7 quadri con mare più famosi

7 quadri con mare più famosi

Quante volte vi è capitato di andare al mare per rilassarvi e riflettere, per aspettare l’alba o vedere un bel tramonto, per respirare un po’ di aria pulita?

In estate e in inverno, da soli o in compagnia il mare sembra essere sempre lì pronto ad accogliervi.

Per molte persone il mare è un ostacolo che ha il potere di imprigionarti con la sua vastità, per altre come noi di Nieddittas il mare è la più grande ragione di vita.

Qualunque sia il vostro pensiero è sempre interessante discutere e descrivere il fascino del mare e dei sentimenti che suscita in ognuno di voi.

Forse potreste ritrovare in alcuni quadri mare famosi proprio quell’emozione che provate tutte le volte che vi fate trasportare dallo sciabordare delle onde.

Tempeste e leggende

Il mare è un’opera d’arte naturale e cercare di riportare la dinamicità delle onde su una tela è qualcosa che deve aver impegnato non poco gli artisti che ci hanno provato.

E non sono pochi i pittori che hanno voluto dedicare le loro pennellate alla forza marina.

Joseph Mallord William Turner è stato un pittore inglese di fine Settecento che ha sviluppato la sua arte tra la corrente del romanticismo prima e dell’impressionismo e dell’astrattismo poi.

I suoi dipinti si riconoscono spesso per la luce particolare che viene data ai paesaggi rappresentati e molte delle scene ritratte si svolgono nelle acque del mare.

In una delle sue prime opere Pescatori in mare, William Turner ha dipinto tutta la potenza di un mare oscuro e burrascoso dove una barca è appena illuminata dal chiarore della luna.

Anche nelle opere più tarde di inizio Ottocento, come Il molo di Calais e Il naufragio, William Turner ha impiegato tutta la sua abilità per sprigionare la forza terribile del mare ed esprimere l’incapacità dell’uomo di poterlo dominare nonostante il suo coraggio.

E proprio l’artista ha dato prova di gran coraggio secondo una leggenda.

Sembra che per conoscere meglio il mare, il pittore si sia fatto legare alla cima dell’albero maestro per avere una visione in prima fila della tempesta che si stava scatenando.

Un mare più quieto invece trova spazio nelle sue opere più recenti.

In La stella della sera e La valorosa Téméraire sembrano volerci trasmettere una tranquillità immobile e il mare, più che la rappresentazione reale di un paesaggio, sembra sfocato come solo un lontano e vago ricordo.

Solo un’impressione

Parlando di quadri mare famosi in molti forse avranno pensato subito a Claude Monet ed in particolare al suo Impressione, levar del sole.

Nella tela si possono ammirare le acque calme del porto di Le Havre in cui si muovono nella tranquillità delle prime luci dell’alba tre piccole barche.

Sullo sfondo sono appena accennati i profili di imbarcazioni più grandi e delle ciminiere.

La tranquillità di questo momento della giornata è espresso attraverso i colori freddi celeste verdognolo del mare e dei mezzi di navigazione che entrano in contrasto con i colori più caldi rosso e arancione del sole e del suo riflesso che si infrange nel mare placido.

Questo quadro di Claude Monet è stato esposto per la prima volta in una mostra organizzata dallo stesso pittore nel 1874 alla quale parteciparono altri artisti come Cézanne e Renoir.

Impressione, levar del sole non è stato accolto con grande entusiasmo da quel pubblico contemporaneo così abituato a rappresentazioni fedeli alla realtà, proprio perché sembra dare solo l’impressione di qualcosa che non è stato ancora portato a temine.

Di certo molti dei presenti sono stati impressionati, seppur negativamente, da quella tela che è stata dichiarata come l’iniziatrice dell’impressionismo.

La nuova corrente artistica dona un maggior risalto ai colori e alla luce effimera: i paesaggi dei quadri impressionisti sembrano più degli abbozzi di disegno, caratterizzati da pennellate veloci che devono catturare le sensazioni provate dall’artista in quel preciso istante.

Un dipinto di sabbia

Fra i quadri mare famosi che vale la pena ricordare ci sono quelli di Vincent Van Gogh.

Il pittore olandese celebre per I girasoli e per la Notte stellata si è cimentato anche con dei paesaggi marini.

Verso la fine dell’Ottocento Vincent Van Gogh vive ad Arles e a quel periodo risale una visita fatta al piccolo villaggio di pescatori Sainte-Marie de la mer.

Affascinato da quella distesa di sabbia e mare blu completamente differente dalle scogliere minacciose della sua patria, l’artista ha fatto diversi disegni e dei dipinti. Questi ultimi nello specifico ritraggono uno scorcio del villaggio e una scena marina.

Come riportano delle lettere scritte al fratello, Van Gogh descrive il fascino che prova per i colori del Mar Mediterraneo assomigliandoli a quelli di uno sgombro.

Se in un momento è convinto che il mare avesse delle sfumature blu, verdi o viola, l’attimo dopo i riflessi della luce gli donano una nuova sfumatura colorata.

Ed è così che il blu oltremare che campeggia su gran parte della tela di Vista sul mare a Saint-Marie viene attraversato da numerose pennellate decise e di diverse tonalità. Il giallo, il verde, il bianco e il celeste danno la sensazione di essere davanti ad un mare appena increspato.

Vincent Van Gogh era solito recarsi presto la mattina per disegnare le barche che lasciavano il porticciolo. Prendendo spunto da questi disegni sembra che Vista sul mare a Saint-Marie sia stato eseguito direttamente in spiaggia, perché tra i tratti colorati sono stati individuati dei granelli di sabbia.

La flora e fauna del Mar Mediterraneo

La flora e fauna del Mar Mediterraneo

Il Mar Mediterraneo è una delle aree del Pianeta con la maggiore biodiversità. Si contano, infatti, oltre 17.000 specie. Si tratta di un bacino chiuso su cui si affacciano ben 15 Paesi europei sulla costa settentrionale e 13 su quella meridionale. Vediamo quali sono le sue caratteristiche e la flora e fauna del mar Mediterraneo.

Caratteristiche del mar Mediterraneo

Il nome “Mediterraneo” deriva dalla parola latina “mediterraneus”, che significa in mezzo alle terre.

A nord bagna le coste dell’Europa meridionale, mentre a est quelle asiatiche e a sud quelle africane.

È collegato all’Oceano Atlantico tramite lo stretto di Gibilterra e dal 1869 è collegato anche al Mar Rosso e dunque all’Oceano Indiano attraverso il canale artificiale di Suez.

La sua profondità media è di circa 1.500 metri e raggiunge la profondità massima (5.270 metri) nel Mar Ionio, a circa 60 chilometri al largo della costa sud-orientale del Peloponneso.

Le coste europee (settentrionali) formano 4 grandi penisole:

  1. la penisola iberica
  2. la penisola italiana
  3. la penisola balcanica
  4. la penisola anatolica.

Quella italiana lo divide in due zone: una occidentale e una orientale. Nel Mediterraneo occidentale troviamo la Sicilia, la Sardegna e la Corsica e a sud della Spagna l’arcipelago delle Baleari. Nel Mediterraneo orientale troviamo tra le isole maggiori Creta, Cipro e Rodi.

Per quanto riguarda il clima, il mar Mediterraneo è circondato da catene montuose che lo proteggono dalla potenza dei venti atlantici, i quali riescono ad entrare solo nella valle del Rodano e nell’alto Adriatico. I Paesi che si affacciano su questo mare sono caratterizzati da un clima favorevole con estati secche, più o meno calde in base alla zona, e inverni piovosi ma miti.

E adesso andiamo alla scoperta della flora e fauna del mar Mediterraneo, degli organismi animali e vegetali che vivono nelle acque di questo straordinario mare.

La flora del Mediterraneo

Il Mediterraneo ospita il 20% della ricchezza naturale mondiale. Si contano circa 25 mila specie di piante diverse native della regione, di cui più della metà sono endemiche, ovvero non si trovano da altre parti. Tra le tante abbiamo:

  • La Posidonia Oceanica
  • La Cystoseira
  • La Cymodocea nodosa
  • Rose di mare
  • Margherite di mare
  • Spugne
  • La padina pavonia
  • L’acetabularia acetabulum

Solo per citarne alcune. È molto complesso catalogare con completezza questa enorme varietà di specie. Un primo step è procedere con la classificazione dei vari habitat, i cui si distinguono i principali ecosistemi come le montagne, le coste, le gole e le gravine, le isole. Con questa classificazione la ricchezza della flora si misura in quasi 30 mila unità botaniche vascolari, comprese anche le sottospecie.

La fauna del Mediterraneo

Il mar Mediterraneo è ricco di specie animali. Il 44% delle specie di pesci ed il 25% dei mammiferi presenti nel bacino del Mediterraneo sono endemici, così come il 35% degli anfibi italiani e il 24% dei rettili della penisola iberica, metà dei crostacei, il 6% degli squali e il 3% degli uccelli marini.

In questo bacino si trova il più alto numero di anfibi (57 specie), di rettili (90 specie), di mammiferi (114 specie) e il 75 di tutti gli insetti europei.

Tra la fauna che popola le acque del Mediterraneo troviamo:

  • Il pesce azzurro di cui fanno parte: la Sardina, alici, Cefalo o muggine, lo sgombro, l’aguglia, l’alaccia, la sciabola o spatola, il suro ò sugarello, la boga, il cicerello.
  • Il pesce bianco come il Sarago, il Dentice, L’Orata, la Spigola o branzino, il Pagello o fragolino per via del suo colore rosato.
  • Altre specie non classificabili sono la Sogliola, Passera, Razza, Rombo, Cernia, mormora, Occhiata, ricciola, salpa, scorfano, Ombrina, Triglia, Palamita, Tonno, Pesce Spada, Rana Pescatrice, Murena, Totano, Calamaro, Seppia, Polpo, Merluzzo o nasello, Lampuga, gambero, mazzancolle, scampo, canocchia o pannocchia o cicala di mare, Granceola, Aragosta.
  • Cetacei quali capodoglio, la balenottera e alcune varietà di delfini.

Le minacce

Sono diversi i fattori che minacciano l’impoverimento della biodiversità. Ecco i principali derivanti principalmente dalle attività umane:

  • I disastri naturali e gli effetti del cambiamento climatico
  • La perdita di habitat
  • L’invasione di specie aliene
  • L’inquinamento (plastica e contaminanti chimici)
  • La pesca e il bracconaggio
  • Turismo

Sono tutti fenomeni che mettono a rischio la conservazione della biodiversità nel Mediterraneo e il suo delicato equilibrio su cui si regge l’ecosistema del mare nostrum.

Da un rapporto dell’ENEA, emerge che tra gli effetti dei cambiamenti climatici in Italia vi sono una variazione della salinità, diminuzione delle piogge, minor apporto di acqua fluviale e un generale aumento della siccità. Secondo uno studio dell’Università di Aix-Mairselle si prevede che entro la fine del secolo si verificherà una specie di migrazione delle nicchie ecologiche da sud a nord.

Proteggere questo immenso patrimonio naturale è una sfida complessa. Fondamentale è il monitoraggio, l’analisi e catalogare le specie del bacino, cioè la flora e fauna, e i siti a rischio per studiare le strategie di conservazione.

A noi di Nieddittas sta a cuore il tema della sostenibilità ambientale. Amiamo e rispettiamo il mare in cui siamo nati e che ci dà lavoro. I nostri allevamenti si trovano nelle acque del Golfo di Oristano, in un mare di straordinaria bellezza che tuteliamo e rispettiamo in ogni modo. I nostri stabilimenti sorgono nel compendio di pesca di Corru Mannu, ad Arborea, una zona umida protetta demaniale la cui tutela e salvaguardia è affidata alla nostra azienda e che è considerata una best practice proprio per l’eccellente gestione naturalistica del compendio.

Ricetta pasta cozze e zucchine

Ricetta pasta cozze e zucchine

La ricetta pasta cozze e zucchine è semplice e molto gustosa, un primo piatto colorato e profumato perfetto per un pranzo in compagnia. Le zucchine vengono rosolate in padella con lo scalogno, facendo attenzione a non scuocerle, e poi si aggiungono le cozze, cotte a parte e private del loro guscio, che aggiungeranno un tocco di sapidità rendendo il tutto più gustoso.

Consigli

Questa pietanza, come altri piatti di pesce, è molto apprezzata e si può preparare in diversi modi, ma l’importante è utilizzare il liquido di cottura delle cozze, perché è quello che contiene tutto il gusto dei mitili, che viene conferito alla pasta. Basterà far aprire a parte le cozze e conservare il loro liquido per la mantecatura della pasta. Ovviamente la qualità dei frutti di mare decreterà il successo del piatto. Scegliendo le cozze Nieddittas avrete la garanzia di un prodotto sempre sano e sicuro, controllato con attenzione in ogni fase della lavorazione, dal mare della Sardegna fino alla vostra tavola. Le nostre cozze non sono fatte solo di gusto. C’è un altro aspetto forse ancora più importante: quello della sicurezza alimentare. Infatti, noi lavoriamo con grande attenzione sulla qualità e sulla sicurezza alimentare dei nostri prodotti perché vogliamo che le Nieddittas portino sulla vostra tavola il sapore unico e straordinario del nostro mare.

L’altro ingrediente chiave nella ricetta pasta cozze e zucchine è l’olio, che deve essere abbondante, almeno 2 cucchiai a porzione. Se desiderate un sapore ancora più deciso, potete aggiungere un buon pecorino e del peperoncino, immancabile in quasi tutti i piatti di pesce.

Per quanto riguarda la pasta, potete scegliere il formato che preferite, dai classici spaghetti alla pasta corta: linguine, tagliolini, paccheri o fusilli. Fondamentale è scolarla a metà cottura per poi proseguire in padella. Consigliamo di non salare molto l’acqua della pasta.

Se siete amanti delle erbe aromatiche, potete optare per il timo e rosmarino o anche la menta e/o la salvia. E adesso vi spieghiamo tutti i passaggi della ricetta pasta cozze e zucchine.

Ingredienti

  • 1 kg Cozze Nieddittas
  • 3 Zucchine
  • 100 ml Olio extravergine d’oliva
  • 1 Spicchio di aglio
  • b. Prezzemolo tritato
  • 350 g pasta
  • Peperoncino (facoltativo)

Procedimento

Eliminate il bisso dalle cozze, mettetele in un tegame con acqua, coprite con un coperchio e lasciate che si aprano da sole a fuoco medio-basso. Serviranno circa 5 minuti, dopo averle fatte raffreddare potete sgusciare le cozze. Filtrate l’acqua delle cozze con un colino per eliminare le impurità e tenetela da parte.

Lavate e tagliate le zucchine a mezzelune di spessore a piacere e adagiatele in una padella con l’olio e lo spicchio d’aglio tritato (con erbe aromatiche e peperoncino se gradite) e fatele rosolare per 5 minuti, aggiungendo se volete dei pomodorini a pezzetti. Terminata la cottura togliete l’aglio.

Versate il liquido di cottura delle cozze nella padella e sfumate con il vino bianco. Se necessario, lasciate restringere un pochino il condimento tenendo il fuoco basso. Aggiungete per ultimo le cozze sgusciate e del prezzemolo tritato.

Intanto in abbondante acqua salata (leggermente, perché il condimento risulta già di per sé salato) avrete buttato la pasta che preferite. Scolatela al dente e ultimate la cottura in padella nel condimento di cozze e zucchine. Fate insaporire il tutto mescolando per bene e servite la pasta cozze e zucchine ben calda. Accompagnatela con un buon bicchiere di vino per conferire la giusta acidità al piatto.

Quanti giorni si conserva il pesce in frigo?

Quanti giorni si conserva il pesce in frigo?

Il pesce fresco è un alimento delicato che si deteriora rapidamente a causa degli enzimi e batteri già presenti nella carne del pesce, con dei rischi per la salute. Per questo è importante saperlo conservare al meglio, senza alterarne il gusto e senza avere brutte sorprese. Scopriamo quanti giorni si conserva il pesce in frigo e le regole da seguire per consumare il pesce in tranquillità.

Come conservare il pesce

Innanzitutto, è sempre meglio acquistare un pesce fresco di giornata e che sia stato ben conservato prima di arrivare a casa nostra. Infatti, quello che normalmente acquistiamo ha già subito un primo processo di refrigerazione in mare aperto: viene conservato nel ghiaccio sui pescherecci a 0 gradi fino alla consegna al mercato del pesce. Nel tragitto per arrivare a casa è importante non interrompere la catena del freddo. Sarebbe opportuno, soprattutto in estate, utilizzare una borsa frigo.

Ci sono poi altre regole da seguire per conservare tutte le proprietà organolettiche del pesce ed evitare spiacevoli inconvenienti dovuti ad una cattiva conservazione.

La prima domanda da porsi dopo aver acquistato il pesce è “quando cucinarlo?”. Ci sono due alternative:

  1. Se vogliamo mangiarlo entro 24 ore e massimo 2 giorni, possiamo conservarlo in frigorifero, dentro un contenitore chiuso o coperto con una pellicola per alimenti. Così facendo si evita sia la disidratazione, nel caso di frigoriferi ventilati, sia di trasmettere l’odore di pesce ad altri cibi.
  2. Se non si consuma subito, invece, occorre procedere al congelamento.

Quanto dura il pesce in frigorifero

Una volta acquistato il pesce fresco ci si domanda: quanti giorni si conserva il pesce in frigo?

Il ministero della Salute nel decalogo “Sicurezza nel Frigorifero” ha illustrato alcune semplici regole per utilizzare al meglio il nostro frigo:

  • Mantenere una temperatura media di circa 4 gradi;
  • conservare carne e pesce nella parte più fredda (che si trova nella zona bassa);
  • evitare di riporre alimenti ancora caldi;
  • separare i cibi crudi da quelli cotti;
  • utilizzare sempre contenitori puliti e chiusi;
  • mantenere il frigorifero pulito e non troppo pieno;
  • prestare attenzione a non conservare gli alimenti oltre la data di scadenza.

Tra i possibili rischi derivati da una scorretta conservazione ci sono quelli dovuti alla presenza di microbi e parassiti, che possono provocare parassitosi e intossicazioni alimentari anche gravi. Anche per i frutti di mare bisogna fare attenzione. La US Food and Drug Administration (FDA) consiglia di conservare il pesce fresco e i frutti di mare in frigorifero solo se si consumano entro 2 giorni dall’acquisto. Ancora meglio se consumati nel giro di 24 ore.

I prodotti Nieddittas riportano sul retro anche la data di confezionamento, che vi consente di capire se il prodotto è fresco. Per questo, quando acquistate le nostre cozze verificate sempre che vi vengano vendute da una confezione in retina chiusa e dotata di etichetta. Offriamo al mercato tutte le migliori specie presenti nel Mar Mediterraneo. E con il nostro servizio a domicilio potete ordinare via whatsapp e ricevere direttamente a casa il miglior pescato del giorno, con una consegna dedicata, con mezzi refrigerati e nel rispetto della catena del freddo.

Il pesce fresco inizia ad alterarsi dopo 7-10 giorni fino a sviluppare varie sostanze, tra cui la formaldeide e l’acido solfurico, responsabili del cattivo odore.

Per gustarlo in tutta sicurezza andrebbe consumato subito entro le prime 24 ore dall’acquisto così da preservarne al massimo la freschezza e le proprietà organolettiche. Deve essere sempre ben chiuso in un contenitore o avvolto in una pellicola. Vedremo tra poco alcuni semplici accorgimenti per essere conservato in frigorifero.

Il pesce cotto, invece, può essere conservato in frigo per 3-4 giorni. Mentre, se avete preparato il sushi, non conservatelo più di 1 giorno.

Come conservare il pesce in frigorifero

Seguite queste semplici indicazioni:

  • Pulite ed eviscerate il pesce fresco.
  • Lavatelo sotto acqua corrente.
  • Mettetelo in uno scolapasta per eliminare l’acqua in eccesso.
  • Asciugatelo con della carta da cucina e riponetelo dentro un contenitore ben chiuso o copritelo con una pellicola alimentare.
  • Conservatelo nella parte più bassa del frigo.

Come congelare il pesce

Se non dovete consumare subito il pesce acquistato potete procedere al congelamento. Nel congelatore a -18°C il pesce durerà più a lungo, ma va consumato entro 3-8 mesi. Se si conserva oltre perderà la sua consistenza e sapore. Consigliamo di applicare sul pesce congelato un’etichetta con la data di congelamento. I pesci grassi, come salmone, tonno e sgombro difficilmente superano i 3-4 mesi.

Per congelarlo fate così:

  1. Eliminate le interiora, le branchie e le squame, o nel caso di frutti di mare spazzolate cozze e vongole.
  2. Lavate il pesce ed asciugatelo.
  3. Volendo potete sfilettarlo e dividerlo in porzioni.
  4. Riponete il pesce in sacchetti gelo. Questi devono essere ben chiusi, cercando di eliminare il più possibile l’aria dalla confezione.
  5. Scongelate il pesce al bisogno e gustatelo in tutta sicurezza!

Ricordate che una volta scongelato il pesce non potrà essere congelato nuovamente.

Quanto vive un pesce rosso?

Quanto vive un pesce rosso?

I pesci rossi sono tra gli animali più longevi esistenti in natura. Tuttavia, se ci si prende cura di loro in una maniera inadeguata possono morire dopo poco tempo. Hai deciso di prenderne uno? Vediamo allora le caratteristiche, quanto vive un pesce rosso e come farlo vivere a lungo.

Caratteristiche del pesce rosso

I pesci rossi appartengono alla famiglia dei Ciprinidi ed esistono diverse varietà con svariate combinazioni di colori oltre a quella rossastra-arancione che tutti conosciamo. I pesci rossi sono tra gli animali domestici più diffusi. Tutte sono specie da acquario e ci sono vari allevamenti di pesci rossi: quello della varietà con pinne a velo, ha avuto origine in Cina e in Giappone. Esistono circa 300 varietà, selezionate negli allevamenti. Alcune sono molto diffuse, come il tipico pesce rosso da luna park. Altre invece sono molto rare e richieste (come il “testa di leone”, dall’enorme capo con “criniera”, o il colorato “Oranda Panda”), e possono costare più di 50 euro a esemplare.

Alcuni pesci rossi possono arrivare fino a 35-40 centimetri di lunghezza, alcuni sono talmente grandi da poter vivere solo nei laghetti.

Ci sono diverse forme di pinne e corpo ma anche di colori e motivi. In Cina se ne conoscono oltre 350-400 specie. Alcune però non è consentito allevarle, prima dell’acquisto informati sulle specie consentite.

Quanto vivono i pesci rossi?

Se ti stai chiedendo quanto vive un pesce rosso, devi sapere che la vita media di un pesce che vive in un acquario dipende da alcuni fattori, quali:

  • La specie cui appartiene.
  • Il modo in cui vive e ci si prende cura di esso.

In genere, il pesce rosso può arrivare a vivere anche 20 anni o più se curato in maniera adeguata. I più longevi possono vivere addirittura fino ai 40 anni. Ma quelli che teniamo in casa solitamente hanno una durata della vita pari a 10 anni.

Come prendersi cura dei pesci rossi

La cura dei pesci rossi non richiede particolari attenzioni. Si consigliano acquari sufficientemente grandi da contenere il numero di pesci rossi che abbiamo deciso di adottare, ed è necessario un filtro. L’acqua non deve essere riscaldata: basta che la temperatura dell’ambiente sia compresa tra i 12 e i 23 °C.

Come farli vivere più a lungo? Per garantire una vita sana e lunga al tuo pesce rosso è importante assicurargli un habitat adeguato, quindi, evita la classica boccia tonda e opta per un acquario che garantisca almeno 20 litri d’acqua a ciascun esemplare. Se notate qualcosa di anomalo, rivolgetevi ad un veterinario o al negozio specializzato dove li hai acquistati. Ecco qualche consiglio utile:

  1. Cambiare spesso l’acqua. Per far vivere a lungo un pesce rosso a casa è necessario cambiare l’acqua una volta a settimana, in percentuali del 30-40% alla volta. Va bene anche l’acqua del rubinetto, ma solo se lasciata riposare e sedimentare, perché altrimenti il cloro potrebbe risultare pericoloso per i pesci.
  2. Acquistare un filtro e termostato dell’acquario. Il primo ha la funzione di ripulire regolarmente l’acqua dai residui del cibo, escrementi e altre sostanze, il secondo monitora e mantiene costante la temperatura dell’acqua.
  3. Dare poco cibo a ritmi regolari. Un’alimentazione corretta è indispensabile per la salute dei pesci rossi. Si tratta di animali onnivori che non necessitano di dosi abbondanti. È meglio somministrare piccole dosi di cibo più volte al giorno, senza esagerare. Cibo in quantità eccessive e di scarsa qualità può farli ingrassare e causare gravi danni al fegato. Il mangime deve essere completo, sia in fiocchi che in granuli, l’importante che sia di ottima qualità. I pesci rossi possono mangiare anche piante da acquario e raramente verdure sbollentate o sminuzzate. Il mangime galleggiante dovrebbe restare in ammollo per un paio di secondi prima di essere consumato dal pesce. In questo modo si evita di fare assumere troppa aria ai pesci.

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