Qual è la differenza tra vongole e arselle?

Qual è la differenza tra vongole e arselle?

Vongole, lupini, arselle, telline… non è semplice saper distinguere questi deliziosi molluschi perché si somigliano un po’ tutti e spesso vengono chiamati col nome sbagliato, generando confusione. Tra le vongole e le arselle esistono in realtà delle differenze precise.

Facciamo chiarezza e parliamo delle loro caratteristiche sottolineando la differenza tra vongole e arselle, in modo da non avere più dubbi su quali molluschi acquistare quando ci si trova davanti al banco del pesce.

Le varietà di vongole

Il nome “vongola” si usa per indicare varie specie di molluschi bivalvi della famiglia delle Veneridae. Ecco le principali varietà:

  • Vongole veraci, le più comuni e apprezzate e anche le più pregiate.
  • Vongole veraci filippine, hanno un colore più scuro, delle sfumature che tendono al viola e carni meno tenere.
  • Lupini di mare sono vongole in cui non sono presenti i “corni”, cioè i sifoni. Hanno una conchiglia liscia di colore biancastro o bianco-grigiastro con punti o striature.
  • Longoni, con conchiglie piuttosto fragili e carni dolci.

Le vongole Nieddittas veraci nostrane (che sarebbero le arselle della Sardegna) sono pescate a mano, una per una, dalla sabbia in cui crescono. Come tutti i nostri prodotti, anche questa tipologia garantisce al consumatore la massima sicurezza e il pieno rispetto dei controlli e dei parametri previsti dalla legge. Si tratta infatti sempre di un prodotto allevato, pescato e controllato secondo le nostre procedure di qualità. Grazie al nostro servizio a domicilio potete ordinare via Whatsapp e ricevere direttamente a casa i nostri classici, tra cui le vongole e tanti altri, oltre al miglior pescato del giorno. E sul primo ordine – compilando il form – riceverete il coupon di sconto del 10%!

Le vongole sono molto apprezzate in cucina per il loro gusto delicato e per la loro versatilità. Si possono utilizzare per preparare degli ottimi sughi per la pasta o il riso, per degli antipasti o secondi piatti. Vediamo ora cosa sono le arselle.

Cosa sono le arselle?

Le arselle sono molluschi commestibili che vivono dentro piccole conchiglie. Hanno un aspetto e un sapore abbastanza simile a quello delle vongole. In alcune zone d’Italia vengono chiamate vongole o telline, generando confusione, in realtà appartengono ad un’altra famiglia.

Infatti, da un punto di vista scientifico, le arselle si chiamano Donax trunculus e sono un tipo di mollusco bivalve della famiglia Donacidae, diffuse tra il Mar Mediterraneo, il Mar Nero e l’Oceano Atlantico orientale.

Possiedono una valva più grande rispetto all’altra, sono lisce e lucide.

Sono organismi che si nutrono di plancton, attraverso i due sifoni di cui sono dotati (i tubicini che fuoriescono dalla conchiglia).

Le arselle prediligono i fondali sabbiosi fino a circa 2 metri di profondità. Da un punto di vista nutrizionale sono ricche di potassio, fosforo, vitamina A e proteine e hanno circa 70 kcal per 100 grammi di prodotto.

Analizziamo ora meglio la differenza tra vongole e arselle.

Vongole e arselle: le differenze

Abbiamo detto che i due molluschi in questione appartengono a due famiglie diverse: le arselle alla famiglia Donacidae e le vongole alla Veneridae. Qual è la differenza tra vongole e arselle visibilmente parlando? Riassumiamo le caratteristiche di ciascuna:

  • La vongola ha una forma arrotondata ed è in media più grande. L’arsella è invece più piccola e con dei bordi quasi triangolari.
  • Il guscio delle vongole presenta delle rigature concentriche, mentre quello delle arselle è liscio e lucido.
  • Il colore del guscio delle vongole tende al giallo scuro, grigio o nero; le arselle hanno colori più vivaci e brillanti.
  • Entrambi i molluschi hanno un ridotto apporto calorico e contengono ferro, calcio, proteine e fosforo.

Sia che acquistiate le vongole sia le arselle per le vostre ricette è importante controllare sempre l’etichetta che ne certifica la provenienza.

Se scegliete i prodotti Nieddittas avrete sempre la garanzia di qualità, freschezza e sicurezza assicurate dalle procedure della nostra azienda. Al termine del processo di lavorazione le vongole si contraddistinguono, oltre che per la loro freschezza, anche per la quasi totale assenza di fango e gusci rotti.

Ricetta cozze e fiori di zucca

Ricetta cozze e fiori di zucca

Prima di cedere alle abbuffate dei suntuosi pasti delle feste natalizie vorreste concedervi un primo piatto che unisca gli ingredienti della terra e i sapori del mare e che vi faccia tornare in mente i sapori della scorsa estate? Allora non resta che procurarvi fresche cozze e fiori di zucca per un piatto veloce e dal sapore delicato.

Anche se i fiori di zucca non sono proprio di stagione, non sarà un problema trovarli nei negozi di alimentari. Quindi che state aspettando? Accendete i fuochi e preparatevi a mettere in padella le cozze Nieddittas.

Prima di cominciare

La ricetta cozze e fiori di zucca è l’asso nella manica per chi vuole preparare un primo piatto a base di pesce con altri pochi ingredienti; vediamo allora cosa serve per la preparazione:

  • pasta lunga
  • cozze Nieddittas
  • fiori di zucca
  • pomodori freschi
  • aglio
  • vino bianco
  • prezzemolo
  • olio extravergine di oliva
  • sale

La prima cosa che dovete fare per la preparazione della ricetta cozze e fiori di zucca è la pulizia dei molluschi e dei vegetali.

Pulire le cozze non è così difficile come molti pensano, ma sicuramente è un’operazione che richiede del tempo se si vogliono ottenere ottimi risultati. Mettete i mitili in un recipiente largo a sufficienza; dovete raschiare il guscio di ogni cozza con il dorso di un coltello oppure con una spazzola dalle setole dure in modo da eliminare tutte le incrostazioni e le impurità presenti, ricordatevi anche di togliere la barbetta che esce dai gusci.

A questo punto fate scaldare dell’olio extravergine di oliva con uno spicchio di aglio in camicia in una padella, aggiungete le cozze e fate sfumare con del vino bianco a fiamma viva; coprire con un coperchio la padella in modo che il vapore che si formerà farà aprire le cozze in qualche minuto. La cottura delle cozze non deve prolungarsi per non rendere la loro polpa gommosa; in questa fase è importante eliminare le cozze che non si sono schiuse, perché non sono più buone e si rischia così di rovinare il primo piatto che state preparando.

Spegnete la fiamma, fate raffreddare, sgusciate le cozze e raccogliete il liquido di cottura che si è creato.

Pulire i fiori di zucca è molto più semplice e veloce in quanto vi basta eliminare lo stelo e il pistillo interno del fiore e sciacquare con abbondante acqua: asciugate i fiori oppure fateli sgocciolare mettendoli a testa in giù in modo da non farli appassire.

Preparazione

Adesso si può dare inizio alla vera e propria preparazione della ricetta cozze e fiori di zucca.

Dopo aver messo a bollire l’acqua per la pasta bisogna far soffriggere dell’aglio tritato in una grande padella con dell’olio extravergine di oliva e aggiungere i pomodori tagliati a pezzi. Può capitare che la buccia del pomodoro può dare fastidio se troppo grossa anche dopo la cottura; per risolvere questo problema basta incidere la buccia della parte inferiore del pomodoro con una croce e tuffarlo per qualche secondo in acqua bollente, così la buccia si decontrae e sarà semplicissimo spellare il pomodoro per poi tagliarlo a pezzettoni prima di utilizzarlo per i vostri sughi.

Buttate la pasta e nel frattempo aggiungete un trito di prezzemolo alla padella con i pomodori e qualche cucchiaio dell’acqua di cottura delle cozze che avete conservato per non far asciugare troppo il sughetto; a metà cottura della pasta scolatela e mettetela in padella con il resto della preparazione per continuare a cuocerla nel sugo; dopo qualche minuto aggiungete le cozze e infine fate saltare tutto unendo i fiori di zucca tagliati a pezzettoni con le mani e impiattate.

Ultimi consigli

Sentite già il profumo dell’estate? Come avete visto la ricetta cozze e fiori di zucca è molto semplice da preparare e ognuno può adattarla secondo i propri gusti.

Siete degli amanti dei sapori decisi? Allora dovreste provare ad aggiungere del pecorino grattugiato, del peperoncino fresco tritato oppure per dare una nota più caratteristica potreste aggiungere della bottarga. Per dare più freschezza al vostro primo piatto potreste grattugiare a fine cottura della scorza di limone o dello zenzero fresco e far cuocere insieme al resto del sugo delle zucchine.

Ricordatevi che per preparazioni del genere è sempre bene non esagerare con l’utilizzo del sale, poiché le cozze sono già molto saporite. L’ideale sarebbe salare solo l’acqua di cottura della pasta e poi una volta aggiunte le cozze al resto della preparazione, assaggiare il sugo e valutare se è il caso di aggiungere ancora un pizzico di sale.

Vedrete che con pochi ingredienti riuscirete a mettere in tavola un primo piatto davvero gustoso dal sapore mediterraneo.

Come spurgare i lupini di mare

Come spurgare i lupini di mare

I lupini o vongole Venus gallina, come gli altri frutti di mare, sono molto apprezzati in cucina sia per la loro prelibatezza che per il basso apporto energetico.

Vediamo cosa sono e come spurgare i lupini di mare per preparare delle deliziose ricette creative dall’inconfondibile sapore di mare.

Cosa sono i lupini di mare

Le vongole lupino o lupini sono vongole di dimensioni medie diffuse nel mar Adriatico. Hanno il guscio striato e di colore bianco-grigiastro e dimensioni più ridotte, ma sono molto saporite e gustose, con ottimi valori nutrizionali. Pensate che 100 grammi di prodotto apportano solo 86 calorie.

Abitano sui fondali bassi e sabbiosi, non solo nel mar Mediterraneo ma anche nel mar Caspio, nel mar Nero e nell’Atlantico Orientale, lungo la costa Europea e nordafricana.

Chiariamo le differenze con le vongole veraci e quelle da allevamento.

  • Le vongole da allevamento possiedono le tipiche antenne che escono fuori durante la fase di pulizia e sono molluschi abbastanza economici e meno saporiti.
  • Le vongole veraci possiedono le antenne, hanno un gusto particolare e più intenso rispetto alle prime, sono molto apprezzate anche perché un prodotto raro, sono le più pregiate. Vengono pescate principalmente nel Mar Tirreno.
  • Le vongole lupino o lupini di mare non presentano invece le piccole antenne tipiche di questo mollusco ed hanno un sapore molto più deciso. Sono più piccole, più economiche e vengono spesso preferite in cucina alle veraci per il rapporto qualità-prezzo.

Noi di Nieddittas proponiamo e commercializziamo anche i lupini che seguono gli stessi controlli di tutti i prodotti. Una garanzia di qualità, sicurezza e freschezza assicurate dalle procedure della nostra azienda. Sapete che è possibile ricevere il miglior pescato del giorno direttamente a casa? Grazie al nostro servizio a domicilio vi basta ordinare i prodotti via Whatsapp. E sul primo ordine – compilando il form – riceverete il 10% di sconto!

I lupini si prestano a diverse ricette: antipasti, sughi per la pasta o il riso e secondi piatti. Provate ad esempio gli scialatielli ai frutti di mare.

Vediamo ora come spurgare i lupini di mare, pochi e semplici passaggi per depurarli dalla sabbia assorbita.

Come pulire le vongole lupino

Innanzitutto, tutte le vongole Nieddittas seguono il processo di lavorazione della nostra filiera di eccellenza in Sardegna. Al termine del processo di lavorazione, le nostre vongole si contraddistinguono, oltre che per la loro freschezza, anche per la quasi totale assenza di fango e gusci rotti.

La vongola deve presentarsi chiusa e profumare di mare e salsedine, altrimenti significa che non è più viva.
Consigliamo di strofinare tra loro i molluschi sotto il getto d’acqua e di prenderne delle manciate, controllarle e farle cadere sul fondo di un contenitore da un’altezza di 15-20 centimetri. Questo permette a eventuali gusci vuoti (o alle eventuali vongole con sabbia), di aprirsi prima che finiscano in padella. Buttate via quelle con i gusci vuoti. A questo punto potete cucinare i lupini di mare.

Come aprire i lupini di mare: modalità di cottura

Che ne dite di un bel piatto di pesce fresco come gli spaghetti con le vongole lupino?

Una delle modalità di cottura più utilizzate con questi frutti di mare è la padella: mettete olio extravergine di oliva, uno spicchio d’aglio, prezzemolo in gambi e fate cuocere a fuoco vivace. Le vongole lupino si apriranno dopo pochi minuti e potranno essere condite con del prezzemolo tritato e altri ingredienti a piacere, come pomodorini, peperoncino o scorza di limone. Potete anche aggiungere un bicchiere di vino bianco in cottura.

Il liquido di cottura non va mai buttato perché può servire per condire altri piatti o preparazioni a base di pesce. Ricordate di filtrarlo prima con un colino a maglie strette.

Oltre ad un bel piatto di spaghetti, con i lupini di mare si possono realizzare antipasti, risotti, sautè e zuppe.

Come vengono pescate le vongole lupino?

Le tipiche imbarcazioni per pescare le vongole si chiamano vongolare, diffuse nel medio-alto Adriatico. Sono caratterizzate da un particolare elemento situato a prua e che serve per la raccolta dei molluschi: una specie di grande rastrello dotato di un meccanismo turbo-soffiante e una griglia metallica di tondini che trattiene i molluschi catturati.

Come conservare i lupini di mare

Le vongole lupino, come le cozze e altri molluschi, restano in vita rimanendo a contatto con l’aria; perciò, vengono vendute in confezioni a rete per consentire loro di continuare a respirare.

Si consiglia di cucinare subito quelle crude e fresche, essendo molluschi molto delicati, altrimenti potete lasciarle nella loro confezione avvolte in un panno umido e riporle in frigorifero nella parte meno fredda per 1-2 giorni.

Le vongole si possono consumare fino a pochi giorni dalla loro data di confezionamento riportata sull’etichetta.

È possibile anche conservarle in freezer dopo averle cotte e sgusciate, assieme anche alla loro acqua di cottura. In questo caso si possono consumare entro 2-3 mesi.

I lupini Nieddittas sono però un prodotto fresco e si sconsiglia di surgelarlo.

Ricetta zuppa di frutti di mare

Ricetta zuppa di frutti di mare

La zuppa di frutti di mare è uno dei primi piatti che solo a parlarne fa subito venire l’acquolina in bocca a tutti gli amanti del pesce fresco e noi di Nieddittas capiamo bene il perché: molluschi freschi, della passata di pomodoro, qualche fetta di pane tostato e un filo di olio extravergine a crudo sono i pochi ingredienti che servono per preparare questo piatto tipico della cucina marinara italiana di tutte le regioni costiere.

Spesso nei ristoranti è servita come antipasto, ma se dovete preparare a casa vostra una cena sfiziosa per i vostri ospiti potrete servire la zuppa di frutti di mare come piatto unico; inoltre, la preparazione è adatta a chi non è molto pratico in cucina e non sono richiesti dei tempi lunghi per il procedimento. L’unica cosa a cui bisogna prestare particolarmente attenzione è la pulizia dei frutti di mare per non avere delle spiacevoli sorprese durante il pasto.

Pulizia dei molluschi

Gli ingredienti principali che vi servono per preparare la zuppa con i frutti di mare sono le cozze e le vongole e come si diceva poco fa, prima di procedere con la cottura bisogna compiere poche e semplici operazioni.

Per la pulizia delle cozze vi serve un recipiente abbastanza ampio in cui posizionare i mitili, con il dorso del coltello oppure con una spazzola dalle setole rigide strofinate il guscio per eliminare le eventuali incrostazioni e tagliate il bisso, ovvero la barbetta che esce dalle valve; dopo aver pulito le cozze una ad una dovete metterle in una casseruola a fuoco vivo per qualche minuto e coprire con un coperchio: in questo modo il vapore che si creerà favorirà l’apertura delle cozze. In questa fase è importante eliminare le cozze che non si sono aperte, perché significa che erano già morte e potrebbero causare problemi di salute se venissero mangiate.

La pulizia delle vongole richiede un po’ più di tempo: come prima cosa eliminate subito le eventuali vongole che non sono ben chiuse, poi strofinatele sotto l’acqua corrente e battete una vongola per volta su un ripiano chiaro per vedere se al loro interno è presente ancora della sabbia e fare quindi un’ulteriore cernita, infine mettete le vongole rimaste in una padella con dell’olio e uno spicchio d’aglio e fate andare per qualche minuto a fuoco vivo. Anche in questo caso coprendo la padella l’apertura delle vongole sarà favorita dal vapore; come ultimo passaggio poi bisogna togliere le vongole dalla padella per procedere con la preparazione della zuppa di frutti di mare, ma ricordatevi di conservare il liquido di cottura che rimane nella padella, perché servirà a dare maggiore sapidità alla ricetta.

Ricordiamo che le cozze e le vongole Nieddittas seguono il processo di lavorazione della nostra filiera di eccellenza in Sardegna e si contraddistinguono, oltre che per la loro freschezza, anche per la quasi totale assenza di fango e gusci rotti.

Come si prepara la zuppa di frutti di mare

Arrivati a questo punto possiamo elencare tutti gli altri ingredienti che servono per preparare la zuppa oltre alle cozze e alle vongole:

  • pomodori pachino
  • passata di pomodoro
  • cipolla
  • aglio
  • vino bianco
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe
  • prezzemolo
  • crostini di pane

Per questa preparazione dovete far soffriggere nell’olio extravergine di oliva la cipolla e l’aglio tritati a fuoco basso per qualche minuto, poi fate sfumare con del vino bianco. Una volta che l’alcool è evaporato aggiungete il liquido della cottura dei molluschi che avete raccolto in precedenza e la passata di pomodoro; quindi, fate cuocere per almeno venti minuti. A metà cottura aggiungete i pomodori pachino tagliati a metà e se necessario aggiungete sale e pepe per esaltare il gusto.

A cottura quasi ultimata aggiungete cozze e vongole e fate andare ancora per qualche minuto: non fate cuocere troppo i molluschi altrimenti risulteranno gommosi.

Come tocco finale mettete del prezzemolo tritato e un filo di olio a crudo; che zuppa sarebbe senza le fette di pane? Servite la zuppa nelle ciotole e sul fondo ricordatevi di posizionare i crostini di pane che in precedenza potreste insaporire con aglio, olio e altre erbe aromatiche.

Ultimi consigli

Lo avreste mai detto che una ricetta così gustosa sia anche così facile da preparare?

Ovviamente per fare questa zuppa potete aggiungere tutti i molluschi che più vi piacciono come le telline, le fasolari e cannolicchi.

Per risultati ancora più gustosi potete fare una zuppa di pesce aggiungendo crostacei e altri pesci come il rombo, il San Pietro, la rana pescatrice e tutto ciò che più gradite.

Come avrete capito, con la zuppa di pesce di mare potrete sbizzarrirvi sfruttando tutto il pesce fresco che troverete nel banco della pescheria.

Come ottenere la licenza di pesca sportiva in mare in Sardegna?

Come ottenere la licenza di pesca sportiva in mare in Sardegna?

Se anche voi avete la passione per la pesca e siete dotati della migliore attrezzatura che si possa trovare in giro, non fate l’errore di recarvi in spiaggia con lenze, canne e rastrelli senza avere con voi anche la licenza di pesca.

Forse per noi di Nieddittas che lavoriamo in mare questo è un argomento scontato, ma non tutti i pescatori possono essere al corrente di ciò che serve per praticare la pesca nelle acque interne oppure in mare; in particolare vediamo insieme cosa si deve fare per ottenere la licenza di pesca sportiva in mare in Sardegna.

Quale tipo di pesca?

Come prima cosa bisogna fare una distinzione tra pesca professionale e pesca sportiva:

  • per pesca professionale si intende un’attività organizzata con fini economici svolta in acqua dolce o salmastra volta alla ricerca, alla cattura, alla conservazione, alla trasformazione, all’ingrasso e alla messa in gabbia di organismi acquatici viventi;
  • per pesca sportiva invece si intende un’attività svolta in mare o in acqua dolce a scopo ricreativo e agonistico ed è proibita la vendita di quanto pescato.

È subito chiaro che il pescatore sportivo non ha bisogno della stessa licenza per l’esercizio della pesca di cui è provvisto il pescatore professionale.

Dal 6 dicembre 2010 il Decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali prevede la comunicazione di esercizio da parte del pescatore; questo è un modo per censire il numero di quanti praticano l’attività a livello ricreativo su territorio nazionale. La comunicazione di esercizio al Ministero delle politiche agricole può avvenire tramite le associazioni di pesca sportiva e professionale, la Capitaneria di Porto o l’Ufficio Pesca della Guardia Costiera, oppure registrandosi al sito del Ministero.

Nei primi due casi la comunicazione avviene per iscritto con l’utilizzo di appositi modelli in cui bisogna specificare i dati identificativi del pescatore quali nome, cognome e codice fiscale, il tipo di pesca che esercita ad esempio subacquea oppure da terra, l’attrezzatura che impiega durante la pesca, il mezzo nautico utilizzato e infine l’eventuale appartenenza a qualche associazione locale sportiva.

Nell’ultimo caso, quindi quello della registrazione al sito ministeriale, il pescatore interessato deve procedere con la registrazione del suo profilo: anche in questo caso devono essere comunicati nome, cognome, codice fiscale, e-mail e password di identificazione. La registrazione avviene dopo la ricezione di un’e-mail di conferma inviata dal sistema e l’utente dovrà accedere inserendo il codice fornito da quell’e-mail; a questo punto l’utente deve inserire tutti i dati che riguardano il tipo di pesca praticato.

Questa comunicazione serve ad ottenere il tesserino per l’esercizio della pesca sportiva; nel caso in cui il pescatore è sottoposto a controlli ed è sprovvisto della licenza di pesca deve provvedere a comunicare la sua attività entro dieci giorni per evitare delle sanzioni.

Licenza di pesca

Per la pesca sportiva in acque interne ogni regione italiana attua normative e costi differenti per ottenere la licenza di pesca di tipo B; per acque interne si intendono quelle dei fiumi, dei laghi, degli stagni, dei bacini di acqua salmastra che possono essere anche in comunicazione con l’acqua del mare.

Vediamo allora cosa bisogna fare per ottenere la licenza di pesca sportiva in mare in Sardegna.

La Legge Regionale del 20 marzo 2018 rende note le disposizioni in materia di pesca all’interno della regione. In particolare, leggendo i vari articoli si può capire che i pescatori sportivi residenti in Sardegna e quelli residenti all’estero nati nell’isola, possono pescare nelle acque interne della Sardegna solo se in possesso della licenza di tipo B che ha una durata quinquennale; dal 2019 il libretto che costituiva la licenza di pesca è stato sostituito dalla semplice ricevuta del versamento della tassa di concessione regionale in cui sono specificati i dati anagrafici del pescatore e la causale del pagamento di 20 euro.

Sono esonerati dal versamento della tassa di concessione regionale chi si trova in certificate ristrettezze economiche, persone con disabilità certificata o con invalidità superiore al 66%, gli invalidi civili, di guerra, al lavoro e per causa di servizio, chi non ha raggiunto la maggiore età e infine chi ha superato i 70 anni.

In caso di controlli la ricevuta di pagamento deve essere esibita insieme ai documenti d’identità validi del pescatore e all’attestazione dell’avvenuta comunicazione di esercizio di pesca sportiva sul sito istituzionale della Regione Sardegna.

La stessa Legge Regionale rende noto che per tutti i pescatori non residenti in Sardegna possono praticare la pesca sportiva nelle acque interne dell’isola solo se in possesso della licenza di tipo C, che a differenza di quella descritta poco sopra, ha una durata trimestrale e un costo di 15 euro.

La buona pesca

Prima di praticare la pesca sportiva quindi assicuratevi di avere con voi tutta la documentazione necessaria per evitare delle sanzioni salate, inoltre ricordatevi anche di svolgere sempre una pesca corretta: rispettate il fermo biologico quando previsto, consultate periodicamente le normative vigenti per verificare se c’è il divieto di raccolta di alcune specie come i ricci di mare, rispettate i limiti quantitativi del pescato e infine portate con voi solo l’attrezzatura idonea.

La pesca sportiva può essere occasione di attività ricreativa da svolgere in solitaria o con altri appassionati come voi, l’importante è fare sempre tutto con il massimo rispetto per il mare e i pesci che vi abitano.

Ricetta cozze al vino bianco

Ricetta cozze al vino bianco

Esistono tanti modi per cucinare le cozze: gratinate, al forno, in padella, e altrettanto vari sono i sughetti e i condimenti con cui possono essere abbinate. Oggi vediamo come si prepara la ricetta cozze al vino bianco, un secondo piatto gustoso e ricco di sapore.

L’abbinamento col vino bianco è uno dei più equilibrati perché il carattere deciso del vino ben si sposa con la delicatezza di sapore dei molluschi.

Consigli

Le cozze al vino bianco si preparano in poco tempo e non richiedono procedure complicate. Infatti, è sufficiente mettere le cozze in una padella con tutti gli ingredienti, farle soffriggere con aglio, olio e peperoncino, farle insaporire con il vino bianco e alla fine filtrare il liquido di cottura con il quale realizzeremo una deliziosa cremina. Infine, si completa con una spolverata di pepe e prezzemolo. Siamo certi che finirete questo piatto con una bella scarpetta per concludere nel migliori dei modi!

Trattandosi di una ricetta con pochi ingredienti, il successo dipenderà dalla scelta di cozze fresche e di qualità, come quelle Nieddittas, provenienti dalla nostra filiera d’eccellenza nel Golfo di Oristano, in Sardegna, in grado di offrirvi tutto il sapore del mare sardo che amate. Tutte le cozze Nieddittas provengono dai nostri vivai e superano il processo di selezione delle nostre procedure di qualità. Per questo, oltre al gusto inconfondibile, garantiscono la massima sicurezza.

Per quanto riguarda l’altro protagonista di questa ricetta, il vino, sceglietene uno vellutato e il più denso possibile.

Cucinate questo piatto dal profumo e sapore intenso in occasione di una cena elegante e raffinata.

Ecco come realizzare la ricetta cozze al vino bianco a regola d’arte.

Ingredienti

  • Cozze Nieddittas 750 g
  • Aglio 1 spicchio
  • Olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
  • Vino bianco secco 1 bicchiere
  • Sale q.b.
  • Peperoncino q.b.
  • Prezzemolo q.b.
  • Burro 1 cucchiaio

Cozze al vino bianco: procedimento

Come indicato dalla normativa di legge, le cozze non vanno mai immerse in acqua non controllata: l’acqua potrebbe non essere pura e verrebbero vanificati tutti i controlli e le garanzie di sicurezza sul prodotto. Dunque, eliminate semplicemente il bisso, il filamento che fuoriesce dal guscio.

Su un tagliere sbucciate lo scalogno e tagliatelo a metà nel senso della lunghezza e poi a fettine sottili in orizzontale. Pulite il prezzemolo, tritatelo e tenetelo da parte.

Ora in una padella capiente fate rosolare gli spicchi d’aglio e il peperoncino nell’olio extravergine d’oliva. Quando l’aglio risulterà dorato, aggiungete le cozze e sfumate con un bicchiere di vino bianco, a piacere aggiungete sale e pepe. Per rendere il fondo ancora più cremoso, c’è chi aggiunge la farina.

Fate evaporare l’alcol, coprite la padella e lasciate cuocere a fuoco medio per far aprire le cozze. Ci vorranno circa 3-5 minuti. Durante la cottura, scuotete la padella ogni tanto. Eliminate eventualmente le cozze che non si sono aperte.

Toglietele dalla padella, eliminando una parte del guscio. Filtrate l’acqua di cottura e mantecatela con un cucchiaio di burro per esaltare la consistenza e renderla più cremosa. Se volete potete aggiungere anche qualche cucchiaio di panna da cucina.

Girate con una frusta in maniera energica, unite le cozze col mezzo guscio e lasciate insaporire il tutto per qualche minuto.

Servite le cozze al vino bianco ancora calde con una spolverata di prezzemolo tritato, accompagnate da crostoni di pane bruscato.

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