15 Dic 2021 | In evidenza, Magazine
La zuppa di frutti di mare è uno dei primi piatti che solo a parlarne fa subito venire l’acquolina in bocca a tutti gli amanti del pesce fresco e noi di Nieddittas capiamo bene il perché: molluschi freschi, della passata di pomodoro, qualche fetta di pane tostato e un filo di olio extravergine a crudo sono i pochi ingredienti che servono per preparare questo piatto tipico della cucina marinara italiana di tutte le regioni costiere.
Spesso nei ristoranti è servita come antipasto, ma se dovete preparare a casa vostra una cena sfiziosa per i vostri ospiti potrete servire la zuppa di frutti di mare come piatto unico; inoltre, la preparazione è adatta a chi non è molto pratico in cucina e non sono richiesti dei tempi lunghi per il procedimento. L’unica cosa a cui bisogna prestare particolarmente attenzione è la pulizia dei frutti di mare per non avere delle spiacevoli sorprese durante il pasto.
Pulizia dei molluschi
Gli ingredienti principali che vi servono per preparare la zuppa con i frutti di mare sono le cozze e le vongole e come si diceva poco fa, prima di procedere con la cottura bisogna compiere poche e semplici operazioni.
Per la pulizia delle cozze vi serve un recipiente abbastanza ampio in cui posizionare i mitili, con il dorso del coltello oppure con una spazzola dalle setole rigide strofinate il guscio per eliminare le eventuali incrostazioni e tagliate il bisso, ovvero la barbetta che esce dalle valve; dopo aver pulito le cozze una ad una dovete metterle in una casseruola a fuoco vivo per qualche minuto e coprire con un coperchio: in questo modo il vapore che si creerà favorirà l’apertura delle cozze. In questa fase è importante eliminare le cozze che non si sono aperte, perché significa che erano già morte e potrebbero causare problemi di salute se venissero mangiate.
La pulizia delle vongole richiede un po’ più di tempo: come prima cosa eliminate subito le eventuali vongole che non sono ben chiuse, poi strofinatele sotto l’acqua corrente e battete una vongola per volta su un ripiano chiaro per vedere se al loro interno è presente ancora della sabbia e fare quindi un’ulteriore cernita, infine mettete le vongole rimaste in una padella con dell’olio e uno spicchio d’aglio e fate andare per qualche minuto a fuoco vivo. Anche in questo caso coprendo la padella l’apertura delle vongole sarà favorita dal vapore; come ultimo passaggio poi bisogna togliere le vongole dalla padella per procedere con la preparazione della zuppa di frutti di mare, ma ricordatevi di conservare il liquido di cottura che rimane nella padella, perché servirà a dare maggiore sapidità alla ricetta.
Ricordiamo che le cozze e le vongole Nieddittas seguono il processo di lavorazione della nostra filiera di eccellenza in Sardegna e si contraddistinguono, oltre che per la loro freschezza, anche per la quasi totale assenza di fango e gusci rotti.
Come si prepara la zuppa di frutti di mare
Arrivati a questo punto possiamo elencare tutti gli altri ingredienti che servono per preparare la zuppa oltre alle cozze e alle vongole:
- pomodori pachino
- passata di pomodoro
- cipolla
- aglio
- vino bianco
- olio extravergine di oliva
- sale
- pepe
- prezzemolo
- crostini di pane
Per questa preparazione dovete far soffriggere nell’olio extravergine di oliva la cipolla e l’aglio tritati a fuoco basso per qualche minuto, poi fate sfumare con del vino bianco. Una volta che l’alcool è evaporato aggiungete il liquido della cottura dei molluschi che avete raccolto in precedenza e la passata di pomodoro; quindi, fate cuocere per almeno venti minuti. A metà cottura aggiungete i pomodori pachino tagliati a metà e se necessario aggiungete sale e pepe per esaltare il gusto.
A cottura quasi ultimata aggiungete cozze e vongole e fate andare ancora per qualche minuto: non fate cuocere troppo i molluschi altrimenti risulteranno gommosi.
Come tocco finale mettete del prezzemolo tritato e un filo di olio a crudo; che zuppa sarebbe senza le fette di pane? Servite la zuppa nelle ciotole e sul fondo ricordatevi di posizionare i crostini di pane che in precedenza potreste insaporire con aglio, olio e altre erbe aromatiche.
Ultimi consigli
Lo avreste mai detto che una ricetta così gustosa sia anche così facile da preparare?
Ovviamente per fare questa zuppa potete aggiungere tutti i molluschi che più vi piacciono come le telline, le fasolari e cannolicchi.
Per risultati ancora più gustosi potete fare una zuppa di pesce aggiungendo crostacei e altri pesci come il rombo, il San Pietro, la rana pescatrice e tutto ciò che più gradite.
Come avrete capito, con la zuppa di pesce di mare potrete sbizzarrirvi sfruttando tutto il pesce fresco che troverete nel banco della pescheria.
10 Dic 2021 | In evidenza, Magazine
Se anche voi avete la passione per la pesca e siete dotati della migliore attrezzatura che si possa trovare in giro, non fate l’errore di recarvi in spiaggia con lenze, canne e rastrelli senza avere con voi anche la licenza di pesca.
Forse per noi di Nieddittas che lavoriamo in mare questo è un argomento scontato, ma non tutti i pescatori possono essere al corrente di ciò che serve per praticare la pesca nelle acque interne oppure in mare; in particolare vediamo insieme cosa si deve fare per ottenere la licenza di pesca sportiva in mare in Sardegna.
Quale tipo di pesca?
Come prima cosa bisogna fare una distinzione tra pesca professionale e pesca sportiva:
- per pesca professionale si intende un’attività organizzata con fini economici svolta in acqua dolce o salmastra volta alla ricerca, alla cattura, alla conservazione, alla trasformazione, all’ingrasso e alla messa in gabbia di organismi acquatici viventi;
- per pesca sportiva invece si intende un’attività svolta in mare o in acqua dolce a scopo ricreativo e agonistico ed è proibita la vendita di quanto pescato.
È subito chiaro che il pescatore sportivo non ha bisogno della stessa licenza per l’esercizio della pesca di cui è provvisto il pescatore professionale.
Dal 6 dicembre 2010 il Decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali prevede la comunicazione di esercizio da parte del pescatore; questo è un modo per censire il numero di quanti praticano l’attività a livello ricreativo su territorio nazionale. La comunicazione di esercizio al Ministero delle politiche agricole può avvenire tramite le associazioni di pesca sportiva e professionale, la Capitaneria di Porto o l’Ufficio Pesca della Guardia Costiera, oppure registrandosi al sito del Ministero.
Nei primi due casi la comunicazione avviene per iscritto con l’utilizzo di appositi modelli in cui bisogna specificare i dati identificativi del pescatore quali nome, cognome e codice fiscale, il tipo di pesca che esercita ad esempio subacquea oppure da terra, l’attrezzatura che impiega durante la pesca, il mezzo nautico utilizzato e infine l’eventuale appartenenza a qualche associazione locale sportiva.
Nell’ultimo caso, quindi quello della registrazione al sito ministeriale, il pescatore interessato deve procedere con la registrazione del suo profilo: anche in questo caso devono essere comunicati nome, cognome, codice fiscale, e-mail e password di identificazione. La registrazione avviene dopo la ricezione di un’e-mail di conferma inviata dal sistema e l’utente dovrà accedere inserendo il codice fornito da quell’e-mail; a questo punto l’utente deve inserire tutti i dati che riguardano il tipo di pesca praticato.
Questa comunicazione serve ad ottenere il tesserino per l’esercizio della pesca sportiva; nel caso in cui il pescatore è sottoposto a controlli ed è sprovvisto della licenza di pesca deve provvedere a comunicare la sua attività entro dieci giorni per evitare delle sanzioni.
Licenza di pesca
Per la pesca sportiva in acque interne ogni regione italiana attua normative e costi differenti per ottenere la licenza di pesca di tipo B; per acque interne si intendono quelle dei fiumi, dei laghi, degli stagni, dei bacini di acqua salmastra che possono essere anche in comunicazione con l’acqua del mare.
Vediamo allora cosa bisogna fare per ottenere la licenza di pesca sportiva in mare in Sardegna.
La Legge Regionale del 20 marzo 2018 rende note le disposizioni in materia di pesca all’interno della regione. In particolare, leggendo i vari articoli si può capire che i pescatori sportivi residenti in Sardegna e quelli residenti all’estero nati nell’isola, possono pescare nelle acque interne della Sardegna solo se in possesso della licenza di tipo B che ha una durata quinquennale; dal 2019 il libretto che costituiva la licenza di pesca è stato sostituito dalla semplice ricevuta del versamento della tassa di concessione regionale in cui sono specificati i dati anagrafici del pescatore e la causale del pagamento di 20 euro.
Sono esonerati dal versamento della tassa di concessione regionale chi si trova in certificate ristrettezze economiche, persone con disabilità certificata o con invalidità superiore al 66%, gli invalidi civili, di guerra, al lavoro e per causa di servizio, chi non ha raggiunto la maggiore età e infine chi ha superato i 70 anni.
In caso di controlli la ricevuta di pagamento deve essere esibita insieme ai documenti d’identità validi del pescatore e all’attestazione dell’avvenuta comunicazione di esercizio di pesca sportiva sul sito istituzionale della Regione Sardegna.
La stessa Legge Regionale rende noto che per tutti i pescatori non residenti in Sardegna possono praticare la pesca sportiva nelle acque interne dell’isola solo se in possesso della licenza di tipo C, che a differenza di quella descritta poco sopra, ha una durata trimestrale e un costo di 15 euro.
La buona pesca
Prima di praticare la pesca sportiva quindi assicuratevi di avere con voi tutta la documentazione necessaria per evitare delle sanzioni salate, inoltre ricordatevi anche di svolgere sempre una pesca corretta: rispettate il fermo biologico quando previsto, consultate periodicamente le normative vigenti per verificare se c’è il divieto di raccolta di alcune specie come i ricci di mare, rispettate i limiti quantitativi del pescato e infine portate con voi solo l’attrezzatura idonea.
La pesca sportiva può essere occasione di attività ricreativa da svolgere in solitaria o con altri appassionati come voi, l’importante è fare sempre tutto con il massimo rispetto per il mare e i pesci che vi abitano.
7 Dic 2021 | In evidenza, Magazine
Esistono tanti modi per cucinare le cozze: gratinate, al forno, in padella, e altrettanto vari sono i sughetti e i condimenti con cui possono essere abbinate. Oggi vediamo come si prepara la ricetta cozze al vino bianco, un secondo piatto gustoso e ricco di sapore.
L’abbinamento col vino bianco è uno dei più equilibrati perché il carattere deciso del vino ben si sposa con la delicatezza di sapore dei molluschi.
Consigli
Le cozze al vino bianco si preparano in poco tempo e non richiedono procedure complicate. Infatti, è sufficiente mettere le cozze in una padella con tutti gli ingredienti, farle soffriggere con aglio, olio e peperoncino, farle insaporire con il vino bianco e alla fine filtrare il liquido di cottura con il quale realizzeremo una deliziosa cremina. Infine, si completa con una spolverata di pepe e prezzemolo. Siamo certi che finirete questo piatto con una bella scarpetta per concludere nel migliori dei modi!
Trattandosi di una ricetta con pochi ingredienti, il successo dipenderà dalla scelta di cozze fresche e di qualità, come quelle Nieddittas, provenienti dalla nostra filiera d’eccellenza nel Golfo di Oristano, in Sardegna, in grado di offrirvi tutto il sapore del mare sardo che amate. Tutte le cozze Nieddittas provengono dai nostri vivai e superano il processo di selezione delle nostre procedure di qualità. Per questo, oltre al gusto inconfondibile, garantiscono la massima sicurezza.
Per quanto riguarda l’altro protagonista di questa ricetta, il vino, sceglietene uno vellutato e il più denso possibile.
Cucinate questo piatto dal profumo e sapore intenso in occasione di una cena elegante e raffinata.
Ecco come realizzare la ricetta cozze al vino bianco a regola d’arte.
Ingredienti
- Cozze Nieddittas 750 g
- Aglio 1 spicchio
- Olio extravergine d’oliva 2 cucchiai
- Vino bianco secco 1 bicchiere
- Sale q.b.
- Peperoncino q.b.
- Prezzemolo q.b.
- Burro 1 cucchiaio
Cozze al vino bianco: procedimento
Come indicato dalla normativa di legge, le cozze non vanno mai immerse in acqua non controllata: l’acqua potrebbe non essere pura e verrebbero vanificati tutti i controlli e le garanzie di sicurezza sul prodotto. Dunque, eliminate semplicemente il bisso, il filamento che fuoriesce dal guscio.
Su un tagliere sbucciate lo scalogno e tagliatelo a metà nel senso della lunghezza e poi a fettine sottili in orizzontale. Pulite il prezzemolo, tritatelo e tenetelo da parte.
Ora in una padella capiente fate rosolare gli spicchi d’aglio e il peperoncino nell’olio extravergine d’oliva. Quando l’aglio risulterà dorato, aggiungete le cozze e sfumate con un bicchiere di vino bianco, a piacere aggiungete sale e pepe. Per rendere il fondo ancora più cremoso, c’è chi aggiunge la farina.
Fate evaporare l’alcol, coprite la padella e lasciate cuocere a fuoco medio per far aprire le cozze. Ci vorranno circa 3-5 minuti. Durante la cottura, scuotete la padella ogni tanto. Eliminate eventualmente le cozze che non si sono aperte.
Toglietele dalla padella, eliminando una parte del guscio. Filtrate l’acqua di cottura e mantecatela con un cucchiaio di burro per esaltare la consistenza e renderla più cremosa. Se volete potete aggiungere anche qualche cucchiaio di panna da cucina.
Girate con una frusta in maniera energica, unite le cozze col mezzo guscio e lasciate insaporire il tutto per qualche minuto.
Servite le cozze al vino bianco ancora calde con una spolverata di prezzemolo tritato, accompagnate da crostoni di pane bruscato.
3 Dic 2021 | In evidenza, Magazine
Con l’arrivo dei primi freddi vi è già venuta voglia di organizzare le prossime vacanze estive?
Noi di Nieddittas sappiamo che il mare ha sempre un grande fascino per le persone e non è mai troppo presto per decidere dove trascorrere le ferie; quindi, se siete alla ricerca di un posto turistico al mare in cui rilassarvi e allo stesso tempo divertirvi, non vi resta che farvi un giro in Sardegna.
Volete sapere qual è il mare più bello della Sardegna? Sarà molto probabile che in qualunque spiaggia voi capitiate rimarrete stupiti dal colore della sabbia e soprattutto del mare, ma ci sono alcuni posti più belli di altri che vale davvero la pena visitare.
La costa orientale
Qual è il mare più bello della Sardegna? Quest’anno la classifica di Legambiente e Touring Club ha incluso diversi comprensori turistici in cui è stato individuato il mare più bello d’Italia e sei comprensori sardi hanno ricevuto ben cinque vele. Ma non è finita qui: se vogliamo essere precisi dei sei comprensori, uno di questi è salito sul podio. Se volete vedere il secondo mare più bello d’Italia dovete andare nel comprensorio di Baunei.
Baunei è un comune dell’Ogliastra che si trova a 400 metri di altitudine, ma al suo comprensorio fanno parte alcune delle spiagge più belle della costa orientale che si affacciano sul Golfo di Orosei.
In particolare, lungo questo tratto di costa si trovano delle calette che sono raggiungibili in barca, oppure percorrendo dei lunghi percorsi di trekking.
Queste spiagge nei mesi estivi sono prese d’assalto dai turisti; quindi, sicuramente non sono il posto ideale per cercare un po’ di relax, ma vale assolutamente la pena andarci.
Cala Goloritzè si dice sia nata da una frana e l’acqua del mare qui è più fredda perché è percorsa dalle correnti di un fiume situato nelle vicinanze.
Secondo una leggenda il nome di Cala Mariolu ha a che fare con un pescatore e delle foche monache. Il pescatore per tenere al fresco il pesce appena pescato lo aveva sistemato dentro a una grotta del posto, ma si accorse presto che qualcuno glielo aveva rubato gridando mariolu, che in sardo significa ladro; in realtà i presunti ladri erano le foche monache che trovandosi sotto al naso un ricco bottino fecero subito piazza pulita.
A Cala Luna si trova la foce del Rio Illune, un torrente che nei secoli ha creato un lungo canyon in cui l’acqua finisce in un laghetto in cui poter rilassarsi all’ombra della macchia mediterranea; tuffandovi in mare vi accorgerete che il fondale diventa molto profondo dopo pochi metri dalla riva.
La Costa Smeralda
Continuando la ricerca delle spiagge in Sardegna, risalite la costa orientale per ritrovarvi a San Teodoro: altra meta dell’isola presa d’assalto dai turisti e quando vedrete la lunga distesa di sabbia bianca de La Cinta e il mare azzurro capirete il perché di tanta affluenza. San Teodoro è un vero e proprio centro turistico: pensate che il paese in inverno accoglie cinque mila residenti, mentre in estate si arrivano a contare migliaia di abitanti. Cala Brandinchi è sicuramente la spiaggia più famosa è spettacolare della zona, in quanto sembra una piscina naturale.
Continuate a salire verso nord e fatevi travolgere dal lusso e dalla bellezza della Costa Smeralda. Sabbia bianca e fine, acqua smeraldina, rocce di ogni forma levigate dal vento, macchia mediterranea e fondali non troppo profondi è tutto quello che dovete aspettarvi da questa zona. Cala di Volpe dalla sabbia rosa chiaro, Porto Cervo con gli yacht giganteschi, la Spiaggia del Principe, la preferita del fondatore della Costa Smeralda, Karim Aga Khan IV sono solo alcune delle migliori spiagge che potete trovare nel nord-est dell’Isola.
Dalla Costa Smeralda potete prendere dei traghetti o noleggiare dei gommoni per fare delle escursioni nell’Arcipelago della Maddalena. L’isola più caratteristica dell’Arcipelago è Budelli, famosa per la spiaggia rosa che si può ammirare solo rimanendo a bordo dell’imbarcazione. Da diversi anni infatti è vietato accedere alla spiaggia, perché diversi visitatori in passato hanno rovinato il paesaggio rubando la sabbia; il suo caratteristico colore è dovuto dai piccoli frammenti di corallo e conchiglie che mischiandosi ai granelli di sabbia creano questa particolare tonalità.
La costa occidentale
Volete scoprire qual è il mare più bello della Sardegna occidentale? Passate per Alghero se volete avere l’illusione di essere in una città spagnola, continuate per Stintino e ammirate la torre aragonese della Pelosa e l’acqua cristallina di questa spiaggia.
Vi trovate nella costa occidentale della Sardegna e state entrando a Bosa, un borgo variopinto dominato dal castello dei Malaspina.
Continuando a scendere verso sud fermatevi ad ammirare S’Archittu, ovvero un arco scavato nella roccia dal mare azzurro e dal vento; se dopo tutti questi chilometri che avete percorso volete riposarvi un po’ fermatevi alla spiaggetta dell’arco.
Riprendete il vostro viaggio verso sud-ovest per vedere qual è il mare più bello della Sardegna e troverete la spiaggia di Is Arutas, famosa per la lunga distesa di finissimi granelli di quarzo. Qui siete nell’Area Marina della Penisola del Sinis e la spiaggia che è conosciuta come la spiaggia dei chicchi di riso si trova a pochi chilometri da Cabras, un borgo di pescatori famoso per la bottarga di muggine, il caviale sardo.
A Cala Domestica si trova un antico centro di estrazione mineraria ed è situata lungo un’insenatura in cui potete fare immersioni e dedicarvi alla pesca subacquea. La spiaggia è dominata da una torre spagnola del XVIII secolo che potete visitare per ammirare dall’alto il paesaggio circostante.
Il mare del sud
Nella punta sud-ovest della Sardegna trovate la spiaggia di Porto Pino: il paradiso in mezzo alla natura per potersi finalmente riposare un po’. Una striscia di sabbia larga 70 metri separa il mare da diversi stagni che caratterizzano la zona e la spiaggia è delimitata da una pineta.
Oltrepassate la città di Cagliari per cominciare la risalita verso la costa orientale. Porto Giunco è la spiaggia ideale per le famiglie con bambini piccoli per via dei fondali molto bassi e sabbiosi; è anche conosciuta come la spiaggia dei due mari perché alle spalle della spiaggia si trova lo Stagno di Notteri in cui trovano rifugio i fenicotteri rosa e altri uccelli migratori.
Ancora qualche chilometro in direzione nord per arrivare a Costa Rei, una frazione del comune di Muravera. La spiaggia in estate è popolata da un gran numero di turisti e da qui potete vedere il famoso scoglio di Peppino.
Sicuramente per Legambiente e Touring Club non è stato facile decidere qual è il mare più bello della Sardegna, perché lungo le coste dell’isola si possono trovare dei veri e propri paradisi. Per le vostre prossime vacanze prima di scegliere delle lontane spiagge caraibiche, fate un salto in Sardegna e scoprite una bellezza tutta italiana.
1 Dic 2021 | In evidenza, Magazine
Anche quest’anno la Sardegna si è confermata la regione più premiata da Legambiente e Touring Club per la bellezza delle sue spiagge e la tutela ambientale. Una conferma di cui andare fieri e che evidenzia la tendenza innata delle comunità che abitano nell’isola a rispettare la propria terra.
Il mare della Sardegna è un bene meraviglioso da salvaguardare e noi di Nieddittas lo sappiamo bene. Tuteliamo e rispettiamo in ogni modo il mare in cui siamo nati e che ci dà lavoro perché per noi è un dovere trasmettere ai nostri figli un mare e un ambiente se possibile ancora più puliti di quelli che abbiamo ricevuto in eredità.
Nonostante sia tra i più belli e puliti, presenta però alcuni punti critici. In questo articolo parliamo del livello di inquinamento mare Sardegna.
Il report di Goletta Verde
L’inquinamento marino può essere di diversi tipi: da plastica, da petrolio, inquinamento chimico e organico.
La Sardegna presenta un quadro delle qualità delle acque in generale buono, tuttavia, ci sono dei punti in cui da anni persiste una situazione critica. È ciò che emerge anche dal report effettuato dai volontari di Goletta Verde di Legambiente.
Dal 22 giugno al 9 luglio 2021 sono stati campionati 29 punti sulle coste sarde, di cui 22 a mare e 7 nei pressi di punti critici come le foci dei fiumi e canali.
L’analisi di laboratorio hanno confermato l’eccellente qualità del mare a ridosso delle spiagge, ma ha rilevato 6 punti che risultano con cariche batteriche oltre i limiti di legge: 5 considerati fortemente inquinanti e 1 classificato come inquinato. Ciò significa che poco è stato fatto per risolvere le cause della presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli) e che è necessario un miglioramento del sistema di depurazione.
Vediamo nel dettaglio le aree che preoccupano, suddivise per provincia, che sono emerse dal monitoraggio sull’inquinamento mare Sardegna.
I campionamenti effettuati in provincia di Sassari
Sono 3 su 10 i punti risultati fortemente inquinati in provincia di Sassari:
- I Bastioni Cristoforo Colombo nei pressi di Torre Sulis (Alghero);
- la foce del corso d’acqua presso via Garibaldi, in località San Giovanni (Alghero);
- la foce del rio Cuggiani in località San Pietro a Mare nel Comune di Valledoria.
Gli altri 7 punti esaminati sono risultati nei limiti di legge, parliamo della spiaggia di Rena Bianca a Santa Teresa di Gallura, la Caletta Est Cala Sabina a Golfo Aranci, la spiaggia presso via Tramontana in località Pittulongu a Olbia, la spiaggia Cala D’Ambra fronte foce a San Teodoro, la spiaggia Fertilia vicino lo sbocco dello stagno Calich ad Alghero, la spiaggia terzo pettine a Marina di Sorso e la spiaggia Isola Rossa a Trinità d’Agultu.
Com’è la situazione delle acque in provincia di Nuoro?
Su 6 campioni raccolti, solo 1 è risultato inquinato. Si tratta della spiaggia centrale di Santa Maria Navarrese, nel comune di Baunei. Non sono state riscontrate criticità invece nella Riva di Ponente ad Arbatax, nella foce del fiume Cedrino in località Santa Maria ad Orosei, nella spiaggia di fronte al rio Siniscola nell’omonima località, nella spiaggia fronte allo stagno Li Cucutti a Budoni e nella spiaggia di Palmasera a Cala Gonone.
Nel Sud Sardegna e Oristano
Qui i 5 punti campionati risultano entro i limiti di legge: la spiaggia di Tuerredda a Teulada, la spiaggia di Santa Margherita a Pula, la spiaggia di Torre dei Corsari ad Arbus, la foce del rio Mannu in località Potixeddu e la spiaggia di fronte al fiume Flumendosa a Porto Corallo a Villaputzu.
Anche a Oristano nessuno dei 4 punti campionati risultano essere oltre i limiti di legge: la foce del fiume Temo a Bosa Marina, la spiaggia di S’Archittu a Cuglieri, la foce del fiume Tirso a Torregrande e lo sbocco a mare dello stagno di S’Ena Arrubia ad Aborea.
I punti inquinati a Cagliari
In provincia di Cagliari 2 punti su 4 non sono stati promossi: la foce del rio Foxi e la spiaggia di S’Oru e Mari a Quartu Sant’Elena.
Non sono invece risultate inquinate la Spiaggia di Calamosca a Cagliari e la spiaggia di Solanas di fronte alla foce del Rio a Sinnai.
Lo scopo di queste analisi di laboratorio effettuate da Goletta Verde è quello di rintracciare le zone in cui vi è una mancata depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua, andando ad integrare il lavoro delle autorità competenti.
26 Nov 2021 | In evidenza, Magazine
Avete amici a cena?
La pizza mette tutti d’accordo e se volete portare in tavola una pizza sfiziosa dal gusto intenso di mare allora questa ricetta fa al caso vostro.
La pizza ai frutti di mare è una specialità italiana proposta in numerosi ristoranti e che riuscirete a preparare anche a casa vostra seguendo pochi semplici passaggi.
La pizza è uno dei capisaldi della cucina italiana e combinata ai frutti di mare diventa un piatto ancora più goloso e saporito: una base classica e croccante al punto giusto con un condimento di polpa di pomodoro e frutti di mare a piacere. Una pizza particolare che accontenterà gli amanti del pesce e dei sapori mediterranei.
I frutti di mare (gamberi, seppioline, moscardini, calamaretti e polpo) vanno precedentemente puliti e bolliti, mentre le cozze e le vongole si devono far aprire in padella e vanno private del guscio. Potete condire con i frutti di mare che preferite, a seconda dei vostri gusti personali.
Ovviamente la buona riuscita della ricetta dipende dalla qualità degli ingredienti utilizzati. È consigliabile utilizzare del pesce fresco e di cui si conosce la provenienza piuttosto che i surgelati.
I frutti di mare Nieddittas sapranno regalare all’impasto il gusto e il profumo di mare che amate. Provengono dalla nostra filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano e seguono un processo di lavorazione controllato che rispetta il mare e il territorio.
Prima di spiegarvi come preparare la pizza frutti di mare, parliamo dell’impasto.
Preparazione dell’impasto di base per la pizza ai frutti
Per questa ricetta potete utilizzare una pasta per pizza già pronta oppure se avete tempo la preparate voi. L’impasto dovrà risultare morbido ed elastico così da stendere la pizza a mano senza schiacciarla.

In una ciotola versate la farina, il sale e un cucchiaino di malto d’orzo oppure zucchero, mescolate e aggiungete l’acqua a temperatura ambiente, dopo averci sciolto il lievito di birra. Aggiungete l’olio e amalgamate il tutto fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Una volta pronto l’impasto potete dedicarvi alla farcitura di questa deliziosa pizza che stupirà i vostri commensali.
Ingredienti
- Frutti di mare con guscio Nieddittas (vongole, arselle, cozze) 600 gr
- Frutti di mare senza guscio (moscardini, polipetti, totanetti, seppioline, calamaretti) 400 gr
- Pasta per pizza già pronta 400 gr o fatta da voi
- Cipolla 1
- Aglio 4 spicchi
- Pomodorini freschi 300 gr o passata di pomodoro
- Prezzemolo 1 ciuffo
- Olio d’oliva extra vergine q.b.
- Sale q.b.
- Peperoncino rosso piccante (facoltativo)
Come preparare la pizza frutti di mare
Preriscaldate il forno a 220 gradi.
In un tegame mettete i molluschi e aspettate che si aprano. Eliminate eventuali cozze e vongole che non si sono aperte e sgusciatele. Potete conservare qualche guscio per decorare la pizza.
Pulite i molluschi senza guscio e fateli bollire in acqua salata bollente.
Fate rosolare con un filo d’olio l’aglio e la cipolla tagliati sottilmente e unite il peperoncino rosso piccante. Versate tutti i frutti di mare, salate e fate insaporire. Spegnete il fuoco e cospargete un po’ di prezzemolo tritato.

Stendete la pasta di pizza su una teglia unta o ricoperta da carta da forno. A questo punto coprite la pasta con i pomodorini, lavati e tagliati in quattro con olio e sale o in alternativa con due mestoli di passata di pomodoro. Questa versione non prevede la mozzarella e quindi è ideale anche per gli intolleranti al lattosio. Ma nulla vi vieta di aggiungerla insieme ai frutti di mare, dopo averla tagliata a cubetti e fatta scolare.
È il momento di infornare la vostra pizza per circa 15 minuti. Metteteci sopra il mix di frutti di mare e cuocete ancora per 7 minuti. Fate attenzione che non si secchino. Quando è cotta, sfornate la pizza frutti di mare e servite ben calda.