6 Lug 2022 | In evidenza, Magazine
Se non l’avete vista nel film di Michelangelo Antonioni del 1964 “Deserto Rosso”, l’avrete sicuramente sentita nominare nella lista delle spiagge più belle al mondo. Stiamo parlando della Spiaggia Rosa, un luogo incantato che si trova a Cala di Roto, a sud-est dell’isola di Budelli, un vero e proprio paradiso terrestre.
Scopriamo tutto quello che c’è da sapere sulla Spiaggia Rosa Sardegna: dove si trova, perché si chiama così e come raggiungerla.
Spiaggia Rosa Sardegna: dove si trova?
La famosa Spiaggia Rosa si trova vicino alle Bocche di Bonifacio, nell’estremo nord della Sardegna, sull’isola di Budelli, nel Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, di cui è diventata un simbolo. L’isola di Budelli fa parte del parco da maggio 2016, da quando è stata sottratta dalla proprietà di un magnate neozelandese, ma già da prima era di proprietà privata.
È una meraviglia della natura, un luogo suggestivo e unico che si contraddistingue appunto per la sua sabbia rosa. L’affascinante colorazione della spiaggia si deve ad un microrganismo di colore rosa, Miniacina Miniacea, che vive dentro le conchiglie e abita nella posidonia, una pianta acquatica del mar Mediterraneo. Quando questi microrganismi muoiono, i gusci vengono trascinati in riva dalla marea e dal vento, sminuzzandosi e aggiungendosi ai frammenti di corallo e granito, donando alla sabbia per contatto questa caratteristica tonalità.
Oltre che per la particolare colorazione della sabbia, la Spiaggia Rosa in Sardegna è rinomata per le sue acque cristalline e per la ricca diversità di flora e fauna; potreste, infatti, avvistare delfini e varie specie di balene. Ma come ammirare questa meraviglia della natura?
Come raggiungere la spiaggia Rosa dell’isola di Budelli
Solo pochi fortunati possono ammirare da lontano questa bellezza naturale e le sue acque limpide. La spiaggia rosa è off limits: dal 1988 non è più possibile sbarcare sulla spiaggia per visitarla né ancorare e né fare il bagno, ai fini di preservarla e consentirle di riacquisire il suo particolare colore rosa originario.
Negli ultimi tempi le maree irregolari e il costante ancoraggio di barche avevano rallentato la crescita di posidonia. Inoltre, i visitatori erano soliti prelevare la preziosa sabbia come souvenir del viaggio. Questo ha spinto lo Stato italiano ad intervenire per tutelare questa oasi dalla natura selvaggia vietando la sosta, l’accesso, il transito e la balneazione (tutela integrale).
Dunque, la Spiaggia Rosa è raggiungibile solo via mare partendo dalle località vicine della Costa Smeralda. Ci si può avvicinare con la propria barca, ad un massimo di 70 metri dalla riva, dietro permesso delle autorità locali, oppure la si può raggiungere prendendo parte ad uno dei tour in barca giornalieri per l’arcipelago di La Maddalena che prevedono una sosta nelle vicinanze della famosa Spiaggia Rosa. I traghetti per l’Isola di Budelli partono dalla Costa Smeralda, Palau o da La Maddalena. È possibile raggiugerla anche da Olbia o Golfo Aranci.
Cosa vedere nei dintorni?
Tutto l’Arcipelago della Maddalena offre luoghi mozzafiato. È una buona idea partecipare alle escursioni organizzate dalle guide del Parco Nazionale nelle vicine spiagge del Cavaliere (percorrendo il sentiero denominato Strada Azzurra) e di Cala di Roto. Da vedere tra le tante: Cala Coticcio a Caprera, Cala Corsara a Spargi, i forti di Santo Stefano, la “secca” di Washington, tra Budelli e Spargi, fatta di blocchi granitici colorati dal rosso delle gorgonie.
Per svolgere alcune attività all’interno del Parco dell’arcipelago è necessario munirsi di autorizzazioni, indispensabili per non incorrere in sanzioni.
4 Lug 2022 | In evidenza, Magazine
Da Nord a Sud, le spiagge della Sardegna sono bellissime e variegate, tutte bagnate da un’acqua cristallina e dalla temperatura piacevole, le cui sfumature di colore vanno dall’azzurro al turchese, al verde smeraldo fino a diventare trasparente quando l’acqua incontra la costa. Insomma, la Sardegna è un vero e proprio paradiso terrestre e noi di Nieddittas che ci viviamo lo sappiamo bene.
Oggi ci concentreremo solo sulle spiagge del Nord Sardegna: la lista (utile soprattutto per coloro che trascorrono la propria vacanza nella zona di Olbia) partirà da Nord-Est con Porto Ferro e arriverà fino a Cala Brandinchi, a Nord-Ovest, per un totale di 10 spiagge.
Ecco a voi una mini-guida per le spiagge Sardegna Nord.
1. Porto Ferro
La sabbia di Porto Ferro è composta da piccoli granellini dal colore ambrato scuro o rossastro e copre una superficie di due chilometri, a forma di mezzaluna.
Alle spalle della spiaggia si trova una pineta che, insieme ad altre dune di sabbia ricoperte di gigli marini, separano Porto Ferro dall’unico lago naturale della Sardegna: il lago di Baratz.
La spiaggia è inoltre dominata da tre torri spagnole di avvistamento costruite nel Seicento contro i saraceni.
Porto Ferro è la meta ideale per chi ama godersi il mare in solitaria, nonché per gli amanti di surf e windsurf, in quanto la zona è spesso ventosa. Inoltre, la parte più a nord della spiaggia è spesso frequentata da amanti del naturismo.
La spiaggia è dotata di parcheggi e punti di ristoro.
2. San Pietro a Mare
Vicino a Valledoria, San Pietro a Mare è la meta ideale per gli appassionati di windsurf o, in generale, degli sport acquatici.
La sabbia chiarissima morbida e dorata di San Pietro a Mare incontra la foce del fiume Coghinas, per uno scenario cromatico mozzafiato in cui si incontrano le due diverse sfumature di azzurro del fiume e del mare.
Nei pressi della spiaggia è possibile trovare un ampio parcheggio, bar, ristoranti, strutture ricettive e numerosi negozi.
3. La Pelosa
La Pelosa è la spiaggia più nota di Stintino e, probabilmente, fra le più belle spiagge Sardegna Nord. Inutile dire che parliamo di un vero e proprio paradiso. La baia è protetta dal vento, il che permette all’acqua di essere sempre calma. Questa caratterstica, insieme ai fondali bassi, rende la spiaggia adattissima ai bambini anche più piccoli.
La spiaggia prende il nome dalla torre aragonese (Torre della Pelosa) risalente al Sedicesimo secolo, visibile dalla riva. Dalla costa è inoltre possibile ammirare l’isola dell’Asinara.
La sabbia è candida e finissima, quasi farina, e l’acqua turchese richiama alla mente i paesaggi caraibici, se non fosse per la presenza di macchia mediterranea.
Per coloro che volessero visitare La Pelosa ricordiamo che, dal 2020, è necessario prenotare il posto su un’applicazione apposita.
4. Ezzi Mannu
Sempre a Stintino, Ezzi Mannu è una spiaggia molto bella, ma poco frequentata: l’unico punto a sfavore è che si trova vicino alla centrale di Fiume Santo.
La spiaggia è composta da piccoli sassolini bianchi, l’acqua è limpida e perfetta e la zona è circondata da dune coperte di vegetazione tipica della macchia mediterranea, che regalano un aspetto quasi selvaggio.
5. Li Cossi
Ci troviamo in Gallura, precisamente a Costa Paradiso. Li Cossi è una piccola caletta dalla sabbia finissima ed un mare colorato. La caletta è circondata da scogli di granito rosa, per un’atmosfera privata e romantica.
Se vi trovate nel Nord Sardegna non potete non visitare Li Cossi, raggiungendo la caletta tramite un sentiero naturale e panoramico che vi lascerà a bocca aperta.
Infine, per chi fosse amante di immersioni subaquee, questa zona è perfetta, soprattutto per via della ricchezza di fauna sottomarina.
6. Porto Pollo
Ci siamo ora spostati nella famosissima Costa Smeralda. La spiaggia di Porto Pollo, chiamata in gallurese Portu Puddu, collega la terraferma all’Isola dei Gabbiani (o Isuledda). La spiaggia si apre in una forma simile ad un ventaglio ed è perennemente battuta dal vento: zona ideale per chi ama praticare windsurf o kite surf.
Il fondale basso rende la spiaggia adatta anche ai bambini; inoltre, per chi desiderasse, la zona è attrezzata con alberghi, camping, ristoranti, bar e noleggi per ombrelloni.
7. Cala Corsara
Cala Corsara, nell’arcipelago della Maddalena, è stata nominata spiaggia più bella di Italia nel 2016; nel 2018 è stata inclusa nella rivista Forbes fra le spiagge italiane da visitare.
La spiaggia è raggiungibile solo via mare, in barca: l’acqua è talmente bella, limpida e azzurra che in molti non resistono a tuffarsi dalla barca per raggiungere la riva a nuoto.
Cala Corsara è composta da quattro spiagge, tutte di una sabbia talmente fine e bianca da ricordare il talco di boro. La spiaggia è poi contornata da alcuni scogli granitici dalle forme particolari (come la Roccia della Strega) e da dune su cui crescono ginepri, ginestre, gigli marini e rose.
8. Spiaggia Rosa di Budelli
La meravigliosa spiaggia rosa dell’isola di Budelli prende il nome, come è facile immaginare, dal particolarissimo colore rosato intenso della sabbia.
Il colore della sabbia si deve a piccoli frammenti di corallo, granito e gusci calcarei di miniacina miniacea.
L’accesso alla spiaggia è vietato dal 1988, così come la balneazione, il transito e la sosta. Per questo motivo è possibile ammirare la spiaggia solo da lontano, a circa 70 metri.
9. Spiaggia del Principe
Nuovamente in Costa Smeralda, il nome della spiaggia si deve al principe arabo e imam Karim Aga Khan IV, che negli anni Sessanta si innamorò di questa spiaggia.
Parliamo di una mezzaluna di sabbia bianca circondata di macchia mediterranea e da un promontorio di granito rosa. Insomma, un vero scenario mozzafiato e incantevole, quasi selvaggio.
10. Cala Brandinchi
Infine, concludiamo la nostra lista delle spiagge Sardegna Nord con Cala Brandinchi, presso il comune di San Teodoro e parte dell’area marina protetta di Capo Coda Cavallo. È soprannominata Piccola Tahiti per via della sabbia fine e candida, un mare dalle numerose sfumature di colore e uno scenario naturale mozzafiato a circondare la zona.
La spiaggia è larga appena 10 metri e lunga circa 800. Il fondale è basso per decine e decine di metri dalla riva: perfetto per i bambini più piccoli che ancora non sanno nuotare bene.
In generale la zona è molto amata per le immersioni sottomarine, dato che i fondali sono ricchi di fauna e vegetazione.
30 Giu 2022 | In evidenza, Magazine
La domanda più comune che ci si pone prima di partire in vacanza al mare o quando si riceve un invito per una cena in spiaggia è: come vestirsi al mare di sera?
C’è un look estivo giusto per ogni occasione e non basta scegliere capi confortevoli e di tendenza. Dal tramonto le occasioni mondane si moltiplicano (aperitivi, cene, beach party…) così come i dubbi su cosa indossare. Viva l’estate e viva i colori vivaci, ma attenzione a non esagerare. Sia per gli uomini che per le donne la regola generale è scegliere capi freschi e leggeri.
Ecco qualche consiglio e alcune idee su come vestirsi al mare di sera per essere impeccabili!
Shorts in denim
Serata sulla spiaggia tra amici? Il tramonto sullo sfondo, ombrelloni chiusi, una leggera brezza. La combo perfetta per le serate al mare è un mix tra capi informali e pezzi trendy. Un capo che non può mai mancare nella valigia o nel proprio guardaroba sono gli shorts in denim da abbinare ad un paio di sneakers (in alternativa sandali bassi), una borsa capiente e ad un top monospalla.
L’abito bianco
L’abito bianco in lino o in pizzo sangallo, corto o lungo, è sicuramente un outfit estivo e versatile che si può indossare sia di giorno che di sera. Abbinato ad una borsa in rafia, a delle ciabattine a contrasto e a dei gioielli dorati per esaltarne il colore e l’abbronzatura, farete un figurone!
Spalle scoperte
Per una cena al mare è perfetto l’abito off-shoulder ovvero che lascia le spalle scoperte. Optate per le tonalità pastello, accessori e bijoux naturali, ad esempio in legno e in corda. Vietati i tacchi: sulla spiaggia meglio evitare il tacco 12, indossate un paio di sandali bassi con i lacci.
Via libera a bluse e camicie
Specialmente nelle serate umide le camicie sono un nostro valido alleato: proteggono le braccia e regalano un tocco di eleganza. Di tendenza quella a righe bianche e azzurre, anche nella versione spalle scoperte per mostrare l’abbronzatura.
Un’idea per una cena romantica vista mare? Pantaloni palazzo leggerissimi e blusa in tessuto lucido con ai piedi un paio di sandali dal tacco midi. Un look ricercato ma senza essere esagerato. I gioielli dorati aggiungeranno un tocco di luce all’insieme ed esalteranno la tintarella.
Slip dress e sandali colorati
Se la serata prevede di scatenarsi in balli movimentati, allora puntate sullo slip dress in raso nero da abbinare a dei sandali dai colori fluo e una mini clutch. Anche i vestiti stampati con dei sandali flat e una tracollina sono ideali da indossare al calar del sole.
Gli accessori
In estate sono ideali le borse in rafia, materiale perfetto per l’atmosfera da mare, zainetti e sac in vimini, bracciali beige o in oro, collane con perline e perché no, un piccolo foulard legato su una caviglia. Lasciate le borse in pelle all’uso cittadino.
Come vestirsi al mare di sera: cosa evitare
Molti pensano che d’estate tutto vale e sia concesso qualunque tipo di colore e pattern senza pensare agli abbinamenti. Ricordate che se indossate una t-shirt dai colori sgargianti o stampata di regola si accosta a degli shorts scuri e accessori in tinta unita o viceversa.
Ricapitolando, ecco 3 errori da non commettere:
- No ai tacchi in spiaggia.
- Non combinate stampe e colori senza criterio.
- No alla bag di pelle.
Lasciatevi ispirare per il vostro look da spiaggia da questi utili e semplici consigli, basterà applicare alla praticità un tocco di buon gusto. Scegliere come vestirsi al mare di sera non sarà più un problema!
28 Giu 2022 | In evidenza, Magazine
Il solstizio ha finalmente segnato l’arrivo dell’estate: c’è chi fugge dal sole cocente e dal caldo soffocante in alta montagna e chi invece preferisce il mare. Noi di Nieddittas, che abbiamo la fortuna di vivere in Sardegna e godere delle sue bellissime spiagge, optiamo sicuramente per la seconda scelta.
Quando facciamo i preparativi per una giornata di mare, l’ombrellone è sicuramente un pezzo indispensabile: offre un piccolo angolo fresco e ombroso che spesso salva da brutte insolazioni e, non meno importante, aiuta ad evitare che cibi e bevande si riscaldino immediatamente sotto il sole. Inoltre, se di tipo specifico, può svolgere l’importantissima azione di protezione dai raggi UV.
Tuttavia, la scelta dell’ombrellone dev’essere fatta con cura: accontentarsi di un ombrellone di bassa qualità solo perché consente un risparmio al momento dell’acquisto è spesso una cattiva idea, che porterà a dover sostenere nuovamente la spesa all’inizio della prossima stagione.
Vediamo allora come scegliere l’ombrellone da spiaggia, quali sono i princiapli modelli in commercio e e le loro caratteristiche. Successivamente daremo i nostri consigli su cosa mettere in borsa per una giornata di mare ed alcune idee semplici per un buon pranzo al sacco sotto l’ombrellone.
Caratteristiche e modelli di ombrelloni da spiaggia
Di seguito ci concentreremo su 4 caratteristiche e modelli un di ombrellone da spiaggia: una piccola guida all’acquisto che potrà esservi di aiuto nel valutare come scegliere l’ombrellone da spiaggia, considerando le diverse features disponibili in commercio.
1. Resistenza: acciaio, alluminio e stecche rinforzate
Fra le principali caratteristiche da tenere in considerazione nell’acquistare un ombrellone da spiaggia vi è sicuramente la resistenza. In spiaggia è molto comune che il vento soffi con più forza rispetto alle strade di città: se l’ombrellone non è abbastanza resistente potrebbe volare via o aprirsi eccessivamente fino a girarsi “al contrario”, rovinandosi.
Al fine di ovviare a questo problema, una buona scelta è quella di acquistare degli ombrelloni dalla struttura abbastanza resistente. Il materiale qui gioca un ruolo importante: acciaio ed alluminio sono entrambi garanzie di resistenza nel caso di forte vento.
Inoltre, alcuni ombrelloni hanno le stecche rinforzate, in modo da fare resistenza al vento ed impedire che questo (anche se leggero) rovesci la struttura.
Generalmente, secondo il fattore resistenza, gli ombrelloni meno consigliati sono quelli più classici fatti di plastica leggera e poco resistente, appettibili unicamente in virtù del prezzo contenuto.
2. Salute: protezione dai raggi ultravioletti
Siamo ormai tutti a conoscenza della pericolosità dei raggi ultravioletti (UV), estremamente dannosi per la nostra pelle.
A differenza di quanti in molti potrebbero credere, gli ombrelloni classici non proteggono dai raggi ultravioletti, i quali riescono ad attraversarne il tessuto, solitamente in cotone.
A tal fine esistono degli ombrelloni costruiti con un tessuto speciale, capace di filtrare i raggi dannosi e proteggere la nostra pelle: in questo modo non ci sarà più bisogno di applicare la crema solare anche all’ombra dell’ombrellone!
3. Salva-spazio: ombrelloni pieghevoli o smontabili
Questo tipo di ombrelloni si rivela molto utile soprattutto nel caso si voglia portare l’ombrellone in moto o in valigia, per una vacanza al mare lontano da casa.
Gli ombrelloni pieghevoli o smontabili risolvono efficacemente il fastidioso problema del poco spazio, semplificando le operazioni di trasporto, soprattutto nel caso la spiaggia non sia a due passi da casa.
Anche nel caso in cui vogliate avere un ombrellone sempre a portata di mano nel portabagagli della vostra automobile questi ombrelloni potrebbero rivelarsi una buona scelta. Infatti, nonostante il portabagagli sia spazioso e perfettamente in grado di accogliere un ombrellone classico, è probabile che in molte situazioni questo diventi di impiccio.
Per chi temesse l’eccessiva complessità di questa tipologia di ombrelloni, niente paura: l’ombrellone pieghevole o smontabile è anche, generalmente, facile da montare.
4. Privacy e spaziosità: ombrelloni con tenda
Infine, l’ultima tipologia di ombrellone da spiaggia che consigliamo è dedicata a coloro che desiderino avere un piccolo spazio privato e personale in mezzo alla spiaggia (probabilmente affollata in alta stagione).
Gli ombrelloni con tenda integrata regalano ampio spazio in cui appoggiare i propri effetti personali ed eventuali cibi e bevande; inoltre, danno la sensazione di avere una piccola cabina personale in spiaggia, dove cambiarsi, riposarsi, leggere ed in generale avere una sensazione di privacy.
Esistono tanti modelli diversi rispetto a questo genere di ombrellone, alcuni dei quali ricordano vere e proprie tende da campeggio.
Un’altro vantaggio degli ombrelloni con tenda integrata è che proteggono dal sole durante tutti gli orari, senza doversi alzare ogni paio di ore per cambiare l’orientamento dell’aggeggio, come accade invece nel caso dei modelli classici.
Cosa non dimenticare in una giornata di mare
Ora che abbiamo viso come scegliere l’ombrellone da spiaggia, siamo già a metà strada nel prepararci alle numerose giornate di mare che ci aspettano questa estate.
Ma la preparazione non finisce qui! Ecco la nostra piccola lista-consigli su cosa non dimenticare in una giornata di mare, così da assicurarvi di avere sempre con voi tutto il necessario per rilassarvi e godervi una vera giornata di relax.
- L’asciugamano o telo mare: il co-protagonista indiscusso, insieme all’ombrellone, di qualsiasi giornata di mare;
- Il costume da bagno: per potervi tuffare e fare lunghe nuotate nelle bellissime acque marine;
- Le ciabattine o flip-flops: per non dovervi sempre mettere e togliere le scarpe da città;
- La sdraio o sedia da spiaggia: comodissima per evitare di essere costantemente coperti di sabbia;
- La protezione solare: per proteggere la vostra pelle dai raggi ultravioletti ed evitare brutte scottature;
- Gli occhiali da sole: per permettere ai vostri occhi di riposare;
- Un libro o una rivista: per intrattenervi sotto l’ombrellone;
- Un power-bank: nel caso abbiate bisogno di caricare il telefono;
- Una borraccia termica: non dimenticatevi di bere e rimanere ben idratati!
- Maschera (e magari anche pinne e boccaglio): per poter esplorare i magnifici fondali marini e godere delle bellezze nascoste nel mondo acquatico;
- Passatempo: come ad esempio i classici racchettoni da spiaggia;
- Un copri-costume: può essere un pareo o anche semplicemente maglietta e pantaloncini, in modo da potervi accomodare in un baretto da spiaggia in qualunque momento desideriate.
- Una borsa termica: in cui mettere le bevande ed il pranzo al sacco, per il quale daremo qualche idea nel prossimo paragrafo.
Pranzo al sacco in spiaggia: qualche idea
Per un pranzo in spiaggia consigliamo di optare per cibi semplici, facili da mangiare, ma al tempo stesso salutari. Ecco alcune idee:
- Panini: questa è l’opzione più classica, ma cercate di avere un occhio per gli ingredienti, in modo che il panino risulti facilmente digeribile e dunque non dobbiate aspettare troppo tempo per poter fare un bel bagno al mare.
- Insalate di riso o insalate di pasta: fresche, salutari e facili da preparare in grandi quantità, così da poterne offrire anche agli amici. Perché non aggiungere anche qualche frutto di mare Nieddittas per dare un tocco in più?
- Torte salate: principalmente con verdure, in modo che risultino leggere e ben digeribili.
- Frittate di verdure: per esempio la classica e deliziosa frittata di uova e piselli.
- Macedonia mista: approfittate dell’ampia scelta di frutta estiva per prepararvi un delizioso e rinfrescante dessert.
23 Giu 2022 | In evidenza, Magazine
L’8 giugno si è celebrata la Giornata mondiale degli oceani che ci ricorda quanto siano importanti per la vita sul nostro pianeta e quanto sia preoccupante il livello di inquinamento delle acque.
Ogni anno, infatti, finiscono in mare circa 8 milioni di tonnellate di plastica causando gravi danni all’ecosistema marino, rovinando le spiagge e costituendo un pericolo anche per la nostra salute.
La situazione è così preoccupante che si stima che entro il 2050 il 99% degli uccelli marini avrà ingerito della plastica e che il peso dei rifiuti plastici supererà quello della fauna marina; ci ritroveremo perciò a festeggiare un mare di plastica se non interveniamo subito per limitare il problema.
Per chi, come noi di Nieddittas, ha a cuore la salute dei mari e degli oceani è importante domandarsi: come ridurre l’inquinamento del mare?
Scopriamo come possiamo cambiare le nostre abitudini e quali sono le piccole azioni sostenibili quotidiane che possiamo mettere in pratica per salvaguardare l’ambiente marino.
L’inquinamento da plastica
Sapete che l’Italia ha il primato europeo per consumo di acqua imbottigliata? Mentre le buste di plastica che utilizziamo per la spesa (shopper) sono la causa della diminuzione delle tartarughe marine e dell’aumento delle meduse nel Mediterraneo (questo perché le tartarughe scambiano le buste per meduse e quindi quest’ultime si moltiplicano indisturbate).
La plastica è un prodotto sintetico formato da polimeri che si degrada molto lentamente, sono necessari centinaia di anni affinché scompaia completamente!
Ormai fa parte della nostra vita quotidiana, basta pensare alle bottiglie di plastica o ai vari imballaggi che usiamo normalmente. Siamo talmente circondati che ci fa strano pensare ad un mondo senza plastica, ma la direzione sta cambiando.
Il problema è che se non è correttamente riciclata o incenerita, la plastica si accumula come scarto a terra e in acqua e finisce per inquinare i mari. È per questo che si formano le cosiddette “isole di plastica”, come quella gigantesca che si trova nell’Oceano Pacifico.
Le conseguenze sono l’intrappolamento e l’ingerimento da parte di pesci, gabbiani, tartarughe e cetacei, causandone la morte. E poi la plastica risale anche nella catena alimentare e finisce nelle nostre tavole. Sarebbero circa 115 le specie marine a rischio.
L’inquinamento marino è poi causato anche dalla presenza di micro-plastiche, minuscole particelle rilasciate dagli oggetti che si decompongono, dai saponi e cosmetici che finiscono in mare. Purtroppo, si è scoperto che anche le bioplastiche hanno tempi di degradazione piuttosto lunghi e non riescono quindi ad arginare il problema.
I 4/5 dei rifiuti di plastica entrano nel mare sospinti dal vento o trascinati dagli scarichi urbani e dai fiumi, il restante è prodotto dalle navi.
Diamoci una mossa allora, ecco come ridurre l’inquinamento del mare e far sì che la plastica non soffochi le nostre acque.
Come ridurre l’inquinamento del mare: soluzioni
L’ambiente è sempre più a rischio a causa dell’inquinamento dovuto alle attività umane. Per salvaguardare la salute dei mari e degli oceani è fondamentale sia ridurre il consumo di plastica e sia ridurre la produzione di rifiuti plastici. Il primo passo verso un futuro più sostenibile è quello di essere più consapevoli ed evitare gli sprechi.
Tutti possiamo contribuire a ridurre l’inquinamento del mare. Come? Ecco alcuni consigli da mettere in pratica:
- Effettuare una corretta raccolta differenziata.
- Utilizzare sacchetti di plastica biodegradabili o meglio optare per quelli in tessuto riutilizzabili.
- Utilizzare prodotti alla spina.
- Evitare di usare le bottiglie in plastica e preferire l’acqua del rubinetto.
- Scegliere involucri di carta invece che di plastica.
- Evitare o ridurre il consumo di bicchieri, piatti e posate usa e getta.
- Limitare l’uso di tazze monouso e cannucce.
- Non disperdere mozziconi di sigarette. Sono 4,5 tonnellate le sigarette che vengono disperse e finiscono con l’inquinare gli oceani e le spiagge.
- Ridurre le emissioni di anidride carbonica preferendo il trasporto pubblico o la bicicletta. L’oceano assorbe il 25% delle emissioni di anidride carbonica che danneggia un gran numero di specie marine.
- Raccogliere i rifiuti in spiaggia. Vi capiterà ogni estate di vedere plastica e rifiuti riversati nelle spiagge o nel mare. Stavolta non state a guardare: dedicare anche solo qualche minuto alla raccolta dei rifiuti può fare la differenza. E perché no, magari qualcuno seguirà il vostro buon esempio.
- Supportare un’organizzazione per la difesa del mare, ne esistono tante e può essere un modo per impegnarsi più a fondo nella tutela ambientale.
Questi sono piccoli gesti che tutti possiamo compiere per ridurre l’inquinamento del mare, un bene prezioso da proteggere. Ma cosa fanno invece le nazioni in merito a questo problema?
Politiche contro l’inquinamento del mare
Gli stati europei, Italia compresa, hanno abolito l’uso delle buste di plastica nei supermercati sostituendole dal 1° gennaio 2018 con le shopper biodegradabili e compostabili a pagamento (direttiva 2015/720 dell’Unione Europea). E dal 2019 il nostro Paese ha rimosso dal mercato i cotton fioc prodotti con bastoncini di plastica.
La Commissione Europea ha stilato una lista di oggetti che dal 2021 stanno scomparendo. Si tratta di quelli maggiormente presenti sui nostri fondali marini, tra cui cannucce e posate di plastica, insomma tutta la plastica monouso. Anche ripulire i fiumi, il mezzo principale che rilascia materiali plastici nelle acque salate di mari ed oceani, dovrebbe essere tra le azioni primarie nelle agende degli stati a livello internazionale.
C’è ancora tanta strada da fare. Tra gli obiettivi che sono stati stabiliti in accordo con la Commissione Europea vi sono: la possibilità di raccogliere entro il 2029 il 90% delle bottiglie di plastica ed entro il 2025 di produrne almeno per il 25% con materiale riciclabile (entro il 2030 il 30%); etichettare prodotti come tabacco con filtri, bicchieri di plastica ecc., in modo che tutti sappiano come smaltirli correttamente. Inoltre, l’accordo stabilisce che nel caso in cui filtri di sigaretta e attrezzi da pesca vengano dispersi nell’ambiente, saranno i produttori stessi a sostenere i costi della raccolta e della pulizia. L’obiettivo è quello di avere un ambiente più sano, plastic free con una riduzione delle emissioni di Co2 e un risparmio economico di 6,5 miliardi. E noi ce lo auguriamo.
20 Giu 2022 | In evidenza, Magazine
L’ambiente marino è un universo a sé tanto affascinante e interessante da scoprire. Infatti, esiste una vera e propria scienza che studia i mari e gli oceani nel loro complesso: l’oceanografia. Il termine è composto dalle parole greche ωκεανός (che significa “oceano”) e γράφω (“scrivere”).
La scienza che studia i mari comprende diverse discipline. Approfondiamo insieme di cosa si occupa.
Cos’è l’oceanografia?
Come abbiamo accennato, l’oceanografia è la scienza che studia gli oceani in tutti i loro aspetti e quindi:
- Le loro proprietà chimico-fisiche.
- Il moto delle acque marine soggette alle forze interne ed esterne.
- Lo scambio energetico tra oceano e atmosfera terrestre (ad esempio tramite moto ondoso ed evaporazione dell’acqua).
- Gli organismi che ci vivono (flora e fauna).
- L’origine e la struttura geologica dei bacini oceanici.
- La composizione chimica dell’acqua.
- Le rocce e i sedimenti sotto il mare.
Possiamo dire che comprende perciò la geologia marina, l’oceanografia fisica (chiamata oceanologia), quella chimica, biologica e meteorologica.
La nascita dell’oceanografia moderna
Già gli antichi greci avevano mostrato interesse nello studiare il Mar Mediterraneo, ma si può collocare nel 1872 la nascita dell’oceanografica moderna, intesa come scienza, l’anno in cui Sir Charles Wyville Thomson e Sir John Murrey partirono per la Spedizione Challenger.
In quegli anni furono diverse le nazioni che si resero conto dell’importanza dello studio degli oceani, anche a causa del ruolo che rivestivano per il commercio via mare. Ci furono diverse spedizioni e nacquero istituti dedicati allo studio e sviluppo dell’oceanografia.
Nel 1901 venne ideata la prima organizzazione internazionale di oceanografia chiamata Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare.
Nel 1966 il Congresso degli Stati Uniti creò il Consiglio nazionale per le risorse marine e lo sviluppo ingegneristico, con lo scopo di esplorare e studiare tutti gli aspetti dell’oceanografia.
Dalla fine degli anni ’80 lo sviluppo della scienza che studia i mari è stato in gran parte dovuto all’evoluzione degli strumenti e degli elaboratori elettronici, come l’osservazione da satellite che fornisce dati su temperatura superficiale, stato del mare e caratteristiche dell’acqua marina.
Il mare è fonte di vita e la sua tutela è fondamentale per un futuro più sostenibile. Noi di Nieddittas lo amiamo e lo rispettiamo in ogni modo cercando di minimizzare o annullare ogni possibile impatto sull’ecosistema.