11 Nov 2021 | In evidenza, Magazine
Sapete che le cozze Nieddittas non sono gli unici tipi di mollusco che potete acquistare?
Quando si parla di frutti di mare o più in generale di molluschi e crostacei si fa sempre molta confusione.
Soprattutto al ristorante quando volete ordinare un risotto non siete mai sicuri di cosa vi troverete nel piatto e per non rischiare alla fine scegliete il solito spaghetto alle vongole.
In realtà esistono anche molte specie di mollusco che non sono commestibili, inoltre non tutte vivono nei fondali sabbiosi del mare: i molluschi si sono adattati praticamente a ogni habitat, fatta eccezione per l’alta montagna.
Facciamo un po’ di chiarezza, così la prossima volta potrete destreggiarvi facilmente tra i primi piatti proposti nel menu.
Le caratteristiche dei molluschi
Tutti i tipi di mollusco appartengono alla famiglia degli invertebrati e ne esistono circa 100.000, infatti sono gli invertebrati più numerosi dopo gli insetti.
La maggior parte dei molluschi vive in mare a molti metri di profondità, ma esistono altre specie che si sono adeguate all’ambiente terrestre.
Data la vastità numerica degli esemplari esistenti è difficile descrivere le peculiarità di ognuno di essi, ma in genere hanno delle caratteristiche comuni come:
- il mantello, ovvero il guscio che il più delle volte ha la funzione di protezione per il resto del corpo;
- il piede locomotore, è il muscolo che attraverso delle contrazioni permette al mollusco di spostarsi;
- la zona cefalica, che comprende il cervello e tutti gli organi sensoriali, quali la bocca e un sistema di equilibrio simile all’orecchio interno dell’uomo;
- la cavità palleale, che è formata dal sistema olfattivo, l’orifizio e le branchie;
- lo stomaco, che assorbe ed elimina i nutrienti con la digestione extracellulare, mentre il resto viene espulso con feci solide;
- la radula, ovvero la bocca formata da una membrana cartilaginosa che ha la stessa funzione dei denti.
Le classi dei molluschi
I molluschi si differenziano per le loro caratteristiche morfologiche, la loro grandezza, la forma e le abitudini; si distinguono in otto classi e la maggior parte delle specie di mollusco non sono commestibili per il semplice fatto che sono di dimensioni troppo ridotte.
A seconda delle caratteristiche, tutti i tipi di mollusco appartengono alla classe:
- Caudofoveata e Solenogastrea, a cui fanno parte i molluschi simili ai vermi e vista la loro somiglianza in passato facevano parte di un’unica famiglia, con la differenza che i primi vivono nei fondali sabbiosi con la testa all’in giù, mentre i secondi si fanno trasportare dalla corrente;
- Monoplacofora, sono i molluschi dalle origini più antiche e si caratterizzano per un unico guscio e il piede locomotore come quello delle lumache;
- Poliplacofora, hanno una radula e un piede strisciante;
- Scaphopoda, conosciuti come gusci di zanne a causa del corpo molto allungato quasi a forma di un piccolo corno;
- Bivalvi, hanno il corpo che si racchiude in due valve;
- Gastropoda, sono le classiche lumache di mare o di terra, che si caratterizzano per il guscio trasportato sulla schiena e per il piede che le aiuta a spostarsi;
- Cefalopodi, hanno più di un piede che però si trasforma in numerosi tentacoli e il loro guscio nella maggior parte dei casi è interno al loro corpo.
Le specie di mollusco più comuni appartengono alle ultime tre classi appena elencate.
Tipi di mollusco con due conchiglie
I molluschi bivalvi sono quelli più apprezzati negli antipasti di mare e nei primi piatti: vongole, ostriche e mitili.
Così chiamati perché sono formati da due valve, ovvero due conchiglie che rimangono unite grazie a dei muscoli.
Questa specie di mollusco ha delle branchie peculiari a forma di lamelle, che oltre ad assumere ossigeno gli permettono di assorbire anche dei nutrienti presenti nell’acqua.
Le cozze e le vongole usano il piede per spostarsi; il loro movimento può essere provocato anche dalla chiusura energica delle valve.
Fatta eccezioni per questi piccoli spostamenti, gran parte dei molluschi bivalvi come le cozze, sono detti sessili, perché producono il bisso, ovvero un sistema di ancoraggio che fissa in maniera permanete il guscio ad una superficie, ad esempio uno scoglio.
Altri molluschi che fanno parte di questa famiglia?
Il cannolicchio che si caratterizza per il suo guscio molto allungato; la capasanta che deve la sua fama alla Venere di Botticelli; l’ostrica con la conchiglia che sembra un pezzo di scoglio; la cozza che a causa del suo consumo da cruda in passato ha favorito la diffusione del colera; i tartufi di mare che possono essere facilmente confusi con le vongole; il donax trunculus, ovvero la tellina con il guscio dalla classica forma di un triangolo schiacciato; infine l’arca di Noè che viene pescata a mano dai fondali e forse è meglio conosciuta come mussolo. Provate tutti i molluschi freschi Nieddittas in tante gustose ricette!
Tipi di lumache
Il mollusco gasteropode è la classica lumaca o chiocciola di mare e di terra; si differenziano dai molluschi descritti in precedenza perché il loro guscio è composto da un unico pezzo.
Gran parte di queste specie di mollusco vive in acqua e usa le branchie per respirare, mentre gli esemplari terrestri hanno i polmoni.
Possono essere carnivore, ma per lo più si cibano di erba e altre piante.
Il piede delle chiocciole ha l’opercolo, che funziona come una porta: siamo abituati ad immaginarci il guscio della lumaca come ad una casa e quando il mollusco si sente in pericolo si ritrae chiudendo la porta.
Questa tecnica di sopravvivenza è utilizzata anche per scampare ad un ambiente troppo secco, infatti l’interno della chiocciola è più umido e ritirarsi al suo interno aiuta a superare situazioni di aridità.
Le lumache di terra in particolar modo hanno un piede molto muscoloso che gli permette di strisciare anche su lunghe distanze.
Sul capo spuntano quattro piccoli tentacoli, che servono a sondare l’ambiente circostante e in un paio di esse ci sono gli occhi.
Le chiocciole si nutrono attraverso l’apparato boccale dotato della radula.
Quali tipi di mollusco appartengono a questo gruppo?
- La chiocciola zigrinata, ovvero la classica lumaca di terra che vive nelle zone umide;
- il lumachino di mare, più piccolo rispetto all’esemplare terrestre;
- il murice spinoso che si riconosce per la forma particolarmente allungata del guscio;
- le patelle che di solito si mangiano crude appena staccate dallo scoglio;
- il garagolo detto anche piè di pellicano che viene pescato prevalentemente nell’Adriatico, ma rispetto ad altri molluschi è meno pregiato.
Molluschi con i tentacoli
L’ultima classe di molluschi che più ci interessa è quella dei cefalopodi.
A differenza dei tipi di mollusco descritti fino ad ora, i cefalopodi hanno una conchiglia interna; unica eccezione è il nautilo.
La conchiglia del calamaro è detta penna oppure gladio, mentre l’osso di seppia è la conchiglia calcarea che di solito viene data agli uccellini in gabbia.
L’evoluzione ha trasformato il piede del mollusco in lunghi tentacoli provvisti di ventose, che servono a catturare le prede, che poi vengono mangiate attraverso la bocca dotata di denti a pinza e a muoversi in acqua.
Alcuni di questi esemplari come il polpo hanno una sacca per l’inchiostro, che viene spruzzato in caso di pericolo: l’inchiostro serve a disorientare il nemico grazie alla sua colorazione scura, ma anche al suo odore, poiché è pieno di ormoni.
Proprio questo mollusco è oggetto di numerosi studi che hanno attestato la sua intelligenza; si differenzia dal moscardino per le dimensioni e in particolar modo perché il primo ha due file di ventose lungo i tentacoli, mentre il secondo ne ha una sola.
Il più grande esemplare che si aggira nei fondali marini è la seppia gigante, che può raggiungere una lunghezza di circa 20 metri e spesso viene ritrovata spiaggiata lungo le coste, oppure nello stomaco dei capidogli, forse gli unici animali in grado di affrontare un esemplare marino così grande.
9 Nov 2021 | Magazine
L’insalata di riso ai frutti di mare è una delle classiche ricette estive ideale da portare in spiaggia, ma nulla vieta di prepararla anche d’inverno, per un buffet o cena fredda o magari per una pausa pranzo gustosa.
È un primo piatto fresco, saporito, grazie ai frutti di mare che regalano un tocco in più, un’originale alternativa all’insalata di riso tradizionale spesso a base di insaccati.
Il riso ai frutti porterà in tavola tutto il profumo di mare e vi farà tornare con la mente alle calde giornate d’estate!
Questa ricetta è facile da preparare e si possono usare diversi ingredienti: gamberi, calamari, cozze, vongole, seppie, scampi, mazzancolle e le verdure che preferite, l’importante è usare del pesce fresco, sicuro e di qualità come quello Nieddittas, controllato con attenzione in ogni fase della lavorazione, dal mare della Sardegna fino alla vostra tavola.
Più ingredienti utilizzate e più sostanziosa e saporita sarà la vostra insalata.
Il riso freddo si accosta al sapore del pesce e potete accompagnare il piatto con un buon bicchiere di vino bianco.
Vediamo tutti i passaggi per preparare una squisita insalata di riso ai frutti di mare. Se invece preferite la pasta leggete la ricetta delle lasagne a base di pesce.
Ingredienti
- Riso (Parboiled) 320 g
- Mazzancolle 250 g
- Seppie 200 g
- Pomodorini ciliegino 8
- Vongole e/o cozze Nieddittas 500 g
- Prezzemolo 25 g
- Olio extravergine d’oliva 6 cucchiai
- Olive nere denocciolate 60 g
- Salmone affumicato 50 g
- Pisellini 250 g o zucchine col fiore 4
- Sale e pepe q.b.
Come preparare l’insalata di riso ai frutti di mare
Iniziamo col preparare tutti gli ingredienti che servono per condire il riso.
Strofinate le vongole sotto il getto d’acqua e picchiettatele su un tagliere per verificare che non abbiano sabbia, nel caso buttatele così come quelle con i gusci vuoti. Togliete il bisso dalle cozze.
In una padella ampia fate scaldare dell’olio extravergine con due spicchi d’aglio e se gradite un cucchiaio di vino bianco. Una volta rosolato l’aglio, unite le vongole e 500 grammi di cozze (o solo uno dei due molluschi) e metà del prezzemolo tritato. Coprite col coperchio e quando le vongole (e le cozze) si saranno aperte da sole, filtrate il liquido di cottura e tenetelo da parte, sgusciatele e mettetele in una ciotolina.
Ora pulite le seppie, togliete i tentacoli e tagliatele a listarelle. In una padella col liquido di cottura dei molluschi e il resto del prezzemolo, fate cuocere le seppie per circa 10 minuti. Se scegliete di utilizzare in alternativa dei calamari, basta farli cuocere in una casseruola piena di acqua fredda con del limone tagliato in quarti e farli bollire.
Sgusciate le mazzancolle e fatele bollire in acqua per 3-4 minuti, scolatele e tenetele da parte.
Cuocete al vapore i piselli o in alternativa lavate e spuntate le zucchine. Eliminate gran parte della porzione centrale e riducete a dadini il pezzo verde esterno, poi lavate e pulite i fiori, eliminate il pistillo e tritateli. Questi andranno aggiunti pochi minuti prima del termine della cottura del riso.
Mettete a bollire l’acqua, salandola leggermente e versate 320 g di riso. Scolatelo al dente e scolate anche le verdure se avete scelto di utilizzare le zucchine, e mettete il riso in un contenitore con un cucchiaio di olio d’oliva per evitare che si appiccichi. Tagliate a julienne il salmone, i pomodorini e le olive nere denocciolate e tenete il tutto da parte.
Aggiungete i piselli o le zucchine al contenitore del riso, mescolate bene e unite le olive, i frutti di mare, i pomodorini e il salmone. Amalgamate tutti gli ingredienti, condite con sale e pepe se necessario, e servite con un filo d’olio e una spolverizzata di prezzemolo tritato. La vostra insalata di riso ai frutti di mare è pronta da gustare fredda!
Se avanza del riso, conservatelo in frigorifero coperto da pellicola e consumatelo dopo 1 o 2 giorni al massimo.
7 Nov 2021 | Parlano di noi
La Nuova Sardegna
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Rassegna stampa realizzata per Nieddittas. Non è riproducibile, ai sensi di legge.
4 Nov 2021 | In evidenza, Magazine
Quando organizzate le vostre vacanze estive vi chiedete mai qual è il mare più bello d’Italia?
Forse noi di Nieddittas siamo di parte a dire che quello della Sardegna è il migliore, ma a confermare la nostra teoria arriva anche il Mare più bello, la guida stilata ogni anno da Legambiente e Touring Club italiano: una classifica dei comuni e dei comprensori turistici, che si sono guadagnati le ambite vele, simbolo di qualità ambientale e non solo.
Ma un territorio come può ottenere le vele?
Le due associazioni puntano a premiare i comuni che sono in grado di offrire un’elevata qualità ambientale e dei servizi ricettivi; si può ricevere minimo una vela e un massimo di cinque vele.
Per essere i migliori non basta avere un mare bello e pulito: bisogna valorizzare la cultura e la tradizione territoriale, la mobilità, la salvaguardia dell’ambiente intesa anche come il risparmio energetico e la raccolta differenziata, i servizi ricettivi e l’enogastronomia.
L’assegnazione delle vele si basa su requisiti stabiliti a livello europeo seguendo i criteri del progetto Life “VISIT” e anche coinvolgendo circoli locali.
Quindi se vi diciamo che in Sardegna ci sono le spiagge più belle d’Italia credeteci, perché alla nostra regione sono state assegnate cinque vele a ben sei posti diversi disseminati lungo le coste dell’isola e il litorale di Baunei è il più acclamato.
Al primo posto della classifica potete trovare il mare della Maremma toscana, seguita dalle sarde spiagge di Baunei e quelle del Cilento Antico.
Per l’edizione del 2021 sono state valutate quasi un centinaio di località, ma solo 45 sono riuscite ad entrare nella guida del Mare più bello.
Il mare più bello del 2021
Come dicevamo la Toscana è la regina delle spiagge italiane e al primo posto della classifica si trovano alcuni comuni maremmani tra i quali la Marina di Grosseto e Follonica.
Altre due zone della Toscana fanno parte della Top ten di questa classifica di qualità.
Alla quinta posizione si può trovare l’Isola di Capraia in provincia di Livorno, mentre al nono posto ci sono le località della Costa d’Argento nel grossetano, che comprende i comuni di Capalbio, la Laguna di Orbetello, il Monte Argentario, Magliano in Toscana e l’Isola del Giglio.
Per l’ultimo posto del podio bisogna andare più a sud, fino alle coste del Cilento Antico, dove si può fare un tuffo nelle spiagge salernitane di Castellabate.
Un altro comprensorio turistico a cinque vele della regione campana si trova sempre nella provincia di Salerno, ma questa volta nella Costa del Mito.
Come abbiamo visto il podio ormai è tutto occupato, ma questo non significa che sono finite le spiagge che hanno guadagnato le cinque vele.
La Puglia famosa per il suo mare bello e pulito ha ben tre località premiate per la loro qualità ambientale: le Isole Tremiti, l’Alto Salento Adriatico e l’Alto Salento Ionico infatti, sono state inondate da una grande folla di turisti grazie alla rivalutazione di piccoli comuni come Otranto e Gallipoli.
Anche la Basilicata può vantare le sue cinque vele grazie alla costa di Maratea.
Ma non dimentichiamoci del nord della nostra penisola, perché in Liguria si trovano alcune delle spiagge italiane più amate dai turisti di tutto il mondo situate nel Parco Nazionale delle Cinque Terre: i piccoli borghi di pescatori di Riomaggiore, Monterosso al mare, Corniglia, Vernazza e Manarola offrono scorci suggestivi a ridosso del Mar Ligure.
Località a quattro vele
Ma non è finita qui, perché le cinque vele sono state assegnate anche a dei laghi.
Il Lago di Avigliana Grande sembra essere il più bello d’Italia, seguito poi da altri comprensori turistici che comprendono ad esempio la riva occidentale del Lago di Garda e il Lago di Molveno nel Trentino Alto Adige.
Se vi state ancora chiedendo qual è il mare più bello d’Italia tranquilli, perché la lista è ancora lunga; infatti sono molte le spiagge che hanno ottenuto quattro vele e quindi luoghi in cui la qualità ambientale la fa da padrona.
Questa volta ripartiamo dalla Liguria in particolare dal Golfo di La Spezia conosciuto anche come il Golfo dei Poeti, perché per anni è stato la dimora degli artisti più noti e in particolare scrittori e poeti appunto.
Il Lazio si è visto premiare le Isole Ponziane e anche l’Abruzzo può vantare il mare più bello d’Italia lungo la Costa del Cerrano.
È d’obbligo un’altra tappa in Campania e di preciso in due posti che sono gettonatissimi per le pellicole dei registi più famosi del mondo, ovvero la Costiera Amalfitana e l’Isola di Capri.
Si torna poi nel tacco d’Italia per poter apprezzare le quattro vele del Gargano del sud, della Costa del Parco Agrario degli ulivi secolari e nel Basso Salento Adriatico.
Attraversate infine il mare per sbarcare in Sicilia nelle Isole Egadi, nel litorale trapanese del nord e nel Golfo di Noto.
L’isola del tesoro
Eccoci arrivati a parlare del territorio più premiato per la sua qualità ambientale e per essere circondata da quello che a nostro avviso è il mare più bello d’Italia: la Sardegna.
Come detto in precedenza il litorale ogliastrino di Baunei è al secondo posto della classifica di Legambiente e Touring Club e può vantare posti come Cala Mariolu e Cala Goloritzè, ma non è l’unico comprensorio turistico ad aver guadagnato le cinque vele.
Risalendo la costa orientale della Sardegna potrete immergervi nella quiete della Baronia di Posada e del vasto Parco di Tepilora situati nel nuorese.
Ancora più a nord sono state premiate la Gallura costiera con Santa Teresa di Gallura, Palau, Arzachena e in particolare l’area marina protetta di Capo Testa.
Scendendo dalla parte della costa occidentale invece potete godervi lo spettacolo della Planargia, in particolare il borgo colorato dei pescatori di Bosa nell’oristanese.
Andando ancora più giù troverete un altro borgo marino famoso per la bottarga di muggine, che sorge sulle rive di uno degli stagni più grandi d’Europa: Cabras.
Infine potete fare un tuffo nell’azzurro del litorale meridionale di Chia, in cui potete camminare sulle dune bianche e nel giusto periodo potete osservare i fenicotteri rosa.
Sono numerosi anche i comprensori turistici che hanno ricevuto solo, si fa per dire, quattro vele:
- Ogliastra;
- Sardegna sud orientale;
- Golfo degli Angeli insieme al Parco di Molentargius e all’area marina protetta di Capo Carbonara;
- il litorale di Pula;
- la costa sud occidentale con le Isole sulcitane;
- la Costa verde e Buggerru;
- Montiferru;
- il litorale di Alghero e il Parco di Porto Conte;
- il Golfo di Orosei;
- il Golfo di Olbia e il resto della costa nord orientale ed in particolare l’area marina protetta dell’Isola di Tavolara;
- la costa nord occidentale con il parco naturale dell’Isola dell’Asinara.
2 Nov 2021 | In evidenza, Magazine
La penisola italiana si trova al centro del Mediterraneo e lo divide in due: Mediterraneo Occidentale e Orientale. A seconda delle aree geografiche, il mar Mediterraneo viene diviso in bacini minori che prendono un nome specifico. Scopriamo quali e quanti mari bagnano l’Italia.
I mari italiani
La nostra meravigliosa Italia ha 7.456 chilometri di costa, confina a nord con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia ed è lambita su tre lati dal mare. È circondata da numerose isole, le più grandi del Mediterraneo sono la Sicilia e la Sardegna, tra le isole minori citiamo l’isola d’Elba, famosa per l’esilio di Napoleone Bonaparte. Nel sud troviamo diverse zone di natura vulcanica: l’Etna in Sicilia è il vulcano più attivo e sono frequenti le sue eruzioni.
Tra paesaggi, città, arte e cultura, questo Paese ha tanto da offrire, ma quanti mari bagnano l’Italia?
I mari che bagnano le coste italiane sono sei:
- Mar Adriatico
- Mar Ionio
- Mar Tirreno
- Mar Ligure
- Mar di Sicilia
- Mar di Sardegna
Le differenze tra loro dipendono dalle correnti e dalla loro evoluzione dal punto di vista oceanografico. Scopriamo le caratteristiche di ciascun mare.
Il mar Adriatico
Fa parte dei bacini orientali, va da Trieste fino a Bari e bagna 6 nazioni. Oltre alle nostre coste, bagna anche le terre dei Balcani ed è considerato un mare chiuso, stretto, allungato e poco profondo. Suddiviso in Alto, Medio e Basso Adriatico, si estende per 800 chilometri e la sua profondità aumenta verso sud fino a superare i 1000 metri.
Il mar Ionio
È il mare che bagna le regioni della Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia Orientale. Il mar Ionio mescola le sue acque con quelle del mar Adriatico e con quelle del mar Tirreno all’interno dello stretto di Messina.
Si trova fisicamente al centro del Mediterraneo ed è il mare più profondo d’Italia (l’abisso Calypso è il punto più profondo con i suoi 5270 metri).
Il mar di Sicilia
Si affaccia sul lato meridionale della Sicilia, le sue acque bagnano le coste nord africane, in particolare quelle della Tunisia. Bagna il Canale di Sicilia dalle Egadi fino a Malta. È un mare poco profondo, arriva fino a 1250 metri e presenta coste basse e sabbiose. Viene anche chiamato Canale di Tunisi.
Il mar Tirreno
Questo mare bagna le coste della Sardegna, della Sicilia settentrionale, della Campania, della Calabria e della Toscana. Il mar Tirreno è il più vasto dei bacini del Mediterraneo raggiunge profondità elevate, fino a 3800 metri circa vicino a Ponza. È ricco di catene montuose sottomarine, vulcani attivi come il Marsili, arcipelaghi e città che hanno una storia da raccontare, quali Roma, Napoli e Palermo.
Le isole del mar Tirreno sono state la dimora di esuli e carcerati, tra i più noti Napoleone e Garibaldi.
Il mar Ligure
Prende il nome dal popolo che ne abita le coste, bagna infatti la Liguria e anche la Corsica settentrionale. Il mar Ligure raggiunge una profondità superiore ai 1000 metri e comprende le coste settentrionali della Toscana e quelle della Liguria. Il confine con il mar Tirreno è segnato a sud-est dal promontorio di Piombino e dall’isola d’Elba, anche se sui suoi confini esistono versioni contrastanti.
Questo mare è incluso all’interno del Santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini nel Mediterraneo; in questa zona infatti è stata scoperta una alta concentrazione di cetacei. È attualmente il più grande parco marino d’Europa.
Il mar di Sardegna
Arriviamo al mare italiano più occidentale, il mar di Sardegna. Esso bagna le coste occidentali della Sardegna, quindi solo dal lato opposto a quello tirrenico, e le coste della Corsica, ed è collegato al mar Tirreno tramite le Bocche di Bonifacio, uno stretto che separa le due isole. Raggiunge la profondità massima di 3068 metri vicino a Minorca. Ed è proprio nel mare della Sardegna, esattamente nel Golfo di Oristano, che nasce la qualità Nieddittas. Qui si trova la nostra filiera controllata che rispetta il mare e il territorio e dalla quale provengono i prodotti di maggiore qualità.
29 Ott 2021 | In evidenza, Magazine
Il mare è da sempre fonte di ispirazione per musicisti italiani e stranieri.
Diversi cantautori hanno dato vita ad alcune canzoni sul mare che sono diventate tra le più famose della storia musicale italiana, segnando le stagioni estive e non solo.
Brani in cui il mare è il protagonista o fa da sfondo a storie d’amore, allegre, tormenti interiori, dediche ai navigatori e attimi di riflessione. D’altronde il nostro Paese ha chilometri e chilometri di coste, spiagge, scogliere e due isole maggiori con un mare meraviglioso e non ci sorprende che molti testi parlino di questa enorme distesa blu.
Lucio Dalla, Pino Daniele, Luca Carboni, Vasco Rossi e tantissimi altri. Facciamo un tuffo nelle 15 canzoni mare tra le più famose e belle cantate da artisti italiani.
Se avete voglia d’estate, ascoltate queste 15 canzoni mare che hanno avuto successo nel panorama della musica italiana e proverete subito un’atmosfera marina.
Canzoni italiane, anche di artisti che non ci sono più ma che vivono attraverso i lori brani, tormentoni estivi indimenticabili e brani che hanno dominato le classifiche per settimane.
Siete pronti a sentire il profumo di salsedine?
1. Onda su onda
Partiamo dagli anni 70, esattamente nel 1974 viene incisa questa canzone pensata e scritta per Celentano, ma lanciata da Bruno Lauzi. Paolo Conte la inserisce anche nel suo primo album che contiene inoltre “Una giornata al mare”, incisa prima dagli Equipe 84.
2. Come è profondo il mare (Lucio Dalla)
Uscito nel 1977 è il settimo album dell’artista in studio e il primo scritto interamente da lui. Il mare è qui inteso come metafora della storia dell’Uomo, della sua evoluzione, delle conquiste, con i pesci che simboleggiano la libertà che sfugge sempre, in un modo o nell’altro, a ogni tentativo di controllo o di sottomissione. La canzone è diventata un cult ma non è la sola di Dalla dedicata al mare. Nell’album successivo troviamo, infatti, “Stella di mare”.
3. Chi tene ‘o mare (Pino Daniele)
Una canzone che esprime lo stato di molti popoli del sud e soprattutto quello di Napoli. Sembra proprio di sentire le onde tra le note.
4. Summer on a solitary beach (Franco Battiato)
Arriviamo al 1981, qui Battiato canta un mare che è un orizzonte di solitudine col quale misurarsi.
5. Il mare d’inverno (Loredana Bertè)
Scritto e cantato da Enrico Ruggeri e poi prestato alla voce inconfondibile della Bertè, è ispirato alle onde marchigiane di Marotta. In questo caso l’atmosfera è malinconica, rimanda ad un’acqua sfumata di grigio capace di far meditare sull’essenza delle cose. Della cantante citiamo anche “In alto mare”.
6. Voglio andare al mare (Vasco Rossi)
Un brano che lascia poco spazio all’immaginazione. È un Vasco dei primi tempi, si sa, sempre spregiudicato. Ecco un piccolo estratto: “Voglio andare al mare perché mi han detto che là sì che ci si diverte (non come qua). Mi voglio sfogare quest’estate voglio fare indigestione di donne e di sole…”
7. Un’estate al mare (Giuni Russo)
Come non ricordare il più grande successo commerciale di Giuni Russo del 1982, firmato da Battiato e Pio Russo, dove lei interpreta una prostituta che sogna di evadere e togliersi di dosso il grigiore del suo quotidiano nella freschezza del mare.
8. Mare mare (Luca Carboni)
Canzone simbolo dell’estate del 1992, successo assoluto anche al Festivalbar. Ci porta con la sua moto da Bologna a Riccione, raccontando i cambiamenti emotivi e la delusione finale nell’immediatezza di una situazione che tutti hanno vissuto, da una parte o dall’altra della barricata: “Mare, mare, mare cosa son venuto a fare se non ci sei tu, no, non voglio restarci più no, no, no”.
9. L’estate addosso (Jovanotti)
Tra le canzoni mare di questa classifica non possiamo non citare delle hit più recenti. Questa è del 2015. Un’estate nostalgica, colorata, che regala momenti e libertà:
“La voglia di tuffarsi guardando entrare in acqua tutti gli altri. Ma lei mi ha visto che sono qui da solo. E forse parlerà con me”.
10. Riccione (The Giornalisti)
Alzi la mano chi non l’ha canticchiata! È stato un vero e proprio tormentone dell’estate 2017 cantato dalla band romana.
Sotto il sole, qui sotto il sole
Di Riccione, di Riccione
Quasi quasi mi pento
E non ci penso più, e non ci penso più
Faccio a schiaffi, faccio a schiaffi
Con le onde e con il vento, le prendo
Come se fossero te
11. Mediterraneo (Mango)
Un grande successo del 1992 del cantautore scomparso nel 2014, scritta dal grande Mogol, che fa così:
Bianco e azzurro sei
Con le isole che stanno lì
Le rocce e il mare
Coi gabbiani
Mediterraneo da vedere
Con le arance
Mediterraneo da mangiare
La montagna là…
Il video di questa canzone è stato girato a Lampedusa.
12. Gente di mare (Tozzi e Raf)
Brano diventato un tormentone dell’estate del 1987 in cui il mare diventa un compagno d’avventure per tutti noi, motivati dalla voglia di vivere nuove esperienze.
13. Vento d’estate (Fabi e Gazzè)
Famoso singolo del 1998 e vincitore del premio “Un disco per l’estate” dello stesso anno. Ecco il ritornello che tutti ricorderete:
Vento d’estate
Io vado al mare, voi che fate
Non mi aspettate
Forse mi perdo
Ho pensato al suono del suo nome
A come cambia in base alle persone
Ho pensato a tutto in un momento
Ho capito come cambia il vento
14. Ora ti canto il mare (Negramaro)
Chiudiamo l’elenco delle canzoni mare con due singoli recenti. Questa è del 2021, scritta da Giuliano Sangiorgi il fondatore della band.
Un mare di inizio autunno in cui ancora si percepisce l’energia dell’estate appena passata e che dà la forza per affrontare il futuro. Al video, girato nella riserva naturale “Le Tesine”, in provincia di Lecce, ha partecipato anche la prima ballerina del Teatro alla Scala.
15. Destinazione mare (Tiziano Ferro)
Si tratta del nuovo inedito (maggio 2023) del cantautore di Latina, non presente infatti nel suo ultimo album “Il mondo è nostro”. Un inno alla vita, un brano perfetto per questa estate che segna la rivincita sua e dei suoi fan dopo l’annullamento del tour 2020 a causa della pandemia.
E la lista potrebbe continuare, è proprio il caso di dire che c’è un mare di musica… Buon ascolto!