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Se anche voi avete la passione per la pesca e siete dotati della migliore attrezzatura che si possa trovare in giro, non fate l’errore di recarvi in spiaggia con lenze, canne e rastrelli senza avere con voi anche la licenza di pesca.

Forse per noi di Nieddittas che lavoriamo in mare questo è un argomento scontato, ma non tutti i pescatori possono essere al corrente di ciò che serve per praticare la pesca nelle acque interne oppure in mare; in particolare vediamo insieme cosa si deve fare per ottenere la licenza di pesca sportiva in mare in Sardegna.

Quale tipo di pesca?

Come prima cosa bisogna fare una distinzione tra pesca professionale e pesca sportiva:

  • per pesca professionale si intende un’attività organizzata con fini economici svolta in acqua dolce o salmastra volta alla ricerca, alla cattura, alla conservazione, alla trasformazione, all’ingrasso e alla messa in gabbia di organismi acquatici viventi;
  • per pesca sportiva invece si intende un’attività svolta in mare o in acqua dolce a scopo ricreativo e agonistico ed è proibita la vendita di quanto pescato.

È subito chiaro che il pescatore sportivo non ha bisogno della stessa licenza per l’esercizio della pesca di cui è provvisto il pescatore professionale.

Dal 6 dicembre 2010 il Decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali prevede la comunicazione di esercizio da parte del pescatore; questo è un modo per censire il numero di quanti praticano l’attività a livello ricreativo su territorio nazionale. La comunicazione di esercizio al Ministero delle politiche agricole può avvenire tramite le associazioni di pesca sportiva e professionale, la Capitaneria di Porto o l’Ufficio Pesca della Guardia Costiera, oppure registrandosi al sito del Ministero.

Nei primi due casi la comunicazione avviene per iscritto con l’utilizzo di appositi modelli in cui bisogna specificare i dati identificativi del pescatore quali nome, cognome e codice fiscale, il tipo di pesca che esercita ad esempio subacquea oppure da terra, l’attrezzatura che impiega durante la pesca, il mezzo nautico utilizzato e infine l’eventuale appartenenza a qualche associazione locale sportiva.

Nell’ultimo caso, quindi quello della registrazione al sito ministeriale, il pescatore interessato deve procedere con la registrazione del suo profilo: anche in questo caso devono essere comunicati nome, cognome, codice fiscale, e-mail e password di identificazione. La registrazione avviene dopo la ricezione di un’e-mail di conferma inviata dal sistema e l’utente dovrà accedere inserendo il codice fornito da quell’e-mail; a questo punto l’utente deve inserire tutti i dati che riguardano il tipo di pesca praticato.

Questa comunicazione serve ad ottenere il tesserino per l’esercizio della pesca sportiva; nel caso in cui il pescatore è sottoposto a controlli ed è sprovvisto della licenza di pesca deve provvedere a comunicare la sua attività entro dieci giorni per evitare delle sanzioni.

Licenza di pesca

Per la pesca sportiva in acque interne ogni regione italiana attua normative e costi differenti per ottenere la licenza di pesca di tipo B; per acque interne si intendono quelle dei fiumi, dei laghi, degli stagni, dei bacini di acqua salmastra che possono essere anche in comunicazione con l’acqua del mare.

Vediamo allora cosa bisogna fare per ottenere la licenza di pesca sportiva in mare in Sardegna.

La Legge Regionale del 20 marzo 2018 rende note le disposizioni in materia di pesca all’interno della regione. In particolare, leggendo i vari articoli si può capire che i pescatori sportivi residenti in Sardegna e quelli residenti all’estero nati nell’isola, possono pescare nelle acque interne della Sardegna solo se in possesso della licenza di tipo B che ha una durata quinquennale; dal 2019 il libretto che costituiva la licenza di pesca è stato sostituito dalla semplice ricevuta del versamento della tassa di concessione regionale in cui sono specificati i dati anagrafici del pescatore e la causale del pagamento di 20 euro.

Sono esonerati dal versamento della tassa di concessione regionale chi si trova in certificate ristrettezze economiche, persone con disabilità certificata o con invalidità superiore al 66%, gli invalidi civili, di guerra, al lavoro e per causa di servizio, chi non ha raggiunto la maggiore età e infine chi ha superato i 70 anni.

In caso di controlli la ricevuta di pagamento deve essere esibita insieme ai documenti d’identità validi del pescatore e all’attestazione dell’avvenuta comunicazione di esercizio di pesca sportiva sul sito istituzionale della Regione Sardegna.

La stessa Legge Regionale rende noto che per tutti i pescatori non residenti in Sardegna possono praticare la pesca sportiva nelle acque interne dell’isola solo se in possesso della licenza di tipo C, che a differenza di quella descritta poco sopra, ha una durata trimestrale e un costo di 15 euro.

La buona pesca

Prima di praticare la pesca sportiva quindi assicuratevi di avere con voi tutta la documentazione necessaria per evitare delle sanzioni salate, inoltre ricordatevi anche di svolgere sempre una pesca corretta: rispettate il fermo biologico quando previsto, consultate periodicamente le normative vigenti per verificare se c’è il divieto di raccolta di alcune specie come i ricci di mare, rispettate i limiti quantitativi del pescato e infine portate con voi solo l’attrezzatura idonea.

La pesca sportiva può essere occasione di attività ricreativa da svolgere in solitaria o con altri appassionati come voi, l’importante è fare sempre tutto con il massimo rispetto per il mare e i pesci che vi abitano.

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