28 Mar 2024 | In evidenza, Magazine
Noi di Nieddittas conosciamo molto bene le acque pulite e cristalline della Sardegna: la nostra filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano è il luogo dove nasce la qualità Nieddittas, perché il mare della Sardegna, con le sue peculiarità, è fondamentale per portare sulla vostra tavola delle cozze così buone.
Oristano non è solo mare: è una delle città più affascinanti della Sardegna, un luogo dove la storia, la cultura e le bellezze naturali si incontrano creando un mosaico unico di esperienze per i suoi visitatori.
Situata nella parte occidentale dell’isola, si erge come un baluardo di storia medievale, circondata da paesaggi naturali mozzafiato, tra cui alcune delle spiagge più belle e incontaminate della Sardegna. Queste spiagge sono celebri per le loro acque cristalline, la sabbia fine e i paesaggi naturali che offrono scenari da cartolina ad ogni sguardo.
Ad oggi, dove la conservazione dell’ambiente naturale è diventata una priorità, Oristano e le sue spiagge rappresentano un esempio di come turismo e natura possano coesistere in armonia.
Se anche voi non volete perdervi queste bellezze, benvenuti nella nostra guida sulle 7 spiagge più belle di Oristano!
Quali sono le spiagge più belle di Oristano?
Le spiagge più belle di Oristano rappresentano un patrimonio naturale di inestimabile valore, offrendo scenari diversi ma ugualmente affascinanti, capaci di soddisfare i gusti di ogni visitatore.
Dalle acque trasparenti di Is Arutas alle antiche rovine di Tharros vicino a San Giovanni di Sinis, ogni spiaggia ha qualcosa di unico da offrire, sia che si cerchi un’esperienza immersiva nella natura selvaggia, sia che si desideri unire il relax in spiaggia alla scoperta culturale. Ogni tappa rappresenta un invito a rallentare, a immergersi nella natura e nella storia, e a scoprire l’essenza autentica della Sardegna.
1. Spiaggia di Is Arutas
Avete mai sentito parlare della “spiaggia dei chicchi di riso“? Is Arutas è una spiaggia famosa per la sua particolare sabbia composta da piccoli cristalli di quarzo di colore bianco, rosa e verde, che brillano al sole.
Situata nella penisola del Sinis, questa spiaggia si distingue per le sue acque trasparenti e per il suo paesaggio selvaggio e incontaminato. Il contrasto tra il blu del mare e il bianco luminoso della sabbia crea un effetto visivo spettacolare, rendendo Is Arutas una meta imperdibile per gli amanti della natura e della fotografia.
2. Spiaggia di Mari Ermi
Poco distante da Is Arutas, si trova un’altra meraviglia naturale: la spiaggia di Mari Ermi, caratterizzata da una vasta distesa di sabbia bianca e fine, delimitata da dune coperte di macchia mediterranea.
Anche qui, il mare cristallino invita a lunghi bagni rinfrescanti e alla pratica di sport acquatici come snorkeling e windsurf. Allo stesso tempo, la spiaggia di Mari Ermi è il luogo ideale per chi cerca tranquillità e vuole immergersi nella natura senza rinunciare alla bellezza di un mare da sogno.
3. Spiaggia di San Giovanni di Sinis
Situata vicino alle rovine della città di Tharros troviamo un’ampia spiaggia di sabbia dorata, bagnata da un mare cristallino. La spiaggia è ideale per famiglie con bambini, grazie ai fondali bassi e alla presenza di una pineta che offre riparo dal sole.
La spiaggia si estende lungo la costa del Sinis, offrendo una vista mozzafiato sul mare e sulla torre spagnola che domina il paesaggio. La combinazione di bellezze naturali e siti archeologici rende questa spiaggia un luogo unico, dove è possibile alternare momenti di relax a riva al mare con visite culturali di grande interesse.
4. Spiaggia di Putzu Idu
La spiaggia di Putzu Idu si presenta come una lunga distesa di sabbia fine, bagnata da un mare di un azzurro intenso. Questa località è particolarmente apprezzata dalle famiglie e dagli amanti degli sport acquatici, grazie alle sue acque poco profonde e alla presenza di servizi turistici che offrono noleggio attrezzature e scuole di surf.
La spiaggia è anche un punto di osservazione privilegiato per ammirare i fenicotteri rosa che frequentano gli stagni retrostanti, aggiungendo un ulteriore tocco di magia a questo luogo.
5. Spiaggia di S’Archittu
Non si può parlare delle bellezze di Oristano senza menzionare la spiaggia di S’Archittu. Questa piccola ma incantevole spiaggia prende il nome dall’imponente arco naturale di roccia calcarea che si erge a pochi metri dalla riva. Al tramonto, la luce del sole filtra attraverso l’arco creando scenari di una bellezza ineguagliabile.
6. Spiaggia di Maimoni
Una delle spiagge più selvagge della zona, con una lunga distesa di sabbia, mare cristallino e fondali bassi. Alle spalle della spiaggia si trova una laguna, dove è possibile avvistare i fenicotteri, ma anche delle dune tipiche della macchia mediterranea alle spalle che offrono riparo dal sole.
7. Spiaggia di Torregrande
Anche la spiaggia di Torregrande è una delle spiagge più frequentate della zona, con una lunga distesa di sabbia, mare cristallino e fondali bassi. Accoglie soprattutto famiglie con bambini, grazie alla presenza di stabilimenti balneari e di un parco giochi. Non a caso, è ideale per chi desidera un’atmosfera vivace e ricca di attività.
Adesso non vi resta che scegliere la vostra destinazione. Le incantevoli spiagge di Oristano, la cultura ricca e la gastronomia tipica sapranno conquistare sicuramente il vostro cuore.
25 Mar 2024 | In evidenza, Magazine
Il “Pianeta Blu”, ovvero l’oceano, ha da sempre acceso l’immaginazione e la fantasia umana. La sua immensità e le sue acque profonde e oscure, forse anche perché ancora oggi non del tutto esplorate, sono al centro di innumerevoli storie che si sono tramandate nel corso dei secoli. Creature marine, tesori nascosti, divinità, pirati, antiche città sommerse… narrazioni affascinanti che hanno ispirato tantissimi scrittori, registi e artisti.
Il misterioso oceano, gli abissi e il legame tra l’uomo e il mare sono stati protagonisti di vari capolavori della letteratura, per citarne uno l’Odissea di Omero, di canzoni, di quadri, di film (pensate ad esempio alla tragedia navale che si è consumata nell’Oceano Atlantico raccontata in Titanic), e la lista potrebbe continuare all’infinito.
Esploriamo allora alcuni miti e leggende sugli oceani, lasciamoci affascinare dalle più belle storie del mondo sottomarino in cui la realtà si mescola con la fantasia.
La divinità Oceano
Secondo la mitologia greca, Oceano era la divinità che aveva creato ogni cosa, un dio fluviale che viene menzionato in vari scritti antichi. Ad esempio, Pindaro ed Eschilo lo raffiguravano come un uomo anziano e con la folta barba circondato da pesci o con le chele di granchio tra i capelli. Alcuni esempi della cultura pagana e cristiana sono a Roma, ovvero la nota Bocca della Verità, un antico tombino per raccogliere le acque piovane e successivamente oracolo, oppure la Fontana di Trevi dove è presente la statua del dio Oceano racchiuso in una nicchia.
Le Nereidi e altre creature marine
Protagoniste di antiche leggende sugli oceani sono le Nereidi, ninfe marine incarnazione della grazia e del mistero degli oceani, figlie di Nereo il dio marino primordiale e della dea Doride.
Sono state spesso rappresentate come giovani e bellissime donne che cavalcano cavallucci marini o delfini. A proposito di cavallucci marini, i popoli della Magna Grecia li consideravano, insieme al tritone, un emblema del mondo marino, coloro che portavano gli Dei negli abissi o guidavano i defunti in mare.
Plasmate dalle acque salmastre, le Nereidi nel panorama mitologico assumono il ruolo di “guardiane del mare” che aiutano eroi e mortali nei loro viaggi marittimi. Alcune invece, hanno il potere di calmare le onde ribelli e di proteggere i marinai in pericolo o di predire il futuro. Una Nereide che ha avuto un ruolo fondamentale nell’Iliade è Thetis, la madre di Achille.
Altre creature marine protagoniste di film e varie opere sono le Sirene, donne con una coda di pesce al posto delle gambe, temute per la loro capacità di attirare i marinai con il loro irresistibile canto e condurli al pericolo.
Tritone, invece, per metà uomo e per metà pesce, è il messaggero del dio del mare Poseidone. Annuncia il suo arrivo o quelle delle tempeste con la sua conchiglia sonora.
Secondo certe leggende siciliane si narra che nelle profondità dello Stretto di Messina hanno preso forma Scilla e Cariddi. Scilla prima ninfa bellissima e poi trasformata in un mostro marino a sei teste; Cariddi era un enorme vortice che inghiottiva le navi.
Dai racconti dei marinai è nata invece la leggenda del Kraken, il calamaro gigante che afferrava i naufraghi e li divorava.
La leggenda di Atlantide: l’isola perduta
Chi non ha mai sentito parlare di Atlantide? Una delle leggende sugli oceani più famosa, secondo la quale esiste una grande isola sommersa, un enigma che continua ad affascinare generazione dopo generazione.
Il nome deriva da Atlante, il mitico gigante figlio di Poseidone, che reggeva il Mondo e governava l’oceano Atlantico. Platone nei suoi scritti del 330 a.C. fu il primo a parlare di questa città leggendaria e la collocava oltre le Colonne d’Ercole, allora considerato il limite estremo del mondo.
Sono state fatte numerose ipotesi sulla sua reale collocazione: in Africa, in America, nel Mediterraneo (Sardegna compresa) e persino c’è chi è arrivato a posizionare Atlantide nel Polo Nord!
Secondo la leggenda, dopo aver fallito l’invasione di Atene, Atlantide sarebbe sprofondata in un solo giorno per volere di Poseidone.
A questo mito sono stati dedicati numerosi libri, film, canzoni e videogiochi.
La leggenda del Triangolo delle Bermuda
Con il nome di “Triangolo delle Bermuda” si indica un’area geografica che comprende Miami, Bermuda e Puerto Rico, un’area divenuta celebre perché numerosi aerei e navi sono svaniti senza lasciare traccia. È successo ad esempio ai cinque aeroplani della Marina statunitense circa 80 anni fa, ma anche Cristoforo Colombo sul suo diario di bordo segnò strani rilevamenti della bussola nella zona.
Fu Vincent Gaddis a coniare il termine in un suo articolo nel 1964. Per spiegare lo strano fenomeno sono state formulate varie teorie esotiche: ad esempio, le sparizioni sono state attribuite ad enormi mostri marini, rapimenti extraterresti o calamari giganti come il kraken, infine ad una misteriosa terza dimensione.
L’importanza degli oceani
Queste sono solo alcune delle tante leggende sugli oceani, ma quello che non è un mistero è la loro vitale importanza. Gli oceani ricoprono il 71% della superficie terrestre, assorbono il calore del sole e regolano il clima le temperature, inoltre sono una fonte di sostentamento alimentare. Le loro acque ospitano tanti esseri viventi, non solo pesci ma un vero ecosistema.
L’oceano, e il mare, è uno dei beni più preziosi, per questo non dobbiamo scordarci di preservarlo e tutelarlo per non compromettere la sua salute. Per noi di Nieddittas il tema della sostenibilità ambientale non è una semplice moda, ma un sentimento profondo, che ci lega alla natura a cui siamo uniti in modo così stretto. Il rispetto per il mare e per l’ambiente ci è stato insegnato dai nostri padri, quei pescatori che, oltre 50 anni fa, si unirono per la prima volta facendo nascere la nostra cooperativa. Ed è ancora oggi uno dei valori fondamentali della nostra comunità. Consideriamo un dovere trasmettere ai nostri figli gli stessi valori e un mare e un ambiente se possibile ancora più puliti di quelli che abbiamo ricevuto in eredità.
22 Mar 2024 | In evidenza, Magazine
Il 1° aprile di ogni anno si celebra una delle tradizioni più curiose e divertenti di molti paesi del mondo: il pesce d’aprile. In questa giornata, è comune fare scherzi agli amici, ai familiari e ai colleghi di lavoro. La tradizione vuole che, una volta riusciti a ingannare qualcuno con uno scherzo, si esclami “Pesce d’aprile!” per rivelare l’inganno.
La tradizione del pesce d’aprile affonda le sue radici in giorni lontani, tant’è che le sue origini sono incerte. Diverse teorie tentano di spiegarne la nascita, il perché di questa usanza e perché si dice pesce d’aprile. Ma, qualunque sia l’origine, questa tradizione si è diffusa rapidamente in tutto il paese, e non solo, diventando una delle feste più popolari tra bambini e adulti.
In questo approfondimento esploreremo le origini, le motivazioni simboliche e le diverse manifestazioni di questa tradizione in vari paesi del mondo. Siete pronti per scoprire di più su questa giornata speciale e perché è collegata proprio a un animale come il pesce?
Pesce d’Aprile: storia e origine
Come abbiamo già accennato, la tradizione del pesce d’aprile ha radici antiche e le sue origini sono avvolte nel mistero, con diverse teorie che cercano di spiegarne l’etimologia.
Una delle spiegazioni più accreditate riguarda il cambiamento del calendario avvenuto in Francia nel XVI secolo. Nel 1564, re Carlo IX decise che l’anno nuovo, precedentemente celebrato il primo aprile, sarebbe iniziato il 1° gennaio, in linea con il calendario gregoriano. Non tutti, tuttavia, ricevettero la notizia o si adattarono subito al cambiamento, continuando a celebrare il capodanno nell’aprile. Questi “tradizionalisti” divennero bersaglio di scherzi e beffe, inclusa l’usanza di attaccare pesci di carta sulle loro spalle, simbolo di creduloneria e ingenuità.
È proprio in Francia che il periodo di fine marzo e inizio aprile coincideva con la fine del digiuno quaresimale, durante il quale il consumo di carne era vietato e il pesce diventava quindi il protagonista della tavola.
Un’altra delle ipotesi più suggestive collega il pesce d’aprile ai festeggiamenti in onore di Venere, dea dell’amore e della bellezza, che si celebravano in primavera. Durante questa festività, le persone si scambiavano doni e pesci, simbolo di fertilità e abbondanza. Con l’avvento del calendario gregoriano, la data della festa di Venere cambiò, ma la tradizione di scambiarsi pesci rimase, assumendo però una connotazione burlesca.
Nonostante le numerose teorie e le varie manifestazioni, il cuore della tradizione del pesce d’aprile rimane il desiderio di condividere un momento di leggerezza e divertimento.
Gli scherzi, quando sono fatti senza intenzione di nuocere, possono infatti servire a rafforzare i legami sociali e a rompere la routine quotidiana. È così che nasce un’occasione per ridere insieme, dimenticare momentaneamente le preoccupazioni e ricordarci che non bisogna prendere la vita troppo seriamente.
Perché si dice “Pesce d’aprile” in Italia?
In Italia, l’usanza di associare il pesce al 1° aprile si è diffusa a partire dal XIX secolo, ma la locuzione “pesce d’aprile” potrebbe derivare da un’antica tradizione romana, secondo la quale il 1° aprile era dedicato a Nettuno, dio del mare. In questa giornata, i pescatori offrivano in dono pesci al dio, per ottenere una pesca abbondante. Il pesce, quindi, sarebbe diventato un simbolo di questa festività, assumendo poi il significato di scherzo innocente.
Non solo, il pesce rappresenta un simbolo di ingenuità in diverse culture e, con la sua capacità di scivolare via facilmente, ricorda l’inganno e la scherzosità, elementi centrali della tradizione del pesce d’aprile. Questo simbolismo si riflette in vari modi di dire e proverbi, come “abboccare all’amo” o “essere un pesce fuor d’acqua”.
Con la sua bocca aperta, è visto anche come un animale che si lascia facilmente ingannare, proprio come le persone che cadono vittima degli scherzi del 1° aprile.
Ma, queste caratteristiche si ritrovano anche in molte culture e letterature, rendendo questo animale l’emblema perfetto per una giornata dedicata agli scherzi e al divertimento.
Pesce d’aprile: differenze in base al Paese
La tradizione del pesce d’aprile si manifesta in modi diversi a seconda del Paese. Mentre in molti paesi occidentali l’usanza prevede la realizzazione di scherzi di varia natura, in altre culture le celebrazioni possono assumere connotazioni e forme differenti.
- Francia: qui il pesce d’aprile è noto come “Poisson d’Avril”, e l’usanza di attaccare segretamente pesci di carta sulla schiena delle persone è ancora diffusa, specialmente tra i bambini.
- Regno Unito e paesi di lingua inglese: gli scherzi vengono perpetrati fino a mezzogiorno. Chi effettua uno scherzo dopo tale orario è considerato lui stesso l'”April Fool”.
- Scozia: il pesce d’aprile è talmente radicato che la tradizione si estende su due giorni. Il secondo giorno è dedicato agli scherzi che coinvolgono il lato posteriore del corpo, come l’invio di persone alla ricerca di “coniglietti d’aprile”.
- Stati Uniti e Canada: in questi paesi, gli scherzi e le beffe si svolgono durante tutto il giorno, e i media spesso partecipano con storie fasulle e reportage incredibili.
Ovunque ci si trovi, il pesce d’aprile è un’occasione per divertirsi e scatenare la propria creatività con scherzi divertenti e innocenti. Perché allora non vedere alcune idee per festeggiare?
Come festeggiare il pesce d’aprile?
Per festeggiare il pesce d’aprile serve unire creatività, spirito di osservazione e un pizzico di audacia. Questa giornata offre l’opportunità unica di aggiungere un tocco di leggerezza e divertimento alla routine quotidiana, permettendoci di condividere momenti di gioia con le persone che ci stanno a cuore.
Che si tratti di scherzi semplici o più elaborati, la chiave per un buon pesce d’aprile è ideare scherzi che siano divertenti per tutti, senza causare danni o disagi. L’importante è scegliere scherzi che non abbiano conseguenze negative e che possano essere facilmente risolti, lasciando un sorriso sul viso della persona coinvolta. Ecco allora 7 idee!
- Pesce di carta: attaccare un pesce di carta sulla schiena di amici o familiari senza che se ne accorgano.
- Cibi finti: sostituire il contenuto di un barattolo con un alimento diverso, come ad esempio sostituire le olive con le ciliegie.
- Scherzi telefonici: fare telefonate anonime con voci buffe o messaggi divertenti.
- Orologio: spostare le lancette dell’orologio indietro per confondere le persone.
- Messaggi e Biglietti: lasciare messaggi o biglietti scherzosi per i vostri cari o colleghi. Questo può variare da note simpatiche che annunciano eventi inesistenti.
- Video e Foto Divertenti: con la tecnologia odierna e l’intelligenza artificiale, è facile creare contenuti divertenti come video o foto modificati per fare uno scherzo.
- Caccia al tesoro: creare una caccia al tesoro con indizi divertenti e un premio finale.
Consigli per un pesce d’aprile ben riuscito
Che si tratti di attaccare un pesce di carta sulla schiena di un amico o di inventare notizie bizzarre, festeggiare il pesce d’aprile è un modo per ricordarci che, attraverso piccoli gesti e sorrisi, possiamo rendere il mondo un po’ più allegro.
Così, mentre ci prepariamo a celebrare l’ennesimo pesce d’aprile, ricordiamoci di farlo con gentilezza. Vediamo allora qualche consiglio per rendere questa giornata perfetta.
- Lo scherzo deve essere innocente e non causare danni o offendere nessuno.
- Il pesce d’aprile deve essere divertente sia per chi lo fa che per chi lo subisce.
- È importante essere creativi e originali per sorprendere le persone.
- Non esagerare con gli scherzi, due o tre sono sufficienti per non risultare fastidiosi.
- Se qualcuno scopre il vostro scherzo, ammettetelo con sportività e ridi insieme a lui.
Perciò, cosa aspettate? È ora di preparare il vostro scherzo!
19 Mar 2024 | In evidenza, Magazine
Vi ricordate quando un tempo per sapere come fare una determinata ricetta bisognava affidarsi ai ricettari o alle nonne?
Oggi per conoscere come fare ad esempio una squisita pasta con le ostriche vi basta semplicemente digitare sul motore di ricerca dal vostro smartphone o computer il nome della ricetta e seguire le istruzioni. Se siete capitati in questa pagina probabilmente cercavate cosa preparare per stupire gli ospiti con un primo piatto pregiato dal sapore intenso di mare.
Potete scegliere la pasta che preferite, ma si consiglia un formato lungo, come tagliolini, bavette, fettuccine o linguine. Se avete tempo e siete amanti della pasta fatta in casa potete prepararla con le vostre mani.
Leggete subito dosi e procedimento per fare una gustosa pasta con le ostriche Nieddittas, da noi scelte, monitorate, etichettate e consegnate in tutta la Sardegna dopo aver superato i controlli previsti dalle nostre procedure di qualità. Questi molluschi sono perfetti anche per una cena romantica e sono disponibili tutto l’anno!
Ingredienti per 2 persone
- 4 Ostriche Nieddittas
- 160 g pasta (linguine, tagliolini o spaghetti)
- 1 spicchio aglio
- Una manciata di prezzemolo fresco
- Erba cipollina (facoltativo)
- Prosecco 1 bicchiere e mezzo
- 2 cucchiai formaggio cremoso
- 1 limone o lime
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale grosso per la pasta q.b.
- Pomodorini
- Peperoncino (facoltativo)
Pasta con le ostriche: procedimento
Preparare la pasta con le ostriche è semplice e veloce. Inoltre, sono dei molluschi poco calorici (per 100 grammi di prodotto apportano solo 69 kcal) che offrono diversi benefici per la salute.
Aprite le ostriche con un coltello avendo cura di conservare l’acqua contenuta al loro interno. Se siete poco pratici potete farle aprire in padella con un bicchiere d’acqua e il coperchio. Dopo pochi minuti, i frutti di mare si schiuderanno e sarà più semplice staccare la parte carnosa. Fate attenzione a non cuocerli troppo.
Con un colino a maglie fini filtrate il liquido e tenete anche le ostriche da parte.
Nella stessa padella versate un filo di olio extravergine, lo spicchio d’aglio senza sbucciarlo e per un sapore più ricco qualche pomodorino tagliato. Dopo qualche minuto, aggiungete un bicchiere di Prosecco e l’acqua delle ostriche che avete tenuto da parte.
Occupiamoci della cottura della pasta. Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua e appena giunge a bollore salatela. Cuocere la pasta scelta scolandola 2 minuti prima rispetto ai tempi indicati sulla confezione.
Scolatela al dente quindi e trasferitela nella padella con il condimento. Unite le ostriche e la salsa ottenuta frullando il prezzemolo fresco con un po’ di acqua di cottura della pasta, olio evo e formaggio. Versate il restante mezzo bicchiere di vino e mantecate fino a quando si formerà una deliziosa cremina.
Servite la pasta con le ostriche nei piatti da portata, spolverizzando del prezzemolo tritato e una grattugiata di scorza di limone o lime per un tocco di freschezza.
Se gradite cospargete dell’erba cipollina e del peperoncino tagliati sottilmente. In ultimo, a piacere condite con un filo d’olio extravergine d’oliva a crudo. Decorate i piatti con le valve delle ostriche.
15 Mar 2024 | In evidenza, Magazine
Le triglie, dal sapore delicato e dalle carni sode, sono un pesce ricco di nutrienti, tra cui proteine, vitamine del gruppo B, acidi grassi omega-3 e sali minerali come il fosforo e il potassio. Inoltre, si prestano a numerose preparazioni culinarie: al forno, al vapore, fritte, in umido o alla griglia.
Ma, per esaltarne al meglio le qualità è importante sapere come pulire le triglie correttamente.
In questa guida completa, vi spiegheremo passo dopo passo come pulire le triglie, fornendovi anche alcuni consigli utili per conservarle al meglio. Preparatevi a diventare dei veri esperti in grado di pulirle in 5 passaggi.
Importanza di triglie di qualità
Come abbiamo già accennato, le triglie sono un alimento ricco di nutrienti e dalle proprietà benefiche per l’organismo. Ricche di Omega-3, proteine e altri nutrienti essenziali, sono un’aggiunta salutare e gustosa a qualsiasi dieta.
Non tutte le triglie però sono uguali. Per gustare al meglio questo pesce, è fondamentale scegliere esemplari di alta qualità.
Nieddittas commercializza svariate qualità di pesce locale. L’offerta varia naturalmente secondo la stagione e secondo l’andamento della pesca, ma in generale Nieddittas offre al mercato tutte le migliori specie presenti nel Mar Mediterraneo, triglie comprese.
Adesso non ci resta che scoprire come pulire le triglie!
Come pulire le triglie: 5 passaggi
Pulire la triglia può sembrare un’impresa, ma con i nostri consigli diventerà un gioco da ragazzi. Vi guideremo attraverso ogni passaggio, dalla rimozione delle squame all’eliminazione delle interiora, fino alla sfilettatura. Con un po’ di pratica, sarà veloce e semplice, lasciandovi del tempo da dedicare alla cottura e alla degustazione.
1. Preparazione
Innanzitutto, avrete bisogno di:
- un tagliere, preferibilmente dedicato al pesce per evitare contaminazioni incrociate.
- un coltello affilato, specifico per la pulizia del pesce.
- un coltello per filettare, se intendete procedere con la filettatura.
- una pinzetta per rimuovere le lische, nel caso decidiate di sfilettare le triglie.
- un contenitore per raccogliere scarti come squame e interiora.
Ed ecco i successivi passaggi da seguire…
2. Rimozione delle squame
Sciacquate le triglie sotto acqua corrente fredda, asciugatele e posizionatele sul tagliere.
Tenete il pesce per la coda e, utilizzando il dorso del coltello o uno strumento apposito per desquamare, iniziate a rimuovere le squame. Muovete il coltello contro la direzione delle squame, dalla coda verso la testa, con movimenti delicati ma fermi. Procedete con cautela per evitare di danneggiare la carne sottostante.
Tagliate le pinne dorsali e ventrali con un coltello o con una forbice.
Infine, risciacquate di nuovo il pesce sotto acqua corrente per rimuovere le squame staccate e controllare quelle rimaste all’interno.
3. Taglio e rimozione delle interiora
Eviscerate le triglie incidendo il ventre con un coltello, iniziando dalla parte vicina alla testa e proseguendo verso la coda, e rimuovendo le interiora utilizzando le dita o un piccolo cucchiaio, facendo attenzione a non rompere la vescica biliare poiché può rendere amara la carne.
Potete anche decidere di tagliare via la testa, per farlo inclinate il coltello verso la parte anteriore del pesce, appena dietro le pinne pettorali.
Sciacquate ancora una volta le triglie sotto acqua corrente fredda per eliminare eventuali residui di sangue o interiora. Controllate poi all’interno del ventre per assicurarvi che sia completamente pulito.
4. Filettatura
Se lo desiderate, potete anche sfilettare le triglie. Posizionate quindi il pesce pulito sul tagliere con il fianco rivolto verso di voi.
Incidete appena sopra la colonna vertebrale, dirigendo il coltello verso la coda, mantenendolo il più vicino possibile alla spina dorsale per massimizzare la quantità di carne nel filetto.
Sollevate e separate delicatamente il filetto dalla lisca mentre procedete con il taglio.
Ripetete poi l’operazione sull’altro lato e utilizzate la pinzetta per rimuovere eventuali lische rimaste.
5. Risciacquo e asciugatura finale
Risciacquate delicatamente i filetti o il pesce intero sotto acqua corrente fredda per rimuovere eventuali residui di interiora o squame.
Asciugate il pesce o i filetti tamponandoli con carta da cucina, facendo attenzione a rimuovere tutta l’umidità superficiale.
Ora le vostre triglie sono pronte per essere cucinate o conservate secondo le vostre necessità.
Consigli per la pulizia delle triglie
- Per facilitare la rimozione delle squame, potete immergere le triglie in acqua calda per alcuni secondi.
- Se le triglie sono molto piccole, potete pulirle senza eviscerarle.
- Se non avete dimestichezza con la sfilettatura, potete chiedere al vostro pescivendolo di farlo per voi.
Come conservare la triglia pulita
Le triglie pulite possono essere conservate in frigorifero per massimo 2 giorni: avvolgetele in un foglio di carta assorbente e poi in un sacchetto di carta per conservarle nella parte più fredda del frigorifero.
Se desiderate congelarle, lavatele, asciugatele e poi congelatele in sacchetti per alimenti. Le triglie congelate possono essere conservate per massimo 3 mesi.
Seguendo questi passaggi e i nostri consigli, sarete in grado di preparare le triglie come dei veri chef, garantendovi un risultato pulito e professionale, pronto per qualsiasi ricetta desideriate realizzare.
13 Mar 2024 | Magazine
Voglia d’estate?
Qui troverete alcune filastrocche sul mare perfette da leggere insieme ai più piccoli a casa per attendere l’arrivo della stagione da loro più amata, oppure da recitare proprio sotto l’ombrellone. Grazie a rime divertenti e semplici da memorizzare, le filastrocche permettono ai bambini di imparare tante parole nuove e di allenare la memoria.
Ecco una selezione di 5 filastrocche sul mare di autori conosciuti e non che descrivono la bellezza del mondo marino e lanciano anche messaggi importanti come, ad esempio, la necessità di tutelare il mare dall’inquinamento.
1. La voce del mare (Gianni Rodari)
Questa filastrocca è opera dell’affermato giornalista, scrittore e poeta italiano.
“La voce del mare della conchiglia
ascolta il bambino e si meraviglia.
“Pronto? Ti aspetto” il mare dice,
“ho navi e isole per farti felice”.
Vorrebbe rispondere il bimbo al mare:
“Prepara i pesci, verrò a pescare…”
Ma non è certo di parlar bene
la lingua dei pesci e delle sirene.”
2. Tra le onde del mare (Alessia de Falco e Matteo Princivalle)
“Giocano i bimbi a saltar tra le onde,
giocano i pesci nelle acque profonde,
gioca il gabbiano lassù sopra il mare,
ma c’è qualcuno che non può giocare.
Giù tra gli scogli c’è una sardina
intrappolata in una lattina.
Aiuto bambini, voglio nuotare;
basta gettare rifiuti nel mare!”
3. Nel fondo marino
Una simpatica filastrocca che descrive le fantastiche creature che popolano il mare:
“Nel fondo marino il mare è blu notte,
c’è un grande giardino di aiuole fiorite.
Le stelle di mare di tutti i colori,
anemoni gialli: guarda che belli!
Le alghe leggere fa la danza del mare
coi pesciolini d’argento e turchini.
Conchiglie e spugne amiche e compagne,
coralli preziosi, cespugli curiosi.
Meduse giganti un po’ trasparenti,
polipi strani con tante mani.
Gamberi rossi nascosti fra i sassi
in punta di piedi camminano, vedi.
Bernardo il paguro nella grotta è al sicuro,
coi fiocchi di mare lui vuole giocare.
Molluschi e aragoste, tartarughe nascoste
coi cavallucci contano i ricci”.
4. Filastrocca dei castelli di sabbia (Mimmo Mòllica)
Dedicata ad uno dei passatempi preferiti dai bambini al mare.
“Con la sabbia, paletta e secchiello
ho costruito un fiabesco castello,
con finestre, terrazze e balconi,
pavimento, soffitto e lampioni.
Per difenderlo da nemici e predoni
ho costruito fossato e dongioni,
ed un ponte di ferro e di legno
che si abbassa azionando un congegno.
Un bambino una buca scavava,
suo cugino la sabbia portava,
e più in là il suo caro fratello
trafficava con un bel secchiello,
perché l’acqua doveva portare,
avanti ed indietro dal mare.
Le amichette con le loro formine,
con l’aiuto di tante bambine,
costruivan le torri e le mura,
impegnate in quell’architettura.
Chi portava gli stecchi e gli arbusti,
forme e sagome per tutti i gusti,
chi pensava alle arcate del ponte,
chi al giardino, al castello ed al monte.
Giocar tutti là insieme era bello
e le mani sembravan farfalle
che donavano al mondo un castello
in un prato di primule gialle,
di tutta la spiaggia il più bello,
con una paletta e un secchiello”.
5. In riva al mare
Chiudiamo la lista con un’altra filastrocca con protagonisti sempre i castelli di sabbia.
“Con la sabbia ed il secchiello
oggi ho fatto un bel castello
con le torri ed i fossati
per giocare coi soldati.
Tutti vengono a guardare
le mie torri in riva al mare
e mi vanto un po’ perché
del mio regno sono il re.
Certo che però è un peccato:
prima o poi sarà schiacciato
da un’ondata prepotente
e non resterà più niente.
Ma io no, non mi lamento
perché è un gran divertimento:
lo ricostruirò in fretta
col secchiello e la paletta”.
Divertitevi a leggere queste filastrocche sul mare, un’occasione per far scoprire le meraviglie del mondo sottomarino ai piccoli e imparare l’importanza di tutelarle!