Quali sono i pesci più costosi al mondo?

Quali sono i pesci più costosi al mondo?

Il pesce è un alimento che apporta una serie di benefici alla salute, a patto che sia fresco e di alta qualità come i prodotti Nieddittas, provenienti dalla filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano.

Alcuni esemplari hanno però dei prezzi elevati, un vero lusso che non tutti si possono permettere di portare in tavola.

Oggi scopriamo quali sono i pesci più costosi al mondo: ecco di seguito 3 specie tra le più costose per quanto riguarda i pesci commestibili, poi vedremo la classifica dei pesci d’acquario più cari.

1. Il tonno rosso (Tonno pinna blu)

Se volete fare un’esperienza raffinata per il palato e concedervi una cena di lusso a base di pesce dovete optare per il tonno rosso, il pesce più costoso al mondo.

Questo pesce d’acqua salata è originario dell’Oceano Atlantico settentrionale e del Mar Mediterraneo ma gli esemplari più costosi sono quelli che nuotano al largo delle coste del Giappone, nell’Oceano Pacifico.

Il tonno rosso (o tonno pinna blu) è costoso perché è un pesce raro e prelibato per la morbidezza delle sue carni e il sapore caratteristico. Inoltre, è uno degli ingredienti usati per la preparazione del sushi, per questo molto ambito in tutto il mondo.

Il governo cinese ha imposto delle restrizioni per la sua pesca perché è in via d’estinzione. Gli esemplari del Giappone contengono una quantità eccessiva di mercurio per cui andrebbero consumati moderatamente.

Pensate che nel 2019 è stato venduto un enorme tonno rosso a quasi 10 mila euro al chilo!

2. L’anguilla americana

Originaria delle coste nord-orientali del Nord America, è uno dei pesci più rari, e per questo più costoso. Da qualche anno il suo prezzo è arrivato fino a 6 mila euro circa al chilo.

Il suo sapore ricorda quello del pollo e può raggiungere in alcuni casi anche i due metri di lunghezza. È usata anche per il sushi. Il suo prezzo elevato è dovuto anche alla pesca illegale che ha portato a delle restrizioni per quanto riguarda la sua cattura.

3. Il salmone Chinook

Tra i pesci più costosi al mondo troviamo il salmone Chinook, di colore bianco-verdastro con piccole striature di colorazione rossa lungo l’addome. Può raggiungere dimensioni notevoli ed è apprezzato per il sapore e morbidezza delle sue carni.

Questo salmone è tipico dell’Oceano Pacifico, ma è a rischio di estinzione e raro, minacciato dalla pesca intensiva. Per un esemplare selvatico il suo costo arriva a minimo 70 euro al chilo, molto di più rispetto ad altri pesci d’acqua dolce e salata.

I 10 pesci d’acquario più costosi

Abbiamo visto i pesci più costosi al mondo che si possono mangiare, ora vediamo quelli che gli amanti di questi animali vorrebbero avere nel proprio acquario per il loro valore e bellezza:

  1. Platinum Arowana (costo 400.000 dollari).
  2. Stingray a pois d’acqua dolce (100.000 dollari).
  3. Il Peppermint Angelfish, prende il nome dal dolce alla menta, noto per la sua colorazione rossa e bianca. Un esemplare si trova presso l‘Acquario di Waikiki alle Hawaii (30.000 dollari).
  4. Pesce angelo mascherato (20.000 dollari).
  5. Basslet Bladefin (10.000 dollari).
  6. Basslet d’oro (8.000 dollari).
  7. Cernia di Nettuno (6.000 dollari).
  8. Persico australiano a testa piatta (5.000 dollari).
  9. Wrought Iron Butterflyfish (2.700 dollari).
  10. Pesce angelo Clarion (2.500 dollari).

Cosa influisce sul costo di una specie ittica?

In genere, un pesce è costoso se: è raro e quindi difficilmente reperibile, se è molto richiesto sul mercato o se per la sua cattura sono in vigore delle restrizioni.

Se i pesci sono rari e pure gustosi gli acquirenti sono disposti a pagare un prezzo salato per assaporarlo.

Inoltre, le specie più costose al mondo hanno solitamente delle caratteristiche uniche, per questo spesso vengono servite crude.

Vacanze in Sardegna low cost: 6 posti economici

Vacanze in Sardegna low cost: 6 posti economici

La Sardegna è nota soprattutto per un turismo balneare che attrae ogni anno milioni di persone da tutto il mondo e che, specialmente in alcune aree quali la Costa Smeralda ed il suo Porto Cervo, può rivelarsi particolarmente costoso.

Gli amanti della natura incontaminata e dei luoghi rurali scopriranno presto, tuttavia, che la Sardegna ha ben altro da offrire oltre agli alberghi di lusso affacciati sulle acque cristalline o alle spiagge sovraffollate per via della loro notorietà.

Certo, qualche giornata di mare in Sardegna è d’obbligo, ma luoghi di montagna di innenarrabile bellezza naturalistica come il Supramonte, o ancora piccoli paesi dell’entroterra ricchi di sorprese come Orgosolo o, per fare un ulteriore esempio, scampagnate alla scoperta delle Domus de Janas e dei Nuraghi possono rendere la vostra vacanza un’esperienza indimenticabile e al contempo economica.

Dormire in un rifugio in montagna per poi raggiungere il mare la mattina seguente dopo due ore di escursione in mezzo alla macchia mediterranea, fra asinelli e capre selvatiche, può rivelarsi un’esperienza ben più appagante di una stanza lussuosa in un albergo a cinque stelle ai piedi di una spiaggia meravigliosa, ma ormai non più selvaggia e naturale.

Ecco allora 6 idee per delle vacanze in Sardegna economiche e indimenticabili. Spendere poco non significa rinunciare alla qualità!

1. La Barbagia di Seulo

La Barbagia di Seulo è una zona della Sardegna centrale che prende il nome dal paese di Seulo.

Si tratta di un’area incredibile, caratterizzata da una natura incontaminata, paesaggi mozzafiato e attrazioni come, solo per fare alcuni esempi, la Grotta Su Marmuri (una delle grotte più imponenti d’Europa), Domus de Janas, nuraghi, il bellissimo parco naturale di Su Stampu e Su Turrunu o ancora le piscine naturali di Is Caddaias o la cascata Sa Stiddiosa.

La cucina del luogo è un’altra grande attrazione: caratterizzata da ingredienti semplici, genuini e locali fra cui formaggi freschi di capra, il maialetto arrosto, i culurgiones, le seadas o il pane frattau, la cucina barbaricina è un vero e proprio regalo per il palato.

Un’altra caratteristica della Barbagia di Seulo è poi la cultura tradizionale, fra feste religiose e sagre svolte durante tutto il corso dell’anno. Inoltre, si tratta di una delle cosiddette blue zone, ovvero un’area popolata da una sorprendente percentuale di centenari.

2. Il Supramonte

Impossibile visitare quest’area della Sardegna senza programmare una giornata di escursioni sul Supramonte.

Il Supramonte è un complesso montuoso antichissimo che si estende per oltre trentacinquemila ettari. Qui è possibile scoprire diversi siti prenuragici e nuragici, profondi canyon, picchi rocciosi, grotte ricche di bellissimi stalatiti e stalagmiti, nonché, sparsi qua e là, i tipici pinneti utilizzati in passato dai pastori.

Il Supramonte è un luogo magico e incontaminato, dove se si cammina piano ed in silenzio è possibile incontrare i mufloni selvatici. Una giornata sul Supramonte, fra l’aria pura ed i paesaggi incredibili di macchia mediterranea è sicuramente un’ottima scelta per una vacanza low cost in Sardegna.

Attenzione però a seguire con attenzione i percorsi indicati dalle apposite bandierine o, nel caso ci si voglia inoltrare più in profondità, chiedere la compagnia di una guida. Capita infatti ogni anno che sul Supramonte vengono ritrovati escursionisti dispersi.

Per gli amanti dell’arrampicata sportiva, sempre nell’area del Supramonte, potrebbe essere ideale dormire ad Ulassai, paesino dell’Ogliastra ai piedi del Canyon Sa Tappara.

3. L’Ogliastra e il Golfo di Orosei

Un’altra regione storica della Sardegna di inenarrabile bellezza naturalistica è sicuramente l’Ogliastra con il suo gioiellino: il Golfo di Orosei.

Il Golfo di Orosei è caratterizzato da spiagge e cale mozzafiato, come Cala Mariolu, Cala Luna o Cala Gonone. Si tratta di cale raggiungibili via mare o con percorsi di trekking più o meno lunghi o complessi. L’ideale sarebbe dunque arrivare il giorno prima, giovare di una giornata in montagna per poi svegliarsi all’alba ed intraprendere la lunga camminata prima che il sole diventi troppo aggressivo.

Oltre alle bellissime cale, l’Ogliastra è ricca di Domus de Janas e nuraghi che potrete incontrare nel corso delle vostre scampagnate nella zona.

4. Le spiagge nei pressi di Cagliari

Se dall’Ogliastra decidete di scendere in direzione del capoluogo per visitare le spiagge low cost nei pressi della città, un consiglio è sicuramente quello di non percorrere la nuova Strada Statale 125, ma di guidare lungo la strada vecchia. La strada vecchia è caratterizzata da numerose curve e spesso il tragitto dura di più, ma lo scenario che vi permetterà di osservare dal finestrino è senza prezzo.

Nel Golfo di Cagliari ci sono diverse spiagge molto belle e perfette per chi ricerca idee per vacanze in Sardegna economiche. Oltre alla Spiaggia di Quartu, meno affollata rispetto a quella del capoluogo, potete visitare Calamosca e Cala Fighera (quest’ultima raggiungibile a seguito di una scampagnata sul promontorio caratteristico della città: la Sella del Diavolo), Solanas, Mari Pintau, Kal’e Moru e tante altre ancora. Se poi desiderate fare un salto in spiaggia mentre visitate la città di Cagliari, potete naturalmente andare al Poetto, la spiaggia cittadina caratterizzata da un lungomare ricco di baretti per un pranzo o un aperitivo sulla spiaggia.

5. Paesini dell’entroterra: Laconi, Orgosolo, Ulassai

Il quinto suggerimento è quello di vivere un’esperienza autentica di piena Sardegna, soggiornando in un paesino dell’entroterra. Sicuramente qui riuscirete a trovare alloggio a prezzi economici e, piano piano, avrete la sensazione di conoscere sempre di più il vero sapore di questa regione, lontano dalle aree turistiche.

Alcuni esempi di bei paesini in cui soggiornare sono Laconi, Orgosolo e la già citata Ulassai.

Laconi è un piccolo paese di neanche duemila abitanti, in provincia di Oristano. Se soggiornate in questo piccolo e pittoresco paesino potete visitare il bellissimo Parco Aymerich. Il parco, una vera e propria riserva naturale, si estende per ben 22 ettari ed possibile trovarvi piante rare ed esotiche importate da don Ignazio Aymerich Ripoll a partire dal XIX secolo. All’interno del parco troverete addirittura un castello medievale del XIII secolo.

Orgosolo si trova invece in provincia di Nuoro ed è noto soprattutto per i suoi caratteristici dipinti sui muri: i murales. In questo paese vi sentirete in pieno contatto con le più antiche tradizioni sarde, come il canto a tenore, che l’UNESCO ha proclamato Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità.

Di Ulassai abbiamo già parlato, ma concludiamo questo paragrafo menzionando un altro paesino in cui potete soggiornare per una vacanza in Sardegna diversa dal solito e prezzi medi, anche se questa volta non ci troviamo più nell’entroterra: Bosa. Questo piccolo comune è caratterizzato da bellissime casette colorate e pittoresche che donano subito un grande buonumore.

6. L’isola di Sant’Antioco e l’isola di San Pietro

Infine, un’altra meta perfetta per vacanze in Sardegna economiche è l’isola di Sant’Antioco, dalla quale potrete poi raggiungere, tramite un traghetto, la bellissima Carloforte nell’Isola di San Pietro. Vi sembrerà qui di fare un salto fuori dalla regione. Carloforte fu infatti fondata nel 1738 da una colonia genovese proveniente da Tabarka.

Cozze ripiene alla livornese

Cozze ripiene alla livornese

Oggi prepariamo un piatto delizioso che unisce i sapori del mare con quelli della terra, dato che ci sono sia le cozze che la carne macinata, ovvero le cozze ripiene alla livornese.

Piatto tipico della città Toscana, ha diverse varianti: in alcune zone si cucina in bianco, in altre si aggiunge la salsa di pomodoro, mentre a Viareggio utilizzano sedano, carota e cipolla per la cottura dei frutti di mare e prendono il nome di “cozze ripiene alla Viareggina”.

Le origini della ricetta risalgono al XVI secolo; all’epoca veniva usato il lesso avanzato, poi sostituito con la carne di manzo macinata.

In questo articolo vediamo come fare a casa le cozze ripiene alla livornese secondo la ricetta originale.

Suggerimenti

Per realizzare questo piatto tradizionale ricco di gusto è importante utilizzare prodotti freschi e di alta qualità come le cozze Nieddittas, provenienti dalla nostra filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano in Sardegna. Per un risultato impeccabile prestate attenzione anche alla qualità della carne di manzo e della mortadella utilizzata per il ripieno.

Una variante da provare consiste nel sostituire la passata di pomodoro con il brodo vegetale o di pesce.

Ora non vi resta che procurarvi gli ingredienti e seguire gli step di questa ricetta gustosissima e di facile esecuzione.

Ingredienti per 4 dosi

  • 2 kg di cozze Nieddittas
  • 300 g di carne di manzo macinata
  • 120 g di mortadella macinata
  • 2 uova
  • 45 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 800 g di passata di pomodoro
  • 2 spicchi di aglio
  • Prezzemolo
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Peperoncino q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.

Ricetta delle cozze ripiene alla livornese: preparazione

Preparate le cozze: strappate via il bisso, il filamento centrale che fuoriesce dalle cozze da loro utilizzato per attaccarsi agli scogli, poi apritele a crudo senza rompere le valve e tenete da parte la loro acqua.

In una ciotola preparate il composto per il ripieno delle cozze unendo la carne macinata con il parmigiano grattugiato, la mortadella, sale e pepe, l’uovo e il prezzemolo tritato.

Amalgamate il tutto e riempite i molluschi uno alla volta con l’impasto. Richiudete le valve con un filo alimentare.

È ora di preparare il sugo: prendete una padella bassa e larga e fate dorare nell’olio extravergine d’oliva l’aglio e il peperoncino a fuoco medio. Aggiungete la passata di pomodoro, mescolate e fate cuocere per un quarto d’ora circa.

Trasferite le cozze ripiene in padella e cuocete a fuoco medio per 20 minuti circa. Unite l’acqua di cottura dei molluschi.

Spegnete il fuoco e impiattate guarnendo con del prezzemolo tritato finemente e accompagnando le cozze ripiene alla livornese con delle fette di pane abbrustolito o dei crostini con cui fare la scarpetta oppure delle verdure grigliate o patate lesse.

11 poesie sul mare

11 poesie sul mare

Il mare ha da sempre affascinato gli uomini: la sua forza, i suoi misteri, la sua bellezza e la sua primordialità hanno ispirato la mano dei più abili poeti. Ecco di seguito 11 poesie sul mare che vi porteranno sulla vostra spiaggia preferita: a noi di Nieddittas queste parole trasportano subito sul Golfo di Oristano, dove si trova la nostra filiera di eccellenza.

Buona lettura!

1. Mare di Giovanni Pascoli

“M’affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l’onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.

Ecco sospira l’acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d’argento.

Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?”

2. L’uomo e il Mare di Charles Baudelaire

“Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda,
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.

Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
L’accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.

Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!

E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà né rimorsi,
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!”

3. Spuma di mare di Marina Ivanovna Cvetaeva

“Chi è fatto di pietra, chi è fatto d’argilla –
Io invece sono fatta d’argento e brillo!
La mia occupazione – è il tradimento, il mio nome – Marina,
io – sono l’effimera spuma del mare.
Chi è fatto d’argilla, chi è fatto di carne –
a costoro la bara e le lastre tombali …
-battezzata nella fonte marina – e nel mio
volo continuamente infranta!
Attraverso ogni cuore, attraverso ogni rete
batte il mio arbitrio.
Io – vedi questi ricci scomposti? –
non sono fatta del sale della terra.
Mi frango sulle vostre granitiche ginocchia
e da ogni onda – risuscito!
Evviva la schiuma – l’allegra schiuma –
l’alta schiuma del mare!”

4. Come se il mare separandosi di Emily Dickinson

“Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare,
questo un altro, ed i tre
solo il presagio fossero

d’un infinito di mari
non visitati da riva
il mare stesso al mare fosse riva
questo è l’eternità.”

5. L’eternità di Arthur Rimbaud

È ritrovata.

Che cosa? L’eternità.

È il mare mischiato

col sole.

Anima sentinella,

mormoriamo la confessione

della notte così nulla

e del giorno infuocato.

Dagli umani suffragi,

dagli slanci comuni

là ti liberi

e voli dove vuoi.

Poiché soltanto da voi,

o braci di raso,

il dovere si esala

senza che si dica: finalmente.

Là, nessuna speranza,

nessun orietur.

Scienza con pazienza,

il supplizio è sicuro.

È ritrovata.

Che cosa? L’eternità.

È il mare mischiato

col sole.

6. Al mare di Edmondo De Amicis

“Salve, o gran mar! Come un eterno aprile
Al canto sempre il riso tuo m’invita
E mi fa ne la carne invigorita
L’onda bollir del sangue giovanile.
Salve, adorato mar! Sgomento al vile,
Tripudio al valoroso, all’egro vita,
Mistero immenso, gioventù infinita,
Bellezza formidabile e gentile!
T’amo allor che l’immane ira nei liti
Frangi, dei lampi al funeral bagliore,
Amo i tuoi flutti enormi e i tuoi ruggiti;
Ma più assai de’ ruggiti il tuo sussurro
Lento e solenne che addormenta il core,
O sterminato cimitero azzurro.”

7. Sabbia e Spuma di Khalil Gibran

“Per sempre camminerò su questi lidi,
Tra la sabbia e la spuma,
L’alta marea cancellerà le mie orme,
E il vento soffierà via la spuma.
Ma il mare e la spiaggia rimarranno
Per sempre.”

8. Acqua che all’acqua torna di José Saramago

“Acqua che all’acqua torna, di luce sfrangiata,
si apre l’onda in spuma.
Movimento perpetuo, arco perfetto,
che si erge, ricade e rifluisce,
onda del mare che il mare stesso nutre,
amore che di se stesso si alimenta.”

9. La nostra vita naviga su un mare di Rabindranath Tagore

“La nostra vita naviga su un mare
Mai attraversato, le cui onde,
si inseguono l’un l’altra giocando
a un eterno rimpiattino.
È il mare agitato del mutamento,
che pascola le sue schiumanti
greggi, e mille volte le disperde,
che batte incessante le sue mani
contro la calma del cielo.
Nel centro di questa volteggiante
Danza di guerra di luce e di buio,
amore, tua è quell’isola verde,
dove il sole bacia la ritrosa
ombra della selva ed il silenzio
è corteggiato dal canto di uccelli.”

10. Maestrale di Eugenio Montale

Scritta nel 1925, fa parte di “Ossi di Seppia” la raccolta più importante del poeta ligure. Protagonista assoluto il mare, ecco il testo:

S’è rifatta la calma

nell’aria: tra gli scogli parlotta la maretta.

Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma

a pena svetta.

Una carezza disfiora

la linea del mare e la scompiglia

un attimo, soffio lieve che vi s’infrange e ancora

il cammino ripiglia.

Lameggia nella chiarìa

la vasta distesa, s’increspa,

indi si spiana beata

e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia

vita turbata.

O mio tronco che additi,

in questa ebrietudine tarda,

ogni rinato aspetto co’ tuoi raccolti diti

protesi in alto, guarda:

sotto l’azzurro fitto

del cielo qualche uccello di mare se ne va;

né sosta mai: ché tutte le cose pare sia scritto:

“più in là”.

11. Miracoli di Walt Whitman

Siamo giunti all’ultima delle poesie sul mare di questa lista:

“Perché la gente fa tanto caso ai miracoli?
Per quanto mi riguarda io non conosco altro che miracoli,
sia che passeggi per le vie di Manhattan,
o levi il mio sguardo sopra i tetti, verso il cielo,
o sguazzi coi piedi nudi lungo la spiaggia, proprio sul filo dell’acqua,
o mi fermi sotto gli alberi, nei boschi,
o parli, di giorno, con chi amo, o dorma, di notte, accanto a chi amo,
o sieda a pranzare a un tavolo insieme ad altri,
o getti uno sguardo agli estranei che viaggiano in tram di fronte a me,
o spii le api che nei pomeriggi d’estate si affaccendano intorno all’alveare,
o gli animali al pascolo nei campi,
o gli uccelli, o gli straordinari insetti dell’aria,
la meraviglia del tramonto, le stelle che brillano placide e luminose,
o la delicata sottile curva della luna nuova in aprile;
queste cose, e le altre, una e tutte, sono miracoli per me,
a tutto si riferiscono anche se ognuna è distinta dalle altre,
e al suo posto.
È un miracolo per me ogni ora di luce e di buio,
è un miracolo ogni centimetro cubo di spazio,
ogni metro della superficie terrestre è impregnato di miracolo,
formicola di miracoli ogni centimetro del sottosuolo.
Il mare è per me un miracolo senza fine,
i pesci che nuotano – gli scogli – il moto delle onde –
le navi che portano gli uomini,
quali i miracoli più strani di questi?”

Cozze alla spezzina

Cozze alla spezzina

Le cozze ripiene alla spezzina sono un piatto tipico della Liguria, in particolare di La Spezia, dove le cozze sono chiamate muscoli. La ricetta è piuttosto semplice, ma sarà necessario avere almeno un’ora di tempo a disposizione.

Le cozze alla spezzina sono preparate con mortadella, pane bagnato nel latte, parmigiano, uova e spezie, il tutto condito con dell’ottimo sugo di pomodoro.

Prestate grande attenzione alla qualità delle cozze al momento dell’acquisto! Controllate per bene l’etichetta e accertatevi che il prodotto sia di sicura provenienza e prima qualità, come nel caso delle cozze Nieddittas.

Prima di scoprire, passo per passo, come preparare le cozze alla spezzina, ecco di seguito la lista di tutti gli ingredienti di cui avrete bisogno.

Ingredienti per 4 persone

  • Cozze Nieddittas 1 kg
  • Mortadella 60 g
  • Parmigiano grattugiato 40 g
  • Pangrattato 50 g
  • Prezzemolo fresco 1 mazzo
  • Mollica di pane circa 100 g
  • Latte 50 ml
  • Uova 2
  • Passata di pomodoro 750 ml
  • Vino bianco mezzo bicchiere
  • Aglio 1 spicchio
  • Timo qualche rametto
  • Maggiorana q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale e pepe nero q.b.

Come preparare le cozze alla spezzina

Innanzitutto, per preparare le cozze alla spezzina, è necessario pulire per bene tutti i muscoli. Ciò significa sfregare il loro guscio con una spugnetta di metallo, in modo da rimuovere eventuali impurtità. Successivamente, con l’aiuto di un coltellino, eliminate il bisso, ovvero quella sorta di barbetta che fuoriesce dal guscio. Evitate di immergere le cozze nell’acqua per farle spurgare: come abbiamo indicato nella nostra sezione dedicata alle FAQ, immergere le cozze in acqua non controllata vanificherebbe i controlli e le garanzie di sicurezza del prodotto acquistato.

Dopo aver pulito per bene le cozze, prendete una padella capiente e versatevi dentro un filo d’olio extravergine di oliva. Accendete il fuoco a fiamma media e aspettate che si riscaldi, dopodiché aggiungetevi le cozze precedentemente pulite. Sfumate con il vino bianco, poi chiudete la padella con un coperchio e aspettate qualche minuto affinché le cozze si schiudano. Cinque minuti dovrebbero bastare. Qualora qualche cozza dovesse rimanere chiusa, non esitate a buttarla via.

Ora prendete circa una dozzina di cozze (possibilmente quelle di dimensioni più piccole), sgusciatele e mettetele da parte. Poi mettete da parte anche il resto delle cozze, avendo cura di conservare il liquido da esse fuoriuscito. Quest’ultimo dovrà essere filtrato con un colino a maglie strette e versato momentaneamente in una ciotola capiente per essere poi utilizzato in seguito.

Arrivati a questo punto, potete cominciare finalmente con la preparazione del ripieno. Mettete in ammollo la mollica di pane nel latte e strizzatelo. Poi prendete un contenitore adatto al mixer e versatevi dentro le cozze sgusciate, la mortadella tagliata a pezzetti, le uova leggermente sbattute, il parmigiano grattugiato, il pangrattato, il prezzemolo e gli altri aromi. Frullate tutto insieme, così da ottenere un ottimo ripieno morbido. Aggiungete anche una spolverata di pepe nero.

Ora che avete ottenuto il ripieno, dovete procedere a riempire con esso le cozze rimaste, inserendo il composto fra le due valve. Attenzione a non separare le due valve! Eseguite questo passaggio con estrema calma e attenzione. Quando avrete terminato, lasciate le cozze ripiene momentaneamente da parte e dedicatevi alla preparazione del sugo con il quale verranno condite.

La cottura nel sugo

Prendete una padella antiaderente sufficientemente capiente e versatevi dentro un filo d’olio d’oliva e lo spicchio d’aglio sbucciato e leggermente schiacciato. Fate scaldare l’olio a fiamma media: non appena si formeranno delle piccole bollicine vicino allo spicchio d’aglio versate la passata di pomodoro in pentola. Unitevi anche il liquido di cottura delle cozze e mescolate regolarmente per qualche minuto. Infine, aggiungete in padella anche le cozze ripiene e, se necessario, aggiustate di sale.

Fate cuocere le cozze alla spezzina per circa mezz’ora, coprendo la padella con un coperchio e girando di tanto in tanto.

Infine, trascorso il tempo di cottura, non vi resta che impiattare e magari decorare un una spolverata di prezzemolo fresco e una macinata di pepe. Le cozze ripiene alla spezzina sono ottime assaporate belle calde, accompagnate da qualche fetta di pane caldo appena tostato con cui fare la scarpetta nell’ottimo sugo che le accompagna.

Se dovessero avanzare alcune cozze, conservatele in frigorifero in un contenitore ermetico per massimo un giorno.

6 paesini e borghi da visitare in Sardegna

6 paesini e borghi da visitare in Sardegna

La Sardegna, al centro del Mediterraneo, è ricca di borghi e paesini con una storia e una tradizione senza tempo. Oltre alle bellissime spiagge, potete scoprire le numerose testimonianze archeologiche, paesaggi mozzafiato, edifici antichi civili e di culto, l’arte, foreste secolari, viuzze e vicoli suggestivi e una grande tradizione enogastronomica.

Per conoscere meglio la storia e la cultura di quest’isola meravigliosa, qui trovate 6 paesini della Sardegna da visitare assolutamente, alcuni dei quali rientrano nella categoria dei borghi più belli d’Italia.

1.    Castelsardo (Sassari)

Iniziamo il viaggio tra i borghi e paesini della Sardegna con Castelsardo, un suggestivo borgo medievale arroccato su un promontorio a picco sul mare. Fondato nel 1102 dalla casata genovese dei Doria, è uno dei borghi più belli d’Italia in cui potrete ammirare siti archeologici e paesaggi da cartolina.

Da non perdere il castello dei Doria, fatto costruire probabilmente nel XIII secolo, che offre una spettacolare vista sul Golfo dell’Asinara fino alla Corsica, testimonianza dell’importante funzione strategica rivestita in passato; al suo interno ospita il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, dedicato all’arte della lavorazione dei cesti, a cui si accede acquistando un biglietto.

A Castelsardo si trovano poi la cattedrale di Sant’Antonio Abate, il cui campanile è il simbolo della città, La Loggia (il palazzo civico medievale) e la Chiesa di Santa Maria, venerata per il suo crocifisso tra i più antichi della Sardegna, chiamato Lu Cristu Nieddhu (“il Cristo Nero”, poiché il legno di ginepro col passare dei secoli ha assunto una particolare patina scura). Si racconta, secondo la tradizione orale, che questo crocifisso aiutò gli abitanti ad allontanare una flotta francese nel 1527.

Da vedere anche il porto Frigiano con la sua torre cinquecentesca e la famosa Roccia dell’Elefante, un antico massiccio che prende il nome dalla sua caratteristica forma e nel cui interno si trovano due domus de Janas, (“casa delle fate”) le tombe scavate nella roccia.

2.    Carloforte

È un borgo marino che si trova sull’Isola di San Pietro, nell’estrema parte occidentale dell’Italia, raggiungibile in traghetto in circa 30-40 minuti da Portovesme o da Calasetta (Sud Sardegna).

Il borgo fu progettato dall’architetto Augusto de la Vallée e il nome è un omaggio a Carlo Emanuele III di Savoia.

L’isola di San Pietro fu colonizzata dai genovesi, che prima si erano insediati nell’isola tunisina di Tabarka dopo l’invasione dei turchi del 1741; per questo qui si parla il ligure tabarchino, una variante della lingua parlata in Liguria.

Camminate tra le viuzze e i vicoli tortuosi, nel porticciolo, visitate le spiagge, la Chiesa della Madonna del Naufrago e la Chiesa della Madonna dello Schiavo, il palazzo Rombi e il monumento a Carlo Emanuele III sul lungomare.

Altre tappe interessanti sono l’osservatorio astronomico, realizzato nell’ex forte San Vittorio, i faraglioni detti Le Colonne, il faro di Capo Sandalo e le saline di Carloforte, dove ammirare i fenicotteri rosa. Da non perdere la manifestazione che si tiene nel mese di giugno “Il Girotonno” dove potrete gustare i piatti tipici a base di tonno.

Un altro borgo marino nella Sardegna del Nord è Porto Cervo, capitale della Costa Smeralda.

3.    Bosa (Oristano)

Proseguiamo la lista dei paesini della Sardegna più belli da vedere con Bosa, uno dei borghi più pittoreschi della penisola, nell’estremo occidente, con 7.400 circa abitanti.

È dominato dal castello medievale dei Malaspina, risalente al XII secolo, dalla cui cima potrete godere di un meraviglioso panorama. Caratteristiche le sue case colorate lungo la foce del fiume Temo che divide Bosa in due.

Fate una passeggiata lungo il fiume e il Ponte Vecchio, costruito in epoca sabauda, alla scoperta delle antiche concerie che fecero la fortuna del borgo nel XIX secolo; poi c’è la Cattedrale dell’Immacolata, la chiesa catalana di Sant’Antonio Abate, il palazzo Delitala seicentesco e quello settecentesco Don Carlo, e le torri costiere costruite contro le incursioni dei pirati. A Bosa Marina si trova la Chiesa di Stella Maris e la grande Torre Aragonese dell’Isola Rossa.

Potete praticare anche sport acquatici e bird watching. Bosa si può visitare tutto l’anno, ma il periodo ideale è in occasione del carnevale oppure in estate.

Un viaggio alla scoperta della storia e delle tradizioni non è completo se non si fa un’immersione nelle eccellenze gastronomiche. È qui, nel Golfo di Oristano, che nasce la qualità Nieddittas, nei nostri allevamenti situati in una zona umida protetta demaniale la cui tutela e salvaguardia è affidata alla nostra azienda.

4.    Posada (Nuoro)

Probabilmente Posada era già abitata nel Neolitico ed è infatti uno dei centri abitati più antichi della Sardegna. Il paese medievale, sulla costa orientale dell’isola, è dominato dalle rovine del Castello della Fava che regala una splendida vista sul mare e sulla pianura circostante.

Le spiagge sono sabbiose e il mare turchese, ma oltre alla costa il borgo è noto per i siti archeologici (nuraghi e tombe dei giganti) e la natura incontaminata in cui gli amanti degli sport possono praticare trekking, mountain bike oppure kayak, kitesurf e pesca.

5.    Laconi

Questo paesino di montagna si trova nell’altopiano del Sarcidano, nella Sardegna centro-meridionale ed è la meta ideale per chi cerca un posto rilassante e all’insegna della natura, tra storia e tradizioni. Il centro urbano è caratterizzato da viuzze strette e muri di pietra, mentre la parte inferiore del borgo è più moderna e trovano spazio il Palazzo Aymerich e la Casa Municipale.

Interessante la casa di Sant’Ignazio da Laconi, visitata da numerosissimi fedeli e il museo d’arte sacra e parrocchiale dedicata a lui e a Sant’Ambrogio.

Al centro del bosco tra sorgenti e cascate c’è il Parco di Aymerich di 22 ettari, che ospita la più grande varietà di orchidee endemiche sarde. Qui si trovano anche le rovine del Castello Aymerich, risalente alla prima metà dell’800.

Altra tappa è il Menhir Museum, nel quale troverete una collezione di 40 menhir, la più vasta della regione mediterranea. Pare fossero legati a riti funerari preistorici.

6.    Burgos (Sassari)

A 600 metri d’altezza, al centro della regione storica del Goceano si trova un altro borgo della Sardegna centro-settentrionale che merita una visita, Burgos, di 856 abitanti. Il territorio ha una parte più moderna e una tipicamente medievale, arroccata nelle vicinanze della fortezza.

Poco distante trovate il bosco Badde Salighes e la foresta di Burgos popolata da asinelli sardi e bianchi dell’Asinara, dal pony sardo e da cavalli. Percorrendo i sentieri vi troverete davanti la chiesa neo-medievale di San Salvatore e le domus de Janas di s’Unighedda.

Simbolo di questo piccolo borgo è il castello del Goceano (o di Burgos), costruito nel 1134 su una rupe granitica e avvolto da una affascinante leggenda: al suo interno pare si trovi il fantasma di Adelasia, sorella di Barisone III di Torres, deceduta nel castello dopo una lunga prigionia volontaria.

Al centro del paese si trova anche il museo dei castelli di Sardegna.

Si chiude qui la nostra piccola lista dei paesini della Sardegna ma ce ne sono tanti altri tutti da scoprire!

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