18 Apr 2023 | In evidenza, Parlano di noi
Rassegna stampa sulla presenza Nieddittas alla mostra Vivarium presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, durante la Design Week in corso a Milano.
La Nuova Sardegna

L’Unione Sarda

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Comunicato stampa.
Milano, 13 aprile 2023 – Durante la Design Week milanese, dal 18 al 23 aprile, Nieddittas esporrà all’Accademia di Belle Arti di Brera (ingresso dal Cortile della Pesa) la propria filosofia aziendale fondata sulla sostenibilità e la salvaguardia ambientale. Saranno due, infatti, i progetti “nature-based” in mostra nel prestigioso contesto culturale epicentro internazionale di design, cultura, avanguardia e innovazione. Una panchina e una raffigurazione di isolotto artificiale i protagonisti del progetto Vivarium, promosso da Materially e TotalTool – per la Milano Design Week 2023 – che esplorerà il tema dei materiali bio-based e della natura come straordinaria maestra di saggezza e meraviglia: elementi fondamentali nella crescita e per il futuro delle nuove generazioni.
La panchina in mostra a Vivarium è frutto del progetto di sperimentazione Blue Eco Lab, promosso e realizzato da Nieddittas insieme alla Fondazione MEDSEA (Mediterranean Sea and Cost Foundation) con l’obiettivo di recuperare gli scarti delle produzioni ittiche attraverso la progettazione di soluzioni di eco-design. Si tratta di un rinnovato modello per esterni, a due sedute, il cui concept alla base della progettazione è nato osservando i pallets utilizzati per il trasporto dei prodotti ittici: elementi in polipropilene che, una volta utilizzati, sono destinati al ciclo dei rifiuti. «La sfida è stata quella di intercettarli e trasformarli, attraverso lo sviluppo di un processo di trattamento ed estrusione dedicato, nelle doghe che formano la seduta della panchina» spiega Francesca Figus, Marketing Nieddittas, che aggiunge: «Osservando la filiera della produzione ittica, caratterizzata da scarti di diversa natura, si è poi scelto di intercettare anche i gusci delle cozze che, da elemento di rifiuto, ora ricoprono il ruolo di elemento di supporto. Infatti, le basi della panchina sono state realizzate seguendo una ricetta unica, creata attraverso uno studio che ha permesso di definire l’esatta composizione tra l’acqua, il cemento, i gusci di cozze macinate a integrazione della sabbia e, come complemento, gli sfridi delle cave di marmo di Orosei: una filiera tutta sarda per un risultato di eccellenza». Oltre a Nieddittas e a Fondazione MEDSEA, il progetto vede anche il contributo scientifico del DICAAR – Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università di Cagliari.
La parola d’ordine è “economia circolare”. Quella che MEDSEA, istituzione no profit che promuove la tutela e lo sviluppo sostenibile degli ecosistemi costieri, e Nieddittas, il brand che gestisce l’intera filiera della mitilicoltura nel Golfo di Oristano, hanno posto al centro delle azioni condotte in sinergia. Come quella sul riutilizzo dei gusci dei mitili per la costruzione di un isolotto artificiale presso lo stagno di Corru Mannu (sito Ramsar di Corru S’Ittiri, Stagni di San Giovanni e Marceddì). Sostenere l’insediamento e la nidificazione di alcune specie di uccelli è l’obiettivo dell’iniziativa nata all’interno di Maristanis, progetto di cooperazione internazionale per la tutela e la gestione integrata delle zone umide costiere del Golfo di Oristano. L’isolotto ha una forma ovoidale, è lungo circa 20 mt, largo 7 mt e alto 2 mt, cioè circa 50 cm sul livello medio del mare e risulta, quindi, quasi completamente immerso nell’acqua. È formato da 2000 sacchi di iuta pieni di gusci di cozze (derivanti dalla lavorazione di Nieddittas) posizionati a circa 50 mt dalla terra ferma. L’innovazione introdotta da Nieddittas si differenzia da esperienze simili, già testate in Italia e in Sardegna, per il materiale che viene utilizzato, ovvero i gusci dei mitili derivanti dagli scarti di lavorazione. Nell’area protetta di Corru Mannu si sperimentano, dunque, soluzioni basate sulla natura (Nature-based-Solution). Recente approccio utilizzato dalla Commissione Europea per identificare strategie, azioni, interventi, basati sulla natura che forniscono servizi ambientali e vantaggi socio-economici capaci di aumentare la resilienza dell’ambiente. Ciò che accade in questo caso dove gli isolotti sono delle aree naturalmente protette dalla predazione di animali selvatici o domestici inselvatichiti o randagi; la distanza della sponda permette il passaggio di mezzi e personale lavorativo senza che si disturbi la delicata fase della nidificazione; la facilità di schermatura sulla strada adiacente la sponda più vicina facilita le osservazioni e il controllo delle strutture; l’utilizzo del progetto per azioni di divulgazione ed educazione ambientale, candidando l’area come un vero e proprio laboratorio naturalistico all’aperto.
La raffigurazione dell’isolotto sarà esposta, insieme alla panchina, nella prestigiosa cornice offerta da Vivarium che proporrà a un pubblico allargato e professionale la ricchezza di opportunità che l’uso di materiali bio-based offre oggi in termini applicativi e industriali. Materiali prodotti tanto da start-up quanto da aziende consolidate come Nieddittas, che segnano la strada fondamentale verso un uso rispettoso delle risorse del pianeta. «La panchina e l’isolotto artificiale che portiamo in mostra nell’ambito dell’autorevole settimana milanese del design incarnano non solo una strategia aziendale che guarda con attenzione a innovative soluzioni di eco-design caratterizzate da un incisivo impatto ambientale, ma rappresentano anche la nostra filosofia tesa alla salvaguardia e valorizzazione territoriale. È proprio il caso di dire che lo scarto è, per noi, la migliore risorsa per perseguire questi obiettivi», conclude Francesca Figus.
18 Apr 2023 | In evidenza, Magazine
L’uomo è sempre stato enormemente affascinato dai luoghi misteriosi e a lui difficilmente accessibili. Gli abissi dell’Oceano ne sono un esempio. In questo luogo buio e di enorme vastità, vivono diverse specie di pesci piuttosto particolari.
Se vi state chiedendo quale sia il pesce che vive più in profondità, si tratta del pesce lumaca delle Marianne, che vi presenteremo con dettaglio nel prossimo paragrafo. Proseguiremo questo articolo presentandovi altri quattro pesci che popolano gli abissi, così che da togliere un primo velo di mistero a questo luogo tanto affascinante.
Pseudoliparis Swirei: il pesce lumaca delle Marianne
Il pesce lumaca delle Marianne, il cui nome scientifico è Pseudoliparis Swirei, è stato osservato per la prima volta nel 2014 a ben 8 mila metri di profondità, nei fondali del Pacifico. Il pesce batte così ogni record fin’ora registrato fra i pesci conosciuti e classificati. A tali profondità, infatti, si è soliti incontrare solo crostacei o molluschi.
Il pesce prende il nome dal luogo in cui è stato trovato: la Fossa delle Marianne, vicino all’Isola di Guam.
Lo Pseudoliparis Swirei è di piccoli dimensioni e ha un corpo trasparente, la cui forma è simile a quella di un girino. La sua alimentazione è principalmente a base di gamberetti, crostacei e piccoli invertebrati.
Chlamydoselachus Anguineus: lo squalo dal collare
Dopo aver conosciuto il pesce che vive più in profondità, proseguiamo la lista con altri pesci che abitano gli abissi con: il Chlamydoselachus Anguineus, detto volgarmente squalo dal collare o squalo serpente.
Si tratta di un pesce abbastanza raro, che abita gli Oceani Pacifico e Atlantico ad una profondità che va dai 500 fino ai 1300 metri.
La morfologia di questo pesce assomiglia vagamente a quella di un serpente; lo stesso si può dire dei suoi movimenti, specialmente quando si lancia in avanti per acchiappare la sua preda.
Mitsukurina Owstoni: lo squalo goblin
Lo squalo goblin può essere trovato fino ai 1300 metri di profondità, anche se non di rado lo si trova a profondità meno elevate, specialmente la notte.
Il nome di questo pesce si deve alla forma del suo viso, facilmente associabile a quella degli omonimi mostri fantastici.
Il corpo è affusolato e idrodinamico; la sua lunghezza, nel caso degli esemplari femminili, può arrivare fino ai 6 metri, per un peso di 210 chilogrammi.
Chauliodus Sloani: il pesce vipera
Proseguiamo la lista dei pesci che abitano nelle profondità marine con il Chauliodus Sloani, detto comunemente pesce vipera. Il suo aspetto è abbastanza mostruoso e rispecchia perfettamente la ferocità di questo pesce abissale.
È possibile trovare il pesce vipera in tutti gli oceani, a profondità comprese tra i 500 metri fino ai 3 mila metri. Tuttavia, la notte lo si può trovare anche in superficie, intento nella sua ricerca di cibo.
Non si tratta di un pesce eccessivamente grande: gli esemplari dalle dimensioni maggiori hanno infatti circa 60 centimetri di lunghezza.
Una delle caratteristiche principale del pesce vipera è quella di attrarre le sue prede con dei piccoli organi luminosi presenti all’interno della sua bocca. Quando poi, attratta dalla luce, la preda si avvicina, il pesce vipera la acchiappa a velocità straordinaria, per poi ingerirla intera.
Psychrolutes Marcidus: il pesce blob
Concludiamo la nostra lista di pesci abissali con il simpatico pesce blob. Questo pesce può essere trovato fra i 600 ed i 1200 metri di profondità, vicino alle coste di Nuova Zelanda e Australia.
L’aspetto del pesce blob ricorda sorprendentemente quello di un brutto volto umano, dal naso gigantesco e l’espressione triste. Si tratta di pesci dalle dimensioni ridotte, generalmente inferiori ai 30 cm, e dalla carne simile alla gelatina, caratteristica che consente loro di galleggiale senza alcuna fatica.
14 Apr 2023 | In evidenza, Magazine
La Sardegna è nota, oltre che per gli innumerevoli reperti archeologici, la blue zone, il buon cibo ed i tantissimi chilometri di natura incontaminata, soprattutto per le sue incredibili spiagge ed un mare cristallino che, insieme alle temperature miti, attirano milioni di turisti ogni anno.
Se i mesi in assoluto più caldi sono sicuramente luglio e agosto, la temperatura del mare in Sardegna consente di fare il bagno piacevolmente da giugno fino a ottobre. I più coraggiosi, però, tentano ogni anno un piccolo tuffo anche a novembre!
La temperatura del mare in Sardegna da gennaio a dicembre
Ecco di seguito la lista completa della temperatura del mare in Sardegna durante l’intero corso dell’anno. Ci siamo concentrati principalmente sulle province di Cagliari e Alghero (sul versante nord occidentale), località per cui abbiamo segnato, oltre alla temperatura media, anche la minima e la massima. Abbiamo poi segnato le temperature medie, per ogni mese, di altre località marittime, come Porto Cervo in Costa Smeralda, Cala Luna e Oristano, il cui Golfo noi di Nieddittas conosciamo molto bene.
Gennaio
Minima:
- Alghero – 12.8 °C/55°F
- Cagliari – 13.3 °C/55.9 °F
Massima:
- Alghero – 15.1 °C/59.1 °F
- Cagliari – 15.1 °C/ 59.2 °F
Media:
- Alghero – 13.9 °C/57 °F
- Cagliari – 14.2 °C/57.6 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 13.8 °C
- La Maddalena – 13.9 °C
- Stintino – 14.2 °C
- San Teodoro – 13.8 °C
- Carloforte – 14.3 °C
- Cala Luna – 13.8 °C
- Oristano – 14.3 °C
Febbraio
Minima:
- Alghero – 12.6 °C/54.7 °F
- Cagliari – 12.8 °C/ 55°F
Massima:
- Alghero – 14 °C/57.2 °F
- Cagliari – 14.5 °C/58 °F
Media:
- Alghero – 13.3 °C/55.9 °F
- Cagliari – 13.6 °C/56.5 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 13.5 °C
- La Maddalena – 13.4 °C
- Stintino – 13.3 °C
- San Teodoro – 13.4 °C
- Carloforte – 13.7 °C
- Cala Luna – 13.4 °C
- Oristano – 13.9 °C
Marzo
Minima:
- Alghero – 12.8 °C/55 °F
- Cagliari – 12.8 °C/55 °F
Massima:
- Alghero – 14.8 °C/15.5 °F
- Cagliari – 15.5°C/59.8 °F
Media:
- Alghero – 13.8 °C/56.8 °F
- Cagliari – 14.1 °C/57.4 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 14 °C
- La Maddalena – 13.9 °C
- Stintino – 14 °C
- San Teodoro – 14 °C
- Carloforte – 14.1 °C
- Cala Luna – 13.8 °C
- Oristano – 14.3 °C
Aprile
Minima:
- Alghero – 13.6 °C/56.4 °F
- Cagliari – 13.9 °C/56.9 °F
Massima:
- Alghero – 16.7 °C/62 °F
- Cagliari – 17°C/62.5 °F
Media:
- Alghero – 15.1 °C/59.2 °F
- Cagliari – 15.4 °C/59.7 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 14.9 °C
- La Maddalena – 15.1 °C
- Stintino – 15.3 °C
- San Teodoro – 15.3 °C
- Carloforte – 15.5 °C
- Cala Luna – 15.1 °C
- Oristano – 15.7 °C
Maggio
Minima:
- Alghero – 15.3 °C/59.5 °F
- Cagliari – 15.5 °C/59.8 °F
Massima:
- Alghero – 21.1°C/70 °F
- Cagliari – 21.4 °C/70.4 °F
Media:
- Alghero – 18.2 °C/64.8 °F
- Cagliari – 18.4 °C/65.1 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 18.1 °C
- La Maddalena – 18.3 °C
- Stintino – 18.2 °C
- San Teodoro – 18.2 °C
- Carloforte – 18.2 °C
- Cala Luna – 18.4 °C
- Oristano – 18.2 °C
Giugno
Minima:
- Alghero – 18.3 °C/64.9 °F
- Cagliari – 19.2 °C/66.5 °F
Massima:
- Alghero – 25.5 °C/77.9 °F
- Cagliari – 26.1 °C/78.9 °F
Media:
- Alghero – 21.9 °C/71.4 °F
- Cagliari – 22.6 °C/72.7 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 22.1 °C
- La Maddalena – 22 °C
- Stintino – 22 °C
- San Teodoro – 22.4 °C
- Carloforte – 22 °C
- Cala Luna – 22.2 °C
- Oristano – 22 °C
Luglio
Minima:
- Alghero – 21.4 °C/70.5 °F
- Cagliari – 22.4 °C/72.3 °F
Massima:
- Alghero – 25.6 °C/78.1 °F
- Cagliari – 26.8 °C/80.2 °F
Media:
- Alghero – 23.5 °C/74.3 °F
- Cagliari – 24.6 °C/76.3 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 23.7 °C
- La Maddalena – 23.7 °C
- Stintino – 23.5 °C
- San Teodoro – 24.1 °C
- Carloforte – 23.8 °C
- Cala Luna – 23.9 °C
- Oristano – 23.8 °C
Agosto
Minima:
- Alghero – 21.7 °C/71.1 °F
- Cagliari – 22.8 °C/73 °F
Massima:
- Alghero – 26.5 °C/79.7 °F
- Cagliari – 27.4 °C/81.3 °F
Media:
- Alghero – 24.1 °C/75.4 °F
- Cagliari – 25.1°C/77.2 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 24.4 °C
- La Maddalena – 24.2 °C
- Stintino – 24.2 °C
- San Teodoro – 24.6 °C
- Carloforte – 24.4 °C
- Cala Luna – 24.8 °C
- Oristano – 24.4 °C
Settembre
Minima:
- Alghero – 20.7 °C/69.2 °F
- Cagliari – 21.4 °C/70.5 °F
Massima:
- Alghero – 26 °C/78.7 °F
- Cagliari – 26.8 °C/80.2 °F
Media:
- Alghero – 23.3 °C/73.9 °F
- Cagliari – 24.1 °C/75.4 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 23.7 °C
- La Maddalena – 23.5 °C
- Stintino – 23.3 °C
- San Teodoro – 23.8 °C
- Carloforte – 23.9 °C
- Cala Luna – 23.6 °C
- Oristano – 23.7 °C
Ottobre
Minima:
- Alghero – 19.3 °C/66.7 °F
- Cagliari – 19.4 °C/66.9 °F
Massima:
- Alghero – 23.1 °C/73.6 °F
- Cagliari – 24 °C/75.2 °F
Media:
- Alghero – 21.2 °C/70.2 °F
- Cagliari – 21.7 °C/71.1 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 20.8 °C
- La Maddalena – 21 °C
- Stintino – 21.2 °C
- San Teodoro – 21.1 °C
- Carloforte – 21.5 °C
- Cala Luna – 21.1 °C
- Oristano – 21.7 °C
Novembre
Minima:
- Alghero – 16.8°C/62.2 °F
- Cagliari – 17 °C/62.6 °F
Massima:
- Alghero – 21.4 °C/70.5 °F
- Cagliari – 21.6 °C/70.9 °F
Media:
- Alghero – 19.1 °C/66.4 °F
- Cagliari – 19.3 °C/66.7 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo – 18.5 °C
- La Maddalena – 18.8 °C
- Stintino – 19.4 °C
- San Teodoro – 18.7 °C
- Carloforte – 19.3 °C
- Cala Luna – 18.7 °C
- Oristano – 19.3 °C
Dicembre
Minima:
- Alghero – 13.5 °C/56.3 °F
- Cagliari – 14 °C/57.1 °F
Massima:
- Alghero – 18.7 °C/65.7 °F
- Cagliari – 18.7 °C/65.6 °F
Media:
- Alghero – 16.1 °C/61 °F
- Cagliari – 16.3 °C/61.3 °F
Temperature medie di altre località in Sardegna:
- Porto Cervo –15.2 °C
- La Maddalena – 15.6 °C
- Stintino – 16.2 °C
- San Teodoro – 1.6 °C
- Carloforte – 16.5 °C
- Cala Luna – 15.8 °C
- Oristano – 16.7 °C
12 Apr 2023 | In evidenza, Magazine
Delle volte capita di fare dei sogni un po’ strani e viene la curiosità di cercare il significato per capire cosa ci vuole dire il nostro inconscio. Vi è mai successo, ad esempio, di sognare di comprare pesce fresco dal pescivendolo?
Magari proprio perché la mattina siete andati in pescheria o perché avete mangiato un buon piatto a base di pesce Nieddittas la sera prima. Ciascun sogno è composto da più figure e oggetti e può quindi avere molti significati e simbologie, positive o negative, a seconda dei dettagli coinvolti. Scopriamo come viene interpretato questo sogno.
I pesci nei sogni
Partiamo dal dire cosa significa sognare pesci che è molto comune. Rappresenta uno o più contenuti rimossi dall’inconscio che cercano di tornare a galla. È il primo segno di un cambiamento interiore ed esteriore dovuto ad una maggiore consapevolezza di sé stessi; talvolta porta sensazioni di ansia, insicurezza, paura, tensione.
Se nel sogno il pesce è fresco, simboleggia vitalità, stimoli, forza. Le idee non mancano e dovete solo trovare il modo per raggiungere i vostri traguardi.
Sognare tanti pesci, soprattutto di mare, significa che avete bisogno di migliorarvi, cercando di raggiungere una tranquillità e una pace che volutamente o inconsciamente desiderate.
Avete sognato di pescare tanti pesci? Allora può voler dire che avete bisogno di cogliere novità, ma anche di capire come far sfruttare nel migliore dei modi le vostre doti.
Al contrario, non è di buon auspicio sognare pesci morti o boccheggianti: non vi sentite a vostro agio in una relazione o nel mondo del lavoro e avete difficoltà a far valere le vostre idee o emozioni. Non è un buon periodo insomma, avete bisogno di un po’ di freschezza e leggerezza.
Infine, sognare di mangiare pesce cotto significa che non tutto va come avevate sperato. Ci sono situazioni che vi hanno messo a dura prova e dovete recuperare energie.
Sognare di comprare pesce fresco dal pescivendolo: significati
Come abbiamo detto, a seconda dei dettagli ogni sogno può avere diverse interpretazioni. Sognare di comprare pesce fresco dal pescivendolo, al mercato o in un centro commerciale può significare che:
- Sono in arrivo ottime opportunità, non solo in termine di guadagno economico.
- Vi sentite insoddisfatti della vostra vita e non vedete l’ora che tutto proceda secondo i progetti futuri.
- Vi sentite sopraffatti dalle responsabilità. Avete perso il controllo della vostra vita e avete bisogno di prendere del tempo per voi stessi.
- Avete difficoltà ad accettare l’aiuto e il sostegno degli altri.
I numeri della cabala napoletana
Sognare di comprare pesce è associato al numero 51 e potrebbe voler dire, come abbiamo detto, “arrivo di denaro”.
Ecco altri numeri secondo la Smorfia napoletana.
- Sognare pescivendolo generale: 81
- Sognare pescivendolo che pesa il pesce significa una mancanza di iniziativa: 16
- Sognare pescivendolo al mercato significa grande cordialità: 20
- Sognare di essere un pescivendolo significa che potete riparare a degli errori: 53
- Sognare pescivendolo che scarica il pesce viene interpretato come buona fortuna: 80
E se avete sognato di comprare pesce fresco perché avete voglia di mangiarlo realmente? Scegliete di portare in tavola la qualità dei prodotti Nieddittas! Con il nostro servizio Nieddittas a domicilio potete ordinare via Whatsapp e ricevere direttamente a casa il pesce pregiato del giorno!
7 Apr 2023 | In evidenza, Magazine
Nell’immaginario comune le perle si trovano solo all’interno delle ostriche, ma grazie ad una tecnica di innesto ideata e brevettata dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli si potranno produrre le perle nelle cozze.
Raccontiamo come e perché le cozze fanno le perle.
Perle nelle cozze: la scoperta
I molluschi perliferi più famosi sono le ostriche della specie Pintada margaritifera, che sono allevate nella regione indo-pacifica. Le perle più pregiate sono quelle che provengono dall’Oceano Pacifico, dai cosiddetti Mari del Sud. Ne esistono diverse per colore, dimensione e lucentezza. Molto ricercate le perle dorate, vi sono poi anche quelle di Acqua Dolce che arrivano dai corsi d’acqua e dai bacini naturali situati nella Cina continentale.
Ma non sono solo le ostriche perlifere a produrre questi oggetti preziosi. Da una ricerca made in Italy si è scoperto che anche i mitili (Mytilus galloprovincialis) sono in grado di produrre perle.
La ricercatrice Sara Fioretti, durante il suo Dottorato, ha scoperto assieme ai colleghi che anche le cozze, come gran parte dei molluschi, mettono in atto un meccanismo di difesa per “inertizzare” i corpi estranei che non riescono ad essere espulsi. Secernano così una sostanza organica con cui avvolgono i corpi estranei; si tratta di strutture sferiche costituite da carbonato di calcio perfettamente assimilabili a quelle delle ostriche.
Indagini più approfondite hanno dimostrato che anche la Pinna nobilis, comunemente nota come nacchera di mare, può produrre perle abbastanza grandi.
Le cozze nostrane potrebbero quindi entrare in competizione con le nobili ostriche nella produzione di perle e si è inoltre scoperto che condividono con esse alcune proteine funzionali alla formazione della conchiglia esterna.
La tecnica di grafting
Nel laboratorio dell’Ischia Marine Center della Stazione Zoologica, i ricercatori hanno messo a punto una tecnica di “grafting” (letteralmente ‘innesto‘) mai sperimentata prima, particolarmente innovativa e semplice.
Hanno iniettato, attraverso un piccolo buco praticato nella valva superiore della cozza e senza intaccarne i muscoli e la funzioni fisiologiche, una piccola sfera di plastica modellabile. Con lo stesso materiale hanno richiuso il piccolo foro, senza provocare alcun danno al mitile.
Dopo 6 mesi si sono iniziati a vedere i primi risultati e dopo 1 anno si è ottenuta una perla completa. Questa tecnica di innesto ha ottenuto il brevetto e secondo i ricercatori sarebbe migliore di quella tradizionale usata negli allevamenti del Pacifico sulle ostriche. Per questo Sara Fioretti ha ricevuto a Trieste il premio Bernardo Nobile – bandito dall’Area Science Park – per la miglior tesi di dottorato che abbia portato al deposito di un brevetto.
I vantaggi della produzione di perle nelle cozze
Ecco i vantaggi di questo nuovo business del futuro:
- Determina bassissima mortalità nei mitili.
- È economica.
- Non richiede personale altamente specializzato.
- Permetterebbe di sfruttare le porzioni di mare non più adatte all’uso alimentare. Gli allevamenti non sarebbero dismessi e anzi si sfrutterebbe il ruolo di filtro naturale delle cozze nella depurazione delle stesse acque.
- Si tratta di allevamenti senza sprechi; gli esemplari adulti, una volta prelevata la perla, potrebbero essere utilizzati per fini alimentari, ad esempio come prodotto confezionato.
- Gli allevamenti sarebbero a basso impatto ambientale perché non intensivi e limiterebbero le importazioni da Oltreoceano.
- Infine, si potrebbero avere risvolti economici positivi sull’intera filiera della miticoltura, perché la produzione di perle da usare in campo farmaceutico e cosmetico rappresenterebbe un plusvalore.
5 Apr 2023 | In evidenza, Magazine
I cavatelli con le cozze sono un primo piatto a base di pesce tipico della cucina pugliese. In questa ricetta prepareremo il condimento per la pasta con i pomodorini freschi, ma esiste anche una seconda versione, un po’ più particolare, che prevede l’aggiunta di ceci.
Per la preparazione di questo piatto è essenziale che gli ingredienti siano freschi e di qualità. I cavatelli, se possibile, dovrebbero essere preparati in casa, unendo acqua e semola di grano duro. Le cozze devono essere rigorosamente certificate, come ad esempio le cozze Nieddittas, in modo da essere certi della qualità e della provenienza. Con Nieddittas a Domicilio potete ordinare le vostre cozze non solo in Sardegna, ma anche in altre località italiane come Roma, Milano e altre.
Dopo esservi procurati tutti gli ingredienti necessari ed esservi accertati della loro qualità, potete procedere con i preparativi. Come scoprirete in seguito, nel paragrafo dedicato, preparare i cavatelli con le cozze è piuttosto semplice e richiede pochi passaggi. Il risultato, a scapito della semplicità di preparazione, sarà un piatto prelibato e da leccarsi i baffi.
Non ci resta ora che vedere di quali ingredienti avrete bisogno e scoprire, finalmente, la ricetta dei cavatelli con le cozze. Buon lavoro!
Ingredienti per 4 persone
- Cozze Nieddittas 1 kg
- Cavatelli 400 g
- Pomodori ciliegina 10
- Prezzemolo q.b.
- Aglio 1 spicchio
- Olio extravergine di oliva q.b.
- Pepe q.b.
- Sale grosso (per la pasta) 1 pugno
- Peperoncino (facoltativo) q.b.
Come preparare i cavatelli con le cozze
Per prima cosa dovete strofinare per bene il guscio delle cozze utilizzando una spugnetta di metallo. Non immergetele in acqua per farle spurgare: immergere le nostre cozze in acqua non controllata vanificherebbe le garanzie ed i controlli di sicurezza relativi al prodotto.
Versate poi le cozze in una padella capiente e accendete il fornello a fiamma vivace: dopo qualche minuto le cozze dovrebbero aprirsi. Non appena le cozze si saranno aperte toglietele dalla padella e sistematele su un piatto. Buttate via le cozze che rimangono chiuse. Togliete i molluschi dalle conchiglie e metteteli da parte. Se desiderate potete lasciare qualche cozza con il guscio in modo da avere una guarnizione per il piatto.
Non buttate via il liquido che le cozze rilasceranno in padella! Passatelo al setaccio a maglie finissime in modo da eliminare le impurità e tenetelo da parte: lo utilizzeremo in seguito.
Ora è il momento di far bollire l’acqua per cuocere i cavatelli. Contemporaneamente, prendete una padella, versatevi dentro lo spicchio d’aglio, un filo d’olio, qualche ciuffo di prezzemolo fresco per insaporire e cuocete a fuoco basso per qualche minuto. Se desiderate potete aggiungere anche del peperoncino. Lo spicchio d’aglio ed il prezzemolo verranno rimossi in seguito, dunque potete lasciarli interi.
Lavate i pomodori ciliegina sotto l’acqua corrente e tagliateli a metà, poi aggiungeteli alla padella insieme al resto.
Lasciate cuocere i pomodorini per qualche minuto, poi aggiungete le cozze ed il loro liquido di cottura precedentemente filtrato. Continuate a far cuocere per qualche minuto, poi rimuovete lo spicchio d’aglio ed il prezzemolo dalla padella.
Nel frattempo, non appena l’acqua bollirà, aggiungete il sale grosso ed i cavatelli. Se freschi saranno sufficienti pochi minuti di cottura.
Non appena la pasta risulterà molto al dente, scolatela e versatela in padella, insieme ad il condimento di cozze e pomodorini. Lasciate mantecare per qualche minuto, così che i cavatelli terminino la loro cottura. Infine, completate il piatto spolverandovi sopra del pepe fresco (possibilmente macinato al momento) e qualche ciuffo di prezzemolo fresco finemente tritato.
Ora non vi resta che impiattare ed ornare ogni piatto con le cozze che avete lasciato dentro il guscio. Assaporate questo ottimo piatto della tradizione pugliese insieme ad un buon bicchiere di vino bianco ed un contorno di insalata fresca e di stagione.