Ricetta patate riso e cozze

Ricetta patate riso e cozze

La ricetta patate riso e cozze è la famosa tiella barese, piatto tipico della tradizione pugliese, perfetta da preparare nei mesi estivi e da servire come piatto unico. C’è chi mette più patate, chi più riso o pomodori interi, e chi aggiunge le zucchine: ognuno segue la propria tradizione di famiglia. Ma ciò che accomuna le versioni è la semplicità dei suoi ingredienti. Pomodori, patate e cozze disposti a strati regolari e capaci di rilasciare un sapore e un profumo deliziosi.

Curiosità

La tiella di riso e patate prende il suo nome dal tegame nella quale viene preparata, la “tieed” in dialetto barese. Quello più adatto è un tegame di terracotta alto e tondo, perché dovete sapere che il materiale influisce sul sapore e sulla cottura.

La cottura al forno rende delicato e particolare questo primo piatto di pesce e ci vuole quasi un’ora per far sì che le patate diventino morbide, le cozze crude e il riso si cuociano e si formi la gratinatura superficiale croccante e dorata.

Mettetevi ai fornelli e vediamo gli ingredienti che ci occorrono e come preparare il piatto di patate, riso e cozze.

Ingredienti

Per il successo di questo piatto consigliamo le nostre cozze Nieddittas che vi offrono sempre il sapore e il profumo del mare dal quale provengono. Un prodotto sano e sicuro, controllato con attenzione in ogni fase della lavorazione, dal mare della Sardegna fino alla vostra tavola. Per questo, prima della cottura le cozze devono essere semplicemente “sbissate”, cioè va eliminato il bisso, il filamento che spunta dal guscio.

Una variante è quella di cucinare le cozze in padella, invece di usarle crude. Basta far soffriggere l’olio e uno spicchio d’aglio in una padella per qualche minuto, unire le cozze e coprire col coperchio, fino a quando non inizieranno a schiudersi. Potete sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e procedere come spiegheremo più avanti. Ecco gli ingredienti:

  • Riso Carnaroli 300 g
  • Cozze Nieddittas 500 g
  • Patate 500 g
  • Aglio 2 spicchi
  • Prezzemolo
  • Acqua 300 ml
  • Pomodori ramati 3
  • Cipolle bianche ½
  • Parmigiano Reggiano DOP 50 g
  • Pangrattato 30 g
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale fino e pepe nero q.b.

Patate riso e cozze: la ricetta originale

Per prima cosa togliete il bisso dalle cozze e apritele aiutandovi con un coltellino piccolo e a lama liscia. Effettuate questa operazione mettendo sotto le cozze una ciotola per raccogliere la loro acqua. Staccate il mollusco dalla valva superiore e portatelo interamente sulla valva inferiore. Staccate la valva vuota e fate in modo che esca tutta l’acqua. Una volta aperte tutte le cozze, filtrate il loro liquido.

Pulite le patate e tagliatele a rondelle sottili, poi mettetele da parte in una terrina con acqua fredda. Lavate e tagliate anche i pomodori. Tritate finemente il prezzemolo e l’aglio, affettate, infine, le cipolle ad anelli sottili.

Prendete una pirofila tonda in ceramica con i bordi alti e versate 4 cucchiai d’olio. Iniziamo a comporre la tiella barese: mettete la cipolla, un po’ di aglio, il primo strato di patate a raggiera e qualche fetta di pomodoro. Salate e pepate, spolverizzate con una manciata di prezzemolo e disponete le cozze crude.

Distribuite il riso crudo, versate da una sola parte tutta l’acqua delle cozze Nieddittas filtrata, per rendere il tutto più saporito. Ora disponete un altro strato di patate e di pomodori. Salate e pepate e distribuite il prezzemolo rimasto. Aggiungete un cucchiaio di olio extravergine e spolverate la superficie con il parmigiano e poi con il pangrattato.

Versate delicatamente da un lato della pirofila dell’acqua e infornate a 200° per 45 minuti. Il vostro piatto di patate riso e cozze è pronto!

Si può fumare in spiaggia?

Si può fumare in spiaggia?

Sempre più Comuni italiani stanno adottando dei provvedimenti stringenti per il divieto di fumo sia sulle spiagge libere che negli stabilimenti attrezzati. Se stai programmando la tua vacanza al mare e sei un fumatore, in questo articolo troverai informazioni utili sui divieti, sulle sanzioni previste e la risposta alla domanda: si può fumare in spiaggia?

Cosa dice la legge in Italia sul fumo

Dall’estate 2018 molti Comuni hanno imposto il divieto di fumo in spiaggia, con multe fino a 500 euro. La lista delle aree libere dal fumo si allunga, con l’obiettivo di tutelare saldamente la salute, ma anche l’ambiente, il decoro e la pulizia dei luoghi. Salvo eccezioni e nelle località in cui sono in vigore specifiche ordinanze comunali, non esiste nessuna norma nazionale che vieta il fumo all’aperto. Quindi, al momento, si può fumare in spiaggia sotto l’ombrellone o in riva al mare, se non c’è il divieto imposto dall’amministrazione comunale.

Facciamo un passo indietro. La legge antifumo, approvata nel 2003, vieta espressamente di fumare nei luoghi al chiuso come bar, cinema e ristoranti, allo scopo di combattere il tabagismo e tutelare la salute dei non fumatori costretti a respirare il fumo passivo di altri cittadini.

L’inosservanza di tali disposizioni comporta l’applicazione di una sanzione che va da un minimo di 27,50 euro ad un massimo di 275 euro, che raddoppia passando dai 55 euro ad un massimo di 550 euro, nel caso in cui la violazione avvenga in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o di minori.

Se gli addetti alla vigilanza non contestano la violazione o non espongono i cartelli indicanti il divieto di fumare, rischiano anch’essi delle sanzioni che possono oscillare tra un minimo di 200 euro e un massimo di 2.200 euro.

Dal 2016 è vietato fumare anche in macchina se a bordo ci sono minori e donne in gravidanza.

Tuttavia, anche se si può fumare in spiaggia e all’aperto, va ricordato che gettare i mozziconi di sigaretta o filtri per il drum in mare o sotto la sabbia è sempre vietato!

Questo divieto vale sia sulle spiagge libere che negli stabilimenti balneari, in base all’articolo 40 della legge 221/2015. Chi non rispetta tale divieto rischia una multa da 60 a 300 euro.

Divieto di fumo in spiaggia: le sanzioni

È a discrezione di ogni Comune stabilire il divieto di fumo in spiaggia e l’entità della multa per chi fuma ugualmente. In genere il divieto si estende lungo la battigia e per 10 metri dalla riva e le sanzioni amministrative vanno dai 25 ai 500 euro. Se si paga la multa entro 5 giorni si ha diritto ad uno sconto del 30%, ai sensi della legge 98/2013.

Le ordinanze comunali prevedono che il divieto venga segnalato con appositi cartelli. Il comando di polizia municipale è autorizzato a fare sopralluoghi e in caso di irregolarità e violazione del divieto di fumo sulle spiagge può disporre le sanzioni.

Ma i fumatori possono tirare un sospiro di sollievo. Sono ancora molte le spiagge italiane in cui non si sono presi provvedimenti e, inoltre, alcuni lidi attrezzati hanno predisposto apposite aree lontane da ombrelloni e aree gioco in cui è possibile fumare.

L’obiettivo e le località dove non si può fumare in spiaggia

Si tratta di una vera e propria battaglia di civiltà. Lo scopo delle ordinanze antifumo è quello di tutelare la salute dei bagnanti e l’ambiente, garantendo la pulizia del mare e della spiaggia. I mozziconi di sigaretta inquinano il mare più della plastica! Noi di Nieddittas amiamo e rispettiamo il mare che ci dà lavoro, vita e speranza. Tutti devono impegnarsi per tutelare questa ricchezza naturale.

L’obiettivo dello Stato è la lotta al tabagismo attraverso la promulgazione di leggi per contrastare il fenomeno, l’aumento dei prezzi delle sigarette e la sensibilizzazione sul tema. Respirare il fumo passivo ha delle gravi conseguenze sulla salute. Il fumo è tra le principali cause di morte e di rischio di insorgenza di tumori a carico dell’apparato respiratorio.

Ecco la lista dei litorali dove è vietato fumare:

  • Sardegna: Olbia, Sassari, Stintino.
  • Sicilia: Capaci, Lampedusa, Linosa.
  • Puglia: Manduria e Porto Cesareo.
  • Lazio: Anzio, Ladispoli, Ponza, Sperlonga, Gaeta, Fiumicino e Torvaianica.
  • Marche: Pesaro, San Benedetto del Tronto, Sirolo.
  • Abruzzo: Alba Adriatica.
  • Emilia Romagna: Ravenna e Rimini.
  • Liguria: Lerici, Sanremo, Savona.
  • Veneto: Bibione, Chioggia.

Si può fumare in spiaggia la sigaretta elettronica?

La risposta è sì, non esiste un esplicito divieto di fumo della sigaretta elettronica in spiaggia, salvo i casi in cui l’ordinanza comunale lo preveda espressamente. La legge antifumo non fa distinzione tra sigaretta tradizionale e quella elettronica nei luoghi pubblici al chiuso. In alcune località turistiche si possono trovare, però, avvisi in cui è possibile usare la sola sigaretta elettronica. Vi consigliamo in ogni caso di controllare il regolamento dello stabilimento balneare.

5 idee per foto da fare al mare

5 idee per foto da fare al mare

L’estate è ufficialmente iniziata da una settimana e sui social si postano le prime foto in spiaggia o in riva al mare. La maggior parte delle persone scatta le foto usando la propria creatività. C’è chi prende ispirazione dagli influencer e chi si lascia guidare dalla propria fantasia. Ma ci sono dei trucchi per fare delle foto impeccabili. Ecco alcuni consigli utili e 5 idee per foto da fare al mare, per immortalare dei bei momenti e magari condividerli su Instagram, Facebook e sui vari social.

Foto in spiaggia: l’orario migliore

Oggi per scattare delle belle foto non serve un’attrezzatura sofisticata. La maggior parte degli smartphone è in grado di realizzare delle foto di alta qualità. Ma avere lo strumento giusto può non bastare. Per delle perfette foto da fare al mare è necessario sapere quali sono gli orari migliori per quanto riguarda le luci e le ombre, quali pose fare e avere la giusta dose di coraggio per sperimentare.

I momenti migliori per scattare delle foto al mare sono:

  • La mattina presto verso le 10 e le 11.
  • A metà pomeriggio tra le 16 e le 17.

Al tramonto le foto hanno dei colori più belli. Inoltre, è possibile aggiustare facilmente tonalità e saturazione delle foto grazie a qualsiasi app di fotoritocco oppure con quella integrata nella fotocamera del proprio smartphone, è ciò che si chiama post produzione.

Al contrario di quanto si possa pensare, il sole non è indispensabile. Una giornata nuvolosa offre la condizione di luce ideale. In questo caso puoi impostare la fotocamera in modalità bianco e nero oppure scattare a colori e modificarla in seguito con un filtro. La posa consigliata: spalle rivolte verso il mare e inquadratura a mezzo busto. Il risultato è garantito!

La luce diretta, invece, non è un buon alleato delle foto in spiaggia. Il trucco è lasciare che arrivi indirettamente sul soggetto. Ad esempio, puoi scattare all’aperto ma in ombra, come al bar della spiaggia, sotto l’ombrellone o una palma.

Le pose giuste per le foto da fare al mare

Ecco 5 idee per le posizioni da assumere nelle tue foto.

  1. Se il sole è molto intenso, tieni il viso rivolto verso il sole con gli occhi chiusi. In questo modo non ti farà le ombre sul viso.
  2. Se vuoi realizzare una foto in spiaggia stando in piedi, il segreto è mettersi sulle punte e ruotarti leggermente su un lato. Questo ti farà risultare più snella e alta e contrasterà l’effetto pendenza della sabbia.
  3. Sicuramente ti sarà capitato alcune volte di non sapere dove mettere le braccia. Un consiglio è quello di giocarci e non lasciarle rigide, magari ne puoi alzare una per rendere la foto più armonica. Potresti utilizzare gli accessori, ad esempio facendo finta di sistemarti gli occhiali da sole, indossare cappello e posizionare la mano sulla testa o ancora, aggiustare il nodo al tuo pareo. Così farai sembrare tutte le pose più naturali e apparirai a tuo agio.
  4. Un’altra posa per le foto da fare al mare è mettersi sedute oppure sdraiate. Attenzione però a bilanciare bene il peso senza metterlo tutto sul telo mare, ma adagiati leggermente su di esso. E poi schiena dritta, pancia in dentro e gambe elegantemente incrociate. Sul lettino da spiaggia mettiti così: sdraiata su un fianco, con un braccio dietro la testa e con le ginocchia unite. Così facendo risulterai più longilinea.
  5. Se non hai possibilità di scattare delle foto negli orari migliori e ti capita di farti degli scatti nell’orario di pranzo: mettiti sdraiata sulla riva del mare, sulla sdraio o sulla sabbia.

Foto ricordo: i consigli utili da tenere a mente

Questi accorgimenti valgono sia che tu sia dietro l’obiettivo che davanti alla fotocamera. Durante le tue vacanze o giornate al mare ricorda di:

  • Non guardare mai direttamente il sole. Con la luce diretta sul viso, il soggetto farà fatica a tenere gli occhi aperti. Con il sole di tre quarti, invece, si aumenta la tridimensionalità. Non è corretto neanche dare le spalle al sole, perché controluce il risultato sarà una sagoma nera su uno sfondo luminoso.
  • Invece che guardare l’obiettivo, punta l’orizzonte in maniera naturale. Cerca di assumere un’espressione felice e rilassata. Meglio non forzare il sorriso, un modo per fare delle espressioni naturali è quello di farsi immortalare mentre si fa qualcosa che ti diverte.
  • Identifica sempre cosa vuoi fotografare. Può trattarsi di una persona, un oggetto, un bellissimo tramonto oppure la piccola e grande fauna che popola il mare, o perché no, un bel piatto con i nostri prodotti freschi Nieddittas. L’importante è che qualunque soggetto tu scelga renda la foto significativa.
  • Evita i soliti selfie e opta per qualcosa di più originale. Che ne dici di qualche foto sott’acqua? Sarà necessario dotarti di una custodia impermeabile per lo smartphone o di una fotocamera waterproof.
  • Le foto “rubate” sono le migliori. Prova ad usare anche la tecnica del flash di riempimento, ovvero, non usarlo come fonte principale di illuminazione, ma per schiarire zone in ombra del soggetto principale.

Seguendo questi semplici consigli le tue foto al mare saranno sicuramente fantastiche. Se ti piace condividerle sui social utilizza gli hashtag per il mare giusti!

I sette mari: quali sono?

I sette mari: quali sono?

Quando parliamo dei sette mari nella nostra mente compaiono immagini leggendarie: creature mostruose dai grossi tentacoli, capaci di avvolgere le navi e trascinarle nell’oscurità degli abissi, mostri marini simili a draghi, navi fantasma che terrorizzano chiunque vi navighi accanto. Tra le iconografie del Kraken, del Leviatano, delle sirene incantatrici e di altre mostruosità, probabilmente vi ricorderete soprattutto del pirata demoniaco Davy Jones, capitano dell’Olandese Volante nelle avventure della saga cinematografica “Pirati dei Caraibi”. Questi miti nati dalla superstizione dei marinai spaventati dal grande blu, contribuiscono a creare un immaginario che affascina ancora molti secoli dopo. Ma quali sono esattamente i sette mari, teatro di queste leggende?

Quali sono?

I sette mari raggruppano tutte le distese d’acqua conosciute in età antica. Per convenzione, è stata adottata la classificazione formulata dallo storico greco Erodoto costituita da:

  1. Mar Egeo, si estende dalla parte meridionale della penisola balcanica sino al versante occidentale dell’Anatolia.
  2. Mar Nero, tra l’Europa sud-orientale e l’Asia minore.
  3. Mar di Marmara, situato tra il Mar Egeo e il Mar Nero.
  4. Mar Ionio, bacino inferiore del Mar Mediterraneo.
  5. Mar Rosso, nel Vicino Oriente.
  6. Mar Tirreno, sezione occidentale del Mar Mediterraneo.
  7. Mar Adriatico, sezione orientale del Mar Mediterraneo.

Risulta evidente la centralità del Mediterraneo nella visione antica del mondo. Denominato “la culla della civiltà”, era un punto di riferimento per le rotte commerciali e lo sviluppo dei popoli dell’antichità.

In età medievale, l’elenco viene ripreso e modificato in linea con i viaggi marinareschi. Per questo, ritroveremo i 7 mari seguenti: Mar Mediterraneo, Mar Adriatico, Mar Nero, Mar Rosso, Mar Arabico, Golfo Persico, Mar Caspio.

Un po’ di storia

Facciamo un rapido viaggio tra le epoche storiche per capire meglio l’origine dei sette mari.

La cultura antica carica il numero “7” di una grande importanza simbolica: basti pensare ai sette re di Roma, i sette colli, i sette colori dell’arcobaleno, i sette giorni della Creazione, le sette meraviglie del mondo. Lo stesso termine “seven seas”, si è evoluto dalla lingua inglese per delineare la figura di un marinaio che abbia compiuto lunghi viaggi intorno al mondo, solcando tutti gli oceani.

Il termine “sette mari” compare per la prima volta in un’aura di sacralità nell’inno della sacerdotessa sumera Enheduanna a Inanna, dea dell’amore e della fertilità. Siamo nel XXIII secolo a.C.

Successivamente, ogni civiltà ha adottato lo stesso concetto riadattandolo alla propria cultura e religione. Il popolo Persiano ha applicato il termine ai diversi corsi d’acqua che alimentavano il fiume Oxus, l’odierno Amu Darya, uno dei fiumi più importanti dell’Asia centrale. Sorge sulle montagne di Pamir e scorre attraverso l’Hindu Kush a nord-ovest e attraverso il Turkmenistan e l’Uzbekistan fino al Mar d’Aral.

I Fenici, allo stesso modo, definivano “sette mari” le loro rotte marittime di commercio sparse in diversi punti del Mar Mediterraneo. La loro classificazione comprendeva infatti Alboran, Balearic, Ligurian, Tyrrhenian, Ionian, Adriatic ed Aegean.

Ritroviamo la stessa centralità delle vie di scambio negli antichi Arabi, che utilizzavano l’espressione per riferirsi alle tappe che percorrevano nei viaggi in Oriente: Golfo Persico, il Golfo di Khambhat, il Golfo del Bengala, lo Stretto di Malacca, lo Stretto di Singapore, il Golfo della Thailandia e il Mar Cinese Meridionale.

Gli antichi Romani, a partire dai resoconti di Plinio il Vecchio, comandante di flotta, parlavano dei Sette mari in riferimento alle lagune di acqua salata che si stagliavano vicino a Venezia, staccate dal mare da banchi di sabbia. Diedero origine, insieme alla civiltà greca, alla classificazione adottata in età medievale che ha posto successivamente le basi per la suddivisione odierna.

Con l’avvento dei viaggi coloniali, gli Europei modificarono ancora una volta il termine in questione per definire le vie d’acqua che conducevano ai territori inesplorati del Nord America. Tra questi: l’Oceano Artico, l’Oceano Atlantico, l’Oceano Indiano, l’Oceano Pacifico, il Mar Mediterraneo, il Mar dei Caraibi e il Golfo del Messico.

In età moderna le regole sono cambiate e ora gli storici e i geografi hanno elaborato una classificazione più aggiornata coi tempi.

I 7 mari moderni

Oggi la classificazione dei sette mari coincide effettivamente con le distese oceaniche:

  1. Oceano Atlantico Settentrionale: si estende tra l’America del Nord e il Sud America e tra l’Europa e la costa nord-occidentale dell’Africa.
  2. Oceano Atlantico Meridionale: a Sud dell’Equatore.
  3. Oceano Pacifico Settentrionale: dall’Equatore all’Oceano Artico.
  4. Oceano Pacifico Meridionale: a Sud dell’Equatore sino all’Antartico.
  5. Oceano Artico: il più piccolo dei sette mari e circonda il Polo Nord.
  6. Oceano Meridionale: noto come Oceano Antartico, è l’oceano più recente e ingloba le sezioni meridionali degli Oceani Pacifico, Atlantico e Indiano.
  7. Oceano Indiano: si estende dall’Africa all’Australia.

Turismo nei sette mari

Le leggende che hanno popolato i 7 mari nelle diverse epoche non hanno solo influenzato la cultura letteraria e cinematografica, ma anche il settore turistico. Il turismo costiero ha drizzato le orecchie verso la fascinazione che questi miti continuano a suscitare in gran parte dei viaggiatori moderni, spingendo i gestori a “cavalcarne l’onda”. Questa tendenza si è tradotta nell’elaborazione di veri e propri itinerari dedicati alle rotte percorse dai marinai dei Sette mari.

Se sogni anche tu di veleggiare come Capitan Jack Sparrow, non ti resta che cercare l’itinerario più adatto a te e “navigare per i sette mari”.

Ricetta pasta fagioli e cozze

Ricetta pasta fagioli e cozze

Un connubio delizioso di legumi e frutti di mare in un primo piatto completo e goloso. La ricetta pasta fagioli e cozze, tipica della cucina napoletana, è semplice e perfetta per chi vuole unire il sapore della terra e quello del mare in maniera armoniosa. Il periodo migliore per gustare questa pasta è proprio la bella stagione, perché da maggio ad agosto è possibile gustare al meglio il sapore unico delle cozze.

Per preparare questa classica ricetta rivisitata utilizziamo le nostre cozze Nieddittas che vi offrono sempre il profumo e il gusto del mare da cui provengono. Dal momento in cui entrano nella nostra filiera tutte le cozze vengono controllate e seguite secondo le procedure di qualità Nieddittas, per garantire il consumatore sulla qualità del prodotto dal punto di vista sanitario.

Per quanto riguarda la pasta, ci sono parere discordanti. La ricetta originale prevede rigorosamente la pasta corta, mista, ma potete provare anche gli spaghetti o i tubetti! Scegliete quella che preferite, anche se la pasta mista è quella che rispecchia l’origine del piatto, ovvero quella di creare una pietanza con tutto quello che si trovava nella credenza di casa.

Infine, c’è chi usa i fagioli cannellini e chi i borlotti, a seconda se si vuole ottenere una pasta più cremosa o più brodosa. In entrambi i casi il risultato non vi deluderà!

E adesso vediamo gli ingredienti che occorrono per preparare la pasta fagioli e cozze.

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g fagioli cannellini
  • 1,5 kg cozze Nieddittas
  • 350 g pasta mista
  • 100 g pomodorini maturi
  • 2 spicchi d’aglio
  • peperoncino piccante
  • prezzemolo
  • olio
  • sale

Preparazione

Iniziamo col pulire le cozze. Prima della cottura, vanno semplicemente “sbissate”, cioè va eliminato il bisso, il filamento che spunta dal guscio.

Fate soffriggere in una padella aglio, olio e qualche rametto di prezzemolo. Aggiungete le cozze, coprite con il coperchio e aspettate 5-10 minuti. Durante la cottura le cozze si aprono e rilasciano il liquido al loro interno. Le cozze che non dovessero aprirsi durante la cottura vanno eliminate.

Filtrate il liquido di cottura con un colino e mettetelo da parte. Sgusciate le cozze, potete conservarne qualcuno da usare alla fine per decorare il piatto e intanto in un’altra casseruola fate rosolare l’aglio, l’olio, il peperoncino e il prezzemolo. Aggiungete i fagioli e qualche pomodorino scottato e spellato tagliato a cubetti.

Se avete i fagioli secchi, bisogna metterli in ammollo la notte prima e cuocerli per 1 ora. Se invece utilizzate quelli già pronti, cuoceteli per circa 30 minuti. I fagioli si possono anche frullare.

Aggiungete il sale e versate parte del liquido delle cozze. Adesso potete cuocere la pasta direttamente nella casseruola (per un risultato più cremoso) mescolando spesso una volta aggiunto il restante liquido, oppure separatamente. In quest’ultimo caso, cuocetela al dente e completate la cottura nella casseruola unendo le cozze sgusciate.

Non resta che ultimare con una spolverata di prezzemolo fresco tritato in superficie e la vostra pasta fagioli e cozze è pronta per essere servita! A fine cottura è importante lasciare riposare per qualche minuto la pasta nella pentola.

Consigli

Questo primo piatto è abbastanza sostanzioso, ma per chi sta attento alle calorie esiste anche una versione più light contenente 270 calorie. È sufficiente utilizzare una pasta non all’uovo ed evitare il soffritto. Il risultato? Una pasta saporita e gustosa proprio come quella tradizionale!

L’abbinamento ideale per accompagnare la pasta fagioli e cozze è un buon calice di vino bianco o di un rosato.

Pin It on Pinterest