13 Mar 2023 | Magazine
Se volete preparare un piatto a base di cozze, come ad esempio una deliziosa impepata di cozze, una delle prime domande che vi porrete concerne probabilmente la quantità di cozze da acquistare. Se, ad esempio, desiderate preparare le cozze per una tavolata da 10 persone, la domanda sarà: quanti kg di cozze per 10 persone?
Quanti kg di cozze per 10 persone
Rispondiamo subito: se considerate che una porzione media prevede 500 g di cozze (ancora col guscio) a persona, una semplice moltiplicazione ci dirà che per 10 persone sono necessari ben 5 kg. Naturalmente, si tratta di una cifra puramente indicativa. Dovrete poi essere voi a valutare meglio la quantità a seconda dei singoli invitati: per un bambino saranno probabilmente sufficienti 250 o 300 g, mentre un giovane sportivo potrebbe apprezzarne anche 600 g o 1 kg. Insomma, se considererete 5 kg di cozze per 10 persone non sbaglierete più di tanto, ma è sempre meglio aggiustare la cifra indicativa con qualche nozione in più rispetto ai commensali.
Ora che abbiamo chiarito quanti kg di cozze per 10 persone, vediamo una semplice, ma deliziosa ricetta che potrebbe fare al caso vostro: l’impepata di cozze.
Ricetta: impepata di cozze per 10 persone
Prima di vedere come preparare l’impepata di cozze, spendiamo qualche parola riguardo agli ingredienti. Poiché le cozze sono le protagoniste indiscusse di questo piatto, è assolutamente indispensabile che siano di prima qualità. In caso contrario, rischierete di ritrovarvi con un pessimo risultato. Quando acquistate le cozze, controllate che siano certificate e di sicura provenienza, come le cozze Nieddittas. Inoltre, assicuratevi che le valve siano ben sigillate e che contengano l’acqua all’interno (potrete constatarlo valutandone il peso).
Detto questo, vediamo di quali altri ingredienti avrete bisogno per preparare un’ottima impepata di cozze per 10 persone.
Gli ingredienti per l’impepata di cozze
- Cozze Nieddittas 5 Kg
- Prezzemolo q.b.
- Limoni q.b.
- Pepe nero q.b. (possibilmente da macinare al momento)
Per la variante
- Olio extravergine di oliva q.b.
- Aglio 4 spicchi
- Peperoncino q.b.
Come preparare l’impepata di cozze
Per prima cosa dovrete procedere con la pulizia delle cozze fresche. Buttate via le cozze le cui valve non sono completamente sigillate. Con l’aiuto di un coltellino da cucina, eliminate il bisso, quella barbetta che fuoriesce dal guscio. Infine, utilizzando una paglietta nuova (o perfettamente pulita) grattate via le impurità dal guscio. Non immergete le cozze in acqua o rischierete di compromettere la qualità del prodotto certificata in etichetta.
Ora che le cozze sono pulite, è il momento di spostarsi ai fornelli. Prendete una pentola molto capiente e scaldatela sul fornello. Quando la pentola sarà ben calda, versatevi dentro le cozze e aggiungete qualche pizzico di pepe nero. L’ideale sarebbe macinare il pepe al momento, in modo da ottenere maggiore aromaticità ed un sapore più intenso.
Ora chiudete la pentola con il suo coperchio e aspettate finché tutte le cozze non si saranno aperte (nel caso qualche cozza dovesse rimanere chiusa sarà purtroppo il caso di buttarla). Mentre aspettate che le cozze si aprano, agitate regolarmente la pentola, in modo tale da far cambiare posizione ai molluschi. Perché le cozze si aprano saranno necessari circa 3 o 4 minuti.
Infine, non appena le cozze saranno pronte, aprite il coperchio e impiattate, aggiungendo in ogni piatto degli spicchi di limone ed una spolverata di prezzemolo fresco tritato fine. Ora non vi resta che gustarvi la vostra ottima impepata di cozze. Questo piatto può essere servito sia come antipasto, sia come secondo piatto di pesce. Buon appetito!
Nota Bene: Per questo piatto è sconsigliato qualsiasi tipo di conservazione. È allora importante prestare attenzione a preparare delle porzioni il più possibile adeguate all’appetito dei commensali, in modo da non dover ricorrere ad alcuno spreco.
Piccola variante
Se desiderare rendere la pietanza un po’ più gustosa e saporita potete versare un filo d’olio extravergine d’oliva in pentola insieme a tre o quattro spicchi d’aglio tritati e qualche pizzico di peperoncino. Lasciate poi che le cozze si aprano, come descritto precedentemente.
Per concludere: i valori nutrizionali delle cozze
Concludiamo il nostro articolo con qualche informazione aggiuntiva. Se si considerano 100 g di parte edibile (Mytilus edulis), le cozze hanno un apporto calorico pari a circa 86 Calorie. Queste sono ripartite per il 56% in proteine, per il 29% in lipidi ed infine per il 15% in carboidrati.
Per approfondire ecco tutte le informazioni rispetto ad i valori nutrizionali delle cozze e non solo.
10 Mar 2023 | Magazine
Gli antipasti a base di pesce sono la soluzione ideale se si vogliono portare in tavola delle ricette facili, eleganti e dagli abbinamenti raffinati, che permettono di fare bella figura con tutti i commensali.
Se state cercando delle idee che non vi facciano perdere troppo tempo ai fornelli, potete scegliere tra queste proposte di antipasti di mare veloci da preparare, realizzati con ingredienti Nieddittas, di qualità e sicura provenienza. Saranno delle valide alternative alla classica insalata di mare.
Tartare di salmone
Con il salmone potete provare due ricette di antipasti di mare veloci da realizzare: una è la tartare di salmone, perché non richiede cottura.
Lavate il prezzemolo, i capperi, l’erba cipollina e tritateli. Mettete il tutto in una ciotola con del succo di limone e una cipolla rossa sminuzzata. Tagliate a cubetti il salmone (precedentemente pulito e abbattuto) e aggiungetelo nella ciotola. Versate olio, sale, pepe e mescolate. Formate degli stampini di tartare e guarnite con rucola o pomodorini freschi.
Un’alternativa per chi non è amante del crudo è quella di usare il salmone affumicato su delle chips fritte. Ecco il procedimento: sbucciate due grosse patate a pasta gialle e tagliatele a fette regolari di circa 3 mm ciascuna. Lavatele sotto l’acqua fredda e poi asciugatele. Friggete le patate in abbondante olio bollente, infine adagiatele su della carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Salate in base ai gusti e disponete 3-4 fettine di chips nei piatti. Mettete sopra 2 fettine di salmone affumicato e decorate con qualche bacca di pepe rosa sbriciolata e un pizzico di aneto.
Ostriche alle erbe
Servono pochi ingredienti e una rapida gratinatura in forno per preparare delle sfiziose ostriche ripiene di erbe, un mix tra il sapore di mare e gli spinaci.
Aprite le ostriche Nieddittas e accendete il forno a 220-230°C. Se volete potete lasciarle qualche minuto sul ghiaccio in modo da raggiungere una temperatura fra i 4° e gli 8 °C.
Tritate finemente qualche barbina di finocchio e gli scalogni e fateli rosolare in una padella con il burro fuso.
Aggiungete gli spinaci tritati e fate rosolare per alcuni minuti. Unite la mollica di pane raffermo tagliata a pezzetti e mescolate. Versate un cucchiaio di vino bianco, sale e pepe.
Disponete un leggero strato di sale grosso su un piatto, adagiate sopra le ostriche e mettete sopra ognuna il trito di erbe. Fate gratinare nel forno per 3 minuti circa. Infine, sfornate e servite le ostriche alle erbe.
Capesante gratinate
Un grande classico che non poteva mancare nella lista degli antipasti di mare veloci e facili da preparare sono le capesante gratinate. In soli 10 minuti riuscirete a realizzare un antipasto sfizioso e di grande effetto. Ecco gli ingredienti per 8 persone, potete variare le quantità in base alle vostre esigenze:
- 16 Capesante Nieddittas
- 100 g Pangrattato
- 4 Ciuffi di prezzemolo
- 80 g Parmigiano grattugiato
- 2 Spicchi di aglio
- Burro (1 noce)
Procedimento
Le capesante hanno una polpa soda e carnosa e sono ricche di sali minerali e Omega 3. Sono dei molluschi perfetti da cucinare in occasioni speciali.
In una ciotola preparate la panatura a base di formaggio, pangrattato, prezzemolo e aglio tritato fine e mescolate. Se volete potete aggiungere 2 cucchiai di vino bianco secco. Mettete il composto sopra i frutti di mare e completate con qualche fiocchetto di burro per donare quel tocco in più che renderà le capesante irresistibili! In alternativa, potete irrorarle con dell’olio evo.
Infornate a 200°C per circa 10 minuti. Decorate con foglioline di prezzemolo e servite.
9 Mar 2023 | Parlano di noi
La Nuova Sardegna

Rassegna stampa realizzata per Nieddittas. Non è riproducibile, ai sensi di legge.
9 Mar 2023 | Magazine
La Quaresima inizia il Mercoledì delle Ceneri, giorno che chiude il periodo del Carnevale e che, secondo la tradizione cristiana, rappresenta l’inizio dei 40 giorni che Gesù passò in meditazione e astinenza nel deserto.
Ai cattolici durante questo periodo di preparazione alla Pasqua è richiesto di rispettare alcune osservanze religiose: la pratica del digiuno e l’astinenza dalla carne. Chiariamo il significato e l’origine di questo precetto generale della Chiesa cattolica e se in Quaresima si può mangiare il pesce.
La regola dell’astinenza dalle carni in origine
L’astinenza dalle carni risale ai tempi molto antichi. In passato si rispettava più giorni alla settimana e poi si è ridotta al venerdì, scelto per via del venerdì di Passione. Con la Riforma protestante diventò il tratto distintivo tra cattolici e riformati.
L’astinenza dalle carni e dai suoi derivati, uova e latticini, si praticava sia perché si riteneva che il suo consumo stimolasse le passioni e quindi lo scopo era ed è tuttora la liberazione da esse, sia per un motivo di natura penitenziale.
San Tommaso d’Aquino scriveva nel suo Somma teologica che la carne e suoi derivati sono alimenti che piacciono maggiormente e danno un maggiore nutrimento al nostro corpo. Il pesce, invece, era considerato il cibo dei poveri e quindi il suo consumo era ammesso.
Il Codice di diritto canonico del 1917 prescriveva l’astinenza dalle carni a partire dai 7 anni di età in tutti i venerdì dell’anno e anche il digiuno nei venerdì e nei sabati di Quaresima, nelle Quattro Tempora e nelle vigilie delle feste di Pentecoste, dell’Assunzione di Maria Vergine, di Ognissanti e di Natale.
Quando e perché si osserva il digiuno e l’astinenza?
Le norme sono fissate dalla costituzione apostolica “Paenitemini” di papa Paolo VI del 17 febbraio 1966, e dal Codice di diritto canonico, ma possono essere ulteriormente determinate dalle Conferenze Episcopali.
Secondo la Chiesa cattolica, dunque, il Mercoledì delle Ceneri e i venerdì di Quaresima non si deve mangiare la carne e si deve osservare il digiuno (il Sabato Santo è solo consigliato), come segno di penitenza per onorare il sacrificio fatto da Gesù. I quaranta giorni della Quaresima sono anche i giorni di astinenza dai piaceri della vita. Si può comunque fare colazione e un altro pasto nell’arco della giornata, ma l’importante è la volontà di privazione.
Questo precetto del digiuno va rispettato a partire dai 18 anni fino ai 60 anni, mentre dai 14 anni ai 17 è richiesta la solo astinenza dalla carne. Non si tratta di un comandamento, ma di un segno di penitenza per ricordare la morte e Passione di Gesù.
Cosa è consentito mangiare durante la Quaresima?
In latino la parola usata per descrivere il tipo di carne non ammessa il venerdì è “carnis”, in riferimento alla carne animale. La carne rossa è stata simbolo di opulenza e celebrazione per questo consumarla nel tempo di Quaresima non sarebbe coerente al senso di riflessione e umiltà. Il venerdì è il giorno in cui tradizionalmente si mangia pesce nei paesi a maggioranza cattolica, ma in realtà non è l’unica opzione consentita; sono infatti permessi molti animali e cibi derivati dagli animali d’acqua.
C’è da dire che oggi le cose sono cambiate e il pesce non è per nulla considerato un alimento “da poveri”. Per questo motivo la Conferenza episcopale italiana nel 1994 ha stabilito che la regola dell’astinenza non vieta solo il consumo di carni, ma anche “dei cibi e delle bevande che, a prudente giudizio, sono da ritenersi ricercati e costosi”. Se mangiate un’aragosta, ad esempio, al posto di una fiorentina non è una forma di mortificazione.
Dunque, in Quaresima si può mangiare il pesce a patto che la sua preparazione sia semplice, visto che l’aspetto fondamentale è rinunciare ad un piacere. Alcuni ecclesiastici, infatti, ritengono che i frutti di mare e i molluschi pur essendo acquatici sono associati al lusso e alla lussoria per cui non andrebbero consumati i venerdì di Quaresima.
Per quanto riguarda i derivati animali, come uova, latte e formaggio, ci sono pareri contrastanti anche all’interno della Chiesa.
Altri gruppi religiosi cristiani, come gli Avventisti, seguono una dieta ovo-latteo-vegetariana, mentre gli Ortodossi durante la Quaresima, che cade in giorni diversi rispetto a quella cattolica, eliminano anche il pesce. I frutti di mare sono sempre ammessi perché secondo gli antichi non contengono sangue animale.
7 Mar 2023 | Parlano di noi
adnkronos
Leggi l’articolo qui.
Rassegna stampa realizzata per Nieddittas. Non è riproducibile, ai sensi di legge.
6 Mar 2023 | In evidenza, Magazine
Gli spaghetti alle cozze in bianco, detti anche spaghetti alla marinara, sono un ottimo primo piatto di pesce tipico della cucina italiana. La preparazione è piuttosto semplice, ma il gusto prelibato rende questa pietanza adatta a qualsiasi occasione.
In questa ricetta condiremo gli spaghetti con olio, aglio e prezzemolo: ingredienti perfetti per accompagnare ed esaltare al meglio il gusto delle cozze. Un appunto è sempre quello di prestare grande attenzione alla qualità ed alla sicura provenienza dei frutti di mare.
La filiera Nieddittas, ad esempio, garantisce controlli per ogni fase della lavorazione, per delle cozze sane, sicure e di primissima qualità. Con Nieddittas a Domicilio potete ordinare i nostri prodotti in tutta la Sardegna ed in altre località italiane come Roma, Bologna, Firenze, Milano e non solo.
Vediamo ora di quali ingredienti avrete bisogno per preparare i vostri spaghetti alle cozze in bianco. Buon lavoro!
Ingredienti per 4 persone
- Spaghetti 320 g
- Cozze Nieddittas 2 kg
- Prezzemolo 1 rametto
- Vino bianco 50 ml
- Aglio 3 spicchi grossi
- Olio extravergine di oliva q.b.
- Pepe nero q.b.
- Sale grosso 1 pugno
Come preparare gli spaghetti alle cozze in bianco
Come abbiamo detto, preparare gli spaghetti con le cozze in bianco è molto semplice.
Per prima cosa dovrete procedere con la pulizia delle cozze: eliminate tutte quelle le cui valve sono aperte o il cui peso è eccessivamente leggero (segno che hanno perso la loro acqua poiché il guscio non è completamente sigillato). Dopo aver selezionato le cozze da utilizzare, dovete sbissarle, ovvero eliminare il bisso. Il bisso è quella sorta di barbetta o filamento che fuoriesce dalla cozza: potete tirarlo via aiutandovi con un coltello.
A questo punto, versate le cozze dentro un tegame capiente, coperte con un coperchio. Non lavate e non fate spurgare le cozze in acqua: questo potrebbe vanificare i controlli di filiera e le garanzie del prodotto.
Accendete il fornello a fuoco medio-alto e mescolate regolarmente, finché tutte le cozze non si saranno aperte. Dopodiché spegnete il fuoco e aspettate che si raffreddino. Non buttate l’acqua rilasciata dalle cozze, in quanto la utilizzeremo per la preparazione.
Ora estraete le cozze dal guscio; potete scegliere di tenere giusto qualche cozza col guscio per decorare i piatti, ma in questo caso fate attenzione che il guscio sia ben pulito. Versate tutti i molluschi in una ciotola e metteteli momentaneamente da parte.
Filtrate l’acqua rilasciata dalle cozze: per filtrare l’acqua dovrete utilizzare un colino a maglie strette al di sopra del quale avrete posizionato un tovagliolo di stoffa. In questo modo l’acqua sarà depurata da tutte le impurità, che rimarranno nel tovagliolo.
Arrivati a questo punto, tritate finemente i tre spicchi d’aglio. Poi prendete una padella antiaderente e versatevi dentro dell’olio extravergine di oliva, il tanto da coprire l’intero fondo della padella, e versatevi dentro l’aglio tritato. Lasciate rosolare a fiamma bassa, facendo attenzione a non bruciare l’aglio, ma a dargli solo un colorito dorato.
Non appena l’aglio sarà leggermente dorato, aggiungete 50 ml di vino bianco e un poco dell’acqua filtrata delle cozze. Attenzione qui a non esagerare con l’acqua: ricordatevi che si tratta di acqua salata e rischiereste di rendere il piatto immangiabile! Il trucco è quello di aggiungere l’acqua in piccole quantità, in modo da avere sempre il tempo di assaggiare il risultato e decidere se aggiungerne o meno. Non appena avrete ottenuto il grado giusto di sapidità, lasciate che il sughetto si restringa e alla fine aggiungete le cozze sgusciate che avete messo precedentemente da parte. Lasciate che i molluschi si insaporiscano per circa 2 minuti, poi spegnete il fuoco, aggiungete una macinata di pepe nero e mettete il tutto da parte.
È arrivato finalmente il momento di preparare la pasta: cuocete gli spaghetti in acqua salata, secondo il metodo abituale. Quando saranno giunti a cottura, scolateli e versate il tutto nella padella con il condimento di cozze e sughetto. Tenete il fuoco spento e mescolate molto bene per qualche minuto, in modo che gli spaghetti si insaporiscano.
Infine, tritate un rametto di prezzemolo ed aggiungetelo alla padella. È importante aggiungere il prezzemolo solo alla fine, poiché con la cottura acquisirebbe un gusto amarognolo.
Ora non vi resta che impiattare, magari aggiungendo una o due cozze col guscio per piatto. Buon appetito!