28 Set 2021 | In evidenza, Magazine
Il pesce fresco è un alimento delicato che si deteriora rapidamente a causa degli enzimi e batteri già presenti nella carne del pesce, con dei rischi per la salute. Per questo è importante saperlo conservare al meglio, senza alterarne il gusto e senza avere brutte sorprese. Scopriamo quanti giorni si conserva il pesce in frigo e le regole da seguire per consumare il pesce in tranquillità.
Come conservare il pesce
Innanzitutto, è sempre meglio acquistare un pesce fresco di giornata e che sia stato ben conservato prima di arrivare a casa nostra. Infatti, quello che normalmente acquistiamo ha già subito un primo processo di refrigerazione in mare aperto: viene conservato nel ghiaccio sui pescherecci a 0 gradi fino alla consegna al mercato del pesce. Nel tragitto per arrivare a casa è importante non interrompere la catena del freddo. Sarebbe opportuno, soprattutto in estate, utilizzare una borsa frigo.
Ci sono poi altre regole da seguire per conservare tutte le proprietà organolettiche del pesce ed evitare spiacevoli inconvenienti dovuti ad una cattiva conservazione.
La prima domanda da porsi dopo aver acquistato il pesce è “quando cucinarlo?”. Ci sono due alternative:
- Se vogliamo mangiarlo entro 24 ore e massimo 2 giorni, possiamo conservarlo in frigorifero, dentro un contenitore chiuso o coperto con una pellicola per alimenti. Così facendo si evita sia la disidratazione, nel caso di frigoriferi ventilati, sia di trasmettere l’odore di pesce ad altri cibi.
- Se non si consuma subito, invece, occorre procedere al congelamento.
Quanto dura il pesce in frigorifero
Una volta acquistato il pesce fresco ci si domanda: quanti giorni si conserva il pesce in frigo?
Il ministero della Salute nel decalogo “Sicurezza nel Frigorifero” ha illustrato alcune semplici regole per utilizzare al meglio il nostro frigo:
- Mantenere una temperatura media di circa 4 gradi;
- conservare carne e pesce nella parte più fredda (che si trova nella zona bassa);
- evitare di riporre alimenti ancora caldi;
- separare i cibi crudi da quelli cotti;
- utilizzare sempre contenitori puliti e chiusi;
- mantenere il frigorifero pulito e non troppo pieno;
- prestare attenzione a non conservare gli alimenti oltre la data di scadenza.
Tra i possibili rischi derivati da una scorretta conservazione ci sono quelli dovuti alla presenza di microbi e parassiti, che possono provocare parassitosi e intossicazioni alimentari anche gravi. Anche per i frutti di mare bisogna fare attenzione. La US Food and Drug Administration (FDA) consiglia di conservare il pesce fresco e i frutti di mare in frigorifero solo se si consumano entro 2 giorni dall’acquisto. Ancora meglio se consumati nel giro di 24 ore.
I prodotti Nieddittas riportano sul retro anche la data di confezionamento, che vi consente di capire se il prodotto è fresco. Per questo, quando acquistate le nostre cozze verificate sempre che vi vengano vendute da una confezione in retina chiusa e dotata di etichetta. Offriamo al mercato tutte le migliori specie presenti nel Mar Mediterraneo. E con il nostro servizio a domicilio potete ordinare via whatsapp e ricevere direttamente a casa il miglior pescato del giorno, con una consegna dedicata, con mezzi refrigerati e nel rispetto della catena del freddo.
Il pesce fresco inizia ad alterarsi dopo 7-10 giorni fino a sviluppare varie sostanze, tra cui la formaldeide e l’acido solfurico, responsabili del cattivo odore.
Per gustarlo in tutta sicurezza andrebbe consumato subito entro le prime 24 ore dall’acquisto così da preservarne al massimo la freschezza e le proprietà organolettiche. Deve essere sempre ben chiuso in un contenitore o avvolto in una pellicola. Vedremo tra poco alcuni semplici accorgimenti per essere conservato in frigorifero.
Il pesce cotto, invece, può essere conservato in frigo per 3-4 giorni. Mentre, se avete preparato il sushi, non conservatelo più di 1 giorno.
Come conservare il pesce in frigorifero
Seguite queste semplici indicazioni:
- Pulite ed eviscerate il pesce fresco.
- Lavatelo sotto acqua corrente.
- Mettetelo in uno scolapasta per eliminare l’acqua in eccesso.
- Asciugatelo con della carta da cucina e riponetelo dentro un contenitore ben chiuso o copritelo con una pellicola alimentare.
- Conservatelo nella parte più bassa del frigo.
Come congelare il pesce
Se non dovete consumare subito il pesce acquistato potete procedere al congelamento. Nel congelatore a -18°C il pesce durerà più a lungo, ma va consumato entro 3-8 mesi. Se si conserva oltre perderà la sua consistenza e sapore. Consigliamo di applicare sul pesce congelato un’etichetta con la data di congelamento. I pesci grassi, come salmone, tonno e sgombro difficilmente superano i 3-4 mesi.
Per congelarlo fate così:
- Eliminate le interiora, le branchie e le squame, o nel caso di frutti di mare spazzolate cozze e vongole.
- Lavate il pesce ed asciugatelo.
- Volendo potete sfilettarlo e dividerlo in porzioni.
- Riponete il pesce in sacchetti gelo. Questi devono essere ben chiusi, cercando di eliminare il più possibile l’aria dalla confezione.
- Scongelate il pesce al bisogno e gustatelo in tutta sicurezza!
Ricordate che una volta scongelato il pesce non potrà essere congelato nuovamente.
24 Set 2021 | Parlano di noi
HO RE CA News.it
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Rassegna stampa realizzata per Nieddittas. Non è riproducibile, ai sensi di legge.
24 Set 2021 | In evidenza, Magazine
I pesci rossi sono tra gli animali più longevi esistenti in natura. Tuttavia, se ci si prende cura di loro in una maniera inadeguata possono morire dopo poco tempo. Hai deciso di prenderne uno? Vediamo allora le caratteristiche, quanto vive un pesce rosso e come farlo vivere a lungo.
Caratteristiche del pesce rosso
I pesci rossi appartengono alla famiglia dei Ciprinidi ed esistono diverse varietà con svariate combinazioni di colori oltre a quella rossastra-arancione che tutti conosciamo. I pesci rossi sono tra gli animali domestici più diffusi. Tutte sono specie da acquario e ci sono vari allevamenti di pesci rossi: quello della varietà con pinne a velo, ha avuto origine in Cina e in Giappone. Esistono circa 300 varietà, selezionate negli allevamenti. Alcune sono molto diffuse, come il tipico pesce rosso da luna park. Altre invece sono molto rare e richieste (come il “testa di leone”, dall’enorme capo con “criniera”, o il colorato “Oranda Panda”), e possono costare più di 50 euro a esemplare.
Alcuni pesci rossi possono arrivare fino a 35-40 centimetri di lunghezza, alcuni sono talmente grandi da poter vivere solo nei laghetti.
Ci sono diverse forme di pinne e corpo ma anche di colori e motivi. In Cina se ne conoscono oltre 350-400 specie. Alcune però non è consentito allevarle, prima dell’acquisto informati sulle specie consentite.
Quanto vivono i pesci rossi?
Se ti stai chiedendo quanto vive un pesce rosso, devi sapere che la vita media di un pesce che vive in un acquario dipende da alcuni fattori, quali:
- La specie cui appartiene.
- Il modo in cui vive e ci si prende cura di esso.
In genere, il pesce rosso può arrivare a vivere anche 20 anni o più se curato in maniera adeguata. I più longevi possono vivere addirittura fino ai 40 anni. Ma quelli che teniamo in casa solitamente hanno una durata della vita pari a 10 anni.
Come prendersi cura dei pesci rossi
La cura dei pesci rossi non richiede particolari attenzioni. Si consigliano acquari sufficientemente grandi da contenere il numero di pesci rossi che abbiamo deciso di adottare, ed è necessario un filtro. L’acqua non deve essere riscaldata: basta che la temperatura dell’ambiente sia compresa tra i 12 e i 23 °C.
Come farli vivere più a lungo? Per garantire una vita sana e lunga al tuo pesce rosso è importante assicurargli un habitat adeguato, quindi, evita la classica boccia tonda e opta per un acquario che garantisca almeno 20 litri d’acqua a ciascun esemplare. Se notate qualcosa di anomalo, rivolgetevi ad un veterinario o al negozio specializzato dove li hai acquistati. Ecco qualche consiglio utile:
- Cambiare spesso l’acqua. Per far vivere a lungo un pesce rosso a casa è necessario cambiare l’acqua una volta a settimana, in percentuali del 30-40% alla volta. Va bene anche l’acqua del rubinetto, ma solo se lasciata riposare e sedimentare, perché altrimenti il cloro potrebbe risultare pericoloso per i pesci.
- Acquistare un filtro e termostato dell’acquario. Il primo ha la funzione di ripulire regolarmente l’acqua dai residui del cibo, escrementi e altre sostanze, il secondo monitora e mantiene costante la temperatura dell’acqua.
- Dare poco cibo a ritmi regolari. Un’alimentazione corretta è indispensabile per la salute dei pesci rossi. Si tratta di animali onnivori che non necessitano di dosi abbondanti. È meglio somministrare piccole dosi di cibo più volte al giorno, senza esagerare. Cibo in quantità eccessive e di scarsa qualità può farli ingrassare e causare gravi danni al fegato. Il mangime deve essere completo, sia in fiocchi che in granuli, l’importante che sia di ottima qualità. I pesci rossi possono mangiare anche piante da acquario e raramente verdure sbollentate o sminuzzate. Il mangime galleggiante dovrebbe restare in ammollo per un paio di secondi prima di essere consumato dal pesce. In questo modo si evita di fare assumere troppa aria ai pesci.
22 Set 2021 | Parlano di noi
Il Giornale del Cibo
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Rassegna stampa realizzata per Nieddittas. Non è riproducibile, ai sensi di legge.
22 Set 2021 | Magazine
Le lasagne ai frutti di mare sono un primo piatto unico, ricco e saporito, da portare in tavola per il pranzo della domenica o per un’occasione speciale. Se volete risparmiare tempo utilizzate le lasagne già pronte e preparatele in anticipo, così da congelarle e averle sempre pronte! Vi basterà soltanto cuocerle prima di servirle.
La ricetta delle lasagne ai frutti di mare che vi proponiamo è fatta con besciamella, cozze, vongole, calamari, gamberetti, polpo, ma potete utilizzare il mix di frutti di mare che più vi piacciono. Un piatto raffinato, semplice da preparare, che stupirà i vostri ospiti. Accompagnatelo con un buon bicchiere di vino bianco fresco.
Il segreto è acquistare dei molluschi freschi e di qualità come quelli offerti da Nieddittas, un profumo e un gusto unici. Assaporateli in tutta sicurezza perché vengono dalla nostra filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano. Una filiera controllata che rispetta il mare e il territorio e che vi garantisce un prodotto sempre sano e sicuro, controllato con attenzione in ogni fase della lavorazione, dal mare della Sardegna fino alla vostra tavola.
Varianti
Di questo primo piatto esistono diverse varianti. Potete ad esempio preparare una besciamella senza latte, per gli intolleranti al lattosio, potete eliminare il sugo se preferite un sapore più delicato, scottando leggermente i molluschi e aromatizzando la besciamella con curry, zafferano o curcuma. Oppure, potete aggiungere telline o anche quadretti di pesce spada. Se vi piacciono le verdure, l’abbinamento migliore è lasagne ai frutti di mare e zucchine, da fare bianche o col sugo.
Ora mettetevi ai fornelli e seguite i nostri passaggi per preparare le lasagne ai frutti di mare.
Ingredienti
- 12 lasagne all’uovo fresche o 300 g
- 700 g misto frutti di mare (cozze e vongole Nieddittas, gamberetti, calamari, polpo)
- 10 Pomodorini ciliegino
- Olio extravergine d’oliva
- q.b. sale e pepe
- 1 spicchio d’aglio
- 500 ml besciamella
- 200 g Mascarpone (facoltativo)
- 1 bicchiere di vino bianco
Come fare le lasagne ai frutti di mare
Iniziamo con la pulizia dei frutti di mare. Togliete la barbetta dalle cozze, strofinate le vongole sotto il getto d’acqua e mettete i molluschi in un’ampia casseruola, coprite con coperchio e cuocete fino a quando si apriranno le valve. Eliminate le eventuali cozze e vongole non aperte, poi filtrate il liquido di cottura e tenetelo da parte.
In un tegame aggiungete 3 cucchiai di olio extravergine e fate rosolare leggermente lo spicchio di aglio, unite i calamari già puliti e tagliati a rondelle. Sfumate con il vino bianco e dopo qualche minuto versate i gamberetti sgusciati e mescolate. Quando il vino sarà evaporato unite i pomodorini lavati e tagliati a pezzetti e i frutti di mare sgusciati.
Continuate la cottura per far amalgamare bene il tutto e regolate di sale e pepe. Rimuovete l’aglio.
Fate bollire dell’acqua salate e aggiungete un cucchiaio di olio extravergine. Immergete le sfoglie di pasta all’uovo e sbollentartele per qualche secondo. Scolatele e sistematele su un canovaccio.
In una ciotola, mescolate il mascarpone con la besciamella sino ad ottenere una crema non troppo densa (qualora lo fosse, aggiungete un po’ di latte).
È il momento di assemblare le lasagne. Versate in una pirofila rettangolare uno strato di besciamella, un primo strato di lasagne, condite con il sugo ai frutti di mare, ancora un mestolo abbondante di besciamella e procedete allo stesso modo alternando gli strati fino a terminare tutti gli ingredienti.
Cuocete le lasagne ai frutti di mare in forno già caldo a 180° per circa 20-25 minuti o finché la pasta risulta dorata leggermente in superficie. Lasciate riposare un po’, tagliate a fette e servite.
Consigli
È preferibile consumare subito queste lasagne perché i frutti di mare sono soggetti ad un rapido deperimento.
Attenzione a non esagerare con il sale, gli ingredienti sono già di per sé saporiti. Per quanto riguarda le lasagne, c’è chi preferisce non sbollentarle e chi le mette crude già in teglia. In quest’ultimo caso bagnatele bene con la besciamella per farle ammorbidire.
17 Set 2021 | In evidenza, Magazine
Quante volte vi sarà capitato di soffermarvi a guardare il mare, l’orizzonte infinito, le onde e ascoltare il loro rumore che ci regala un senso di pace e relax. Il mare ha ispirato molti artisti, sono state scritti vari testi di canzoni e poesie che parlano del mare e dei suoi movimenti.
Il mare è una delle principali fonti di energia rinnovabile, è fonte di vita ed è indispensabile anche per noi di Nieddittas, in quanto ci dà lavoro 365 giorni l’anno. La nostra filiera di eccellenza nel Golfo di Oristano è il luogo dove nasce la qualità dei nostri prodotti, perché il mare della Sardegna, con le sue peculiarità, è fondamentale per portare sulla vostra tavola degli alimenti così buoni, sani e sicuri.
Quali sono i movimenti del mare? In questo articolo spieghiamo cosa sono i 3 movimenti del mare:
- Le onde.
- Le maree.
- Le correnti.
Come si formano le onde?
Il mare è in continuo movimento. Le onde, si formano ad una certa distanza dalla costa, si accrescono e si rompono in prossimità della riva. La fascia marina entro la quale le onde si rompono si chiama zona di frangimento e indica la profondità dell’acqua: se il fondale è inclinato, le onde che si frangono sulla riva saranno di piccole dimensioni, mentre se i fondali sono debolmente digradanti, con numerose barre sommerse, le onde si romperanno più a largo.
Le particelle d’acqua che costituiscono l’onda si muovono secondo orbite approssimativamente circolari. In superficie hanno raggi ampi, ma man mano che aumenta la profondità essi decrescono fino ad annullarsi. Il lasso di tempo che intercorre tra il passaggio di un’onda e quello della successiva rimane costante e per questo le onde diventano più alte e più rapide, fino a rompersi in avanti.
Le maree
Le maree sono innalzamenti e abbassamenti delle acque dovuti all’attrazione esercitata dalla Luna e dal Sole sulle masse oceaniche. Si ripete circa 2 volte al giorno. Si ha alta marea quando l’acqua del mare raggiunge la sua massima altezza dentro il ciclo delle maree. La bassa marea si verifica quando l’acqua del mare raggiunge l’altezza minima dentro il ciclo delle maree. Quando la Terra, la Luna e il Sole sono allineati, le forze di attrazione si sommano e producono maree vive, particolarmente accentuate. Quando, invece, sono disposti secondi i vertici di un triangolo rettangolo, ovvero durante le fasi di quadratura, si verificano le maree morte cioè le minime oscillazioni.
L’ampiezza delle maree dipende anche:
- Dalla conformazione dei fondali marini e dalle linee di costa.
- Dalla presenza di insenature e baie.
- Dal vento e dai differenziali di pressione atmosferica tra il mare aperto e la zona costiera.
In alcune zone dove esistono golfi molto lunghi e stretti si verificano maree con un’ampiezza superiore ai 10 metri!
Un’altra forza generatrice delle maree è dovuta al movimento di rivoluzione del sistema Terra-Luna intorno al baricentro comune.
Le correnti marine
Le correnti marine sono movimenti di grandi masse d’acqua generate da diversi fattori:
- L’azione combinata di venti.
- Le differenze di pressione atmosferica.
- Possono essere innescate dalle maree.
- Possono dipendere dalle differenze di densità dell’acqua di mare.
Si distinguono in correnti fredde e in correnti calde.