8 Mag 2023 | In evidenza, Magazine
Le cozze ripiene alla spezzina sono un piatto tipico della Liguria, in particolare di La Spezia, dove le cozze sono chiamate muscoli. La ricetta è piuttosto semplice, ma sarà necessario avere almeno un’ora di tempo a disposizione.
Le cozze alla spezzina sono preparate con mortadella, pane bagnato nel latte, parmigiano, uova e spezie, il tutto condito con dell’ottimo sugo di pomodoro.
Prestate grande attenzione alla qualità delle cozze al momento dell’acquisto! Controllate per bene l’etichetta e accertatevi che il prodotto sia di sicura provenienza e prima qualità, come nel caso delle cozze Nieddittas.
Prima di scoprire, passo per passo, come preparare le cozze alla spezzina, ecco di seguito la lista di tutti gli ingredienti di cui avrete bisogno.
Ingredienti per 4 persone
- Cozze Nieddittas 1 kg
- Mortadella 60 g
- Parmigiano grattugiato 40 g
- Pangrattato 50 g
- Prezzemolo fresco 1 mazzo
- Mollica di pane circa 100 g
- Latte 50 ml
- Uova 2
- Passata di pomodoro 750 ml
- Vino bianco mezzo bicchiere
- Aglio 1 spicchio
- Timo qualche rametto
- Maggiorana q.b.
- Olio extravergine di oliva q.b.
- Sale e pepe nero q.b.
Come preparare le cozze alla spezzina
Innanzitutto, per preparare le cozze alla spezzina, è necessario pulire per bene tutti i muscoli. Ciò significa sfregare il loro guscio con una spugnetta di metallo, in modo da rimuovere eventuali impurtità. Successivamente, con l’aiuto di un coltellino, eliminate il bisso, ovvero quella sorta di barbetta che fuoriesce dal guscio. Evitate di immergere le cozze nell’acqua per farle spurgare: come abbiamo indicato nella nostra sezione dedicata alle FAQ, immergere le cozze in acqua non controllata vanificherebbe i controlli e le garanzie di sicurezza del prodotto acquistato.
Dopo aver pulito per bene le cozze, prendete una padella capiente e versatevi dentro un filo d’olio extravergine di oliva. Accendete il fuoco a fiamma media e aspettate che si riscaldi, dopodiché aggiungetevi le cozze precedentemente pulite. Sfumate con il vino bianco, poi chiudete la padella con un coperchio e aspettate qualche minuto affinché le cozze si schiudano. Cinque minuti dovrebbero bastare. Qualora qualche cozza dovesse rimanere chiusa, non esitate a buttarla via.
Ora prendete circa una dozzina di cozze (possibilmente quelle di dimensioni più piccole), sgusciatele e mettetele da parte. Poi mettete da parte anche il resto delle cozze, avendo cura di conservare il liquido da esse fuoriuscito. Quest’ultimo dovrà essere filtrato con un colino a maglie strette e versato momentaneamente in una ciotola capiente per essere poi utilizzato in seguito.
Arrivati a questo punto, potete cominciare finalmente con la preparazione del ripieno. Mettete in ammollo la mollica di pane nel latte e strizzatelo. Poi prendete un contenitore adatto al mixer e versatevi dentro le cozze sgusciate, la mortadella tagliata a pezzetti, le uova leggermente sbattute, il parmigiano grattugiato, il pangrattato, il prezzemolo e gli altri aromi. Frullate tutto insieme, così da ottenere un ottimo ripieno morbido. Aggiungete anche una spolverata di pepe nero.
Ora che avete ottenuto il ripieno, dovete procedere a riempire con esso le cozze rimaste, inserendo il composto fra le due valve. Attenzione a non separare le due valve! Eseguite questo passaggio con estrema calma e attenzione. Quando avrete terminato, lasciate le cozze ripiene momentaneamente da parte e dedicatevi alla preparazione del sugo con il quale verranno condite.
La cottura nel sugo
Prendete una padella antiaderente sufficientemente capiente e versatevi dentro un filo d’olio d’oliva e lo spicchio d’aglio sbucciato e leggermente schiacciato. Fate scaldare l’olio a fiamma media: non appena si formeranno delle piccole bollicine vicino allo spicchio d’aglio versate la passata di pomodoro in pentola. Unitevi anche il liquido di cottura delle cozze e mescolate regolarmente per qualche minuto. Infine, aggiungete in padella anche le cozze ripiene e, se necessario, aggiustate di sale.
Fate cuocere le cozze alla spezzina per circa mezz’ora, coprendo la padella con un coperchio e girando di tanto in tanto.
Infine, trascorso il tempo di cottura, non vi resta che impiattare e magari decorare un una spolverata di prezzemolo fresco e una macinata di pepe. Le cozze ripiene alla spezzina sono ottime assaporate belle calde, accompagnate da qualche fetta di pane caldo appena tostato con cui fare la scarpetta nell’ottimo sugo che le accompagna.
Se dovessero avanzare alcune cozze, conservatele in frigorifero in un contenitore ermetico per massimo un giorno.
5 Mag 2023 | In evidenza, Magazine
La Sardegna, al centro del Mediterraneo, è ricca di borghi e paesini con una storia e una tradizione senza tempo. Oltre alle bellissime spiagge, potete scoprire le numerose testimonianze archeologiche, paesaggi mozzafiato, edifici antichi civili e di culto, l’arte, foreste secolari, viuzze e vicoli suggestivi e una grande tradizione enogastronomica.
Per conoscere meglio la storia e la cultura di quest’isola meravigliosa, qui trovate 6 paesini della Sardegna da visitare assolutamente, alcuni dei quali rientrano nella categoria dei borghi più belli d’Italia.
1. Castelsardo (Sassari)
Iniziamo il viaggio tra i borghi e paesini della Sardegna con Castelsardo, un suggestivo borgo medievale arroccato su un promontorio a picco sul mare. Fondato nel 1102 dalla casata genovese dei Doria, è uno dei borghi più belli d’Italia in cui potrete ammirare siti archeologici e paesaggi da cartolina.
Da non perdere il castello dei Doria, fatto costruire probabilmente nel XIII secolo, che offre una spettacolare vista sul Golfo dell’Asinara fino alla Corsica, testimonianza dell’importante funzione strategica rivestita in passato; al suo interno ospita il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, dedicato all’arte della lavorazione dei cesti, a cui si accede acquistando un biglietto.
A Castelsardo si trovano poi la cattedrale di Sant’Antonio Abate, il cui campanile è il simbolo della città, La Loggia (il palazzo civico medievale) e la Chiesa di Santa Maria, venerata per il suo crocifisso tra i più antichi della Sardegna, chiamato Lu Cristu Nieddhu (“il Cristo Nero”, poiché il legno di ginepro col passare dei secoli ha assunto una particolare patina scura). Si racconta, secondo la tradizione orale, che questo crocifisso aiutò gli abitanti ad allontanare una flotta francese nel 1527.
Da vedere anche il porto Frigiano con la sua torre cinquecentesca e la famosa Roccia dell’Elefante, un antico massiccio che prende il nome dalla sua caratteristica forma e nel cui interno si trovano due domus de Janas, (“casa delle fate”) le tombe scavate nella roccia.
2. Carloforte
È un borgo marino che si trova sull’Isola di San Pietro, nell’estrema parte occidentale dell’Italia, raggiungibile in traghetto in circa 30-40 minuti da Portovesme o da Calasetta (Sud Sardegna).
Il borgo fu progettato dall’architetto Augusto de la Vallée e il nome è un omaggio a Carlo Emanuele III di Savoia.
L’isola di San Pietro fu colonizzata dai genovesi, che prima si erano insediati nell’isola tunisina di Tabarka dopo l’invasione dei turchi del 1741; per questo qui si parla il ligure tabarchino, una variante della lingua parlata in Liguria.
Camminate tra le viuzze e i vicoli tortuosi, nel porticciolo, visitate le spiagge, la Chiesa della Madonna del Naufrago e la Chiesa della Madonna dello Schiavo, il palazzo Rombi e il monumento a Carlo Emanuele III sul lungomare.
Altre tappe interessanti sono l’osservatorio astronomico, realizzato nell’ex forte San Vittorio, i faraglioni detti Le Colonne, il faro di Capo Sandalo e le saline di Carloforte, dove ammirare i fenicotteri rosa. Da non perdere la manifestazione che si tiene nel mese di giugno “Il Girotonno” dove potrete gustare i piatti tipici a base di tonno.
Un altro borgo marino nella Sardegna del Nord è Porto Cervo, capitale della Costa Smeralda.
3. Bosa (Oristano)
Proseguiamo la lista dei paesini della Sardegna più belli da vedere con Bosa, uno dei borghi più pittoreschi della penisola, nell’estremo occidente, con 7.400 circa abitanti.
È dominato dal castello medievale dei Malaspina, risalente al XII secolo, dalla cui cima potrete godere di un meraviglioso panorama. Caratteristiche le sue case colorate lungo la foce del fiume Temo che divide Bosa in due.
Fate una passeggiata lungo il fiume e il Ponte Vecchio, costruito in epoca sabauda, alla scoperta delle antiche concerie che fecero la fortuna del borgo nel XIX secolo; poi c’è la Cattedrale dell’Immacolata, la chiesa catalana di Sant’Antonio Abate, il palazzo Delitala seicentesco e quello settecentesco Don Carlo, e le torri costiere costruite contro le incursioni dei pirati. A Bosa Marina si trova la Chiesa di Stella Maris e la grande Torre Aragonese dell’Isola Rossa.
Potete praticare anche sport acquatici e bird watching. Bosa si può visitare tutto l’anno, ma il periodo ideale è in occasione del carnevale oppure in estate.
Un viaggio alla scoperta della storia e delle tradizioni non è completo se non si fa un’immersione nelle eccellenze gastronomiche. È qui, nel Golfo di Oristano, che nasce la qualità Nieddittas, nei nostri allevamenti situati in una zona umida protetta demaniale la cui tutela e salvaguardia è affidata alla nostra azienda.
4. Posada (Nuoro)
Probabilmente Posada era già abitata nel Neolitico ed è infatti uno dei centri abitati più antichi della Sardegna. Il paese medievale, sulla costa orientale dell’isola, è dominato dalle rovine del Castello della Fava che regala una splendida vista sul mare e sulla pianura circostante.
Le spiagge sono sabbiose e il mare turchese, ma oltre alla costa il borgo è noto per i siti archeologici (nuraghi e tombe dei giganti) e la natura incontaminata in cui gli amanti degli sport possono praticare trekking, mountain bike oppure kayak, kitesurf e pesca.
5. Laconi
Questo paesino di montagna si trova nell’altopiano del Sarcidano, nella Sardegna centro-meridionale ed è la meta ideale per chi cerca un posto rilassante e all’insegna della natura, tra storia e tradizioni. Il centro urbano è caratterizzato da viuzze strette e muri di pietra, mentre la parte inferiore del borgo è più moderna e trovano spazio il Palazzo Aymerich e la Casa Municipale.
Interessante la casa di Sant’Ignazio da Laconi, visitata da numerosissimi fedeli e il museo d’arte sacra e parrocchiale dedicata a lui e a Sant’Ambrogio.
Al centro del bosco tra sorgenti e cascate c’è il Parco di Aymerich di 22 ettari, che ospita la più grande varietà di orchidee endemiche sarde. Qui si trovano anche le rovine del Castello Aymerich, risalente alla prima metà dell’800.
Altra tappa è il Menhir Museum, nel quale troverete una collezione di 40 menhir, la più vasta della regione mediterranea. Pare fossero legati a riti funerari preistorici.
6. Burgos (Sassari)
A 600 metri d’altezza, al centro della regione storica del Goceano si trova un altro borgo della Sardegna centro-settentrionale che merita una visita, Burgos, di 856 abitanti. Il territorio ha una parte più moderna e una tipicamente medievale, arroccata nelle vicinanze della fortezza.
Poco distante trovate il bosco Badde Salighes e la foresta di Burgos popolata da asinelli sardi e bianchi dell’Asinara, dal pony sardo e da cavalli. Percorrendo i sentieri vi troverete davanti la chiesa neo-medievale di San Salvatore e le domus de Janas di s’Unighedda.
Simbolo di questo piccolo borgo è il castello del Goceano (o di Burgos), costruito nel 1134 su una rupe granitica e avvolto da una affascinante leggenda: al suo interno pare si trovi il fantasma di Adelasia, sorella di Barisone III di Torres, deceduta nel castello dopo una lunga prigionia volontaria.
Al centro del paese si trova anche il museo dei castelli di Sardegna.
Si chiude qui la nostra piccola lista dei paesini della Sardegna ma ce ne sono tanti altri tutti da scoprire!
3 Mag 2023 | In evidenza, Magazine
Il Plancton Marino è stato utilizzato per la prima volta in cucina nel 2007 dallo chef spagnolo Ángel León, el Chef del Mar il cui ristorante vanta ben tre stelle Michelin. Nel 2014, la legislazione alimentaria dell’Unione Europea ha approvato il Plancton Marino come Novel Food, diventando così la prima microalga marina ad essere ufficialmente autorizzata per uso alimentare.
Già prima del 2014 il Plancton Marino veniva distribuito sul mercato per fini cosmetici e farmaceutici da un’azienda spagnola (che è oggi responsabile della coltivazione di questa microalga a fini alimentari).
In questo articolo scopriremo cos’è il plancton marino, quali sono i valori nutrizionali ed i benefici di questo alimento, quanto costa ed infine come utilizzare in cucina questo particolarissimo Novel Food.
Cos’è il plancton marino?
Plancton marino è il nome commerciale di una microalga unicellulare il cui nome scientifico è Tetraselmis chuii, alla base della catena alimentare. Questa microalga marina appartiene al fitoplancton, l’insieme degli organismi vegetali autotrofi fotosintetizzanti. Il fitoplancton svolge un ruolo essenziale per lo sviluppo della vita marina, poiché questi organismi sono capaci di sintetizzare sostanze organiche a partire da quelle inorganiche disciolte nell’acqua del mare, servendosi della luce solare come unica fonte energetica.
Il Plancton marino è dunque un alimento completamente vegetale, prodotto tramite la lavorazione della microalga Tetraselmis chuii. Solitamente lo si acquista liofilizzato: questo consente di avere maggiore flessibilità in cucina.
I valori nutrizionali del plancton marino
Il Plancton Marino è un alimento ricco di sali minerali essenziali quali ferro, fosforo, calcio, iodio, magnesio e potassio. È inoltre ricco di acidi grassi omega 3 e 6 e delle vitamine E e C.
In particolare, per 100 g di Plancton Marino si hanno:
- Kcal: 337
- Proteine: 38 g
- Carboidrati: 32 g
- Grassi: 7 g
- Sale: 4,8 g
- Acidi grassi polinsaturi 3,3 g
- Acidi grassi saturi: 2,1 g
- Acidi grassi monoinsaturi: 1,6 g
- Zuccheri: 0 g
I benefici del plancton marino
Il Plancton Marino offre numerosissimi benefici per la salute umana: ecco perché, già prima di essere utilizzata come alimento, questa microalga era già presente sul mercato a fini cosmetici e farmaceutici.
Ecco di seguito i principali benefici del tetraselmis chuii.
- Azione rigenerante e disintossicante: il Plancton Marino è un detox molto efficace per il nostro organismo. Questo perché la componente acquosa del nostro sangue contiene una percentuale di ioni e sale particolarmente somigliante a quella marina.
- Migliora la salute del cuore: come abbiamo visto, il Plancton Marino è ricco di sali minerali essenziali e acidi grassi omega 3, sostanze importantissime per la salute del nostro cuore.
- Nemico del cancro: il plancton è ricco di sostanze antiossidanti, le quali svolgono un’importantissima azione nel contrastare l’azione dei radicali liberi che, tramite l’ossidazione delle cellule, porterebbe col tempo all’invecchiamento e alla morte dei tessuti.
Quanto costa il plancton marino?
Il costo del Plancton Marino può variare da 1 fino a 4€ al grammo, arrivando così a toccare la considerevole cifra di quattromila euro al chilogrammo!
È bene però considerare che in cucina sono sufficienti solo 1 o 2 grammi per una pietanza di 4 porzioni. Un chilogrammo rappresenta di conseguenza una scorta considerevole (seppur particolarmente costosa).
Come utilizzare il plancton in cucina
Il Plancton Marino può essere utilizzato in cucina in moltissimi modi: si possono insaporire le pietanze dando loro, con un solo grammo di prodotto, un’incredibile gamma di sapori e aromi di mare. Può essere utilizzato, come lo chef stellato Ángel León ha dimostrato, per modificare salse o condimenti, per condire ottimi risotti, per arricchire il gusto del tartufo o, ancora, per preparare un delizioso gelato salato.
Prima di sperimentare in cucina è bene però imparare a conoscerne il gusto alla perfezione: il gusto del Plancton Marino è particolarissimo, impossibile da descrivere con le parole. Non assomiglia a nessun altro ingrediente. Un solo grammo di questa polvere verde sprigiona una miriade di aromi dalle diverse sfumature di mare fino anche a ricordi di tartufo o tè matcha.
Come abbiamo già detto, il Plancton Marino è venduto liofilizzato: per utilizzarlo bisognerà dunque reidratarlo con acqua. Generalmente si consiglia di utilizzare 3 parti di acqua per una di plancton. Si potrà poi dare libero sfogo alla fantasia (naturalmente dopo aver acquisito confidenza con le sue sfumature di sapore e aromi) e utilizzare la Tetraselmis chuii per le più svariate ricette! Potete utilizzarlo per i risotti, per le salse, potete aggiungerlo al brodo di pesce (o di carne) o addirittura potete aggiungerne mezzo grammo in uno smoothie mattutino, per giovare delle numerosissime proprietà di questo ingrediente.
In generale, è consigliabile aggiungere il Plancton Marino sempre a fine cottura, in modo che non si riscaldi eccessivamente e per un tempo troppo lungo.
Se vi piace il gusto del mare, potete donarlo a svariate ricette con un semplice pizzico di questo particolarissimo Novel Food.
26 Apr 2023 | In evidenza, Magazine
Le cozze sono un alimento gustoso che si presta a diversi tipi di preparazione. Uno di questi è la frittata di cozze, un secondo piatto veloce e semplice da preparare, tipico della cucina barese, che può essere servito anche come contorno o antipasto originale in grado di stupire tutti i commensali.
Curiosità sulla ricetta
La frittata richiede poco tempo e può essere preparata pure in anticipo; infatti, può essere gustata sia calda che fredda, non perderà l’intenso profumo di mare. Un’ottima soluzione salva cena o per un pranzo in ufficio.
Ci sono due modi per realizzare questo piatto: in uno si utilizzano le cozze col guscio fatte aprire sul fuoco e quindi cotte, nell’altro si usano le cozze crude sgusciate a mano, e in questo secondo caso il sapore intenso del mare sarà più evidente. Per i meno pratici si consiglia di acquistarle già pulite o di far compiere questa operazione al pescivendolo di fiducia. L’importante è che siano pregiate e di sicura provenienza come quelle Nieddittas.
Se non siete amanti del crudo, vi basterà aprire le cozze in padella con un filo d’olio, mettere il coperchio e attendere che si aprano. Lasciate intiepidire e raccogliete il mollusco. Attenzione a non cuocerle eccessivamente altrimenti risulteranno gommose. Una variante prevede anche l’aggiunta di qualche pomodorino tagliato a metà per rendere il tutto più colorato e saporito.
Spieghiamo ora i passaggi della frittata di cozze alla barese, cotta in padella senza coprila col coperchio e utilizzando le cozze crude.
Ingredienti
Per 4 persone vi occorrono:
- 200 g di cozze Nieddittas
- 40 gr di mollica di pane tipico pugliese o qualsiasi pane raffermo
- 4-5 uova
- Olio extravergine di oliva
- Pecorino
- Aglio
- Sale e pepe q.b.
- Prezzemolo tritato
Come fare la frittata di cozze alla barese
Pulire le cozze eliminando il bisso, poi con l’aiuto di un coltellino apritele e raccogliete il frutto in una ciotola.
Sbattete le uova con 3 cucchiai di pecorino grattugiato, il prezzemolo e le fettine di aglio tritati, sale, pepe e unite le cozze crude (in alternativa cotte) e la mollica di pane. Mescolate il tutto.
Scaldate un filo d’olio extravergine di oliva in una padella antiaderente alta 20 centimetri. Versiamo il composto ottenuto e friggiamo senza coperchio. Con un cucchiaio di legno compattate affinché la cottura sia uniforme. Fate dorate prima da un lato, poi girate la frittata aiutandovi con un coperchio o un piatto.
Terminata la cottura, rovesciate la frittata di cozze su di un piatto da portata e sarà pronta per essere servita.
24 Apr 2023 | In evidenza, Magazine
Paccheri, patate e cozze: oggi scopriremo come preparare questo semplice ma prelibato primo piatto di mare, perfetto per un pasto speciale in cui desiderate sorprendere i vostri invitati.
L’abbinamento delle cozze con le patate vi sorprenderà: i due sapori si bilanceranno perfettamente, per un risultato che delizierà tutti i commensali.
Prima di cominciare, ricordiamo l’importanza di leggere l’etichetta delle cozze che decidete di acquistare ed assicurarvi che siano di qualità e di sicura provenienza, come quelle a marchio Nieddittas. Con il servizio Nieddittas a Domicilio, oggi potete ordinare le vostre cozze non solo in tutta la Sardegna, ma anche a Milano, Roma e altre località italiane!
Fatta questa dovuta precisazione, vediamo ora di quali ingredienti avrete bisogno per realizzare la ricetta dei paccheri, patate e cozze.
Ingredienti per 4 persone
- Paccheri 320 g
- Patate pasta gialla 2
- Cozze Nieddittas 1 kg
- Vino bianco mezzo bicchiere
- Prezzemolo q.b.
- Aglio 1 spicchio
- Olio extravergine di oliva q.b.
- Sale q.b.
Paccheri, patate e cozze: procedimento
Pulite accuratamente le cozze strofinando il loro guscio con una spugnetta metallica. Versate dentro una pentola sufficientemente capiente un giro di olio extravergine di oliva ed uno spicchio d’aglio tritato finemente.
Lasciate che l’aglio diventi leggermente dorato e che si creino le prime piccole bollicine di olio, poi aggiungete le cozze ed il vino bianco. Coprite la pentola con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 10 minuti, fino a che tutte le cozze non si saranno aperte.
Quando le cozze si saranno aperte rimuovetele dalla pentola, avendo cura di conservare il liquido di cottura. Qualora qualche cozza sia rimasta chiusa, non esitate a buttarla via.
Ora lasciate da parte le cozze, mettete sul fuoco una pentola colma d’acqua per cuocervi i paccheri e poi dedicatevi alle patate. Lavatele accuratamente sotto l’acqua corrente in modo da rimuovere eventuali residui di terra, poi rimuovete la buccia aiutandovi con un pelapatate e tagliatele a cubetti non troppo grandi. Prendete nuovamente la pentola con il liquido di cottura delle cozze e aggiungetevi un filo d’olio extravergine di oliva. Versatevi dentro le patate tagliate a cubetti, coprite la pentola con il suo coperchio e fate cuocere a fiamma media per circa 10 minuti.
Rimuovete le cozze dal loro guscio (potete lasciarne qualcuno come decorazione del piatto) e, trascorsi i 10 minuti di cottura, aggiungete le patate in pentola assieme ad un pizzico di sale. Aggiungete anche un ciuffo di prezzemolo tritato e fate cuocere a fiamma bassa per ulteriori 5 minuti. Arrivati a questo punto, avrete probabilmente già versato i paccheri nell’acqua bollente salata e, probabilmente, il momento di scolare la pasta sarà già vicino.
Scolate i paccheri e versateli nella pentola insieme al condimento di patate e cozze. Mescolate per bene; ora finalmente non vi resta che impiattare! Se dovesse avanzare un po’ di pasta nessun problema, per massimo un giorno potrete conservare i paccheri, patate e cozze in frigorifero.
20 Apr 2023 | In evidenza, Magazine
Dopo una bella giornata trascorsa al mare è inevitabile trovare un po’ di sabbia dappertutto: nelle ciabatte, in macchina e talvolta nel tessuto del costume.
Magari vi siete seduti sul bagnasciuga per prendere il sole e rilassarvi ammirando il mare, oppure per giocare con i vostri bambini a costruire castelli di sabbia. Una volta tornati a casa vi siete però accorti che dei granelli di sabbia sono rimasti attaccati al costume e non vanno via col semplice lavaggio. Non disperate, in questo articolo scoprirete come eliminare la sabbia dal costume con alcuni rimedi casalinghi semplici ed efficaci.
Questo fastidioso inconveniente capita specialmente se il costume è chiaro e a tinta unita ed è importante seguire degli accorgimenti per non rischiare né di rovinarlo e né che questo provochi irritazioni a voi o ai bambini.
Come eliminare la sabbia dal costume da bagno con il bicarbonato
La prima cosa da fare è scuotere il costume delicatamente ma con un movimento deciso sia dal dritto che dal rovescio.
Uno dei rimedi per togliere la sabbia dal costume consiste nell’utilizzare il bicarbonato che, come saprete, ha delle proprietà pulenti e svolge un’azione abrasiva delicata.
Mettetene un paio di cucchiaini in un sacchetto di plastica e inserite il costume da bagno dopo averlo sciacquato con acqua fredda. Chiudete il sacchetto con un nodo e agitatelo per bene. Il bicarbonato svolgerà una leggera azione abrasiva che farà staccare i granelli di sabbia. Dopo qualche minuto, togliete il costume ed eliminate l’eccesso sul tessuto con una spazzola dalle setole morbide. Procedete infine con il lavaggio vero e proprio.
Se si ha a che fare con una quantità ingente di sabbia, dopo aver tolto il costume dal sacchetto prendete un asciugamano e passatelo per rimuovere i granelli, poi immergete il costume in acqua tiepida. Lasciate in ammollo nella bacinella 5-10 minuti senza utilizzare detergenti. Fatelo asciugare al naturale e procedete con un secondo lavaggio in cui potrete usare un sapone delicato. Stendetelo all’ombra.
Acqua tiepida e phon
Il rimedio più naturale che esista per eliminare la sabbia dal costume consiste nell’immergere il costume da bagno in una bacinella con acqua tiepida e lasciarlo in ammollo. Non dovrete far altro che aspettare che la sabbia si stacchi. Potete aggiungere anche dell’aceto. Strofinate, poi procedete con il normale lavaggio e fate asciugare.
La sabbia è ancora incastrata nel tessuto? Provate a usare il phon nella modalità più potente e aiutatevi con le mani ad allargare la trama del costume.
Borotalco
Ecco come eliminare la sabbia dal costume con il borotalco: cospargiamo il costume con il prodotto e lasciatelo in posa per almeno 5 minuti. Grazie alla sua azione assorbente, il borotalco faciliterà l’eliminazione dei granelli di sabbia. A questo punto, prendete una spazzola morbida e procedete con il classico lavaggio a mano.
Bomboletta ad aria compressa
Un altro metodo è l’aria compressa: direzionate bene il getto d’aria e spazzate via la sabbia intrappolata nel tessuto. Anche i granelli più complicati andranno via e il costume tornerà come nuovo!
Getto d’acqua fredda
Un’altra soluzione efficace è lavare il costume a mano sotto il getto d’acqua fredda. Allargate un po’ il costume in modo che l’acqua penetri in ogni parte del tessuto. Il getto deve essere forte e deciso. Fate asciugare al riparo dai raggi del sole.
Usate una spazzola professionale
Per risolvere questo fastidioso inconveniente dopo una giornata al mare, potete procedere con una spazzola per vestiti, reperibile nei negozi per la casa. Strofinate sul costume asciutto, ma fate attenzione a non danneggiare il tessuto. Le setole devono essere morbide e vanno eseguiti movimenti netti e precisi.
Mettetelo poi in ammollo in acqua e aceto in modo da sgrassare lo sporco e ammorbidire il tessuto.
Ultime raccomandazioni
Ricordate di leggere sempre l’etichetta del vostro costume per capire di che tessuto si tratta e se può essere o meno lavato in lavatrice. Il lavaggio ideale è quello a mano che permetterà di mantenere i colori e la bellezza originale. Leggete anche dei consigli per i capelli.