Dove si buttano i gusci delle vongole?

Dove si buttano i gusci delle vongole?

Dopo aver mangiato un bel piatto di risotto alle vongole Nieddittas o una calamarata ai frutti di mare può sorgere spontanea la domanda: dove si buttano i gusci dei molluschi? Nell’umido o nella raccolta differenziata?

Per togliere ogni dubbio, spieghiamo dove gettare i gusci di vongole e cozze, e altri bivalvi in generale, per un corretto smaltimento.

Gusci delle vongole: dove si buttano?

Buttare i gusci di vongole nell’umido è un errore: infatti, così come i gusci delle cozze, anche quelli delle vongole sono costituiti principalmente da carbonato di calcio e richiedono dei tempi di smaltimento piuttosto lunghi. Non sono biodegradabili e dunque difficilmente compostabili. I gusci di vongole e cozze vanno buttati nei sacchetti dei rifiuti indifferenziati secchi.

Tuttavia, si consiglia di far riferimento alle indicazioni sulla raccolta differenziata del proprio comune di residenza, perché in alcune città possono essere in vigore normative differenti. Ciò dipende in base alla presenza o meno di alcune tecniche di smaltimento che consentono di rendere compost questo genere di rifiuti.

Nell’umido andranno invece, ad esempio, gli scarti di cucina, alimenti avariati, fondi di caffè e filtri di tè, fiori recisi… Se si commettono errori nel differenziare i rifiuti non solo si invalidano i processi di riciclaggio, ma si rischiano anche delle sanzioni!

Se siete delle persone creative qui potete trovare delle idee per riutilizzare i gusci di un altro frutto di mare, le capesante.

Perché è importante fare la raccolta differenziata?

I rifiuti che non vengono riciclati finiscono in discarica o nell’inceneritore. In entrambi i casi, ciò danneggia l’ambiente e crea inquinamento con conseguenze negative sia sulla salute delle persone che sull’intero ecosistema.

Differenziare i rifiuti è quindi molto importante perché permette di limitare la crescita delle discariche e di recuperare le materie prime di cui si compongono.

Un gesto semplice che tutti noi possiamo fare quotidianamente per trarre benefici per l’ambiente e per l’economia: trasformare i rifiuti in materiali da riutilizzare ci permette di ridurre i consumi energetici. Per qualsiasi dubbio basta ormai leggere le etichette dei prodotti e buttare i rifiuti nelle specifiche frazioni: carta, plastica, secco residuo, organico, vetro.

La raccolta differenziata insieme alla riduzione dei rifiuti e alle tecniche di riciclaggio contribuiscono allo sviluppo di una città sostenibile e alla tutela dell’ambiente. E sono proprio i temi della sostenibilità e della salvaguardia ambientale alla base della filosofia aziendale di Nieddittas.

Con oltre 6 mila controlli l’anno, evitiamo ogni possibile impatto sull’ecosistema. Puliamo i fondali e le spiagge e con la Fondazione no profit Mediterranean Sea and Cost abbiamo creato un isolotto artificiale con i gusci di mitili degli scarti di lavorazione, per sostenere l’insediamento e la nidificazione di alcune specie di uccelli migratori. L’isolotto, dalla forma ovoidale, è quasi completamente immerso nell’acqua ed è formato da duemila sacchi di juta colmi di gusci di cozze derivanti dagli scarti di lavorazione, posizionati a circa 50 metri dalla terra ferma. Abbiamo anche un percorso naturalistico per scoprire la bellezza dell’area protetta di Corru Mannu, con panchine realizzate sempre con materiali di scarto, dimostrazione di come gli scarti delle produzioni ittiche possono essere recuperati attraverso la progettazione di soluzioni di eco-design.

Come pulire i fasolari

Come pulire i fasolari

I fasolari sono molluschi bivalvi appartenenti alla famiglia delle Veneridae (genere Callista). L’aspetto ricorda quello delle vongole, con una conchiglia di colore marrone rosato all’esterno e che, all’interno, richiama la porcellana.

I fasolari possono raggiungere fino ai 10 cm di diametro, ma è preferibile acquistarli intorno ai 6 o 7 cm. Uno dei tratti distintivi dei fasolari è rappresentato dall’avere un piede rosso acceso all’interno.

Se desiderate assaporare dei fasolari freschi di primissima qualità potete acquistare quelli Nieddittas e con il servizio Nieddittas a Domicilio potete portare a casa vostra il pesce fresco della Sardegna in numerosissime località italiane.

In questo articolo, vedremo come pulire i fasolari passo per passo, quali sono i valori nutrizionali di questi frutti di mare ed infine ci concentreremo su 3 semplici e deliziose ricette da preparare con i fasolari.

Come pulire i fasolari passo per passo

Allo stesso modo delle ostriche, i fasolari devono essere aperti e puliti da crudi, pena la modifica delle caratteristiche organolettiche.

Per pulirli vi occorrerà un coltello dalla lama sottile e resistente, possibilmente dotato di punta arrotondata.

Adagiate la lama del coltello fra le due valve del fasolaro e, tenendo la conchiglia ben salda col palmo della mano, premete con il dito fino a che la lama non si sarà inserita fra le due valve.

Questo punto è importante per valutare il livello di freschezza dei fasolari, i quali dovrebbero essere vivi. Quando i fasolari sono vivi, le loro valve sono ben sigillate e trattengono all’interno tutti i liquidi: questo significa che avrete bisogno di compiere sufficiente pressione per aprirle. In caso contrario, gettate via il frutto di mare in quanto potrebbe essere morto e non sufficientemente fresco.

Dopo aver inserito la lama del coltello fra le valve, spingetela fino in fondo e lavorate poi lateralmente, finché le valve non si aprano completamente. È meglio svolgere questa operazione sopra una ciotola, in modo tale da raccogliere il delizioso liquido contenuto all’interno delle conchiglie. Potrete poi utilizzare quest’acqua per insaporire ulteriormente le vostre preparazioni.

Una volta aperte le valve, tagliate via la pellicina grigia e la sacca intestinale, contenente sabbia e piccoli sassolini che daranno fastidio durante la consumazione. Infine, staccate completamente il frutto di mare dalla conchiglia.

Potete sia consumare i fasolari crudi, magari condendoli con qualche goccia di succo di limone, sia gustare i fasolari cotti, secondo una delle ricette che proporremo a fine articolo. Tuttavia, nel caso vogliate assaporare i fasolari da cotti, dovete ricordarvi di ammorbidire il piede rosso acceso con l’aiuto di un batticarne. In caso contrario, potrà risultare fastidioso e rovinare il gusto della vostra preparazione.

I valori nutrizionali dei fasolari

Ora che abbiamo visto come pulire i fasolari, scopriamo brevemente quali sono i valori nutrizionali di questi frutti di mare.

I fasolari sono un alimento perfettamente adatto alle diete ipocaloriche, in quanto apportano poco più di 50 Kcal. In più, contengono una quantità particolarmente ridotta di lipidi.

In particolare, ecco i valori nutrizionali per 100 g di prodotto edibile:

  • Proteine: 8,5 g
  • Carboidrati: 1 g
  • Lipidi: 0,47 g
  • Magnesio: 20,5 mg
  • Ferro: 2,0 mg
  • Zinco: 1,25 mg

3 Idee per ricette con i fasolari

Per concludere, ecco 3 idee per semplici ma gustosissime ricette da preparare con i fasolari.

1. Spaghetti con i fasolari

Per preparare gli spaghetti con i fasolari avrete bisogno, oltre ai fasolari Nieddittas ed agli spaghetti, di una cipolla, del prezzemolo, una manciata di pomodori ciliegina, un poco di vino bianco, uno spicchio d’aglio, del sale grosso (per l’acqua della pasta) e dell’olio extravergine di oliva.

Dopo aver pulito e cotto i fasolari, rosolate della cipolla in abbondante olio, aggiungete del prezzemolo tritato e unite i pomodorini per circa 2 minuti.

Unite il tutto insieme alla pasta, aggiungendo anche il liquido proveniente dalle valve dei fisolari (naturalmente solo dopo averlo accuratamente filtrato).

2. Fasolari con verdure

Dopo aver pulito i fasolari, cuoceteli insieme insieme a peperoni tagliati a pezzetti e un trito di cipolla, unendo anche un poco di farina e qualche erba aromatica.

3. Fasolari gratinati

Infine, per preparare i fasolari gratinati dovrete semplicemente disporre i frutti in una teglia coperta da carta da forno e condirli con un misto di pangrattato, aglio tritato, olio evo, prezzemolo tritato, sale e pepe. Cuoceteli per circa 20 minuti e gustateli con i vostri amici e parenti.

3 ricette gourmet con ostriche

3 ricette gourmet con ostriche

Le ostriche, frutti di mare molto apprezzati e disponibili tutto l’anno, si prestano a essere consumate in diversi modi; molti preferiscono gustarle crude con un goccio di limone, altri le preparano alla griglia o al forno. Ma questi molluschi, sinonimo di raffinatezza e lusso, possono essere cucinati in maniera anche più elaborata.

Acquistate sempre ostriche fresche e sicure come quelle consegnate in tutta la Sardegna da Nieddittas, che le sottopone a controlli e verifiche previste dalle procedure di qualità per assicurare al consumatore le migliori garanzie di sicurezza alimentare.

Ecco 3 ricette con ostriche gourmet, da portare in tavola in occasioni speciali ed eleganti.

Spaghetti con ostriche, guanciale e menta

Ecco cosa vi occorre e il procedimento da seguire per preparare questo primo piatto con ostriche gourmet.

Ingredienti per 4 persone:

  • 8 ostriche Nieddittas
  • 320 g Spaghetti o il formato di pasta che preferite
  • 1 kg Cipollotti
  • 100 g Guanciale
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • 2 Limoni non trattati
  • Menta q.b.
  • 50 g zucchero
  • Sale q.b.

Procedimento

La realizzazione non è delle più semplici ma se seguite i passaggi non troverete difficoltà.

Iniziate ad aprire le ostriche senza buttare la loro acqua. Estraete i loro gusci, frullatele e aggiungete il loro liquido un po’ alla volta.

Pulite i cipollotti e tagliate le radici. Tagliateli una parte a metà per il lungo e adagiateli sulla griglia, i restanti tagliateli a pezzi e rosolateli in padella con un filo d’olio evo. Quando quelli sulla griglia saranno abbrustoliti, aggiungeteli nella padella e completate la cottura. Frullateli aggiungendo un po’ di acqua per ottenere una crema; infine setacciate e aggiustate di sale.

Occupiamoci ora del guanciale. Tagliatele a fette e rosolatelo in padella senza aggiungere olio. Quando sarà diventato croccante, mettetelo in forno a 60°C per circa 1 ora.

Lavate i limoni e tagliate la scorza a fette sottili, fatela sbollentare. In un pentolino unite lo zucchero, il succo di 2 limoni, la scorza e un goccio d’acqua. Fate bollire e poi abbassate la fiamma per far restringere il liquido.

Lessate gli spaghetti in acqua bollente salata e scolateli al dente per completare la cottura nella padella con la crema di cipollotto. Irrorate con l’olio e la menta tagliata. Impiattate gli spaghetti con al lato la crema di cipollotto, la menta e il succo del limone. Versate nel piatto la colatura di ostrica e il guanciale croccante.

Ostriche gratinate in friggitrice ad aria

Questa ricetta è semplice e rappresenta un modo diverso di preparare le classiche ostriche gratinate. Potete portarle in tavola come antipasto o come secondo piatto.

Ingredienti per 3 persone:

  • 6 ostriche Nieddittas
  • Pangrattato
  • Prezzemolo q.b.
  • Parmigiano reggiano
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale e pepe q.b.

Procedimento

Aprite le ostriche. Unite il pangrattato, il formaggio grattugiato, il prezzemolo tritato e il pepe. Mettete la panatura sopra le ostriche, aggiungete un filo d’olio e un pizzico di sale.

Inserite le ostriche nel cestello della friggitrice ad aria e cuocete per 10 minuti. Servite con una grattata di scorza di limone e accompagnate con un bicchiere di prosecco o di champagne.

Gratin di ostriche al curry e pompelmo

Questa ricetta di ostriche gourmet è ideale per un aperitivo raffinato. Le dosi indicate qui di seguito sono per 4 persone:

  • 12 ostriche Nieddittas
  • 6 fette di pan brioche
  • 30 g di burro
  • 1 cucchiaino di curry
  • 2 pompelmi rosa
  • Menta

Procedimento

Preriscaldate il forno alla massima temperatura e accendete il grill. Pelate il pompelmo e tagliatelo a spicchi, vi servirà per decorare.

Aprite le ostriche e staccate la valva piatta. Tagliate la crosta del pan brioche e frullatelo nel mixer insieme al curry e alla scorza di mezzo pompelmo. Mettete questa panatura sopra le ostriche, con un po’ di burro e infornate. Cuocete per 2 minuti.

Mettete sul fondo dei piatti uno strato di sale grosso per un effetto scenografico, posizionate sopra le ostriche che avrete sfornato, decorate con uno spicchio di pompelmo e della menta.

Spiaggia di Punta Molentis: dove si trova e come arrivarci

Spiaggia di Punta Molentis: dove si trova e come arrivarci

La spiaggia di Punta Molentis è un vero spettacolo della natura, considerata una delle più belle della Sardegna e non a caso è stata scelta come location in diversi spot pubblicitari.

Sapete perché si chiama così? Il nome deriva da “su molenti”, che vuol dire asino in sardo, un animale simbolo e usato in passato come mezzo di trasporto per il granito estratto dalle vicine cave.

Andiamo alla scoperta di questo angolo di paradiso del Mediterraneo, assolutamente da non perdere!

Caratteristiche della spiaggia di Punta Molentis

La spiaggia di Punta Molentis si trova nella Sardegna sud-orientale, una delle perle del comune di Villasimius, nel territorio dell’area marina di Capo Carbonara. Ha una forma ad arco, è divisa in due cale, racchiusa a nord da un promontorio e ad est da un ammasso di rocce caviche.

La sua conformazione la rende abbastanza riparata dai venti, che in Sardegna non mancano mai, il fondale è basso e sabbioso, ideale per i bambini.

L’acqua del mare è limpida, caratterizzata da toni che vanno dal verde smeraldo, al turchese, all’azzurro, man mano che diventa profonda. La sabbia è bianca e fine con riflessi rosa che derivano dalle cave di granito nelle vicinanze, mentre dalla riva emergono bianche rocce granitiche.

La spiaggia è circondata dalla macchia mediterranea: arbusti e cactus con fiori colorati arricchiscono il panorama mozzafiato. Alle spalle, su una collina si trovano i resti di un nuraghe, chiamato appunto di Punta Molentis.

La spiaggia è attrezzata: è presente un punto ristoro ed è possibile noleggiare attrezzatura balneare.

Tutte queste caratteristiche fanno di Punta Molentis una meta perfetta dove trascorrere una giornata di vacanza in Sardegna con tutta la famiglia.

Come raggiungere la spiaggia di Punta Molentis

Come abbiamo detto, è situata a sud-est della Sardegna e si raggiunge in auto percorrendo la strada per Castiadas e Costa Rei. Se arrivate dall’Italia continentale prendete un volo o un traghetto per Cagliari e da lì si consiglia di muoversi con un’auto a noleggio, in quanto con i mezzi pubblici è decisamente più lungo e complicato. Una volta giunti a Villasimius (ci vorranno da qui circa 15 minuti), prendete quindi la strada per Costa Rei e poi la strada comunale Accusi is Prezzus, continuando dritti fino alla strada sterrata in prossimità di una curva, che vi porterà dopo 2 km circa al parcheggio a pagamento.

In alternativa, è possibile raggiungerla anche via mare con piccole imbarcazioni.

Trovandosi nel territorio dell’area marina protetta di Capo Carbonara, la spiaggia è a numero chiuso. Questo significa che è previsto, in base alla Delibera di Giunta n. 2 del 13/06/2023, un limite massimo di persone al giorno e il pagamento del ticket di ingresso del costo di 1 euro. Ciò con lo scopo di salvaguardare l’ecosistema da un afflusso turistico eccessivo. Sono consentiti 150 posti su prenotazione e per i restanti posti (il limite è di 600 persone o 200 posti auto) viene rispettato l’ordine d’arrivo. Si consiglia in tal caso di arrivare presto perché molto frequentata, specialmente in alta stagione.

Come prenotare il parcheggio?

La prenotazione del parcheggio della spiaggia di Punta Molentis non è obbligatoria, ma se volete assicurarvi una giornata di relax in questa incantevole cala potete accedere al portale online dedicato e compiere questi semplici passaggi:

  • Registrarsi al sito.
  • Entrare nelle prenotazioni e selezionare la voce Acquista.
  • Scegliere Punta Molentis e compilare i dati richiesi.
  • Effettuare il pagamento con carta di credito o PayPal.
  • Scaricare la ricevuta dal sito, indicante il numero di targa, la data, le persone prenotate (i bambini sotto i 6 anni non pagano) e il totale pagato da presentare, in formato digitale, al momento dell’accesso in spiaggia.

È possibile prenotare entro la mezzanotte del giorno precedente alla data di prenotazione. Il costo per l’intera giornata è di 10 euro per le auto, 5 euro per le moto, a cui bisogna aggiungere il prezzo del ticket di accesso.

Quali sono i pesci che danno la scossa?

Quali sono i pesci che danno la scossa?

Avete mai sentito parlare dei pesci che danno la scossa?

Nel vasto regno sottomarino, vi sono delle straordinarie creature paragonabili a batterie elettriche: hanno un polo negativo, un polo positivo e sono capaci di generare campi elettrici. Parliamo dei pesci elettrofori o elettrogenici.

Gli animali marini capaci di generare elettricità sono una meraviglia della natura. Dalle anguille marine alle torpedini, questi organismi hanno sviluppato una sorprendente abilità che ha incuriosito scienziati per secoli.

Se vi sentite pronti a conoscere i pesci che danno la scossa, siete nel posto giusto: in questo articolo esploreremo il loro mondo. Buona lettura!

Per iniziare: un po’ di storia e scienza

Già tra il Settecento e l’Ottocento, scienziati come Luigi Galvani, Michael Faraday e Alexander von Humboldt iniziarono a studiare fenomeni elettrici nella natura, inclusi quelli osservati negli animali. In particolare, si racconta come von Humbolt avesse osservato un branco di anguille elettriche avessero stordito, balzando fuori dall’acqua, una mandria di cavalli.

Le anguille elettriche sono una specie appartenente al genere Electrophorus. Ci concentreremo meglio su questa ed altre specie di pesci elettrici in seguito.

Ma come fanno questi pesci a generare elettricità?

I pesci elettrofori producono elettricità grazie agli elettrociti, piccole cellule a forma di disco presenti nel loro corpo.

Questi elettrociti espellono ioni positivi come il Sodio e il Potassio in modo attivo, creando una carica positiva all’esterno delle cellule e negativa all’interno. Quando ricevono un segnale nervoso, gli elettrociti aprono pori nelle membrane cellulari, consentendo agli ioni positivi di fluire da fuori verso l’interno. Questo processo crea una differenza di carica nelle facce degli elettrociti, generando così una corrente elettrica.

Oltre a generare elettricità, i pesci elettrici hanno anche elettrorecettori che rilevano il campo elettrico emesso. Esistono due categorie principali di pesci elettrici: quelli deboli, che utilizzano tensioni basse per orientarsi e comunicare, e quelli forti, come l’anguilla elettrica, che possono generare tensioni molto più elevate per stordire le prede.

Tuttavia, rimane un mistero come questi pesci evitino di stordirsi a vicenda con le loro scariche elettriche potenti. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione definitiva a questo fenomeno.

Diverse specie di pesci che danno la scossa

Le creature elettriche non si limitano alle anguille elettriche citate in precedenza, ma includono anche:

  • razze
  • pesci gatto
  • lucerne
  • pesci elefante (chiamati così per via del naso a forma di proboscide)
  • squali.

Ad oggi, sono conosciute circa 400 specie di pesci elettrici, localizzati principalmente nelle acque dolci dell’America del Sud e dell’Africa.

Anche il nostro Mediterraneo ospita alcuni pesci elettrici! Avete mai sentito parlare della torpedine? Si tratta di una razza elettrica lunga circa 45 cm, capace di produrre un campo elettrico la cui scarica può superare, in alcuni casi, anche i 200 volt!

Questi animali sfruttano l’elettricità per orientarsi, rilevare oggetti e comunicare con altri membri della loro specie. Alcuni, come i pesci coltello, producono tensioni basse, simili a una pila elettrica AA, mentre altri possono raggiungere tensioni superiori a 10 volt.

Una delle caratteristiche più affascinanti dei pesci elettrici è la loro capacità di adattare l’intensità delle scariche elettriche in base alle circostanze. Ad esempio, possono emettere scariche più deboli quando si trovano in situazioni di routine, come la ricerca di cibo o la comunicazione con altri membri della loro specie. Tuttavia, quando si trovano di fronte a una minaccia o a una preda impegnativa, sono in grado di intensificare notevolmente la potenza delle scariche.

La capacità di modulare l’elettricità in base alle esigenze è fondamentale per la sopravvivenza di questi animali. Le scariche elettriche possono essere utilizzate per localizzare prede nascoste, rilevare ostacoli nel loro ambiente o perfino per comunicare con altri pesci elettrici nelle vicinanze.

Prima di concludere, diamo una piccola occhiata a come questi pesci possono ispirare la tecnologia.

Pesci elettrici e tecnologia

Alcuni scienziati stanno esaminando la possibilità di applicare le conoscenze sulle capacità elettriche dei pesci elettrici alla tecnologia.

Ad esempio, si stanno conducendo ricerche su come creare cellule artificiali ispirate ai meccanismi biologici di questi animali. Questi dispositivi potrebbero essere utilizzati in vari campi, dalla medicina alla robotica, aprendo nuove prospettive per l’innovazione tecnologica.

Questi affascinanti abitanti degli oceani sono un esempio straordinario di come la natura possa ispirare la scienza e la tecnologia, offrendoci nuove prospettive per esplorare e preservare il mondo marino.

Come conservare le vongole

Come conservare le vongole

Le vongole sono dei molluschi di cui esistono molte varietà, sono gustose e tanto apprezzate nella cucina italiana. Possono essere mangiate da sole o usate come ingrediente principale di numerose ricette di primi piatti, come ad esempio gli spaghetti alle vongole, il risotto, oppure come condimento.

Come tutti i frutti di mare, hanno una durata estremamente breve, infatti l’ideale sarebbe consumarle fresche per assaporare pienamente l’inconfondibile e unico sapore di mare.

Se siete dei buongustai e ne avete acquistato in abbondanza o non volete cucinarle subito, in questo articolo spiegheremo come conservare le vongole.

Esistono diversi metodi per una corretta conservazione; conoscerli è importante perché mangiare delle vongole non fresche o mal conservate, oltre ad essere sgradevole, può rivelarsi pericoloso per la salute.

Indicazioni prima della conservazione

Innanzitutto, quando acquistate delle vongole dovete controllare l’etichetta per accertarvi che sia presente il marchio sanitario CE che ne garantisce la provenienza e l’affidabilità igienico-sanitaria. Nieddittas propone e commercializza anche le vongole allevate Italia che seguono lo stesso processo di depurazione e controllo di tutti i nostri prodotti. Chi le sceglie ha così sempre la garanzia di qualità, freschezza e sicurezza assicurate dalle procedure della nostra azienda.

Una volta acquistate, dovete controllare che non ci siano vongole aperte o rotte, nel caso vanno scartate perché potrebbero essere morte e dare uno spiacevole retrogusto al piatto ed essere a rischio batteri. La seconda cosa da fare, è accertarsi che i molluschi siano vivi, quindi le valve devono essere chiuse e non devono emanare un cattivo odore.

Prima di conservare le vongole, vanno pulite. Seguite questi semplici passaggi:

  • Strofinatele sotto l’acqua.
  • Eliminate quelle già aperte o rotte, battetele sul piano da lavoro per permettere ad eventuali gusci vuoti o vongole con sabbia di aprirsi.

Le vongole Nieddittas si contraddistinguono, oltre che per la loro freschezza, anche per la quasi totale assenza di fango e gusci rotti.

Le vongole pulite si possono conservare sia col guscio che già sgusciate in base al modo in cui in seguito vorrete cucinarle e sia cotte che crude, vediamo come procedere.

Come conservare le vongole fresche

Il metodo migliore per tenere i molluschi freschi è quello di utilizzare il frigorifero. Avvolgete le vongole in un canovaccio umido facendole stare strette tra loro, in questo modo eviteranno di aprirsi e continueranno a vivere grazie all’acqua di mare contenuta al loro interno. Riponetele in frigorifero, nella zona più fredda.

Con questa tecnica le vongole si conservano 1 giorno, poi dovranno essere cucinate. Una cottura che si prolunga per 5 minuti a partire da quando le valve si sono aperte permette di scongiurare qualsiasi pericolo microbiologico.

Come conservare le vongole cotte

Se avete cucinato le vongole e volete conservarle per più tempo, fate così:

  1. Sgusciate i molluschi.
  2. Conservateli in un barattolo di vetro.
  3. Aggiungete il loro sughetto di cottura filtrato e fate riposare un po’.
  4. Chiudete il barattolo con forza e conservate in frigorifero per un paio di giorni.

Col frigorifero i frutti di mare si conserveranno per 48 ore ad una temperatura compresa tra i +4 e +6°C ±2°C.

Si possono conservare le vongole cotte in freezer?

Le vongole Nieddittas sono un prodotto fresco e va consumato come tale, entro 24 ore dall’acquisto; si sconsiglia perciò il congelamento.

Nel caso però abbiate necessità di conservarle per un periodo lungo, le vongole vanno pulite, cucinate e lasciate riposare. Bisogna poi metterle in un contenitore di vetro sgusciate o non, e aggiungere anche il loro sughetto di cottura filtrato. Infine, chiudete il contenitore e riponetelo in congelatore. Utilizzando il freezer si possono conservare le vongole cotte per oltre 2 mesi.

Pin It on Pinterest