Quanto devono bollire i bocconi di mare?

Quanto devono bollire i bocconi di mare?

I bocconi di mare o murici sono dei molluschi molto utilizzati nella cucina sarda, dall’aspetto particolare e dal gusto intenso, deciso e tipico, considerati una vera prelibatezza dagli appassionati.

Possono essere cucinati in diversi modi, ma prima di ogni ricetta va effettuata la fase della bollitura, come avviene anche per le lumache di mare.

Spieghiamo quanto devono bollire i bocconi di mare e la procedura per condirli e servirli come antipasto o secondo piatto.

Come e quanto devono bollire i bocconi di mare

Innanzitutto, assicuratevi che i vostri murici siano freschi e di qualità come quelli commercializzati da Nieddittas, disponibili tutto l’anno e provenienti dalla nostra filiera di eccellenza. I murici bolliti sono il modo migliore per assaporare il loro sapore unico.

Ecco gli ingredienti che vi occorrono:

  • Murici Nieddittas 1 kg
  • Aglio 2-3 spicchi
  • Sale grosso

La preparazione è semplice e veloce, simile a quando si cuoce la pasta. Dopo averli puliti, come spiegato in questo articolo come pulire i murici, riempite una pentola di acqua fredda, mettete i bocconi di mare, il sale grosso e se volete gli spicchi d’aglio pelati e schiacciati. Accendete il fornello, chiudete la pentola con il coperchio e dal momento in cui l’acqua comincia a bollire lasciate cuocere per 20-30 minuti. Ecco quanto devono bollire i bocconi di mare prima di utilizzarli nelle vostre ricette.

Al momento di servirli, prendete i molluschi dalla pentola con una schiumarola, scolateli e serviteli tiepidi nei piatti con qualche stuzzicadenti, oppure uno spiedino in acciaio o le forchettine apposite. Grazie alla bollitura usciranno dalla loro conchiglia senza difficoltà.

Come condire i bocconi di mare bolliti

Dopo aver bollito i bocconi potete condirli ad insalata cioè al verde, quindi semplicemente con olio di oliva, aglio e prezzemolo fresco tritato, facendoli saltare per 4 minuti in pentola, oppure potete accompagnarli con un sughetto di pomodoro. Procedete in questo modo:

  1. In una pentola versate l’aglio tritato e il peperoncino.
  2. Rosolateli con un filo d’olio extravergine.
  3. Aggiungete i pomodori lavati e tagliati a pezzetti oppure la polpa di pomodoro.
  4. Mescolate e fate cuocere per circa 10 minuti.
  5. Aggiungete i bocconi di mare e il prezzemolo tritato, mescolate e dopo qualche minuto spegnete il fuoco.

Più si insaporiscono e più saranno gustosi, per questo motivo si possono preparare anche in anticipo così da non dover cucinare il vostro menu di mare tutto all’ultimo minuto. Servite come antipasto o secondo piatto i bocconi al pomodoro con delle fette di pane abbrustolito.

Perché la vigilia di Natale si mangia pesce?

Perché la vigilia di Natale si mangia pesce?

Il giorno della Vigilia di Natale sulle tavole degli italiani è un trionfo di piatti tipici che variano di regione in regione. Quello che accomuna un po’ tutti è che il menu della sera del 24 dicembre è a base di pesce, mentre il 25 dicembre è a base di carne.

Ma perché la Vigilia di Natale si mangia il pesce? Scopriamo l’origine di questa usanza gastronomica.

Tradizione cattolica o usanza popolare: perché la Vigilia di Natale si mangia il pesce

Secondo la Chiesa cattolica, la Vigilia di Natale è un giorno di magro, in cui cioè si dovrebbe mangiare cibo povero o digiunare in segno di rispetto, devozione e distacco dalle cose materiali. In passato mangiare carne era un lusso che in pochi si potevano permettere ed era riservato strettamente alle festività, mentre il pesce era considerato meno pregiato. Ecco perché la Vigilia di Natale si mangia pesce. Oggi non si può dire che quest’ultimo sia un cibo povero; infatti, piatti a base di crostacei, ostriche, cozze e vongole sono anche più prelibati, sontuosi e ricchi di quelli a base di carne.

Inoltre, secondo credenze arcaiche il pesce non sarebbe veicolo di spiriti maligni, a differenza degli animali di terra.

L’astinenza dalla carne e il digiuno erano stati prescritti nel Codex Iuris Canonici (Codice di Diritto Canonico) nel 1917 nei giorni della vigilia delle solennità di Pentecoste, dell’Assunta, di tutti i Santi e del Natale.

Nel febbraio del 1966 la Costituzione Apostolica Paenitemini, firmata dal Pontefice Paolo VI cambiò però la questione. Infatti, ha stabilito il digiuno solo il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo e l’astinenza dalla carne tutti i venerdì dell’anno, non più nelle vigilie.

Come a Pasqua, astenersi dalla carne il giorno prima di Natale sarebbe una forma di rispetto per Gesù, ed è rimasta come usanza popolare.

Nel 1994 la Conferenza Episcopale Italiana ha sancito che l’astinenza può essere sostituita da opere di penitenza, di preghiera e di carità tranne che nel venerdì di Quaresima e nella cosiddetta Quaresima di Natale che va dal 15 novembre al 24 dicembre.

In realtà, nei giorni stabiliti dalla religione cattolica l’astinenza non è solo dalla carne ma da tutti gli alimenti e bevande particolarmente costosi o ricercati e quindi non si dovrebbe nemmeno mangiare pesce se si volesse seguire il precetto.

Idee per il menu della Vigilia di Natale a base di pesce

Chi rispetta la tradizione popolare, per il cenone di Natale prepara un menu a base di pesce. Avete già deciso il vostro? Per cominciare, se siete in cerca di idee, ecco degli antipasti di mare natalizi da portare in tavola. Come primo piatto che ne dite delle lasagne ai frutti di mare? Oppure dei gustosi spaghetti con cozze e gamberi?

Accontentare i gusti di tutti quanti con i prodotti Nieddittas freschi e di qualità non sarà difficile: vongole nostrane, cozze, murici, orate, pesce locale, ostriche, cannolicchi, capesante, lumachini, fasolari, lupini e tartufi… mettetevi ai fornelli e usate la fantasia per portare in tavola tutto il sapore del nostro mare! Potete riceverli anche a casa grazie al servizio Nieddittas a Domicilio.

Vediamo ora la ricetta di un secondo piatto che potete servire durante la sera del 24 dicembre: i filetti di orata al forno con patate e pomodorini.

Procedimento:

  • Iniziate pulendo le orate Nieddittas ed eliminando eventuali spine.
  • Pelate le patate, lavatele e tagliatele sottilmente.
  • Prendete una teglia, oleatela e sistemate le fette di patate. Aggiungete una cipolla tagliata e uno spicchio d’aglio. Adagiate i filetti di orata e aggiustate di sale e pepe. Inserite anche i pomodorini tagliati a metà e le olive nere, se gradite.
  • Irrorate con un filo d’olio e infornate a 180° per 15 minuti (dipende dalle dimensioni del pesce).
  • Sfornate e servite.

Mangiare pesce al giorno d’oggi non equivale sicuramente a rinunciare al gusto e alla qualità.

Antipasti di mare con pasta sfoglia

Antipasti di mare con pasta sfoglia

Specialmente nelle regioni costiere gli antipasti di mare sono un piatto molto popolare preparato principalmente con frutti di mare, come gamberi, cozze, vongole, calamari e altri tipi di pesci e crostacei.

La varietà di sapori offerti dai frutti di mare li rende un’ottima scelta per iniziare un pasto e sorprendere da subito i nostri ospiti. Gustosi, leggeri e sani, infatti, sono ideali per preparare il palato prima di passare alle portate principali più sostanziose.

I frutti di mare sono, inoltre, una buona fonte di proteine magre e di nutrienti importanti, come acidi grassi omega 3, minerali e vitamine.

Vediamo alcune idee, gli ingredienti e come preparare gli antipasti di mare con pasta sfoglia per un pranzo speciale attraverso delle ricette semplici e veloci.

Antipasti di mare con pasta sfoglia: i cestini di frutti di mare

Qualunque sia la forma o la ricetta, i frutti di mare in pasta sfoglia prevedono una classica combinazione di gamberi e cozze, serviti in un involucro di pasta sfoglia.

Ecco come fare dei cestini di pasta sfoglia con frutti di mare non solo buoni e salutari, ma anche belli da vedere!

Antipasti di mare con pasta sfoglia: ingredienti

La ricetta rispetta le tradizioni della cucina mediterranea, utilizzando ingredienti semplici e genuini, come le cozze e vongole fresche Nieddittas provenienti dalla nostra filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano, uniti alla croccantezza della sfoglia.

In base al numero di invitati potete realizzare tanti piccoli cestini di pasta sfoglia con dentro frutti di mare deliziosi e salutari.

Ecco gli ingredienti per ogni singolo cestino di pasta sfoglia:

  • pasta sfoglia tonda
  • 1 gambero
  • 2 gamberetti sgusciati
  • 2 cozze Nieddittas
  • 1 vongola Nieddittas
  • pepe q.b.
  • olio q.b.
  • aglio q.b.
  • prezzemolo q.b.

Pulizia dei frutti di mare

Innanzitutto, procedete con la pulizia dei frutti di mare a partire dalle cozze, lavandole ed eliminando anche la barbetta. Lo stesso vale per le vongole Nieddittas: il nostro consiglio è quello di strofinare tra loro i molluschi sotto l’acqua corrente, per poi prenderne delle manciate e farle cadere sul fondo di un contenitore da un’altezza di 15-20 cm. Questo permetterà ai gusci vuoti o alle eventuali vongole con sabbia di aprirsi prima di finire in padella.

Infine, sciacquate sotto l’acqua corrente e sgusciate i gamberi e gamberetti.

Preparazione della sfoglia

La preparazione della pasta sfoglia fatta in casa richiede tempo e pazienza, ma il risultato sarà una base perfetta per gli antipasti di mare. Se, invece, non avete tempo e volete fare in fretta potete usare la pasta sfoglia già pronta, così i vostri antipasti saranno velocissimi da preparare!

Iniziate preparando i cestini di sfoglia pre-riscaldando il forno a 180°C. Tagliate i fogli di pasta sfoglia in cerchi del diametro desiderato e sistemateli negli stampi per muffin per prendere la forma di un cestino. Infornateli fino a quando non diventano dorati e gonfi, seguendo le istruzioni sulla confezione della sfoglia. Solitamente, ci vorranno circa 15 minuti.

A questo punto è ora di preparare i frutti di mare Niedittas per tuffarli dentro i cestini già pronti.

Antipasti di mare con pasta sfoglia: cottura dei frutti di mare

In una padella scaldare un po’ di olio d’oliva a fuoco medio aggiungendo, se si desidera, un po’ di aglio e scalogno tritato rosolandoli fino a quando non diventano dorati.

Aggiungete cozze, vongole, gamberi e gamberetti e cuoceteli fino a quando saranno ben cotti. Coprite la padella con un coperchio e cuocete le cozze e le vongole finché i gusci si apriranno.

Durante la cottura aggiungete il prezzemolo tritato e, se lo si desidera, un po’ di vino bianco secco e succo di limone per aromatizzare il piatto. Cuocete fino a quando il liquido si sarà ridotto e i frutti di mare saranno ben conditi. Aggiungere sale e pepe a piacere.

Lasciate raffreddare il tutto e poi divertitevi ad abbellire e riempire i cestini di sfoglia con il misto di frutti di mare preparato. Potete decorarli, infatti, con fette di limone o foglie di prezzemolo fresco per una presentazione più accattivante.

Per rendere i vostri cestini ancora più buoni potete decidere di condirli con una salsa ricavata dal liquido di cottura cotto insieme a del burro, sale, pepe e succo di limone.

I vostri cestini di pasta sfoglia sono pronti! Possono essere serviti caldi o a temperatura ambiente e sono perfetti per occasioni speciali o il tavolo delle feste.

Tutti i tipi di vongole: varietà e differenze

Tutti i tipi di vongole: varietà e differenze

Chi non ama le vongole in cucina? Con il loro gusto delicato e al contempo intenso, le vongole sono un ingrediente essenziale per qualsiasi piatto a base di frutti di mare.

Ma sapevate che le vongole non sono tutte uguali? Generalmente quando acquistiamo le vongole stiamo comprando vongole appartenenti alla specie Ruditapes philippinarum o alla Ruditapes decussatus, chiamate volgarmente vongole veraci. Ad esempio Nieddittas propone e commercializza vongole allevate in Italia, di primissima qualità, e vongole veraci nostrane fresche e sicure.

Ma esistono numerosi altri tipi di vongole, non tutte commestibili e ognuna con le proprie caratteristiche peculiari. In questo articolo entreremo a conoscenza delle principali varietà di vongole; prima di cominciare, però, chiariamo cosa sono esattamente questi molluschi.

Cosa sono le vongole?

Le vongole sono molluschi bivalvi appartenenti alla famiglia Veneridae. Il termine italiano vongola è stato preso in prestito dal napoletano.

Le vongole sono caratterizzate da due conchiglie (le abbiamo infatti definite bivalve) di forma ovoidale e piuttosto robuste. La colorazione delle conchiglie varia dal bianco, al marrone, al grigio.

Le specie appartenenti alla famiglia Veneridae sono circa 400, motivo per cui non potremo soffermarci su ognuna di esse in questa sede. Nel prossimo paragrafo, tuttavia, ci concentreremo sulle specie principali e le loro caratteristiche.

I diversi tipi di vongole

Ecco di seguito i 5 tipi di vongole più conosciuti.

  • La vongola verace filippina:

L’abbiamo già nominata: la Ruditapes philippinarum. Questa vongola è caratterizzata da una conchiglia le cui scanalature sono ben marcate e le cui sfumature di colore vanno dal marrone al grigio fin quasi al bluastro.

Come è facile indovinare dal nome, questa vongola non è di origine Mediterranea ma è stata introdotta nel Mare Nostrum dall’Asia. Ad oggi, la vongola verace filippina è più comune della Ruditapes decussatus, la già citata vongola verace autoctona del nostro mare.

  • La vongola verace:

La  Ruditapes decussatus è nota anche come Venerupis decussata. Si tratta di una vongola dalle valve a coste il cui colore va dal giallo brunastro al grigio.

Abita i fondali lagunari, melmosi o fangosi non particolarmente profondi. La vongola verace si nutre del fitoplancton e si riproduce durante la stagione estiva.

  • La vongola rubia:

Proseguiamo con la vongola rubia, scientificamente conosciuta come Venerupis rhomboideus.

Il nome di questa vongola si deve alle colorazioni delle sue conchiglie, che rimandano al rosa e al viola. A differenza delle vongole viste finora, le conchiglie della rubia sono lisce. La sua carne non è considerata particolarmente prelibata in cucina.

  • La vongola lupino:

Diffusa soprattutto nel Mar Adriatico e Tirreno, la vongola lupino ha una conchiglia bruno chiara con striature quasi giallastre. Le dimensioni si aggirano solitamente intorno ai 3 cm, anche se possono raggiungere fino ai 5 cm. Rispetto alle altre vongole, la forma della vongola lupino è più tondeggiante.

  • La vongola babosa:

Infine, concludiamo con la Venerupis corrugata o babosa.

Dal colore grigio chiaro, quasi crema, con piccole macchie grigiastre qua e là, la vongola babosa è pescata soprattutto in Portogallo e Spagna. La sua carne è paragonabile, per qualità, a quella della vongola verace, ma il suo tasso di importazione è inferiore per via della breve vita al di fuori dall’acqua.

I valori nutrizionali delle vongole

Ora che abbiamo conosciuto meglio questi deliziosi frutti di mare, spendiamo due parole conclusive sui valori nutrizionali relativi a 100 grammi di parte edibile delle vongole (veraci):

100 g di vongole veraci apportano 65 calorie, suddivise per il 57% in proteine, il 31% in lipidi ed il 12% in carboidrati.

Più nello specifico, ecco cosa contengono 100 g di vongole:

  • Acqua 82,5 g
  • Proteine: 9,8 g
  • Lipidi: 1,2 g
  • Carboidrati: 3,9 g
  • Zuccheri: 0 g
  • Sale: 1,47 g (per via dell’acqua di mare)
  • Potassio: 628 mg
  • Calcio: 92 mg
  • Colesterolo: 67 mg
  • Ferro: 28 mg
  • Magnesio: 18 mg
  • Vitamina B6: 0,1 mg

Le vongole, dunque, sono un’ottima fonte di proteine e minerali (specialmente potassio e calcio). Sono un ottimo aiuto per bilanciare la pressione sanguigna e per regolare il ritmo cardiaco. È tuttavia sconsigliato mangiarne in quantità elevate per via dell’elevato contenuto di sodio e di colesterolo.

Se volete assaporare delle ottime vongole veraci di prima qualità, rivolgetevi a Nieddittas!

Come pulire i murici

Come pulire i murici

I murici, chiamati bocconi in Sardegna, garusoli, ragusi, sconcigli e bulli in altre località, sono dei molluschi appartenenti alla famiglia dei Muricidae (denominazione scientifica Bolinus brandaris).

Hanno un sapore deciso molto particolare, considerati una vera prelibatezza e per questo protagonisti di molti piatti tradizionali, serviti come antipasto o secondo piatto. Ma prima di cucinarli, spieghiamo come pulire i murici.

Come capire se un murice è fresco

I molluschi devono essere vivi al momento dell’acquisto ed emanare un gradevole profumo di mare, per cui scartateli se presentano un odore cattivo. Per verificare la freschezza, passate il dito sopra il piede, la parte che fuoriesce dalla conchiglia: se si ritira subito dentro al guscio vuol dire che è stato pescato da poco, in caso contrario il loro consumo può essere dannoso per la salute.

Scegliete murici freschi e di qualità come quelli commercializzati da Nieddittas, disponibili tutto l’anno e provenienti dalla nostra filiera di eccellenza. Vanno conservati ad una temperatura tra +4°C e +6°C ±2°C e consumati previa cottura.

La loro conchiglia, dalla particolare forma a clava, ha una superficie rugosa e di colore giallastro tendente al bruno. Prima di impiegarli nelle vostre ricette preferite, seguite le indicazioni su come pulire i murici.

Come pulire i murici in 5 mosse

Prima di cucinarli, dovete compiere questi semplici passaggi:

  1. Sciacquate i murici per bene sotto l’acqua corrente per rimuovere le impurità.
  2. Scolateli e metteteli in una pentola dai bordi alti con acqua fredda.
  3. Portate a bollore e cuocete per 30 minuti.
  4. Scolateli e lasciateli raffreddare.
  5. Con uno stuzzicadenti togliete la polpa dalla conchiglia ed eliminate la parte dura marroncina arrotolata.

A questo punto non vi resta che procedere con la vostra ricetta.

Usi in cucina

Una volta puliti, potete sperimentare tante deliziose ricette: possono essere cucinati in umido, in zuppe, nei sughi o lessati e serviti con aglio e prezzemolo.

Provate a cuocerli in padella con olio, aglio e peperoncino per 2 minuti per proporre un antipasto di pesce squisito, oppure in guazzetto col pomodoro per delle zuppe e insalate di mare. Un altro primo piatto originale sono le linguine con i murici, spolverate di pepe e prezzemolo.

Idee di secondi piatti con questi molluschi? Insalata di murici condita con olio, sale, aglio, arricchita con altri frutti di mare e prezzemolo fresco tritato. Per gli appassionati, il metodo ideale e più semplice è lessarli per assaporare meglio il loro gusto inconfondibile.

Curiosità

Questi molluschi gasteropodi ermafroditi proterandri sono una varietà di lumache marine, sono diffusi nel Mar Mediterraneo, vivono nei fondali marini sabbiosi e fangosi, fino ad una profondità massima di 100 metri e minima di pochi centimetri.

In passato i Greci, i Fenici e gli Egizi li usavano per estrarre la porpora reale, pregiato pigmento secreto dalle ghiandole del murice comune, e per questo famosi e scambiati in tutto il mondo. Oggi sono utilizzati prevalentemente a scopo culinario. Sono ipocalorici (100 grammi di prodotto apportano 135 kcal), sono poveri di grassi ma ricchi di proteine e sali minerali tra cui fosforo, ferro, calcio, iodio e sodio; contengono vitamine, nello specifico vitamina A e B. Possiedono una carne più soda e consistente rispetto alle lumache di terra.

Cozze alla sorrentina

Cozze alla sorrentina

Le cozze alla sorrentina sono un piatto tipico della cucina campana, semplice e ricco di sapore. Può essere servito come antipasto o secondo piatto, accompagnato da croccanti crostini o da fette di pane casereccio abbrustolite con cui fare la scarpetta nel delizioso sughetto.

Vediamo gli ingredienti e come preparare le cozze alla sorrentina per un pranzo speciale. Il sugo può essere usato anche per condire un primo piatto a base di pesce come, ad esempio, gli spaghetti al cartoccio con frutti di mare.

Ingredienti

La ricetta esalta i sapori della cucina mediterranea, utilizza ingredienti semplici e genuini, quali le cozze fresche, come quelle Nieddittas, di qualità e provenienti dalla nostra filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano, pomodori, aglio e prezzemolo.

Ecco le dosi per 4 porzioni:

  • 1 kg cozze Nieddittas
  • 400 g pomodori (200 g di San Marzano e 200 g di datterini)
  • 50 ml vino bianco
  • 2 spicchi di aglio
  • Prezzemolo q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale e pepe nero q.b.

Se gradite un gusto piccante e deciso potete aggiungere un pizzico di peperoncino fresco, il tanto giusto per non coprire l’aroma dei molluschi.

Cozze alla sorrentina: procedimento

La preparazione è molto semplice. Iniziamo dalla pulizia delle cozze. Rimuovete il bisso, ovvero la barbetta tirando con uno strappo deciso. Con una paglietta di acciaio eliminate eventuali incrostazioni dai gusci. Le cozze Nieddittas non vanno immerse in acqua corrente non controllata in quanto l’acqua potrebbe non essere pura e verrebbero vanificati tutti i controlli e le garanzie di sicurezza sul prodotto.

In una padella capiente versate circa 40 grammi di olio extravergine e fate soffriggere uno spicchio d’aglio sbucciato. Aggiungete le cozze e dopo qualche minuto un ciuffo di prezzemolo.

Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco e, quando l’alcol sarà evaporato, coprite con un coperchio la padella. Lasciate aprire le cozze, ci vorranno circa 5 minuti, dopo di che spegnete il fuoco.

Tritate finemente il peperoncino, dopo averlo pulito e aver eliminato i semi. In un altro tegame, versate qualche cucchiaio d’olio evo, il peperoncino e l’altro spicchio d’aglio. Fate rosolare a fuoco basso.

Intanto, lavate i pomodori: tagliate a metà i datterini e togliete la pelle e i semi da quelli San Marzano, poi riduceteli a dadini.

Aggiungeteli nella padella, regolate di sale e pepe (sarà sufficiente un pizzico perché le cozze sono già saporite) e lasciate cuocere per 6 minuti, mescolando ogni tanto.

Filtrate il liquido di cottura delle cozze attraverso un colino a maglie strette e versatelo nella padella col sugo. Proseguite la cottura per 10 minuti. Una volta pronto il sugo, unite i mitili e mescolate.

Tritate il prezzemolo e aggiungetelo a fuoco spento, lasciando profumare la salsa per qualche minuto. Nel frattempo, preparate sulla griglia o nella teglia del forno le fette di pane casereccio. È il momento di impiattare: versate le cozze alla sorrentina calde con il loro sughetto sui piatti da portata con qualche fetta di pane tostato. Siamo sicuri che non ne avanzeranno!

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