Qual è il mare più bello d’Italia?

Qual è il mare più bello d’Italia?

Quando organizzate le vostre vacanze estive vi chiedete mai qual è il mare più bello d’Italia?

Forse noi di Nieddittas siamo di parte a dire che quello della Sardegna è il migliore, ma a confermare la nostra teoria arriva anche il Mare più bello, la guida stilata ogni anno da Legambiente e Touring Club italiano: una classifica dei comuni e dei comprensori turistici, che si sono guadagnati le ambite vele, simbolo di qualità ambientale e non solo.

Ma un territorio come può ottenere le vele?

Le due associazioni puntano a premiare i comuni che sono in grado di offrire un’elevata qualità ambientale e dei servizi ricettivi; si può ricevere minimo una vela e un massimo di cinque vele.

Per essere i migliori non basta avere un mare bello e pulito: bisogna valorizzare la cultura e la tradizione territoriale, la mobilità, la salvaguardia dell’ambiente intesa anche come il risparmio energetico e la raccolta differenziata, i servizi ricettivi e l’enogastronomia.

L’assegnazione delle vele si basa su requisiti stabiliti a livello europeo seguendo i criteri del progetto Life “VISIT” e anche coinvolgendo circoli locali.

Quindi se vi diciamo che in Sardegna ci sono le spiagge più belle d’Italia credeteci, perché alla nostra regione sono state assegnate cinque vele a ben sei posti diversi disseminati lungo le coste dell’isola e il litorale di Baunei è il più acclamato.

Al primo posto della classifica potete trovare il mare della Maremma toscana, seguita dalle sarde spiagge di Baunei e quelle del Cilento Antico.

Per l’edizione del 2021 sono state valutate quasi un centinaio di località, ma solo 45 sono riuscite ad entrare nella guida del Mare più bello.

Il mare più bello del 2021

Come dicevamo la Toscana è la regina delle spiagge italiane e al primo posto della classifica si trovano alcuni comuni maremmani tra i quali la Marina di Grosseto e Follonica.

Altre due zone della Toscana fanno parte della Top ten di questa classifica di qualità.

Alla quinta posizione si può trovare l’Isola di Capraia in provincia di Livorno, mentre al nono posto ci sono le località della Costa d’Argento nel grossetano, che comprende i comuni di Capalbio, la Laguna di Orbetello, il Monte Argentario, Magliano in Toscana e l’Isola del Giglio.

Per l’ultimo posto del podio bisogna andare più a sud, fino alle coste del Cilento Antico, dove si può fare un tuffo nelle spiagge salernitane di Castellabate.

Un altro comprensorio turistico a cinque vele della regione campana si trova sempre nella provincia di Salerno, ma questa volta nella Costa del Mito.

Come abbiamo visto il podio ormai è tutto occupato, ma questo non significa che sono finite le spiagge che hanno guadagnato le cinque vele.

La Puglia famosa per il suo mare bello e pulito ha ben tre località premiate per la loro qualità ambientale: le Isole Tremiti, l’Alto Salento Adriatico e l’Alto Salento Ionico infatti, sono state inondate da una grande folla di turisti grazie alla rivalutazione di piccoli comuni come Otranto e Gallipoli.

Anche la Basilicata può vantare le sue cinque vele grazie alla costa di Maratea.

Ma non dimentichiamoci del nord della nostra penisola, perché in Liguria si trovano alcune delle spiagge italiane più amate dai turisti di tutto il mondo situate nel Parco Nazionale delle Cinque Terre: i piccoli borghi di pescatori di Riomaggiore, Monterosso al mare, Corniglia, Vernazza e Manarola offrono scorci suggestivi a ridosso del Mar Ligure.

Località a quattro vele

Ma non è finita qui, perché le cinque vele sono state assegnate anche a dei laghi.

Il Lago di Avigliana Grande sembra essere il più bello d’Italia, seguito poi da altri comprensori turistici che comprendono ad esempio la riva occidentale del Lago di Garda e il Lago di Molveno nel Trentino Alto Adige.

Se vi state ancora chiedendo qual è il mare più bello d’Italia tranquilli, perché la lista è ancora lunga; infatti sono molte le spiagge che hanno ottenuto quattro vele e quindi luoghi in cui la qualità ambientale la fa da padrona.

Questa volta ripartiamo dalla Liguria in particolare dal Golfo di La Spezia conosciuto anche come il Golfo dei Poeti, perché per anni è stato la dimora degli artisti più noti e in particolare scrittori e poeti appunto.

Il Lazio si è visto premiare le Isole Ponziane e anche l’Abruzzo può vantare il mare più bello d’Italia lungo la Costa del Cerrano.

È d’obbligo un’altra tappa in Campania e di preciso in due posti che sono gettonatissimi per le pellicole dei registi più famosi del mondo, ovvero la Costiera Amalfitana e l’Isola di Capri.

Si torna poi nel tacco d’Italia per poter apprezzare le quattro vele del Gargano del sud, della Costa del Parco Agrario degli ulivi secolari e nel Basso Salento Adriatico.

Attraversate infine il mare per sbarcare in Sicilia nelle Isole Egadi, nel litorale trapanese del nord e nel Golfo di Noto.

L’isola del tesoro

Eccoci arrivati a parlare del territorio più premiato per la sua qualità ambientale e per essere circondata da quello che a nostro avviso è il mare più bello d’Italia: la Sardegna.

Come detto in precedenza il litorale ogliastrino di Baunei è al secondo posto della classifica di Legambiente e Touring Club e può vantare posti come Cala Mariolu e Cala Goloritzè, ma non è l’unico comprensorio turistico ad aver guadagnato le cinque vele.

Risalendo la costa orientale della Sardegna potrete immergervi nella quiete della Baronia di Posada e del vasto Parco di Tepilora situati nel nuorese.

Ancora più a nord sono state premiate la Gallura costiera con Santa Teresa di Gallura, Palau, Arzachena e in particolare l’area marina protetta di Capo Testa.

Scendendo dalla parte della costa occidentale invece potete godervi lo spettacolo della Planargia, in particolare il borgo colorato dei pescatori di Bosa nell’oristanese.

Andando ancora più giù troverete un altro borgo marino famoso per la bottarga di muggine, che sorge sulle rive di uno degli stagni più grandi d’Europa: Cabras.

Infine potete fare un tuffo nell’azzurro del litorale meridionale di Chia, in cui potete camminare sulle dune bianche e nel giusto periodo potete osservare i fenicotteri rosa.

Sono numerosi anche i comprensori turistici che hanno ricevuto solo, si fa per dire, quattro vele:

  • Ogliastra;
  • Sardegna sud orientale;
  • Golfo degli Angeli insieme al Parco di Molentargius e all’area marina protetta di Capo Carbonara;
  • il litorale di Pula;
  • la costa sud occidentale con le Isole sulcitane;
  • la Costa verde e Buggerru;
  • Montiferru;
  • il litorale di Alghero e il Parco di Porto Conte;
  • il Golfo di Orosei;
  • il Golfo di Olbia e il resto della costa nord orientale ed in particolare l’area marina protetta dell’Isola di Tavolara;
  • la costa nord occidentale con il parco naturale dell’Isola dell’Asinara.
Quanti mari bagnano l’Italia?

Quanti mari bagnano l’Italia?

La penisola italiana si trova al centro del Mediterraneo e lo divide in due: Mediterraneo Occidentale e Orientale. A seconda delle aree geografiche, il mar Mediterraneo viene diviso in bacini minori che prendono un nome specifico. Scopriamo quali e quanti mari bagnano l’Italia.

I mari italiani

La nostra meravigliosa Italia ha 7.456 chilometri di costa, confina a nord con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia ed è lambita su tre lati dal mare. È circondata da numerose isole, le più grandi del Mediterraneo sono la Sicilia e la Sardegna, tra le isole minori citiamo l’isola d’Elba, famosa per l’esilio di Napoleone Bonaparte. Nel sud troviamo diverse zone di natura vulcanica: l’Etna in Sicilia è il vulcano più attivo e sono frequenti le sue eruzioni.

Tra paesaggi, città, arte e cultura, questo Paese ha tanto da offrire, ma quanti mari bagnano l’Italia?

I mari che bagnano le coste italiane sono sei:

  1. Mar Adriatico
  2. Mar Ionio
  3. Mar Tirreno
  4. Mar Ligure
  5. Mar di Sicilia
  6. Mar di Sardegna

Le differenze tra loro dipendono dalle correnti e dalla loro evoluzione dal punto di vista oceanografico. Scopriamo le caratteristiche di ciascun mare.

Il mar Adriatico

Fa parte dei bacini orientali, va da Trieste fino a Bari e bagna 6 nazioni. Oltre alle nostre coste, bagna anche le terre dei Balcani ed è considerato un mare chiuso, stretto, allungato e poco profondo. Suddiviso in Alto, Medio e Basso Adriatico, si estende per 800 chilometri e la sua profondità aumenta verso sud fino a superare i 1000 metri.

Il mar Ionio

È il mare che bagna le regioni della Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia Orientale. Il mar Ionio mescola le sue acque con quelle del mar Adriatico e con quelle del mar Tirreno all’interno dello stretto di Messina.

Si trova fisicamente al centro del Mediterraneo ed è il mare più profondo d’Italia (l’abisso Calypso è il punto più profondo con i suoi 5270 metri).

Il mar di Sicilia

Si affaccia sul lato meridionale della Sicilia, le sue acque bagnano le coste nord africane, in particolare quelle della Tunisia. Bagna il Canale di Sicilia dalle Egadi fino a Malta. È un mare poco profondo, arriva fino a 1250 metri e presenta coste basse e sabbiose. Viene anche chiamato Canale di Tunisi.

Il mar Tirreno

Questo mare bagna le coste della Sardegna, della Sicilia settentrionale, della Campania, della Calabria e della Toscana. Il mar Tirreno è il più vasto dei bacini del Mediterraneo raggiunge profondità elevate, fino a 3800 metri circa vicino a Ponza. È ricco di catene montuose sottomarine, vulcani attivi come il Marsili, arcipelaghi e città che hanno una storia da raccontare, quali Roma, Napoli e Palermo.

Le isole del mar Tirreno sono state la dimora di esuli e carcerati, tra i più noti Napoleone e Garibaldi.

Il mar Ligure

Prende il nome dal popolo che ne abita le coste, bagna infatti la Liguria e anche la Corsica settentrionale. Il mar Ligure raggiunge una profondità superiore ai 1000 metri e comprende le coste settentrionali della Toscana e quelle della Liguria. Il confine con il mar Tirreno è segnato a sud-est dal promontorio di Piombino e dall’isola d’Elba, anche se sui suoi confini esistono versioni contrastanti.

Questo mare è incluso all’interno del Santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini nel Mediterraneo; in questa zona infatti è stata scoperta una alta concentrazione di cetacei. È attualmente il più grande parco marino d’Europa.

Il mar di Sardegna

Arriviamo al mare italiano più occidentale, il mar di Sardegna. Esso bagna le coste occidentali della Sardegna, quindi solo dal lato opposto a quello tirrenico, e le coste della Corsica, ed è collegato al mar Tirreno tramite le Bocche di Bonifacio, uno stretto che separa le due isole. Raggiunge la profondità massima di 3068 metri vicino a Minorca. Ed è proprio nel mare della Sardegna, esattamente nel Golfo di Oristano, che nasce la qualità Nieddittas. Qui si trova la nostra filiera controllata che rispetta il mare e il territorio e dalla quale provengono i prodotti di maggiore qualità.

Le 15 canzoni sul mare più belle

Le 15 canzoni sul mare più belle

Il mare è da sempre fonte di ispirazione per musicisti italiani e stranieri.

Diversi cantautori hanno dato vita ad alcune canzoni sul mare che sono diventate tra le più famose della storia musicale italiana, segnando le stagioni estive e non solo.

Brani in cui il mare è il protagonista o fa da sfondo a storie d’amore, allegre, tormenti interiori, dediche ai navigatori e attimi di riflessione. D’altronde il nostro Paese ha chilometri e chilometri di coste, spiagge, scogliere e due isole maggiori con un mare meraviglioso e non ci sorprende che molti testi parlino di questa enorme distesa blu.

Lucio Dalla, Pino Daniele, Luca Carboni, Vasco Rossi e tantissimi altri. Facciamo un tuffo nelle 15 canzoni mare tra le più famose e belle cantate da artisti italiani.

Se avete voglia d’estate, ascoltate queste 15 canzoni mare che hanno avuto successo nel panorama della musica italiana e proverete subito un’atmosfera marina.

Canzoni italiane, anche di artisti che non ci sono più ma che vivono attraverso i lori brani, tormentoni estivi indimenticabili e brani che hanno dominato le classifiche per settimane.

Siete pronti a sentire il profumo di salsedine?

1. Onda su onda

Partiamo dagli anni 70, esattamente nel 1974 viene incisa questa canzone pensata e scritta per Celentano, ma lanciata da Bruno Lauzi. Paolo Conte la inserisce anche nel suo primo album che contiene inoltre “Una giornata al mare”, incisa prima dagli Equipe 84.

2. Come è profondo il mare (Lucio Dalla)

Uscito nel 1977 è il settimo album dell’artista in studio e il primo scritto interamente da lui. Il mare è qui inteso come metafora della storia dell’Uomo, della sua evoluzione, delle conquiste, con i pesci che simboleggiano la libertà che sfugge sempre, in un modo o nell’altro, a ogni tentativo di controllo o di sottomissione. La canzone è diventata un cult ma non è la sola di Dalla dedicata al mare. Nell’album successivo troviamo, infatti, “Stella di mare”.

3. Chi tene ‘o mare (Pino Daniele)

Una canzone che esprime lo stato di molti popoli del sud e soprattutto quello di Napoli. Sembra proprio di sentire le onde tra le note.

4. Summer on a solitary beach (Franco Battiato)

Arriviamo al 1981, qui Battiato canta un mare che è un orizzonte di solitudine col quale misurarsi.

5. Il mare d’inverno (Loredana Bertè)

Scritto e cantato da Enrico Ruggeri e poi prestato alla voce inconfondibile della Bertè, è ispirato alle onde marchigiane di Marotta. In questo caso l’atmosfera è malinconica, rimanda ad un’acqua sfumata di grigio capace di far meditare sull’essenza delle cose. Della cantante citiamo anche “In alto mare”.

6. Voglio andare al mare (Vasco Rossi)

Un brano che lascia poco spazio all’immaginazione. È un Vasco dei primi tempi, si sa, sempre spregiudicato. Ecco un piccolo estratto: “Voglio andare al mare perché mi han detto che là sì che ci si diverte (non come qua). Mi voglio sfogare quest’estate voglio fare indigestione di donne e di sole…”

7. Un’estate al mare (Giuni Russo)

Come non ricordare il più grande successo commerciale di Giuni Russo del 1982, firmato da Battiato e Pio Russo, dove lei interpreta una prostituta che sogna di evadere e togliersi di dosso il grigiore del suo quotidiano nella freschezza del mare.

8. Mare mare (Luca Carboni)

Canzone simbolo dell’estate del 1992, successo assoluto anche al Festivalbar. Ci porta con la sua moto da Bologna a Riccione, raccontando i cambiamenti emotivi e la delusione finale nell’immediatezza di una situazione che tutti hanno vissuto, da una parte o dall’altra della barricata: “Mare, mare, mare cosa son venuto a fare se non ci sei tu, no, non voglio restarci più no, no, no”.

9. L’estate addosso (Jovanotti)

Tra le canzoni mare di questa classifica non possiamo non citare delle hit più recenti. Questa è del 2015. Un’estate nostalgica, colorata, che regala momenti e libertà:

“La voglia di tuffarsi guardando entrare in acqua tutti gli altri. Ma lei mi ha visto che sono qui da solo. E forse parlerà con me”.

10. Riccione (The Giornalisti)

Alzi la mano chi non l’ha canticchiata! È stato un vero e proprio tormentone dell’estate 2017 cantato dalla band romana.

Sotto il sole, qui sotto il sole
Di Riccione, di Riccione
Quasi quasi mi pento
E non ci penso più, e non ci penso più
Faccio a schiaffi, faccio a schiaffi
Con le onde e con il vento, le prendo
Come se fossero te

11. Mediterraneo (Mango)

Un grande successo del 1992 del cantautore scomparso nel 2014, scritta dal grande Mogol, che fa così:

Bianco e azzurro sei
Con le isole che stanno lì
Le rocce e il mare
Coi gabbiani
Mediterraneo da vedere
Con le arance
Mediterraneo da mangiare
La montagna là…

Il video di questa canzone è stato girato a Lampedusa.

12. Gente di mare (Tozzi e Raf)

Brano diventato un tormentone dell’estate del 1987 in cui il mare diventa un compagno d’avventure per tutti noi, motivati dalla voglia di vivere nuove esperienze.

13. Vento d’estate (Fabi e Gazzè)

Famoso singolo del 1998 e vincitore del premio “Un disco per l’estate” dello stesso anno. Ecco il ritornello che tutti ricorderete:

Vento d’estate
Io vado al mare, voi che fate
Non mi aspettate
Forse mi perdo
Ho pensato al suono del suo nome
A come cambia in base alle persone
Ho pensato a tutto in un momento
Ho capito come cambia il vento

14. Ora ti canto il mare (Negramaro)

Chiudiamo l’elenco delle canzoni mare con due singoli recenti. Questa è del 2021, scritta da Giuliano Sangiorgi il fondatore della band.

Un mare di inizio autunno in cui ancora si percepisce l’energia dell’estate appena passata e che dà la forza per affrontare il futuro. Al video, girato nella riserva naturale “Le Tesine”, in provincia di Lecce, ha partecipato anche la prima ballerina del Teatro alla Scala.

15. Destinazione mare (Tiziano Ferro)

Si tratta del nuovo inedito (maggio 2023) del cantautore di Latina, non presente infatti nel suo ultimo album “Il mondo è nostro”. Un inno alla vita, un brano perfetto per questa estate che segna la rivincita sua e dei suoi fan dopo l’annullamento del tour 2020 a causa della pandemia.

E la lista potrebbe continuare, è proprio il caso di dire che c’è un mare di musica… Buon ascolto!

Quali sono i mestieri del mare?

Quali sono i mestieri del mare?

Il mare indubbiamente suscita in tutti un enorme fascino e per molti, come per noi di Nieddittas, il mare è vita perché rappresenta un luogo di lavoro.

Il mondo della nautica ha da sempre sviluppato una serie di professioni e di economie che si sono man mano evolute offrendo importanti sbocchi professionali, con ottime prospettive di crescita e di guadagno.

Vediamo quali sono i mestieri del mare e le professioni più richieste per tutti quelli che sono interessati a questo meraviglioso mondo o che vogliono intraprendere una carriera in questo settore.

Lavorare in mare

Si definisce lavoro marittimo ogni attività lavorativa che si svolge in mare a bordo di un’imbarcazione.

Si possono suddividere 3 settori:

  1. Quello dei trasporti, che comprende il lavoro svolto a bordo di navi adibite al trasporto di merci e di passeggeri, e le imbarcazioni di servizio nei porti.
  2. La pesca, cioè le attività a bordo delle imbarcazioni adibite alla pesca marittima e al servizio dei sistemi di acquacoltura.
  3. Il diporto nautico, a bordo di imbarcazioni aventi scopi sportivi o ricreativi.

Il Codice della navigazione identifica il personale marittimo in:

  • Gente di mare.
  • Personale addetto al servizio dei porti.
  • Personale tecnico delle costruzioni navali.

Il personale di bordo rappresenta il cuore di una Compagnia di navigazione, in quanto detiene importanti responsabilità. Per questo è necessaria un’adeguata preparazione, si devono seguire specifici percorsi formativi e di aggiornamento su tutte le procedure in continua evoluzione.

L’Organizzazione Marittima Internazionale ha infatti stabilito i requisiti minimi relativi all’addestramento e alla formazione.

Una volta a bordo il personale può appartenere a 3 sezioni:

  1. Coperta.
  2. Macchina.
  3. Hotel – servizi complementari, di cui fa parte il personale destinato ai servizi verso i passeggeri.

Il mondo della navigazione è fatto, dunque, di tanti protagonisti. Ecco quali sono i mestieri del mare più ambiti.

I mestieri del mare più richiesti

“Gente di mare che se ne va, dove gli pare dove non sa. Gente corsara che non c’è più, gente lontana che porta nel cuore questo grande fratello blu.”

Così canta Umberto Tozzi nel brano “Gente di mare”, affermando che tutti siamo dei navigatori motivati dalla voglia di sapere e di fare nuove esperienze.

E c’è chi sceglie di navigare letteralmente, lavorando nel mondo marittimo. In Italia, da sempre, la nautica occupa migliaia di persone anche in zone non propriamente litoranee: cuoco di bordo, skipper, ormeggiatore… vediamo quali sono le 5 figure più richieste.

Guardiano del faro

Vi piacerebbe vivere in un faro isolato con vista a 360 gradi sulla distesa blu, lontano da tutto? I fari sono sotto la giurisdizione della Marina Militare Italiana. In passato l’assunzione avveniva tramite concorsi pubblici, successivamente si è passati a concorsi interni destinati alla riqualificazione di personale civile della Difesa. Sul sito della Marina è possibile rimanere aggiornati sui bandi di concorso disponibili.

Skipper

Lo skipper è un lavoro pieno di responsabilità perché è lui che ha il comando dell’equipaggio quando la barca è in mare, deve rispettare tutte le regolamentazioni previste in ambito nautico e rispondere civilmente e penalmente in caso di incidenti. Può svolgere il suo lavoro da solo oppure affiancato da un team e può condurre imbarcazioni a vela o a motore ausiliario.

Si occupa della conduzione delle imbarcazioni da diporto e delle manovre di ormeggio. Possiede una serie di competenze legate alla gestione delle tecnologie per dirigere la barca, competenze trasversali legate alla gestione dei rapporti interpersonali, conoscenza delle lingue e capacità di lavorare sotto stress.

Lo skipper può essere assunto con contratto annuale con armatore, con contratto stagionale con armatore oppure stagionale per agenzie di charter. I requisiti necessari sono:

  • La patente nautica
  • Avere il titolo professionale marittimo di conduttore di imbarcazioni adibite al noleggio, rilasciato dalla Capitaneria di Porto competente.

Per diventare skipper bisogna frequentare in Italia un corso specifico che rilascia il titolo di Ufficiale di navigazione del diporto.

Piattaforme petrolifere

Tra i mestieri del mare c’è anche quello che si svolge su una piattaforma di estrazione petrolifera o di gas. È un lavoro non facile, che prevede spazi limitati, la convivenza forzata per lunghi periodi e quindi diverse competenze tecniche e un certo equilibrio psicologico.

Diverse figure operano nelle piattaforme, come ingegneri, geologi, saldatori, meccanici, elettricisti, addetti alla ristorazione (cuochi e camerieri).

Marinaio di porto

Il marinaio di porto addetto ai servizi logistici lavora nei porti turistici, assiste i diportisti nelle operazioni di ormeggio, ha la responsabilità della navigazione e dell’ambiente in cui opera (sorveglianza anche notturna degli spazi portuali). Questa figura è un perfetto conoscitore del mare, si occupa anche della manutenzione delle imbarcazioni di servizio e di quelle a noleggio, dei ricambi di carburante e assicura il corretto svolgimento delle attività nelle aree portuali.

Deve maturare conoscenze trasversali che riguardano le diverse sfaccettature dei mestieri del mare, avere un’ottima prestazione fisica e predisposizione ai rapporti relazionali. Per diventare marinaio di porto bisogna seguire dei percorsi formativi specifici.

Navi da crociera

Nel settore delle crociere si possono svolgere diverse tipologie di lavoro:

  • Animatori.
  • Nei servizi di ristoro.
  • Lavori d’ufficio nella sede centrale di una compagnia.
  • Addetti ai saloni di bellezza.
  • Lavori sul ponte e nella sala macchine.

Occorre aver maturato esperienza nel settore del turismo, delle vendite o inerente alla posizione per la quale ci si candida, essere affidabile ed estroverso, abile nei rapporti con la clientela.

Come dormono i pesci?

Come dormono i pesci?

Anche se con modalità diverse rispetto all’uomo, i pesci dormono.

Proprio così, anche per questi abitanti del mare dormire è una necessità. Ci sono specie che dormono di notte, altre durante il giorno.

Al contrario di noi umani, i pesci non possono chiudere gli occhi in quanto non hanno le palpebre (ad eccezione degli squali) ed è per questo che molti si domandano: come dormono i pesci?

In questo articolo rispondiamo a questa curiosità dal mondo del mare, così sarete in grado di capire quando i pesci del vostro acquario stanno schiacciando un pisolino.

Un sonno ad occhi aperti

Il sonno dei pesci può essere di due tipi:

  1. Riposo vigile, durante il quale il cervello dorme ma i sensi sono attivi.
  2. Sonno vero e proprio in cui si ha una sospensione delle attività.

Il sonno dei pesci è un periodo di abbassamento del livello di attività, una fase in cui questi animali risparmiano energie e riposano, ma l’attenzione per l’ambiente esterno è sempre attiva, per essere pronti a fuggire in pochi istanti in caso di presenza di predatori. Come abbiamo detto, i pesci dormono ad occhi aperti, ma si capisce da una serie di fattori:

  • Inattività prolungata.
  • Una particolare posizione di riposo.
  • Abbassamento della soglia di eccitazione.

Vediamo dunque come dormono i pesci di varie specie.

Alcuni, come gli squali, continuano a nuotare anche mentre dormono per far passare l’acqua attraverso le branchie, e quindi continuare a respirare. Altri, come i pesci pappagallo, si avvolgono in uno spesso strato di muco che li protegge dai possibili attacchi dei predatori, per un riposo privo di pericoli. Altri ancora, come alcuni Cobitidi, dormono appoggiati su di un fianco.

Ci sono quelli che scelgono punti specifici per dormire, come fori, fessure e sporgenze tra la vegetazione, oppure sepolti dalla sabbia o in un luogo riparato sul fondale, altri si mimetizzano tra i coralli e c’è chi continua a nuotare e muovere le pinne seppur più lentamente.

Alcuni pesci, come lo sgombro, dormono raramente. Altri, come il tonno, restano perennemente attivi sia di giorno che di notte e continuano a nuotare.

I delfini, invece, gli animali marini più intelligenti, “spengono” un emisfero del loro cervello per dormire ed entrano in uno stato di sonno chiamato emisferico ad onde lente. La metà attiva del loro cervello fa in modo che essi possano continuare a nuotare e tiene traccia dell’ambiente circostante, mentre la metà inattiva dorme. Poi si invertono le parti.

Quando dormono i pesci

I pesci non distinguono il giorno dalla notte, hanno un orologio interno che regola le varie attività, tra cui dormire. Anche per i pesci in acquario, è il ritmo circadiano che dice loro quando fermarsi, indipendentemente dal fatto che ci sia luce o meno. Si consiglia comunque di non tenere la luce accesa più di 12 ore al giorno.

Se avete dei pesci rossi in casa, vi sarà probabilmente capitato di vederli di notte sul fondo dell’acquario. Mettendo del cibo avrete notato che i pesci impiegano molto di più ad individuarlo rispetto a quando sono svegli. Quando li vedete immobili dunque non spaventatevi, stanno semplicemente dormendo, di conseguenza rallentano il respiro e sono meno attivi. Il loro colore potrebbe, inoltre, sbiadire per poi tornare alla normalità una volta svegli. Alcuni pesci rossi dormono il pomeriggio e la notte sono svegli e viceversa.

Ma i pesci sognano? Non essendo dotati di neocorteccia cerebrale, non si verifica un riposo di tipo onirico come avviene per altri animali, ovvero non si manifesta la fase REM.

Il loro sonno è comunque oggetto di ricerche per capire meglio il sonno nelle persone. Alcuni studi usano il pesce zebra per capire gli effetti della privazione del sonno, l’insonnia e appunto il ritmo circadiano.

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