16 Ago 2023 | In evidenza, Magazine
Da quando è stata realizzata la prima forchetta durante l’Impero Romano d’Oriente, questa posata è stata prodotta nelle più disparate forme e dimensioni, così da soddisfare le diverse esigenze legate all’uso.
Ecco allora che abbiamo la forchetta da tavola, la forchetta da dolce, la forchetta da pesce, la forchetta per lumache, e via dicendo, oltre ai diversi tipi di forchetta da servizio, di dimensioni maggiori. In questo articolo ci concentreremo su un particolare tipo di forchetta da crostacei: la forchetta da ostrica.
Quando assaporiamo le ostriche a casa o in un altro ambiente informale, probabilmente siamo soliti servirci delle sole mani, dando alla conchiglia la funzione quasi di un cucchiaio. Altri, adoperano invece uno stuzzicadenti per staccare il mollusco dalla valva, ma anche questa può essere definita un’opzione ben poco elegante.
Se vogliamo fare invece una bella figura e apparecchiare la tavola in modo appropriato per un’occasione speciale, è il caso di procurarsi delle forchette da ostrica. Non sarà la circostanza di preoccuparsi circa il prezzo: trovare delle forchette da ostriche economiche non sarà un problema.
Vediamo come è fatta e come si usa correttamente.
Forchetta da ostrica: forma e utilizzo
La forchetta da ostrica è di piccole dimensioni, caratterizzata da tre rebbi piuttosto corti e ricurvi, dei quali i due esterni hanno tipicamente una forma arrotondata. Come la maggior parte delle posate, anche la forchetta da ostrica è generalmente realizzata in acciaio inossidabile.
Per gustare un ostrica Nieddittas utilizzando correttamente la forchetta, secondo quanto ci insegna il Galateo, dovete tenere la conchiglia con la mano sinistra e, con la destra, utilizzare la forchettina per staccare delicatamente il mollusco. Con una mano salda e un movimento preciso, la forchetta deve essere inserita con delicatezza tra la carne e il guscio, separando il mollusco dal suo involucro senza lasciare residui o detriti.
Dopo aver staccato il mollusco, il guscio vuoto dovrà essere riposto in un piatto a parte. Ricordiamo, inoltre, che le ostriche dovranno essere servite già aperte e sistemate su un piatto da portata, sopra un letto di ghiaccio.
Poiché la forchetta da ostrica si utilizza con la mano destra, dovrà essere apparecchiata all’estrema destra del piatto.
Oltre alla sua funzionalità pratica, la forchetta da ostrica aggiunge un tocco di eleganza alla tavola. I vostri ospiti apprezzano sicuramente la sensazione di utilizzare strumenti specializzati durante un pasto gourmet, e la forchetta da ostrica è esattamente uno di questi strumenti distintivi che rendono l’esperienza culinaria ancora più memorabile.
Ora che abbiamo familiarizzato con la forchetta da ostrica, scopriamo quali sono le differenze con una forchetta da pesce.
Forchetta da ostrica e da pesce: le differenze
Innanzitutto, mentre la forchetta da ostrica rientra nella categoria delle forchette da cristacei, quella da pesce è una forchetta da coperto. Per questo motivo, va sistemata non alla destra, ma alla sinistra del piatto.
Ancora, a differenza di quella usata per le ostriche, quella da pesce ha quattro rebbi e una dimensione più simile alla classica forchetta. In molti casi, la forchetta da pesce presenta una forma in tutto e per tutto identica a quella della forchetta classica, se non fosse per avere lo spazio centrale più scavato rispetto agli altri due. Esistono anche forchette da pesce a tre rebbi e dunque più simili a quelle da ostrica. Tuttavia, in questo caso il rebbo centrale ha una dimensione inferiore ai due rebbi esterni, caratteristica che differenzia questa forchetta da quella da ostrica. Inoltre, la dimensione della forchetta da pesce rimarrà sempre maggiore rispetto a quella da ostrica, ed i rebbi più lunghi.
Forchetta da ostrica e forchetta da pesce si differenziano inoltre anche per quanto riguarda il loro utilizzo. Se infatti, come abbiamo visto, la prima si utilizza con la mano destra per staccare il mollusco dalla conchiglia (la quale è tenuta ben salda con la sinistra), la forchetta da pesce si utilizza con la mano sinistra in abbinamento al coltello da pesce, quest’ultimo tenuto invece con la mano destra.
10 Ago 2023 | In evidenza, Magazine
I lumachini o lumache di mare sono dei molluschi commestibili appartenenti alla famiglia dei Gasteropodi, con una conchiglia grande da 2 a 3,5 centimetri, molto apprezzati in cucina e versatili. Si prestano infatti a diverse ricette di antipasti o secondi piatti, hanno un sapore delicato, poche calorie e un inconfondibile profumo di mare.
Prima di conoscere come conservare le lumache di mare, importante per non compromettere il loro gusto, diamo qualche informazione e consiglio.
Curiosità sulle lumache di mare
A seconda della zona d’Italia, le lumache di mare sono chiamate anche lumachine o lumachini, maruzzelle o chiocciole di mare. Vivono nelle zone costiere, in particolare sui fondali sabbiosi. Sono ricche di sali minerali come sodio, potassio e ferro, e si consumano rigorosamente cotte a 100°C per 2 minuti.
Nieddittas commercializza i lumachini, gustosi e inconfondibili per il loro caratteristico sapore piccante naturale. Lavoriamo con grande attenzione sulla qualità e sulla sicurezza alimentare dei nostri prodotti, per garantire un alimento sempre sano e sicuro.
Sono molteplici le ricette che vedono questi molluschi protagonisti: con aglio e prezzemolo, in umido, lessati con olio e limone, saltati in padella con aromi o pomodoro per condire la pasta, inseriti in insalate, zuppe di pesce assieme a cozze e vongole o per insaporire deliziosi sughi di mare. Insomma, scegliete a seconda dei vostri gusti personali come gustare il sapore unico di questa prelibatezza.
Come conservare le lumache di mare?
Innanzitutto, al momento dell’acquisto le lumache di mare devono essere vive: questo si può facilmente intuire dall’odore e perché toccando il mollusco dovrebbe ritirarsi nella sua consiglia. Controllate, inoltre, sempre l’etichetta.
Come negli altri molluschi gasteropodi, è il piede la parte commestibile che utilizziamo nelle ricette.
Se vi state chiedendo come conservare le lumache di mare, sappiate che trattandosi di un prodotto fresco e facilmente deperibile proprio come gli altri molluschi, se ne sconsiglia la congelazione, ma va consumato subito, entro 12 ore dall’acquisto, per scongiurare il rischio di contaminazioni.
Prima di cucinarle, dovete avvolgere le lumache di mare in un panno bagnato e conservarle in frigo a una temperatura compresa tra +4°C e +6°C ±2°C.
Dopo aver provveduto a pulire e cucinare le lumache di mare, potete conservare quelle che avanzano in frigorifero per 1 giorno al massimo.
Ricordate che per poterle mangiare, bisogna eliminare il tappo: mettete a bollire i molluschi in acqua con alloro e pepe, aspettate che il calore faccia uscire le lumachine di mare dalla conchiglia eliminando il tappo. Potrete così scolarle e procedere secondo la ricetta preferita.
8 Ago 2023 | In evidenza, Magazine
Le vongole alla marinara sono un classico e delizioso antipasto di mare, semplice e veloce da cucinare. Se preparate in abbondanza, possono essere servite anche come un secondo piatto.
Realizzato con vongole fresche e ingredienti semplici ma gustosi, questo piatto è ideale per pranzi estivi in famiglia o cene con gli amici. L’importante è che le vongole siano di sicura provenienza e prima qualità. Un’opzione eccellente sono le vongole Nieddittas prodotte in Sardegna nella nostra filiera di eccellenza.
Con una ricetta semplice ma raffinata, le vongole alla marinara si presentano come un incontro irresistibile tra la freschezza del mare e l’aroma dell’aglio e del prezzemolo. Il risultato è un piatto che si distingue per la sua eleganza, senza rinunciare alla genuinità dei sapori.
Vediamo allora come procedere per la preparazione! Di seguito gli ingredienti necessari per 4 porzioni di vongole alla marinara.
Ingredienti per 4 porzioni
- Vongole Nieddittas 1 kg
- Prezzemolo 1 mazzetto
- Vino bianco 1 bicchiere
- Aglio 2 spicchi
- Olio extravergine di oliva q.b.
- Sale e pepe q.b.
Per accompagnare:
Come pulire le vongole
Avrete sicuramente sentito dire che per preparare le vongole è necessario, per prima cosa, lasciarle spurgare in acqua fredda per circa un’ora, insieme a un cucchiaio di sale grosso.
Tuttavia, per le vongole Nieddittas, provenienti da una filiera di eccellenza, è sconsigliato perché sono offerte sul mercato con una quasi totale assenza di fango, sabbia o gusci rotti. Prima della preparazione, l’ideale è semplicemente strofinare tra loro le vongole Nieddittas sotto l’acqua corrente, per poi farle cadere a manciate in un contenitore da un’altezza di 15-20 cm. Questo permette ai gusci vuoti o alle eventuali vongole con sabbia di aprirsi prima di finire in padella.
Come preparare le vongole alla marinara
Iniziate a preparare le vongole alla marinara schiacciando uno spicchio d’aglio e mettendolo in una padella antiaderente con un filo abbondante d’olio extravergine di oliva e una manciata di prezzemolo tritato (circa un terzo). Fate rosolare il tutto per 2 o 3 minuti, poi aggiungere le vongole pulite. Aggiungete una spolverata di pepe e versate il vino bianco, facendolo sfumare.
Ora mescolate le vongole e lasciate che cuociano a fuoco medio per qualche minuto, evitando che prendano colore. Dopo circa 6 o 7 minuti, le vongole si apriranno e rilasceranno il loro liquido. Lasciatele intiepidire e poi eliminate una valva. Filtrate e versate in una ciotola il liquido di cottura delle vongole.
Unite al liquido il secondo spicchio d’aglio tritato, un poco di prezzemolo tritato, e qualche pizzico di sale e pepe. Mescolate fino a che non avrete ottenuto un’emulsione omogenea.
Ora sistemate le vongole in un contenitore e conditele uniformemente con l’emulsione. Lasciate riposare in frigorifero per circa 30 minuti.
Infine, prima di servire, spolverate le vongole alla marinara con dell’altro prezzemolo tritato e accompagnatele con le fette di pane tostato, irrorate con un filo d’olio extravergine di oliva.
Le vongole alla marinara possono essere conservate in frigo, ben sigillate con pellicola, per circa 3 giorni.
Ora potrete finalmente gustare questo delizioso piatto di mare, dal sapore autentico e genuino, perfetto per pranzi in famiglia o cene con gli amici.
La freschezza e la genuinità delle vongole Nieddittas, garantite dalla filiera di eccellenza, conferiscono a questa preparazione un’identità culinaria unica e inconfondibile. Sceglierle significa portare in tavola la tradizione e la qualità del mare, avvolgendo i sensi in un’esperienza culinaria senza tempo. Con pochi passaggi e una semplice preparazione, potrete conquistare i palati di famiglia e amici con le vongole alla marinara, un piatto prelibato che celebra la genuinità e l’autenticità del mare italiano. Buon appetito!
4 Ago 2023 | In evidenza, Magazine
Letteralmente significa “mare dipinto” e non è difficile capire il motivo. La spiaggia di Mari Pintau, con i colori delle sue acque che vanno dall’azzurro intenso al verde smeraldo, sembra proprio un quadro che lascia senza fiato. Vediamo dove si trova e come raggiungerla.
Dove si trova la spiaggia di Mari Pintau
È una delle spiagge più belle di Cagliari. Si trova nel comune di Quartu Sant’Elena, nel sud della Sardegna, a pochi chilometri da Villasimius. È situata poco prima di Geremeas e subito dopo la spiaggia di Cala Regina e Is Canaleddus.
Percorrendo le curve della panoramica per Villasimius è difficile non notare la sua bellezza incontaminata. I colori del mare cristallino si incontrano con il verde delle colline circostanti ricoperte dalla macchia mediterranea e della pineta alle sue spalle.
L’arenile è costituito da sassi e ciottoli granitici levigati che lasciano spazio ad alcune parti sabbiose di finissima sabbia bianca. La luce del sole si riflette nel mare che sembra uno specchio trasparente, lasciando intravedere il fondale sabbioso, punteggiato da rocce.
È il luogo ideale per chi pratica pesca subacquea o è amante delle immersioni.
Nella spiaggia di Mari Pintau è presente un chiosco-bar, docce e bagno, ed è possibile noleggiare lettini ed ombrelloni (molto utili visto che la spiaggia è costituita maggiormente da ciottoli). Si consigliano anche delle scarpette apposite per camminare senza difficoltà.
Come arrivare alla spiaggia di Mari Pintau?
Questa splendida spiaggia è facilmente raggiungibile da diversi punti. Da Cagliari si arriva percorrendo viale Poetto, il lungomare saline, fino ad arrivare al Margine Rosso. Poi si deve percorrere la Sp 17 fino a Cala Regina.
Oppure si può arrivare dalla 125 prendendo dal bivio di Torre delle Stelle fino alla rotonda di Kal’e Moru. Prendete la prima uscite e proseguite sulla litoranea.
Non c’è un’area di parcheggio attrezzata, dovete parcheggiare lungo la litorale sulla banchina sterrata, fuori dalla carreggiata. Il parcheggio è gratuito, si consiglia di arrivare presto perché essendo la spiaggia non molto grande e abbastanza frequentata si rischia di non trovare posto. Scesi dalla propria auto, si procede a piedi per pochi metri lungo un sentiero circondato da una folta vegetazione che porta al mare.
È possibile arrivare alla spiaggia di Mari Pintau anche con i mezzi pubblici oppure via mare con piccole imbarcazioni private o noleggiate.
Nei dintorni
Verso ovest trovate Cala Regina, Capitana e il Poetto, verso est l’ampia baia di Geremeas, Torre delle Stelle, Solanas e le meravigliose spiagge di Villasimius.
Oltre al mare, nell’entroterra ci sono interessanti siti archeologici da visitare e il parco dei Sette Fratelli.
Non vi resta che ammirare con i vostri occhi questo quadro della natura.
1 Ago 2023 | In evidenza, Magazine
I cannolicchi, detti anche cappelunghe o cannelli, sono molluschi dalla forma allungata e cilindrica, apprezzatissimi dai veri buongustai.
Dal sapore tenero e delicato, questo frutto di mare è ottimo in numerosissime ricette: zuppe di mare, sughi o prelibati antipasti come i cannolicchi gratinati, i cannolicchi alla piastra o, per i veri intenditori, i cannolicchi crudi.
Per garantire freschezza e sicurezza alimentare ai consumatori, i cannolicchi freschi di Nieddittas vengono selezionati, verificati e attentamente controllati secondo rigorose norme aziendali.
In questo articolo scopriremo come pulire i cannolicchi passo per passo. Prima però scopriamo qualcosa di più sulle caratteristiche di questo mollusco.
Cannolicchi: caratteristiche, habitat, pesca e proprietà nutrizionali
Appartenenti alla famiglia dei Solenidi, i cannolicchi sono molluschi bivalvi che vivono infossati nei fondali sabbiosi, solitamente misti a fango. La dimensione dei cannolicchi varia di solito dai 12 ai 17 centimetri. Hanno una tipica forma cilindrica e allungata (dalla quale deriva il nome del mollusco) ed un colorito giallognolo dalle striature violacee. La forma del cannolicchio è poi caratterizzata da due estremità tronche, con un piede che sporge dal lato anteriore e due sifoni uniti tra loro dal lato posteriore.
Il cannolicchio vive immerso nella sabbia dell’Adriatico, infossandosi verticalmente nel fondale. Questo stratagemma lo rende quasi invisibile, se non fosse per il caratteristico disegno ad otto formato dai due sifoni che filtrano l’acqua per ricavarne sostanze nutritive. È proprio la traccia dei sifoni che viene individuata al momento della pesca amatoriale, la quale avviene principalmente a mano. I subacquei esperti utilizzano un’asta con una sorta di freccia per estrarre i molluschi. Invece, la pesca professionale si avvale di turbosoffianti (chiamati cannellare) per agevolare la raccolta con draghe apposite.
Per quanto riguarda infine il lato nutrizionale, i cannolicchi hanno un basso apporto calorico, con predominanza di proteine e piccole quantità di grassi, tra cui acidi grassi insaturi. Sono ricchi di peptidi ad alto valore biologico e contengono sodio e iodio provenienti dall’acqua salata del mare. Potrebbero anche fornire buone concentrazioni di vitamine del gruppo B ed eventualmente vitamina D. Privi di fibre e glutine, i cannolicchi sono alimenti consigliati nella dieta per il sovrappeso, essendo ipocalorici. Tuttavia, devono essere consumati con moderazione da chi soffre di ipertensione sodio-sensibile. Una porzione media di cannolicchi è di circa 150 g, la quale apporta circa 120-130 kcal.
Come pulire i cannolicchi?
Ora possiamo finalmente vedere come pulire i cannolicchi. Per pulire i cannolicchi in modo corretto e garantire un consumo sicuro e gradevole, vi sarà sufficiente seguire i seguenti passaggi, semplici ma fondamentali.
- Iniziate aprendo il mollusco con cura. Potreste utilizzare un coltello o un oggetto appuntito per far leva tra le valve. Assicuratevi di farlo con delicatezza per evitare di danneggiare il contenuto interno.
- Una volta aperto, notate il piede del cannolicchio. Con attenzione, spostate il piede verso l’esterno dalla conchiglia. Questa parte del mollusco è quella che si estende dalla parte anteriore della conchiglia. In questo modo, scoprirete la sacca intestinale.
- Ora, è essenziale rimuovere la sacca intestinale, ovvero quella sacca nera che si trova circa a metà del corpo del cannolicchio. La sacca intestinale deve essere staccata con delicatezza per evitare di staccare dalle valve il resto del mollusco.
- Una volta estratta la sacca intestinale, non vi resta che sciacquare accuratamente il cannolicchio sotto acqua corrente, la quale deve essere fredda e dal getto non troppo forte. Questo passaggio vi aiuterà a eliminare eventuali residui di sabbia o altre impurità presenti.
Ricordate sempre di manipolare i cannolicchi con cura e di seguire le norme igieniche durante il processo di pulizia. Ora potete finalmente gustarvi questi prelibati molluschi in ricette deliziose!
28 Lug 2023 | In evidenza, Magazine
Vi siete mai chiesti come si formano le onde, uno dei fenomeni più affascinanti del mare? Per scoprirlo, siete nel posto giusto!
Come si formano le onde del mare?
Le onde marine sono il risultato dell’azione del vento sullo strato più superficiale del mare. Quando il vento soffia con intensità, crea turbini e vortici in alto mare, dando inizio al moto ondoso. Se il vento supera una certa velocità (pari a circa 5 m/s), le onde piccole, infrangendosi, cedono in parte la loro energia a onde più stabili. Il moto continua, intensificandosi, fino a formare onde forzate di dimensioni maggiori. Queste onde raggiungono lo stadio di onde stazionarie, con dimensioni massime determinate dalla forza del vento e dalla tensione superficiale.
Le onde stazionarie non scompaiono quando il vento si calma, ma perdono lentamente energia e assumono una forma più regolare. Queste onde libere possono propagarsi per enormi distanze.
Va sottolineato che le onde marine sono influenzate da vari fattori, tra cui le variazioni di temperatura e pressione atmosferica. Il vento, associato a centri di bassa e alta pressione, è la forza principale che le genera e la sua velocità è influenzata dalla differenza di pressione tra diverse aree: questo determina la formazione di onde di dimensioni diverse.
La matematica dietro le onde
Le onde marine rappresentano un fenomeno ondulatorio comune, ma la loro descrizione matematica è complessa e spesso richiede approssimazioni.
Una di queste è l’approssimazione di Boussinesq, che considera onde sufficientemente lunghe rispetto alla profondità dell’acqua e debolmente non lineari.
Un’onda marina piana (descrivibile in matematica come una sinusoide) è caratterizzata da parametri come l’ampiezza (a), la cresta, il cavo, l’altezza (H), la lunghezza (L), il periodo (T) e la velocità.
La teoria lineare, che considera un fluido perfetto, forze conservative e moto irrotazionale, è la più semplice per studiare il fenomeno ondoso.
Le onde possono essere libere, forzate, di oscillazione o di traslazione, e possono essere classificate come onde di acqua profonda o onde di acqua bassa in base alla profondità del fondale. Ci concentreremo ulteriormente sui diversi tipi di onde nel prossimo paragrafo.
Quali tipi di onde esistono?
Vediamo infine quali sono le diverse categorie nelle quali si suddividono le onde.
In generale, ci sono quattro categorie principali di onde:
- Oscillazioni
- Onde traslazionali
- Onde forzate
- Onde sismiche
Le prime derivano dalle variazioni del livello del mare, le traslazionali si formano vicino alla costa con molta schiuma, le forzate sono causate da tempeste marine e sono pericolose e imprevedibili, mentre le onde sismiche sono generate da terremoti e sono gigantesche.
Ancora, la direzione di rottura classifica le onde come onde destre o onde sinistre. Le onde destre si muovono verso destra e si rompono progressivamente in quella direzione, mentre per contro le onde sinistre si muovono verso sinistra. Questa distinzione è utile specialmente per i surfisti.
Il luogo di formazione determina a sua volta due tipi di onde: le onde eoliche, causate dal vento vicino alla costa, sono piccole, instabili e di bassa qualità; le onde di fondo, di grandi dimensioni, vengono generate a distanza e giungono con un periodo di tempo maggiore.
Un altro importante fattore da considerare è poi il tipo di fondale: suddivideremo allora le onde in: onde con fondo sabbioso, meno pericolose ma irregolari; onde del fondo roccioso, stabili ma rischiose per i principianti; onde del fondo corallino, simili a quelle rocciose ma con organismi viventi e maggiore trasparenza.
Per concludere, ci sono diversi tipi di onde che si formano quando si infrangono.
- Le onde di riva, che si infrangono vicino alla riva, sono pericolose perché colpiscono il fondo.
- Le onde cave, con una cresta che supera la base, sono ideali per il surf.
- Le onde ondulate hanno la base più avanti rispetto alla parte ondulata, a volte non si rompono o sono solo schiuma.
- Infine, le onde a tubo si alzano tanto da formare un tubo all’interno.