Quali sono i mari della Sardegna?

Quali sono i mari della Sardegna?

La Sardegna è per estensione la seconda isola del Mediterraneo. Una terra che per la sua storia, i suoi 1800 chilometri circa di coste, la bellezza e trasparenza del suo mare è una delle mete più ambite e preferite dai turisti.

Vediamo quali sono i mari della Sardegna e qualche informazione utile per chi desidera conoscere meglio quest’isola meravigliosa.

Sardegna: isola al centro del mar Mediterraneo

Iniziamo con un po’ di geografia e parliamo di quali sono i mari della Sardegna. L’isola è immersa nel mar Mediterraneo, dista 188 chilometri dalle coste della penisola italiana, dalla quale è separata dal mar Tirreno, mentre il Canale di Sardegna la divide dalle coste tunisine del continente africano che si trovano 178 km più a sud. A nord è separata dalla Corsica dalle Bocche di Bonifacio, il mar di Sardegna, a ovest, la separa dalla penisola iberica e dalle isole Baleari.

  • Il mar Tirreno è il più vasto dei bacini del Mediterraneo. Bagna la costa orientale della Corsica e della Sardegna, quella occidentale dell’Italia e la costa settentrionale della Sicilia. Raggiunge profondità fino a -3.800 metri, e sui suoi fondali si trovano numerosi vulcani attivi.
  • Il mar di Sardegna bagna le coste occidentali della Sardegna e della Corsica estendendosi fino alle isole Baleari al largo della Spagna. Si tratta di un mare molto profondo, raggiunge infatti la profondità massima di oltre 3000 metri a circa 150 km a nord est dell’isola di Minorca. I golfi principali che vi si affacciano sono quelli di Alghero e Oristano e le omonime città, che sono i maggiori centri di tutta la porzione di costa. Proprio sul Golfo di Oristano si trova la nostra filiera di eccellenza Nieddittas. Con il nostro servizio a domicilio potete ricevere direttamente a casa il pesce fresco del mare della Sardegna. Vi basta ordinare via Whatsapp scegliendo dal pescato del giorno!

Le principali isole presenti nel mar di Sardegna sono l’Isola di San Pietro e l’Isola di Sant’Antioco.

E adesso un po’ di storia: il mare di Sardegna in passato è stato attraversato da numerose civiltà e popoli, quali nuragici, fenici, cartaginesi, romani, saraceni, aragonesi, spagnoli e liguri. Lo testimonia anche la presenza di 2 importanti varietà linguistiche della Sardegna: il Catalano algherese ad Alghero, il Tabarchino a Carloforte e Calasetta. Altra importante testimonianza è la zona archeologica di Tharros, nel comune di Cabras.

Un mare unico al mondo

Per la sua posizione geografica, l’isola è una delle destinazioni preferite dagli appassionati degli sport nautici e da chi ama trascorrere le proprie vacanze al mare.

Da questo mare sono venuti i tanti invasori che hanno, nel corso della storia millenaria dell’isola sarda, saccheggiato e colonizzato questa terra. I più importanti villaggi costruiti lungo la costa sono nati nel periodo delle dominazioni romane e, prima ancora, di quella fenicio-punica, come Karalis (l’attuale città di Cagliari), Nora, Tharros, Olbia e Turris Libissonis ossia Porto Torres nel nord dell’isola.

Dal mare della Sardegna, tra i più belli e trasparenti che esistano, si possono ammirare le lunghe spiagge di rena finissima, le rocce di natura trachitica oppure falesie calcaree, graniti e scure masse di schisti.

Navigando, magari a bordo di una barca a vela, oltre a rimanere affascinati dalle bellezze naturali, potrete anche sentire gli inconfondibili profumi della macchia mediterranea, che caratterizza quasi tutto il paesaggio sardo. Mirto, corbezzolo, rosmarino e ginepro selvatico, profumi che ti invitano a fare un’escursione verso l’interno, per visitare i nuraghi, come ad esempio quello di Barumini, “Su Nuraxi”, tra i più grandi villaggi nuragici dell’isola, scoprire centri medioevali e immergersi nella cultura del posto. La Sardegna, infatti, oltre al bellissimo mare, è una terra tutta scoprire!

Le spiagge più belle

È difficile fare una classifica, ogni spiaggia ha le sue particolarità. Vi citiamo alcune tra le spiagge da visitare assolutamente durante la vostra vacanza in Sardegna:

  • Il faro di Capo Testa, la punta più a nord della Sardegna, un luogo unico nei pressi di Santa Teresa di Gallura. Vicino c’è la spiaggia di Cala Spinosa.
  • L’Arcipelago della Maddalena, formato da 23 isole grandi e piccole e spiagge da sogno ideali per lo snorkeling. Da vedere l’Isola di Caprera e Spiaggia Rosa (Budelli) a La Maddalena.
  • Porto Torres, dove potrete ammirare i resti d’epoca romana tra cui il ponte e le terme Maetzke.
  • L’Asinara, dove oltre a godersi il mare, si può passare una giornata all’insegna dello sport, tra cui trekking e snorkeling. Nelle vicinanze la spiaggia La Pelosa.
  • A sud-est, citiamo Villasimius, Costa Rei, Ogliastra; sud ovest Pula e le sue rovine, Chia, Costa Verde.
Ricetta sugo ai frutti di mare

Ricetta sugo ai frutti di mare

Il sugo ai frutti di mare è ottimo per condire spaghetti o altri tipi di pasta e risotti. In questo articolo vediamo tutti i passaggi per fare un sugo ai frutti delizioso e fragrante, da usare come condimento per gli spaghetti allo scoglio.

Cosa occorre per fare il sugo ai frutti di mare

Per questa ricetta abbiamo usato le cozze e le vongole Nieddittas, i gamberetti, i pomodorini e il passato di pomodoro. Potete aggiungere se preferite del pesce fresco a polpa bianca, i cannolicchi e le capesante. L’importante è scegliere una materia prima di qualità. Noi lavoriamo con grande attenzione su questo e sulla sicurezza alimentare dei nostri prodotti. Potete anche ricevere il nostro pesce fresco direttamente a casa vostra! Attenzione anche ai tempi di cottura: i frutti di mare non devono cuocere troppo, devono rimare sodi e croccanti.

Elenchiamo ora tutti gli ingredienti per fare il sugo:

  • 300 g di vongole Nieddittas
  • 300 g di cozze Nieddittas
  • 300 g di gamberetti sgusciati
  • pomodorini
  • 500 g di passato di pomodoro
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 spicchi d’aglio
  • olio extra vergine d’oliva
  • prezzemolo fresco
  • sale e pepe q.b.
  • peperoncino (facoltativo)

Procedimento

Per ottenere un sugo vellutato e denso seguite questi semplici passaggi.

Strofinate sotto il getto d’acqua le vongole, eliminate gli eventuali gusci rotti e sgusciate a crudo i gamberi. Eliminate il bisso dalle cozze. Mettete in una casseruola i molluschi con del vino bianco e scaldate per farli aprire. Tenete da parte il liquido di cottura e filtrare.

Versate in una padella dell’olio extravergine d’oliva e gli spicchi d’aglio (poi levateli una volta dorati). Aggiungete i gamberi e fateli rosolare a fiamma dolce per 5 minuti circa, unendo parte dell’acqua di cottura delle cozze e vongole. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare.

Tagliati i pomodorini a spicchi, dopo averli lavati, e uniteli nella padella. Unite le cozze e le vongole, precedentemente sgusciate, aggiungete la passata di pomodoro, regolate di sale e peperoncino a piacere (per arricchire di gusto e profumo). Terminate la cottura in 10 minuti circa.

Mettete il prezzemolo tritato e un pizzico di pepe macinato fresco e il sugo ai frutti di mare è pronto per fare da condimento alla vostra pasta!

Come fare gli spaghetti allo scoglio

Gli spaghetti ai frutti di mare o allo scoglio è un classico primo piatto estivo che si trova specialmente nei ristoranti delle località marinare, ma con i nostri consigli riuscirete a prepararlo bene anche a casa. È una specialità che racchiude tutti profumi del Mediterraneo. Gli spaghetti vengono risottati in padella per assorbire tutto il sapore del pesce: si possono utilizzare calamari, scampi, oltre alle cozze e le vongole. Esistono diverse varianti di questa ricetta. Da provare anche i bucatini!

Dopo aver preparato il sugo come descritto sopra, il più è fatto. Non vi resta che mettere a bollire l’acqua per la pasta, da salare a bollore, e lessare gli spaghetti al dente. Scolateli e metteteli nella padella con i frutti di mare, dove potete aggiungere gli scampi. Saltateli un minuto, versando al bisogno il liquido filtrato dei molluschi, mescolate bene per far amalgamare il tutto.

Spegnete il fuoco e servite gli spaghetti al sugo ai frutti di mare ben caldi su un piatto da portata. Potete spolverizzare sopra del prezzemolo tritato e guarnire con qualche guscio.

Ricetta paccheri ai frutti di mare

Ricetta paccheri ai frutti di mare

I paccheri ai frutti di mare sono un primo piatto sfizioso a base di pesce e pomodorini, sostanzioso e dal profumo irresistibile! Il formato di pasta di grano duro chiamata paccheri o schiaffoni si presta bene ad accogliere il condimento: un mix di frutti di mare, pomodorini, olio extravergine d’oliva e il prezzemolo.

Scopriamo la ricetta che conquisterà i vostri ospiti.

Consigli per preparare i paccheri ai frutti di mare

Per realizzare questo primo piatto nel migliore dei modi bisogna seguire qualche piccolo accorgimento. Innanzitutto, è importante la scelta della materia prima: i prodotti Nieddittas sapranno valorizzare al meglio i vostri piatti. Le cozze e le vongole provengono dalla nostra filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano, in Sardegna. Una filiera controllata che rispetta il mare e il territorio e che vi garantisce un prodotto sempre sano e sicuro, controllato con attenzione in ogni fase della lavorazione, dal mare della Sardegna fino alla vostra tavola.

Per questa ricetta vi serviranno: cozze, vongole, calamari, gamberi. C’è chi utilizza anche i fasolari, gli scampi e le telline, scegliete i frutti di mare che più vi piacciono!

Ingredienti e procedimento

  • Paccheri 500 g
  • Olio extravergine d’oliva 50 g
  • Aglio 3 spicchi
  • Calamari 500 g
  • Cozze e vongole Nieddittas 1 kg di ognuno
  • Gamberi 300 g
  • Prezzemolo
  • Pomodorini ciliegino 100 g
  • Sale fino e pepe nero q.b.
  • Vino bianco 100 g

Iniziamo dai gamberi: eliminate la testa e la coda, togliete manualmente il carapace ed estraete il filamento nero dopo aver inciso il dorso.

Prendete le cozze e le vongole, pulite i gusci, staccate il bisso che fuoriesce dalle valve ed eliminate eventualmente quelle che hanno un guscio rotto. Strofinate sotto il getto d’acqua le vongole e controllate che non abbiano residui di sabbia, picchiettandole su un tagliare. In genere le vongole Nieddittas si contraddistinguono oltre che per la freschezza anche per la quasi totale assenza di sabbia.

Ora passate ai calamari: staccate la testa, eliminate la cartilagine interna e sciacquateli sotto acqua corrente. Rimuovete la pelle e le pinne, tagliate ad anelli e tenete da parte.

In una padella antiaderente fate rosolare 2 spicchi d’aglio con un filo d’olio, poi toglieteli e versate le cozze e le vongole. Aggiungete metà del vino bianco e regolate di sale e pepe.

Mettete il coperchio e cuocete a fiamma dolce per circa 5 minuti. Durante la cottura si apriranno e rilasceranno l’acqua che dovrete conservare. Quindi sgusciate metà delle valve e conservate l’altra metà intera per decorare il piatto.

Procedete con la cottura del calamaro. In una padella fate dorare uno spicchio d’aglio con l’olio e aggiungete gli anelli di calamari. Sfumate con il vino bianco rimasto e fate cuocere per 4 minuti mescolando.

Aggiungete i pomodorini tagliati a metà, salate e pepate, aggiungendo di tanto in tanto il liquido di cottura dei molluschi, precedentemente filtrato. Continuate a cuocere a fuoco basso con coperchio. Quando i calamari saranno teneri, unite anche i gamberi.

Nel frattempo, mettete a bollire l’acqua per la pasta, poi fate cuocere i paccheri per 15 minuti.

Aggiungete al condimento anche le cozze e le vongole e fate cuocere per altri 4 minuti.

Scolate la pasta al dente e aggiungetela nella padella col condimento per completare la cottura. Versate altro liquido di cottura e, infine, cospargete di prezzemolo tritato.

I vostri paccheri ai frutti di mare sono pronti!

Quanti pesci ci sono nel mare?

Quanti pesci ci sono nel mare?

Si tratta di una domanda a cui è difficile dare una risposta precisa. Parliamo infatti di stime, ma prima di scoprire quanti pesci ci sono nel mare, trattiamo il tema delle risorse ittiche e Intelligenza Artificiale.

Un team internazionale di ricercatori ha dimostrato che la computer vision e l’intelligenza artificiale possono sconvolgere il modo in cui valutiamo l’abbondanza delle specie ittiche e le sue variazioni temporali.

Cos’è l’overfishing?

Le specie che vengono pescate possono riprodursi, come tutte le forme viventi, e vengono quindi considerate risorse rinnovabili. Dalla dimensione della popolazione (stock) dipende in parte il tasso di riproduzione. Le risorse ittiche sono un importante fonte di cibo per gli esseri umani, e non solo. La loro entità indica lo stato di salute degli oceani. Se la pesca deve essere sostenibile, il numero dei pesci catturati non deve essere superiore al numero dei pesci nuovi nati con la riproduzione, altrimenti la popolazione subirà un declino.

Secondo uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Science, un terzo delle risorse ittiche mondiali ha subito un collasso, ovvero una diminuzione fino a meno del 10% della loro abbondanza massima osservata, come confermato anche dai rapporti compilati dalla FAO sullo stato mondiale delle industrie ittiche e di acquacoltura, prendendo come riferimento i maggiori stock ittici per i quali esistono stime di abbondanza attendibili.

L’overfishing ha impoverito le popolazioni ittiche a tal punto che le attività di pesca in tutto il mondo allo stato attuale non sono più in grado di sostenersi senza l’aiuto dei governi.

Oggi grazie all’intelligenza artificiale potremo riconoscere in modo automatico le diverse specie ittiche e sapere quanti pesci ci sono nel mare.

Lo studio sulle variazioni temporali di abbondanza delle risorse ittiche

Le specie marine descritte dai tassonomisti vanno da 250.000 a 274.000. Il totale delle specie del mondo è di circa 1,8 milioni. Considerato che la maggior parte della superficie del nostro pianeta è coperta dagli oceani, è indubbio che i mari in realtà racchiudano molte più specie: 1,4-1,6 milioni di specie ittiche.

La tecnica messa a punto dallo studio coordinato dal Cnr-Imar di La Spezia (insieme a delle Università e al Csic), si basa su un insieme di processi matematici che consentono ai computer di riconoscere e contare in modo automatico soggetti fotografati nel loro ambiente naturale. Questo metodo può essere utilizzato per tracciare in maniera affidabile le variazioni temporali di abbondanza delle risorse ittiche in diverse condizioni operative.

L’efficacia dell’algoritmo nel riconoscimento degli individui è stata validata e rappresenta un nuovo strumento per difendere la biodiversità. Questa nuova tecnica può essere applicata ad una grande varietà di ambienti come le aree marine protette, le zone costiere, le aree di mare aperto, sino alle zone più profonde degli oceani.

Questa tecnologia è molto utile anche per monitorare gli impatti antropici e le rapide conseguenze del cambiamento climatico. Permette, inoltre, non solo di sapere quanti pesci ci sono in un determinato luogo e periodo, ma aumenta anche la capacità di osservazione di monitoraggio dello stato di salute dei nostri mari.

Quanti pesci ci sono nel mare Mediterraneo?

Secondo un censimento della vita marina, un progetto durato 10 anni che ha riguardato 25 aree marine diverse sparse per il mondo, il nostro Mediterraneo contiene 17 mila specie, ma è considerato il più minacciato dall’inquinamento, dall’eccessivo prelievo ittico e dalle bombe sganciate nell’Adriatico nel periodo della guerra del Kosovo. A queste minacce si aggiungono le specie invasive che tendono a rimpiazzare quelle autoctone.

Come riconoscere i venti in Sardegna

Come riconoscere i venti in Sardegna

La Sardegna essendo circondata dal mare è più soggetta ai venti. Le direzioni geografiche ci aiutano a capire i venti, che prendono un nome diverso a seconda, appunto, della direzione da cui soffiano. In Sardegna i più importanti sono il Maestrale, proveniente da Nord-Ovest, il Ponente, proveniente da Ovest e lo Scirocco, un vento caldo di Sud-Est che soffia dall’Africa sahariana. Ma approfondiamo meglio come riconoscere i venti in Sardegna.

Cos’è la rosa dei venti?

La rosa dei venti è una rappresentazione grafica nella quale vengono riportate le provenienze dei venti che soffiano in una determinata zona del mondo in un certo periodo di tempo. Per ogni punta c’è un nome diverso. L’origine di ciascun nome risale probabilmente all’epoca delle Repubbliche Marinare.

Specialmente prima dell’invenzione della bussola, è stato uno strumento fondamentale, da sempre associato alla navigazione e ancora presente sulle carte nautiche per mostrare la direzione degli otto venti.

Nel corso dei secoli il disegno e la forma sono cambiati più volte. La rosa dei venti che conosciamo oggi è una versione più moderna, ed è in grado di fornire la percentuale di tempo in cui si osservano aria calma o venti leggeri, la percentuale del tempo che il vento soffia da ogni direzione durante il periodo di osservazione e la forza. Se conosci questo strumento saprai come riconoscere i venti in Sardegna e goderti al meglio le tue vacanze!

I nomi dei venti

Ecco i nomi degli 8 venti presenti sulla rosa, in senso orario partendo dal vento da Nord.

  1. Tramontana (Nord). È un vento freddo che può essere presente sia in condizioni di cielo sereno sia nuvoloso. Prende il nome dalla locuzione latina “trans montes”, che significa vento che soffia dal cuore delle Alpi, che gli antichi romani indicavano con il Nord. Oppure, secondo un’altra ipotesi il nome si riferisce all’isola di Zante, punto di riferimento tradizionale della rosa dei venti. Tramontana in questo caso indica i monti dell’Albania e del nord della Grecia.
  2. Grecale (Nord-Est). Soffia in corrispondenza della Grecia, da qui il nome. Si tratta di uno dei venti potenzialmente più forti che soffiano sulla penisola italiana e sulla Sardegna, in particolare colpisce la parte nord-orientale dell’isola. D’inverno il Grecale è freddo e secco, mentre in estate soffia una leggera brezza lungo le coste del Tirreno e dell’Adriatico.
  3. Levante, è un vento che soffia da Est verso Ovest, fresco e umido che porta nebbia e precipitazioni. Lo si percepisce soprattutto sul Tirreno e sulla parte centro-meridionale dell’Adriatico. In Sardegna è meno frequente.
  4. Scirocco (Sud-Est) è un vento caldo che prende il suo nome dalla rotta commerciale dalla Siria all’Adriatico. È una corrente che causa ondate di caldo intenso abbinate a piogge in estate e rende spesso l’aria “sabbiosa” a causa delle polveri provenienti dal deserto. Solitamente dura almeno 3 giorni.
  5. Mezzogiorno o Ostro (Sud). Ostro deriva dal latino “auster” che significa vento australe. È un vento caldo che porta le piogge facendo salire temporaneamente il tasso di umidità e le temperature.
  6. Libeccio (Sud-Ovest). Prende il suo nome dalla rotta tra la Libia e l’imboccatura del mar Adriatico oppure potrebbe avere una derivazione araba, da “lebég” (vento portatore di pioggia). Durante la stagione estiva soffia generalmente come brezza di mare lungo le coste del Tirreno e come brezza di terra lungo le coste orientali. Porta con sé la sabbia proveniente dall’Africa.
  7. Ponente (Ovest). Soffia in maniera opposta al Levante. Si tratta di una brezza marina presente durante la stagione estiva lungo le coste tirreniche. In Sardegna investe tutta la fascia occidentale, spingendosi a nord oltre le Bocche di Bonifacio e a sud investe il Sulcis, fino al golfo di Cagliari.
  8. Maestrale (Nord-Ovest) o Mistral, è un vento dominante in Sardegna. Si tratta di una corrente fredda che soffia quando le correnti artiche giungono sulle coste della Provenza e raggiungono il Mediterraneo. Il suo nome deriva probabilmente dal fatto che è considerato il vento “maestro”, ovvero il principale di tutti i venti.

L’intensità del vento

L’intensità si può esprimere in metri per secondo o in chilometri orari, ma in meteorologia si parla di nodi. Un nodo equivale a un miglio marino all’ora, cioè 1,852 km/h ovvero a 0,514 m/s. L’intensità del vento può anche essere espressa tramite l’uso marinaro, mediante dei gradini di velocità nella cosiddetta Scala Beaufort e adottati dal Comitato Meteorologico Internazionale.

I termini della scala di Beaufort sono:

  • Calma
  • Brezza leggera
  • Brezza tesa
  • Vento moderato
  • Teso
  • Fresco
  • Forte

Burrasca moderata, forte, fortissima, fortunale ed uragano, indicano un vento superiore ai 64 nodi.

In Sardegna il Maestrale soffia costante e produce effetti molto importanti sulla vegetazione, rinfrescando le coste dal caldo torrido estivo. Alcune zone geografiche sono particolarmente ventose e caratterizzate da venti costanti che soffiano sempre in determinate ore del giorno o in alcune stagioni.

I venti girano sempre in senso orario al sopraggiungere di una nuova depressione.

Sapere come riconoscere i venti in Sardegna ti sarà utile per cercare di capire che tempo farà e organizzare di conseguenza la tua giornata.

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