3 antipasti di mare per Capodanno

3 antipasti di mare per Capodanno

Volete proporre degli antipasti di mare per Capodanno?

Se siete a caccia di idee, in questo articolo troverete 3 sfiziosi antipasti per festeggiare l’ultimo dell’anno e fare bella figura con gli ospiti.

Molluschi e frutti di mare non possono mancare nella tavola delle feste; vediamo allora come preparare delle ottime ricette di antipasti per iniziare al meglio il cenone di Capodanno. Non badate alla quantità perché si tratta di una cena piuttosto lunga e siamo sicuri che molti faranno il bis.

Cozze ripiene

Le cozze ripiene sono un classico della tradizione culinaria italiana che presenta molte varianti. Vediamo quali sono gli ingredienti che occorrono per prepararle:

  • 1 kg di cozze fresche Nieddittas
  • 400 gr di passata di pomodoro
  • 100 gr di pangrattato
  • 1 uovo
  • 50 gr di pane tipo ciabatta
  • 4 cucchiai di latte
  • 50 gr di pecorino grattugiato
  • 2 spicchio di aglio
  • olio extravergine d’oliva
  • prezzemolo
  • vino bianco
  • q.b. sale e pepe

Procedimento

Iniziamo dal ripieno. Ammollate il pane nel latte, strizzatelo e mettetelo in una ciotola con il pangrattato, il pecorino grattugiato, l’aglio tritato finemente, il prezzemolo tritato, sale e pepe.

Aggiungete un uovo e mescolate. Se necessario, aggiungete un po’ di pangrattato o se risulta troppo asciutto un cucchiaio di acqua.

Occupiamoci del sugo. In un tegame mettete lo spicchio d’aglio rimasto, la passata di pomodoro, il vino bianco, salate e pepate. Coprite e fate sobbollire per circa 10 minuti.

Intanto, sbissate le cozze e apritele con un coltellino delicatamente. Farcitele con il ripieno e adagiatele nel tegame con il sugo caldo. Coprite con coperchio e lasciate cuocere a fuoco medio per circa 15 minuti.

Spolverizzate con il prezzemolo tritato e servite le cozze ripiene con delle fette di pane.

Spiedini di capesante, peperoni e formaggio

Tra gli antipasti di mare per Capodanno potete portare in tavola anche gli spiedini di capesante. Ecco cosa vi occorre:

  • 200g di formaggio a pasta dura o filata
  • 20 capesante grandi Nieddittas
  • 300g di guanciale a fette
  • 2 peperoni

Procedimento

Sgusciate le capesante e avvolgete ogni mollusco in una fetta di guanciale.

Lavate i peperoni, eliminate il picciolo e i semi, tagliateli in quadrati. Tagliate il formaggio in cubetti.

Ora preparate gli spiedini: alternate una capasanta, un peperone e un cubo di formaggio. Cuocete gli spiedini su una griglia o sulla brace, girandoli di continuo. Servite questo antipasto caldo.

Misto frutti di mare in forno al gratin

Tra gli antipasti di pesce più gettonati c’è il mix di frutti di mare gratinati. Scegliete prodotti freschi e di sicura provenienza come quelli offerti da Nieddittas e seguite questi passaggi facili e veloci.

Strofinate le vongole sotto il getto d’acqua e fatele cadere sul fondo di un contenitore per controllare che non abbiano sabbia o che eventuali gusci vuoti finiscano in padella.

Eliminate il bisso dalle cozze, ossia la linguetta laterale. Mettetele in una pentola capiente assieme alle vongole con un filo d’olio e a mezzo bicchiere di vino bianco. Coprite e aspettate che si aprano le conchiglie.

Una volta aperte, scolate le cozze e le vongole e mettetele su una teglia assieme alle capesante salate e pepate.

Frullate 4 fette di pancarrè con prezzemolo, un pizzico di sale e pepe e 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva. Ricoprite i frutti di mare con il composto ottenuto.

Infornate la teglia in forno preriscaldato a 200°C e cuocete per almeno 10 minuti. Quando cozze, vongole e capesante saranno dorate, sfornate e servite accompagnando con qualche fetta di limone.

Spiaggia di Chia: dove si trova e come arrivarci

Spiaggia di Chia: dove si trova e come arrivarci

La Baia di Chia è sicuramente una delle località costiere più note della Sardegna, specialmente per via delle sue bellissime spiagge dalla sabbia candida e fine ed un mare dall’acqua cristallina. Oltre all’incredibile bellezza naturalistica, un’altro fattore che ha probabilmente contribuito a fare di Chia una spiaggia così nota è la sua posizione, facilmente raggiungibile dal capoluogo sardo.

Prima di vedere più precisamente dove si trova la spiaggia di Chia in Sardegna, vediamo qualche dettaglio in più su questa spettacolare località costiera. Concluderemo infine con una piccola lista di attrazioni storico-culturali dell’area: qualche spunto per le ore in cui si volesse prendere una pausa dal mare.

Le spiagge di Chia

La località costiera di Chia è nota principalmente per le sue bellissime spiagge, tutte bagnate da un mare dall’acqua limpida e cristallina, con sfumature di colore azzurro-turchese. La sabbia è fine e morbida, mentre i fondali sono bassi, perfetti per i bambini più piccoli. Inoltre, si tratta di una zona ben esposta al vento, caratteristica che rende le spiagge di Chia una meta ambita da velisti, surfisti e kitesurfisti.

Le spiagge sono delimitate da caratteristiche dune di sabbia alte anche 30 metri e coperte di ginepri secolari, tipici della macchia mediterranea.

Vediamo ora quali sono le 5 bellissime spiagge di Chia e quali le loro caratteristiche.

Su Portu

Partendo da est nel litorale di Chia, la prima spiaggia che incontriamo è Su Portu, lunga circa 250 metri e dalla forma a mezzaluna. Dalla piccola spiaggia è possibile ammirare un bellissimo panorama circondato una scogliera ed un promontorio verdeggiante dove, sui resti dell’antico villaggio fenicio, troneggia la Torre spagnola di Chia.

Alle spalle della spiaggia si trova una pineta, oltre a fitta vegetazione mediterranea. L’area è ben attrezzata con parcheggi, aree di campeggio, attrezzature da spiaggia e punti di ristoro.

Sa Colonia

Proseguendo lungo la baia incontriamo Sa Colonia, una lunga distesa di sabbia fine e candida, da un colore quasi ambrato a contatto con un’acqua dalle sfumature smeraldine. Caratteristica di Sa Colonia è un piccolo isolotto, il Cardolinu, collegato all’arenile da un istmo sabbioso.

Porto Campana

La spiaggia di Porto Campana è caratterizzata da sabbia soffice e dorata ed un’acqua smeraldina su cui giocano i pittoreschi riflessi del sole. Da entrambi i lati della spiaggia si possono ammirare promontori coperti di macchia mediterranea, dai quali si emanano aromi e profumi dei lentischi e dei fiordalisi. Alle spalle dell’arenile si possono poi ammirare le dune bianche coperte di ginepri, per uno scenario mozzafiato e da cartolina.

Su Giudeu

La spiaggia di Su Giudeu ha un fascino unico e particolare. La spiaggia è stata spesso utilizzata come set cinematografico o pubblicitario.

L’acqua trasparente e paradisiaca bagna una spiaggia dal fondale basso e dalla sabbia morbida e sottile. Scenario perfetto per rilassarsi e ritrovare l’armonia, la spiaggia di Su Giudeu è un vero e proprio spettacolo.

Cala Cipolla

Infine, la spiaggia di Cala Cipolla si trova nell’estremo ovest della Baia di Chia ed è caratterizzata da un aspetto quasi selvaggio. Si tratta di un’insenatura lunga 200 metri e larga 100, circondata da un promontorio roccioso. Cala cipolla è nascosta al resto della costa dal un bosco di ginepri secolari che dà alla zona un senso di privacy e riservatezza.

Cala Cipolla è la meta ideale per gli amanti di snorkeling: la ricchezza di fauna e flora di questa Caletta sono infatti sorprendenti.

Dove si trova la spiaggia di Chia in Sardegna e come arrivarci

Abbiamo ampiamente descritto le bellezze della zona: non ci resta ora che dire dove si trova la spiaggia di Chia in Sardegna.

La località costiera di Chia, detta anche Baia di Chia, si trova nel comune di Domus de Maria, nel Sud della Sardegna, a circa 60km dalla città di Cagliari.

Se si intende raggiungere la località per via aerea, sarà necessario atterrare all’aeroporto di Cagliari-Elmas, il quale si trova ad una distanza di soli 55km da Chia. Per raggiungere Chia dall’aeroporto sarà sufficiente percorrere la SS195; una volta raggiunta la Baia sarà sufficiente seguire i cartelli per raggiungere la specifica spiaggia fra quelle sopraccitate che desideriate visitare.

Se si desirasse invece raggiungere Chia da Cagliari tramite mezzi pubblici, sarà sufficiente prendere un Bus diretto verso Domus de Maria – Chia alla stazione dell’ARST di Piazza Matteotti.

Infine, se si intende raggiungere la Baia di Chia in auto a partire dai vari porti della Sardegna, ecco quali sono le strade da percorrere (seguendo le apposite indicazioni stradali) ed i rispettivi km di distanza:

  • Porto di Golfo Aranci:

SS 131 e SS 195

Distanza – 342 km

  • Porto di Olbia:

SS 131 e SS 195

Distanza – 328 km

  • Porto di Porto Torres:

SS 131 e SS 195

Distanza – 286 km

  • Porto di Arbatax:

SS 125 e SS 195

Distanza – 185 km

  • Porto di Cagliari:

SS 195

Distanza – 50 km

Cosa vedere a Chia oltre alle spiagge

Se, in quanto località di mare, le spiagge sono sicuramente l’attrazione principale di Chia, queste non rappresentano sicuramente l’unico luogo di interesse.

Un’attrattiva turistica è rappresentata dalla Torre di difesa, la quale costruita fu costruita nel Seicento dagli spagnoli. Alle pendici della torre poi, presso la spiaggia, si trova la già citata Area Archeologica di Bithia, uno dei più importanti siti archeologici dell’intera Isola.

Ancora, nell’Isolotto di Cardolinu si trovano i resti archeologici di un tophet, ovvero di un santuario a cielo aperto, utilizzato nell’antichità per le sepolture infantili.

Un’altra attrattiva è poi il Faro di Capo Spartivento, a picco sul mare. L’edificio fu costruito sotto richiesta del re Vittorio Emanuele II di Savoia dalla marina italiana nel 1854 e si trova tutt’oggi in funzione, oltre ad essere stato trasformato in un hotel di lusso.

Dal punto di vista naturalistico sono poi interessanti l’oasi dello Stagno di Spartivento e la Foresta di Is Cannoneris.

Infine, a Chia vengono organizzati annualmente numerosi eventi sportivi, come le gare di Triathlon o la Chia Sport Week; non mancano poi numerose sagre, come quella dei fichi, dei pesci ed infine di S’Arroseri.

3 antipasti con cozze sgusciate

3 antipasti con cozze sgusciate

Le cozze sono molluschi ricchi di sali minerali e proteine, con pochissime calorie e molto versatili in cucina. In questo articolo vi suggeriamo 3 ottimi antipasti con cozze sgusciate, da proporre ad esempio per il cenone di fine anno o ogni volta che desiderate portare in tavola qualcosa di buono e originale.

Per preparare questi antipasti è importante utilizzare delle cozze fresche, sane e sicure come quelle Nieddittas. Pronti? Seguite passo passo queste ricette di antipasti con cozze sgusciate.

Antipasto cozze sgusciate alla marinara

La preparazione è molto semplice e abbastanza veloce. Potete accompagnare questo antipasto con qualche fetta di pane tostato. Ecco gli ingredienti:

  • 500 g Cozze sgusciate Nieddittas
  • 1 spicchio Aglio
  • 100 g Salsa di pomodoro
  • q.b. Olio di oliva
  • q.b. Prezzemolo
  • q.b. Peperoncino
  • q.b. Sale

Procedimento

Pulite le cozze eliminando il filamento che fuoriesce dal guscio. Mettetele dentro un tegame con un filo d’olio e qualche gambo di prezzemolo. Cuocete con coperchio a fiamma viva per qualche minuto per farle aprire. Quando si saranno aperte, spegnete il fuoco e sgusciatele.

A parte, fate rosolare in una casseruola l’aglio tritato e il peperoncino nell’olio. Versate la polpa di pomodoro e fate cuocere. Dopo qualche minuto, aggiungete le cozze e salate. Servite le cozze sgusciate alla marinara calde e spolverizzate con del prezzemolo tritato.

Cozze sgusciate alla siciliana

Si tratta di uno degli antipasti con cozze sgusciate tipici della tradizione culinaria siciliana.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 kg di Cozze fresche Nieddittas
  • 1/2 Bicchiere vino bianco
  • Succo di limone
  • Prezzemolo tritato
  • Aglio
  • Sale e pepe

Procedimento

Mettete le cozze fresche in una pentola con dell’acqua e mezzo bicchiere di vino bianco. Chiudete con il coperchio e fate cuocere fino a quando non si apriranno.

Toglietele dal guscio e mettetele in una insalatiera per farle raffreddare.

Condite le cozze con olio d’oliva, succo di limone e mescolate. Aggiungete aglio, sale e pepe e del prezzemolo tritato. Mescolate e conservate in frigorifero. Al momento di servire la vostra insalata di cozze sgusciate alla siciliana, togliete dal frigo ed eliminate l’aglio.

Focaccine con le cozze

L’ultimo degli antipasti con cozze sgusciate che vi proponiamo sono le focaccine. Vi serviranno:

  • Cozze Nieddittas 600 g
  • Polpa di pomodoro 300 g
  • Impasto per pizza 300 g
  • Aglio 1 spicchio
  • Cipolla bianca 1
  • Vino bianco 1,5 dl
  • Prezzemolo 1 mazzetto
  • Origano q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale e pepe q.b.

Procedimento

Fate rosolare la cipolla sbucciata e tritata finemente in una padella con 2 cucchiai di olio evo. Versate la polpa di pomodoro, salate e pepate e cuocete per 15 minuti. Mescolate sino ad ottenere una salsa densa.

Mettete le cozze in un tegame con lo spicchio d’aglio schiacciato, dell’olio extravergine d’oliva e del prezzemolo tritato. Dopo 1 minuto, versate il vino bianco, chiudete col coperchio e aspettate che le cozze si aprano. Agitate il tegame di tanto in tanto.

Togliete il tegame dal fuoco e sgusciate le cozze, eliminando quelle che eventualmente non si sono aperte.

Stendete la pasta per focaccia e ottenete dei dischi di circa 5 centimetri di diametro. Adagiateli su una teglia rivestita con la carta da forno.

Versate sopra ogni disco la salsa di pomodoro, l’origano tritato e l’olio rimasto. Infornate in forno preriscaldato a 190°C per circa 30 minuti.

Sfornate, mettete sopra ogni focaccina 1 o 2 cozze, rimettete nel forno per 2 minuti e poi servitele su un piatto da portata decorando con una spolverata di prezzemolo tritato.

Come servire le ostriche

Come servire le ostriche

Le ostriche sono un cibo pregiato che si consuma prevalentemente in occasioni speciali e raffinate o nei menu delle feste. Ne esistono di tanti tipi, ma sia che si tratti di ostriche dalla qualità eccellente che di specie più dozzinali è importante sapere come servire le ostriche, per assaporare al meglio il loro gusto di mare e fare bella figura con gli ospiti.

Consigli

Innanzitutto, diamo una piccola dritta: l’ostrica per essere commestibile deve essere viva, quindi quando la aprite verificate abbia un aspetto compatto, le valve devono essere sigillate e avere un certo peso, perché significa che contengono al loro interno l’acqua di mare che le tiene vive.

Come servire le ostriche? Solitamente le ostriche vengono servite come antipasto per iniziare un pranzo o una cena o durante un gustoso e fresco aperitivo.

Ogni commensale dovrà avere una forchettina piatta con un lato tagliente per raccogliere il mollusco dal guscio e portarlo alla bocca. Le ostriche sono molto digeribili e si possono servire fino a 6 ostriche a persona, nel caso di un aperitivo, o fino a 12-18 durante un pasto principale.

Vediamo ora alcuni diversi modi per servirle e gustarle.

Come servire le ostriche al naturale

Per gli amanti del crudo, se decidete di consumare le ostriche al naturale è fondamentale sceglierle dalla freschezza assicurata, come quelle proposte da Nieddittas. Anche se si consiglia la cottura, i puristi amano gustarle crude con al massimo una goccia di limone. Ecco come aprire le ostriche. In questo caso vanno consumate al massimo entro un’ora dal momento in cui sono servite.

Dovrebbero essere mangiate molte fredde, perciò, vanno portate in tavola su un piatto o un vassoio largo coperto di ghiaccio tritato. Disponete le ostriche sopra il ghiaccio e, se volete, portate in tavola diverse fette di limone cosicché gli invitati non dovranno condividerlo. C’è anche chi le condisce con succo di limone e pepe bianco.

Come servire le ostriche alla francese

Marinate uno scalogno tritato nell’aceto bianco e pepe e usate questo condimento sulle ostriche. Accompagnatele con del pane, meglio se tostato, e del burro.

Se invece volete provare le ostriche alla Napoleone, preparate un’emulsione di cognac, limone, sale e pepe e un filo di olio extravergine d’oliva, una variante sicuramente interessante!

Ostriche gratinate

La versione più gettonata è quella di servire le ostriche cotte al gratin. Mettete questi prelibati molluschi in una padella con un filo d’olio e aspettate che si aprano. Spegnete il fuoco, lasciate raffreddare ed estraete l’ostrica, disponete olio e pangrattato nel guscio. Reinserite l’ostrica all’interno del guscio mettendo sopra un sottile strato di pangrattato, olio, prezzemolo e una noce di burro.

Infornate per circa 10 minuti, il tempo necessario per formarsi una crosticina croccante e deliziosa.

Ostriche alla brace

Questo modo di servire le ostriche è meno conosciuto ma altrettanto buono. Preparate la base ardente, appoggiate le ostriche su una grigia di metallo e aspettate che si aprano da sole. I molluschi si arrostiranno, e al palato avranno quel tipico sapore di affumicato, molto particolare.

Ostriche e vino

Un binomio classico è quello delle ostriche e vino. Molti apprezzano l’abbinamento con lo Champagne, altri prediligono il Muscadet, un vino bianco dalle note fresche e leggermente acidule. Altri accostamenti più originali: spumanti extra brut, vini bianchi secchi o vini passiti e vodka.

Che lavori si possono fare in mare?

Che lavori si possono fare in mare?

Il mare ha un enorme fascino poetico ed evocativo, specialmente per chi lo vede come un luogo di vacanza o in cui recarsi per ritrovare la propria pace interiore. Per altri ancora, come per noi di Nieddittas, il mare è, in quanto luogo di lavoro, vita e quotidianità.

Lavorare per mare può voler dire tante cose, dalla pesca al personale di bordo o guardia del faro, tanto per fare qualche esempio. I mestieri possono appartenere a settori completamente diversi ed avere caratteristiche difficilmente assimilabili, se non appunto per il fatto di essere svolti in mare.

Per avere un’idea un po’ più chiara di cosa può voler dire lavorare per mare e dell’incredibile varietà di mansioni che il settore racchiude, vediamo una lista di 5 diversi lavori.

Ecco 5 esempi di come si può lavorare per mare.

Il guardiano del faro

Iniziamo la nostra lista con una figura che, nell’immaginario dei più, è sicuramente suggestiva e affascinante: il guardiano del faro. Immaginare di passare le giornate in una torretta lontano da tutto e tutti, da cui ammirare uno scenario marittimo a 360 gradi, fra schizzi d’acqua e segnali radio ha sicuramente un che di romantico e quasi poetico. Ma come diventare un guardiano del faro?

Innanzitutto, è importante considerare che tutti i fari si trovano sotto giurisdizione della Marina Militare Italiana. Se in passato, fino al 1994, l’assunzione era svolta tramite concorsi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, oggi le modalità sono cambiate e si rifanno a concorsi interni rivolti a riqualificare il personale civile della Difesa.

Alcune delle mansioni di un farista includono:

  • compilare quotidianamente il “giornale di reggenza”, annotandovi tutti gli eventi della giornata;
  • risolvere eventuali avarie;
  • assicurarsi che i vari strumenti siano sempre in buono stato e procedere con la manutenzione ogni qualvolta ve ne fosse bisogno;
  • in situazioni di emergenza, uscire in barca (anche se in tempesta) per riparare boe in avaria.

Per chi fosse interessato a conoscere quali siano i bandi di concorso disponibili, basterà visitare il sito internet della Marina Militare.

Lavorare per mare facendo lo skipper

Un altro lavoro a cui sono associate numerose fantasie poetiche e suggestive è lo skipper. Non tutti però sanno che si tratta di un lavoro impegnativo, serio e colmo di responsabilità, legate sia agli aspetti più tecnici, che ai rapporti con le capitanerie o con i gli ospiti a bordo.

Per diventare uno skipper è sicuramente necessaria una grandissima esperienza nel campo. È  necessario conoscere alla perfezione le caratteristiche del mare e specialmente del tratto dove si intende navigare, in particolare per quanto riguarda le correnti, i venti, i fondali, gli scarrocci e via dicendo. Lo skipper è inoltre tenuto a rispettare severamente tutte le regolamentazioni che sono previste in ambito nautico e, in caso di incidente, è tenuto a rispondere sia civilmente che penalmente. Insomma, non è sicuramente un lavoro da prendere con leggerezza.

Esistono tre tipi di contratti per gli skipper: lo skipper stagionale per agenzie di charter, il contratto stagionale con armatore ed infine il contratto annuale con armatore. Per diventare uno skipper, oltre alla patente nautica è necessario ottenere dalla Capitaneria di Porto competente il titolo professionale marittimo di conduttore di imbarcazioni adibite a noleggio.

Lavorare su piattaforme petrolifere

Un terzo modo di lavorare per mare consiste nello svolgere varie mansioni su piattaforme petrolifere, destinate all’estrazione di gas o petrolio. Le figure possono essere diverse, alcuni esempi includono geologi, ingegneri, saldatori, elettricisti, meccanici, cuochi e camerieri.

Si tratta di mestieri molto duri, ma solitamente ben remunerati, che si svolgono in condizioni ambientali piuttosto difficili: sulle piattaforme petrolifere gli spazi sono ristretti e ci si trova costretti a lunghi periodi di convivenza forzata. Sono quindi indispensabili una discreta dose di competenze tecniche di vario genere e soprattutto un forte equilibrio psicologico ed emotivo.

Lavoro su navi mercantili

Lavorare sulle navi mercantili senza un diploma di un istituto nautico o un titolo di studio qualificato significa svolgere mansioni piuttosto generiche: tuttavia, se si ha il forte desiderio di lavorare per mare, informarsi al riguardo potrebbe non essere una cattiva idea.

Per sapere cosa fare al fine di imbarcarsi su una nave mercantile è necessario rivolgersi ad una agenzia raccomandataria. Ogni città in cui sia presente un porto mercantile è dotata di una suddetta agenzia, la quale si occuperà di gestire le navi mercantili della zona.

È possibile informarsi direttamente presso le Capitanerie di Porto, semplicemente chiedendo la cortesia di parlare al personale degli Uffici Tecnici e di Sicurezza. Seguirà poi una lunga trafila, necessaria ad ottenere il libretto di navigazione, grazie al quale si potrà essere iscritti al registro della gente di coperto, ovvero mozzo. Arrivati a questo punto si sarà entrati in lista d’attesa e si verrà poi contattati dalle compagnie che ricercano personale.

Lavoro su navi da crociera

Infine, l’ultimo ambito che menzioniamo è quello sulle navi da crociera, dove sono richieste diverse figure professionali come animatori, addetti ai saloni di bellezza, personale legato alla gastronomia, lavori sul ponte o nelle sale macchine o ancora lavori nell’ufficio centrale della compagnia. In generale è quindi necessario avere una discreta esperienza nel settore delle vendite, del turismo o in generale della posizione per cui si intende fare richiesta.

L’importante, anche qui, è avere ben chiaro che non si tratta certo di una vacanza: le navi hanno spazi limitati in cui si dovranno passare periodi molto lunghi, con personale ben gerarchizzato e mansioni giornaliere anche faticose.

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