24 Nov 2021 | In evidenza, Magazine
Quando si parla del mare tornano subito in mente i felici ricordi dell’estate passata: le passeggiate a riva, gli aperitivi al tramonto con i piedi ancora pieni di sabbia, i tuffi dagli scogli e i falò di notte con gli amici e una chitarra.
Per molte persone il mare invece è sinonimo di inquietudine, malessere e paura di quell’enorme distesa di acqua che sembra voglia intrappolarli.
Altri ancora, i veri lupi di mare, rimangono sempre affascinati dal mare in burrasca e dal frangersi delle onde.
Per noi di Nieddittas il mare non rappresenta solo il nostro lavoro, ma è vita.
Qual è il vostro rapporto con il mare? Per noi è davvero difficile rimanere impassibili davanti al mare sentendo l’odore della salsedine e lo sciabordare delle onde.
Anche persone illustri del passato e del presente si sono fatte più volte ispirare dalla potenza del mare; così abbiamo pensato di citare 12 frasi sul mare celebri.
Autori francesi
Charles Baudelaire è lo scrittore parigino nato nel 1821 e morto nel 1867 che è considerato il padre dei poeti maledetti, ovvero quei poeti dal talento incompreso che conducevano una vita provocatoria e degradante per rigettare la società.
I fiori del male è l’opera maggiore del poeta in cui si declamano le bellezze del male appunto; a causa dei temi trattati in alcune poesie Baudelaire è stato condannato per oscenità e offesa della morale e del buon costume, condanna che è stata revocata solo verso la metà del Novecento.
L’uomo e il mare è una delle poesie che fa parte della raccolta e già dal titolo si può intuire il parallelismo che il poeta ha creato tra i due soggetti: “Uomo libero, sempre tu amerai il mare! / Il mare è il tuo specchio: contempli l’anima tua / nell’infinito srotolarsi / della tua onda, / e il tuo spirito / è un abisso non meno amaro.”
In questa prima strofa il mare diventa lo specchio in cui far riflettere l’essenza dell’uomo e l’abisso non si riferisce solo alla profondità del mare, ma anche alla grandezza dell’animo umano. Alla fine della poesia i due elementi sono uniti da un rapporto fraterno, poiché entrambi grazie alla potenza delle onde e dell’animo umano hanno saputo affrontare ogni lotta.
Gustave Flaubert è un altro scrittore francese dell’Ottocento, famoso soprattutto per il romanzo Madame Bovary che gli è costata l’accusa di immoralità.
Oltre il romanzo già citato, L’Educazione sentimentale e Salammbô l’autore ha scritto altre opere minori come Il dizionario dei luoghi comuni, un’opera in cui attraverso la spiegazione di alcune parole, ovvero dei luoghi comuni, Flaubert descrive la stupidità umana.
In questo libricino si può trovare una delle frasi sul mare più interessanti: “Mare. Non ha fondo. Immagine dell’infinito. Fa venire grandi pensieri. In riva al mare bisogna sempre avere un cannocchiale. Quando lo si guarda, dire sempre «Quanta acqua!»”.
In giro per l’Europa
“Lo spettacolo del mare fa sempre una grande impressione. Esso è l’immagine di quell’infinito che attira senza posa il pensiero, e nel quale senza posa il pensiero va a perdersi”. È la citazione della grande scrittrice e baronessa francese Madame de Staël, che dopo un viaggio in Italia ha scritto Corinna o l’Italia, che racconta dell’incontro di un ragazzo britannico e di una poetessa italiana ed è considerato il primo romanzo letterario scritto da una donna nell’Ottocento.
Joseph Conrad è stato uno scrittore polacco di fine Ottocento, che ha passato parte della sua vita in Inghilterra, tanto da essere considerato uno dei più grandi scrittori di prosa in lingua inglese. Le sue opere più importanti come La follia di Almayer, Un reietto delle isole e Nostromo sono romanzi di avventura caratterizzati dalla conflittualità interiore dei protagonisti e dalla descrizione drammatica degli ambienti. L’ispirazione per questi testi è data senz’altro dall’esperienza come marinaio che l’autore ha avuto durante gli anni della giovinezza, un vero lupo di mare che una volta abbandonata la vita in nave, ha deciso di dedicarsi alla scrittura.
Fra le frasi sul mare che volgiamo ricordare non poteva quindi mancare una sua citazione: “Il mare non cambia mai e il suo operare, per quanto ne parlino gli uomini, è avvolto nel mistero”, dal racconto Cuore di tenebra, e ancora “Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più è stato complice della sua irrequietezza” dal romanzo Lo specchio del mare.
Jean Claude Izzo è stato uno scrittore giornalista con radici italiane nato a Marsilia nel 1945 e morto nel 2000, famoso soprattutto per la Trilogia marsigliese composta da Casino Totale, Chourmo. Il cuore di Marsiglia e Il sole dei morenti.
Proprio dal secondo di questi romanzi possiamo prendere due citazioni che riguardano il mare: “Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice” e “Quando non si ha niente, avere il mare – il Mediterraneo – è molto. Come un tozzo di pane per chi ha fame”.
Federico Garcia Lorca è stato uno scrittore di poesie e pièce teatrali spagnolo di inizio Novecento, che prese parte alla grande produzione letteraria della Edad Plata e condividiamo le sue parole sull’importante ruolo che il mare può avere per chiunque: “Non avevo mai veduto il mare. Molte altre cose avevo visto, forse troppe. Uomini avevo visto, forse troppi. Ma il mare mai. E perciò non avevo ancora compreso nulla, non avevo capito assolutamente nulla. Come si può capire qualcosa della vita, e capire a fondo se stessi, se non lo si è imparato dal mare?”.
Mare italiano
Fra le citazioni delle frasi sul mare più famose non possono mancare quelle degli autori italiani del passato e anche più contemporanei.
Giovanni Verga è stato il più grande scrittore verista del nostro paese, ha iniziato la sua carriera di scrittore con testi avventurosi e in seguito più passionali come Storia di una capinera, ma l’impronta verista inizia con la novella Nedda e si definisce con I Malavoglia.
I Malavoglia insieme a Mastro don Gesualdo e La duchessa creano il Ciclo dei vinti, ovvero il progetto incompiuto dell’autore in cui il progresso è raccontato dal punto di vista dei vinti appunto, dalla parte più debole e povera della società.
Ne I Malavoglia si capisce quindi il ruolo che il mare veste nel romanzo: se da una parte la barca simboleggia un mezzo di sostentamento che consente di pescare, il mare è la minacciosa fatica. E proprio da I Malavoglia prendiamo la nostra citazione: “Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare di qua e di là dove nasce e muore il sole”.
Prima donna italiana ad aver ricevuto nel 1957 il Premio Strega con il romanzo di formazione L’Isola di Arturo, Elsa Morante è stata scrittrice, saggista, traduttrice e poetessa. Proprio da questo romanzo vogliamo prendere una delle frasi sul mare che forse rappresenta il pensiero di molte persone: “Là, nei giorni quieti, il mare è tenero e fresco, e si posa sulla riva come una rugiada. Ah, io non chiederei d’essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei d’essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua”.
Parliamo adesso di uno scrittore contemporaneo: Alessandro Baricco. Pubblicato nel 1993 Oceano mare rimane ancora oggi uno dei suoi libri più apprezzati. Questo il suo incipit: “Sabbia a perdita d’occhio, tra le ultime colline il mare – il mare – nell’aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord”.
Nei tre capitoli che lo compongono si possono trovare dei personaggi abbastanza bizzarri e il mare è il vero protagonista che può essere terrificante, ma anche miracoloso. Il primo capitolo si intitola Locanda Almayer, che ricorda l’opera di Conrad che abbiamo visto prima, il secondo capitolo è intitolato Il ventre del mare, mentre l’ultimo porta il nome di I canti del ritorno.
Sempre in questo romanzo possiamo leggere: “Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l’immenso mostro capace di divorare qualsiasi cosa, o quell’onda che ci schiuma intorno ai piedi? L’acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l’abisso che nessuno può vedere? Diciamo tutto in una sola parola o in una sola parola tutto nascondiamo? Sto qui, a un passo dal mare, e neanche riesco a capire, lui, dov’è. Il mare”.
Mare infinito
Concludiamo questa breve raccolta di frasi sul mare con gli ultimi versi di una poesia che tutti hanno imparato a memoria a scuola, ovvero L’infinito di Giacomo Leopardi.
Con questi versi il poeta descrive il senso di inquietudine iniziale dato dall’impossibilità di vedere cosa ha davanti a causa di una siepe e infine lo stato di totale quiete che scopre di provare: l’impossibilità visiva iniziale gli permette di utilizzare un’altra vista, quella dell’immaginazione che gli fa visualizzare uno spazio immenso. Questa immensità è indicata da parole precise che aiutano il lettore ad immaginare la vastità dello spazio di cui parla: interminati, sovrumani, mare.
Quindi a proposito di mare ricordiamoci questi ultimi versi della poesia: “Così tra questa / immensità s’annega il pensier mio; / e il naufragar m’è dolce in questo mare”.
Come abbiamo detto in precedenza è davvero difficile che il mare non susciti in noi una reazione di qualsiasi genere; nella letteratura, nella musica e nella pittura di tutti i tempi e di tutte le correnti si possono trovare esempi di artisti che hanno provato ad esprimere attraverso le loro creazioni quello che provavano davanti a quella distesa di acqua e facendo un giro nel web sono tante anche le persone che provano ad immortalare con le foto il mare.
19 Nov 2021 | In evidenza, Magazine
In mare esistono milioni di specie di pesci, senza contare quelle che ancora non si conoscono e quelle che vivono nei laghi e nei fiumi del nostro pianeta.
La grande varietà dell’ecosistema acquatico corrisponde ad una varietà dell’alimentazione di ogni esemplare che vive in quest’ambiente.
Quindi cosa mangiano i pesci?
È il grande quesito che si pongono o dovrebbero porsi le persone che hanno un acquario o un laghetto artificiale abitato da diverse specie.
La dieta delle cozze Nieddittas non può essere regolata in nessun modo, perché i mitili filtrando l’acqua del mare in cui vivono riescono ad assumere da soli tutte le sostanze nutritive di cui hanno bisogno.
L’unica cosa che possiamo fare è controllare che l’acqua non venga contaminata o alterata da microorganismi o altre sostanze, che possono danneggiare la salute del mare e quindi delle cozze.
Ma l’alimentazione dei pesci non è sempre così semplice.
Classificazione dei pesci
Per capire cosa mangiano i pesci bisogna innanzitutto sapere se nel vostro acquario avete una specie carnivora, onnivora oppure erbivora.
In natura l’alimentazione dei pesci è determinata soprattutto dall’ambiente in cui vivono, ma più nello specifico la loro dieta dipende da degli aspetti peculiari come i denti, l’apertura della bocca e l’apparato digerente.
In base a cosa mangiano le specie di pesce possono essere classificate in:
- pesci erbivori, che si nutrono di vegetali, come alghe e altre piante dei fondali. Il pesce pappagallo blu ad esempio ha una struttura dentale simile a un becco di pappagallo, da qui il suo nome, che gli permette di rosicchiare superfici dure come quelle dei coralli e delle rocce da cui ricava le alghe. L’alimentazione erbivora è ricca di fibre, che sono difficili da digerire e per questo motivo i pesci che appartengono a tale categoria hanno un tratto digestivo più lungo;
- pesci carnivori, che mangiano i pesci di dimensioni ridotte oppure altri animali come vermi, piccoli crostacei e zooplancton. I pesci che rientrano in questa categoria come gli squali, hanno una bocca grande con denti aguzzi che permettono di lacerare la carne delle prede catturate. La loro dieta è caratterizzata dal 40-70% di proteine e da piccole quantità di grasso e carboidrati per assumere energia;
- pesci onnivori, che hanno una nutrizione più varia e generica adattabile quindi all’ambiente in cui vive il pesce. Ad esempio il piranha sebbene sia conosciuto come pesce carnivoro, in realtà secondo l’esigenza può cibarsi anche di vegetali per integrare la sua dieta;
- pesci detritivori, detti anche pesci pulitori o spazzini si nutrono di detriti di altri pesci, inoltre tra loro ce ne sono alcuni come il pesce gatto che filtrano l’acqua dei fondali in cui vivono.
Acqua dolce e salata
Come si diceva prima l’ambiente in cui i pesci si trovano ha una forte influenza sulla loro alimentazione.
I pesci di acqua dolce che si aggirano nei fiumi e nei laghi hanno a disposizione una grande varietà per la loro dieta.
I pesci detritivori hanno un apparato boccale che permette di filtrare l’acqua dei fondali e allo stesso tempo di nutrirsi dei detriti che vi si depositano.
Gli erbivori possono scegliere tra alghe, piante acquatiche e frutta che può cadere in acqua.
Infine i carnivori possono cibarsi con i piccoli crostacei come i gamberi di fiume, oppure larve, insetti e anche animali terrestri che si ritrovano in acqua.
I pesci di acqua dolce hanno una formazione fisica tale da permettergli di abitare in un ambiente non salato come il mare e quindi ricco di fosforo, magnesio e potassio.
Al contrario l’acqua del mare è caratterizzata per la presenza di iodio, sodio e cloro e i pesci che vi abitano hanno un sistema che gli permette di espellere dall’organismo i sali di cui non hanno bisogno.
Cosa mangiano i pesci marini?
Qui bisogna fare una distinzione, che vede le specie marine degli abissi più profondi da una parte e le specie che vivono più in superficie dall’altra.
I pesci del primo gruppo sono carnivori, per il semplice fatto che a più di 6.000 metri di profondità non è possibile la fotosintesi delle piante, perciò queste specie si nutrono di residui provenienti dalla superficie, zooplancton oppure di piccoli pesci.
Questi esemplari hanno degli aspetti peculiari, come l’apparato boccale che spesso ha dimensioni maggiori rispetto all’animale stesso e lo stomaco dilatabile che permette di mangiare anche pesci enormi.
I pesci del secondo gruppo sono detti pelagici, ovvero che vivono in mare aperto vicini alla superficie: squali, tonni e sardine ne sono un esempio.
Grazie alle loro abilità di nuotatori sono dei pesci predatori e quindi si nutrono cacciando attivamente le loro prede.
Pesci in acquario
Anche i pesci che vivono in acquario hanno delle esigenze nutritive particolari, quindi un alimento generico per pesci è da evitare, perché potrebbe impattare negativamente sulla loro vitalità.
Anche i pesci rossi hanno bisogno di particolari attenzioni e soprattutto di un’alimentazione corretta.
Vediamo allora cosa mangiano i pesci di acquario.
I mangimi per pesci più diffusi sono dei prodotti liofilizzati e secchi a base di farine vegetali o animali e se ne trovano a scaglie, in granuli o in pellet.
Anche in questo caso l’alimentazione cambia in base alla zona dell’acquario in cui i pesci nuotano.
Le scaglie per esempio possono essere adatte per ogni specie, ma sono da preferire per i pesci che si muovono vicino alla superficie; i granuli e il pellet essendo più pesanti tendono a sprofondare nell’acqua, perciò sono il cibo più indicato per i pesci che vivono nei fondali.
A prescindere dalla forma dell’alimento dovete assicurarvi di scegliere un mangime nutriente e povero di carboidrati.
Per quanto riguarda la quantità di mangime da somministrare bisogna considerare la grandezza dei pesci che abitano il vostro acquario, il loro numero e il tipo di prodotto che si decide di somministrare.
In genere la somministrazione dovrebbe avvenire due volte al giorno cospargendo il mangime su tutta la superficie dell’acqua e non concentrandosi su un solo punto.
Esagerare con l’alimentazione può provocare dei danni alla salute dei pesci.
Una sovralimentazione comporta una maggiore produzione di escrementi, quindi la diminuzione di ossigeno nell’acqua, fegato grasso e scarsa pulizia di tutto l’ambiente causato anche dal cibo che non viene ingerito e che quindi marcisce in acqua.
Ovviamente il mangime artificiale non è l’unica scelta per i vostri pesci rossi.
È possibile somministrare anche pesci vivi oppure surgelati e cotti; ovviamente bisogna adattare la grandezza delle porzioni a quella dell’apparato boccale.
Infine, tenete presente che molti pesci nelle prime fasi della loro vita seguono una dieta erbivora, perché non hanno ancora un apparato boccale ben sviluppato, ma crescendo possono cambiare le loro abitudini alimentari.
17 Nov 2021 | In evidenza, Magazine
Otto quartieri da esplorare, solarium con piscina, area giochi per bambini, bar con vista, suite lussuose, intrattenimento e tanto altro. Tutto questo si trova nella più grande nave da crociera del mondo. Stiamo parlando della “Wonder of the Seas”, la Meraviglia dei mari di Royal Caribbean, la sua quinta nave di classe Oasis, che salperà il prossimo anno, con linee sparse in Nord America ed Europa.
Scoprite tutti i dettagli continuando a leggere.
La crociera più grande del mondo
Amate il mare ma non avete mai fatto un viaggio in crociera? Allora questa potrebbe essere la nave che fa per voi.
La Meraviglia dei mari, di nome e di fatto, è un transatlantico lungo 362 metri, con una larghezza massima di 63 metri e in grado di ospitare fino a 6.988 passeggeri in 2.867 cabine o suite. Per farvi un’idea di quanto sia grande immaginate un edificio alto 20 piani!
È salpata a inizio novembre dal porto di Saint-Nazaire, in Francia, ma la sua partenza è prevista nel marzo del 2022 da Fort Lauderdale, in Florida, verso i Caraibi, mentre per Barcellona e Roma partirà da maggio.
Le attività
Nella nuova Meraviglia dei mari c’è ancora più spazio e divertimento. La nave a bordo ospita lo scivolo più lungo del mare, l’Ultimate Abyss, e il quartiere Suite Class riservato agli ospiti delle suite, che ha un solarium rialzato con piscina per bambini, bar e area prendisole.
Potrete passeggiare per Central Park, visitare il Wonder Playscape, l’area giochi interattiva all’aperto per bambini, provare il simulatore di surf Flowrider con cui sfidare onde altissime o arrampicarvi sulle pareti, c’è anche una zip line alta dieci piani. Il divertimento è assicurato, il tutto in mezzo al mare!
Ci sono le attrazioni dell’AquaTheater, il bar karaoke, il nuovissimo The Vue Bar dove sorseggiare un cocktail con una vista mozzafiato e tra un’avventura e l’altra potrete assaporare i deliziosi menù, tante opzioni per soddisfare ogni palato.
Per chi può concedersi il lusso, potrà alloggiare nell’Ultimate Family Suite, in grado di ospitare 10 persone, con cinema in camera, scivolo riccio e ping pong, oltre a una vasca idromassaggio sul balcone e vantaggi esclusivi tra cui bevande gratuite.
In alternativa, ci sono altre tipologie di camere, come quelle con vista sull’oceano, interne, con balcone o balcone virtuale.
Europa o Caraibi?
La Wonder of the Seas vi porta alla scoperta delle coste caraibiche a partire da marzo 2022, mentre salpa da Barcellona e da Roma a partire da maggio.
Il tour in Florida farà sosta a Cococay Island, l’isola privata di Royal Caribbean, con itinerari sia nei Caraibi occidentali che orientali. Potete esplorare la foresta pluviale a Roatán e ammirare i cenote a Cozumel oppure rilassarvi nelle spiagge di St. Thomas e immergervi nella cultura di St. Maarten.
Se preferite i porti europei più interessanti della storia allora optate per la crociera in Europa: dalla Provenza alle città di Firenze e Napoli, potrete ammirare le bellezze del Mediterraneo.
11 Nov 2021 | In evidenza, Magazine
Sapete che le cozze Nieddittas non sono gli unici tipi di mollusco che potete acquistare?
Quando si parla di frutti di mare o più in generale di molluschi e crostacei si fa sempre molta confusione.
Soprattutto al ristorante quando volete ordinare un risotto non siete mai sicuri di cosa vi troverete nel piatto e per non rischiare alla fine scegliete il solito spaghetto alle vongole.
In realtà esistono anche molte specie di mollusco che non sono commestibili, inoltre non tutte vivono nei fondali sabbiosi del mare: i molluschi si sono adattati praticamente a ogni habitat, fatta eccezione per l’alta montagna.
Facciamo un po’ di chiarezza, così la prossima volta potrete destreggiarvi facilmente tra i primi piatti proposti nel menu.
Le caratteristiche dei molluschi
Tutti i tipi di mollusco appartengono alla famiglia degli invertebrati e ne esistono circa 100.000, infatti sono gli invertebrati più numerosi dopo gli insetti.
La maggior parte dei molluschi vive in mare a molti metri di profondità, ma esistono altre specie che si sono adeguate all’ambiente terrestre.
Data la vastità numerica degli esemplari esistenti è difficile descrivere le peculiarità di ognuno di essi, ma in genere hanno delle caratteristiche comuni come:
- il mantello, ovvero il guscio che il più delle volte ha la funzione di protezione per il resto del corpo;
- il piede locomotore, è il muscolo che attraverso delle contrazioni permette al mollusco di spostarsi;
- la zona cefalica, che comprende il cervello e tutti gli organi sensoriali, quali la bocca e un sistema di equilibrio simile all’orecchio interno dell’uomo;
- la cavità palleale, che è formata dal sistema olfattivo, l’orifizio e le branchie;
- lo stomaco, che assorbe ed elimina i nutrienti con la digestione extracellulare, mentre il resto viene espulso con feci solide;
- la radula, ovvero la bocca formata da una membrana cartilaginosa che ha la stessa funzione dei denti.
Le classi dei molluschi
I molluschi si differenziano per le loro caratteristiche morfologiche, la loro grandezza, la forma e le abitudini; si distinguono in otto classi e la maggior parte delle specie di mollusco non sono commestibili per il semplice fatto che sono di dimensioni troppo ridotte.
A seconda delle caratteristiche, tutti i tipi di mollusco appartengono alla classe:
- Caudofoveata e Solenogastrea, a cui fanno parte i molluschi simili ai vermi e vista la loro somiglianza in passato facevano parte di un’unica famiglia, con la differenza che i primi vivono nei fondali sabbiosi con la testa all’in giù, mentre i secondi si fanno trasportare dalla corrente;
- Monoplacofora, sono i molluschi dalle origini più antiche e si caratterizzano per un unico guscio e il piede locomotore come quello delle lumache;
- Poliplacofora, hanno una radula e un piede strisciante;
- Scaphopoda, conosciuti come gusci di zanne a causa del corpo molto allungato quasi a forma di un piccolo corno;
- Bivalvi, hanno il corpo che si racchiude in due valve;
- Gastropoda, sono le classiche lumache di mare o di terra, che si caratterizzano per il guscio trasportato sulla schiena e per il piede che le aiuta a spostarsi;
- Cefalopodi, hanno più di un piede che però si trasforma in numerosi tentacoli e il loro guscio nella maggior parte dei casi è interno al loro corpo.
Le specie di mollusco più comuni appartengono alle ultime tre classi appena elencate.
Tipi di mollusco con due conchiglie
I molluschi bivalvi sono quelli più apprezzati negli antipasti di mare e nei primi piatti: vongole, ostriche e mitili.
Così chiamati perché sono formati da due valve, ovvero due conchiglie che rimangono unite grazie a dei muscoli.
Questa specie di mollusco ha delle branchie peculiari a forma di lamelle, che oltre ad assumere ossigeno gli permettono di assorbire anche dei nutrienti presenti nell’acqua.
Le cozze e le vongole usano il piede per spostarsi; il loro movimento può essere provocato anche dalla chiusura energica delle valve.
Fatta eccezioni per questi piccoli spostamenti, gran parte dei molluschi bivalvi come le cozze, sono detti sessili, perché producono il bisso, ovvero un sistema di ancoraggio che fissa in maniera permanete il guscio ad una superficie, ad esempio uno scoglio.
Altri molluschi che fanno parte di questa famiglia?
Il cannolicchio che si caratterizza per il suo guscio molto allungato; la capasanta che deve la sua fama alla Venere di Botticelli; l’ostrica con la conchiglia che sembra un pezzo di scoglio; la cozza che a causa del suo consumo da cruda in passato ha favorito la diffusione del colera; i tartufi di mare che possono essere facilmente confusi con le vongole; il donax trunculus, ovvero la tellina con il guscio dalla classica forma di un triangolo schiacciato; infine l’arca di Noè che viene pescata a mano dai fondali e forse è meglio conosciuta come mussolo. Provate tutti i molluschi freschi Nieddittas in tante gustose ricette!
Tipi di lumache
Il mollusco gasteropode è la classica lumaca o chiocciola di mare e di terra; si differenziano dai molluschi descritti in precedenza perché il loro guscio è composto da un unico pezzo.
Gran parte di queste specie di mollusco vive in acqua e usa le branchie per respirare, mentre gli esemplari terrestri hanno i polmoni.
Possono essere carnivore, ma per lo più si cibano di erba e altre piante.
Il piede delle chiocciole ha l’opercolo, che funziona come una porta: siamo abituati ad immaginarci il guscio della lumaca come ad una casa e quando il mollusco si sente in pericolo si ritrae chiudendo la porta.
Questa tecnica di sopravvivenza è utilizzata anche per scampare ad un ambiente troppo secco, infatti l’interno della chiocciola è più umido e ritirarsi al suo interno aiuta a superare situazioni di aridità.
Le lumache di terra in particolar modo hanno un piede molto muscoloso che gli permette di strisciare anche su lunghe distanze.
Sul capo spuntano quattro piccoli tentacoli, che servono a sondare l’ambiente circostante e in un paio di esse ci sono gli occhi.
Le chiocciole si nutrono attraverso l’apparato boccale dotato della radula.
Quali tipi di mollusco appartengono a questo gruppo?
- La chiocciola zigrinata, ovvero la classica lumaca di terra che vive nelle zone umide;
- il lumachino di mare, più piccolo rispetto all’esemplare terrestre;
- il murice spinoso che si riconosce per la forma particolarmente allungata del guscio;
- le patelle che di solito si mangiano crude appena staccate dallo scoglio;
- il garagolo detto anche piè di pellicano che viene pescato prevalentemente nell’Adriatico, ma rispetto ad altri molluschi è meno pregiato.
Molluschi con i tentacoli
L’ultima classe di molluschi che più ci interessa è quella dei cefalopodi.
A differenza dei tipi di mollusco descritti fino ad ora, i cefalopodi hanno una conchiglia interna; unica eccezione è il nautilo.
La conchiglia del calamaro è detta penna oppure gladio, mentre l’osso di seppia è la conchiglia calcarea che di solito viene data agli uccellini in gabbia.
L’evoluzione ha trasformato il piede del mollusco in lunghi tentacoli provvisti di ventose, che servono a catturare le prede, che poi vengono mangiate attraverso la bocca dotata di denti a pinza e a muoversi in acqua.
Alcuni di questi esemplari come il polpo hanno una sacca per l’inchiostro, che viene spruzzato in caso di pericolo: l’inchiostro serve a disorientare il nemico grazie alla sua colorazione scura, ma anche al suo odore, poiché è pieno di ormoni.
Proprio questo mollusco è oggetto di numerosi studi che hanno attestato la sua intelligenza; si differenzia dal moscardino per le dimensioni e in particolar modo perché il primo ha due file di ventose lungo i tentacoli, mentre il secondo ne ha una sola.
Il più grande esemplare che si aggira nei fondali marini è la seppia gigante, che può raggiungere una lunghezza di circa 20 metri e spesso viene ritrovata spiaggiata lungo le coste, oppure nello stomaco dei capidogli, forse gli unici animali in grado di affrontare un esemplare marino così grande.
9 Nov 2021 | Magazine
L’insalata di riso ai frutti di mare è una delle classiche ricette estive ideale da portare in spiaggia, ma nulla vieta di prepararla anche d’inverno, per un buffet o cena fredda o magari per una pausa pranzo gustosa.
È un primo piatto fresco, saporito, grazie ai frutti di mare che regalano un tocco in più, un’originale alternativa all’insalata di riso tradizionale spesso a base di insaccati.
Il riso ai frutti porterà in tavola tutto il profumo di mare e vi farà tornare con la mente alle calde giornate d’estate!
Questa ricetta è facile da preparare e si possono usare diversi ingredienti: gamberi, calamari, cozze, vongole, seppie, scampi, mazzancolle e le verdure che preferite, l’importante è usare del pesce fresco, sicuro e di qualità come quello Nieddittas, controllato con attenzione in ogni fase della lavorazione, dal mare della Sardegna fino alla vostra tavola.
Più ingredienti utilizzate e più sostanziosa e saporita sarà la vostra insalata.
Il riso freddo si accosta al sapore del pesce e potete accompagnare il piatto con un buon bicchiere di vino bianco.
Vediamo tutti i passaggi per preparare una squisita insalata di riso ai frutti di mare. Se invece preferite la pasta leggete la ricetta delle lasagne a base di pesce.
Ingredienti
- Riso (Parboiled) 320 g
- Mazzancolle 250 g
- Seppie 200 g
- Pomodorini ciliegino 8
- Vongole e/o cozze Nieddittas 500 g
- Prezzemolo 25 g
- Olio extravergine d’oliva 6 cucchiai
- Olive nere denocciolate 60 g
- Salmone affumicato 50 g
- Pisellini 250 g o zucchine col fiore 4
- Sale e pepe q.b.
Come preparare l’insalata di riso ai frutti di mare
Iniziamo col preparare tutti gli ingredienti che servono per condire il riso.
Strofinate le vongole sotto il getto d’acqua e picchiettatele su un tagliere per verificare che non abbiano sabbia, nel caso buttatele così come quelle con i gusci vuoti. Togliete il bisso dalle cozze.
In una padella ampia fate scaldare dell’olio extravergine con due spicchi d’aglio e se gradite un cucchiaio di vino bianco. Una volta rosolato l’aglio, unite le vongole e 500 grammi di cozze (o solo uno dei due molluschi) e metà del prezzemolo tritato. Coprite col coperchio e quando le vongole (e le cozze) si saranno aperte da sole, filtrate il liquido di cottura e tenetelo da parte, sgusciatele e mettetele in una ciotolina.
Ora pulite le seppie, togliete i tentacoli e tagliatele a listarelle. In una padella col liquido di cottura dei molluschi e il resto del prezzemolo, fate cuocere le seppie per circa 10 minuti. Se scegliete di utilizzare in alternativa dei calamari, basta farli cuocere in una casseruola piena di acqua fredda con del limone tagliato in quarti e farli bollire.
Sgusciate le mazzancolle e fatele bollire in acqua per 3-4 minuti, scolatele e tenetele da parte.
Cuocete al vapore i piselli o in alternativa lavate e spuntate le zucchine. Eliminate gran parte della porzione centrale e riducete a dadini il pezzo verde esterno, poi lavate e pulite i fiori, eliminate il pistillo e tritateli. Questi andranno aggiunti pochi minuti prima del termine della cottura del riso.
Mettete a bollire l’acqua, salandola leggermente e versate 320 g di riso. Scolatelo al dente e scolate anche le verdure se avete scelto di utilizzare le zucchine, e mettete il riso in un contenitore con un cucchiaio di olio d’oliva per evitare che si appiccichi. Tagliate a julienne il salmone, i pomodorini e le olive nere denocciolate e tenete il tutto da parte.
Aggiungete i piselli o le zucchine al contenitore del riso, mescolate bene e unite le olive, i frutti di mare, i pomodorini e il salmone. Amalgamate tutti gli ingredienti, condite con sale e pepe se necessario, e servite con un filo d’olio e una spolverizzata di prezzemolo tritato. La vostra insalata di riso ai frutti di mare è pronta da gustare fredda!
Se avanza del riso, conservatelo in frigorifero coperto da pellicola e consumatelo dopo 1 o 2 giorni al massimo.
7 Nov 2021 | Parlano di noi
La Nuova Sardegna
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Rassegna stampa realizzata per Nieddittas. Non è riproducibile, ai sensi di legge.