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Quando pensiamo ai frutti di mare, le ostriche sono sicuramente fra i più rinomati.

Associate, nell’immaginario comune, a raffinatezza ed élite, le ostriche possono essere consumate crude con del succo di limone o cotte al forno, alla brace o fritte per soddisfare ogni palato. L’ostrica di qualità è assolutamente irresistibile, ma se vi aspettate di assaggiare un cibo afrodisiaco purtroppo rimarrete delusi.

Noi di Nieddittas scegliamo, monitoriamo ed etichettiamo ostriche di ottima qualità provenienti da Francia e Olanda, che consegnamo in tutta la Sardegna e, grazie a Nieddittas a Domicilio, è possibile ordinarle anche a Milano, Roma e altre località italiane.

Se le ostriche fanno parte della dieta umana fin dai tempi preistorici, questo è dovuto sia al fatto che possono essere consumate crude, sia alla loro facile reperibilità: vi siete mai chiesti dove si trovano le ostriche? In questo articolo vi daremo finalmente la risposta che cercate, ma prima vediamo di imparare qualcosa in più su questo rinomatissimo mollusco.

Qualche nozione sulle ostriche

L’ostrica è un mollusco bivalve: ha una conchiglia composta da due “pezzi”, detti appunto valva. L’ostrica è di forma tondeggiante, con i margini dei due lembi del mantello frangiati. La conchiglia calcarea che contiene il mollusco è rugosa e grigiastra all’esterno, mentre internamente è liscia, bianca e “madreperlacea”.

Solitamente la si trova di dimensioni ridotte, dai 5 ai 9 cm di diametro, ma esiste anche di dimensioni maggiori, fino ai 20cm. Alcune specie di ostriche, presenti soprattutto in oriente, producono perle ricercate fin dai tempi più antichi; queste sono dette ostriche perlifere (pinctada margaritifera).

Molto particolare è il metodo di riproduzione del mollusco: le ostriche sono infatti ermafrodite, ovvero possono cambiare sesso al bisogno. Le loro uova si trovano nella cavità palleale.

Esistono molte varietà di ostrica; le più diffuse sono l’ostrea edulis, la crassostrea angulata e la crassostrea gigas:

  • Ostrea edulis: varietà di ostrica che vive principalmente nel mar Mediterraneo, da cui il nome di “ostrica europea”. È la varietà più diffusa in gastronomia, nonché la più costosa e rinomata. Il gusto di questa varietà è molto delicato;
  • Crassostrea angulata: detta anche “ostrica portoghese”, si tratta di una varietà meno pregiata rispetto alla ostrea edulis. Ha un sapore più forte ed è molto diffusa nella cucina italiana. È caratterizzata da una conchiglia dalla forma ovale e concava;
  • Crassostrea gigas: questa varietà è detta “ostrica giapponese”. È anch’essa meno pregiata rispetto all’ostrea edulis, ma al giorno d’oggi è la più allevata in tutto il mondo, compreso il Mediterraneo. Ha una forma ovale ed allungata.

Ora che ci siamo fatti un’idea più precisa su questo amatissimo mollusco, possiamo finalmente soffermarci sul loro habitat e rispondere alla nostra domanda iniziale.

Dove si trovano le ostriche?

L’ostrica vive in tutti i mari europei vicino alle coste e a bassa profondità, abbarbicata alle rocce o ad altri corpi solidi. È possibile trovarla anche sui fondali fangosi. La massima profondità a cui può essere trovata è di circa 40 o 50 metri. Come abbiamo accennato, è proprio la facile reperibilità di questo mollusco che lo ha reso parte della dieta umana fin da tempi immemori.

Esistono numerose varietà di ostriche originarie dei diversi mari del globo: al giorno d’oggi, grazie agli allevamenti, è possibile consumare anche varietà di ostrica non originarie del Mediterraneo.

Qualora vogliate raccogliere le ostriche autonomamente, è necessario rispettare i periodi consentiti dallo Stato o dalle varie Regioni. Il momento migliore è durante la bassa marea, in modo che sia possibile trovare i molluschi sugli scogli.

Quando raccogliete le ostriche, è importante assicurarvi che queste siano vive. Accorgersene è facile, in quanto chiudono il guscio immediatamente se toccate. Inoltre, è meglio non raccogliere i molluschi più piccoli e, soprattutto, avere cura di non prendere più ostriche di quanto consentito dalla Provincia di riferimento.

Dopo esservi procurati le ostriche manualmente o, in alternativa, dopo averle acquistate assicurandovi che siano vive e di qualità (come le ostriche Nieddittas), è indispensabile conservarle nella maniera corretta. Ecco alcuni consigli.

Come conservare le ostriche

Mangiare le ostriche crude è, per gli intenditori, un vero godimento; tuttavia, se non sono state conservate in maniera adeguata si potrebbe incorrere in rischi per la salute. Vediamo allora quali sono le regole da seguire perché il prodotto mantenga la sua freschezza fino al momento del consumo.

  • Innanzitutto, come abbiamo detto precedentemente, dovete assicurarvi che le ostriche siano vive e le valve perfettamente sigillate, in modo da non lasciare fuoriuscire l’acqua dal loro interno.
  • Posizionate le ostriche in modo che abbiano la valva concava rivolta verso il basso; adagiatele su un recipiente (o piatto) con il fondo coperto di ghiaccio e copritele con un panno umido. È assolutamente vietato immergere le ostriche in acqua dolce: trattandosi di un mollusco abituato all’acqua salata, non sopravviverebbe.
  • Dopo adagiato le ostriche sul contenitore coperte dal panno umido, mettetele in frigorifero a una temperatura compresa fra 4-6±2°C. In queste condizioni un’ostrica durerà circa 4 o 5 giorni.
  • Ricordate infine di tenere le ostriche lontano dalla luce e qualora avessero un odore strano o sgradevole buttatele immediatamente.

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