Antipasti di mare caldi

Antipasti di mare caldi

Per iniziare un pranzo o una cena nelle occasioni speciali non possono mancare gli antipasti, pietanze sfiziose il cui scopo è quello di stuzzicare l’appetito. Si dividono in antipati freddi, ideali per l’estate, e in antipasti caldi, che talvolta possono sostituire anche i primi piatti e sono perfetti pure per pranzi e cene a buffet. Oggi ci concentriamo su questi ultimi, proponendovi 3 antipasti di mare caldi, da servire la domenica o, per esempio, per il cenone e pranzo di Natale e Capodanno.

Capesante gratinate

Le capesante gratinate sono una ricetta raffinata ma semplice e veloce da realizzare: una panatura aromatizzata con timo, maggiorana e prezzemolo che impreziosisce questo mollusco prelibato.

Ecco cosa vi occorre per realizzare uno degli antipasti a base di pesce più apprezzati che può essere servito anche come secondo piatto:

  • Capesante Nieddittas 8
  • Pane mollica 100 g
  • Sale e pepe nero q.b.
  • Olio extravergine d’oliva 40 g
  • Scorza di limone 1
  • Prezzemolo q.b.
  • Timo q.b.
  • Maggiorana q.b.

Come si preparano le capesante gratinate? Iniziate prelevando la mollica di pane e a tagliarla a cubetti.

Mettetela in un mixer con olio, sale e pepe a piacere. Unite le erbe aromatiche e grattugiate la scorza di un limone. In questo modo avrete ottenuto una panatura umida.

A questo punto prendete le capesante e trasferitele su una teglia. Farcite la superficie con la panatura e infornatele a 190°C in forno ventilato preriscaldato per circa 15 minuti o comunque fino a quando si formerà una crosticina invitante. Servite le capesante gratinate.

Misto frutti di mare in forno al gratin

Tra le ricette di antipasti di mare caldi da abbinare al vostro menu a base di pesce vi proponiamo qui di seguito quella del mix di frutti di mare gratinati al forno, davvero eccezionale!

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 kg di cozze Nieddittas
  • 6 capesante Nieddittas
  • 1 kg di vongole veraci Nieddittas
  • 4 fette di pancarrè
  • 1 rametto di prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • sale e pepe
  • olio extravergine di oliva

Ecco come procedere. I frutti di mare Nieddittas seguono tutte le fasi di lavorazione della nostra filiera di eccellenza e si caratterizzano per la freschezza e la quasi totale assenza di fango e gusci rotti. Strofinate tra loro le vongole sotto il getto d’acqua e fatele cadere dall’alto sul fondo di un contenitore per permettere ad eventuali gusci vuoti di aprirsi prima di finire in pentola.

Prendete le cozze e togliete la linguetta laterale.

Mettete cozze e vongole in una pentola con un filo d’olio e il vino bianco. Coprite con il coperchio e fate cuocere fino a quando le valve non si apriranno. A quel punto, disponetele su una teglia assieme alle capesante leggermente salate e pepate.

Frullate il pancarrè con prezzemolo, olio, sale e pepe. Disponete la panatura ottenuta su tutte le conchiglie. Infornate la teglia in forno preriscaldato a 200°C e cuocete per almeno 10 minuti. Fate dorare e servite il mix di frutti di mare con qualche fetta di limone.

Insalata di mare in vasocottura

State cercando idee per antipasti di mare caldi poco impegnativi ma d’effetto? L’insalata di mare in vasocottura è la soluzione che fa al caso vostro! Una valida alternativa all’insalata di polpo tipica della cucina italiana. Si tratta di una tecnica pratica e veloce che cuoce il cibo grazie al vapore, mantenendo inalterati i sapori e i profumi degli ingredienti. Seguite tutti i passaggi!

Per 4 vasetti da 130 ml:

  • Gamberi 12
  • Seppioline 12
  • Carote 1
  • Cipollotto fresco 1
  • Olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
  • Timo q.b.
  • Scorza di limone q.b.
  • Sale fino e pepe nero q.b.
  • Vasetti adatti al microonde dotati di tappo ermetico e guarnizione

Per preparare l’insalata di mare in vasocottura private i gamberi della testa e del carapace, rimuovete il filo nero; prendete le seppioline già pulite e tagliatele a striscioline sottili.

Tagliate il cipollotto e la carota. Se volete potete aggiungere a piacere altri frutti di mare, come le nostre cozze e vongole sgusciate. Prendete i vasetti adatti alla vasocottura, mettete i gamberi sul fondo, poi aggiungete le seppioline, le carote e il cipollotto. Condite con olio, sale, pepe, timo e scorza di limone grattuggiata.

Chiudete ermeticamente e cuocete nel forno a microonde a 450 W per 3 minuti. Lasciate intiepidire poi aprite il vasetto per servire.

Spiaggia La Pelosa: dove si trova e come arrivarci

Spiaggia La Pelosa: dove si trova e come arrivarci

La spiaggia La Pelosa è senza dubbio una delle spiagge più belle della Sardegna e del Mediterraneo: la sabbia bianca e immacolata incontra un mare dall’acqua perfettamente limpida e dalle sfumature azzurro-turchese, un vero e proprio scenario da cartolina.

Se non siete mai stati in questa spiaggia paradisiaca, è sicuramente arrivato il momento di rimediare: in questo articolo vi spiegheremo dove si trova la spiaggia La Pelosa e come raggiungerla. Per prima cosa però vi descriveremo brevemente il luogo, così che abbiate un’idea più chiara di cosa aspettarvi dalla spiaggia.

La Pelosa: paradiso tropicale a Stintino

La spiaggia La Pelosa è di una bellezza unica: sabbia bianchissima e mare il cui colore assume ogni tonalità di azzurro e la cui limpidezza è sorprendente. Grazie alla posizione geografica le acque sono sempre calme, anche nei giorni di forte Maestrale. Ginepri e macchia mediterranea circondano la spiaggia, dando alla zona un aspetto quasi tropicale.

Dalla spiaggia si può ammirare la torre aragonese che è nel tempo diventata il simbolo de La Pelosa. La torre risale al 1578 e fu edificata a difesa del litorale. È possibile raggiungere la torre passando per una piccola cala dal nome La Pelosetta. Ancora, a poca distanza dalla spiaggia si trova un isoletta, l’Isola Piana, che un tempo era finalizzata al pascolo del bestiame.

La Pelosa è caratterizzata da un fondale poco profondo, perfetto per le famiglie che desiderano godere di una giornata di mare con bambini in tenerà età.

Il momento ideale per frequentare la spiaggia è sicuramente la bassa stagione, in quanto in piena estate è affollatissima e sicuramente non adatta a chi ricerchi privacy e calma. Ottobre è sicuramente un ottimo mese per una giornata di mare a La Pelosa.

Dove si trova la spiaggia La Pelosa e come raggiungerla?

La spiaggia La Pelosa si trova ad una distanza di 2 chilometri dal piccolo comune di Stintino (provincia di Sassari), nell’estremo nord-occidentale della Sardegna. La spiaggia si affaccia sul Golfo dell’Asinara che, insieme all’Isola Piana ed ai faraglioni di Capo Falcone, la protegge dalle maree.

Se desiderate raggiungere La Pelosa provenendo da Sassari, dovrete percorre la Strada Statale 131 in direzione di Porto Torres ed imboccare l’uscita per la Strada Provinciale 34. Proseguendo in questa strada per circa 25 chilometri raggiungerete il Comune di Stintino, dove troverete ben segnate le indicazioni per raggiungere la spiaggia La Pelosa, ad un paio di chilometri di distanza dal paese.

Vicino a La Pelosa, sempre nella zona di Stintino, troverete poi altre bellissime spiagge da visitare, come ad esempio la spiaggia di Ezzi Mannu, la Spiaggia del Gabbiano, o ancora L’Ancora, Punta Negra o La Pazzona.

Regolamento, biglietti e orari di ingresso

Trattandosi di un’area protetta, La Pelosa è a numero chiuso: è infatti consentito un accesso massimo di 1500 persone a giornata. Oltre all’ingresso limitato vi sono poi ulteriori norme e restrizioni finalizzate a salvaguardare e tutelare la spiaggia. Fra tali norme e restrizioni ricordiamo in particolare che:

  • a La Pelosa non è consentito porre il telo mare direttamente a contatto con la sabbia: per utilizzare teli mare nella spiaggia è necessario porvi sotto una stuoia di plastica, di legno o in generale di un materiale tale per cui la sabbia non vi rimanga attaccata. In questo modo si cerca di limitare il più possibile il prelevamento dei granelli che comunemente rimangono intrappolati nei classici asciugamani per il mare;
  • a La Pelosa è severamente vietato fumare: i fumatori dovranno recarsi lungo il viale di accesso o, in alternativa, presso le apposite aree dotate di posacenere;
  • quando si intende andar via dalla spiaggia è necessario ricordarsi di risciacquare i piedi negli apposite postazioni situate presso l’uscita dalla spiaggia: questa norma è anch’essa finalizzata a ridurre il più possibile il prelevamento della sabbia dall’area protetta. Se alcuni oggetti personali sono sporchi di sabbia è bene ricordarsi di risciacquare anche questi;
  • per ridurre il rischio di inquinamento, presso la spiaggia La Pelosa è vietato l’uso di sapone o detergenti simili;
  • infine, ricordiamo che l’articolo 40 della Legge Regionale N°16 vieta il prelevamento intenzionale di sabbia da qualsiasi spiaggia della Sardegna. In particolare, l’articolo recita:

“Salvo che il fatto non costituisca più grave illecito, chiunque asporta, detiene, vende anche piccole quantità di sabbia, ciottoli, sassi o conchiglie provenienti dal litorale o dal mare in assenza di regolare autorizzazione o concessione rilasciata dalle autorità competenti è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 500 a euro 3.000”.

Rispettare le regole sopraelencate è un imperativo e le multe in caso di trasgressione sono salate.

Frittelle di cozze

Frittelle di cozze

State organizzando un pranzo o una cena a base di pesce?

Come antipasto sfizioso potete allora portare in tavola le frittelle di cozze, una ricetta semplice e molto apprezzata.

Dovete procurarvi innanzitutto delle cozze freschissime e di sicura provenienza, come quelle Nieddittas, e i pochi ingredienti che serviranno per preparare la pastella che ricoprirà i molluschi.

Le frittelle di cozze possono anche essere inserite in un fritto misto di mare da servire come secondo piatto. Abbondate con la quantità perché si sa, tutto ciò che è fritto è buonissimo e di sicuro non avanzerà nemmeno una cozza!

Mettetevi ai fornelli e seguite la ricetta che trovate qui di seguito.

Ingredienti per 4 persone

  • Cozze Nieddittas 1 kg
  • Aglio 1 spicchio
  • Olio extra vergine di oliva q.b.
  • Pepe q.b.
  • Farina 00 100 g
  • Pecorino q.b. (facoltativo)
  • Uova 2
  • Prezzemolo 1 ciuffo
  • Scorza di limone 1
  • Lievito istantaneo 1 cucchiaino
  • Olio di semi per friggere q.b.

Come preparare le frittelle di cozze

Per prima cosa eliminate il bisso (il filamento che fuoriesce dalle cozze). Si sconsiglia l’immersione in acqua non controllata; le nostre cozze provengono dalla filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano che garantisce un prodotto sempre sano e sicuro.

Fate scaldare in una padella capiente qualche cucchiaio di olio extravergine e lo spicchio d’aglio intero sbucciato.

Aggiungete le cozze e coprite la padella col coperchio. Fate cuocere fino a quando le valve non si saranno aperte completamente.

Eliminate le eventuali cozze che non si sono aperte. Lasciate intiepidire e staccate i molluschi dai gusci, fate asciugare su un panno o su carta da cucina. Filtrate l’acqua di cottura e mettete da parte.

Preparate la pastella: in una ciotola versate la farina, le uova, il prezzemolo lavato e tritato, la scorza di limone grattugiata, un cucchiaino di lievito istantaneo e se volete del pecorino sardo. Aggiungete poco alla volta il liquido di cottura, mescolando per bene. C’è chi aggiunge anche 100 ml di birra all’impasto sempre mescolando con una frusta.

Dopo aver ottenuto una pastella liscia, senza grumi e sufficientemente densa (in caso contrario aggiungete un altro po’ di farina), potete immergere le cozze e amalgamare bene il tutto.

È il momento di friggere. Mettete sul fuoco una pentola con olio di semi per frittura. Quando l’olio sarà bollente, cuocete le cozze pastellate versando delle cucchiate di impasto in base a quanto grandi desiderate ottenere le frittelle. Friggete fino a quando assumeranno un bel colore dorato. Giratele e fatele dorare in maniera uniforme. Scolate le frittelle di cozze sulla carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso e servitele ben calde.

Perché si gonfiano i piedi al mare?

Perché si gonfiano i piedi al mare?

Vi siete mai chiesti perché si gonfiano i piedi al mare e in estate in generale?

Il problema dei piedi gonfi è abbastanza diffuso e nella maggioranza dei casi è dovuto alle alte temperature che caratterizzano le giornate ed i mesi in cui, se si ha la fortuna di avere il mare a due passi, si sceglie di andare in spiaggia. Ecco perché il disturbo dei piedi gonfi potrebbe essere erroneamente associato al mare.

Le alte temperature contribuiscono al gonfiore di piedi, caviglie o gambe in quanto provocano una vasodilatazione. Vi sono tuttavia anche altri fattori legati al disturbo, come ad esempio un’alimentazione ricca di sodio o la sedentarietà. Insomma, passare intere giornate al mare seduti sulla sdraio non sarà certamente di aiuto a chi soffre facilmente di piedi gonfi.

Nel corso di questo articolo entreremo più nel dettaglio sul perché si gonfiano i piedi al mare per il caldo estivo, quali sono gli altri fattori che incidono sul problema dei piedi gonfi e come prevenire o curare tale gonfiore.

Perché si gonfiano i piedi al mare? Caldo, alimentazione ed altre cause dei piedi gonfi

Spesso, quando nelle giornate di mare particolarmente calde si riscontra il problema di piedi, caviglie o gambe gonfi, potrebbe trattarsi di edema, ovvero gonfiore causato dall’accumulo di grandi quantità di liquido linfatico nei tessuti. Questa situazione è infatti comunemente provocata dal caldo: le alte temperature provocano un rilassamento dei vasi sanguigni che, a sua volta, determina un ristagno di liquidi corporei nei tessuti.

Vi sono però anche altri fattori che incidono sul problema dei piedi gonfi, alcuni dei quali sono stati già menzionati in introduzione:

  • alimentazione ricca di sodio;
  • sedentarietà (o la cattiva abitudine di accavallare delle gambe da seduti);
  • utilizzo di scarpe scomode o non adatte (per esempio poco traspiranti, di misure sbagliate o con il tacco troppo alto);
  • obesità o sovrappeso;
  • il fumo;
  • bere poca acqua;
  • bere troppi caffè;
  • sbalzi ormonali (dovuti ad esempio a gravidanza, ciclo mestruale o menopausa);
  • insufficienza renale.

Come prevenire il problema dei piedi gonfi

Osservando quali sono i fattori che incidono sul gonfiore ai piedi, un primo passo per prevenire il disturbo è sicuramente correggere alcune eventuali cattive abitudini sopramenzionate.

In generale è consigliabile avere sane abitudini alimentari e praticare regolarmente attività fisica. Se si è costretti ad uno stile di vita sedentario per motivi lavorativi, è bene ricordarsi di alzarsi e sgranchire le gambe ad intervalli regolari. Lo stesso vale durante una giornata di mare: più che passare l’intera giornata seduti sulla sdraio a rilassarsi, meglio fare sane passeggiate lungo la riva o optare per una bella nuotata!

Se questo non dovrebbe essere sufficiente a risolvere il problema dei piedi gonfi, ecco alcuni altri consigli da mettere in pratica:

  • massaggiare i piedi al termine di ogni giornata e farli riposare regolarmente poggiando le gambe sopra un cuscino rialzato;
  • limitare l’esposizione al sole;
  • bere almeno due litri d’acqua ogni giorno, così da eliminare le tossine presenti nel fisico;
  • indossare collant a pressione graduata per riattivare il microcircolo;
  • indossare talloniere e solette in gel, in modo da supportare l’arco plantare ed evitare lo stress dovuto agli urti a cui i piedi sono sottoposti durante le camminate.

Se il gonfiore dovesse persistere nonostante i numerosi accorgimenti preventivi potrebbe rivelarsi necessario rivolgersi al proprio medico e farsi indicare una terapia adeguata.

Come sgonfiare i piedi?

Finora ci siamo principalmente concentrati sulle cause dei piedi gonfi e su alcuni comportamenti finalizzati alla prevenzione del disturbo. Vediamo infine alcune pratiche che potrebbero aiutare a porvi rimedio:

  • applicare sui piedi gonfi apposite creme finalizzate a rinfrescare i tessuti, ad esempio a base di aloe (possibilmente massaggiando la zona con pazienza);
  • immergere i piedi e le caviglie (fino circa a metà polpaccio) in acqua molto fredda e alternare 30 secondi di immersione con 1 minuto di riposo, ripetutamente. Se si è in spiaggia l’acqua del mare potrebbe essere la soluzione ideale, altrimenti basterà fare dei pediluvi, almeno una volta a settimana, passando dall’acqua fredda all’acqua calda;
  • non mantenere i piedi fermi nella stessa posizione per troppo tempo: ricordarsi sempre di camminare e muoversi. L’ideale sarebbe prendere l’abitudine di fare una passeggiata di almeno mezz’ora ogni mattina.
Cozze scoppiate

Cozze scoppiate

Le cozze scoppiate sono una ricetta conosciuta anche con il nome di “impepata di cozze alla siciliana”, facile e veloce, perfetta da portare in tavola come antipasto o come secondo piatto di mare gustoso. Si realizza facendo saltare le cozze in padella a fuoco vivo e per il condimento serve solo olio, aglio, peperoncino e un mazzetto di prezzemolo.

Un piatto saporito che sa di mare, che può essere servito anche come piatto unico magari accompagnato con del pane.

La cottura è veloce e il liquido rilasciato dai molluschi potrà essere utilizzato per preparare ad esempio dei deliziosi spaghetti con le cozze. Ecco come preparare le cozze scoppiate.

Ingredienti

Queste sono le dosi di norma per 4 persone, ma potete variarle a seconda del numero dei commensali, siamo certi che non avanzerà nulla.

  • 2 kg di cozze Nieddittas
  • prezzemolo
  • limone
  • olio evo q.b.
  • aglio 2 spicchi
  • 1 peperoncino piccante

La ricetta delle cozze scoppiate

Le nostre cozze Nieddittas seguono tutte le fasi di lavorazione della filiera secondo procedure di qualità certificate, con la garanzia di un prodotto sempre fresco e sicuro.

Una volta acquistati, non immergete i mitili nell’acqua corrente perché potrebbe non essere pura; dovrete semplicemente eliminare il bisso, cioè il filamento che fuoriesce dalle cozze tirandolo con l’aiuto di un coltellino.

In un tegame sufficientemente capiente versate un abbondante filo di olio extravergine di oliva, il prezzemolo tritato finemente, gli spicchi d’aglio sbucciati, il peperoncino e fate riscaldare.

Una volta che l’olio sarà caldo aggiungete le cozze, mescolate di tanto in tanto e fate cuocere a fuoco vivo col coperchio. È importante mescolare compiendo un movimento ben preciso delle mani per fare in modo che le cozze si insaporiscano per bene e la cottura sia uniforme. Dopo almeno 5 minuti le cozze inizieranno a scoppiettare (da qui il nome della ricetta) fino ad aprirsi. A cottura ultimata, togliete il coperchio ed eliminate le eventuali cozze rimaste chiuse.

Se volete ottenere più liquido di cottura il consiglio è quello di sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco. Filtrate il liquido di cottura e tenetelo da parte.

Servite le cozze scoppiate su un piatto da portata, decorate con delle fette di limone tagliato a spicchi, con una manciata di prezzemolo tritato e se gradite del pepe nero. Accompagnate con del pane tostato per gustare il liquido di cottura.

In alternativa, potete versare il liquido che hanno rilasciato i molluschi in cottura, filtrato con un colino a maglie molto strette, in una padella per completare la cottura della pasta. Vi basterà saltare di continuo la pasta scolata al dente con un cucchiaio di legno, si creerà così un cremoso sughetto delizioso che renderà più morbida la pasta.

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