Spiaggia di Is Arutas: dove si trova e come arrivarci

Spiaggia di Is Arutas: dove si trova e come arrivarci

La spiaggia di Is Arutas, sulla costa occidentale della Sardegna, è una delle mete balneari più affascinanti dell’isola, nonché una delle spiagge più belle d’Italia. Nel 2013, Is Arutas è stata addirittura definita la spiaggia più bella del mondo!

Nota anche come spiaggia dei chicchi di riso, è caratterizzata da una sabbia bianca mista a piccoli granelli di quarzo colorato, dal bianco al verde, al rosa, al giallo, fino al nero. Inutile poi descrivere l’acqua del mare, trasparente e immacolata, con sfumature fra l’azzurro, il celeste, il blu intenso e il verde.

In questo articolo, descriveremo dove si trova la spiaggia di Is Arutas, come raggiungerla e quali sono le caratteristiche di questo imperdibile paradiso sardo.

Spiaggia di Is Arutas: le caratteristiche del paradiso sardo

Spiaggia più nota della penisola del Sinis, Is Arutas è una gemma dell’Isola. Questa spiaggia incantevole è considerata una delle più belle della Sardegna e d’Italia, grazie alla sua sabbia di quarzo colorato, alle acque incredibilmente cristalline (le cui sfumature cromatiche vanno dal turchese, all’azzurro fino al blu intenso) e al panorama mozzafiato che caratterizza questo vero e proprio angolo di paradiso terrestre.

Come abbiamo già accennato, la caratteristica distintiva è sicuramente la sua sabbia di quarzo, che sembra provenire direttamente da una cartolina o da un paesaggio di fantasia. Questa caratteristica ha reso nota Is Arutas come spiaggia dei chicchi di riso. I piccoli granelli di sabbia sono lisci e morbidi sotto i piedi, e vanno dal bianco al rosa, dal giallo, al nero e a tutte le tonalità di verde, formando un meraviglioso mosaico cromatico che si estende lungo la costa per centinaia di metri (per l’esattezza 2 chilometri e mezzo). Questo spettacolo naturale crea una sensazione unica di pace e tranquillità.

La spiaggia è circondata da due speroni rocciosi: Su Bardoni e Punta Is Arutas. L’acqua cristallina è perfetta per una nuotata rinfrescante: se porterete la maschera subacquea potrete ammirare le bellezze del fondale e della vita sottomarina, come ben sanno gli amanti dello snorkeling. La presenza di praterie di Posidonia Oceanica nei fondali testimonia la salute delle acque. Ancora, il maestrale ed i fondali immediatamente profondi rendono questa spiaggia perfetta per gli appassionati del windurf o del kitesurf.

Il paesaggio circostante è dominato rocce arenarie e da una natura mediterranea incontaminata. Alle spalle della spiaggia, si estende una cinta di dune e un patrimonio floristico protetto. La zona offre anche numerose opportunità per escursioni a piedi o in bicicletta, ideali per gli amanti della natura e coloro che desiderano scoprire l’autentica bellezza dell’isola.

Is Arutas è una destinazione perfetta per gli amanti della natura, gli appassionati di mare e coloro che cercano pace e tranquillità lontano dal caos della vita quotidiana. Come poi suggerisce il nome della spiaggia, che in sardo significa “le grotte”, si trovano numerose cave di arenaria risalenti all’epoca romana. Insomma, le mete per le escursioni non scarseggiano!

Ora che abbiamo meticolosamente descritto le bellezze di questa spiaggia meravigliosa, scopriamo più nel dettaglio dove si trova e come raggiungerla.

Dove si trova?

La spiaggia di Is Arutas si trova in provincia di Oristano, nella costa occidentale della Sardegna. Più precisamente, è situata nella penisola del Sinis, nel territorio di Cabras.

In quest’area dell’Isola, oltre alla maestosa spiaggia in questione, si trovano anche la bellissima Mari Ermi (da cui è possibile raggiungere l’isola di Malu Entu); la spiaggia di San Giovanni, presso la quale potrete ammirare le rovine di Tharros, antica città punico fenicia; e ancora, verso Nord, potrete raggiungere Putzu Idu e le scogliere di Su Tingiosu.

Insomma, non ci sarà da annoiarsi! Quest’area nasconde numerose mete meravigliose in cui trascorrere giornate indimenticabili con amici, famiglia o in solitaria meditazione.

Come arrivarci?

Fortunatamente, la spiaggia di Is Arutas è molto semplice da raggiungere, sia in automobile, sia tramite i mezzi pubblici.

Se desiderate raggiungere la spiaggia in auto, che partiate da Cagliari o da Olbia (entrambe sede di aeroporto, distanti dalla spiaggia rispettivamente 120 e 191 km) sarà sufficiente percorrere la SS131, in direzione di Oristano. Dovrete poi percorrere la SP6 verso Cabras e infine seguire le indicazioni per la spiaggia di Is Arutas.

Con i mezzi pubblici, dovrete raggiungere Oristano (in treno o in ARST a seconda di dove vi troviate) e poi raggiungere la spiaggia con il servizio ARST in partenza dalla città.

Is Arutas: i servizi della spiaggia

L’arenile è ben curato e dotato di servizi per i visitatori, tra cui numerosi chioschi e ristoranti.

Vi sono alcuni parcheggi gratuiti nelle vicinanze, nonché un ampio parcheggio a pagamento. Se visitate la spiaggia durante l’alta stagione, è importante arrivare sul presto in quanto i parcheggi si riempiono subito.

Qual è la differenza di peso tra pesce fresco e surgelato?

Qual è la differenza di peso tra pesce fresco e surgelato?

Sappiamo tutti che durante la cottura di un alimento il suo peso cambia: ad esempio, la massa dei vegetali diminuisce perché perdono la loro acqua, mentre la pasta e il riso la assorbono e di conseguenza poi pesano di più.

Ma vi siete mai chiesti se un fenomeno del genere possa avvenire anche nel caso di un prodotto congelato? Vediamo la differenza di peso tra pesce fresco e surgelato.

Un prodotto surgelato è meno sicuro?

La risposta è no!

Il pesce è un piatto che sta da sempre nella tavola di molti italiani e, con la nostra vicinanza al mare – non solo geografica ma anche affettiva –, le nostre nonne ci hanno sempre insegnato che la freschezza del cibo è uno degli aspetti più importanti da ricercare.

Però, con l’avanzare delle tecnologie e delle conoscenze nel campo alimentare ci stiamo avvicinando sempre di più al consumo di prodotti congelati. Questo perché, in realtà, gli studi hanno rivelato che spesso i surgelati risultano alimenti più sicuri grazie ai trattamenti che subiscono prima di andare sotto zero.

Infatti, molti cibi (in special modo gli ortaggi) vengono pre-cotti o trattati con un processo termico chiamato blanching, ovvero vengono bolliti rapidamente o investiti da getti di vapore in modo da eliminare eventuali contaminazioni batteriche e conservare delle caratteristiche organolettiche importanti. Se è vero che durante questo trattamento si può osservare la perdita sino al 15% di vitamina C, è tuttavia necessario tenere a mente che ciò potrebbe succedere normalmente anche solo conservando i vegetali freschi a temperatura ambiente.

Per quanto riguarda invece il pesce, ricordiamo che è uno degli alimenti che possono essere affetti da più contaminazioni batteriche, anche molto rischiose per la salute umana; è quindi bene valutare queste informazioni quando si deve scegliere se comprare del pesce surgelato o del pesce fresco da un venditore.

Noi di Niedditas ci impegniamo a garantirvi la massima sicurezza dei nostri prodotti sia freschi che confezionati, sempre preservandone il gusto! Con il nostro servizio Nieddittas a domicilio potete scegliere dal pescato del giorno, ordinare via telefono e ricevere il pesce fresco a casa con consegna dedicata.

Un vantaggio dell’acquisto di un prodotto congelato è chiaramente la durata di conservazione. E questo non è solo una comodità e un risparmio, ma costituisce anche un modo per combattere gli sprechi alimentari!

Ma qual è la differenza di peso tra pesce fresco e surgelato?

Molti di voi si saranno chiesti se acquistare del pesce congelato a peso non significhi “pagare per del ghiaccio” o che, nel caso di diete specifiche in cui sia necessario pesare gli alimenti, il numero sulla bilancia non corrisponda alla dose raccomandata.

Questo dubbio può essere dovuto all’esistenza della glassatura, che potrebbe confondere. La glassatura consiste in un processo industriale per cui la superficie del prodotto ittico viene ricoperto da uno strato di ghiaccio protettivo da umidità, ossigeno e temperatura, così che il prodotto non manifesti fenomeni di disidratazione, ossidazione e irrancidimento.

Questo ci potrà consolare: non è possibile comprare “più ghiaccio che pesce”, perché l’ispettorato ha dichiarato che non è ammissibile vendere alle collettività, né ai consumatori finali, prodotti che riportino oltre all’indicazione del peso netto, il peso del prodotto comprensivo della glassatura. Perciò il peso netto indicato non è comprensivo del peso del ghiaccio di protezione. Tuttavia, in etichetta a volte si può trovare indicato anche il peso lordo con la segnalazione della percentuale di glassatura.

Etichette del pesce surgelato: a cos’altro si deve prestare attenzione?

Secondo il D.leg.vo n.109/1992 (articolo 3, comma 1) e successive modifiche, vediamo alcune delle cose da verificare in etichetta:

  • L’elenco degli ingredienti.
  • Il metodo di cattura (allevato o pescato).
  • La zona di cattura per il pescato e il paese di provenienza per l’allevato.
  • La sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento.
  • Il termine minimo di conservazione o la data di scadenza.
  • Le modalità di conservazione e di utilizzazione qualora sia necessaria l’adozione di particolari accorgimenti in funzione della natura del prodotto.
  • Il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede o del fabbricante o del confezionatore o di un venditore stabilito nella comunità economica europea.
  • La dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza del prodotto.
  • L’avvertenza che il prodotto una volta scongelato non deve essere ricongelato e le istruzioni per l’uso.
  • Il prezzo di vendita della confezione.
Qual è la forchetta da ostrica?

Qual è la forchetta da ostrica?

Da quando è stata realizzata la prima forchetta durante l’Impero Romano d’Oriente, questa posata è stata prodotta nelle più disparate forme e dimensioni, così da soddisfare le diverse esigenze legate all’uso.

Ecco allora che abbiamo la forchetta da tavola, la forchetta da dolce, la forchetta da pesce, la forchetta per lumache, e via dicendo, oltre ai diversi tipi di forchetta da servizio, di dimensioni maggiori. In questo articolo ci concentreremo su un particolare tipo di forchetta da crostacei: la forchetta da ostrica.

Quando assaporiamo le ostriche a casa o in un altro ambiente informale, probabilmente siamo soliti servirci delle sole mani, dando alla conchiglia la funzione quasi di un cucchiaio. Altri, adoperano invece uno stuzzicadenti per staccare il mollusco dalla valva, ma anche questa può essere definita un’opzione ben poco elegante.

Se vogliamo fare invece una bella figura e apparecchiare la tavola in modo appropriato per un’occasione speciale, è il caso di procurarsi delle forchette da ostrica. Non sarà la circostanza di preoccuparsi circa il prezzo: trovare delle forchette da ostriche economiche non sarà un problema.

Vediamo come è fatta e come si usa correttamente.

Forchetta da ostrica: forma e utilizzo

La forchetta da ostrica è di piccole dimensioni, caratterizzata da tre rebbi piuttosto corti e ricurvi, dei quali i due esterni hanno tipicamente una forma arrotondata. Come la maggior parte delle posate, anche la forchetta da ostrica è generalmente realizzata in acciaio inossidabile.

Per gustare un ostrica Nieddittas utilizzando correttamente la forchetta, secondo quanto ci insegna il Galateo, dovete tenere la conchiglia con la mano sinistra e, con la destra, utilizzare la forchettina per staccare delicatamente il mollusco. Con una mano salda e un movimento preciso, la forchetta deve essere inserita con delicatezza tra la carne e il guscio, separando il mollusco dal suo involucro senza lasciare residui o detriti.

Dopo aver staccato il mollusco, il guscio vuoto dovrà essere riposto in un piatto a parte. Ricordiamo, inoltre, che le ostriche dovranno essere servite già aperte e sistemate su un piatto da portata, sopra un letto di ghiaccio.

Poiché la forchetta da ostrica si utilizza con la mano destra, dovrà essere apparecchiata all’estrema destra del piatto.

Oltre alla sua funzionalità pratica, la forchetta da ostrica aggiunge un tocco di eleganza alla tavola. I vostri ospiti apprezzano sicuramente la sensazione di utilizzare strumenti specializzati durante un pasto gourmet, e la forchetta da ostrica è esattamente uno di questi strumenti distintivi che rendono l’esperienza culinaria ancora più memorabile.

Ora che abbiamo familiarizzato con la forchetta da ostrica, scopriamo quali sono le differenze con una forchetta da pesce.

Forchetta da ostrica e da pesce: le differenze

Innanzitutto, mentre la forchetta da ostrica rientra nella categoria delle forchette da cristacei, quella da pesce è una forchetta da coperto. Per questo motivo, va sistemata non alla destra, ma alla sinistra del piatto.

Ancora, a differenza di quella usata per le ostriche, quella da pesce ha quattro rebbi e una dimensione più simile alla classica forchetta. In molti casi, la forchetta da pesce presenta una forma in tutto e per tutto identica a quella della forchetta classica, se non fosse per avere lo spazio centrale più scavato rispetto agli altri due. Esistono anche forchette da pesce a tre rebbi e dunque più simili a quelle da ostrica. Tuttavia, in questo caso il rebbo centrale ha una dimensione inferiore ai due rebbi esterni, caratteristica che differenzia questa forchetta da quella da ostrica. Inoltre, la dimensione della forchetta da pesce rimarrà sempre maggiore rispetto a quella da ostrica, ed i rebbi più lunghi.

Forchetta da ostrica e forchetta da pesce si differenziano inoltre anche per quanto riguarda il loro utilizzo. Se infatti, come abbiamo visto, la prima si utilizza con la mano destra per staccare il mollusco dalla conchiglia (la quale è tenuta ben salda con la sinistra), la forchetta da pesce si utilizza con la mano sinistra in abbinamento al coltello da pesce, quest’ultimo tenuto invece con la mano destra.

Come conservare le lumache di mare

Come conservare le lumache di mare

I lumachini o lumache di mare sono dei molluschi commestibili appartenenti alla famiglia dei Gasteropodi, con una conchiglia grande da 2 a 3,5 centimetri, molto apprezzati in cucina e versatili. Si prestano infatti a diverse ricette di antipasti o secondi piatti, hanno un sapore delicato, poche calorie e un inconfondibile profumo di mare.

Prima di conoscere come conservare le lumache di mare, importante per non compromettere il loro gusto, diamo qualche informazione e consiglio.

Curiosità sulle lumache di mare

A seconda della zona d’Italia, le lumache di mare sono chiamate anche lumachine o lumachini, maruzzelle o chiocciole di mare. Vivono nelle zone costiere, in particolare sui fondali sabbiosi. Sono ricche di sali minerali come sodio, potassio e ferro, e si consumano rigorosamente cotte a 100°C per 2 minuti.

Nieddittas commercializza i lumachini, gustosi e inconfondibili per il loro caratteristico sapore piccante naturale. Lavoriamo con grande attenzione sulla qualità e sulla sicurezza alimentare dei nostri prodotti, per garantire un alimento sempre sano e sicuro.

Sono molteplici le ricette che vedono questi molluschi protagonisti: con aglio e prezzemolo, in umido, lessati con olio e limone, saltati in padella con aromi o pomodoro per condire la pasta, inseriti in insalate, zuppe di pesce assieme a cozze e vongole o per insaporire deliziosi sughi di mare. Insomma, scegliete a seconda dei vostri gusti personali come gustare il sapore unico di questa prelibatezza.

Come conservare le lumache di mare?

Innanzitutto, al momento dell’acquisto le lumache di mare devono essere vive: questo si può facilmente intuire dall’odore e perché toccando il mollusco dovrebbe ritirarsi nella sua consiglia. Controllate, inoltre, sempre l’etichetta.

Come negli altri molluschi gasteropodi, è il piede la parte commestibile che utilizziamo nelle ricette.

Se vi state chiedendo come conservare le lumache di mare, sappiate che trattandosi di un prodotto fresco e facilmente deperibile proprio come gli altri molluschi, se ne sconsiglia la congelazione, ma va consumato subito, entro 12 ore dall’acquisto, per scongiurare il rischio di contaminazioni.

Prima di cucinarle, dovete avvolgere le lumache di mare in un panno bagnato e conservarle in frigo a una temperatura compresa tra +4°C e +6°C ±2°C.

Dopo aver provveduto a pulire e cucinare le lumache di mare, potete conservare quelle che avanzano in frigorifero per 1 giorno al massimo.

Ricordate che per poterle mangiare, bisogna eliminare il tappo: mettete a bollire i molluschi in acqua con alloro e pepe, aspettate che il calore faccia uscire le lumachine di mare dalla conchiglia eliminando il tappo. Potrete così scolarle e procedere secondo la ricetta preferita.

Vongole alla marinara

Vongole alla marinara

Le vongole alla marinara sono un classico e delizioso antipasto di mare, semplice e veloce da cucinare. Se preparate in abbondanza, possono essere servite anche come un secondo piatto.

Realizzato con vongole fresche e ingredienti semplici ma gustosi, questo piatto è ideale per pranzi estivi in famiglia o cene con gli amici. L’importante è che le vongole siano di sicura provenienza e prima qualità. Un’opzione eccellente sono le vongole Nieddittas prodotte in Sardegna nella nostra filiera di eccellenza.

Con una ricetta semplice ma raffinata, le vongole alla marinara si presentano come un incontro irresistibile tra la freschezza del mare e l’aroma dell’aglio e del prezzemolo. Il risultato è un piatto che si distingue per la sua eleganza, senza rinunciare alla genuinità dei sapori.

Vediamo allora come procedere per la preparazione! Di seguito gli ingredienti necessari per 4 porzioni di vongole alla marinara.

Ingredienti per 4 porzioni

  • Vongole Nieddittas 1 kg
  • Prezzemolo 1 mazzetto
  • Vino bianco 1 bicchiere
  • Aglio 2 spicchi
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale e pepe q.b.

Per accompagnare:

  • Fette di pane tostato 8

Come pulire le vongole

Avrete sicuramente sentito dire che per preparare le vongole è necessario, per prima cosa, lasciarle spurgare in acqua fredda per circa un’ora, insieme a un cucchiaio di sale grosso.

Tuttavia, per le vongole Nieddittas, provenienti da una filiera di eccellenza, è sconsigliato perché sono offerte sul mercato con una quasi totale assenza di fango, sabbia o gusci rotti. Prima della preparazione, l’ideale è semplicemente strofinare tra loro le vongole Nieddittas sotto l’acqua corrente, per poi farle cadere a manciate in un contenitore da un’altezza di 15-20 cm. Questo permette ai gusci vuoti o alle eventuali vongole con sabbia di aprirsi prima di finire in padella.

Come preparare le vongole alla marinara

Iniziate a preparare le vongole alla marinara schiacciando uno spicchio d’aglio e mettendolo in una padella antiaderente con un filo abbondante d’olio extravergine di oliva e una manciata di prezzemolo tritato (circa un terzo). Fate rosolare il tutto per 2 o 3 minuti, poi aggiungere le vongole pulite. Aggiungete una spolverata di pepe e versate il vino bianco, facendolo sfumare.

Ora mescolate le vongole e lasciate che cuociano a fuoco medio per qualche minuto, evitando che prendano colore. Dopo circa 6 o 7 minuti, le vongole si apriranno e rilasceranno il loro liquido. Lasciatele intiepidire e poi eliminate una valva. Filtrate e versate in una ciotola il liquido di cottura delle vongole.

Unite al liquido il secondo spicchio d’aglio tritato, un poco di prezzemolo tritato, e qualche pizzico di sale e pepe. Mescolate fino a che non avrete ottenuto un’emulsione omogenea.

Ora sistemate le vongole in un contenitore e conditele uniformemente con l’emulsione. Lasciate riposare in frigorifero per circa 30 minuti.

Infine, prima di servire, spolverate le vongole alla marinara con dell’altro prezzemolo tritato e accompagnatele con le fette di pane tostato, irrorate con un filo d’olio extravergine di oliva.

Le vongole alla marinara possono essere conservate in frigo, ben sigillate con pellicola, per circa 3 giorni.

Ora potrete finalmente gustare questo delizioso piatto di mare, dal sapore autentico e genuino, perfetto per pranzi in famiglia o cene con gli amici.

La freschezza e la genuinità delle vongole Nieddittas, garantite dalla filiera di eccellenza, conferiscono a questa preparazione un’identità culinaria unica e inconfondibile. Sceglierle significa portare in tavola la tradizione e la qualità del mare, avvolgendo i sensi in un’esperienza culinaria senza tempo. Con pochi passaggi e una semplice preparazione, potrete conquistare i palati di famiglia e amici con le vongole alla marinara, un piatto prelibato che celebra la genuinità e l’autenticità del mare italiano. Buon appetito!

Spiaggia di Mari Pintau: dove si trova e come arrivarci

Spiaggia di Mari Pintau: dove si trova e come arrivarci

Letteralmente significa “mare dipinto” e non è difficile capire il motivo. La spiaggia di Mari Pintau, con i colori delle sue acque che vanno dall’azzurro intenso al verde smeraldo, sembra proprio un quadro che lascia senza fiato. Vediamo dove si trova e come raggiungerla.

Dove si trova la spiaggia di Mari Pintau

È una delle spiagge più belle di Cagliari. Si trova nel comune di Quartu Sant’Elena, nel sud della Sardegna, a pochi chilometri da Villasimius. È situata poco prima di Geremeas e subito dopo la spiaggia di Cala Regina e Is Canaleddus.

Percorrendo le curve della panoramica per Villasimius è difficile non notare la sua bellezza incontaminata. I colori del mare cristallino si incontrano con il verde delle colline circostanti ricoperte dalla macchia mediterranea e della pineta alle sue spalle.

L’arenile è costituito da sassi e ciottoli granitici levigati che lasciano spazio ad alcune parti sabbiose di finissima sabbia bianca. La luce del sole si riflette nel mare che sembra uno specchio trasparente, lasciando intravedere il fondale sabbioso, punteggiato da rocce.

È il luogo ideale per chi pratica pesca subacquea o è amante delle immersioni.

Nella spiaggia di Mari Pintau è presente un chiosco-bar, docce e bagno, ed è possibile noleggiare lettini ed ombrelloni (molto utili visto che la spiaggia è costituita maggiormente da ciottoli). Si consigliano anche delle scarpette apposite per camminare senza difficoltà.

Come arrivare alla spiaggia di Mari Pintau?

Questa splendida spiaggia è facilmente raggiungibile da diversi punti. Da Cagliari si arriva percorrendo viale Poetto, il lungomare saline, fino ad arrivare al Margine Rosso. Poi si deve percorrere la Sp 17 fino a Cala Regina.

Oppure si può arrivare dalla 125 prendendo dal bivio di Torre delle Stelle fino alla rotonda di Kal’e Moru. Prendete la prima uscite e proseguite sulla litoranea.

Non c’è un’area di parcheggio attrezzata, dovete parcheggiare lungo la litorale sulla banchina sterrata, fuori dalla carreggiata. Il parcheggio è gratuito, si consiglia di arrivare presto perché essendo la spiaggia non molto grande e abbastanza frequentata si rischia di non trovare posto. Scesi dalla propria auto, si procede a piedi per pochi metri lungo un sentiero circondato da una folta vegetazione che porta al mare.

È possibile arrivare alla spiaggia di Mari Pintau anche con i mezzi pubblici oppure via mare con piccole imbarcazioni private o noleggiate.

Nei dintorni

Verso ovest trovate Cala Regina, Capitana e il Poetto, verso est l’ampia baia di Geremeas, Torre delle Stelle, Solanas e le meravigliose spiagge di Villasimius.

Oltre al mare, nell’entroterra ci sono interessanti siti archeologici da visitare e il parco dei Sette Fratelli.

Non vi resta che ammirare con i vostri occhi questo quadro della natura.

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