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Parlare di “forza del mare” è abbastanza comune (avrete sicuramente sentito dire, ad esempio, “mare forza 6”), eppure questa terminologia è tecnicamente scorretta. Il mare non ha infatti alcuna forza, quanto piuttosto uno stato, indotto dalla forza del vento.

La domanda “come si misura la forza del mare” dovrebbe dunque essere riformulata in “Come si misura lo stato del mare?” E la risposta è “con la scala Douglas!”. O, ancora, potrebbe essere riformulata in “Come si misura la forza del vento?” E in questo caso la risposta sarebbe “Con la scala Beaufort!”. Insomma, chiedere come si misura la forza del mare crea un po’ di incomprensioni, poiché la domanda potrebbe riferirsi a due tipi di misurazione e di scale differenti.

Vediamo allora di conoscere queste due scale e scoprire come si misura lo stato del mare e la forza del vento.

La scala Douglas e lo stato del mare

La scala Douglas è utilizzata, come abbiamo detto, per determinare quale sia lo stato del mare. Tale stato è calcolato in base all’altezza media delle onde, chiamata altezza significativa. Questa scala non è l’unica esistente per calcolare lo stato del mare, ma è sicuramente quella più diffusa e conosciuta.

La scala Douglas è una scala articolata in 10 gradi standardizzati che descrivono quale sia, in riferimento al moto ondoso, lo stato del mare, dove 0 significa “mare calmo” (ovvero la cui altezza delle onde è pari a 0m) e 9 “mare tempestoso”, dove l’altezza delle onde supera i 14 metri.

Ecco la suddivisione dei 10 gradi della scala Douglas:

  • Grado 0: mare calmo; altezza onde: 0 m
  • Grado 1: mare quasi calmo; altezza onde: < 0,10 m
  • Grado 2: poco mosso; altezza onde: 0,10 – 0,50 m
  • Grado 3: mosso; altezza onde: 0,50 – 1,25 m
  • Grado 4: molto mosso; altezza onde: 1,25 – 2, 50 m
  • Grado 5: agitato; altezza onde: 2,50 – 4 m
  • Grado 6: molto agitato; altezza onde: 4 – 6 m
  • Grado 7: grosso; altezza onde: 6 – 9 m
  • Grado 8: molto grosso; altezza onde: 9 – 14 m
  • Grado 9: tempestoso; altezza onde >14 m.

L’altezza delle onde viene calcolata in mare aperto utilizzando apposite boe dette “ondimetriche”. È dunque probabile che vicino alla costa il mare sia più calmo (ovvero con onde più contenute) rispetto ai gradi segnalati utilizzando la scala Douglas.

Questa scala si riferisce a quello che viene chiamato “mare vivo” (Wind Sea), ovvero fa riferimento al moto ondoso provocato direttamente dalla forza del vento presente in quella determinata zona.

Esiste però anche un altro metodo di misurazione dello stato del mare che fa invece riferimento al cosiddetto “mare morto” (Swell). Questa seconda misurazione descrive il moto ondoso residuo, provocato precedentemente da un vento forte che però ha smesso di soffiare oppure provocato dalla forza del vento presente in altre zone.

La scala Beaufort e la forza del vento

Concludiamo questo articolo con la scala Beaufort, utilizzata per calcolare la forza del vento.

Questa scala può fornire solo un dato indicativo, in quanto si basa sull’osservazione empirica. La scala Beaufort, adottata nel 1949 a livello internazionale, mette in relazione la forza del vento con lo stato del mare: osservando lo stato del mare o altri effetti sull’ambiente viene stimata, con buona approssimazione, la velocità del vento.

Inizialmente la scala era composta di 12 gradi (dal grado più basso denominato “Calma” al grado più alto, “Uragano”). In seguito, i gradi diventarono 17, per poter avere maggiore precisione descrittiva dei diversi tipi di uragano.

Così come per la scala Douglas, anche in questo caso le misurazioni fanno riferimento all’alto mare e non alle zone costiere (dove gli effetti della forza del vento sono meno evidenti).

La scala Beaufort non può essere utilizzata per stimare lo stato del mare.

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