27 Gen 2023 | In evidenza, Magazine
Le ostriche, molluschi bivalvi appartenenti alla famiglia delle Ostreidae, sono da sempre considerate un alimento elitario e ricercato. Le ostriche sono in genere assaporate crude, magari accompagnate da una o due gocce di limone (che oltre ad accompagnarne il gusto, facilita l’assimilazione del ferro).
Alimento nutritivo e ricco di proteine, minerali e vitamine: integrare le ostriche nella propria dieta è un’ottima idea per chi ricerca un regime di alimentazione salutare. In questo articolo ci concentreremo su vari aspetti legati al consumo delle ostriche: proprietà e benefici per l’organismo, valori nutrizionali ed eventuali controindicazioni.
Ostriche: i valori nutrizionali
Prima di concentrarci su proprietà e benefici delle ostriche, vediamo quali sono le caratteristiche nutritive di questi molluschi afrodisiaci.
Le ostriche hanno un buon contenuto proteico equivalente a circa il 10% (mediamente 10,2 g di proteine per 100 g di parte edibile).
Per quanto riguarda i lipidi, le ostriche hanno un basso contenuto di grassi: circa 0,9 g per 100 g. Il contenuto di colesterolo può invece variare da un minimo di 18 fino ad un massimo di 40 mg.
I carboidrati equivalgono invece al 5% (circa 5,4 g ogni 100 g di ostrica) e corrispondono a glucosio, lattosio e glicogeno (polisaccaride paragonabile all’amido).
Concentrandoci ora sui minerali, l’ostrica è particolarmente ricca di rame, zinco, ferro, sodio, iodio, selenio, fosforo e calcio. Il mollusco è inoltre ricco di vitamine A, D, E e del gruppo B. Fra queste ultime un apporto considerevole proviene dalla vitamina B12.
Infine, per 100 g di ostrica l’apporto calorico equivale a circa 69 Kcal. La carne delle ostriche è dunque ipocalorica, ma al contempo nutriente.
Ora che abbiamo visto quali sono i valori nutrizionali, concentriamoci finalmente sull’aspetto che più ci interessa delle ostriche: proprietà e benefici. Quali sono?
Ostriche: proprietà e benefici
Abbiamo precedentemente definito le ostriche come afrodisiache, aggettivo che avrete sicuramente sentito spesso associare a questo mollusco.
Dietro questa credenza, risalente più o meno al XV secolo, si nasconde un fondo di verità scientifica: le ostriche sono infatti ricche di zinco. Questo minerale presenta numerose proprietà e benefici per la salute dell’organismo. L’azione dello zinco può essere ricondotta all’ambito afrodisiaco in quanto favorisce la normale funzione riproduttiva dei mammiferi (ad esempio lo sviluppo embrionale), favorisce la funzionalità degli organi riproduttivi e la maturazione dello sperma.
Un interessante studio scientifico ha mostrato come l’insufficienza riproduttiva, la ridotta motilità degli spermatozoi ed i difetti embrionali delle cavie carenti di zinco siano migliorabili grazie all’integrazione di un estratto di ostrica.
Inoltre, anche la taurina ed il glicogeno presenti nella carne di ostrica potrebbero avere una correlazione con il recupero della funzione riproduttiva. Insomma, sembra che non sia poi così assurdo ritenere che le ostriche abbiano proprietà afrodisiache.
Ancora, un altro beneficio dell’ostrea interesserà chiunque soffra d’insonnia: questo mollusco è infatti ottimo per migliorare il sonno e l’addormentamento. Questo si deve ancora una volta al contenuto di zinco, minerale che, secondo uno studio giapponese condotto nel 2017, stimola il sonno delle cavie. Altri studi riferiti agli esseri umani hanno poi dimostrato come gli alimenti ricchi di zinco, come appunto le ostriche, riducano considerevolmente il tempo necessario ad addormentarsi e migliorino la qualità del sonno.
Abbiamo inoltre accennato che la carne di ostrica è particolarmente ricca di vitamina B12. Questa vitamina, detta cobalamina, è particolarmente importante per il nostro organismo in quanto coinvolta nel metabolismo degli aminoacidi, degli acidi nucleici (RNA e DNA) e degli acidi grassi e ancora nella produzione di globuli rossi e nel processo di formazione del midollo osseo.
Il nostro organismo non è in grado di sintetizzare autonomamente questa vitamina, motivo per cui è importante che sia regolarmente assunta attraverso una corretta alimentazione.
Per un individuo sano è piuttosto raro essere carente di vitamina B12. Tuttavia, vi sono alcune situazioni (come ad esempio aver subito un intervento di riduzione dello stomaco) che possono portare ad uno scarso assorbimento di cobalamina. Anche l’anzianità o l’alcolismo possono portare ad un deficit di questa vitamina. Lo stesso vale per le persone che seguono un regime alimentare vegano, alle quali è solitamente consigliato di integrare alimenti come alghe, tempeh o kombucha (te di origine cinese).
Infine, altre proprietà e benefici delle ostriche derivano dall’alto contenuto di ferro. Per 100 g di ostrica, il contenuto di ferro è pari quali alla metà del fabbisogno giornaliero del nostro organismo. Questo rende le ostriche un alimento importantissimo per quanto riguarda la formazione dell’emoglobina dei globuli rossi, i quali hanno la funzione di trasportare l’ossigeno in tutti i tessuti.
Il ferro è inoltre importantissimo contro stati anemici, i quali possono comportare spesso problemi di affaticamento, debolezza fisica, disturbi del metabolismo e difficoltà cognitive.
Per facilitare la trasformazione, a livello gastrico, del ferro in una forma facilmente assorbibile dall’organismo è importante abbinare l’alimento a succo di limone, come è pratica diffusa nel caso della degustazione delle ostriche crude.
Un appunto finale sulla consumazione delle ostriche crude: per evitare brutte sorprese è indispensabile controllare che le ostriche siano freschissime, di ottima qualità e di sicura provenienza, come è il caso delle ostriche offerte da Nieddittas. Con Nieddittas a Domicilio è inoltre possibile ordinare le ostriche non solo in tutta la Sardegna, ma anche in altre località italiane come Roma e Milano.
Ostriche: alcune controindicazioni e possibili effetti collaterali
Per quanto riguarda possibili controindicazioni rispetto al consumo delle ostriche, queste riguardano solo i casi di allergia causati dalla tropomiosina, proteina presente nel mollusco. Le persone sensibili a questa proteina potrebbero riscontrare effetti spiacevoli come eruzioni cutanee, gonfiore facciale o fastidi addominali.
Inoltre, la consumazione di ostriche crude non fresche e non di sicura provenienza ha determinato la preoccupazione a livello europeo per la trasmissione di malattie come paratifo, tifo o epatite virale. Per questo motivo in Unione Europea sono state adottate normative molto severe per la produzione delle ostriche: è stato assicurato un sistema di tracciabilità della produzione e controlli regolari sono praticati al fine di evitare simili casi di intossicazione alimentare.
In generale, come abbiamo detto, è sempre bene consumare prodotti certificati, come le già menzionate ostriche Nieddittas, la cui produzione è severamente controllata in ogni fase.
Infine, è sconsigliata l’assunzione di ostriche nel caso di gravidanza o di dieta iposodica.
25 Gen 2023 | In evidenza, Magazine
Il mondo acquatico è ricco di curiosità, una delle quali riguarda le specie di creature più grandi. Se pensiamo al pesce più lungo del mondo erroneamente ci viene in mente lo squalo bianco, ma il primato in realtà lo detiene lo squalo balena (nome scientifico Rhincodon typus). Vediamo le caratteristiche e le dimensioni di questo pesce.
Squalo balena: il pesce più lungo del mondo
Lo squalo balena è il pesce più lungo e anche il più grande al mondo. Può arrivare a raggiungere i 30 piedi negli esemplari adulti e pesare più di 20 mila chili. I grandi squali bianchi invece crescono fino a raggiungere i 20 piedi.
Uno studio dell’Australian Institute of Marine Science ha confermato che sono le femmine di squalo balena ad essere classificate come i pesci più lunghi del mare, riuscendo a raggiungere una media di 14 metri di lunghezza. I biologi marini hanno anche constatato che l’aumento maggiore delle dimensioni delle femmine può essere vantaggioso per la riproduzione: riescono a riprodurre fino a 300 cuccioli.
Nel 1949 è stato catturato in Pakistan uno squalo balena che rappresenta un’eccezione: lungo 41.5 piedi e di peso 21.5 tonnellate.
Purtroppo, questa specie è a rischio di estinzione, minacciata soprattutto dalla pesca mirata.
Caratteristiche
Lo squalo balena vive solitamente in mare aperto, raramente si avvicina alla costa.
Possiede un corpo tipico da squalo, la pelle ha uno spessore di 14 centimetri, la bocca è molto ampia e dotata di 310 file di denti. Nonostante la sua grandezza, è un pesce abbastanza innocuo. Si nutre di pesci di piccole dimensioni come sardine, sgombri, gamberetti, calamari. Può vivere in media 60-100 anni.
Vediamo quali sono gli altri pesci più lunghi del mare.
Qual è il secondo e terzo pesce più lungo del mondo?
Ecco gli altri due giganti sul podio:
- Al secondo posto tra le specie marine più grandi si trova lo squalo elefante o Cetorhinus maximus, chiamato anche squalo pellegrino, la cui lunghezza varia da 10 a 12 metri, tra 20 e 26 piedi, con un peso di circa 19 mila chili. Vive nella maggior parte degli oceani del mondo e si nutre anch’esso di zooplancton e piccoli invertebrati. Non è pericoloso per l’uomo. Ha un naso allungato, da qui il nome, e fessure branchiali che coprono buona parte della testa. Come il primo classificato, anche questo pesce è a rischio di estinzione.
- Grande squalo bianco (Carcharodon carcharia). Medaglia di bronzo con i suoi 5-7 metri di lunghezza. Arriva a pesare oltre i mille chili ma può raggiungere anche i 3 mila. È un pesce cartilageneo, predatore, con una corporatura massiccia e denti grandi e aguzzi. Si chiama così perché la parte inferiore del corpo è bianca. Ha un ottimo udito e un olfatto molto sensibile. Delle scaglie appuntite ricoprono la sua pelle permettendo all’animale di muoversi velocemente nell’acqua.
19 Gen 2023 | In evidenza, Magazine
Parlare di “forza del mare” è abbastanza comune (avrete sicuramente sentito dire, ad esempio, “mare forza 6”), eppure questa terminologia è tecnicamente scorretta. Il mare non ha infatti alcuna forza, quanto piuttosto uno stato, indotto dalla forza del vento.
La domanda “come si misura la forza del mare” dovrebbe dunque essere riformulata in “Come si misura lo stato del mare?” E la risposta è “con la scala Douglas!”. O, ancora, potrebbe essere riformulata in “Come si misura la forza del vento?” E in questo caso la risposta sarebbe “Con la scala Beaufort!”. Insomma, chiedere come si misura la forza del mare crea un po’ di incomprensioni, poiché la domanda potrebbe riferirsi a due tipi di misurazione e di scale differenti.
Vediamo allora di conoscere queste due scale e scoprire come si misura lo stato del mare e la forza del vento.
La scala Douglas e lo stato del mare
La scala Douglas è utilizzata, come abbiamo detto, per determinare quale sia lo stato del mare. Tale stato è calcolato in base all’altezza media delle onde, chiamata altezza significativa. Questa scala non è l’unica esistente per calcolare lo stato del mare, ma è sicuramente quella più diffusa e conosciuta.
La scala Douglas è una scala articolata in 10 gradi standardizzati che descrivono quale sia, in riferimento al moto ondoso, lo stato del mare, dove 0 significa “mare calmo” (ovvero la cui altezza delle onde è pari a 0m) e 9 “mare tempestoso”, dove l’altezza delle onde supera i 14 metri.
Ecco la suddivisione dei 10 gradi della scala Douglas:
- Grado 0: mare calmo; altezza onde: 0 m
- Grado 1: mare quasi calmo; altezza onde: < 0,10 m
- Grado 2: poco mosso; altezza onde: 0,10 – 0,50 m
- Grado 3: mosso; altezza onde: 0,50 – 1,25 m
- Grado 4: molto mosso; altezza onde: 1,25 – 2, 50 m
- Grado 5: agitato; altezza onde: 2,50 – 4 m
- Grado 6: molto agitato; altezza onde: 4 – 6 m
- Grado 7: grosso; altezza onde: 6 – 9 m
- Grado 8: molto grosso; altezza onde: 9 – 14 m
- Grado 9: tempestoso; altezza onde >14 m.
L’altezza delle onde viene calcolata in mare aperto utilizzando apposite boe dette “ondimetriche”. È dunque probabile che vicino alla costa il mare sia più calmo (ovvero con onde più contenute) rispetto ai gradi segnalati utilizzando la scala Douglas.
Questa scala si riferisce a quello che viene chiamato “mare vivo” (Wind Sea), ovvero fa riferimento al moto ondoso provocato direttamente dalla forza del vento presente in quella determinata zona.
Esiste però anche un altro metodo di misurazione dello stato del mare che fa invece riferimento al cosiddetto “mare morto” (Swell). Questa seconda misurazione descrive il moto ondoso residuo, provocato precedentemente da un vento forte che però ha smesso di soffiare oppure provocato dalla forza del vento presente in altre zone.
La scala Beaufort e la forza del vento
Concludiamo questo articolo con la scala Beaufort, utilizzata per calcolare la forza del vento.
Questa scala può fornire solo un dato indicativo, in quanto si basa sull’osservazione empirica. La scala Beaufort, adottata nel 1949 a livello internazionale, mette in relazione la forza del vento con lo stato del mare: osservando lo stato del mare o altri effetti sull’ambiente viene stimata, con buona approssimazione, la velocità del vento.
Inizialmente la scala era composta di 12 gradi (dal grado più basso denominato “Calma” al grado più alto, “Uragano”). In seguito, i gradi diventarono 17, per poter avere maggiore precisione descrittiva dei diversi tipi di uragano.
Così come per la scala Douglas, anche in questo caso le misurazioni fanno riferimento all’alto mare e non alle zone costiere (dove gli effetti della forza del vento sono meno evidenti).
La scala Beaufort non può essere utilizzata per stimare lo stato del mare.
17 Gen 2023 | In evidenza, Magazine
Gnocchi e cozze sono un abbinamento perfetto per portare in tavola un primo piatto sfizioso, diverso dal solito e che vi permetterà di fare un’ottima figura con i vostri ospiti.
Potete preparare gli gnocchi in casa, sicuramente più buoni e sani, oppure acquistare quelli già pronti se non avete molto tempo a disposizione. Nel primo caso, ricordate di non lavorarli troppo altrimenti diventeranno duri durante la cottura. Una volta cotti sono pronti per essere scolati e conditi con i pomodorini o un sughetto semplice di polpa di pomodoro. È possibile unire anche una bustina di zafferano al condimento per renderlo ancora più saporito!
La ricetta degli gnocchi e cozze è tipica dell’area mediterranea, gustosa, raffinata e di facile esecuzione.
Vediamo gli ingredienti e i passaggi per preparare questo squisito primo piatto.
Ingredienti per 4 persone
Per la buona riuscita della ricetta è indispensabile utilizzare delle cozze fresche e di qualità come quelle Nieddittas, che garantiscono il gusto inconfondibile del nostro mare e la massima sicurezza. Dopo averle fatte aprire in padella, dovrete privarle del loro guscio. Elenchiamo cosa vi occorre per preparare gli gnocchi e cozze:
- Gnocchi 1 kg
- Cozze Nieddittas 1 kg
- Pomodorini 6
- Prezzemolo fresco 1 ciuffo
- Aglio 1 spicchio
- Pinoli 50 grammi (facoltativo)
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale q.b.
Come preparare gli gnocchi con le cozze
In una pentola fate scaldare un po’ d’olio e lasciatevi insaporire uno spicchio d’aglio che poi andrà eliminato. Aggiungete del prezzemolo e le cozze. Coprite con il coperchio e quando le valve si saranno aperte, togliete dal fuoco, filtrate l’acqua di cottura delle cozze e tenete da parte. Lasciate intiepidire e sgusciate le cozze.
Prendete altre due padelle: in una mettete i pinoli e li fate tostare, nell’altra mettete un filo d’olio e fate rosolare uno spicchio d’aglio schiacciato. Poi aggiungete i pomodorini tagliati e fate cuocere a fuoco vivace. In alternativa utilizzate la polpa di pomodoro.
A questo punto versate il liquido di cottura delle cozze tenuto precedentemente da parte. Dopo qualche minuto, aggiungete le cozze sgusciate. Se volete potete unire la bustina di zafferano sciolta in un po’ di acqua tiepida.
Nel frattempo, mettete a bollire una pentola con abbondante acqua salata e cuocete gli gnocchi di patate. Quando vengono a galla sono pronti e potete scolarli con la schiumarola. Buttateli nella padella con il condimento, insieme al prezzemolo tritato fine e amalgamate per bene delicatamente. Aggiungete i pinoli tostati e se vi piace una macinata di pepe nero.
Servite subito gli gnocchi e cozze nei singoli piatti.