Come aprire i tartufi di mare

Come aprire i tartufi di mare

Il tartufo di mare o venus verrucosa è un mollusco bivalve appartenente alla famiglia dei Veneridi. È molto utilizzato in cucina per il suo sapore delicato e la bontà delle sue carni.

Vediamo cosa sono e come aprire i tartufi di mare per preparare delle saporite e gustose ricette, senza incorrere in rischi per la salute.

Caratteristiche dei tartufi di mare

I tartufi di mare sono molluschi chiusi tra due conchiglie, più piccoli rispetto ad altri frutti di mare, e si trovano sui fondali di sabbia e fango fino alla profondità di 20 metri. Vivono in colonia e si riproducono nel periodo che va dalla fine della primavera all’inizio dell’estate.

Sono simili per aspetto e sapore alle vongole, ma si distinguono da queste per la conchiglia esterna che ha una superficie rugosa e irregolare composta da creste o lamelle, e per un sapore salmastro più deciso e persistente. Si distinguono anche dai fasolari, che sono più grandi, per il colore della conchiglia: una tonalità che varia dal giallo chiaro al beige-bruno, mentre l’interno è bianco e lucido.

Nel mar Mediterraneo gli esemplari più comuni sono di 3-4 centimetri per 30-40 grammi.

I tartufi di mare sono alimenti potenzialmente a rischio di contaminazione. Filtrano l’acqua per nutrirsi di alcuni micro e macro organismi vegetali come il fitoplancton e piccolissime alghe pluricellulari, per questo tendono ad accumulare patogeni ed inquinanti.

Per gustare questo prodotto in modo sicuro si raccomanda di acquistarlo solo da fonti commerciali ufficiali e sicure, come Nieddittas, per ridurre il rischio di spiacevoli inconvenienti nocivi per la salute.

C’è chi preferisce consumarlo crudo con un po’ di limone, se acquistato fresco e pulito correttamente, o cotto direttamente in padella (modalità consigliata) con olio, aglio, prezzemolo, pepe o peperoncino.

All’acquisto i molluschi devono essere vivi e all’apertura devono risultare completamente aderenti alla valva. Si trovano in commercio già stabulati e quindi purificati dalla sabbia e da possibili residui di patogeni e contaminanti.

Scopriamo ora come aprire i tartufi di mare in modo corretto per utilizzarli nelle vostre ricette preferite!

Come aprire i tartufi di mare?

Se volete sapere come aprire i tartufi di mare non vi resta che seguire i passaggi che trovate qui di seguito, ma prima procuratevi dei guanti e un coltellino affilato.

I tartufi di mare Nieddittas sono caratterizzati da un liquido intervalvare abbondante e con assenza visibile di fango o sabbia.

  1. Controllate che non ci siano eventuali gusci rotti, poi con l’aiuto di un coltellino a lama corta e appuntita afferrate i molluschi con un canovaccio per non tagliarvi e cercate il punto di congiunzione tra le due valve.
  2. Fate scorrere la lama sul bordo e separate le valve.
  3. Tenete da parte il liquido presente all’interno per utilizzarlo nelle vostre ricette.
  4. Staccate il mollusco dalla valva superiore e buttate la parte del guscio vuota.

Proseguite allo stesso modo per tutti i tartufi.

Una volta aperti potete utilizzarli cotti in padella nella preparazione di antipasti caldi, primi piatti, secondi piatti fatti in umido o gratinati oppure come condimento per la pasta, ad esempio per un sugo marinaro, zuppette o brodetti. Il liquido contenuto all’interno va filtrato per eliminare eventuali impurità e sfumato con un po’ di vino bianco secco. Sono ottimi anche farciti di pane aromatico e gratinati in forno.

Proprietà nutrizionali

I tartufi di mare sono alimenti molto nutrienti, una fonte di proteine ad alto valore biologico, vitamine e minerali specifici. Appartengono al I° gruppo fondamentale degli alimenti.

Sono poco calorici (circa 85 kcal / 100 g di parte edibile), privi di lattosio e di glutine.

Hanno un discreto contenuto di omega 3 e, come per gli altri molluschi bivalvi, una quantità significativa di colesterolo e possibile concentrazione di istamina.

Tra le vitamine si riscontrano ottimi livelli delle idrosolubili del gruppo B. Per quanto riguarda i minerali, contengono potassio, fosforo, sodio, ferro, calcio, selenio, magnesio, zinco, rame e iodio.

Come conservare le ostriche

Come conservare le ostriche

Le ostriche sono dei frutti di mare da sempre sinonimo di raffinatezza, simbolo di ricchezza e cibo pregiato. Sono dotate di due valve: quella inferiore alla quale è attaccato il mollusco è più grande e incastonata nella valva superiore.

Sono diffuse nei mari europei, a bassa profondità, e quelle che troviamo sul mercato appartengono a due varietà, quella piatta e quella concava, provenienti dai principali allevamenti europei (Francia, Olanda, Regno Unito, Irlanda, Spagna, Grecia, Germania e in piccola parte Italia). Quella più utilizzata in cucina è la varietà Bèlon, dalla forma rotonda.

Nieddittas propone al mercato le ostriche di provenienza comunitaria (Olanda e Francia) che vengono da noi scelte, monitorate, etichettate e consegnate in tutta la Sardegna dopo aver superato i controlli e le verifiche previste dalle nostre procedure di qualità, per assicurare al consumatore finale la massima freschezza e le migliori garanzie di sicurezza alimentare. Non solo in Sardegna, con Nieddittas a Domicilio è possibile riceverle anche a Milano, Roma e altre località!

Come tutti i molluschi, le ostriche fresche andrebbero consumate subito. Ma se ciò non fosse possibile, vediamo insieme come conservare le ostriche.

Cosa sapere sulle ostriche

Innanzitutto, acquistate solo ostriche fresche e di qualità per non incorrere in rischi per la salute. Più un’ostrica è fresca e più si potrà conservare meglio in frigorifero. Controllate sempre l’etichetta, che la confezione sia chiusa, garanzia di tracciabilità del prodotto, e che i molluschi siano vivi.

L’ostrica fresca si conserva in frigorifero  4-5 giorni dalla data riportata in etichetta, solo se al suo interno mantiene una piccola quantità di acqua naturale che le consente di sopravvivere. Devono essere confezionate con la parte concava rivolta verso il basso.

Un’altra raccomandazione è quella di non aprire le ostriche in anticipo, ma solo quando è il momento di mangiarle. Per gli estimatori si mangiano crude, al naturale, magari con del limone e un pizzico di pepe. Hanno poche calorie, sono ricche di calcio e di ferro ma è meglio non esagerare, dato che contengono molto colesterolo. Si consiglia di consumarle previa cottura a 100°C per 2 minuti (gratinate o con gli spaghetti sono una vera delizia).

Adesso leggete con attenzione come conservare le ostriche.

Come conservare le ostriche in frigorifero

Per prima cosa, per conservarle le ostriche devono essere chiuse ed intatte affinché mantengano tutta la loro acqua e freschezza. Ecco alcune semplici regole da seguire per una corretta conservazione:

  1. Non lavate le ostriche e non toglietele dal guscio. Le ostriche sono già purificate dal produttore e quindi non è necessario pulirle o spazzolare il guscio. Hanno un gusto migliore se vengono sgusciate appena prima di essere mangiate. È anche più facile conservarle intere e ci sono meno possibilità che vadano a male.
  2. Utilizzate un recipiente non chiuso che possa essere facilmente riposto nel frigorifero.
  3. Posizionate i molluschi in modo che la parte concava del guscio sia rivolta verso il basso. In questo modo tratterranno i propri succhi.
  4. Ora coprite le ostriche con uno strofinaccio o un panno umido, non bagnato. C’è anche chi le dispone su un letto di ghiaccio posto nel fondo del recipiente, proprio come in pescheria. Verificate almeno una volta al giorno che lo strofinaccio rimanga umido mentre le ostriche vengono conservate in frigorifero. Se il panno si asciuga, bagnatelo nuovamente. Ricordate che le ostriche vivono nell’acqua di mare, quindi per loro quella dolce è letale. Per questo motivo non vanno immerse direttamente nell’acqua.
  5. La temperatura del frigorifero ideale per conservarle dovrebbe essere compresa tra 4-6 ±2°C.
  6. Devono essere conservate orizzontalmente, in piano sulle loro conchiglie bombate per evitare che si svuotino dalla loro acqua.

È fondamentale tenerle al riparo dalla luce. Una volta aperte, controllate la presenza di acqua, segno che l’ostrica si è conservata correttamente. Se invece è secca avrà un odore sgradevole e sarà da scartare.

Antipasti di mare per Pasqua

Antipasti di mare per Pasqua

La Pasqua si avvicina ed è bene iniziare a pensare quali piatti inserire nel menu. Che siate con amici o in famiglia, noi di Nieddittas abbiamo pensato ad una serie di antipasti di mare per Pasqua sfiziosi, facili e veloci da realizzare.

La cucina italiana offre tante ricette da portare in tavola che riescono ad accontentare ogni genere di palato, ma se volete servire come antipasto qualcosa di più originale della classica insalata di mare, ecco per voi 4 idee a base di pesce.

Cozze gratinate

Il primo degli antipasti pasquali che proponiamo sono le cozze gratinate, ovviamente quelle Nieddittas. Prendetene un chilo, togliete il bisso tirandolo verso il basso e se volete prepararle da crude con la punta del coltello fate leva per aprirle. Se volete prepararle da cotte, mettetele in una pentola col coperchio a fuoco alto per 10 minuti fino a quando si apriranno. Eliminate le eventuali cozze rotte o che non si sono aperte.

È il momento di preparare il ripieno; mettete in una ciotola:

  • il pangrattato
  • il parmigiano grattugiato
  • gli spicchi di aglio tritati finemente
  • il prezzemolo tritato
  • il pepe e il peperoncino
  • il vino
  • l’olio evo

Mescolate bene fino ad ottenere un composto umido e se necessario aggiungete un pochino di acqua di cottura delle cozze. Passiamo alla fase di riempimento delle cozze.

Prendete un po’ di impasto e inseritelo all’interno dei gusci compattando bene con le mani. Mettete tutte le cozze ripiene su un tegame con carta forno, irroratele con un filo di olio extravergine e cuocetele in forno preriscaldato a 200° per 15 minuti circa. Gli ultimi minuti impostate la modalità grill ed infine sfornate le vostre cozze gratinate.

Spiedini di gamberi e calamari con mele e zafferano

Un’altra ricetta da servire tra gli antipasti di mare per Pasqua potrebbe essere quella degli spiedini di gamberi e calamari, che possono rappresentare anche un secondo piatto saporito se si aumentano le porzioni. Le mele e lo zafferano creeranno un connubio dolce e salato da provare assolutamente!

Prima di tutto si prepara la salsa che andrà sopra gli spiedini a base di pesce. Pulite quindi le mele e tagliatele a cubetti. In una pentola mettete un filo d’olio, aggiungete i cubetti di mela e fate cuocere a fuoco lento fino a quando diventeranno morbidi.

Frullateli, regolate di sale e pepe, e rimette sul fuoco la salsa ottenuta. Versate una bustina di zafferano, mescolate e continuate a cuocere a fuoco basso.

Intanto scaldate la bistecchiera, ungetela con un filo di olio e una volta calda mettete gli spiedini. Basteranno 2-3 minuti per lato.

Metteteli su un piatto da portata e ricopriteli con la salsa di mele e zafferano, qualche semino di sesamo, olio evo e buon appetito!

Spiedini di capesante con vellutata di zucca

Una terza idea di antipasto di mare per il vostro pranzo pasquale è lo spiedino di capesante con vellutata di zucca. Le capesante sono un mollusco gustoso e delicato che si presta a varie ricette squisite. Per cucinare questo antipasto, per prima cosa lavate la zucca e tagliatela a pezzi rimuovendo la buccia. Fatela bollire in pentola con un litro di acqua salata con coperchio per 15 minuti.

Aggiungete la panna, il sale e il pepe e scaldate a fuoco lento.

Nel frattempo, preparate le capesante Nieddittas. Infilatene 3 per ogni rametto di rosmarino che avrete precedentemente pulito. Regolate di sale e pepe e scaldate un filo d’olio in padella. Mettete gli spiedini di capesante per circa 4 minuti per parte. Una volta cotti serviteli sui piatti da portata appoggiati sulla vellutata di zucca.

Carpaccio di polpo

Questa ricetta può essere servita sia come secondo che come antipasto pasquale buonissimo e saporito.

Sciacquate il polpo sotto l’acqua corrente e mettetelo in una pentola con 2 litri di acqua fredda, il vino bianco e 5 foglie di alloro. Cuocete il polpo per 20 minuti (per ogni kg) da quando inizia a bollire. Fate raffreddare nella sua pentola, poi scolatelo e tagliatelo a pezzi.

Pressate il polpo con le mani per far uscire l’acqua in eccesso e poi mettetelo in frigorifero coperto da pellicola trasparente. Lasciatelo riposare per almeno 24 ore.

Affettatelo in maniera sottile e servite il vostro carpaccio di polpo, se volete con dell’olio aromatizzato all’aglio.

Come condire l’antipasto di mare

Come condire l’antipasto di mare

Che sia una cena al ristorante o una serata passata a casa di amici, nel menu di pesce delle occasioni speciali non può mai mancare l’insalata di mare, ovvero un grande classico della cucina italiana che si prepara solo con pesci freschi come calamari e polpo, le cozze e le vongole di Nieddittas.

Questo è un piatto dalle mille varianti che può essere servito come antipasto oppure come secondo piatto, ma potete star tranquilli che con una ricetta del genere saranno tutti soddisfatti.

Siete curiosi di scoprire come condire l’antipasto di mare con pochi ingredienti per assaporare al meglio i prodotti che il mare ci offre?

Cozze e vongole

Per preparare questa ricetta vi servirà del pesce fresco come calamari, cozze, vongole e polpo, ma potete aggiungere tutti i frutti di mare che preferite.

Per ottenere un buon piatto è necessario pulire correttamente il pesce; vediamo allora come procedere.

Per quanto riguarda le cozze e le vongole eliminate subito quelle con il guscio rotto oppure già aperto, eliminate il bisso dalle prime e strofinate tra loro il guscio delle seconde sotto l’acqua corrente per poi prenderle a manciate per farle cadere sul fondo di un recipiente in modo da individuare quelle piene di sabbia.

A questo punto prendete una padella ampia, fateci scaldare un filo d’olio extravergine d’oliva insieme a uno spicchio d’aglio e aggiungete cozze e vongole; fate sfumare con del vino bianco e coprite con un coperchio la padella in modo da far cuocere i molluschi nel loro vapore. In pochi minuti si dovranno aprire tutti i gusci, eliminate quelli che non si sono dischiusi e infine raccogliete l’acqua di cottura che si è formata perché potrebbe essere utilizzata per altre preparazioni a base di pesce.

Polpo e calamari

Mentre le cozze e le vongole sono in padella pulite il polpo: incidete la sacca senza staccarla dai tentacoli per eliminare le interiora, gli occhi e il dente, poi sciacquate sotto l’acqua corrente; prendete una pentola abbastanza alta, riempitela di acqua e fatela bollire insieme a delle foglie di alloro, un rametto di prezzemolo, delle coste di sedano e del pepe in grani; prendete il polpo e immergete i tentacoli per diverse volte fino a farli arricciare, perché questa operazione serve a intenerire la polpa. A questo punto fate cuocere il polpo per 30 minuti poi levatelo dall’acqua e fatelo freddare prima di tagliarlo.

Ora passate alla pulizia dei calamari: staccate la testa dal mantello, eliminate la penna di cartilagine, togliete le interiora che si trovano nel mantello e quando è presente raccogliete l’inchiostro della sacca se vi piace, incidete il mantello per staccare la pelle, sciacquate bene la polpa sotto l’acqua corrente e tagliate il mantello ad anelli. Ora potete far cuocere i calamari nella stessa acqua di cottura del polpo per pochi minuti.

Condire l’insalata di mare

La preparazione del vostro antipasto di mare è quasi terminata.

Togliete dalla padella le cozze e le vongole, levate il mollusco dal guscio e mettetelo in una ciotola; potete tenere alcune cozze e vongole intere per guarnire il vostro piatto da portata. Dopo aver fatto freddare il polpo tagliate a pezzi i tentacoli e aggiungeteli nella ciotola insieme agli anelli di calamaro, alle cozze e alle vongole. Non vi resta che condire l’insalata di mare con una semplice emulsione di olio, succo di limone, sale e pepe.

Ecco come condire l’antipasto di mare. Il condimento più classico infatti si ottiene mettendo in una ciotola qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva, un goccio di succo di limone, sale e pepe; con una frusta o semplicemente con una forchetta si deve montare la miscela fino a quando gli ingredienti non saranno tutti ben amalgamati.

Anche i condimenti possono avere le loro infinite varianti. Prendendo come base la citronette che abbiamo appena visto, si possono aggiungere diversi ingredienti per dare maggior sapore al pesce: la scorza di arancia e di limone tritato si sposano bene con i sapori delicati del mare, invece per un gusto tipicamente mediterraneo si può aggiungere un battuto di menta, basilico e prezzemolo, infine gli amanti del piccante possono mettere del peperoncino fresco tagliato a pezzi.

L’antipasto di mare per essere davvero buono ha bisogno di due semplici cose: del pesce fresco da far marinare per almeno mezz’ora nell’emulsione di olio.

Antipasti di mare per San Valentino

Antipasti di mare per San Valentino

Volete organizzare una cena romantica per la festa degli innamorati?

In questo articolo troverete 4 antipasti di mare per San Valentino, ricette semplici, sfiziose e saporite, da preparare per il vostro partner.

Sono tante le idee per comporre il vostro menu a base di pesce, scegliete uno o due antipasti a seconda se preparerete o meno anche dei primi piatti; si sa che in particolare i crostacei sono considerati da sempre afrodisiaci e quindi perfetti per questa occasione.

Allora mettetevi in cucina e iniziate ad organizzare la vostra serata perfetta del 14 febbraio, e non solo. Utilizzando i prodotti Nieddittas la vostra cena sarà sicuramente un successo!

Ostriche gratinate

Per iniziare nel modo giusto la serata occorre partire con degli antipasti di mare per San Valentino eleganti e leggeri, così riuscirete anche a mangiare il dessert. Potete proporre un classico, dallo speciale potere afrodisiaco: le ostriche gratinate, per chi ama i sapori del mare.

L’importante è portare in tavola dei prodotti freschi e di qualità. Le ostriche Nieddittas vengono infatti scelte, monitorate ed etichettate dopo aver superato i controlli e le verifiche previste dalle nostre procedure di qualità per assicurare al consumatore finale la massima freschezza e le migliori garanzie di sicurezza alimentare.

In alternativa alle ostriche potete cucinare le cozze gratinate, gustose e ugualmente buonissime!

Involtini di pesce spada

Se volete stupire la vostra anima gemella, un’idea è quella di preparare degli involtini con il pesce spada, dal gusto delicato ma inconfondibile. Potete profumare l’involtino aggiungendo degli agrumi oppure realizzarlo “alla siciliana”, ovvero cuocendo il pesce alla griglia o in padella e farcendolo con un ripieno di pangrattato, sale, pepe, parmigiano e olio. Arrotolate infine le fettine di pesce, fermatele con uno stuzzicadenti e passatele nel pangrattato.

Insalata di mare

Uno degli antipasti più tradizionali ma sempre molto apprezzato è l’insalata di mare. Per prepararla occorre un po’ di tempo ma nulla di complicato se seguite passo passo queste indicazioni.

  • Fate cuocere in padella o a vapore i crostacei e i molluschi. Una volta raffreddati conditeli con un’emulsione di olio, limone e prezzemolo.
  • Eliminate il bisso dalle cozze Nieddittas, strofinate tra loro le vongole sotto il getto d’acqua e passate alla pulizia dei calamari. Separate la testa e rimuovete la pelle.
  • Sgusciate i gamberi lasciando la coda, rimuovete il filo interno nero con un coltellino.
  • In una padella con dell’olio versate le cozze e le vongole per qualche minuto fino a quando si apriranno.
  • Sgusciate le cozze e le vongole e tenetele da parte.
  • Mettete in una pentola abbondante acqua fredda, un limone diviso in 4, un ciuffo di prezzemolo e il polpo lavato e pulito.
  • Fate cuocere per circa 30 minuti, poi lasciatelo raffreddare.
  • Fate cuocere i calamari interi puliti per 10 minuti, i gamberi per 5 minuti in acqua bollente leggermente salata.
  • Scolateli e tagliate i calamari e il polpo a pezzi.
  • In una ciotola capiente mettete tutti i molluschi e i crostacei e conditeli con un’emulsione di olio, sale e prezzemolo tritato.

Cestini di sfoglia ai gamberi

Gli antipasti di mare per San Valentino con la pasta sfoglia sono quelli più facili e versatili. Basta acquistare il rotolo già pronto, tagliarlo in 12 quadratini, e bollire i gamberi in acqua e vino. Poi fate cuocere i cestini di sfoglia in forno per 10 minuti. Una volta raffreddati, farciteli con la salsa cocktail o della maionese e un paio di code di gamberi scolati e asciugati con carta da cucina.

Ultimi consigli: l’ideale sarebbe realizzare gli antipasti di San Valentino a forma di cuore, utilizzare una tovaglia rossa e accompagnare il tutto con una bottiglia di un buon vino.

Per le coppie la festa degli innamorati non è solo il 14 febbraio ma tutti i giorni, quindi prendete nota di queste idee anche per altre cene romantiche!

Qual è il mare meno profondo d’Italia?

Qual è il mare meno profondo d’Italia?

Con più di 7.500 chilometri di costa, la penisola italiana è bagnata da sei diversi mari differenti tra loro per il tasso di salinità, per le specie ittiche che vi abitano, per la morfologia e in particolar modo per la profondità. Forse non ci avete mai dato troppo peso, ma sapere queste informazioni potrebbe essere utile per scegliere dove fare una gita in barca, dove praticare pesca subacquea o più semplicemente dove passare le prossime vacanze estive. Cerchiamo di capire allora qual è il mare meno profondo d’Italia e di conoscere più da vicino tutti i mari che fanno parte del Mediterraneo.

Mar Adriatico: il mare meno profondo d’Italia

Il Mar Adriatico si estende per una lunghezza di 800 km e una larghezza di 150 km con una superficie totale di 132.000 km2; è anche il mare meno profondo d’Italia con i suoi appena 300 metri in alcune zone settentrionali e i 1.222 metri di profondità massima nella parte più a sud.

Il Mar Adriatico si trova nel Mar Mediterraneo orientale e oltre alla penisola italiana bagna anche la Slovenia, la Croazia, la Bosnia Erzegovina, il Montenegro e l’Albania; è suddiviso in Alto, Medio e Basso Adriatico ed è collegato a sud-est con il Mar Ionio attraverso il Canale d’Otranto.

Le coste italiane bagnate dal Mar Adriatico sono prevalentemente basse e sabbiose; in alcune zone diventano paludose in particolare lungo il Delta del Po, oppure lagunari come nel Golfo di Venezia, ma solo tra Pola e il Canale d’Otranto si trovano coste alte e rocciose. Nel Mar Adriatico si trovano le isole minori Tremiti appartenenti alla regione Puglia e le isole Brioni che fanno parte del territorio croato. Sin dai tempi più antichi l’Adriatico è stato un mare attraversato da numerose navi e ancora oggi sono attivi diversi porti, tra i più importanti ricordiamo quello di Venezia, di Ancona e di Bari.

Il nome del Mar Adriatico sembrerebbe derivare dalla città di Adria, importante via di transito e di commercio tra i paesi che si affacciavano nel Mediterraneo e l’Oriente. Secondo alcuni studiosi il nome deriverebbe invece dalla città Atri situata in Abruzzo, che in passato era conosciuta come Hadria/Hatria; secondo altre teorie l’Adriatico prende il nome da una parola etrusca, atrium, che stava ad indicare il giorno e più in generale l’est, così da indicare la posizione del mare a oriente rispetto alla terra degli Etruschi.

Mar di Sicilia

Il Mar di Sicilia comprende l’area del Mar Mediterraneo situata tra l’isola siciliana e l’Africa; questo è il punto in cui il Mar Mediterraneo occidentale si divide da quello orientale. Per andare più nello specifico il Mar di Sicilia si divide a sua volta in canale di Sicilia, canale di Malta e canale di Pantelleria. Per quanto riguarda il nome di queste acque possiamo andare a leggere nell’antica enciclopedia di Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, che il mare siculo era quello che si estendeva tra la Sicilia e Creta. Il Mar di Sicilia ha fondali poco profondi che non superano i 1250 metri.

Per quanto riguarda il canale, sarebbe più corretto chiamarlo stretto di Sicilia, poiché se le masse di acqua di una data zona hanno i valori di densità, salinità e temperatura simili tra loro si parla di canale, quando invece non c’è questa somiglianza allora si dovrebbe parlare di stretto; questa breve distanza di poco meno di 150 metri che separa l’isola sicula dalla Tunisia ha una profondità di appena 310 metri e bagna le coste di Pantelleria e delle isole Pelagie.

Alcuni anni fa nei fondali tra Pantelleria e la Sicilia a 40 metri di profondità è stato ritrovato un monolito con dei fori che segnano i lati in maniera regolare, lungo dodici metri e risalente all’età Mesolitica; il reperto è il testimone che in quel periodo l’arcipelago siciliano era molto più esteso e che con lo scioglimento della calotta di ghiaccio che ricopriva parte dell’Europa del Nord è stato sommerso mettendo fine a molte civiltà.

Mar Ligure

Tornando nella parte settentrionale del Mediterraneo occidentale troviamo il Mar Ligure che bagna le coste della Liguria, di parte della Toscana, dell’isola d’Elba e del nord della Corsica; qui i fondali raggiungono i 2600 metri, ma per trovare la profondità massima si deve arrivare nella parte nord-ovest della Corsica con 2850 metri. Per quanto riguarda il litorale italiano si ha la prevalenza di coste alte e rocciose con qualche tratto sabbioso, poiché la catena montuosa arriva quasi a ridosso del mare.

Nelle acque del Mar Ligure nuotano diverse specie di cetacei, tanto che nel 1991 il Ministero dell’Ambiente ha istituito il Santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini.

In passato il Mar Ligure era meglio conosciuto con il nome latino Mare Ligusticum e segnava il mare che bagnava le coste comprese tra il Rodano e l’Arno. Oggi secondo i confini stabiliti dall’Istituto Idrografico della Marina Militare Italiana, il Mar Ligure è delimitato da una linea immaginaria che va a occidente da Calvi a Capo Ferrato e a oriente da Capo Corso a Piombino attraversando il Canale di Corsica, l’Isola d’Elba e il canale di Piombino, tracciando così il confine con il Mar Tirreno. Esiste però un altro confine tracciato dall’Organizzazione idrografica internazionale in cui la linea immaginaria di confine si estende a sud-ovest da Capo Corso a Ponte San Luigi ovvero nel confine italo-francese, e a sud-est da Capo Corso alla Punta San Pietro, ovvero un’estremità del Golfo di La Spezia, attraversando quindi le isole minori di Tinetto, Tino e Palmaria.

Mar di Sardegna

Continuando il nostro percorso nelle acque del Mar Mediterraneo alla ricerca della profondità dei mari, arriviamo nella zona compresa tra la Sardegna occidentale, la Francia, la Spagna, l’Algeria e la Tunisia comprendendo anche le isole spagnole Baleari e quelle sarde di Sant’Antiaco e San Pietro bagnate dal Mar di Sardegna; a pochi chilometri dall’isola di Minorca il Mar di Sardegna raggiunge la sua profondità massima di 3068 metri.

I greci usavano chiamare queste acque Esperia/Esperico perché così si indicavano le terre che rispetto ai loro domini stavano a occidente; gli spagnoli continuano a usare questi termini chiamando il Mar di Sardegna Mar Esperico. In realtà l’Organizzazione idrografica internazionale non riconosce ufficialmente questa zona, identificandola invece come Bacino Occidentale del Mar Mediterraneo, che si divide dal Mar Tirreno grazie al breve tratto delle Bocche di Bonifacio che separa la Sardegna dalla Corsica.

A prescindere da come lo si vuole chiamare, questo tratto di mare in passato è stato percorso da diverse popolazioni come cartaginesi, fenici, liguri e aragonesi; ancora oggi si possono trovare tracce di questi passaggi di civiltà tanto nel linguaggio, si pensi ad esempio al catalano algherese, quanto nei resti di città come Tharros.

Mar Tirreno

Gran parte delle coste dell’Italia occidentale, in particolare della Sicilia, della Basilicata, della Campania, del Lazio e della Toscana, e quelle orientali della Corsica e della Sardegna sono bagnate dal Mar Tirreno e vista la sua vastità viene diviso in Tirreno settentrionale, centrale e meridionale. Nei pressi dell’isola di Ponza si raggiunge la profondità massima di 3785 metri, mentre a causa della vicinanza della faglia che divide il continente europeo da quello africano, nei fondali marini ci sono numerosi vulcani attivi e  catene montuose. In questo tratto di mare si trovano le isole minori dell’arcipelago toscano, l’arcipelago ponziano, l’arcipelago campano, La Maddalena e andando più verso sud di questo gruppo di isolette si trovano Tavolara e l’isola Molara, l’isola siciliana di Ustica e infine le Eolie e le Egadi.

A causa dei confini poco chiari che abbiamo visto parlando del Mar Ligure che vedono parte delle coste toscane appartenenti appunto a quest’ultimo, si hanno delle ripercussioni: ad esempio Viareggio e Castiglioncello sono conosciute come le Perle del Tirreno; durante gli anni del fascismo è stata fondata una località vicino Pisa chiamata Tirrenia; il quotidiano di Livorno è Il Tirreno.

Il Mar Tirreno non ha avuto grande importanza solo per le Repubbliche Marinare di Gaeta e Amalfi; nell’Eneide Virgilio racconta come queste acque siano state navigate da Enea per scappare da Troia fino a raggiungere le coste laziali e andando ancora più indietro nel tempo, i greci chiamavano tirreni gli Etruschi che dominavano lungo le terre bagnate da questo mare.

Mar Ionio

Si tratta del mare più profondo del Mediterraneo: ha una profondità media di 4000 metri, ma nei pressi del Peloponneso, più precisamente nell’abisso di Calipso, si raggiunge la profondità massima di 5270 metri. Il Mar Ionio bagna le coste dell’Italia meridionale, in particolare della Sicilia, della Basilicata, della Calabria e della Puglia, insieme alle coste albanesi e greche.

Diverse leggende sono collegate al nome di questo mare: secondo una di queste il nome ricorda Io, la figlia del signore di Argo, che ha dovuto attraversare il mare a nuoto per sopravvivere alla gelosia di Era dopo una relazione avuta con Zeus; secondo altre fonti invece il nome deriva dalla parola Joni, che in albanese significa nostro, questo per ricordare che l’odierna Albania in passato era il regno degli Illiri, ovvero dei forti pirati che spesso hanno messo in difficoltà anche i Romani.

Mar Mediterraneo

Tutti i mari che abbiamo visto sino ad ora fanno parte del Mar Mediterraneo. Il Mare nostrum, come lo chiamavano gli antichi Romani si trova tra Europa, Nordafrica, Asia occidentale ed è collegato con l’Oceano Atlantico attraverso lo stretto di Gibilterra, con il Mar Nero attraverso il Bosforo e i Dardanelli, con il Mar Rosso e l’Oceano Indiano attraverso il canale di Suez; vista la sua posizione questo mare in tempi più antichi era conosciuto come “il mare che stava in mezzo alle terre”, prendendo origine dalla parola latina mediterraneus. Gli antichi romani hanno esteso il loro dominio su praticamente tutte le terre che si affacciano su queste acque, per questo lo chiamavano il nostro mare.

Pin It on Pinterest