiedono una singola conchiglia a spirale.
  • Bivalvi: come le vongole, le cozze e le ostriche, che utilizzano due valve (conchiglie) per proteggere il loro corpo molle.
  • Cefalopodi: come le seppie, i calamari e i polpi, sono i molluschi più complessi ed evoluti.

Inoltre, si differenziano dai crostacei, caratterizzati principalmente dal corpo corazzato con un guscio e dalla presenza di antenne, come i gamberi, il granchio, l’astice e l’aragosta.

Dove trovare i molluschi

Come abbiamo già accennato, i  molluschi sono una vasta categoria di animali che abita in una varietà di habitat acquatici in tutto il mondo.

Possono, infatti, essere trovati nel mare, negli oceani, nei fiumi o nei laghi e persino in ambienti terrestri umidi. Per questo possiamo parlare di molluschi marini, d’acqua dolce e terrestri. Vediamo in base alla tipologia dove possiamo trovare i molluschi.

Dove vivono i molluschi: mare, acque dolci e terra

Molluschi marini

Le cozze, le vongole, le ostriche e le seppie, sono tutti molluschi marini che vivono negli oceani e nei mari. Possono essere trovati in diverse parti del mare, sia nelle zone costiere dove la terra e il mare si incontrano che in quelle più profonde. Alcuni si attaccano a rocce, altri scavano nel fondo, mentre altri ancora si trovano attaccati ai coralli.

Vongole, cozze e ostriche, per esempio, tendono a essere presenti nelle zone di sabbia, fango o tra le rocce mentre seppie e polpi possono essere trovati in acque poco profonde, solitamente nei pressi di prati di alghe o coralli.

Altri molluschi, come alcune lumache marine e alcuni bivalvi, possono essere trovati addirittura sul fondo marino.

Molluschi d’acqua dolce

Alcuni molluschi, come le lumache d’acqua dolce e alcune specie di vongole e bivalvi, vivono in fiumi, laghi e ambienti d’acqua dolce. Possono essere trovati sul fondo o attaccati a piante acquatiche.

Molluschi terrestri

Altri molluschi, come le chiocciole, sono adattati alla vita terrestre e si trovano in ambienti umidi come foreste, giardini e zone umide.

Cattura dei molluschi: perché bisogna fare attenzione

Se desiderate raccogliere molluschi per consumo personale, verificate sempre le leggi locali e le normative sulla pesca nella zona in cui vi trovate.

Infatti, alcuni luoghi potrebbero richiedere permessi specifici o avere regolamenti riguardo alle dimensioni minime e alle stagioni di raccolta per preservare le popolazioni di molluschi e garantire la sostenibilità della pesca.

Molto spesso non si pensa mai ai molluschi come a organismi viventi fondamentali per l’ecosistema, ma solo come prelibatezze gastronomiche. Tuttavia, la loro estinzione comporterebbe danni agli habitat e agli altri organismi dell’ecosistema.

Per esempio, i bivalvi rappresentano delle specie importantissime per i laghi e i fiumi perché svolgono il ruolo di filtratori di grandi quantità d’acqua. Muovendosi nei sedimenti, favoriscono l’ossigenazione influenzando la natura dei fondali e tutti gli altri processi chimici che regolano la disponibilità di nutrienti. La loro presenza, inoltre, fornisce maggiore stabilità ai fondali.

Lo stesso vale per le cozze, che svolgono il diligente ruolo di filtratori e depuratori delle acque marine.

Per noi di Nieddittas il tema della sostenibilità ambientale non è una semplice moda ma un sentimento profondo, che ci lega alla natura a cui siamo uniti in modo così stretto. I nostri allevamenti si trovano nelle acque del Golfo di Oristano, in un mare di straordinaria bellezza che tuteliamo e rispettiamo in ogni modo.

Il rispetto per il mare e per l’ambiente ci è stato insegnato dai nostri padri ed è ancora oggi uno dei valori fondamentali della nostra comunità. Consideriamo un dovere trasmettere ai nostri figli gli stessi valori e un mare e un ambiente se possibile ancora più puliti di quelli che abbiamo ricevuto in eredità.

Le cozze Nieddittas sono il nostro prodotto principale, ma non sono l’unico. Gli altri nostri prodotti sono: vongole nostrane, cuore, murici, orate, pesce locale, vongole, ostriche, cannolicchi, capesante, lumachini, fasolari, lupini e tartufi.

Cannolicchi gratinati

Cannolicchi gratinati

I cannolicchi sono molluschi bivalvi, come le cozze, le vongole e le ostriche, dalla caratteristica forma cilindrica e allungata che vivono nella sabbia, nel suo fondale, filtrando l’acqua di mare.

Possono essere cucinati in diversi modi: lessati, saltati in padella con aglio e peperoncino, usati per condire sughi o zuppe di mare, oppure come vedremo in questo articolo gratinati al forno.

Un raffinato e gustoso antipasto o secondo piatto dal sapore di mare, perfetto per le occasioni speciali o per il menu delle festività a base di pesce, magari da aggiungere alle cozze gratinate e ad altre conchiglie.

Preparare i cannolicchi gratinati al forno o in padella è molto semplice e oltre al loro sapore delicato, questi molluschi prelibati sono apprezzati per le loro proprietà nutrizionali: sono infatti poveri di grassi e zuccheri, quindi poco calorici, ricchi di vitamine, sali minerali e omega 3.

Vediamo di cosa avrete bisogno e passiamo alla ricetta.

Ingredienti per 4 persone

I protagonisti di questo piatto dovranno essere freschi e di primissima qualità, come quelli scelti, verificati e controllati da Nieddittas per garantire ai consumatori freschezza e sicurezza alimentare; vi serviranno pochi ingredienti in grado di esaltare il loro sapore di mare:

  • 500 g cannolicchi Nieddittas
  • 3 cucchiai pangrattato
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 peperoncino piccante fresco
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • 1 bicchiere vino bianco secco
  • Prezzemolo tritato q.b.
  • Qualche pomodorino (facoltativo)
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • 1 limone

Strumenti:

  • Coltello
  • Mixer
  • Tagliere
  • Teglia

Cannolicchi gratinati al forno: procedimento

La preparazione dei cannolicchi gratinati o anche detti “al gratin” è veloce perché questi frutti di mare richiedono una breve cottura per evitare che diventino duri e gommosi.

Aprite i cannolicchi con un coltellino facendo leva tra le valve, prestando attenzione perché sono delicati. Rimuovete la sacca intestinale e passateli sotto l’acqua fredda corrente per eliminare eventuali impurità o residui di sabbia. Vi accorgerete che sono vivi perché premendo con due dita le valve verrà fuori il suo piedino.

Preparate la farcitura tritando l’aglio molto finemente, il peperoncino piccante, il prezzemolo fresco e se volete dei pomodorini tagliati. Aggiungete il pangrattato o pane raffermo (in alternativa delle fette di pancarrè private della crosta), un filo di olio extravergine d’oliva e il succo di un limone. Frullate per ottenere un composto amalgamato.

Trasferite i cannolicchi su una teglia o placca rivestita con carta forno, disponendoli l’uno accanto all’altro senza sovrapporli, copriteli con il condimento, aggiungete un pizzico di sale e pepe, e se volete un filo d’olio evo. Non esagerate con il sale perché sono già salati di natura.

Infornate a 180° in forno ventilato già caldo per 5 minuti. Poi sfumate con il vino bianco e proseguite la cottura per altri 10 minuti. La gratinatura dovrà diventare croccante. Servite ben caldi i cannolicchi gratinati guarnendo il piatto con delle fette di limone da spremere a piacimento.

Potete accompagnare con verdure e formaggi per completare.

Avete acquistato più cannolicchi del necessario? Leggete come conservare i cannolicchi per poi consumarli in piena sicurezza.

Se questa ricetta è stata di vostro gradimento, gli appassionati della cucina a base di pesce troveranno nel nostro blog tante altre ricette deliziose!

Menu per Natale a base di pesce

Menu per Natale a base di pesce

Secondo la tradizione cristiana, la vigilia di Natale è un giorno di magro, cioè un giorno in cui bisognerebbe mangiare del cibo “povero” o, addirittura, astenersi completamente dal cibo in segno di rispetto e devozione.

Molte famiglie scelgono di realizzare un menu di Natale a base di pesce per seguire le tradizioni, ma anche per mangiare dei piatti leggeri e allo stesso tempo gustosi in un periodo in cui tendiamo a mangiare di più in compagnia di amici e parenti.

I piatti di pesce a Natale, infatti, possono essere un’ottima idea per dare leggerezza e freschezza al palato, senza mettere da parte la bontà di un piatto condiviso.

Per questo, vi consigliamo un menu di Natale di pesce che sia in grado di accontentare ogni palato e di donare ancora più gioia in queste giornate di festa.

Menu di Natale pesce: antipasto

Come antipasto non possiamo che consigliarvi le cozze Nieddittas gratinate al profumo di limone.

Gustose e saporite, le nostre sono uno dei prodotti più appetitosi che il mare della Sardegna offre ai buongustai e agli appassionati. Un cibo semplice che può essere preparato in tantissimi modi diversi, per portare in tavola il profumo e il gusto del mare sardo.

Cozze gratinate al profumo di limone

Per preparare questo piatto vi basterà pulire le cozze e posizionarle all’interno di una pentola con fondo di vino bianco e del prezzemolo, fate insaporire per alcuni minuti girando con un mestolo, poi unite il succo di mezzo limone e fate evaporare tenendo una fiamma bassa e chiudendo con un coperchio. Le cozze saranno pronte non appena si saranno aperte.

Posizionate le cozze aperte in una teglia. In una terrina, unite il pangrattato, le uova, un pizzico di sale e pepe, un po’ di prezzemolo e dei pomodorini a cubetti tagliati molto fini. Amalgamate il tutto e riempite le cozze singolarmente con l’impasto appena realizzato e con una spruzzata del restante succo di limone e un filo di olio.

Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 15 minuti. Il vostro antipasto è pronto!

Menu di Natale pesce: primi piatti

Come primi piatti potete scegliere tra tante ricette, ma la scelta migliore potrebbe ricadere negli spaghetti ai frutti di mare con cozze, calamari, gamberi e vongole.

Le cozze Nieddittas sono il nostro prodotto principale, ma non sono l’unico: anche le vongole Nieddittas vi permetteranno di concentrare in unico piatto tutti i profumi del Mediterraneo, perfetto anche per festeggiare la vigilia di Natale.

Spaghetti allo scoglio

INGREDIENTI 

Ecco gli ingredienti necessari per preparare gli spaghetti allo scoglio per 4 persone:

  • 400-500 g di spaghetti
  • 1 kg di frutti di mare misti (cozze, vongole, calamari, gamberi)
  • 400 g di pomodori freschi o pelati
  • 1 rametto di prezzemolo fresco
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • q.b. peperoncino
  • q.b. olio d’oliva extravergine (circa 4-5 cucchiai)
  • q.b. sale e pepe

PREPARAZIONE

Una volta puliti i frutti di mare e i gamberi potete mettervi all’opera.

Da una parte, lessate gli spaghetti in acqua salata fino a quando non sono al dente. Scolate poi la pasta conservando un po’ di acqua di cottura.

Per preparare il condimento, utilizzate una padella ampia in cui scaldare dell’olio d’oliva e aggiungere aglio tritato e peperoncino per insaporire. Aggiungete i frutti di mare e fate cuocere a fuoco medio-alto finché non si apriranno. Aggiungete poi mezzo bicchiere di vino bianco.

Aggiungete nella padella i pomodori tagliati a cubetti e lasciate cuocere per qualche minuto. Condite con sale e pepe a piacere.

Quando i pomodori saranno morbidi, unite gli spaghetti al condimento nella padella, mescolando bene. Se necessario, aggiungete un po’ di acqua di cottura della pasta per amalgamare il tutto.

Cospargete il tutto con prezzemolo fresco tritato e dell’olio extravergine d’oliva e pepe, servite gli spaghetti ancora caldi.

Menu di Natale pesce: secondi piatti

Come secondi piatti potete scegliere tra diverse ricette facili e veloci, vediamone alcune!

Calamari ripieni

Optate per un ripieno a base di pangrattato, prezzemolo, aglio, e magari qualche altro frutto di mare tritato, cuocete il tutto in padella con un filo d’olio.

Spigola in crosta di sale

Per un piatto super gustoso, cospargete la spigola con erbe aromatiche e avvolgetela in una crosta di sale marino.

Salmone glassato

Create una glassa deliziosa con miele, senape, zenzero e salsa di soia, quindi spalmate questo mix sopra dei filetti di salmone Nieddittas. Cuoceteli al forno o alla griglia per un tocco natalizio unico.

Menu di Natale pesce: contorno

I frutti di mare freschi offrono sapori intensi e gustosi, che possono essere un ottimo modo per iniziare un pasto speciale come quello natalizio oppure come contorno, come l’insalata di mare con cozze, vongole e gamberi.

Insalata con cozze, vongole e gamberi

Se utilizzate frutti di mare precotti, come cozze, vongole e gamberi, non è necessario cuocerli. Assicuratevi solo che siano già pronti per l’uso.

Aggiungete ai frutti di mare i pomodorini tagliati e spremete il succo di limone sull’insalata di mare. Aggiungete un filo d’olio d’oliva extravergine, una spolverata abbondante prezzemolo fresco tritato, del sale e del pepe.

Mescolate delicatamente tutti gli ingredienti nella ciotola in modo che si amalgamino bene e lasciate riposare il tutto in frigo per meno di 30 minuti.

Dessert

Non esiste ovviamente un dessert a base di pesce, ma possiamo sicuramente optare per utilizzare il limone come ingrediente principale: in generale, è una scelta comune nella cucina a base di pesce perché aggiunge una nota di equilibrio ai sapori nonché di freschezza.

Un esempio è il sorbetto, che viene spesso utilizzato per separare le portate a base di carne da quelle a base di pesce.

Potete anche optare per un tiramisù al limone, per una versione fresca e dal sapore di agrumi, alternativa ai classici dolci di Natale.

Pin It on Pinterest