16 Dic 2022 | In evidenza, Magazine
Riconoscere il pesce fresco è piuttosto semplice, a patto che si sappia cosa osservare e a quali fattori prestare attenzione. Avere coscienza di quali sono gli indizi fondamentali che permettono di riconoscere la freschezza del pescato è essenziale per assicurarvi un ottimo pasto gustoso e nutriente, senza brutte sorprese.
Vediamo allora come riconoscere il pesce fresco, dall’odore all’aspetto, al tatto e tanti altri fattori essenziali per valutarne la qualità. Nel caso osservare tutti questi fattori dovesse sembrarvi troppo lungo o complicato, un’opzione semplificativa è sempre quella di leggere l’etichetta riportata sul pesce.
L’odore
Il più facile degli indizi da seguire per valutare se il pesce sia o meno fresco al momento dell’acquisto è sicuramente l’odore. Un pesce fresco e di prima qualità lo si può riconoscere al momento stesso in cui si entra al mercato o in pescheria, in quanto sprigiona nell’aria un profumo di iodio e salsedine, in una parola: di mare.
Spesso, soprattutto nel caso dei crostacei, il processo di putrefazione viene rallentato con l’utilizzo di ammoniaca, il cui forte odore è quasi impossibile (o comunque estremamente difficile) da coprire. Nel caso dunque in cui, entrando in pescheria, doveste percepire dell’ammoniaca, alzate i tacchi e dirigetevi verso un altro punto di acquisto.
L’aspetto
Dopo il primo indizio un po’ intuitivo e di facile riconoscimento, passiamo al secondo fattore essenziale nel riconoscimento del pesce fresco: l’aspetto.
La superficie del pesce deve essere caratterizzata da lucentezza, la quale a sua volta dipende dal muco cutaneo prodotto naturalmente dal pesce prima che questo venga pescato. Inoltre, i colori devono essere cangianti e accesi: un colore spento è sicuramente indizio di pesce vecchio.
Ancora, al tatto il pesce deve essere viscoso: deve quasi scappare dalle mani. Quando sul banco del pescivendolo viene posto del pesce scongelato o vecchio, questo sarà con molta probabilità opaco, dai colori spenti e grigiastri (indipendentemente da quale fosse il colore originario del pesce) ed infine perderà la caratteristica viscosità al tatto.
Un’ultima nota riguardo il colore: la superficie di un pesce non è mai monocromatica. Sarà sufficiente guardare il pesce alla luce giusta o controluce e sarete subito in grado di notare se la colorazione sfumi o se resti costante (brutto segno).
L’occhio
Il terzo indizio essenziale su come riconoscere il pesce fresco consiste nell’osservarne l’occhio. Nonostante al momento dell’acquisto il pesce sarà molto probabilmente morto, l’occhio deve avere un aspetto vivo. L’occhio del pesce è la prova del nove quando si parla di freschezza.
In particolare, oltre ad avere nel complesso un aspetto vivo, l’occhio deve essere vivido e uscire leggermente fuori dal bulbo oculare. Inoltre, la pupilla deve essere rigorosamente nera e mai grigia.
Nel caso in cui il pesce non sia fresco, l’occhio sarà sicuramente incavato, spento e dalla pupilla grigia: nel caso doveste notare tali caratteristiche optate per un altro pesce o per un altro pescivendolo.
Il rigor mortis
Rigor mortis significa “rigidità cadaverica” ed, per alcuni tipi di pesce, un indizio essenziale della loro freschezza. Attenzione però: il questo quarto indizio non riguarda tutti i pesci, come ad esempio non riguarda i polpi o i calamari.
Nel caso in cui doveste prendere in mano un merluzzo fresco o di una spigola appena pescata, questi rimarranno ben rigidi. Se invece notate che il pesce è morbido e “balla”, con molta probabilità non si tratta di un pesce pescato in giornata.
Il prezzo
Questo indizio ovviamente è solo una linea di massima e non una certezza: tendenzialmente la qualità di un pesce è intuibile anche dal suo prezzo. È bene avere una certa diffidenza circa le offerte speciali per il pesce fresco.
Come riconoscere il pesce fresco durante la pulizia
Abbiamo così finito gli indizi relativi al momento dell’acquisto; vediamo ora come riconoscere il pesce fresco dopo averlo acquistato, ovvero durante la pulizia e (nel prossimo paragrafo) durante la cottura.
Durante la pulizia del pesce potrete accertarvi della sua freschezza in quanto, in tal caso, si noterà una certa difficoltà nel staccare al carne dalla lisca centrale. Nel caso invece di molluschi come i calamari, si noterà che sono difficili da sgusciare.
Al momento della pulizia sarà inoltre possibile valutare il colore delle branchie, che nel caso di pesce fresco dovranno essere di un rosso vivo (non opaco) e dall’odore salmastro (non acre, come nel caso del pesce vecchio).
Come riconoscere il pesce fresco durante la cottura
Vediamo come riconoscere il pesce fresco e di qualità durante la cottura.
Il pesce fresco rilascia in pentola una quantità particolarmente abbondante di liquido; nel caso invece in cui il pesce non sia di giornata, questo sarà asciutto, disidratato ed in cottura si sfilaccerà e si formeranno varie crepe sulla superficie.
Crostacei e molluschi con conchiglia
Terminiamo la lista degli indizi con le caratteristiche che dovrebbero avere i crostacei ed i molluschi con conchiglia nel caso siano freschi e di qualità:
I crostacei devono avere un colore rosso vivo e acceso. Se possibile è bene acquistarli ancora vivi.
- Molluschi con conchiglia:
Nel caso di molluschi con conchiglia, come ad esempio le cozze e le vongole Nieddittas, è importante fare attenzione al peso (devono essere pesanti, indice che le valve sono sigillate e trattengono all’interno dell’acqua) e alla lucentezza. Inoltre, le valve devono rigorosamente essere chiuse. I nostri prodotti provengono dalla filiera controllata che rispetta il mare e il territorio e che vi garantisce un prodotto sempre sano e sicuro.
Conclusioni
Facciamo ora una breve panoramica riassuntiva riguardo alle valutazioni da fare al momento dell’acquisto del pesce.
Innanzitutto, è sempre meglio non acquistare dei pesci privi di testa o occhi, in quanto la loro eliminazione potrebbe nascondere un tentativo di inganno (poiché i clienti non saranno in grado di osservare l’aspetto dell’occhio, indizio essenziale di freschezza).
È inoltre sempre preferibile acquistare del pesce di stagione. Non tutti sanno che la reperibilità di alcune varietà di pesce dipende dal periodo dell’anno. Ebbene, acquistare ogni tipo di pesce nella stagione giusta garantirà un gusto migliore ed in generale migliori caratteristiche organolettiche.
Possibilmente, inoltre, il pesce deve essere locale e non di importazione. Bisogna in aggiunta essere consapevoli del fatto che il pesce reperibile nei mercati di montagna non sarà sicuramente buono come quello delle zone di mare. Questa affermazione sembra scontata, ma non tutti sembrano essere consapevoli del fatto che, ordinando del pesce in una città distante dalla costa, si tratterà principalmente di pesce congelato. Tuttavia, per quanto il gusto e la qualità non sono paragonabili a quelle del pesce fresco, perlomeno le qualità nutritive del pesce congelato restano inalterate (meglio quindi un pesce congelato che un pesce vecchio, venduto come se fosse fresco).
Ancora, se si desidera mangiare del pesce fresco è importante consumarlo entro un massimo di 12 o 24 ore dal momento dell’acquisto. Inutile acquistare del pesce fresco se poi lo si lascia invecchiare in casa, dando tempo ai processi degradativi di enzimi e batteri di entrare in funzione.
12 Dic 2022 | In evidenza, Magazine
Con l’arrivo di Dicembre l’aria natalizia inizia a farsi sentire: famiglia, regali e soprattutto il tipico abbondante pranzo di Natale. Ecco di seguito 4 proposte per degli ottimi antipasti di mare natalizi da proporre al pranzo del 25 Dicembre per stupire tutti i commensali.
Spiedini con gamberi e patate
Ingredienti
- Gamberi 24
- Patate 3
- Fiocchi di patate per purè q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale q.b.
Preparazione
I primi antipasti di mare natalizi che proponiamo oggi sono gli spiedini con gamberi e patate.
Per prima cosa pelate le patate e mettetele in una pentola con acqua fredda: fate sbollentare per 10 minuti, fino a che non diventino leggermente morbide. Tagliate le patate a fette sottili (adatte agli spiedini) e pulite per bene i gamberi.
Ora versate un fondo di fiocchi di patate in un piatto e passateci sopra i gamberi, in modo da ricoprirli in maniera uniforme.
Iniziate ad infilzare patate e gamberi negli spiedini, alternandoli. Le quantità riportate sono per 6 persone, dunque 4 gamberi per spiedino.
Dopo aver preparato tutti gli spiedini, passateli ancora una volta nei fiocchi di patate, per poi sistemarli su una teglia rivestita di carta da forno.
Versate un filo d’olio extravergine d’oliva ed un pizzico di sale su tutti gli spiedini. Cuocete in forno statico preriscaldato a 180°C per 15 minuti circa (cominciate a controllarli già dopo 10 minuti, poiché non tutti i forni richiedono le medesime tempistiche).
Insalata di mare
Ingredienti
- Cozze fresche Nieddittas 200g
- Vongole Nieddittas 200g
- Calamari 200g
- Polpo 200g
- Sedano 1 costa
- Carota 1
- Succo di limone q.b.
- Prezzemolo q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale q.b.
Preparazione
Iniziate pulendo bene le vongole sotto l’acqua corrente ed eliminate il bisso dalle cozze.
Pulite i calamari e tagliateli a rondelle. Lavate per bene il polpo sotto l’acqua corrente e fatelo cuocere a parte per circa 45 minuti in acqua bollente (per prima cosa bagnate i tentacoli nell’acqua bollente in modo che le punte si arriccino, poi immergetelo completamente). Al termine della cottura procedete alla pulizia eliminando occhi, becco centrale e svuotando la testa.
Nel frattempo che il polpo bolle, scottate i calamari in acqua per circa 5 minuti. Poi, a parte, cuocete le cozze e le vongole in padella (sempre 5 minuti, fino a che non si aprano), accompagnate da un solo filo d’olio e coprendole con un coperchio.
Ora tutti gli ingredienti sono pronti per preparare il nostro gustosissimo antipasto di mare natalizio.
Versate in una ciotola sufficientemente capiente cozze e vongole sgusciate, calamari ed il polpo tagliato a rondelline. Unite poi sedano e carota tagliati a cubetti, qualche goccia di succo di limone, una tritatina di prezzemolo, un filo d’olio extravergine ed un pizzico di sale.
Mescolate per bene e fate riposare in frigorifero per un’ora prima di servire.
Frittelle di salmone e carciofi
Ingredienti
- Carciofo cotto 1
- Fette di salmone 60g
- Uovo 1
- Farina 00 50g
- Scaglie di grana q.b.
- Latte q.b.
- Olio extravergine di oliva q.b.
- Sale q.b.
Preparazione
Per preparare le deliziose frittelle di salmone e carciofi cominciate tagliando sottilmente il carciofo (precedentemente cotto) e metà dose di salmone. Lo potete acquistare anche in vaschetta su Nieddittas a Domicilio. Versare il tutto in una terrina insieme a uovo, farina, un pizzico di sale ed un filo di latte.
Fate scaldare un filo d’olio in una padella antiaderente e versarci sopra con un mestolo dei piccoli mucchietti di pastella appena creata. Fate dorare da ambo i lati.
Infine, impilate le frittelline inserendo fra una e l’altra una fetta di salmone e qualche scaglia di grana. Infornate per pochi minuti, giusto il tempo di far sciogliere leggermente il formaggio.
Le frittelle sono ottime servite calde.
Cozze ripiene
Ingredienti
- Cozze fresche Nieddittas 1kg
- Passata di pomodoro 400gr
- Pangrattato 100g
- Pane (ciabatta) 50g
- Pecorino grattugiato 50g
- Uovo 1
- Latte 4 cucchiai
- Aglio 2 spicchi
- Prezzemolo q.b.
- Vino bianco q.b.
- Olio extravergine d’oliva 3 cucchiai
- Sale e pepe q.b.
Preparazione
Infine, l’ultimo dei nostri antipasti di mare natalizi sono delle appetitose cozze ripiene.
Iniziate dal ripieno per le cozze: fate ammorbidire il pane nel latte, poi strizzatelo e mettetelo in una ciotola capiente. Unite il pangrattato, il pecorino, del prezzemolo tritato, uno spicchio d’aglio (anch’esso tritato), l’uovo ed infine sale e pepe. Mescolate per bene.
Ora concentratevi sul sugo: versate uno spicchio d’aglio, la passata di pomodoro, un goccio vino bianco, sale e pepe in un tegame. Fate sobbollire per circa 10 minuti, coprendo con un coperchio.
Sciacquate le cozze e sbissatele. Poi, con un coltellino appuntito, apritele cercando di tenere il mollusco attaccato all’apice. Riempitele con il ripieno precedentemente preparato e legatele con dello spago da cucina.
Infine, versate le cozze nel tegame insieme al sugo. Coprite e fate cuocere a fiamma media per 15 minuti.
Servitele con una spolverata di prezzemolo tritato.
9 Dic 2022 | In evidenza, Magazine
Nei mari e negli oceani abitano tante di tipologie di pesci, diversi anche per la loro pericolosità. Incontrare alcuni di loro è un’esperienza di certo poco piacevole.
Soffermiamoci sui pesci predatori, ovvero quelli che si nutrono principalmente di pesci più piccoli. Queste specie aiutano a bilanciare l’ecosistema oceanico e dunque la loro diminuzione è motivo di preoccupazione. Scopriamo quali sono gli 8 pesci predatori più pericolosi, dai quali è meglio stare alla larga!
1. Squalo bianco
Lo squalo bianco (nome scientifico Carcharodon carcharias) è un pesce cartilagineo lungo fino a 6 metri che può pesare anche 3.000 chilogrammi. Si ciba di delfini, foche, leoni marini ed elefanti marini. Si posiziona sotto le prede e li attacca nuotando verso l’alto, morsicandoli con un paio di fauci che raggiungono 1 metro e venti cm di ampiezza.
Frequenta le acque di Australia, California, Messico, Hawaii, Sudamerica e Nuova Zelanda, ma è possibile trovarlo nuotare anche in alcune aree del Mediterraneo.
Lo squalo bianco ha la fama di “mangia-uomini”, perché dal basso con le loro canoe o tavole da surf ricordano probabilmente la sagoma di una foca o leone marino.
2. Barracuda
Il barracuda (Sphyraena barracuda) vive nelle acque tropicali e subtropicali ed è un pesce predatore che si nutre di altri pesci come aringhe, sardine, ghiozzi o acciughe. È dotato di una grande apertura boccale tanto da riuscire ad addentare persino un delfino. I barracuda attaccano l’uomo raramente, provocati forse dallo scintillio sott’acqua di oggetti metallici, come catenine o bracciali, che ricordano probabilmente la livrea di un pesce azzurro.
3. Squalo leuca
Nella lista dei pesci predatori non poteva mancare quello che è considerato da molti lo squalo più pericoloso per l’uomo: lo squalo leuca ((Carcharhinus leucas). Per il suo aspetto tozzo e forzuto è soprannominato bull shark (squalo toro). Nuota nelle aree costiere dei paesi tropicali e subtropicali, ha una buona resistenza all’acqua dolce, il che gli permette di risalire i fiumi. Attacca qualunque animale entri nel suo territorio, dalle tartarughe agli squali più piccoli, ma è capitato trovare nel suo stomaco anche resti umani o di ippopotami.
4. Pesce Scorpione
Questo pesce predatore è originario dell’Oceano Indiano e Pacifico ma è arrivato anche nel Mar Mediterraneo. È molto aggressivo non solo con la fauna marina ma anche con l’uomo. Il veleno che inietta attraverso le sue spine può restare in circolo fino a 48 ore. Anche da morto questo pesce è letale e bisogna prestare attenzione nella fase di pulizia (alcuni popoli lo cucinano).
5. Orca
L’Orcinus orca è un cetaceo che predilige le acque fredde e necessita di 45 chili di cibo al giorno.
Quelle argentine, ad esempio, si radunano di fronte alle spiagge dove si riproducono i leoni marini per cibarsi dei cuccioli attaccando con dei colpi di coda.
6. Torpedine
La torpedine colpisce le sue prede con scariche elettriche grazie agli organi elettrogeni situati ai lati del suo corpo. A seconda delle specie, le scariche possono arrivare dai 50-60 fino a 200 volt. In questo modo stordisce o persino uccide i pesci di cui si nutre. Si mimetizza sui fondali sabbiosi dell’Atlantico e del Mediterraneo.
7. Pesce spada
Con billfish ci si riferisce a quei pesci come marlin, pesci vela e pesci spada che utilizzano il rostro appuntito come spiego per infilzare velocemente il maggior numero possibili di prede per poi inghiottirle. Il rostro o “spada” è un prolungamento della mascella che a volte viene utilizzato anche su altri pesci predatori, in particolare gli squali. I billfish nuotano ad una velocità che può raggiungere i 110 chilometri orari.
8. Razze
Le razze appartengono alla stessa classe degli squali, i Condritti, ossia animali con scheletro cartilagineo, e vivono comunemente in tutte le acque tropicali del mondo (dal Pacifico alle coste dell’Atlantico e anche in alcune aree del nostro Mediterraneo), ma alcune frequentano anche i fiumi e le acque salmastre. Hanno una forma del corpo singolare, simile ad un disco, e si cibano di prede con guscio o scheletro calcareo robusto; infatti, cacciano pesci, crostacei e molluschi.
Nella sua coda ci sono uno o due aculei e alla loro radice si trovano due ghiandole velenifere che secernono una sostanza in grado di uccidere le cellule, provocando inoltre contrazioni muscolari. La razza punge solo per difesa, le prede non le uccide col veleno ma con il suo robusto morso.
Come gli squali, possiedono un sesto senso ossia l’elettrorecezione, che permette di percepire i campi elettrici prodotti da qualsiasi corpo vivente nel raggio inferiore ai 50 centimetri.
6 Dic 2022 | In evidenza, Magazine
Le cozze gratinate, ricetta sarda per adozione, sono un prelibatissimo antipasto di mare, perfetto per le occasioni speciali, specialmente se si prevede un menù interamente a base di pesce. Visto che siamo a Dicembre, perché non arricchire il pranzo natalizio con questa deliziosa pietanza?
La preparazione delle cozze gratinate è abbastanza semplice e veloce: cozze con il guscio farcite con pane grattugiato, grana padano, prezzemolo tritato, aglio, acqua di mare contenuta nelle cozze ed un filo d’olio di oliva, il tutto reso croccante dalla cottura al forno in funzione grill. Non sarà necessario aggiungere sale, poiché le cozze sono caratterizzate da un gusto sapido.
Consigli
Il segreto principale sta nella scelta delle cozze: rigorosamente freschissime, di sicura provenienza e di alta qualità, come le nostre cozze Nieddittas. Grazie a Nieddittas a Domicilio, oggi consegnamo le nostre cozze non solo in tutta la Sardegna, ma anche a Milano, Roma e tante altre località italiane.
Abbiamo chiamato le cozze gratinate una ricetta sarda di adozione: questo perché nonostante non si tratti di una pietanza tipica della nostra Isola, i numerosi impianti di mitilicoltura presenti in Sardegna, come ad esempio nel Golfo di Oristano dove vengono introdotte le cozze Nieddittas, hanno presto contribuito ad includere la ricetta nel ricettario tradizionale isolano.
Vediamo allora finalmente come preparare le cozze gratinate ricetta sarda.
Grembiule alla mano e buon lavoro!
Ingredienti
- Cozze fresche Nieddittas 1kg
- Pane secco grattugiato (Pangrattato) q.b.
- Aglio 1 spicchio
- Grana Padano o Parmigiano 2 cucchiai
- Prezzemolo fresco un mazzetto
- Olio extravergine di oliva circa 10 cucchiai
Preparazione delle cozze gratinate: ricetta sarda
Per prima cosa controllate tutte le cozze e scartate quelle aperte o troppo leggere (segnale che hanno perso la loro acqua). Successivamente, una volte che avete selezionato le cozze buone, dovrete “sbissarle”, ovvero eliminare il bisso, quel filamento che spunta fuori dal guscio. Per eliminare il bisso sarà sufficiente tirarlo verso l’esterno. Pulite per bene le cozze sotto l’acqua corrente ed eliminate ogni impurità.
Ora dovrete aprire ogni cozza a metà con un coltellino: posizionandovi sopra una ciotola, tenete ben salda la cozza fra indice e pollice, infilate la punta del coltello fra le due valve e percorrete tutto il perimetro, fino a separarle completamente. Cercate di fare in modo che aprendo le valve il frutto di mare rimanga ben integro e attaccato al guscio. Fate si che l’acqua delle cozze vada a cadere dentro la ciotola, in modo da poterla riutilizzare in seguito.
Eliminate tutti i gusci vuoti e posizionate le cozze su una teglia coperta da un foglio di carta da forno.
Ora è il momento di dedicarci alla preparazione del ripieno. Per prima cosa filtrate con un colino l’acqua delle cozze, così che sia pronta per l’uso.
Tritate finemente il mazzetto di prezzemolo fresco e lo spicchio d’aglio; versate il tutto in una ciotola. Aggiungete circa 10 cucchiai di olio extra vergine di oliva e infine unite anche due cucchiai di pane secco grattugiato, creando in questo modo una sorta di pastella. Infine, concludete versando circa 100g di acqua delle cozze filtrata. Mescolate per bene, in modo da ottenere un composto omogeneo e dall’aspetto umido.
Ora, con l’aiuto di un cucchiaino, versate il ripieno appena preparato sopra ogni cozza posizionata sulla teglia. Una volta terminata l’operazione, spolverate su ogni cozza un ulteriore pizzico di pane grattugiato, in modo tale che le cozze risultino più croccanti a fine cottura. Infine, aggiungete un poco di Grana Padano.
Ora le cozze gratinate sono finalmente pronte per essere cotte. Infornate in forno preriscaldato a 200°C e impostato in modalità grill. Il tempo di cottura è di circa 8 minuti, ma è consigliabile controllare le cozze già dopo 5 minuti poiché ogni forno è differente.
Et voilà! Le cozze gratinate sono finalmente pronte per essere servite e gustate come antipasto gourmet nel vostro pranzo speciale!
Se desiderate provare un’altra variante delle preparazione delle cozze gratinate, potete cuocere le cozze in padella e farle schiudere in cottura per poi farcirle successivamente. Anche con questo metodo le cozze saranno deliziose.
Come conservare le cozze gratinate
È consigliabile consumare le cozze gratinate appena pronte. Tuttavia, se ciò non fosse possibile, la soluzione migliore è quella di congelarle, possibilmente sottovuoto.
1 Dic 2022 | In evidenza, Magazine
Volete proporre degli antipasti di mare per Capodanno?
Se siete a caccia di idee, in questo articolo troverete 3 sfiziosi antipasti per festeggiare l’ultimo dell’anno e fare bella figura con gli ospiti.
Molluschi e frutti di mare non possono mancare nella tavola delle feste; vediamo allora come preparare delle ottime ricette di antipasti per iniziare al meglio il cenone di Capodanno. Non badate alla quantità perché si tratta di una cena piuttosto lunga e siamo sicuri che molti faranno il bis.
Cozze ripiene
Le cozze ripiene sono un classico della tradizione culinaria italiana che presenta molte varianti. Vediamo quali sono gli ingredienti che occorrono per prepararle:
- 1 kg di cozze fresche Nieddittas
- 400 gr di passata di pomodoro
- 100 gr di pangrattato
- 1 uovo
- 50 gr di pane tipo ciabatta
- 4 cucchiai di latte
- 50 gr di pecorino grattugiato
- 2 spicchio di aglio
- olio extravergine d’oliva
- prezzemolo
- vino bianco
- q.b. sale e pepe
Procedimento
Iniziamo dal ripieno. Ammollate il pane nel latte, strizzatelo e mettetelo in una ciotola con il pangrattato, il pecorino grattugiato, l’aglio tritato finemente, il prezzemolo tritato, sale e pepe.
Aggiungete un uovo e mescolate. Se necessario, aggiungete un po’ di pangrattato o se risulta troppo asciutto un cucchiaio di acqua.
Occupiamoci del sugo. In un tegame mettete lo spicchio d’aglio rimasto, la passata di pomodoro, il vino bianco, salate e pepate. Coprite e fate sobbollire per circa 10 minuti.
Intanto, sbissate le cozze e apritele con un coltellino delicatamente. Farcitele con il ripieno e adagiatele nel tegame con il sugo caldo. Coprite con coperchio e lasciate cuocere a fuoco medio per circa 15 minuti.
Spolverizzate con il prezzemolo tritato e servite le cozze ripiene con delle fette di pane.
Spiedini di capesante, peperoni e formaggio
Tra gli antipasti di mare per Capodanno potete portare in tavola anche gli spiedini di capesante. Ecco cosa vi occorre:
- 200g di formaggio a pasta dura o filata
- 20 capesante grandi Nieddittas
- 300g di guanciale a fette
- 2 peperoni
Procedimento
Sgusciate le capesante e avvolgete ogni mollusco in una fetta di guanciale.
Lavate i peperoni, eliminate il picciolo e i semi, tagliateli in quadrati. Tagliate il formaggio in cubetti.
Ora preparate gli spiedini: alternate una capasanta, un peperone e un cubo di formaggio. Cuocete gli spiedini su una griglia o sulla brace, girandoli di continuo. Servite questo antipasto caldo.
Misto frutti di mare in forno al gratin
Tra gli antipasti di pesce più gettonati c’è il mix di frutti di mare gratinati. Scegliete prodotti freschi e di sicura provenienza come quelli offerti da Nieddittas e seguite questi passaggi facili e veloci.
Strofinate le vongole sotto il getto d’acqua e fatele cadere sul fondo di un contenitore per controllare che non abbiano sabbia o che eventuali gusci vuoti finiscano in padella.
Eliminate il bisso dalle cozze, ossia la linguetta laterale. Mettetele in una pentola capiente assieme alle vongole con un filo d’olio e a mezzo bicchiere di vino bianco. Coprite e aspettate che si aprano le conchiglie.
Una volta aperte, scolate le cozze e le vongole e mettetele su una teglia assieme alle capesante salate e pepate.
Frullate 4 fette di pancarrè con prezzemolo, un pizzico di sale e pepe e 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva. Ricoprite i frutti di mare con il composto ottenuto.
Infornate la teglia in forno preriscaldato a 200°C e cuocete per almeno 10 minuti. Quando cozze, vongole e capesante saranno dorate, sfornate e servite accompagnando con qualche fetta di limone.
28 Nov 2022 | In evidenza, Magazine
La Baia di Chia è sicuramente una delle località costiere più note della Sardegna, specialmente per via delle sue bellissime spiagge dalla sabbia candida e fine ed un mare dall’acqua cristallina. Oltre all’incredibile bellezza naturalistica, un’altro fattore che ha probabilmente contribuito a fare di Chia una spiaggia così nota è la sua posizione, facilmente raggiungibile dal capoluogo sardo.
Prima di vedere più precisamente dove si trova la spiaggia di Chia in Sardegna, vediamo qualche dettaglio in più su questa spettacolare località costiera. Concluderemo infine con una piccola lista di attrazioni storico-culturali dell’area: qualche spunto per le ore in cui si volesse prendere una pausa dal mare.
Le spiagge di Chia
La località costiera di Chia è nota principalmente per le sue bellissime spiagge, tutte bagnate da un mare dall’acqua limpida e cristallina, con sfumature di colore azzurro-turchese. La sabbia è fine e morbida, mentre i fondali sono bassi, perfetti per i bambini più piccoli. Inoltre, si tratta di una zona ben esposta al vento, caratteristica che rende le spiagge di Chia una meta ambita da velisti, surfisti e kitesurfisti.
Le spiagge sono delimitate da caratteristiche dune di sabbia alte anche 30 metri e coperte di ginepri secolari, tipici della macchia mediterranea.
Vediamo ora quali sono le 5 bellissime spiagge di Chia e quali le loro caratteristiche.
Su Portu
Partendo da est nel litorale di Chia, la prima spiaggia che incontriamo è Su Portu, lunga circa 250 metri e dalla forma a mezzaluna. Dalla piccola spiaggia è possibile ammirare un bellissimo panorama circondato una scogliera ed un promontorio verdeggiante dove, sui resti dell’antico villaggio fenicio, troneggia la Torre spagnola di Chia.
Alle spalle della spiaggia si trova una pineta, oltre a fitta vegetazione mediterranea. L’area è ben attrezzata con parcheggi, aree di campeggio, attrezzature da spiaggia e punti di ristoro.
Sa Colonia
Proseguendo lungo la baia incontriamo Sa Colonia, una lunga distesa di sabbia fine e candida, da un colore quasi ambrato a contatto con un’acqua dalle sfumature smeraldine. Caratteristica di Sa Colonia è un piccolo isolotto, il Cardolinu, collegato all’arenile da un istmo sabbioso.
Porto Campana
La spiaggia di Porto Campana è caratterizzata da sabbia soffice e dorata ed un’acqua smeraldina su cui giocano i pittoreschi riflessi del sole. Da entrambi i lati della spiaggia si possono ammirare promontori coperti di macchia mediterranea, dai quali si emanano aromi e profumi dei lentischi e dei fiordalisi. Alle spalle dell’arenile si possono poi ammirare le dune bianche coperte di ginepri, per uno scenario mozzafiato e da cartolina.
Su Giudeu
La spiaggia di Su Giudeu ha un fascino unico e particolare. La spiaggia è stata spesso utilizzata come set cinematografico o pubblicitario.
L’acqua trasparente e paradisiaca bagna una spiaggia dal fondale basso e dalla sabbia morbida e sottile. Scenario perfetto per rilassarsi e ritrovare l’armonia, la spiaggia di Su Giudeu è un vero e proprio spettacolo.
Cala Cipolla
Infine, la spiaggia di Cala Cipolla si trova nell’estremo ovest della Baia di Chia ed è caratterizzata da un aspetto quasi selvaggio. Si tratta di un’insenatura lunga 200 metri e larga 100, circondata da un promontorio roccioso. Cala cipolla è nascosta al resto della costa dal un bosco di ginepri secolari che dà alla zona un senso di privacy e riservatezza.
Cala Cipolla è la meta ideale per gli amanti di snorkeling: la ricchezza di fauna e flora di questa Caletta sono infatti sorprendenti.
Dove si trova la spiaggia di Chia in Sardegna e come arrivarci
Abbiamo ampiamente descritto le bellezze della zona: non ci resta ora che dire dove si trova la spiaggia di Chia in Sardegna.
La località costiera di Chia, detta anche Baia di Chia, si trova nel comune di Domus de Maria, nel Sud della Sardegna, a circa 60km dalla città di Cagliari.
Se si intende raggiungere la località per via aerea, sarà necessario atterrare all’aeroporto di Cagliari-Elmas, il quale si trova ad una distanza di soli 55km da Chia. Per raggiungere Chia dall’aeroporto sarà sufficiente percorrere la SS195; una volta raggiunta la Baia sarà sufficiente seguire i cartelli per raggiungere la specifica spiaggia fra quelle sopraccitate che desideriate visitare.
Se si desirasse invece raggiungere Chia da Cagliari tramite mezzi pubblici, sarà sufficiente prendere un Bus diretto verso Domus de Maria – Chia alla stazione dell’ARST di Piazza Matteotti.
Infine, se si intende raggiungere la Baia di Chia in auto a partire dai vari porti della Sardegna, ecco quali sono le strade da percorrere (seguendo le apposite indicazioni stradali) ed i rispettivi km di distanza:
SS 131 e SS 195
Distanza – 342 km
SS 131 e SS 195
Distanza – 328 km
SS 131 e SS 195
Distanza – 286 km
SS 125 e SS 195
Distanza – 185 km
SS 195
Distanza – 50 km
Cosa vedere a Chia oltre alle spiagge
Se, in quanto località di mare, le spiagge sono sicuramente l’attrazione principale di Chia, queste non rappresentano sicuramente l’unico luogo di interesse.
Un’attrattiva turistica è rappresentata dalla Torre di difesa, la quale costruita fu costruita nel Seicento dagli spagnoli. Alle pendici della torre poi, presso la spiaggia, si trova la già citata Area Archeologica di Bithia, uno dei più importanti siti archeologici dell’intera Isola.
Ancora, nell’Isolotto di Cardolinu si trovano i resti archeologici di un tophet, ovvero di un santuario a cielo aperto, utilizzato nell’antichità per le sepolture infantili.
Un’altra attrattiva è poi il Faro di Capo Spartivento, a picco sul mare. L’edificio fu costruito sotto richiesta del re Vittorio Emanuele II di Savoia dalla marina italiana nel 1854 e si trova tutt’oggi in funzione, oltre ad essere stato trasformato in un hotel di lusso.
Dal punto di vista naturalistico sono poi interessanti l’oasi dello Stagno di Spartivento e la Foresta di Is Cannoneris.
Infine, a Chia vengono organizzati annualmente numerosi eventi sportivi, come le gare di Triathlon o la Chia Sport Week; non mancano poi numerose sagre, come quella dei fichi, dei pesci ed infine di S’Arroseri.