19 Giu 2021 | In evidenza, Magazine
Deliziosi sulla tavola, pericolosi in mezzo al mare. Il riccio marino è considerato un frutto gustoso regalato dal mare per accompagnare i pasti della stagione estiva. In questo articolo il nostro intento è imparare a evidenziare le informazioni essenziali su questo alimento gustosissimo, sulla sua struttura e sulle sue caratteristiche.
Vediamole insieme.
Dove si trovano i ricci di mare?
Partiamo dall’inizio, cosa sono i ricci di mare? Sono organismi marini invertebrati, appartenenti alla classe Echinoidea per la presenza massiva di aculei. Ne esistono circa 950 tipologie in tutto il mondo, anche se non vengono considerati ovunque come degli alimenti.
I Paesi in cui troviamo una maggiore diffusione circondano il Mar Mediterraneo, Italia e Francia in prima linea, e l’Oceano Atlantico Orientale. Vengono notevolmente apprezzati anche da nazioni come il Cile, il Giappone, l’Alaska e la Nuova Zelanda.
L’habitat prediletto dai ricci di mare sono gli scogli e i fondali rocciosi, generalmente in zone profonde e poco illuminate. La specie che popola il fondo marino del Mediterraneo, vive a circa 30 metri di distanza dalla superficie attaccata alla Posidonia oceanica, pianta acquatica tipica del luogo.
La presenza di questi esemplari è il segnale naturale della pulizia delle acque: essi tendono a fuggire da ambienti inquinati, preferendo invece aree incontaminate.
Come sono fatti?
Osserviamo ora come sono fatti. I ricci di mare hanno una forma rotonda e sono protetti da un guscio duro, ricoperto da più di un migliaio di spine. Gli aculei svolgono una funzione importantissima per l’animale, permettendogli di spostarsi lungo le pareti di roccia e nei fondali e di proteggersi dalla caccia dell’uomo. La loro pericolosità varia a seconda della specie di riccio: quelli più comuni, colpiscono i pescatori infilzandoli sulla carne ma senza rilasciare alcuna nocività. Al contrario, nei mari tropicali esiste una tipologia nota come “riccio di fiori”, che possiede delle spine cariche di veleno.
I ricci possono essere di vari colori, a seconda del sesso. Solitamente, gli esemplari maschili sono di colore nero, mentre i femminili hanno tonalità viola, marroni, rosse, verde oliva, ma anche rosa e blu.
La respirazione avviene in una maniera singolare. Oltre che a livello cutaneo, questi animali marini respirano attraverso delle branchie. Queste, denominate “Lanterna di Aristotele”, pompano continuamente l’acqua e costituiscono un apparato masticatore costituito da 5 denti che gli consente di nutrirsi.
Dal punto di vista riproduttivo, sono costituiti da 5 gonadi, o uova, ovvero dei filamenti di colore giallo/arancione che, disposti all’interno del guscio, riproducono la forma di una stella. Questa conformazione è presente generalmente nei ricci femmina.
Cosa mangiano?
I ricci che vivono nelle parti rocciose dell’ambiente marino sono prevalentemente erbivori. La vegetazione offerta dalle alghe costituisce la loro principale fonte di cibo e vi si attaccano finché non le hanno divorate completamente.
Diversamente, altre tipologie di ricci di mare si nutrono delle sostanze organiche depositate sul fondo sabbioso:
- conchiglie
- piccoli sassi
- spugne
- altri animali marini
Arrivati a questo punto, non ci rimane che scoprire come e in che periodo fare scorta di questi esemplari.
Ricci di mare: quando si possono pescare?
La pesca dei ricci ha una regolamentazione ferrea sulla quantità e il periodo di raccolta. È la conseguenza di una tendenza passata alla pesca indiscriminata, responsabile del danneggiamento della flora e della fauna marina di molte regioni italiane. Prendendo come esempio la Sardegna, dopo il fermo di tre anni, le attività di pesca possono avvenire secondo il calendario stabilito dalle legge regionale e solo per determinate categorie di pescatori (è inoltre stabilita dalla normativa la quantità di pescato massima giornaliera). Si consiglia di controllare le circolari ufficiali della Regione Sardegna per maggiori dettagli.
Come si pescano?
Potete riconoscere i ricci commestibili attraverso determinate caratteristiche. Per primo, se il colore dell’animale si aggira attorno al marrone-violaceo è segno che vi trovate davanti al cosiddetto “riccio femmina”, portatore di uova. Inoltre, può esservi d’aiuto anche l’aspetto del suo guscio. Presentando una forma più regolare del resto della specie, questa tipologia è ricoperta da spine meno fitte ma piuttosto robuste che permettono di riconoscerla in mezzo alle altre.
Tenetevi lontani, invece, dai ricci che si mostrano con un guscio più ovale e con gli aculei corti e poco robusti. Solitamente, quelli non commestibili si depositano nella melma o nei detriti. Un motivo in più per non pescarli.
È il momento di capire in che modo pescare i ricci di mare. Aiutatevi con un coltello, mettendo la lama al di sotto del frutto e tirandolo via facendo una leggera pressione. Mettetelo poi all’interno di una retina, facendo attenzione a non ferirvi con le spine.
Piccola curiosità: talvolta gli stessi ricci diventano un mezzo per attirare i pesci più piccoli. Durante le immersioni subacquee, vengono aperti e utilizzati per avvicinare le altre specie marine o per attività ludiche.
15 Giu 2021 | In evidenza, Magazine
Gli amanti degli sport acquatici già dalla primavera si preparano a scegliere gli spot migliori dove poter cavalcare le onde più belle.
Tra i vari sport, quello che più sta spopolando negli ultimi anni è il kitesurf. Nato come variante del surf, consiste nel planare sulle acque con una tavola che sfrutta la forza del vento grazie ad un grosso aquilone. I benefici dal punto di vista fisico sono tanti, perché vengono coinvolti tutti i muscoli, dalle gambe alle braccia, utilizzate per manovrare l’aquilone.
In Italia a praticarlo sarebbero più di 18 mila persone e dal 2024 dovrebbe essere ammesso tra le discipline ai giochi olimpici di Parigi.
Chi ha già confidenza con il surf, windsurf e parapendio, non troverà difficoltà a praticare il kitesurf, ma chiunque può imparare facilmente e fare le prime planate già dopo sole poche ore di lezione.
Se sei un appassionato di questo sport acquatico o vorresti iniziare a praticarlo e ti stai domandando dove fare kitesurf in Europa, in questo articolo scoprirai quali sono le mete migliori.
Le 7 mete più ambite dove fare kitesurf in Europa
- Lago di Garda
Iniziamo con una destinazione italiana. Qui, la forza del vento, che soffia costantemente su questo bacino largo 37 km quadrati, la rende una zona perfetta per praticare il kitesurf tutto l’anno. Le rive del lago di Garda sono poi ricche di campeggi e strutture dove poter soggiornare per godersi il panorama suggestivo.
- Tarifa, Spagna
Tarifa, piccola città della Spagna, accoglie i migliori atleti di kitesurf, ospita meeting dei brand e gare, ha aperto 16 scuole di kitesurf negli ultimi 20 anni…insomma, può essere definita l’epicentro europeo di questo sport acquatico. Ciò che la rende una delle mete ideali è il vento, presente quasi tutto l’anno accelerato dallo stretto di Gibilterra. Il periodo migliore per trovare condizioni climatiche favorevoli è l’estate, anche se luglio e agosto è molto affollata di turisti. Meglio optare per settembre e ottobre.
- Svizzera
Poco al di fuori dei confini italiani, nel Canton Grigioni, troviamo il Lago di Silvaplana, che risulta perfetto per il kitesurf perché interessato da forti venti che soffiano ad una velocità perfetta, risalendo il Passo della Maloja. Se sei alle prime armi, in questa zona è possibile prendere lezioni in una delle scuole apposite.
- Porto Pollo, Sardegna
Tra le destinazioni dove fare kitesurf in Europa, non poteva mancare la nostra Sardegna. Da nord a sud dell’isola sono tantissimi i posti dove praticarlo. Qui il vento non manca mai, come anche la bellezza dell’acqua turchese cristallina. Porto Pollo, sulla costa settentrionale dell’isola, vicino alla Costa Smeralda, è diventata una meta prediletta per il kitesurf da aprile ad ottobre. Si può raggiungere facilmente in auto. Altri spot da scoprire a nord della Sardegna sono: Marina delle Rose, La Cinta, La Caletta, La Ciaccia (Valledoria) e le Saline.
Nel sud Sardegna abbiamo:
- Chia
- Porto Botte
- Punta Trettu: nel Sulcis Iglesiente, diventata punto di riferimento per la pratica del kitesurf. Ideale per i principianti grazie ai suoi fondali bassissimi e all’acqua piatta.
- San Giovanni del Sinis
La primavera e, in particolare, il mese di maggio, è il periodo che offre condizioni paradisiache: spiagge deserte, vento solido e costante, giornate lunghe e soleggiate, temperature ottime. Altre spiagge da vedere sono: Porto Pino e Is Solinas.
- Portogallo
A 30 minuti di auto da Lisbona, si trova Praia do Guincho, la spiaggia circondata da scogliere e boschi, un luogo incantevole dove praticare kitesurf. Questo è un luogo per gli esperti, perché le onde possono diventare davvero alte. È consigliabile anche indossare la muta, le acque atlantiche sono piuttosto fredde.
Un’altra località ideale, definita la capitale del surf del Portogallo, è Peniche, perfetta per i principianti con tante scuole per imparare. Si può praticare questo sport tutto l’anno a Peniche, ma nei mesi di luglio e agosto le onde sono più favorevoli.
- Lacanau, Francia
A ovest di Bordeaux, c’è una delle migliori spiagge per gli sport acquatici, Lacanau. La città di Bordeaux è facilmente raggiungibile in auto, treno o aereo. Si può praticare kitesurf attorno alla Plage Centrale e alla Plage de la Grande Escoure.
- Naxos, Grecia
Si può scegliere tra tante isole ed isolette, come Rodi, Lefkada, Paros, Kos e Naxos. Quest’ultima, la più grande delle Cicladi, è intrisa di storia e di paesaggi spettacolari. Uno dei migliori spot di Naxos è la spiaggia di Mikri Vigla. Per quanto riguarda la statistica di vento, settembre è il periodo ideale anche perché c’è meno folla. Gli spot migliori sono nella zona sud est dell’isola di Paros sono: Golden Beach, dove l’acqua rimane piatta e New Golden Beach che rimane a pochi passi più a nord. Nella zona nord-est dell’isola si trova invece, lo spot di Santa Maria.
Kitesurf: una destinazione per ogni mese
Il kitesurf è uno sport che si può praticare tutto l’anno, ogni destinazione ha ovviamente dei periodi che più si adattano per questioni di vento e temperature sufficientemente calde. Si può quindi affermare che questo sport non è stagionale. L’importante è informarsi sulle mete che offrono le condizioni migliori in base al periodo in cui si vuole staccare la spina e divertirsi all’insegna dello sport. Prima di prenotare il tuo prossimo viaggi dai un’occhiata a cosa ti occorre per fare kitesurf.
L’attrezzatura da kitesurf è costituita da:
- Kite
- Linee e barra
- Harness (trapezio)
- Tavola
- Muta e giubbotto salvagente
- Casco
- La pompa per gonfiare i kites gonfiabili
Meglio lasciare da parte il “fai da te” ed approcciarsi a questa disciplina con un corso.
Ora non ti resta che l’imbarazzo della scelta per prenotare la tua destinazione ed inseguire il vento per un’estate che non finisce mai!
11 Giu 2021 | In evidenza, Magazine
Con i frutti di mare si possono preparare diversi primi piatti adatti a varie occasioni e che portano in tavola tutto il sapore e il profumo del mare.
Per preparare la ricetta risotto ai frutti di mare o risotto alla pescatora occorrono: calamari, cozze e vongole Nieddittas e gamberetti, ma possono essere utilizzate anche altre tipologie di pesce a proprio piacimento (moscardini, polipetti e filetti di orata… a voi la scelta). Questo lo rende un piatto molto versatile, che vi saprà regalare ad ogni assaggio un mix di sapori inconfondibili del mare.
Bisogna utilizzare tutti prodotti rigorosamente freschi per la riuscita di un risotto il più gustoso e profumato possibile.
Realizzare questo delizioso piatto della tradizione italiana, amato da Nord a Sud, non è per niente difficile. Ecco gli ingredienti e i consigli su come preparare il risotto ai frutti di mare.
Ingredienti
- 400 g di riso Carnaroli
- 500 g di vongole Nieddittas
- 500 g di cozze Nieddittas
- 400 g di calamari
- 150 g di gamberetti
- 1 bicchiere di vino bianco secco
- 1 cucchiaio abbondante di concentrato di pomodoro
- 1 spicchio d’aglio
- 1 scalogno
- 1 carota
- 1 costa di sedano
- 1 peperoncino
- Olio, sale
- prezzemolo fresco
Preparazione
Per prima cosa bisogna preparare i frutti di mare: le vongole Nieddittas si contraddistinguono, oltre che per la loro freschezza, anche per la quasi totale assenza di fango e gusci rotti. Consigliamo, tuttavia, di strofinare tra loro i molluschi sotto il getto d’acqua e di prenderne delle manciate e farle cadere sul fondo di un contenitore da un’altezza di 15-20 cm. Questo permette a eventuali gusci vuoti (o alle eventuali vongole con sabbia), di aprirsi prima che finiscano in padella. Mettetele in una casseruola insieme a un filo d’acqua e ad un goccio di vino.
Eliminate il filamento dalle cozze Nieddittas e trasferitele in una seconda pentola. Mettete il coperchio e fatele aprire a fuoco alto, agitando di tanto in tanto la pentola.
Ora pulite i calamari, lavateli accuratamente e tagliateli a listarelle. Sgusciate tutte le cozze e le vongole (ve ne servirà anche qualcuna per la decorazione finale) e filtrate i liquidi emessi in cottura.
Scaldate un filo d’olio di oliva in una padella e unite la carota tritata e il sedano, il peperoncino e l’aglio. Aggiungete gli anelli di calamaro, sfumate con una parte del vino e fate insaporire. Cuocere fino a quando saranno diventati morbidi. Lessate i gamberetti sgusciati in una padella con un filo d’olio e uniteli ai calamari.
Mettete una casseruola sul fuoco con l’olio e lo scalogno tritato. Versate il riso e lasciatelo tostare per un paio di minuti mescolando di continuo. Sfumate con il restante vino bianco e proseguite la cottura per 10 minuti, aggiungendo il liquido di cozze e vongole, un po’ alla volta, mescolando di tanto in tanto.
Unite il concentrato di pomodoro e mescolate. Quando mancano 1-2 minuti alla fine della cottura, unite i gamberetti e i calamari insieme al fondo di cottura, i molluschi sgusciati e fare insaporire il tutto.
Terminata la cottura, regolate di sale e pepe, togliete dal fuoco, aggiungete un cucchiaio di prezzemolo tritato e servite dopo un paio di minuti decorando con alcuni gusci.
Un’alternativa è preparare il risotto ai frutti di mare in bianco: basterà non versare il concentrato di pomodoro, volendo si può aggiungere un brodo vegetale o di pesce, ottenuto con gli scarti, i bolliti con carote, calamari e gamberetti, per assicurarsi un piatto altrettanto buono e ricco di sapore, ma più delicato. Per rendere il tutto ancora più saporito potete utilizzare il formaggio grattugiato.
In alcune regioni d’Itala il classico risotto ai frutti di mare è un’alternativa agli spaghetti con le vongole.
Il segreto per la buona riuscita di questa ricetta è utilizzare del pesce freschissimo, il più vario possibile e ingredienti di qualità come quelli offerti da Nieddittas. Fate, inoltre, attenzione al tempo di cottura per ogni ingrediente.
Conservazione
Il risotto ai frutti di mare è un piatto della cucina mediterranea molto versatile. Si conserva in frigorifero per pochi giorni, anche se sarebbe meglio consumarlo nell’immediato. Potete cuocere prima i frutti di mare tenendoli in frigorifero per poi riportarli a temperatura ambiente prima dell’uso. È preferibile la congelazione, una volta scongelato consumare entro 24 ore, previa cottura.
8 Giu 2021 | Parlano di noi
ANSA.IT
Leggi l’articolo qui.


Rassegna stampa realizzata per Nieddittas. Non è riproducibile, ai sensi di legge.
17 Mag 2021 | Parlano di noi
agrifoodtoday.it
Leggi l’articolo qui.

Rassegna stampa realizzata per Nieddittas. Non è riproducibile, ai sensi di legge.
7 Mag 2021 | Parlano di noi
Linkiesta.it
Leggi l’articolo qui.

Rassegna stampa realizzata per Nieddittas. Non è riproducibile, ai sensi di legge.