7 Mag 2025 | In evidenza, Magazine
Sognare la sabbia è un’esperienza onirica comune che può assumere diverse sfumature di significato a seconda del contesto e delle emozioni provate durante il sogno.
Avete sognato di camminare a piedi nudi sulla sabbia di Punta Molentis?
Delle volte può esprimere nostalgia o desiderio di andare al mare, ma altre volte la sabbia può simboleggiare significati più profondi e spirituali, invitandoci ad esplorare i meandri della nostra psiche.
In questo articolo scopriamo cosa significa sognare la sabbia: le varie interpretazioni di questo elemento naturale legato sia al mare che al deserto, analizzando contesti e situazioni varie.
Cosa significa sognare la sabbia: simbolismo generale
Nei sogni, la sabbia può assumere molteplici significati, riflettendo le nostre emozioni più profonde e i nostri desideri nascosti. In generale, la sabbia rappresenta instabilità, insicurezza, il tempo che scorre, la percezione di una base poco solida su cui si sta costruendo qualcosa. In alcuni casi, può anche indicare un desiderio di cambiamento o una trasformazione imminente, fertilità e abbondanza, dato che molti organismi vivono e si moltiplicano nella sabbia.
Vediamo i vari significati che assume questo elemento a seconda del contesto.
Cosa significa sognare di camminare sulla sabbia
In questo caso simboleggia un periodo di incertezza in cui si ricerca stabilità e sicurezza. Può rappresentare un viaggio di scoperta personale dove ogni passo rappresenta le decisioni prese. Se la camminata è faticosa, vuol dire che ci sono ansie e preoccupazioni legate alle difficoltà che si stanno affrontando, se invece è una camminata piacevole, il sogno esprime il desiderio di connettersi con la natura e di relax.
Sognare la sabbia in contesti specifici
Come abbiamo detto, la sabbia è presente sia al mare che nel deserto. Ecco come cambia il significato a seconda del contesto in cui si trova.
Cosa significa sognare la sabbia al mare
Il connubio sabbia e mare nei sogni può rappresentare voglia di relax e di fuggire dal caos quotidiano. Ma può anche voler dire che si ha bisogno di un momento di riflessione personale. Se la sabbia è calda potrebbe indicare un periodo di benessere e tranquillità, mentre se è fredda o fastidiosa è simbolo di insicurezze e preoccupazioni.
Sognare la sabbia del deserto
In questo caso il significato assume una valenza negativa perché è un terreno arido in cui non si può vivere. Simboleggia la difficoltà di adattarsi in vari ambiti, sociale, personale e lavorativo. Sognare le dune di sabbia rappresenta gli ostacoli della vita difficili da superare.
Una tempesta di sabbia
Se nel sogno siete nel bel mezzo di una tempesta di sabbia significa che state perdendo di vista i vostri obiettivi reali. Qualcosa o qualcuno vi distrae dai vostri doveri.
Cosa significa sprofondare nella sabbia
Se nel sogno ci si trova a sprofondare nella sabbia, ciò può indicare sentimenti di insicurezza, o un pericolo imminente come l’incombere di una sciagura. Questo tipo di sogno suggerisce la necessità di affrontare le proprie paure e trovare un terreno più solido su cui costruire.
Le sabbie mobili possono indicare degli ostacoli che vi stanno bloccando.
Sognare castelli di sabbia
I castelli di sabbia sono una metafora usata per definire un progetto instabile che non può essere portato a termine e nei sogni rappresenta la nostra consapevolezza di questa instabilità, che i nostri sogni sono fragili. Il nostro inconscio ci mette in guardia e ci vuole dire che abbiamo voglia di creare qualcosa di duraturo nella nostra vita.
Cosa significa sognare sabbia bianca
Il colore bianco della sabbia indica purezza dell’anima e bontà della nostra persona. Significa anche che i sogni si realizzano prima di quanto si immagina. Se la sabbia bianca è tra i piedi o sul corpo vuol dire che incontrerete alcuni problemi ma saranno risolvibili. Se è sabbia bagnata la vostra vita non è equilibrata.
E se l sabbia scivola tra le dita?
È un sogno comune vedere scivolare la sabbia tra le dita: indica un senso di impotenza, il tempo sta sfuggendo troppo rapidamente e abbiamo perso il controllo. È un invito a riflettere sulle nostre priorità e su come gestiamo il tempo e le nostre risorse.
Se si sogna di spargere la sabbia allora la situazione sta cambiando, se in meglio o in peggio dipende solo da noi.
La sabbia nei sogni: un viaggio alla scoperta di sé
In conclusione, non c’è un significato univoco ma bisogna sempre analizzare la situazione del sogno e le emozioni personali. Sognare la sabbia può offrire spunti di riflessione sulla nostra vita interiore, mettendo in luce le nostre percezioni riguardo al cambiamento, alla stabilità e al tempo che scorre.
30 Apr 2025 | In evidenza, Magazine
Il mare è capace di dar vita a fenomeni tanto affascinanti quanto pericolosi.
Un’affermazione quest’ultima, che racchiude la millenaria relazione tra l’uomo e il mare, un ambiente in continuo movimento in cui forze invisibili plasmano correnti, onde e, talvolta, strutture ancora più complesse e dinamiche.
Tra questi processi naturali, alcuni si manifestano in forme particolarmente suggestive, capaci di attirare la nostra immaginazione e, al contempo, di esercitare un impatto significativo sull’ambiente marino e sulle attività umane.
In questo approfondimento, scopriamo più da vicino cosa sono i gorghi nel mare e come si formano.
Cosa sono i gorghi che si formano nel mare?
Come accennato, i gorghi sono fenomeni naturali che si manifestano come un movimento rotatorio dell’acqua, spesso a spirale, che si crea in mare o in altri corpi idrici di grandi dimensioni.
Insomma, potete immaginare questo fenomeno come un vero e proprio imbuto, ma per riconoscerlo vi sveliamo le sue caratteristiche principali:
- movimento rotatorio: l’acqua ruota attorno a un punto centrale e la sua rotazione può essere più o meno veloce e intensa;
- forza centripeta: l’acqua in rotazione è soggetta a una forza centripeta che la spinge verso il centro del vortice creando una depressione al centro del gorgo, anche se non sempre visibile in superficie;
- dimensioni variabili: i gorghi possono essere di varie dimensioni, enormi o di piccoli centimetri;
- durata: la durata può andare da pochi secondi a diverse ore, giorni o addirittura mesi per i fenomeni più grandi.
Come si formano i gorghi nel mare?
Vi abbiamo spiegato cosa sono i gorghi, ma sicuramente siete curiosi di scoprire come si creano eventi come questo, quindi ve lo spieghiamo noi.
Quando le correnti oceaniche si avvicinano alla costa, il fondale marino che si fa meno profondo le frena a causa dell’attrito. Questo rallentamento le rende più inclini a cambiare direzione, seguendo le irregolarità del fondo e le sporgenze costiere, creando curve ampie.
Non a caso, in aree dove ci sono forti differenze di densità orizzontale, le curve possono diventare così marcate da staccarsi, formando dei gorghi: anelli d’acqua che ruotano in senso orario o antiorario, isolando al loro interno acqua più fredda o più calda rispetto all’ambiente circostante.
Come spiegato in precedenza, alcuni gorghi possono raggiungere dimensioni notevoli, anche tra i 50 e i 200 chilometri, mantenendo la loro identità per lunghi periodi di tempo (da un mese a diversi anni) grazie alla differenza di temperatura con l’acqua circostante.
Perché i gorghi nel mare sono importanti?
I gorghi hanno un’importanza fondamentale per l’oceano: causano significative variazioni del livello del mare, spostano e diffondono sale e calore tra le diverse masse d’acqua e hanno un impatto sullo scambio di calore e acqua con l’atmosfera.
Raggiungendo grandi profondità (oltre 1500 metri) i gorghi generano movimenti verticali nell’acqua mescolando gli strati oceanici e garantendo nutrienti dalle profondità in superficie e favorendo la vita negli strati superiori.
Gorghi: tra mito e realtà
La bellezza dei gorghi marini è stata catturata più e più volte nelle opere letterarie di vari scrittori come Edgar Allan Poe, Jules Verne e Herman Melville. Tutti e tre sono rimasti colpiti dalla potenza di questo fenomeno marino, descrivendolo in certi casi in maniera esagerata.
Descrizioni come queste affondano le radici nei racconti presenti nella Carta Marina del XVI secolo, che alimentavano dicerie su gorghi enormi e molto pericolosi, come il Maelström norvegese.
Tuttavia, al di là della fervida immaginazione degli scrittori, il Maelström esiste realmente nell’arcipelago delle Lofoten, manifestandosi con violenza a causa delle correnti di marea che interagiscono con la conformazione del fondale e dello stretto tra le isole.
Sicurezza in mare e a tavola
Comprendere fenomeni marini come i gorghi, è fondamentale per vivere esperienze in mare con maggiore consapevolezza e sicurezza. Inoltre, è importante ricordare che questi eventi, spesso percepiti come minacciosi, sono in realtà processi naturali che svolgono un ruolo fondamentale per il mantenimento della salute dell’ambiente marino e della sua biodiversità.
Contribuendo al mescolamento delle acque e al trasporto di nutrienti, i gorghi supportano indirettamente anche una filiera alimentare sana e un ambiente marino resiliente.
Questo legame tra la salute dell’ambiente marino e la qualità dei prodotti che ne derivano è particolarmente evidente nel caso delle cozze. Essendo organismi filtratori, infatti, la loro nutrizione e il loro benessere alimentare dipendono direttamente dall’equilibrio delle acque in cui crescono. Per tale motivo, Nieddittas attua un rigoroso e continuo monitoraggio delle acque e delle cozze durante tutto il ciclo di crescita, garantendo la sicurezza e la qualità del prodotto.
Un impegno che dimostra quanto sia importante comprendere e rispettare le dinamiche marine, come le correnti, per preservare la salute dell’ambiente e assicurare alimenti sicuri e freschi.
18 Apr 2025 | In evidenza, Magazine
La Sardegna è ricca di luoghi da scoprire e ammirare, tra questi le spiagge sono sicuramente il fiore all’occhiello dell’isola.
Immaginate un nastro di sabbia che si estende per chilometri, incorniciato dalle acque cristalline e da una fitta vegetazione dall’altra. Questo scenario da cartolina non è un’illusione, ma la realtà che accoglie chi giunge in questo angolo di paradiso.
In questo viaggio virtuale vi porteremo alla scoperta della spiaggia di Platamona: ne sveleremo l’identità, ne tracceremo i confini geografici ed esploreremo le peculiarità che la distinguono dalle innumerevoli altre gemme costiere dell’isola.
Qual è la spiaggia più lunga della Sardegna?
La sua lunghezza supera i 10 km ed è anche molto profonda raggiungendo fino ai 30 metri di larghezza. Stiamo parlando della spiaggia di Platamona, che si trova nel Golfo dell’Asinara, più precisamente nella parte nord-occidentale della Sardegna.
Nei pressi della spiaggia si trova anche lo stagno di Platamona, una delle zone umide più importanti dell’isola.
Oltre a essere amata e apprezzata per la sua bellezza, ha ricevuto il riconoscimento Bandiera Blu insieme ad altre 236 località italiane per la qualità delle sue acque e altri fattori come la gestione dei rifiuti, l’accessibilità, la sicurezza dei bagnanti e la valorizzazione delle aree urbane.
La spiaggia più lunga della Sardegna: storia
La storia di Platamona affonda le sue radici nel nucleo originario della marina di Sassari, nota come “la Rotonda”. Infatti, negli anni ‘50 e 60’, questa parte di litorale era un punto di incontro circondato da bar e locali. Negli anni a venire, l’area ha conosciuto uno sviluppo turistico con la nascita di hotel, pizzerie e villaggi, affiancati da alberghi e campeggi.
Fu però un evento in particolare, nel gennaio 2011, a segnare la storia della spiaggia con uno sversamento di combustibile dalle condotte del porto di Porto Torres. Fortunatamente l’impatto fu limitato e con un’operazione di pulizia le coste tornarono a essere balneabili e prive di inquinamento. Così dal 2016 il litorale tornò a splendere!
La spiaggia più lunga della Sardegna: caratteristiche
La spiaggia di Platamona è un insieme di sabbia e frammenti di conchiglie levigate dalle onde. Alcuni tratti poi, sono caratterizzati da dune sabbiose oltre che da pinete profumate di cipressi lungo tutto il litorale.
I fondali sono prevalentemente sabbiosi, un habitat ideale per i pesci, in particolare orate, mormore, saraghi, sogliole, muggini, leccia e spigole, gamberi, granchi e molluschi bivalvi. Ma soprattutto l’ingresso in acqua è graduale, una caratteristica che lo rende particolarmente ideale per le famiglie con bambini piccoli.
La spiaggia più lunga della Sardegna: come raggiungerla
Per raggiungere agevolmente la spiaggia partendo da Sassari, è possibile prendere la SS131 in direzione Porto Torres, seguendo le indicazioni che conducono a essa.
Da Porto Torres poi, è possibile imboccare la SP81 che conduce direttamente alla località balneare. I parcheggi sono disponibili gratuitamente in aree dedicate nei pressi della spiaggia o a pagamento nel caso in cui si cerchi un luogo riservato e custodito.
Non solo, l’area è ben servita dagli autobus con collegamenti frequenti durante la stagione estiva ed è accessibile con rampe e percorsi attrezzati.
Alcuni suggerimenti
Prima di recarvi sulla spiaggia più lunga della Sardegna desideriamo fornirvi alcuni suggerimenti:
- informarsi sulla destinazione: prima di recarsi sul posto è bene conoscere la cultura, le tradizioni e le norme locali, questo aiuta a rispettare le usanze del posto ed evitare comportamenti inappropriati;
- scegliere mezzi di trasporto sostenibili: esistono mezzi di trasporto pubblici o biciclette a noleggio? È possibile raggiungere la spiaggia a piedi?
- ridurre l’uso di plastica: portare con sé borracce riutilizzabili, borse di tela e contenitori per il cibo;
- supportare l’economia locale: acquistare prodotti artigianali e cibo locale a sostegno delle comunità ospitanti.
La spiaggia di Platamona è un tesoro della costa nord occidentale della Sardegna, un luogo dove natura, storia e servizi si incontrano per offrire un’esperienza da ricordare ai visitatori.
Con la sua estensione racchiude al suo interno una ricca biodiversità in acque limpide rappresentando una meta unica per coloro che amano la natura.
Rispettare l’ambiente però è una priorità, sia che tu sia del posto o sia un turista che visita per la prima volta questa meta. Non a caso, per noi di Nieddittas il tema della sostenibilità ambientale non è una semplice moda ma un sentimento profondo, che ci lega alla natura a cui siamo uniti in modo così stretto!
10 Apr 2025 | In evidenza, Magazine
Le ostriche sono molluschi bivalvi apprezzati dai gourmet di tutto il mondo. Oltre ad essere un piacere per il palato, sono anche un simbolo di lusso e prestigio. Da sempre protagoniste delle tavole più raffinate, con il loro sapore unico e la consistenza vellutata hanno ispirato poeti, scrittori e buongustai di ogni epoca, e seducono chiunque si lasci conquistare dalla loro essenza marina.
Forse per il loro legame con il mare o per la loro capacità di racchiudere segreti in una conchiglia e, talvolta, persino una perla, le ostriche si ritrovano in tante frasi e citazioni, alcune ironiche, altre poetiche, tutte capaci di raccontare il fascino di questo mollusco straordinario. Ecco una piccola raccolta di 11 frasi sulle ostriche più celebri.
11 frasi sulle ostriche
Alcune frasi e citazioni sulle ostriche di autori noti:
- “Mangiare un’ostrica è come baciare l’oceano sulle labbra.” – Leon-Paul Fargue, poeta e saggista francese.
- “Il mondo è la mia ostrica.” – William Shakespeare, Le allegre comari di Windsor.
- “Non si può gustare il mare più di quanto si faccia con un’ostrica appena aperta.” – Jonathan Swift.
- “Mangiando le ostriche con quel forte sapore di mare e quel leggero sapore metallico, che il vino ghiacciato cancellava lasciando solo il sapore di mare e il tessuto succulento, e mentre bevevo da ogni valva il liquido freddo e lo innaffiavo col frizzante sapore del vino, quella sensazione di vuoto sparì e cominciai ad essere felice e fare progetti”. – Ernest Hemingway, Festa Mobile, 1964.
- “Aprire un’ostrica appena presa dal mare è qualcosa di sorprendente. Ha un viso di perla e sa di salsedine e di tesori sommersi e di luce”. – Fabrizio Caramagna, scrittore e studioso di aforismi.
- “Ci divertimmo a mangiare le ostriche scambiandole quando già le avevamo in bocca. Lei mi presentava sulla sua lingua la sua nello stesso istante in cui io le imboccavo la mia. Non esiste gioco più lascivo, più voluttuoso tra due innamorati”. – Casanova.
- “Sapete come si sviluppa la perla nell’ostrica? Un corpo estraneo insopportabile, per esempio un granello di sabbia, penetra dentro al guscio, e l’ostrica, per seppellire quel granello, secerne calce; e in questo processo rischia la morte. Allora, dico io, al diavolo la perla, purché l’ostrica resti sana!” – Bertolt Brecht, Vita di Galileo, 1939.
- “[Quando assaggi un’ostrica] stai assaporando il mare, ecco tutto. Solo che la sensazione di inghiottire un sorso d’acqua salata è stata cancellata come per magia, e stai per ricordarti qualcosa di indefinito, le sirene, o l’improvviso profumo delle alghe sul riflusso della marea, o una poesia che hai letto da qualche parte, qualcosa che parlava di certo del sapore della vita…” – della scrittrice americana Eleanor Clark, The Oysters of Locmariaquer, 1964.
- “L’ostrica, quando la luna è piena, s’apre tutta, e quando il granchio la vede, dentro le getta qualche sasso o festuca, e questa non si può riserrare, onde è cibo d’esso granchio. Così fa chi apre la bocca a dire il suo segreto, che si fa preda dello indiscreto uditore”. – Leonardo da Vinci, Codici, XV-XVI sec. (postumo).
- “Tutta l’arte è autobiografica; la perla è l’autobiografia dell’ostrica”. – Federico Fellini, su Atlantic, 1965.
- “Il colmo dell’ottimismo è entrare in un grande ristorante e sperare nella perla che si troverà in un’ostrica per pagare il conto”. – Tristan Bernard, scrittore e drammaturgo francese noto per il suo spirito ironico e arguto (frase attribuita erroneamente a Ugo Tognazzi).
Leggendo queste frasi sulle ostriche vi è venuta voglia di mangiare un bel piatto con questi deliziosi frutti di mare?
Che si tratti di una cena elegante o di un semplice piacere culinario, le ostriche sono un alimento che merita di essere scelto con cura. Freschezza e qualità sono fondamentali per apprezzarne appieno il gusto autentico e le proprietà. Per questo, affidatevi a rivenditori che rispettano il mare e garantiscono ostriche fresche e sicure come noi di Nieddittas. Proponiamo al mercato le ostriche di provenienza comunitaria (Olanda e Francia) che vengono scelte, monitorate, etichettate da noi e consegnate in tutta la Sardegna dopo aver superato i controlli e le verifiche previste dalle nostre procedure di qualità.
Ecco qualche ricetta da provare: 3 ricette gourmet con ostriche.
Le ostriche sono a tutti gli effetti un dono del mare!
4 Apr 2025 | In evidenza, Magazine
Alzi la mano chi non scatta neanche una foto quando si trova al mare, specialmente nel nostro mare sardo.
Un selfie in riva sulla spiaggia, un bel tramonto estivo, l’acqua cristallina e tutte le sue sfumature… Tantissimi amano il mare e non resistono alla tentazione di immortalarlo in uno scatto, pronto a finire sui social e a conquistare like e cuoricini.
Se stai cercando gli hashtag mare giusti per condividere le tue prossime foto/video durante la stagione estiva questo articolo fa al caso tuo!
Scopriamo insieme i migliori hashtag mare 2025 su Instagram. Spiegheremo infine cosa sono gli hashtag e qual è la loro utilità, anche su tutti gli altri social che ne fanno uso.
I 30 hashtag mare 2025 più efficaci
Il mare è sempre uno spettacolo da immortalare e condividere con i tuoi follower.
Gli hashtag in italiano e in inglese che puoi usare nei tuoi post o reel a tema mare ed estate 2025 per raggiungere il maggior numero di persone possibili e aumentare il numero di follower sono:
- #sea, #mare
- #oceano
- #summer, #summertime
- #beach, #spiaggia
- #sunset, #tramonto
- #sole, #sunny
- #seascape
- #holiday #vacanze
- #nature
- #waves, #onda
- #vistamare
- #vogliadimare
- #relax, #riposo
- #summervibes
- #igersitalia
- #beachwear
- #beachlife
- #sealovers
- #beachtime
- #instasummer
- #sunglasses
- #estateaddosso
- #estateitaliana
- #luglio #agosto
- #vacanzealmare
- #sardegna; #puglia; #liguria
- #profumodimare
- #tuttialmare
- #lamiaestate
- #unavitainvacanza
Se il soggetto della tua foto non è una spiaggia, ma ad esempio un bel piatto a base di pesce e prodotti Nieddittas, inserisci gli hashtag: #food #delicious #gnam #lunch.
È possibile inserire i tag su Instagram all’interno della descrizione sotto ogni foto oppure nei commenti.
Esistono, inoltre, diversi tool che permettono di generare gli hashtag più usati e migliorare la copertura dei tuoi post, tra i quali Hashy, che potrebbe darti nuovi spunti e suggerimenti, oppure l’app TagsForLike.
Con l’ultimo aggiornamento agli algoritmi di Instagram non è più sufficiente inserire hashtag popolari o metterne 20-30 per garantire una buona visibilità al nostro post.
Consigli per l’uso degli hashtag
Ora che hai visto la lista aggiornata dei migliori hashtag mare per questa estate 2025 per descrivere le tue foto, segui alcuni consigli:
- Riduci il numero di hashtag. Si possono utilizzare massimo 30 hashtag per post, ma è consigliabile usarne tra 5 e 15 per evitare spam.
- Utilizza solo quelli di bassa/media popolarità e molto pertinenti al tema della foto che vuoi pubblicare.
- Non pubblicare sempre gli stessi, sperimentane di nuovi.
- Resta aggiornato monitorando gli hashtag in voga del momento.
Scegliere gli hashtag mare giusti può trasformare una semplice foto in un contenuto virale, capace di raggiungere migliaia di amanti del mare e dell’estate.
Cosa sono gli hashtag di Instagram e a cosa servono
Gli hashtag sono delle etichette che servono a raggruppare i contenuti per argomenti in modo da rendere la loro ricerca più semplice. Per inserire un hashtag su Instagram, Facebook e Twitter, basta semplicemente mettere il simbolo del cancelletto (#) prima della parola che categorizza il contenuto, ad esempio “mare” se rispecchia il tema della tua foto. Senza lasciare spazi o quant’altro, in questo modo vengono raggruppate più foto dello stesso tipo.
Il primo social ad aver implementato questa funzione è stato Twitter nel 2010.
Su Instagram, con gli hashtag giusti puoi ottenere più visibilità, di conseguenza più like e follower, perché la maggior parte degli utenti visualizza i post facendo una ricerca per hashtag tematici. Il contenuto pubblicato deve però essere originale e di qualità e gli hashtag utilizzati devono essere affini ad esso per ottenere i risultati migliori.
Ricorda di non esagerare, il limite massimo di hashtag per post è 30, se lo superi puoi ottenere l’effetto contrario, ossia nessuna visibilità.
Attenzione agli hashtag bannati
Gli hashtag bannati sono tutti gli hashtag che sono stati segnalati dagli utenti e che Instagram non desidera che vengano utilizzati. Si tratta in genere di hashtag che raccolgono post su temi violenti o contenuti espliciti che violano il regolamento del social network.
Instagram ti ridurrà la visibilità del contenuto se usi uno o più hashtag bannati in un post o storia, cosa che potrebbe estendersi anche al tuo profilo se li dovessi usare più di una volta.
Nella nostra lista dei migliori hashtag mare non c’è nessun tag bannato e quindi potrai tranquillamente copiarli e incollarli sotto le tue foto senza incorrere in penalizzazioni.
Adesso non ti resta che prendere il telefono in mano e fare dei fantastici scatti nel tuo mare preferito!
27 Mar 2025 | In evidenza, Magazine
Le acque degli oceani stanno diventando sempre più acide, un fenomeno noto come acidificazione degli oceani, strettamente legato al riscaldamento globale e all’aumento delle concentrazioni di CO₂ nell’atmosfera. Questo processo altera gli ecosistemi marini e minaccia numerose specie, con conseguenze dirette sulla biodiversità e sulle attività economiche legate al mare.
Esaminiamo le cause di questo problema, i suoi effetti e le possibili strategie per contrastarlo.
Acidificazione degli oceani: cosa è e quali sono le cause?
L’aumento delle concentrazioni di CO2 in atmosfera causa un aumento delle temperature e di conseguenza cambia la composizione chimica dell’acqua. Quando l’anidride carbonica si dissolve nell’acqua di mare, innesca una reazione chimica che porta alla formazione di acido carbonico, abbassando il pH dell’acqua, e causando dunque una maggiore acidità.
Ma perché c’è un aumento del diossido di carbonio in atmosfera? Le cause sono da ricercarsi nelle attività umane:
- Uso dei combustibili fossili. Carbone, petrolio e gas naturale rilasciano enormi quantità di CO₂ nell’atmosfera.
- Abbattimento di foreste. Le foreste assorbono l’anidride carbonica (Co2) ma con la deforestazione quella in eccesso finisce negli oceani.
- Attività industriali e agricole. Fertilizzanti, allevamenti intensivi e produzione industriale contribuiscono all’inquinamento atmosferico e marino.
L’acidificazione degli oceani rappresenta una seria minaccia per tutti gli ecosistemi marini e per le specie che li popolano.
Conseguenze dell’acidificazione degli oceani sulla flora e fauna
L’alterazione del pH marino ha effetti devastanti specialmente su coralli, ostriche e altri molluschi, come cozze e vongole, e plancton. Ecco i principali effetti negativi:
- Gli organismi marini con conchiglie o scheletri di carbonato di calcio, a causa del pH marino alterato, fanno fatica a formare il guscio, rendendoli più vulnerabili e meno produttivi per la filiera ittica.
- Le barriere coralline sono soggette allo sbiancamento (bleaching), cioè alla perdita progressiva delle microalghe che ricoprono i coralli e che ne favoriscono la crescita, provocando danni anche agli organismi che le usano come fonte di cibo e di riparo.
- Rallenta la muta di granchi e aragoste.
- Pesci confusi perché l’acidificazione altera il loro olfatto.
- La trasmissione dei suoni attraverso l’acqua varia, rendendo più rumoroso l’ambiente sottomarino.
Il problema dell’acidificazione dei mari riguarda anche il mar Mediterraneo, mette a rischio la sostenibilità delle attività economiche legate alla pesca e all’acquacoltura e influenza l’intera catena alimentare.
Gli scienziati prevedono che entro il 2050 oltre l’85% degli oceani del mondo saranno più caldi e più acidi di quanto non lo siano mai stati.
Come contrastare l’acidificazione degli oceani
Per preservare la salute del mare e la sostenibilità del settore ittico è fondamentale agire.
Per contrastare il fenomeno è stato proposto di diffondere nel mare sostanze alcaline, come l’idrossido di calcio, capaci di aumentare il pH del mare e allo stesso tempo di rimuovere anidride carbonica dall’atmosfera, una tecnica nota come ocean alkalinization (alcalinizzazione dei mari). Numerosi gruppi di ricerca stanno monitorando e studiando i benefici e i potenziali rischi delle strategie di alcalinizzazione e da uno studio nel Mar Mediterraneo è emersa l’efficacia.
Alcune azioni concrete che si possono mettere in atto per mitigare il fenomeno dell’acidificazione degli oceani e del cambiamento climatico sono:
- Ridurre le emissioni di CO₂ attraverso il passaggio a fonti di energia rinnovabile.
- Sostenere la pesca e l’acquacoltura sostenibili, favorendo pratiche che riducano l’impatto ambientale.
- Ripristinare le praterie di Posidonia e le foreste marine, che assorbono CO₂ e migliorano la qualità delle acque.
- Investire nella ricerca, per selezionare specie più resistenti e migliorare la gestione degli allevamenti.
Gli ecosistemi marini sono fondamentali per la vita sulla Terra. Per evitare che si indeboliscano e per garantire un futuro sostenibile è necessario che tutti facciano la loro parte, ad esempio preferendo i mezzi pubblici o la bicicletta all’uso dell’auto e praticando una corretta gestione dei rifiuti.
La tutela dei mari e la sostenibilità ambientale è per noi di Nieddittas uno dei valori fondamentali della nostra comunità. Il nostro prodotto principale, le cozze Nieddittas, e gli altri molluschi filtratori, sono dei veri e propri depuratori naturali perché purificano l’acqua trattenendo l’anidride carbonica per formare i gusci. Il Protocollo di Kyoto ha dato un valore economico alla produzione di carbonio dei molluschi quantificandolo con Carbon Credit, valutando possibile che, grazie all’azione dei mitili, 1 tonnellata di anidride carbonica possa trasformarsi in 3 tonnellate di gusci. Eliminando l’anidride carbonica dall’acqua le cozze rendono persino più vivibile per le altre specie l’ambiente marino in cui si trovano, diminuendone di fatto l’inquinamento. Questo testimonia quanto sia importante proteggere il mare e favorire la crescita di queste specie.