17 Ott 2024 | In evidenza, Magazine
Avete sicuramente sentito parlare della Grande Barriera Corallina, un ecosistema straordinario e affascinante situato in Australia. Ma sapete esattamente che cos’è la barriera corallina e perché è importante per il nostro Pianeta?
Spieghiamo come queste strutture marine influenzano la vita di milioni di specie e da cosa sono minacciate.
Che cos’è la barriera corallina: dove si trova e come si forma
La barriera corallina è tra gli ecosistemi più ricchi di flora e fauna: ospita infatti ben il 25% delle specie marine conosciute, una biodiversità che non ha eguali nel mondo marino e che la rende una risorsa fondamentale non solo per gli organismi che la popolano, ma anche per l’essere umano.
La barriera corallina si trova in mari caldi e poco profondi, principalmente tra i Tropici del Cancro e del Capricorno, e si forma dal deposito degli scheletri dei coralli, colonie di migliaia di muscoli organismi invertebrati chiamati polipi (simili agli anemoni marini). Grazie alla fotosintesi, questi organismi costituiscono una sottospecie di scheletro di carbonato di calcio che ha sia una funzione di sostegno che di difesa. Nel tempo, gli scheletri iniziano ad assemblarsi fino a creare, assieme ad alghe coralline e ad altri animali, delle vere e proprie barriere.
A seconda di quanto distano dalla costa, queste strutture assumono due differenti denominazioni:
- scogliera corallina, se situate vicino alla costa.
- barriera corallina, se distanti dalla costa e precedute da una laguna poco profonda.
Possono essere definite “le foreste degli oceani”, uno scenario mozzafiato per gli occhi umani per via dei vivaci colori, della suggestiva forma, della sua perfezione e delle specie che ospita. Vediamo perché la barriera è essenziale per la salute del pianeta.
L’importanza della barriera corallina
Essendo l’habitat di migliaia di specie marine, le barriere coralline rappresentano una risorsa enorme sia per le forme di vita animale che per l’uomo. Ecco a cosa servono:
- Ospitano una ricca varietà di forme di vita animale e vegetale (forniscono riparo a pesci, crostacei e tanti altri esseri viventi).
- Proteggono le coste dall’erosione, dalle tempeste oceaniche e riducono l’energia cinetica delle onde, limitando gli effetti degli tsunami.
- Attraggono milioni di turisti ogni anno, sono infatti un’importante fonte di cibo e di reddito grazie alla pesca e al turismo.
- Proteggono le foreste di mangrovie e le praterie di alghe che servono agli animali marini delle zone tropicali per la loro sussistenza.
Purtroppo, però, come molti altri ecosistemi del Pianeta, anche le barriere coralline sono minacciate dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e dalla pesca intensiva.
Qual è il più grande e famoso sistema corallino del mondo?
La Grande Barriera Corallina (in inglese Great Barrier Reef) è la più grande estensione di corallo al mondo. Con una lunghezza di oltre 2.300 chilometri, è stata inclusa come Patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1981. Si trova al largo della costa del Queensland, in Australia e ospita oltre 6 mila specie di pesci. È una delle meraviglie naturali del mondo ed è una meta imprescindibile per gli amanti della natura e della biodiversità marina, non a caso è una delle più grandi attrazioni turistiche dell’Australia.
Alcune specie che vivono nella Grande Barriera Corallina sono:
Altre importanti barriere coralline
Altri sistemi corallini di grandi dimensioni sono quello mesoamericano – che si estende per 1000 chilometri dalla punta dello Yucatan (Messico) alla baia dell’Honduras; la barriera corallina dell’Egitto, che si trova al largo delle coste dell’Arabia Saudita e di Israele, definita anche come barriera corallina del Mar Rosso, ospita 120 specie endemiche.
Altre barriere si estendono al largo delle coste dei Caraibi, delle Filippine e delle Maldive.
Cambiamenti climatici: un pericolo per le barriere coralline
A causa del riscaldamento globale da cui deriva l’aumento della temperatura degli oceani, è probabile che in un futuro non troppo lontano le barriere coralline spariscano. Negli ultimi decenni si sta sempre più spesso verificando il fenomeno dello sbiancamento dei coralli (bleaching), Quando l’acqua diventa troppo calda, i coralli espellono le alghe che forniscono loro nutrimento e colore, diventando bianchi e, spesso, morendo.
Oltre al riscaldamento degli oceani, l’acidificazione delle acque marine causata dall’eccesso di Co2 sta indebolendo la struttura dei coralli, rendendoli più vulnerabili. Ma l’impatto dei cambiamenti climatici si riscontra anche negli eventi meteorologici estremi come gli uragani che sono sempre più frequenti con la conseguente distruzione di intere sezioni di barriere coralline.
È attribuibile alle attività umane forse anche la diffusione di predatori dei coralli, come la stella marina corona di spine.
L’inquinamento, il turismo non sostenibile e l’overfishing contribuiscono ulteriormente al degrado di questi ecosistemi vitali.
Cosa fare per salvaguardare le barriere coralline
Ora che sapete che cos’è la barriera corallina e la sua importanza, ci soffermiamo su come preservare questi fragili ecosistemi così come anche i mari e gli oceani. È essenziale adottare una serie di strategie mirate a mitigare le minacce attuali e prevenire future degradazioni:
- Ridurre le emissioni di gas serra a livello globale.
- Promuovere il turismo sostenibile.
- Migliorare la gestione dei rifiuti, utilizzare meno plastica e sostanze chimiche agricole.
- Proteggere le aree marine protette.
- Investire nella ricerca scientifica per comprendere meglio i meccanismi di degrado dei coralli e sviluppare nuove strategie di conservazione e tecniche di ripristino che permettono di rigenerare le barriere coralline danneggiate.
- Sensibilizzare il pubblico sull’importanza delle barriere coralline e sulle sfide che devono affrontare. Possono essere utili anche dei programmi educativi nelle scuole per promuovere comportamenti sostenibili e una maggiore responsabilità ambientale.
La tutela delle barriere coralline passa anche attraverso l’azione di aziende come Nieddittas, che lavorano per preservare la qualità delle acque attraverso pratiche sostenibili nel settore dell’acquacoltura. Il nostro stabilimento di produzione principale si trova ad Arborea, in località Corru Mannu, proprio davanti alle acque del Golfo di Oristano. Lo stabilimento si trova in una zona umida protetta e l’intero compendio di pesca è stato affidato alla nostra azienda che è responsabile della sua tutela e salvaguardia.
15 Ott 2024 | In evidenza, Magazine
Fin dalla tenera età desideravate diventare biologi marini? Si tratta del sogno di molti appassionati del mare e della vita sottomarina. Un affascinante carriera che permette di studiare ecosistemi acquatici, dalle barriere coralline ai mari profondi, garantendo un ambiente marino protetto per tutte le specie.
Scopriamo insieme in questo approfondimento come diventare biologo marino!
Cosa fa un biologo marino?
Il biologo marino è un esperto che si occupa di studiare tutti gli organismi marini e il loro ambiente.
Ma quali sono le attività principali che svolge durante il lavoro?
- ricerca scientifica: conduce sul campo e in laboratorio ricerche per comprendere il comportamento, la fisiologia e l’ecologia delle specie marine.
- studia l’impatto dell’inquinamento e del cambiamento climatico sugli ecosistemi marini: questo lavoro è molto importante per la conservazione e la gestione sostenibile delle risorse;
- partecipa a progetti di conservazione della biodiversità marina: i biologi marini sono spesso coinvolti in progetti di conservazione, lavorando con ONG ed enti governativi per proteggere specie in pericolo e ripristinare habitat degradati;
- educazione e sostenibilità: molti biologi lavorano nel settore educativo, collaborando con scuole, acquari e musei per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della conservazione degli oceani e della biodiversità marina.
Il percorso per diventare biologo marino
Il primo passo da compiere è quello di ottenere una formazione accademica adeguata.
Ecco di seguito gli step principali.
Laurea Triennale in Scienze Biologiche o Scienze naturali
Conseguire una laurea in discipline affini è fondamentale. Durante il percorso di studi si acquisiscono conoscenze fondamentali in ecologia, zoologia, botanica, chimica e fisica, necessarie per comprendere gli ecosistemi marini.
Laurea Magistrale in Biologia Marina
Una volta completati i tre anni, è consigliabile proseguire con un corso di Laurea Magistrale in Biologia Marina o, in alternativa, in Scienze del mare o in programmi di Gestione della Biodiversità. Questi permettono di avere una preparazione specifica e approfondita.
Esperienza pratica e stage
Oltre alla teoria, è fondamentale fare pratica sul posto. Partecipare a stage o tirocini presso enti di ricerca, acquari o istituti di conservazione e monitoraggio ambientale offre un’opportunità preziosa per apprendere tecniche di campionamento e non solo.
Dottorato di ricerca
Per coloro che vogliono proseguire all’interno del settore universitario e di ricerca è possibile conseguire un Dottorato di Ricerca in Biologia marina o in discipline correlate. Così facendo è possibile condurre ricerche originali su argomenti specifici, contribuendo così al progresso della conoscenza scientifica.
Una volta completati gli studi, si aprono diverse porte. Alcuni dei principali settori in cui si può lavorare sono:
- ricerca e insegnamento;
- conservazione e gestione delle risorse marine;
- acquari, parchi marini e centri marini.
Quali competenze servono per diventare biologo marino?
Per diventare biologo marino è necessario avere delle competenze che la figura professionale richiede:
- autonomia tecnico-scientifica;
- competenze normative e sanitarie;
- competenze gestionali;
- competenze analitiche;
- competenze redazionali;
- competenze didattiche e divulgative.
Inoltre, un bravo biologo marino deve essere dotato di tutte quelle competenze trasversali generalmente richieste sul posto di lavoro: autonomia, capacità comunicative, problem solving e precisione.
Quanto guadagna un biologo marino?
Come si evince da quanto detto precedentemente, il biologo marino può scegliere tra diverse occupazioni, essendo il suo ruolo versatile e applicabile a vari ambiti diversi tra loro.
Per questo motivo non è semplice definire il guadagno, ma è possibile stimare una retribuzione media intorno ai 1.800 euro netti al mese.
Questo numero varia però a seconda dell’esperienza, una figura junior avrà una retribuzione più bassa rispetto a quella senior che può raggiungere anche i 3.500 euro netti al mese. Inoltre, bisogna tener conto del contesto nel quale si sceglie di operare.
Ora che sapete come si diventa biologi marini potete scegliere la strada più congeniale alla vostra persona e iniziare a ricamare il futuro che desiderate.
Prendersi cura del mare e delle creature che lo abitano non è solo un lavoro ma un vero e proprio atto d’amore e protezione nei confronti della nostra Terra e degli ecosistemi marini.
Noi di Nieddittas amiamo e rispettiamo il mare in cui siamo nati e che ci dà lavoro. Il tema della sostenibilità ambientale non è una semplice moda ma un sentimento profondo che ci lega alla natura a cui siamo uniti in modo molto stretto. Il rispetto per il mare e per l’ambiente ci è stato insegnato dai nostri padri, quei pescatori che, oltre 50 anni fa, si unirono per la prima volta e fecero nascere la nostra cooperativa.
11 Ott 2024 | In evidenza, Magazine
Quante volte vi è capitato di stare al mare con i bambini e non sapere come intrattenerli subito dopo i pasti, quando è meglio non entrare in acqua? Tra un gioco di carte, una partita a racchettoni e i castelli di sabbia c’è un’alternativa che diverte grandi e piccoli: gli indovinelli!
Cosa c’è di meglio che proporre degli indovinelli sul mare, per restare a tema con l’ambiente marino e tenere allenata la mente?
In questo approfondimento, vi proponiamo 5 indovinelli divertenti utilizzabili per passare il tempo in spiaggia. Partiremo dal livello facile, per arrivare a quello difficile. Vediamo se riuscite a indovinarli tutti!
Come nascono gli indovinelli?
Gli indovinelli affondano le loro radici nelle tradizioni popolari di tante culture. Da sempre sono oggetto di divertimento, educazione e stimolo per la mente. In passato si ritrovavano spesso nelle tradizioni orali e venivano tramandati di padre in figlio, divenendo parte integrante della vita di tutti i giorni.
Gli indovinelli sul mare, nello specifico, nascono dall’osservazione della natura e del paesaggio marino. Il mare, se ci riflettete, è qualcosa di veramente vasto e misterioso, proprio per questo ha sempre ispirato curiosità e stupore. Onde, animali, elementi come la sabbia e la roccia, diventano protagonisti di piccoli rompicapo, apparentemente semplici, che mettono alla prova l’ingegno di chi ascolta.
Oggi continuano a essere un passatempo popolare, non solo tra i bambini, ma anche tra gli adulti, e trovano nuova vita grazie alla rete in cui vengono condivisi sotto forma di quiz e sfide.
Ecco i cinque indovinelli, alla fine dell’approfondimento si trovano anche le soluzioni.
Livello facile: adatto ai bambini
Indovinello 1
Il profumo sa di cocco ed è bianca come il latte, tu la apri con un tocco, quando il sole forte batte! che cos’è?
Indovinello 2
Bella, fresca e chiara chiara, sempre corre e lava lava. Che cos’è?
Livello medio: per gli amanti delle sfide
Indovinello 3
Ce n’è uno per il gelo ed un altro per il sole, e lo mette, io vi svelo, colui che ripararsi vuole!
Indovinello 4
Se non ti va di fare un bagno ed avanza la pigrizia, prendi questa cosa in mano per un consiglio o una notizia. Che cos’è?
Livello difficile: per veri esperti
Indovinello 5
Dimmi ora quale animale, non ha né pinne né cervello.
Perchè gli indovinelli sono perfetti per il mare?
Gli indovinelli sono un ottimo passatempo per la spiaggia, ma soprattutto per riunire la famiglia in un momento unico e divertente. Non solo è fondamentale per allenare la mente, proprio come accade con i cruciverba, ma favorisce la collaborazione e la competizione in modo sano e stimolante. A seconda dell’età e delle abilità dei partecipanti si può scegliere tra livelli di difficoltà più semplici o complessi.
Inoltre, usare termini che riguardano lo stesso mare lo rende più coinvolgente, permettendo di creare una sintonia con l’ambiente circostante. Ancora meglio se si accostano gli indovinelli in una bella caccia al tesoro.
Oltre agli indovinelli che già conosciamo, è possibile inventare nuovi indovinelli. Basterà scegliere un tema, ad esempio la montagna, insieme a tutti gli elementi che la compongono.
Utilizzate doppi sensi o giochi di parole per confondere chi dovrà risolverli. Infine, siate cari ma non tanto da rendere l’indovinello troppo facile. A tutti piace la sfida, rendetela interessante!
Soluzioni
- Il profumo sa di cocco ed è bianca come il latte, tu la apri con un tocco, quando il sole forte batte! che cos’è? Soluzione: la crema solare.
- Bella, fresca e chiara chiara, sempre corre e lava lava. Che cos’è? Soluzione: l’acqua del mare.
- Ce n’è uno per il gelo ed un altro per il sole, e lo mette, io vi svelo, colui che ripararsi vuole! Che cos’è? Soluzione: l’ombrello.
- Se non ti va di fare un bagno ed avanza la pigrizia, prendi questa cosa in mano per un consiglio o una notizia. Che cos’è? Soluzione: il giornale.
- Dimmi ora quale animale, non ha né pinne né cervello. Che cos’è? Soluzione: La medusa.
Gli indovinelli, con la loro storia e origine continuano a essere affascinanti e divertenti al contempo. Che siate in spiaggia, a casa o in montagna, sono sempre la scelta perfetta per passare il tempo in modo piacevole e intelligente.
Vi siete divertiti a risolvere questi indovinelli a tema mare?
8 Ott 2024 | In evidenza, Magazine
Le linguine con le cozze sono uno di quei piatti semplici e veloci ma raffinati, appartenenti alla tradizione gastronomica italiana.
Le linguine, una pasta lunga simile agli spaghetti ma leggermente schiacciata, si abbinano perfettamente al sapore ricco e salino delle cozze, molluschi dalla carne morbida, saporita e a basso contenuto di grassi.
Questo primo piatto di mare si può preparare sia in bianco che in rosso con l’aggiunta di qualche pomodorino. Vediamo cosa serve e come preparare entrambe le versioni.
Ingredienti
Sia che decidiate di preparare la versione in bianco che quella con pomodorini, la qualità degli ingredienti è fondamentale per esaltare il gusto di questo piatto. Scegliete le cozze Nieddittas, uno dei prodotti più appetitosi che il mare della Sardegna offre ai buongustai e agli appassionati, saranno in grado di rendere gustosa e saporita questa ricetta!
Ecco le dosi per 4 persone:
- 320 g di linguine
- 1 kg di cozze fresche Nieddittas
- 6 pomodori datterini (per la versione in rosso)
- 1 spicchio d’aglio
- 100 ml di vino bianco secco
- Olio extravergine di olivab.
- Prezzemolo fresco tritato
- 1 peperoncino (facoltativo)
- Sale e pepe nero q.b.
Come preparare le linguine con le cozze e pomodorini
“Sbissate” le cozze, cioè eliminate il filamento che fuoriesce dal guscio e fatele aprire rosolandole in una padella con uno spicchio d’aglio e un po’ di olio extravergine d’oliva. Saranno sufficienti pochi minuti. Eliminate le eventuali cozze che non si sono aperte, poi sfumate con un bicchiere di vino bianco e fate evaporare. Dopo averle fatte raffreddare, togliete i molluschi dai gusci, filtrate il liquido e rimettete le cozze in padella.
Unite i pomodorini lavati e tagliati a metà (in alternativa potete utilizzare i pomodori pelati) e il prezzemolo tritato. I pomodori conferiranno una nota di colore e freschezza al piatto. Aggiungete il liquido di cottura filtrato e se gradite un peperoncino fresco.
Intanto, cuocete le linguine in una pentola con abbondante acqua bollente e salata. Scolatele al dente direttamente nella padella. Amalgamante bene con il condimento e completate con del prezzemolo tritato e una macinata di pepe nero.
Servite subito le linguine con le cozze nei piatti da portata e godetevi questo primo piatto che vi conquisterà al primo assaggio!
Come preparare le linguine con le cozze in bianco
Per fare le linguine con le cozze in bianco dovete seguire tutti i passaggi elencati sopra, vi basta omettere l’aggiunta dei pomodorini in cottura.
Una variante ancora più ricca vede l’aggiunta delle vongole. Al posto delle linguine è possibile optare per gli spaghetti, più sottili e tradizionali.
Divertitevi a personalizzare la vostra ricetta in base ai vostri gusti, ogni piccola aggiunta può trasformare il piatto in un’esperienza unica! E se amate i piatti semplici e veloci non perdete altre ricette di mare come: Cacio, pepe e cozze, Spaghetti con cozze e gamberi.
Infine, non solo per sfumare, potete usare il vino bianco anche per accompagnare questo piatto, esalterà il sapore del mare e gli aromi mediterranei.
2 Ott 2024 | In evidenza, Magazine
Affondare i piedi nella sabbia calda d’estate è proprio una bella sensazione, familiare a tutti. Un po’ meno familiare è, invece, il numero di granelli di sabbia presenti nel mondo.
Ci avevate mai riflettuto? La sabbia è ovunque nella Terra, dalle coste ai deserti, fino ai fondali marini. Gli scienziati hanno cercato di stimare un numero di granelli di sabbia sulla Terra, prendendo in considerazione vari fattori.
Che aspettate? Scopriamo insieme quanti granelli di sabbia ci sono nel mondo!
Da cos’è composta la sabbia?
La sabbia, rifugio di tante creature marine e costiere, è composta in maggioranza da silice, prevalentemente sotto forma di quarzo, ma le sue dimensioni possono variare. Esistono granelli da 0,05 millimetri di diametro e alcuni da 2 millimetri di diametro. La grandezza può interferire sulle stime che andremo a calcolare.
Ad esempio, nelle spiagge tropicali la sabbia può avere una composizione diversa dai deserti. Nel primo caso, i granelli sono costituiti da frammenti di conchiglie e corallo, nel secondo caso, invece, da frammenti di rocce erose dal vento.
Tenete a mente questi particolari perché ci aiuteranno a comprendere il numero di granelli di sabbia nel mondo.
Quanti granelli di sabbia ci sono in una spiaggia?
Partiamo per gradi.
Per capire quanti granelli di sabbia ci sono in una sola spiaggia è necessario tenere conto della superficie, della profondità dello strato di sabbia e della dimensione media dei granelli. Immaginate una spiaggia di 1 chilometro, larga 100 metri e con una profondità media di sabbia di 1 metro. Se un granello ha un diametro di 0,5 millimetri, significa che un singolo metro cubo di sabbia contiene ben 8 miliardi di granelli.
Quanti granelli di sabbia ci sono nel Sahara?
Il deserto del Sahara è il più grande deserto caldo del mondo e copre un’area di circa 9,2 milioni di chilometri quadrati. Tuttavia, non tutto il deserto è composto da sabbia, bisogna tenere presente che alcune aree sono rocciose o composte da altipiani. Le dune di sabbia occupano un’ampia porzione del deserto, per cui per calcolare i numeri di granelli presenti in quest’area bisogna fare un’approssimazione basata sulla superficie coperta delle dune che ricoprono il 20% della superficie del Sahara. Da questo dato si può stimare che in 1,84 milioni di chilometri quadrati di dune ci siano trilioni di trilioni di granelli di sabbia.
Quanti granelli di sabbia ci sono nel mondo
E arriviamo al quesito principale, quanti granelli di sabbia ci sono nel mondo?
In questo caso, è importante considerare non solo le spiagge e i deserti ma anche i fondali marini e altre aree in cui è presente la sabbia.
Gli scienziati hanno ipotizzato che il numero di granelli di sabbia presenti nel mondo sia di 7,5 trilioni di trilioni. Un numero ottenuto considerando le aree sabbiose del pianeta, la profondità della sabbia e la dimensione media dei granelli. Si tratta di una stima imprecisa ma che dà l’idea dell’abbondanza di sabbia nel nostro pianeta.
Anche se non possiamo contare uno a uno tutti i granelli di sabbia presenti nel mondo, possiamo dire con certezza che il numero è incalcolabile.
La prossima volta che sarete in spiaggia potrete riflettere su quanto sia straordinaria la natura e come anche i piccoli dettagli possono fare la differenza ed essere parte di un quadro molto più grande.
30 Set 2024 | In evidenza, Magazine
Se siete alla ricerca di un angolo di paradiso incontaminato e siete amanti della natura, la spiaggia di Scivu, in Sardegna, è la vostra destinazione ideale. Si tratta del naturale prolungamento di Piscinas, nella Costa Verde, nella regione dell’Iglesiente.
Scopriamo tutto quello che c’è da sapere su questa perla nascosta del Mediterraneo.
Perché si chiama così?
Il nome “Scivu” è associato allo scivolo naturale della duna che attraversando la spiaggia conduce al mare. La spiaggia e il complesso delle dune di questa località rientrano, per il loro valore ambientale, nel Sito di Importanza Comunitaria da Piscinas a Riu Scivu, un’area di 600 ettari in cui è possibile avvistare il cervo sardo, e sono anche parte di un’importante Oasi WWF che rientra nel Parco geominerario della Sardegna. L’oasi comprende una sugherata di 150 ettari abitata da poiane, falchi pellegrini e gheppi.
Vediamo ora dove si trova e le peculiarità della spiaggia di Scivu, uno dei tratti più incantevoli della Costa Verde.
Dove si trova la spiaggia di Scivu e come raggiungerla?
Questa spiaggia è situata nel comune di Arbus, nella costa occidentale, in provincia del Sud Sardegna. È lontana da centri abitati, immersa nella natura incontaminata e raggiungerla non è semplicissimo, bisogna armarsi di un po’ di spirito d’avventura ma questo la rende ancor di più una meta affascinante. Inoltre, la bellezza del paesaggio e la tranquillità che vi aspetta ripagheranno tutti gli sforzi, vi sembrerà di essere in un’oasi desertica!
A Scivu ci si arriva sia da Arbus che da Fluminimaggiore lasciando la SS 126, seguendo le indicazioni per la Colonia Penale di Is Arenas. Attraversate le miniere di Gennamari, dopo qualche chilometro girate a sinistra e proseguite verso sud fino a quando scorgerete il mare all’orizzonte.
Dall’area di sosta dovrete percorrere una passerella panoramica per raggiungere il litorale, attraversando dune e vegetazione.
Il promontorio di Capo Pecora chiude a sud la lunga distesa di sabbia di questo gioiello nascosto. A nord troviamo le dune di Piscinas, di cui rappresenta la naturale prosecuzione. Scivu e Piscinas sono i tratti più belli della Costa Verde. Da Capo Pecora è possibile raggiungere Scivu tramite un trekking lungo 12 chilometri tra sentieri a picco sul mare. Un’esperienza che arricchisce la vista!
Caratteristiche della spiaggia
La spiaggia di Scivu si estende per 3 chilometri ed è caratterizzata da sabbia dorata e fine, detta “parlante” per via dell’eco che si produce sotto i passi dei visitatori.
Le acque cristalline e limpide hanno sfumature che variano dal verde smeraldo al blu intenso, mentre il fondale è sabbioso vicino alla riva e più variegato al largo, perfetto per nuotare e fare snorkeling, vista la ricchezza di pesci, come spigole, orate, mormore e ricciole, e le piccole insenature da esplorare.
Quando soffia il vento, Scivu è ideale per gli appassionati di surf, windsurf e kitesurf. Si raccomanda però di prestare attenzione durante la balneazione perché in questa zona il mare raramente è calmo, specie se è presente il Maestrale.
Alle spalle della spiaggia, le dune di sabbia sono circondate dalla macchia mediterranea tra cui ginepri, lentischi, gigli di mare e ginestre. È un bell’esempio di conservazione ambientale.
Essendo una spiaggia poco affollata anche in alta stagione, vi troverete immersi in un ambiente naturale unico, dove il tempo sembra essersi fermato.
Servizi
Nonostante sia selvaggia, la spiaggia offre un parcheggio a pagamento nei pressi dell’accesso principale, attrezzato per camper, un punto di ristoro attivo durante i mesi estivi e la possibilità di noleggiare attrezzature per il comfort sulla sabbia o in acqua. Diverse opzioni per accontentare le varie esigenze dei visitatori. Dal parcheggio si accede in spiaggia percorrendo una passerella in legno che permette di attraversare le dune senza danneggiarle.
Non occorre prenotare per accedere, è di libero accesso.
Quando visitarla?
Il periodo migliore per visitare Scivu è da maggio a settembre-ottobre, ma è suggestiva tutto l’anno, in particolare si consiglia di andarci durante l’ora del tramonto. Nei mesi di luglio e agosto potrebbe esserci maggiore affluenza, ma rimane comunque una spiaggia tranquilla rispetto ad altre località più turistiche della Sardegna.
La spiaggia di Scivu è la destinazione giusta per chi ama la natura incontaminata, le spiagge spaziose, il mare cristallino e per chi desidera rigenerarsi lontano dal caos quotidiano. È anche ideale per gli amanti degli sport acquatici e delle passeggiate.
Nei dintorni ci sono altre meraviglie da scoprire, come il villaggio minerario di Ingurtosu, oggi villaggio diroccato e deserto, testimone della storia mineraria sarda, Torre dei Corsari e Marina di Arbus.
Andate alla scoperta di una Sardegna meno conosciuta, ma affascinante e autentica.