18 Ott 2021 | In evidenza, Magazine
Durante questa estate appena trascorsa vi sarà sicuramente capitato di trovare dei rifiuti plastici in mare, mentre facevate una bella nuotata rilassante. Non è insolito, dato che la plastica, secondo un’indagine di Legambiente, si conferma il materiale più trovato sulle spiagge italiane.
Si tratta di un problema serio e da non sottovalutare che interessa il mondo intero, e i dati sono infatti allarmanti.
Ogni anno si calcola che nei mari di tutto il mondo finiscano purtroppo dai 4 ai 12 milioni di tonnellate di plastica, causando l’80% dell’inquinamento marino.
Bottiglie, sacchetti, imballaggi, reti da pesca, mozziconi di sigaretta, pesticidi… la maggior parte dei rifiuti prodotti dall’uomo finisce in un modo o nell’altro in mare, causando gravi conseguenze per la salute delle acque, della vita marina animale e vegetale, producendo danni forse irreparabili alla catena alimentare.
Analizziamo quali sono le cause dell’inquinamento marino e cosa possiamo fare per ridurre il problema e tutelare la salute dei mari.
Cos’è l’inquinamento marino?
Per inquinamento marino si intende la contaminazione e l’avvelenamento del mare, che ricopre il 71% circa della superficie terrestre. Questo comporta disastrose conseguenze, come la perdita di tantissime specie marine per soffocamento e per contatto con materiali dannosi, l’impoverimento delle risorse ittiche, danni al turismo, pericolo per i bagnanti che immergendosi nelle acque possono incontrare sostanze nocive.
Questo problema non riguarda solo le 5 isole di plastica più consistenti che sono in continua crescita negli Oceani, ma tocca anche il nostro Mar Mediterraneo.
Secondo studi recenti, 115 specie marine sono a rischio estinzione, dai mammiferi agli anfibi, fino agli uccelli marini. Le cause di morte sono soffocamento e ingestione di rifiuti plastici e non solo, ma anche intrappolamento e ferite.
Vediamo quali sono le cause dell’inquinamento del mare.
Le cause dell’inquinamento marino
Le cause dell’inquinamento del mare sono davvero tante:
- Plastica. Fa parte del nostro quotidiano tanto è che è difficile pensare ad un oggetto che non contenga, anche solo in minima parte, dei polimeri. La produzione di plastica è cresciuta negli ultimi anni di circa 20 tonnellate nel mondo, ma solo il 20% viene riciclata correttamente. Il resto finisce spesso in mare e si deposita nei fondali, danneggiando le specie marine che la ingeriscono poiché la scambiano per cibo e rischiano così di morire soffocati. Nelle acque e negli oceani si trovano anche le microplastiche, che derivano dall’abrasione degli pneumatici, dal lavaggio di tessuti sintetici o dalla disintegrazione di rifiuti plastici.
- Petrolio. Si tratta di una delle principali fonti di inquinamento idrico, che ha diverse volte causato dei disastri ambientali: ricordiamo, ad esempio, la collisione di due petroliere vicino alle isole di Galapagos nel 2002, che costrinse le autorità ecuadoriane ad evacuare tutti gli animali presenti sulla costa. Anche le imbarcazioni spesso contribuiscono ad inquinare le acque perché puliscono le loro cisterne in acqua e riversano, poi, tutto in mare. Le tecnologie, fortunatamente, permettono oggi di tenere sotto controllo la posizione delle navi e il loro eventuale scarico in mare di sostanze nocive. In questo modo si riduce il rischio di incidenti, e si sanziona anche chiunque riversi in mare sostanze tossiche.
- Scarichi industriali. Gli scarti liquidi delle industrie dovrebbero essere sempre depurati, tuttavia questo non sempre accade. Nei paesi in via di sviluppo e privi di controllo, vengono scaricate illegalmente diverse sostanze in mare, quali solfati, metalli pesanti e solventi, con gravi rischi per la salute umana e per le specie marine. Le sostanze chimiche continuano a finire per sbaglio nelle acque durante la loro produzione, l’uso e smaltimento delle merci.
- Liquami fognari. Anche le sostanze biologiche contaminano i nostri mari. Le acque reflue vanno depurate e trattate prima di essere riversate nei fiumi o nei mari. Gli scarichi riversati da corsi d’acqua interni del nostro territorio portano non solo al riversamento di liquami, ma anche di sostanze chimiche come detersivi e carta. Anche gli allevamenti animali e i loro scarichi nuocciono le acque del nostro pianeta.
- L’agricoltura. Un’altra causa dell’inquinamento marino sono i pesticidi e i fertilizzanti usati sulle piante, che attraverso l’irrigazione o la semplice pioggia, finiscono nelle falde e da lì nei corsi d’acqua. Un uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi, quindi, rende anche l’acqua carica di questi elementi.
- La pesca. Anche i pescatori contribuiscono talvolta ad inquinare le acque perché perdono le reti in mare aperto o semplicemente gettano dalle barche quelle rotte. In esse restano intrappolati balene, delfini e altri mammiferi marini che soffocano fra atroci sofferenze. Pensate che solamente nel Mar Baltico finiscono ogni anno fino a 10 mila pezzi di reti di origine sconosciuta.
Come difendere la salute dei mari
La plastica non è biodegradabile, quindi se non viene smaltita correttamente né riciclata finisce nell’ambiente favorendo l’alterazione degli ecosistemi. La scorretta gestione dei rifiuti urbani è, infatti, tra i principali responsabili dell’inquinamento marino e del suolo.
Le soluzioni e i rimedi per contrastare il problema partono dalla riduzione della produzione e del consumo di plastica.
Ecco le azioni che tutti possono mettere in pratica per dare un contributo e tutelare i nostri mari:
- Riusare
- Recuperare
- Ridurre
- Riciclare
Si consiglia di optare per prodotti con meno imballaggi, borse in stoffa, batterie ricaricabili, usare il vetro al posto della plastica, dare nuova vita ad oggetti che hanno perso la loro funzione.
Fondamentale adottare la raccolta differenziata e farla con attenzione per garantire un corretto riciclo della plastica.
Oltre all’azione dei singoli, negli ultimi anni diverse organizzazioni, come GreenPeace, stanno lavorando ad una soluzione per la salvaguardia di mari e oceani. Un progetto interessante è “The Ocean Cleanup” nato per combattere la diffusione dannosa di plastica in mare.
Ma da soli non bastano, servono proposte concrete e decisioni prese dai singoli stati e dalla comunità internazionale per ridurre quella parte maggioritaria di plastica che dalla terra finisce in mare, e per ripulire i fiumi, tra le principali fonti di rilascio di rifiuti plastici nei mari e oceani.
E in Italia?
Per quanto riguarda le politiche adottate dall’Italia, nel 2015 è stata approvata la legge 452 bis con la quale è entrato in vigore il reato d’inquinamento ambientale con reclusione dai 2 ai 5 anni per chiunque contamini le acque e l’aria delle nostre città.
Nel 1° gennaio 2018 è stata anche approvata la legge che ha imposto il pagamento per l’utilizzo di shopper biodegradabili e compostabili, secondo le indicazioni della direttiva 2015/720 dell’Unione Europea, e dal 2019 ha rimosso da mercato i cotton fioc prodotti con bastoncini di plastica sostituendoli con bastoncini biodegradabili.
La strada da percorrere è ancora lunga, ma è evidente che per una reale inversione di tendenza è necessario un cambiamento di abitudini d’acquisto, corrette pratiche di riciclo e di raccolta differenziata, riduzione, recupero e riutilizzo degli oggetti in plastica.
Per noi di Nieddittas il rispetto per il mare e per l’ambiente è da sempre uno dei valori fondamentali della nostra comunità. Nella gestione dell’allevamento facciamo particolare attenzione anche al recupero degli elementi fissi che, a causa delle mareggiate, possono staccarsi dall’allevamento e depositarsi sul fondo marino. Le nostre procedure di qualità prevedono anche il controllo periodico e la conseguente pulizia dei fondali marini sotto i nostri vivai e più in generale nelle acque del Golfo vicine ai nostri allevamenti.
15 Ott 2021 | In evidenza, Magazine
Quando si ha bisogno di una vacanza, di una pausa dal lavoro o dalla vita di tutti i giorni si pensa sempre a uno di quei posti paradisiaci. Di quelli dove potete passare la giornata in costume e con un cappello di paglia in testa, passeggiando nella sabbia bianca e fina, per poi tuffarvi nel bel mare azzurro dei Caraibi.
E soprattutto ora che le giornate iniziano a farsi più fredde si sente già la nostalgia dell’estate.
Vi sveliamo un segreto.
Non c’è bisogno di andare fino ai Caraibi per trovare il vostro paradiso, basta prendere l’aereo o una nave e approdare al mare in Sardegna a ottobre.
Ve lo diciamo noi di Nieddittas, che di mare ce ne intendiamo: qui potete trovare tutte le belle spiagge e l’azzurro che state desiderando.
Siamo già nel mese di ottobre, ma questo non significa che non potete mettere il costume in valigia.
Allora correte a fare i biglietti, perché questo è il periodo migliore per scoprire l’isola fatta di mare, buon vino e tante tradizioni.
Ottobre in Sardegna
Se avete già tirato fuori i maglioni pesanti dall’armadio, ripiegateli perché per ora non vi serviranno in Sardegna.
Non pensate di trovare il caldo afoso che trovereste durante l’estate; soprattutto nelle zone costiere però potrete godere del clima mite che caratterizza gran parte del mese di ottobre.
Significa che con molta probabilità avrete a vostra disposizione delle lunghe giornate soleggiate con una temperatura media di 24/26°C; se siete mattinieri allora potreste sentire la necessità di indossare un maglioncino e con molta probabilità l’unico ombrello che dovrete aprire sarà quello da mettere in spiaggia.
A questo punto dovreste aver già capito che il mare in Sardegna a ottobre non è un sogno e fare un bagno in una delle belle spiagge dell’isola è più che fattibile.
Il clima in Sardegna nei mesi estivi arriva con facilità ai 40°C e anche la temperatura dell’acqua del mare è molto alta. Questo calore viene trattenuto anche ben oltre l’estate e infatti di solito il mare nel periodo autunnale può raggiungere i 19/21°C, ma viste le temperature esterne più alte non sarà così fastidioso concedervi qualche tuffo.
Se non avete ancora deciso dove andare, tenete presente che in genere le acque della costa est rimangono più calde rispetto a quelle della costa ovest.
Quindi se volete passare le vostre vacanze al mare in Sardegna a ottobre vi consigliamo di orientarvi verso la zona di Santa Teresa di Gallura e scendere verso la Costa Smeralda.
In questo modo potrete godervi alcune delle spiagge più belle che durante l’estate vengono prese d’assalto dai turisti e fare una passeggiata tra gli yacht di Porto Cervo.
Le spiagge da vedere
La Costa Smeralda e più in generale tutta la Gallura si caratterizzano per le loro spiagge bianche e il mare dalle sfumature turchesi.
In queste zone potrete ammirare le rocce che vi accompagneranno nelle vostre gite e sarete sicuramente attirati dalle loro forme curiose ottenute dalla costante azione del vento e della pioggia.
Potrete trovare una delle più particolari a Palau dove vedrete la roccia dell’orso.
Se invece volete avventurarvi in un’escursione in barca e girare l’Arcipelago della Maddalena vi troverete di fronte alla roccia del polpo.
Durante questo giro tra le isolette potrete avvicinarvi all’iconica Isola di Budelli, famosa per la sua sabbia rosa.
Oggi l’ingresso in questa spiaggia è proibito, poiché è diventata un’area protetta visti i passati furti della sabbia.
Il vostro ottobre in Sardegna dovrebbe includere anche Santa Teresa di Gallura.
Questa città è stata fondata all’inizio dell’Ottocento da Vittorio Emanuele I di Savoia dando il nome di sua moglie, Maria Teresa appunto, ad una località già conosciuta come Longosardo.
In questa zona avrete a disposizione diverse belle spiagge bianche, come quella di Rena Bianca che già da diversi anni si aggiudica la prestigiosa Bandiera Blu e altre limitrofe come Cala Sambuco e Santa Reparata.
Se dopo un bagno volete fare un tuffo nel lusso allora dovete fare tappa a Porto Cervo e perdervi tra le viuzze caratteristiche piene di boutique e yacht di ogni forma e dimensione.
Porto Cervo diventa un vero e proprio gioiellino quando cala il sole e le luci si riflettono nei canali del porto turistico; inoltre se siete fortunati potrete avvistare qualche calciatore o attore, che come voi hanno scelto di trascorrere il mese di ottobre in Sardegna.
Autunno in Barbagia
Se avete deciso di concedervi l’ultimo bagno della stagione nel mare Sardegna, ottobre o magari a novembre, ricordatevi che questo è anche il periodo più adatto per visitare i paesini del centro, che durante l’estate sono pressoché impossibili da visitare per le alte temperature che si raggiungono.
In particolare dal mese di ottobre fino a dicembre si svolge la manifestazione Autunno in Barbagia.
Anche conosciuta come cortes apertas, ovvero cortili aperti, la manifestazione nasce alla fine degli anni ’90 su iniziativa del comune di Oliena.
Visto il grande successo negli anni successivi si è diffusa in diversi comuni del nuorese e l’affluenza dei turisti in queste zone ha reso possibile il rilancio dei piccoli centri, che via via sono stati abbandonati dai cittadini e che altrimenti difficilmente verrebbero visitati.
Ogni fine settimana vede impegnato un comune diverso in cui le antiche case aprono i loro cortili, da qui il nome della festa, per mostrare ai visitatori le abitudini di una vita passata.
Questa è l’occasione per riscoprire le vere tradizioni dell’isola.
Durante tutte le tappe è possibile vedere come in passato avveniva la pulizia e la colorazione della lana, come si raccoglie il grano fino a scoprire i diversi tipi di pane prodotti in ogni zona.
Ovviamente non può mancare un percorso enogastronomico.
In queste occasioni nelle cortes è possibile vedere gruppi di donne e uomini che preparano al momento le loro ricette con i prodotti tipici tramandate da chissà quanti anni.
E visto che si tratta di una rievocazione delle abitudini della Sardegna, sarà possibile vedere gli abitanti vestiti con i tradizionali costumi sardi e sarà un piacere scoprire come ogni paese si distingue per i tessuti, i colori e i ricami creati.
Nelle piazze sarete coinvolti nelle musiche e nei balli sardi.
6 buoni motivi per andare in Sardegna
Quindi perché scegliere di andare al mare in Sardegna ad ottobre?
- per il clima perfetto, non soffrirete il caldo afoso che trovereste durante l’estate e le piogge saranno scarse se non del tutto assenti;
- la temperatura dell’acqua del mare è ancora piacevole per un bel bagno nel turchese delle spiagge più belle;
- avrete a disposizione chilometri di spiaggia e soprattutto non saranno affollate di turisti;
- i prezzi delle navi e dell’aereo per raggiungere la Sardegna sono molto più economici, anche se ci sono meno mezzi a disposizione per questa tratta;
- anche gli appartamenti in affitto e le strutture alberghiere sono meno care;
- avrete la possibilità di scoprire la tradizione dei paesi del centro Sardegna grazie alle feste locali e alla manifestazione autunno in Barbagia.
Avete bisogno di qualche altro buon motivo per trascorrere un po’ di tempo al mare in Sardegna a ottobre o siete già diretti in aeroporto?
12 Ott 2021 | In evidenza, Magazine
Gli gnocchi ai frutti di mare sono un primo piatto di pesce facile da preparare e saporito, giusto per qualunque occasione. Questa ricetta permette di gustare al meglio i frutti di mare freschi, che vanno prima puliti e poi usati per realizzare un succulento sugo con cui condire gli gnocchi. Questi ultimi possono essere acquistati già pronti oppure potrete prepararli a casa se avete tempo a disposizione e siete amanti della pasta fatta in casa.
La dolcezza dello gnocco si abbina perfettamente alla sapidità dei molluschi. E prima di spiegarvi tutti i passaggi da seguire, vi parliamo proprio di loro, i protagonisti del piatto.
Proprietà nutrizionali degli gnocchi ai frutti di mare
Al contrario di quanto si possa pensare, gli gnocchi non sono più calorici della pasta e anzi, contengono più acqua e patate. Il condimento a base di frutti di mare rende questo piatto nutriente e sostanzioso. Per questa ricetta servono cozze, vongole e gamberetti, tutti freschi e di qualità, come quelli offerti da Nieddittas, e la passata di pomodoro che darà un tocco di colore al piatto (ma si possono preparare anche in bianco).
Le cozze e le vongole Nieddittas seguono il processo di lavorazione della nostra filiera di eccellenza in Sardegna. Vi basterà eliminare il bisso dalle cozze e strofinare le vongole sotto il getto d’acqua, prenderne delle manciate e farle cadere da un’altezza di 15-20 centimetri per permettere ad eventuali vongole con la sabbia o gusci rotti di aprirsi prima di finire in padella. Vediamo le loro proprietà nutrizionali:
- Contengono proteine di alto valore biologico e grassi salutari come gli omega 3, che abbassano i livelli di colesterolo e contribuiscono a prevenire le malattie cardiovascolari.
- Hanno poche calorie, intorno alle 70-80 per 100 grammi di prodotto.
- Sono ricche di vitamine del gruppo B, in particolare la B12 utile per la produzione di energia da parte dell’organismo.
- Contengono sali minerali come fosforo, calcio e zinco.
Per realizzare degli gnocchi ai frutti di mare ancora più cremosi e avvolgenti, a fine cottura potete aggiungere qualche cucchiaio di panna da cucina! Ecco la ricetta.
Ingredienti
Per 4 persone:
- 1 kg di gnocchi di patate
- 500 g di vongole Nieddittas
- 500 g di cozze Nieddittas
- 150 g di gamberetti
- 1 spicchio d’aglio
- basilico
- ½ bicchiere di vino bianco
- sale e pepe q.b.
- 400 ml di passata di pomodoro o pelati
Procedimento
Pulite le cozze e le vongole come vi abbiamo spiegato sopra e mettetele in un’ampia padella. Coprite con un coperchio e fate cuocere finché le valve non si apriranno da sole. Spegnete il fuoco e filtrate il liquido di cottura con un colino a maglie finissime e mettetelo da parte. Sgusciate le cozze e le vongole, conservandone qualcuna con la conchiglia per guarnire alla fine i piatti.
In un tegame versate un filo di olio extravergine d’oliva, fate rosolare leggermente uno spicchio d’aglio e aggiungete i gamberetti, e dopo un paio di minuti i frutti di mare con il loro liquido di cottura. Versate il vino bianco e fate cuocere a fuoco vivo per qualche minuto.
Aggiungete la passata di pomodoro, fate amalgamare bene il tutto e lasciate cuocere per 10-15 minuti. Aggiustate di sale e pepe.
In una pentola, con abbondante acqua salata bollente, fate cuocere gli gnocchi e scolateli non appena saliranno a galla. Metteteli nel tegame con il sugo ai frutti di mare e fateli saltare in padella.
Servite subito gli gnocchi ai frutti di mare a tavola aggiungendo delle foglioline di basilico sui piatti o una spolverizzata di prezzemolo fresco tritato.
8 Ott 2021 | In evidenza, Magazine
Quante volte vi è capitato di andare al mare per rilassarvi e riflettere, per aspettare l’alba o vedere un bel tramonto, per respirare un po’ di aria pulita?
In estate e in inverno, da soli o in compagnia il mare sembra essere sempre lì pronto ad accogliervi.
Per molte persone il mare è un ostacolo che ha il potere di imprigionarti con la sua vastità, per altre come noi di Nieddittas il mare è la più grande ragione di vita.
Qualunque sia il vostro pensiero è sempre interessante discutere e descrivere il fascino del mare e dei sentimenti che suscita in ognuno di voi.
Forse potreste ritrovare in alcuni quadri mare famosi proprio quell’emozione che provate tutte le volte che vi fate trasportare dallo sciabordare delle onde.
Tempeste e leggende
Il mare è un’opera d’arte naturale e cercare di riportare la dinamicità delle onde su una tela è qualcosa che deve aver impegnato non poco gli artisti che ci hanno provato.
E non sono pochi i pittori che hanno voluto dedicare le loro pennellate alla forza marina.
Joseph Mallord William Turner è stato un pittore inglese di fine Settecento che ha sviluppato la sua arte tra la corrente del romanticismo prima e dell’impressionismo e dell’astrattismo poi.
I suoi dipinti si riconoscono spesso per la luce particolare che viene data ai paesaggi rappresentati e molte delle scene ritratte si svolgono nelle acque del mare.
In una delle sue prime opere Pescatori in mare, William Turner ha dipinto tutta la potenza di un mare oscuro e burrascoso dove una barca è appena illuminata dal chiarore della luna.
Anche nelle opere più tarde di inizio Ottocento, come Il molo di Calais e Il naufragio, William Turner ha impiegato tutta la sua abilità per sprigionare la forza terribile del mare ed esprimere l’incapacità dell’uomo di poterlo dominare nonostante il suo coraggio.
E proprio l’artista ha dato prova di gran coraggio secondo una leggenda.
Sembra che per conoscere meglio il mare, il pittore si sia fatto legare alla cima dell’albero maestro per avere una visione in prima fila della tempesta che si stava scatenando.
Un mare più quieto invece trova spazio nelle sue opere più recenti.
In La stella della sera e La valorosa Téméraire sembrano volerci trasmettere una tranquillità immobile e il mare, più che la rappresentazione reale di un paesaggio, sembra sfocato come solo un lontano e vago ricordo.
Solo un’impressione
Parlando di quadri mare famosi in molti forse avranno pensato subito a Claude Monet ed in particolare al suo Impressione, levar del sole.
Nella tela si possono ammirare le acque calme del porto di Le Havre in cui si muovono nella tranquillità delle prime luci dell’alba tre piccole barche.
Sullo sfondo sono appena accennati i profili di imbarcazioni più grandi e delle ciminiere.
La tranquillità di questo momento della giornata è espresso attraverso i colori freddi celeste verdognolo del mare e dei mezzi di navigazione che entrano in contrasto con i colori più caldi rosso e arancione del sole e del suo riflesso che si infrange nel mare placido.
Questo quadro di Claude Monet è stato esposto per la prima volta in una mostra organizzata dallo stesso pittore nel 1874 alla quale parteciparono altri artisti come Cézanne e Renoir.
Impressione, levar del sole non è stato accolto con grande entusiasmo da quel pubblico contemporaneo così abituato a rappresentazioni fedeli alla realtà, proprio perché sembra dare solo l’impressione di qualcosa che non è stato ancora portato a temine.
Di certo molti dei presenti sono stati impressionati, seppur negativamente, da quella tela che è stata dichiarata come l’iniziatrice dell’impressionismo.
La nuova corrente artistica dona un maggior risalto ai colori e alla luce effimera: i paesaggi dei quadri impressionisti sembrano più degli abbozzi di disegno, caratterizzati da pennellate veloci che devono catturare le sensazioni provate dall’artista in quel preciso istante.
Un dipinto di sabbia
Fra i quadri mare famosi che vale la pena ricordare ci sono quelli di Vincent Van Gogh.
Il pittore olandese celebre per I girasoli e per la Notte stellata si è cimentato anche con dei paesaggi marini.
Verso la fine dell’Ottocento Vincent Van Gogh vive ad Arles e a quel periodo risale una visita fatta al piccolo villaggio di pescatori Sainte-Marie de la mer.
Affascinato da quella distesa di sabbia e mare blu completamente differente dalle scogliere minacciose della sua patria, l’artista ha fatto diversi disegni e dei dipinti. Questi ultimi nello specifico ritraggono uno scorcio del villaggio e una scena marina.
Come riportano delle lettere scritte al fratello, Van Gogh descrive il fascino che prova per i colori del Mar Mediterraneo assomigliandoli a quelli di uno sgombro.
Se in un momento è convinto che il mare avesse delle sfumature blu, verdi o viola, l’attimo dopo i riflessi della luce gli donano una nuova sfumatura colorata.
Ed è così che il blu oltremare che campeggia su gran parte della tela di Vista sul mare a Saint-Marie viene attraversato da numerose pennellate decise e di diverse tonalità. Il giallo, il verde, il bianco e il celeste danno la sensazione di essere davanti ad un mare appena increspato.
Vincent Van Gogh era solito recarsi presto la mattina per disegnare le barche che lasciavano il porticciolo. Prendendo spunto da questi disegni sembra che Vista sul mare a Saint-Marie sia stato eseguito direttamente in spiaggia, perché tra i tratti colorati sono stati individuati dei granelli di sabbia.
4 Ott 2021 | In evidenza, Magazine
Il Mar Mediterraneo è una delle aree del Pianeta con la maggiore biodiversità. Si contano, infatti, oltre 17.000 specie. Si tratta di un bacino chiuso su cui si affacciano ben 15 Paesi europei sulla costa settentrionale e 13 su quella meridionale. Vediamo quali sono le sue caratteristiche e la flora e fauna del mar Mediterraneo.
Caratteristiche del mar Mediterraneo
Il nome “Mediterraneo” deriva dalla parola latina “mediterraneus”, che significa in mezzo alle terre.
A nord bagna le coste dell’Europa meridionale, mentre a est quelle asiatiche e a sud quelle africane.
È collegato all’Oceano Atlantico tramite lo stretto di Gibilterra e dal 1869 è collegato anche al Mar Rosso e dunque all’Oceano Indiano attraverso il canale artificiale di Suez.
La sua profondità media è di circa 1.500 metri e raggiunge la profondità massima (5.270 metri) nel Mar Ionio, a circa 60 chilometri al largo della costa sud-orientale del Peloponneso.
Le coste europee (settentrionali) formano 4 grandi penisole:
- la penisola iberica
- la penisola italiana
- la penisola balcanica
- la penisola anatolica.
Quella italiana lo divide in due zone: una occidentale e una orientale. Nel Mediterraneo occidentale troviamo la Sicilia, la Sardegna e la Corsica e a sud della Spagna l’arcipelago delle Baleari. Nel Mediterraneo orientale troviamo tra le isole maggiori Creta, Cipro e Rodi.
Per quanto riguarda il clima, il mar Mediterraneo è circondato da catene montuose che lo proteggono dalla potenza dei venti atlantici, i quali riescono ad entrare solo nella valle del Rodano e nell’alto Adriatico. I Paesi che si affacciano su questo mare sono caratterizzati da un clima favorevole con estati secche, più o meno calde in base alla zona, e inverni piovosi ma miti.
E adesso andiamo alla scoperta della flora e fauna del mar Mediterraneo, degli organismi animali e vegetali che vivono nelle acque di questo straordinario mare.
La flora del Mediterraneo
Il Mediterraneo ospita il 20% della ricchezza naturale mondiale. Si contano circa 25 mila specie di piante diverse native della regione, di cui più della metà sono endemiche, ovvero non si trovano da altre parti. Tra le tante abbiamo:
- La Posidonia Oceanica
- La Cystoseira
- La Cymodocea nodosa
- Rose di mare
- Margherite di mare
- Spugne
- La padina pavonia
- L’acetabularia acetabulum
Solo per citarne alcune. È molto complesso catalogare con completezza questa enorme varietà di specie. Un primo step è procedere con la classificazione dei vari habitat, i cui si distinguono i principali ecosistemi come le montagne, le coste, le gole e le gravine, le isole. Con questa classificazione la ricchezza della flora si misura in quasi 30 mila unità botaniche vascolari, comprese anche le sottospecie.
La fauna del Mediterraneo
Il mar Mediterraneo è ricco di specie animali. Il 44% delle specie di pesci ed il 25% dei mammiferi presenti nel bacino del Mediterraneo sono endemici, così come il 35% degli anfibi italiani e il 24% dei rettili della penisola iberica, metà dei crostacei, il 6% degli squali e il 3% degli uccelli marini.
In questo bacino si trova il più alto numero di anfibi (57 specie), di rettili (90 specie), di mammiferi (114 specie) e il 75 di tutti gli insetti europei.
Tra la fauna che popola le acque del Mediterraneo troviamo:
- Il pesce azzurro di cui fanno parte: la Sardina, alici, Cefalo o muggine, lo sgombro, l’aguglia, l’alaccia, la sciabola o spatola, il suro ò sugarello, la boga, il cicerello.
- Il pesce bianco come il Sarago, il Dentice, L’Orata, la Spigola o branzino, il Pagello o fragolino per via del suo colore rosato.
- Altre specie non classificabili sono la Sogliola, Passera, Razza, Rombo, Cernia, mormora, Occhiata, ricciola, salpa, scorfano, Ombrina, Triglia, Palamita, Tonno, Pesce Spada, Rana Pescatrice, Murena, Totano, Calamaro, Seppia, Polpo, Merluzzo o nasello, Lampuga, gambero, mazzancolle, scampo, canocchia o pannocchia o cicala di mare, Granceola, Aragosta.
- Cetacei quali capodoglio, la balenottera e alcune varietà di delfini.
Le minacce
Sono diversi i fattori che minacciano l’impoverimento della biodiversità. Ecco i principali derivanti principalmente dalle attività umane:
- I disastri naturali e gli effetti del cambiamento climatico
- La perdita di habitat
- L’invasione di specie aliene
- L’inquinamento (plastica e contaminanti chimici)
- La pesca e il bracconaggio
- Turismo
Sono tutti fenomeni che mettono a rischio la conservazione della biodiversità nel Mediterraneo e il suo delicato equilibrio su cui si regge l’ecosistema del mare nostrum.
Da un rapporto dell’ENEA, emerge che tra gli effetti dei cambiamenti climatici in Italia vi sono una variazione della salinità, diminuzione delle piogge, minor apporto di acqua fluviale e un generale aumento della siccità. Secondo uno studio dell’Università di Aix-Mairselle si prevede che entro la fine del secolo si verificherà una specie di migrazione delle nicchie ecologiche da sud a nord.
Proteggere questo immenso patrimonio naturale è una sfida complessa. Fondamentale è il monitoraggio, l’analisi e catalogare le specie del bacino, cioè la flora e fauna, e i siti a rischio per studiare le strategie di conservazione.
A noi di Nieddittas sta a cuore il tema della sostenibilità ambientale. Amiamo e rispettiamo il mare in cui siamo nati e che ci dà lavoro. I nostri allevamenti si trovano nelle acque del Golfo di Oristano, in un mare di straordinaria bellezza che tuteliamo e rispettiamo in ogni modo. I nostri stabilimenti sorgono nel compendio di pesca di Corru Mannu, ad Arborea, una zona umida protetta demaniale la cui tutela e salvaguardia è affidata alla nostra azienda e che è considerata una best practice proprio per l’eccellente gestione naturalistica del compendio.
1 Ott 2021 | In evidenza, Magazine
La ricetta pasta cozze e zucchine è semplice e molto gustosa, un primo piatto colorato e profumato perfetto per un pranzo in compagnia. Le zucchine vengono rosolate in padella con lo scalogno, facendo attenzione a non scuocerle, e poi si aggiungono le cozze, cotte a parte e private del loro guscio, che aggiungeranno un tocco di sapidità rendendo il tutto più gustoso.
Consigli
Questa pietanza, come altri piatti di pesce, è molto apprezzata e si può preparare in diversi modi, ma l’importante è utilizzare il liquido di cottura delle cozze, perché è quello che contiene tutto il gusto dei mitili, che viene conferito alla pasta. Basterà far aprire a parte le cozze e conservare il loro liquido per la mantecatura della pasta. Ovviamente la qualità dei frutti di mare decreterà il successo del piatto. Scegliendo le cozze Nieddittas avrete la garanzia di un prodotto sempre sano e sicuro, controllato con attenzione in ogni fase della lavorazione, dal mare della Sardegna fino alla vostra tavola. Le nostre cozze non sono fatte solo di gusto. C’è un altro aspetto forse ancora più importante: quello della sicurezza alimentare. Infatti, noi lavoriamo con grande attenzione sulla qualità e sulla sicurezza alimentare dei nostri prodotti perché vogliamo che le Nieddittas portino sulla vostra tavola il sapore unico e straordinario del nostro mare.
L’altro ingrediente chiave nella ricetta pasta cozze e zucchine è l’olio, che deve essere abbondante, almeno 2 cucchiai a porzione. Se desiderate un sapore ancora più deciso, potete aggiungere un buon pecorino e del peperoncino, immancabile in quasi tutti i piatti di pesce.
Per quanto riguarda la pasta, potete scegliere il formato che preferite, dai classici spaghetti alla pasta corta: linguine, tagliolini, paccheri o fusilli. Fondamentale è scolarla a metà cottura per poi proseguire in padella. Consigliamo di non salare molto l’acqua della pasta.
Se siete amanti delle erbe aromatiche, potete optare per il timo e rosmarino o anche la menta e/o la salvia. E adesso vi spieghiamo tutti i passaggi della ricetta pasta cozze e zucchine.
Ingredienti
- 1 kg Cozze Nieddittas
- 3 Zucchine
- 100 ml Olio extravergine d’oliva
- 1 Spicchio di aglio
- b. Prezzemolo tritato
- 350 g pasta
- Peperoncino (facoltativo)
Procedimento
Eliminate il bisso dalle cozze, mettetele in un tegame con acqua, coprite con un coperchio e lasciate che si aprano da sole a fuoco medio-basso. Serviranno circa 5 minuti, dopo averle fatte raffreddare potete sgusciare le cozze. Filtrate l’acqua delle cozze con un colino per eliminare le impurità e tenetela da parte.
Lavate e tagliate le zucchine a mezzelune di spessore a piacere e adagiatele in una padella con l’olio e lo spicchio d’aglio tritato (con erbe aromatiche e peperoncino se gradite) e fatele rosolare per 5 minuti, aggiungendo se volete dei pomodorini a pezzetti. Terminata la cottura togliete l’aglio.
Versate il liquido di cottura delle cozze nella padella e sfumate con il vino bianco. Se necessario, lasciate restringere un pochino il condimento tenendo il fuoco basso. Aggiungete per ultimo le cozze sgusciate e del prezzemolo tritato.
Intanto in abbondante acqua salata (leggermente, perché il condimento risulta già di per sé salato) avrete buttato la pasta che preferite. Scolatela al dente e ultimate la cottura in padella nel condimento di cozze e zucchine. Fate insaporire il tutto mescolando per bene e servite la pasta cozze e zucchine ben calda. Accompagnatela con un buon bicchiere di vino per conferire la giusta acidità al piatto.