Il mare è senza dubbio il luogo preferito dalla maggior parte delle persone e questo è legato principalmente al suo suono e alla tranquillità che trasmette. Infatti, ha la capacità di rilassare e di far meditare, di “scollegare” la nostra mente dai pensieri comuni e dai problemi quotidiani.

Non a caso, per tutti coloro che non hanno la possibilità di andarci spesso esistono numerosi video in rete con il rumore del mare e delle onde.

Ma avete mai pensato a quale sia il nome corretto per indicare il rumore delle onde e del mare? Se vi siete incuriositi questo articolo fa proprio al caso vostro: inoltre, parleremo di quali sono i suoi effetti terapeutici e perché è così rilassante.

Rumore delle onde e del mare: come si chiama?

Esiste un nome ben preciso per identificare il rumore delle onde e del mare, ovvero sciabordio. In realtà, lo sciabordio racchiude anche il suono dei gabbiani che si intreccia con quello del mare, ovvero il tipico rumore che sentiamo se proviamo a chiudere gli occhi e a immaginarci lì. Per questo, se dobbiamo riferirci al rumore del mare è più corretto parlare di rumore bianco, che fa riferimento all’insieme delle frequenze sonore percepite dalle nostre orecchie.

Non è passato troppo tempo da quando i negozi di dischi migliori avevano uno spazio apposito dedicato alla musica rilassante, e i titoli più comuni erano proprio quelli che facevano riferimento allo sciabordio e al rumore delle onde contro gli scogli.

Il fatto che piaccia a tutti è legato alla sua influenza su due neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale: la dopamina e la seratonina. Il loro effetto benefico aumenta se il cervello e tutto l’organismo sono rilassati. Per questo il mare e il suo rumore vengono utilizzati come “valvola di sfogo” per molte persone, che solitamente, specie durante l’inverno, ci vanno per rilassarsi e alleviare lo stress. Ma quali sono gli altri motivi che rendono lo sciabordio un rumore così rilassante?

Sciabordio: perché ci rilassa

Possiamo dire che il mare rappresenta il posto migliore se desideriamo rilassarci: ciò perché, per il nostro cervello, questo luogo è sinonimo di pausa, dove la mente è in grado di riposarsi e allentare da tutti gli stress a cui è generalmente sottoposta. Il rumore bianco e anche la sola vista del mare permettono alle persone di staccare dalla realtà, da quel mondo caotico e disordinato a cui siamo abituati, ricco di problemi e di pensieri complicati. Il motivo è soprattutto legato al fatto che il rumore delle onde crea una sorta di ipnosi per il nostro cervello, che dunque tenderà a rilassarsi più facilmente e a causare sonnolenza.

Inoltre, numerosi studi hanno dimostrato che lo sciabordio e il rumore bianco abbiano la capacità di influenzare le onde cerebrali, promuovendo quelle alfa, che ci consentono di concentrarci sul rumore delle onde senza tuttavia stancarci. Il nostro cervello è portato a incentrare tutta l’attenzione su quel suono, permettendoci di dimenticare quasi tutto ciò da cui siamo circondati.

Uno dei vantaggi che si possono trarre da questa “condizione mentale riposata” è sicuramente il fatto che la mente, in quei momenti, sia molto più creativa. Infatti, paradossalmente a quanto si potrebbe pensare, il nostro cervello riesce a sviluppare l’immaginario quando è riposato. Ciò accade perché la mente non pensi a niente di quello che ci circonda, dunque non è disturbata da mille altri pensieri e riesce a sviluppare una fantasia maggiore.

Grazie al suo rumore così rilassante, il mare riesce ad allontanare le sensazioni negative e a eliminare le tensioni: in questo modo, il sistema immunitario riesce a diventare più forte. Come abbiamo detto prima, lo sciabordio e il rumore bianco hanno la capacità di scollegare la nostra mente dai pensieri comuni, portandoci su quelli positivi. A momenti, potremmo dire che ci troviamo nella dimensione dei sogni.

Gli effetti benefici

È risaputo che il mare abbia degli effetti benefici sul nostro organismo, ma numerosi di essi possono essere legati al rumore bianco. Ad esempio, secondo alcuni studi condotti dal Mount Carmel College di Bangalore e dall’Università della California, l’aria carica di ioni negativi promuoverebbe la concentrazione e dunque le capacità cognitive di ognuno di noi. L’ambiente marino è ricco di ioni negativi (derivati dall’idrogeno), che ci aiutano a migliorare la nostra memoria e le nostre capacità cognitive.

Tra gli altri effetti benefici del mare abbiamo la stimolazione del sonno e della felicità. Il motivo è sicuramente legato alla produzione di seratonina e dopamina che, come abbiamo detto, migliorano la condizione del cervello e di tutto l’organismo. In particolare, la dopamina è l’ormone responsabile della motivazione e del piacere, mentre la seratonina contribuisce a equilibrare le nostre emozioni e i nostri “mood”. La stimolazione del sonno è data dall’effetto ipnotico dello sciabordio e della vista stessa delle onde, specialmente quando il mare è calmo e si scontra leggermente con gli scogli.

Il rumore delle onde e del mare stimola anche l’attività della corteccia prefrontale, cioè quella parte della corteccia cerebrale interessata alle emozioni positive e ai pensieri rilassanti. Se la sua attività aumenta ne risentiranno positivamente la nostra felicità e le nostre riflessioni, decisamente più positive.

Secondo le neuroscienze, il suono del mare aiuta ad anestetizzare i dolori che percepiamo. Questo accade perché il nostro cervello concentra tutta la sua attenzione verso il rumore bianco e lo sciabordio, e le sensazioni e i dolori corporei vengono “annullati”.

Infine, è stato dimostrato da uno studio condotto dall’Università di Exeter che il rumore bianco del mare e lo sciabordio delle onde contro gli scogli aiuti le persone a vivere più serenamente e prive di stress. Non a caso, coloro che vivono in una località marittima sono generalmente più sereni e rilassati.

Ricapitolando, il rumore delle onde contro gli scogli, unito ai versi dei gabbiani, viene chiamato sciabordio, mentre il suono del mare è noto a tutti come rumore bianco. Entrambi presentano effetti positivi sul corpo e sulla mente.

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