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Vi siete mai chiesti di che colore è la sabbia?

Si tratta di una domanda a cui è particolarmente difficile rispondere dato che, seppur ai nostri occhi la sabbia può alle volte apparire di un colore omogeneo, in realtà ogni granello ha sfumature differenti a seconda di quale sia il materiale da cui derivi.

Inoltre, se nella nostra mente esiste un’idea di “color sabbia classico”, chi è un assiduo frequentatore del mare, come noi di Nieddittas, sa bene che ogni spiaggia ha il suo colore: la nostra isola sarda, ad esempio, varia da spiagge dalla sabbia candida e di colore bianco a spiagge dal colore grigiastro fino addirittura a spiagge dalla sabbia rosa o rossastra. Insomma, la meraviglia del mare sta anche in questi infiniti giochi di colori.

Fatta questa dovuta premessa, è sicuramente possibile definire in linea generale e comunemente accettata di che colore è la sabbia, ad esempio facendo riferimento alla scala Pantone. Prima di entrare più nel dettaglio nella definizione del colore, però, scopriamo cosa sia esattamente la sabbia.

Cos’è la sabbia?

La sabbia è un materiale granulare generalmente formato da roccia sedimentaria clastica sciolta proveniente da altre rocce (come l’arenaria, da cui il nome arena) che hanno subito un’erosione oppure formato da residui di scheletri e gusci di vari organismi. La sabbia è composta da piccoli granelli, le cui dimensioni si aggirano fra i 0,5 e i 2mm.

Quando la sabbia è depositata al suolo, dà vita a tipiche forme, comunemente divise in:

  • dune, quando la sabbia è trasportata dal vento;
  • spiaggia, quando la sabbia è trasportata dal moto delle onde.

Nel caso in cui la sabbia si sia formata per l’erosione di rocce, il colore e la composizione di questa sarà strettamente legato alle rocce montuose che circondano l’area. Solitamente, i minerali più comuni che formano la sabbia sono:

  • quarzo e feldspati nel caso di sabbia dal colore chiaro;
  • magnetite, granato ed ematite per le sabbie dal colorito più scuro.

In altri casi, invece, alcuni composti inorganici, come il carbonato di calcio o la silice, possono precipitare direttamente nell’acqua, per venire poi intrappolati da molti organismi marini. Quando poi questi organismi muoiono, il loro scheletro si potrà conservare ed i loro residui contribuiranno a loro volta alla creazione della sabbia.

Ancora, altre sabbie sono prodotte da materiali diversi come coralli, crinoidi o alghe verdi. Come si può facilmente evincere, dunque, la composizione della sabbia può essere di tantissimi tipi.

Vi sono diversi metodi per classificare la sabbia. Un metodo molto comune fa riferimento alla composizione chimica della stessa, la quale sarà dunque suddivisa in:

  • sabbia ferrosa;
  • sabbia glauconitica;
  • sabbia quarzifera;
  • sabbia silicea;
  • sabbia calcarea;
  • sabbia micacea, ecc.

Un altro metodo di classificazione fa invece riferimento alla dimensione dei granelli: si parlerà allora di sabbia fine, sabbia media o sabbia grossolana.

Di che colore è la sabbia?

Come abbiamo detto, la sabbia può avere innumerevoli sfumature di colore ed è dunque un’impresa pressoché impossibile parlare di “colore della sabbia”. Tuttavia, se volessimo definire il colore più comune e “classico”, potremmo dire che si avvicina ad una sorta di grigio-topo, simile al colorito delle rocce da cui è più spesso formata. La maggioranza delle sabbie ha un colorito grigiastro, poco piacevole alla vista e di sicuro non in grado di attirare migliaia di turisti.

Per quanto riguarda invece un colore sabbia più grafico, quello insomma legato all’immaginario delle illustrazioni, possiamo dire che nella scala Pantone il colore che maggiormente vi si avvicina è il Beige 14-1118 Tpx.

Abbiamo cercato di definire nel modo più generale possibile di che colore è la sabbia: tuttavia, come abbiamo già abbondantemente ricordato, non tutte le sabbie hanno lo stesso colore (per non parlare poi del fatto che è quasi impossibile che la sabbia abbia davvero un colore omogeneo, identico per ogni granello che la compone).

Queste diverse tonalità, come abbiamo visto, derivano dall’origine della sabbia e dalla sua composizione, diversa a seconda delle rocce, organismi o altri elementi che l’hanno creata.

Alcuni esempi di colori particolari della sabbia sono sicuramente rappresentati dalla bellissima Spiaggia Rosa dell’Isola di Budelli, al nord della Sardegna, da un’incredibile spiaggia rossa in Grecia o da ancora alcune spiagge dal colore nero in Spagna.

Nel primo caso il colore rosato è dovuto ai gusci calcarei di un’alga chiamata foraminifera. Il colore rosso della spiaggia greca è invece dovuto ad una scogliera di lava rossa che, nei millenni, ha portato alla creazione della sabbia. Ancora, le spiagge nere nascono dall’erosione di rocce vulcaniche.

Ma i colori non finiscono qui, nel Mediterraneo esistono ad esempio spiagge dal colore dorato dovuto a sedimenti calcarei; insomma, potremmo continuare a elencare diversi colori di sabbie per pagine e pagine. Meglio allora limitarci al colore più classico e diffuso, seppur meno incantevole, e dire che la sabbia ha un colore grigio-topo.

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