31 Ago 2023 | In evidenza, Magazine
Vi è mai capitato di notare delle piccole incrostazioni di colore biancastro sulle valve delle cozze? Con molta probabilità si trattava di balani (crostacei Cirripedi appartenente all’ordine Thoracica) o, come li si chiama volgarmente, denti di cane.
Ma cosa sono, precisamente, i denti di cane delle cozze? Per scoprirlo non vi resta che proseguire la lettura!
Cosa sono i denti di cane nelle cozze
Probabilmente vi sorprenderà scoprire che quelle piccole incrostazioni biancastre sono in realtà veri e propri crostacei. Parassiti che, grazie ad una membrana calcarea, aderiscono alla cozza e ci vivono in simbiosi.
Per coloro che storcono già il naso con disgusto all’idea di immaginare un parassita attaccato alle cozze, chiariamo subito: i denti di cane sono un buon segno! La presenza di questi innocui parassiti indica infatti che si tratta di gustose e prelibate cozze di scoglio. In poche parole: i denti di cane delle cozze sono segno di qualità!
Scopriamo ora qualche dettaglio in più su questi curiosi e antichissimi crostacei.
Nel dettaglio: caratteristiche del dente di cane
Originati probabilmente nel Giurassico, questi cerripedi sessili (ovvero non peduncolati) non si attaccano solo alle cozze, ma anche, per fare solo qualche esempio, agli scafi delle navi, alle boe alle palafitte, ad altri crostacei o agli scogli, purche bagnati dalle onde. Comunissimi nel Mediterraneo, i denti di cane sono una delle specie più trasportate del pianeta, proprio per via del loro aggrapparsi alle parti sommerse delle navi e delle barche.
Si tratta di crostacei ermafroditi, capaci di procreare sia in gruppo che in isolamento (anche se i casi di autofecondazione sono piuttosto rari). La fecondazione dura circa 4 mesi, al termine della quale si formano le uova, dalle quali nascono le larve. Nei primi stadi di sviluppo, questo crostaceo è libero: solo all’avvicinarsi dell’età adulta si attacca, da parassita, ad altri corpi, quali le cozze.
La forma di questi crostacei, come facilmente desumibile dal nome, ricorda quella dei denti di cane. La loro forma aguzza e tagliente può essere particolarmente fastidiosa quando si cammina scalzi sugli scogli.
I denti di cane delle cozze sono pericolosi per la salute?
Ora che abbiamo esaminato le caratteristiche e l’aspetto dei denti di cane, passiamo finalmente al lato pratico. Probabilmente vi starete chiedendo se questi crostacei rappresentano una minaccia per la salute umana al momento del consumo delle cozze.
La risposta, per fortuna, è rassicurante: i denti di cane non sono considerati pericolosi per l’uomo. Mentre è vero che la loro forma aguzza potrebbe far pensare al potenziale pericolo di tagli, è importante sottolineare che i denti di cane non penetrano all’interno delle cozze né alterano la loro carne. Questi crostacei si fissano alle cozze solo superficialmente, con il loro aspetto caratteristico di incrostazioni bianche sulle valve, dalla forma simile ai denti.
Chiaramente, però, al momento della preparazione delle cozze i denti di cane dovranno essere eliminati, così come il bisso (quella sorta di barbetta che fuoriesce dalle valve) ed ogni altra impurità. Se acquistate cozze controllate e certificate, come ad esempio quelle Nieddittas, è importante, al momento della pulizia, ricordarsi di non immergerle in acqua corrente non controllata per farle spurgare, poiché questo vanificherebbe i nostri controlli di qualità.
Come abbiamo già detto, la presenza dei denti di cane nelle cozze non dovrebbe essere vista come un difetto, ma piuttosto come un segno di benessere marino. La loro coesistenza con le cozze può anche riflettere un ambiente marino equilibrato e pulito, poiché questi crostacei prosperano meglio in acque non inquinate.
Quindi, se trovate dei denti di cane nelle cozze, sappiate che state per gustare un prodotto prelibato, proveniente da un ambiente marino sano e ricco di biodiversità.
30 Ago 2023 | In evidenza, Magazine, Parlano di noi
F – N. 35 – 5 settembre 2023

Delle cozze non si butta niente
Francesca Figus, 36 anni, lavora a Oristano in una cooperativa di pescatori
Tutti dovremmo preoccuparci di tenere in salute il mare. E la filosofia che segue l’azienda per cui lavoro, Nieddittas, nata più di cinquant’anni fa come cooperativa di nove pescatori nel Golfo di Oristano. Oggi ci occupiamo di allevamento, depurazione, confezionamento e commercializzazione di cozze e molluschi, ma anche di pesce locale. Vendiamo alle grandi piattaforme di distribuzione e con l’e-shop.
E un settore maschile? Sì, ma noi siamo in controtendenza: su 160 dipendenti, che in alta stagione diventano anche 200-250, il 92 per cento sono donne, a tutti i livelli professionali. Il suo ruolo qual è? Sono entrata dieci anni fa, prima in amministrazione, poi nella qualità e sicurezza alimentare. Oggi sono responsabile marketing e comunicazione. Seguo le sponsorizzazioni, gli eventi. Soprattutto mi occupo dei progetti di tutela e valorizzazione del territorio e di tutti quelli legati all’economia circolare. Per esempio? I nostri stabilimenti sorgono in un mare bellissimo, nel compendio di pesca di Corru Mannu, ad Arborea, una zona umida protetta la cui tutela e salvaguardia è affidata proprio alla nostra azienda. Effettuiamo oltre 6mila controlli l’anno per evitare ogni possibile impatto sull’ecosistema. Ci occupiamo di pulire i fondali, con sommozzatori specializzati, e le spiagge. Con la Mediterranean Sea and Cost Foundation abbiamo poi creato un isolotto artificiale con gusci di mitili degli scarti di lavorazione, per sostenere l’insediamento e la nidificazione di alcune specie di uccelli migratori. Abbiamo anche un percorso naturalistico per scoprire la bellezza di questa zona, con panchine realizzate sempre con materiali di scarto.
Rassegna stampa realizzata per Nieddittas. Non è riproducibile, ai sensi di legge.
29 Ago 2023 | In evidenza, Magazine
L’accoppiata pesce e formaggio genera sempre qualche perplessità, ma in realtà in molte ricette risulta un binomio vincente. È il caso delle cozze e gorgonzola, due sapori forti e contrastanti che però si sposano alla perfezione.
La ricetta originale arriva dal Nord della Francia e dal Belgio, e prevede, al posto del gorgonzola piccante, l’utilizzo del Roquefort, un formaggio erborinato fatto con latte di pecora, e le patatine fritte come contorno.
In questo articolo vedremo passo passo come realizzare un gustoso antipasto con cozze e gorgonzola, che lascerà tutti sorpresi!
Ingredienti per 4 persone
La preparazione è semplice e richiede pochi ingredienti facilmente reperibili ed economici: il gorgonzola, simbolo della gastronomia italiana, prodotto con latte intero di vacca, cremoso e morbido e dal sapore caratteristico, e le cozze, frutti di mare molto versatili protagonisti di tante ricette deliziose. Potete utilizzare un gorgonzola dolce oppure di tipo piccante, mentre le cozze devono essere rigorosamente fresche e di qualità come quelle Nieddittas, in grado di portare in tavola il profumo e il gusto pulito del mare sardo. Ecco le quantità necessarie per 4 persone:
- 1,5 kg cozze Nieddittas
- 200 g gorgonzola dolce o piccante
- 2 spicchi d’aglio
- 100 ml vino bianco
- 100 ml panna fresca liquida
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Prezzemolo tritato q.b.
- Pepe q.b.
Come preparare un antipasto di cozze e gorgonzola
Prendete le cozze ed eliminate il bisso, cioè quel filamento che spunta dal lato di ogni cozza; vi basterà tirarlo delicatamente con le dita. Con una spugnetta metallica rimuovete eventuali impurità dai gusci. Mettete in una padella capiente dell’olio extravergine e dell’aglio schiacciato, fate rosolare appena e poi aggiungiamo le cozze a fuoco vivace. Coprite col coperchio e aspettate che si aprano tutte le valve. Mescolate ogni tanto, ed eliminate le eventuali cozze che non si sono aperte. Filtrate il liquido di cottura con un colino.
Trasferite le cozze e la loro acqua in un tegame sul fuoco e sfumate con un bicchiere di vino bianco.
Aggiungete il gorgonzola a pezzetti, la panna e mescolate, lasciandolo sciogliere a fiamma bassa. Pepate a piacere. Quando il formaggio si sarà sciolto, il piatto è pronto.
Servite subito le cozze e gorgonzola su un piatto con il sughetto di cottura, completando con del prezzemolo tritato e se gradite una spolverata di ricotta grattugiata. Accompagnate con delle fette di pane.
Al posto del prezzemolo tritato potete provare l’erba cipollina tritata o il coriandolo.
Qualora dovessero avanzare, si possono conservare in frigorifero coperte per massimo 1 giorno. Se l’accostamento frutti di mare e formaggio è stato di vostro gradimento provate anche la ricetta cacio, pepe e cozze.
Variante al forno
Dopo aver fatto aprire le cozze come descritto sopra, fate sciogliere il gorgonzola spezzettato nel latte o nella panna. Accendete il forno con il grill a 200°C e preparate la teglia con le cozze (divise a metà), dopo averle irrorate con il loro liquido di cottura. Riempite i gusci con la crema al gorgonzola e infornate.
Cuocere le cozze per circa 10 minuti o fino a quando risulteranno dorate. Sfornate e servite spolverizzando con del pepe e del prezzemolo tritato.
23 Ago 2023 | In evidenza, Magazine
Il risotto alle vongole è un primo piatto semplice da preparare, alternativa ai classici spaghetti tanto apprezzati e serviti nei ristoranti di pesce.
Si tratta di una versione ridotta del noto risotto alla pescatora che richiede più passaggi e vari frutti di mare, ma il piatto è altrettanto buono e conserva tutto il sapore del mare.
La prima cosa da fare per ottenere un risotto alle vongole eccezionale è sicuramente quello di procurarvi degli ingredienti di qualità, come le vongole fresche Nieddittas, le quali seguono lo stesso processo di depurazione e controllo di tutti i nostri prodotti, acquistabili anche online con il nostro servizio Nieddittas a Domicilio. Il segreto poi consiste nel saper tostare correttamente il riso, preferibilmente della varietà Carnaroli che tiene meglio la cottura.
Se seguite i passaggi della ricetta il risultato sarà un primo cremoso che conquisterà il palato di tutti i commensali e vi darà grande soddisfazione!
Potete portarlo a tavola per un pranzo speciale a base di pesce, ma anche in occasioni meno formali.
Vediamo ora la lista degli ingredienti che vi occorre per preparare questo delizioso ed elegante risotto alle vongole.
Ingredienti
Per 4 persone:
- Riso Carnaroli 300 g
- Vongole Nieddittas 400 g
- Aglio 1 spicchio
- Vino bianco 1⁄2 bicchiere
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Burro 1 noce
- Brodo vegetale o di pesce 1 l
- Prezzemolo q.b.
- Sale e pepe q.b.
Come preparare il risotto alle vongole
Come abbiamo detto, la preparazione di questo primo piatto è molto semplice e sarà pronto in soli 30 minuti circa.
Le vongole Nieddittas si contraddistinguono, oltre che per la loro freschezza, anche per la quasi totale assenza di fango e gusci rotti; non dovrete far altro che riscaldare in un tegame un giro di olio extravergine d’oliva, due spicchi d’aglio in camicia e qualche rametto di prezzemolo. Dopo qualche istante, aggiungete le vongole, coprite con il coperchio e lasciatele aprire.
Aggiustate di sale e pepe, versate mezzo bicchiere di vino bianco e fate evaporare. A questo punto spegnete il fuoco, sgusciate la maggior parte dei molluschi, mentre quelli migliori lasciateli interi. Filtrate il liquido di cottura delle vongole per eliminare eventuali residui sabbiosi e tenete da parte.
In un’altra casseruola scaldate una noce di burro o un filo d’olio evo e fate tostare il riso.
Quando il chicco diventa quasi trasparente potete avviare la cottura aggiungendo un po’ di brodo vegetale caldo o di pesce e l’acqua di cottura delle vongole. In alternativa, potete usare della semplice acqua; si consiglia il brodo vegetale perché più delicato, in grado quindi di esaltare il sapore dei molluschi senza coprirlo.
A fine cottura aggiungete le vongole e a fuoco spento una noce di burro. Mantecate e guarnite con del prezzemolo fresco tritato finemente, con le vongole col guscio e, se gradite, del peperoncino a fette. Fate riposare qualche istante e servite il risotto alle vongole nei piatti da portata, accompagnandolo con un buon bicchiere di vino bianco.
21 Ago 2023 | In evidenza, Magazine
La spiaggia di Is Arutas, sulla costa occidentale della Sardegna, è una delle mete balneari più affascinanti dell’isola, nonché una delle spiagge più belle d’Italia. Nel 2013, Is Arutas è stata addirittura definita la spiaggia più bella del mondo!
Nota anche come spiaggia dei chicchi di riso, è caratterizzata da una sabbia bianca mista a piccoli granelli di quarzo colorato, dal bianco al verde, al rosa, al giallo, fino al nero. Inutile poi descrivere l’acqua del mare, trasparente e immacolata, con sfumature fra l’azzurro, il celeste, il blu intenso e il verde.
In questo articolo, descriveremo dove si trova la spiaggia di Is Arutas, come raggiungerla e quali sono le caratteristiche di questo imperdibile paradiso sardo.
Spiaggia di Is Arutas: le caratteristiche del paradiso sardo
Spiaggia più nota della penisola del Sinis, Is Arutas è una gemma dell’Isola. Questa spiaggia incantevole è considerata una delle più belle della Sardegna e d’Italia, grazie alla sua sabbia di quarzo colorato, alle acque incredibilmente cristalline (le cui sfumature cromatiche vanno dal turchese, all’azzurro fino al blu intenso) e al panorama mozzafiato che caratterizza questo vero e proprio angolo di paradiso terrestre.
Come abbiamo già accennato, la caratteristica distintiva è sicuramente la sua sabbia di quarzo, che sembra provenire direttamente da una cartolina o da un paesaggio di fantasia. Questa caratteristica ha reso nota Is Arutas come spiaggia dei chicchi di riso. I piccoli granelli di sabbia sono lisci e morbidi sotto i piedi, e vanno dal bianco al rosa, dal giallo, al nero e a tutte le tonalità di verde, formando un meraviglioso mosaico cromatico che si estende lungo la costa per centinaia di metri (per l’esattezza 2 chilometri e mezzo). Questo spettacolo naturale crea una sensazione unica di pace e tranquillità.
La spiaggia è circondata da due speroni rocciosi: Su Bardoni e Punta Is Arutas. L’acqua cristallina è perfetta per una nuotata rinfrescante: se porterete la maschera subacquea potrete ammirare le bellezze del fondale e della vita sottomarina, come ben sanno gli amanti dello snorkeling. La presenza di praterie di Posidonia Oceanica nei fondali testimonia la salute delle acque. Ancora, il maestrale ed i fondali immediatamente profondi rendono questa spiaggia perfetta per gli appassionati del windurf o del kitesurf.
Il paesaggio circostante è dominato rocce arenarie e da una natura mediterranea incontaminata. Alle spalle della spiaggia, si estende una cinta di dune e un patrimonio floristico protetto. La zona offre anche numerose opportunità per escursioni a piedi o in bicicletta, ideali per gli amanti della natura e coloro che desiderano scoprire l’autentica bellezza dell’isola.
Is Arutas è una destinazione perfetta per gli amanti della natura, gli appassionati di mare e coloro che cercano pace e tranquillità lontano dal caos della vita quotidiana. Come poi suggerisce il nome della spiaggia, che in sardo significa “le grotte”, si trovano numerose cave di arenaria risalenti all’epoca romana. Insomma, le mete per le escursioni non scarseggiano!
Ora che abbiamo meticolosamente descritto le bellezze di questa spiaggia meravigliosa, scopriamo più nel dettaglio dove si trova e come raggiungerla.
Dove si trova?
La spiaggia di Is Arutas si trova in provincia di Oristano, nella costa occidentale della Sardegna. Più precisamente, è situata nella penisola del Sinis, nel territorio di Cabras.
In quest’area dell’Isola, oltre alla maestosa spiaggia in questione, si trovano anche la bellissima Mari Ermi (da cui è possibile raggiungere l’isola di Malu Entu); la spiaggia di San Giovanni, presso la quale potrete ammirare le rovine di Tharros, antica città punico fenicia; e ancora, verso Nord, potrete raggiungere Putzu Idu e le scogliere di Su Tingiosu.
Insomma, non ci sarà da annoiarsi! Quest’area nasconde numerose mete meravigliose in cui trascorrere giornate indimenticabili con amici, famiglia o in solitaria meditazione.
Come arrivarci?
Fortunatamente, la spiaggia di Is Arutas è molto semplice da raggiungere, sia in automobile, sia tramite i mezzi pubblici.
Se desiderate raggiungere la spiaggia in auto, che partiate da Cagliari o da Olbia (entrambe sede di aeroporto, distanti dalla spiaggia rispettivamente 120 e 191 km) sarà sufficiente percorrere la SS131, in direzione di Oristano. Dovrete poi percorrere la SP6 verso Cabras e infine seguire le indicazioni per la spiaggia di Is Arutas.
Con i mezzi pubblici, dovrete raggiungere Oristano (in treno o in ARST a seconda di dove vi troviate) e poi raggiungere la spiaggia con il servizio ARST in partenza dalla città.
Is Arutas: i servizi della spiaggia
L’arenile è ben curato e dotato di servizi per i visitatori, tra cui numerosi chioschi e ristoranti.
Vi sono alcuni parcheggi gratuiti nelle vicinanze, nonché un ampio parcheggio a pagamento. Se visitate la spiaggia durante l’alta stagione, è importante arrivare sul presto in quanto i parcheggi si riempiono subito.
18 Ago 2023 | In evidenza, Magazine
Sappiamo tutti che durante la cottura di un alimento il suo peso cambia: ad esempio, la massa dei vegetali diminuisce perché perdono la loro acqua, mentre la pasta e il riso la assorbono e di conseguenza poi pesano di più.
Ma vi siete mai chiesti se un fenomeno del genere possa avvenire anche nel caso di un prodotto congelato? Vediamo la differenza di peso tra pesce fresco e surgelato.
Un prodotto surgelato è meno sicuro?
La risposta è no!
Il pesce è un piatto che sta da sempre nella tavola di molti italiani e, con la nostra vicinanza al mare – non solo geografica ma anche affettiva –, le nostre nonne ci hanno sempre insegnato che la freschezza del cibo è uno degli aspetti più importanti da ricercare.
Però, con l’avanzare delle tecnologie e delle conoscenze nel campo alimentare ci stiamo avvicinando sempre di più al consumo di prodotti congelati. Questo perché, in realtà, gli studi hanno rivelato che spesso i surgelati risultano alimenti più sicuri grazie ai trattamenti che subiscono prima di andare sotto zero.
Infatti, molti cibi (in special modo gli ortaggi) vengono pre-cotti o trattati con un processo termico chiamato blanching, ovvero vengono bolliti rapidamente o investiti da getti di vapore in modo da eliminare eventuali contaminazioni batteriche e conservare delle caratteristiche organolettiche importanti. Se è vero che durante questo trattamento si può osservare la perdita sino al 15% di vitamina C, è tuttavia necessario tenere a mente che ciò potrebbe succedere normalmente anche solo conservando i vegetali freschi a temperatura ambiente.
Per quanto riguarda invece il pesce, ricordiamo che è uno degli alimenti che possono essere affetti da più contaminazioni batteriche, anche molto rischiose per la salute umana; è quindi bene valutare queste informazioni quando si deve scegliere se comprare del pesce surgelato o del pesce fresco da un venditore.
Noi di Niedditas ci impegniamo a garantirvi la massima sicurezza dei nostri prodotti sia freschi che confezionati, sempre preservandone il gusto! Con il nostro servizio Nieddittas a domicilio potete scegliere dal pescato del giorno, ordinare via telefono e ricevere il pesce fresco a casa con consegna dedicata.
Un vantaggio dell’acquisto di un prodotto congelato è chiaramente la durata di conservazione. E questo non è solo una comodità e un risparmio, ma costituisce anche un modo per combattere gli sprechi alimentari!
Ma qual è la differenza di peso tra pesce fresco e surgelato?
Molti di voi si saranno chiesti se acquistare del pesce congelato a peso non significhi “pagare per del ghiaccio” o che, nel caso di diete specifiche in cui sia necessario pesare gli alimenti, il numero sulla bilancia non corrisponda alla dose raccomandata.
Questo dubbio può essere dovuto all’esistenza della glassatura, che potrebbe confondere. La glassatura consiste in un processo industriale per cui la superficie del prodotto ittico viene ricoperto da uno strato di ghiaccio protettivo da umidità, ossigeno e temperatura, così che il prodotto non manifesti fenomeni di disidratazione, ossidazione e irrancidimento.
Questo ci potrà consolare: non è possibile comprare “più ghiaccio che pesce”, perché l’ispettorato ha dichiarato che non è ammissibile vendere alle collettività, né ai consumatori finali, prodotti che riportino oltre all’indicazione del peso netto, il peso del prodotto comprensivo della glassatura. Perciò il peso netto indicato non è comprensivo del peso del ghiaccio di protezione. Tuttavia, in etichetta a volte si può trovare indicato anche il peso lordo con la segnalazione della percentuale di glassatura.
Etichette del pesce surgelato: a cos’altro si deve prestare attenzione?
Secondo il D.leg.vo n.109/1992 (articolo 3, comma 1) e successive modifiche, vediamo alcune delle cose da verificare in etichetta:
- L’elenco degli ingredienti.
- Il metodo di cattura (allevato o pescato).
- La zona di cattura per il pescato e il paese di provenienza per l’allevato.
- La sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento.
- Il termine minimo di conservazione o la data di scadenza.
- Le modalità di conservazione e di utilizzazione qualora sia necessaria l’adozione di particolari accorgimenti in funzione della natura del prodotto.
- Il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede o del fabbricante o del confezionatore o di un venditore stabilito nella comunità economica europea.
- La dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza del prodotto.
- L’avvertenza che il prodotto una volta scongelato non deve essere ricongelato e le istruzioni per l’uso.
- Il prezzo di vendita della confezione.