11 Mar 2022 | In evidenza, Magazine
Sarà capitato a tutti almeno una volta di organizzare una cena con i vostri cari a base di pesce per qualche ricorrenza speciale e di non riuscire a scegliere quali antipasti di mare freddi preparare. Vorreste sempre sperimentare qualcosa di nuovo, cercate la ricetta semplice da preparare a base di frutti di mare, ma alla fine non riuscite a decidervi e finite per preparare sempre le stesse cose.
Ecco allora le ricette dei migliori antipasti di pesce della cucina italiana che potrete utilizzare per la vostra prossima cena.
Antipasti di mare freddi con salmone
Un antipasto di mare veloce da realizzare sono i rotolini di salmone affumicato con il formaggio spalmabile e l’erba cipollina; per realizzare i rotoli dovete innanzitutto insaporire il formaggio con dell’erba cipollina tritata e un pizzico di sale, poi stendete le fette di salmone su un tagliere e spalmateci sopra qualche cucchiaino di formaggio. Iniziare a rotolare su sé stesse le fette di salmone e infine chiudetele con un filo di erba cipollina che poi fermerete con un nodo; sistemate i rotolini su un piatto da portata e condite con un filo di olio extravergine di oliva, oppure potreste preparare una vinaigrette.
Una buona abbinata tra affumicato e formaggio si trova in un altro antipasto a base di cheesecake al salmone; per prepararla potete sbriciolare le fette biscottate e lavorarle con del burro fuso, poi create una base su una tortiera o in un bicchiere se volete fare delle monoporzioni e aggiungete il formaggio che avete lavorato con il salmone affumicato tritato, infine fate raffreddare.
Se invece preferite il salmone fresco allora dovreste provare la ricetta della tartare di salmone con avocado; per preparare questo antipasto di pesce sfizioso vi servirà un trancio di salmone fresco da tagliare a cubetti, così come l’avocado, poi inserite i due ingredienti in una ciotola e conditeli con del succo di limone, dell’olio di oliva, le erbe aromatiche che preferite e un pizzico di sale e pepe. Per impiattare potete aiutarvi con un coppapasta che vi servirà per creare una forma più omogenea e presentabile.
Tipi di insalate
Tra le ricette più gettonate per gli antipasti di mare freddi vi sono l’insalata di mare e l’insalata di polpo prezzemolata entrambe semplici e veloci da preparare e anche abbastanza simili per quanto riguarda la preparazione.
Per l’insalata di mare potete utilizzare il polpo, le seppie e i calamari che dovete prima far bollire e poi tagliare a pezzi, i gamberi che potete far saltare in padella insieme a qualche sapore e tutti i frutti di mare che più preferite come le cozze Nieddittas e le vongole, che una volta pulite dovete farle sfumare in padella con un goccio di vino per farle aprire; infine, unite tutto il pesce e conditelo con dell’olio e un goccio di succo di limone. Per l’insalata di polpo prezzemolata invece vi serve un solo ingrediente, ovvero il polpo appunto che deve essere fresco: fate arricciare i tentacoli immergendoli più volte in acqua calda, fatelo bollire, tagliatelo a pezzi e condite con un trito abbonante di prezzemolo e dell’olio di oliva. Entrambe le ricette inoltre possono essere servite sia come antipasto che come primo piatto freddo.
Gamberi e conchiglie
Se volete preparare un antipasto di mare dal gusto retrò allora non vi resta che prendere gli ingredienti per fare la sfiziosa salsa per il cocktail di gamberetti: maionese, ketchup, salsa Worcester e cognac. Mischiando questi ingredienti otterrete la salsa rosa in cui tuffare i gamberetti; questo è il piatto che ha segnato gli anni ‘80, ma che per il suo gusto inconfondibile e la semplicità che richiede la preparazione la rendono una ricetta che non può mai passare di moda.
Gli amanti dei molluschi dovrebbero provare la ricetta delle capesante gratinate; all’interno della grossa conchiglia troverete un bel boccone di polpa carnosa. Per preparare le capesante Nieddittas dovete insaporire del pane raffermo che avete fatto frullare o più semplicemente del pan grattato con le erbe aromatiche che preferite, mettere l’impanatura all’interno della conchiglia coprendo la polpa, oleare tutto prima di infornare per 15 minuti circa a 190°C.
4 Mar 2022 | In evidenza, Magazine
Quante volte vi è capitato di fare una passeggiata sulla spiaggia e di raccogliere le conchiglie dalla forma e dai colori diversi che avete trovato in riva al mare? Quello che per alcuni è un semplice passatempo, per molti studiosi è un vero e proprio lavoro; la scienza che riguarda lo studio dei molluschi è la malacologia e prevede anche la catalogazione e l’analisi dei diversi tipi di conchiglia esistenti in base alla loro grandezza, alla colorazione e a tutte le altre caratteristiche del guscio che variano a seconda di molti fattori, quali:
- l’età del mollusco;
- la composizione;
- la temperatura dell’acqua in cui il mollusco ha vissuto.
I molluschi
Iniziamo con il dire che chi pensa che la conchiglia è la casa del mollusco sbaglia. L’idea più diffusa forse è quella della lumaca che trascina sul suo corpo la piccola chiocciola. In realtà, essendo esseri invertebrati i molluschi hanno bisogno di una protezione per il proprio corpo.
Il termine mollusco deriva dal latino mollis, che significa appunto molle e descrive la caratteristica principale di questi esseri: sono privi di uno scheletro interno, per cui le conchiglie nella maggior parte dei casi rivestono la funzione di protezione e sostengo per il mollusco e vengono considerate quindi come degli esoscheletri, ovvero degli scheletri esterni.
Esistono più di 100.000 tipi di molluschi, per questo motivo è difficile dare una descrizione dettagliata per ognuno di loro, ma è stata creata una semplice classificazione in base alle peculiarità che li accomuna e grazie ad essa ci si può fare un’idea dell’evoluzione di queste creature e in particolare della trasformazione che alcune conchiglie hanno subito nel tempo; infatti, il processo evolutivo ha fatto sì che in alcuni casi l’esoscheletro scomparisse del tutto come è avvenuto per i cefalopodi.
Com’è fatta la conchiglia
Caratteristica comune a tutte le conchiglie è che esse iniziano a formarsi quando il mollusco è ancora una larva; con il tempo la conchiglia continua a crescere e come abbiamo detto, a causa di diversi fattori il guscio avrà colori e forme diverse. Se è vero che due persone non possono avere un’impronta digitale uguale, lo stesso si può dire per i molluschi per quanto riguarda la loro conchiglia.
Il mollusco ha un organo preposto alla formazione della conchiglia che è conosciuto come pallio oppure come mantello; il pallio emette la conchiolina, ovvero una sostanza organica che solidifica i cristalli di calcio che vanno a formare la struttura della conchiglia, che è quindi formata per il 90-95% da carbonato di calcio che si cristallizza in aragonite e calcite.
La maggior parte dei gusci dei molluschi hanno tre strati:
- il periostraco è lo strato più esterno e quindi il più datato, composto per la maggior parte da conchiolina;
- l’ostraco è lo strato centrale formato da prismi di carbonato di calcio;
- l’ipostraco è lo strato più interno composto da lamelle di aragonite ed è conosciuto come madreperla.
Come abbiamo già detto, non esiste una conchiglia uguale ad un’altra perché crescendo il mantello del mollusco produce diverse quantità di carbonato di calcio che formano le classiche ornamentazioni del guscio come spine e tubercoli; inoltre, sia la forma che il colore possono essere influenzati da tanti elementi come l’alimentazione e l’ambiente in cui il mollusco vive. Temperatura, luce e acidità dell’acqua contribuiscono a modellare una conchiglia: è stato notato che i molluschi degli abissi o di mari particolarmente freddi sono soliti avere un guscio con la colorazione tendente al bianco.
Tipi di conchiglia
In base alla classe di appartenenza dei molluschi siamo in grado di descrivere il tipo di conchiglia che hanno:
- i poliplacofori hanno una conchiglia di forma ovale formata da otto piastre che sono incluse nel pallio;
- i monoplacofori hanno una conchiglia a forma di scudo conico di cui la punta è leggermente ricurva. Grazie al processo evolutivo lo scudo conico si è trasformato in una spirale avvolta su sé stessa, mentre alcuni molluschi di questa classe hanno perso del tutto la conchiglia;
- gli scafopodi hanno una conchiglia simile ad una piccola zanna di elefante;
- i gasteropodi sono le lumache di mare e per via della conchiglia formata da un unico pezzo che si avvolge a spirale su sé stessa, si pensava potessero far parte della stessa famiglia dei monoplacofori;
- i lamellibranchi sarebbero i molluschi bivalvi come le cozze Nieddittas, formate cioè da due conchiglie che sono tenute unite da un legamento elastico che ne consente l’apertura;
- i cefalopodi come le seppie, i calamari e i polpi, nella maggior parte dei casi hanno perso lo scheletro esterno, ma hanno una conchiglia interna che ha la funzione di organo di galleggiamento. Solo l’argonauta femmina ha ancora una conchiglia esterna che può arrivare a misurare poco meno di 10 cm, che serve a proteggere le uova;
- i brachiopodi sono simili ai bivalvi, con la differenza che in quest’ultimi si distingue la conchiglia destra dalla sinistra, mentre nei primi si ha una conchiglia ventrale di dimensioni più grandi e una dorsale.
Collezione e catalogazione
Collezionare le conchiglie può diventare un vero e proprio lavoro che richiede molto tempo e studio. Per coloro che le collezionano come passatempo/hobby va detto che il codice della navigazione all’articolo 1162 vieta e punisce con una sanzione da 1.549,00 euro fino a 9.286,00 euro la raccolta:
il prelievo è punito con una sanzione amministrativa per chiunque estragga “arena, alghe, ghiaia o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale, ovvero delle zone portuali della navigazione interna”.
Lavoro più difficile è quello che riguarda la classificazione, che prevede l’utilizzo di tavole sistematiche con cui poter confrontare le varie specie e poter riconoscere a quale gruppo e sottogruppo la conchiglia analizzata fa parte. Infine, per avere una collezione di conchiglie davvero ordinata potrete creare un catalogo in cui registrare il nome scientifico della specie, il nome dello studioso che per primo ne ha dato una descrizione e le principali informazioni che la riguardano, in questo modo saprete riconoscere con una sola occhiata le conchiglie che avete già e quelle che vorreste facessero parte della vostra collezione.
La storia nelle conchiglie
Ma a cosa possono servire i vari tipi di conchiglia? Alcune popolazioni africane del passato hanno usato le conchiglie come moneta, altre popolazioni orientali sfruttano delle conchiglie giganti come vasche per lavare i bambini, mentre alcune religioni le usano come acquasantiere e fonti battesimali; non è mancato l’utilizzo anche nell’arte, nella decorazione e soprattutto nella creazione di preziosi gioielli con la lavorazione della madreperla.
Studiando la conchiglia infine è possibile ricavare numerose informazioni circa la vita del mollusco a cui è appartenuta. Innanzitutto, dalla grandezza della conchiglia si può stabilire l’età del mollusco, mentre dalla presenza di buchi o altre lesioni sul guscio si può capire se il mollusco è stato preda di attacchi da parte di altri animali, poiché alcune specie ittiche sono in grado di forare la conchiglia per nutrirsi di quello che c’è dentro. Inoltre, le conchiglie ci parlano del passato, perché hanno una notevole resistenza e difficilmente si degradano, ma anzi si fossilizzano; questa loro caratteristica ha facilitato la comparazione tra diversi ritrovamenti dando la possibilità di ricreare il loro processo evolutivo, ma ha reso possibile anche la datazione delle differenti ere e periodi geologici.
3 Mar 2022 | In evidenza, Magazine
Il tartufo di mare o venus verrucosa è un mollusco bivalve appartenente alla famiglia dei Veneridi. È molto utilizzato in cucina per il suo sapore delicato e la bontà delle sue carni.
Vediamo cosa sono e come aprire i tartufi di mare per preparare delle saporite e gustose ricette, senza incorrere in rischi per la salute.
Caratteristiche dei tartufi di mare
I tartufi di mare sono molluschi chiusi tra due conchiglie, più piccoli rispetto ad altri frutti di mare, e si trovano sui fondali di sabbia e fango fino alla profondità di 20 metri. Vivono in colonia e si riproducono nel periodo che va dalla fine della primavera all’inizio dell’estate.
Sono simili per aspetto e sapore alle vongole, ma si distinguono da queste per la conchiglia esterna che ha una superficie rugosa e irregolare composta da creste o lamelle, e per un sapore salmastro più deciso e persistente. Si distinguono anche dai fasolari, che sono più grandi, per il colore della conchiglia: una tonalità che varia dal giallo chiaro al beige-bruno, mentre l’interno è bianco e lucido.
Nel mar Mediterraneo gli esemplari più comuni sono di 3-4 centimetri per 30-40 grammi.
I tartufi di mare sono alimenti potenzialmente a rischio di contaminazione. Filtrano l’acqua per nutrirsi di alcuni micro e macro organismi vegetali come il fitoplancton e piccolissime alghe pluricellulari, per questo tendono ad accumulare patogeni ed inquinanti.
Per gustare questo prodotto in modo sicuro si raccomanda di acquistarlo solo da fonti commerciali ufficiali e sicure, come Nieddittas, per ridurre il rischio di spiacevoli inconvenienti nocivi per la salute.
C’è chi preferisce consumarlo crudo con un po’ di limone, se acquistato fresco e pulito correttamente, o cotto direttamente in padella (modalità consigliata) con olio, aglio, prezzemolo, pepe o peperoncino.
All’acquisto i molluschi devono essere vivi e all’apertura devono risultare completamente aderenti alla valva. Si trovano in commercio già stabulati e quindi purificati dalla sabbia e da possibili residui di patogeni e contaminanti.
Scopriamo ora come aprire i tartufi di mare in modo corretto per utilizzarli nelle vostre ricette preferite!
Come aprire i tartufi di mare?
Se volete sapere come aprire i tartufi di mare non vi resta che seguire i passaggi che trovate qui di seguito, ma prima procuratevi dei guanti e un coltellino affilato.
I tartufi di mare Nieddittas sono caratterizzati da un liquido intervalvare abbondante e con assenza visibile di fango o sabbia.
- Controllate che non ci siano eventuali gusci rotti, poi con l’aiuto di un coltellino a lama corta e appuntita afferrate i molluschi con un canovaccio per non tagliarvi e cercate il punto di congiunzione tra le due valve.
- Fate scorrere la lama sul bordo e separate le valve.
- Tenete da parte il liquido presente all’interno per utilizzarlo nelle vostre ricette.
- Staccate il mollusco dalla valva superiore e buttate la parte del guscio vuota.
Proseguite allo stesso modo per tutti i tartufi.
Una volta aperti potete utilizzarli cotti in padella nella preparazione di antipasti caldi, primi piatti, secondi piatti fatti in umido o gratinati oppure come condimento per la pasta, ad esempio per un sugo marinaro, zuppette o brodetti. Il liquido contenuto all’interno va filtrato per eliminare eventuali impurità e sfumato con un po’ di vino bianco secco. Sono ottimi anche farciti di pane aromatico e gratinati in forno.
Proprietà nutrizionali
I tartufi di mare sono alimenti molto nutrienti, una fonte di proteine ad alto valore biologico, vitamine e minerali specifici. Appartengono al I° gruppo fondamentale degli alimenti.
Sono poco calorici (circa 85 kcal / 100 g di parte edibile), privi di lattosio e di glutine.
Hanno un discreto contenuto di omega 3 e, come per gli altri molluschi bivalvi, una quantità significativa di colesterolo e possibile concentrazione di istamina.
Tra le vitamine si riscontrano ottimi livelli delle idrosolubili del gruppo B. Per quanto riguarda i minerali, contengono potassio, fosforo, sodio, ferro, calcio, selenio, magnesio, zinco, rame e iodio.
24 Feb 2022 | In evidenza, Magazine
Le ostriche sono dei frutti di mare da sempre sinonimo di raffinatezza, simbolo di ricchezza e cibo pregiato. Sono dotate di due valve: quella inferiore alla quale è attaccato il mollusco è più grande e incastonata nella valva superiore.
Sono diffuse nei mari europei, a bassa profondità, e quelle che troviamo sul mercato appartengono a due varietà, quella piatta e quella concava, provenienti dai principali allevamenti europei (Francia, Olanda, Regno Unito, Irlanda, Spagna, Grecia, Germania e in piccola parte Italia). Quella più utilizzata in cucina è la varietà Bèlon, dalla forma rotonda.
Nieddittas propone al mercato le ostriche di provenienza comunitaria (Olanda e Francia) che vengono da noi scelte, monitorate, etichettate e consegnate in tutta la Sardegna dopo aver superato i controlli e le verifiche previste dalle nostre procedure di qualità, per assicurare al consumatore finale la massima freschezza e le migliori garanzie di sicurezza alimentare. Non solo in Sardegna, con Nieddittas a Domicilio è possibile riceverle anche a Milano, Roma e altre località!
Come tutti i molluschi, le ostriche fresche andrebbero consumate subito. Ma se ciò non fosse possibile, vediamo insieme come conservare le ostriche.
Cosa sapere sulle ostriche
Innanzitutto, acquistate solo ostriche fresche e di qualità per non incorrere in rischi per la salute. Più un’ostrica è fresca e più si potrà conservare meglio in frigorifero. Controllate sempre l’etichetta, che la confezione sia chiusa, garanzia di tracciabilità del prodotto, e che i molluschi siano vivi.
L’ostrica fresca si conserva in frigorifero 4-5 giorni dalla data riportata in etichetta, solo se al suo interno mantiene una piccola quantità di acqua naturale che le consente di sopravvivere. Devono essere confezionate con la parte concava rivolta verso il basso.
Un’altra raccomandazione è quella di non aprire le ostriche in anticipo, ma solo quando è il momento di mangiarle. Per gli estimatori si mangiano crude, al naturale, magari con del limone e un pizzico di pepe. Hanno poche calorie, sono ricche di calcio e di ferro ma è meglio non esagerare, dato che contengono molto colesterolo. Si consiglia di consumarle previa cottura a 100°C per 2 minuti (gratinate o con gli spaghetti sono una vera delizia).
Adesso leggete con attenzione come conservare le ostriche.
Come conservare le ostriche in frigorifero
Per prima cosa, per conservarle le ostriche devono essere chiuse ed intatte affinché mantengano tutta la loro acqua e freschezza. Ecco alcune semplici regole da seguire per una corretta conservazione:
- Non lavate le ostriche e non toglietele dal guscio. Le ostriche sono già purificate dal produttore e quindi non è necessario pulirle o spazzolare il guscio. Hanno un gusto migliore se vengono sgusciate appena prima di essere mangiate. È anche più facile conservarle intere e ci sono meno possibilità che vadano a male.
- Utilizzate un recipiente non chiuso che possa essere facilmente riposto nel frigorifero.
- Posizionate i molluschi in modo che la parte concava del guscio sia rivolta verso il basso. In questo modo tratterranno i propri succhi.
- Ora coprite le ostriche con uno strofinaccio o un panno umido, non bagnato. C’è anche chi le dispone su un letto di ghiaccio posto nel fondo del recipiente, proprio come in pescheria. Verificate almeno una volta al giorno che lo strofinaccio rimanga umido mentre le ostriche vengono conservate in frigorifero. Se il panno si asciuga, bagnatelo nuovamente. Ricordate che le ostriche vivono nell’acqua di mare, quindi per loro quella dolce è letale. Per questo motivo non vanno immerse direttamente nell’acqua.
- La temperatura del frigorifero ideale per conservarle dovrebbe essere compresa tra 4-6 ±2°C.
- Devono essere conservate orizzontalmente, in piano sulle loro conchiglie bombate per evitare che si svuotino dalla loro acqua.
È fondamentale tenerle al riparo dalla luce. Una volta aperte, controllate la presenza di acqua, segno che l’ostrica si è conservata correttamente. Se invece è secca avrà un odore sgradevole e sarà da scartare.
21 Feb 2022 | In evidenza, Magazine
La Pasqua si avvicina ed è bene iniziare a pensare quali piatti inserire nel menu. Che siate con amici o in famiglia, noi di Nieddittas abbiamo pensato ad una serie di antipasti di mare per Pasqua sfiziosi, facili e veloci da realizzare.
La cucina italiana offre tante ricette da portare in tavola che riescono ad accontentare ogni genere di palato, ma se volete servire come antipasto qualcosa di più originale della classica insalata di mare, ecco per voi 4 idee a base di pesce.
Cozze gratinate
Il primo degli antipasti pasquali che proponiamo sono le cozze gratinate, ovviamente quelle Nieddittas. Prendetene un chilo, togliete il bisso tirandolo verso il basso e se volete prepararle da crude con la punta del coltello fate leva per aprirle. Se volete prepararle da cotte, mettetele in una pentola col coperchio a fuoco alto per 10 minuti fino a quando si apriranno. Eliminate le eventuali cozze rotte o che non si sono aperte.
È il momento di preparare il ripieno; mettete in una ciotola:
- il pangrattato
- il parmigiano grattugiato
- gli spicchi di aglio tritati finemente
- il prezzemolo tritato
- il pepe e il peperoncino
- il vino
- l’olio evo
Mescolate bene fino ad ottenere un composto umido e se necessario aggiungete un pochino di acqua di cottura delle cozze. Passiamo alla fase di riempimento delle cozze.
Prendete un po’ di impasto e inseritelo all’interno dei gusci compattando bene con le mani. Mettete tutte le cozze ripiene su un tegame con carta forno, irroratele con un filo di olio extravergine e cuocetele in forno preriscaldato a 200° per 15 minuti circa. Gli ultimi minuti impostate la modalità grill ed infine sfornate le vostre cozze gratinate.
Spiedini di gamberi e calamari con mele e zafferano
Un’altra ricetta da servire tra gli antipasti di mare per Pasqua potrebbe essere quella degli spiedini di gamberi e calamari, che possono rappresentare anche un secondo piatto saporito se si aumentano le porzioni. Le mele e lo zafferano creeranno un connubio dolce e salato da provare assolutamente!
Prima di tutto si prepara la salsa che andrà sopra gli spiedini a base di pesce. Pulite quindi le mele e tagliatele a cubetti. In una pentola mettete un filo d’olio, aggiungete i cubetti di mela e fate cuocere a fuoco lento fino a quando diventeranno morbidi.
Frullateli, regolate di sale e pepe, e rimette sul fuoco la salsa ottenuta. Versate una bustina di zafferano, mescolate e continuate a cuocere a fuoco basso.
Intanto scaldate la bistecchiera, ungetela con un filo di olio e una volta calda mettete gli spiedini. Basteranno 2-3 minuti per lato.
Metteteli su un piatto da portata e ricopriteli con la salsa di mele e zafferano, qualche semino di sesamo, olio evo e buon appetito!
Spiedini di capesante con vellutata di zucca
Una terza idea di antipasto di mare per il vostro pranzo pasquale è lo spiedino di capesante con vellutata di zucca. Le capesante sono un mollusco gustoso e delicato che si presta a varie ricette squisite. Per cucinare questo antipasto, per prima cosa lavate la zucca e tagliatela a pezzi rimuovendo la buccia. Fatela bollire in pentola con un litro di acqua salata con coperchio per 15 minuti.
Aggiungete la panna, il sale e il pepe e scaldate a fuoco lento.
Nel frattempo, preparate le capesante Nieddittas. Infilatene 3 per ogni rametto di rosmarino che avrete precedentemente pulito. Regolate di sale e pepe e scaldate un filo d’olio in padella. Mettete gli spiedini di capesante per circa 4 minuti per parte. Una volta cotti serviteli sui piatti da portata appoggiati sulla vellutata di zucca.
Carpaccio di polpo
Questa ricetta può essere servita sia come secondo che come antipasto pasquale buonissimo e saporito.
Sciacquate il polpo sotto l’acqua corrente e mettetelo in una pentola con 2 litri di acqua fredda, il vino bianco e 5 foglie di alloro. Cuocete il polpo per 20 minuti (per ogni kg) da quando inizia a bollire. Fate raffreddare nella sua pentola, poi scolatelo e tagliatelo a pezzi.
Pressate il polpo con le mani per far uscire l’acqua in eccesso e poi mettetelo in frigorifero coperto da pellicola trasparente. Lasciatelo riposare per almeno 24 ore.
Affettatelo in maniera sottile e servite il vostro carpaccio di polpo, se volete con dell’olio aromatizzato all’aglio.
17 Feb 2022 | In evidenza, Magazine
Che sia una cena al ristorante o una serata passata a casa di amici, nel menu di pesce delle occasioni speciali non può mai mancare l’insalata di mare, ovvero un grande classico della cucina italiana che si prepara solo con pesci freschi come calamari e polpo, le cozze e le vongole di Nieddittas.
Questo è un piatto dalle mille varianti che può essere servito come antipasto oppure come secondo piatto, ma potete star tranquilli che con una ricetta del genere saranno tutti soddisfatti.
Siete curiosi di scoprire come condire l’antipasto di mare con pochi ingredienti per assaporare al meglio i prodotti che il mare ci offre?
Cozze e vongole
Per preparare questa ricetta vi servirà del pesce fresco come calamari, cozze, vongole e polpo, ma potete aggiungere tutti i frutti di mare che preferite.
Per ottenere un buon piatto è necessario pulire correttamente il pesce; vediamo allora come procedere.
Per quanto riguarda le cozze e le vongole eliminate subito quelle con il guscio rotto oppure già aperto, eliminate il bisso dalle prime e strofinate tra loro il guscio delle seconde sotto l’acqua corrente per poi prenderle a manciate per farle cadere sul fondo di un recipiente in modo da individuare quelle piene di sabbia.
A questo punto prendete una padella ampia, fateci scaldare un filo d’olio extravergine d’oliva insieme a uno spicchio d’aglio e aggiungete cozze e vongole; fate sfumare con del vino bianco e coprite con un coperchio la padella in modo da far cuocere i molluschi nel loro vapore. In pochi minuti si dovranno aprire tutti i gusci, eliminate quelli che non si sono dischiusi e infine raccogliete l’acqua di cottura che si è formata perché potrebbe essere utilizzata per altre preparazioni a base di pesce.
Polpo e calamari
Mentre le cozze e le vongole sono in padella pulite il polpo: incidete la sacca senza staccarla dai tentacoli per eliminare le interiora, gli occhi e il dente, poi sciacquate sotto l’acqua corrente; prendete una pentola abbastanza alta, riempitela di acqua e fatela bollire insieme a delle foglie di alloro, un rametto di prezzemolo, delle coste di sedano e del pepe in grani; prendete il polpo e immergete i tentacoli per diverse volte fino a farli arricciare, perché questa operazione serve a intenerire la polpa. A questo punto fate cuocere il polpo per 30 minuti poi levatelo dall’acqua e fatelo freddare prima di tagliarlo.
Ora passate alla pulizia dei calamari: staccate la testa dal mantello, eliminate la penna di cartilagine, togliete le interiora che si trovano nel mantello e quando è presente raccogliete l’inchiostro della sacca se vi piace, incidete il mantello per staccare la pelle, sciacquate bene la polpa sotto l’acqua corrente e tagliate il mantello ad anelli. Ora potete far cuocere i calamari nella stessa acqua di cottura del polpo per pochi minuti.
Condire l’insalata di mare
La preparazione del vostro antipasto di mare è quasi terminata.
Togliete dalla padella le cozze e le vongole, levate il mollusco dal guscio e mettetelo in una ciotola; potete tenere alcune cozze e vongole intere per guarnire il vostro piatto da portata. Dopo aver fatto freddare il polpo tagliate a pezzi i tentacoli e aggiungeteli nella ciotola insieme agli anelli di calamaro, alle cozze e alle vongole. Non vi resta che condire l’insalata di mare con una semplice emulsione di olio, succo di limone, sale e pepe.
Ecco come condire l’antipasto di mare. Il condimento più classico infatti si ottiene mettendo in una ciotola qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva, un goccio di succo di limone, sale e pepe; con una frusta o semplicemente con una forchetta si deve montare la miscela fino a quando gli ingredienti non saranno tutti ben amalgamati.
Anche i condimenti possono avere le loro infinite varianti. Prendendo come base la citronette che abbiamo appena visto, si possono aggiungere diversi ingredienti per dare maggior sapore al pesce: la scorza di arancia e di limone tritato si sposano bene con i sapori delicati del mare, invece per un gusto tipicamente mediterraneo si può aggiungere un battuto di menta, basilico e prezzemolo, infine gli amanti del piccante possono mettere del peperoncino fresco tagliato a pezzi.
L’antipasto di mare per essere davvero buono ha bisogno di due semplici cose: del pesce fresco da far marinare per almeno mezz’ora nell’emulsione di olio.