18 Mar 2022 | In evidenza, Magazine
Ostriche e champagne è senz’altro l’accoppiata vincente quando si vuole dare inizio a un appuntamento galante, anche se per molti intenditori l’abbinamento sarebbe da evitare perché l’acidità delle bollicine altera l’aroma del mollusco. I puristi mangiano le ostriche crude con al massimo una spruzzata di limone o con un bicchierino di Vodka, molti altri invece preferiscono le ostriche cotte e si cimentano in ricette raffinate con una cottura al vapore, fritte oppure le ostriche gratinate. Ma quando viene voglia di ordinare questo mollusco in ristorante o si vuole comprarlo in pescheria viene sempre da chiedersi quante ostriche si possono mangiare?
Quante ostriche mangiare
Di solito quando si ordinano al ristorante si calcolano dalle tre alle sei ostriche a persona. Se è la prima volta che avete a che fare con questo mollusco mangiatele con parsimonia così da verificare eventuali allergie; evitate di mangiarle se state allattando o durante la gravidanza e inoltre è sconsigliato farle mangiare ai bambini.
Mangiare le ostriche in maniera eccessiva può provocare crampi allo stomaco e vomito, poiché sono un alimento difficile da digerire; inoltre, essendo un mollusco che trattiene all’interno della sua conchiglia l’acqua di mare che viene ingerita insieme alla polpa, può avere un’alta concentrazione di sodio ed è quindi sconsigliato per una dieta iposodica.
Secondo delle antiche credenze consumare ostriche in abbondanza avrebbe dovuto aumentare la libido; in realtà nonostante le ostriche abbiano una buona quantità di zinco che aumenta la produzione di testosterone, non c’è mai stata una spiegazione scientifica che riconoscesse le ostriche come cibo afrodisiaco. Probabilmente per ottenere un effetto degno di nota si dovrebbero mangiare più di una dozzina di ostriche ogni giorno.
Come mangiare le ostriche
Se avete comprato un sacchetto di ostriche da mangiare a casa dovete prima controllare che la conchiglia non abbia eventuali residui di sabbia e poi aprirla con un particolare coltellino che ricorda un po’ quello usato per tagliare le scaglie di Parmigiano.
Per aprire le ostriche posizionatele una per volta sulla vostra mano coperta da un panno da cucina, mettendo il guscio concavo rivolto verso il basso e quello più piatto verso l’alto; con il coltello staccate il muscolo che unisce le due conchiglie e proseguite l’incisione lungo tutto il bordo senza scheggiarlo. Se durante questa operazione vi accorgete che il guscio è già aperto non mangiate l’ostrica da cruda perché probabilmente è già morta e potrebbe provocare un’intossicazione alimentare; in questo caso non è necessario buttare il mollusco, ma sarà sufficiente cuocerlo.
Come dicevamo prima, esistono diversi modi per mangiare le ostriche, ad esempio alla francese con pane imburrato e dello scalogno marinato con aceto. Allo Champagne dovrebbero essere preferiti altri vini bianchi come lo Chardonnay. Noi di Nieddittas consigliamo di mangiarle da cotte; la ricetta più gustosa è quella delle ostriche gratinate che prevede un’impanatura saporita e una breve cottura in forno.
Quando mangiare le ostriche
Un’usanza francese vuole che il consumo delle ostriche sia limitato ai soli mesi che contengono la lettera erre: gennaio che in francese si dice janvier, febbraio, marzo, aprile, settembre, ottobre, novembre e dicembre. In realtà questa vecchia usanza è legata a un editto regio francese del 1752 che vietava di mangiare pesce crudo nei mesi più caldi dell’estate per motivi sanitari.
Oggi il rischio di intossicazioni causate da una cattiva conservazione è ridotto e la salubrità del mollusco è garantita dalle numerose analisi delle acque degli allevamenti ittici, ma in ogni caso si consiglia di consumarle previa cottura. Le ostriche Nieddittas vengono scelte, monitorate, etichettate da noi e commercializzate dopo aver superato i controlli e le verifiche previste dalle nostre procedure di qualità. È possibile anche acquistarle con Nieddittas a domicilio in diverse località!
C’è però un altro motivo secondo cui sarebbe meglio non consumare le ostriche nei mesi estivi poiché i mesi caldi coincidono con il periodo riproduttivo, l’ostrica quindi è meno buona perché lattiginosa soprattutto per quanto riguarda gli esemplari maschi che contengono più liquido seminale.
È stata creata un tipo di ostrica in laboratorio chiamata ostrica quattro stagioni che può essere consumata tutto l’anno perché non dovendosi riprodurre non ha alterazioni di gusto durante i vari mesi.
Filtri naturali
Come le cozze, anche le ostriche filtrano l’acqua; questo mollusco ha la grande capacità di diminuire l’acidità dell’acqua degli oceani e di rallentare il moto delle onde contribuendo alla difesa dei centri abitati dagli uragani.
Secondo uno studio inaugurato nel 2008 negli Stati Uniti, ogni ostrica è in grado di filtrare da 110 a 190 litri di acqua al giorno e con un miliardo di ostriche si potrebbe ripulire il porto della Grande Mela in pochi giorni; per questo motivo nella foce del fiume Hudson sono stati posizionati più di 20 milioni di ostriche e si punta ad aumentarne il numero entro il 2035 fino a coprire 40 ettari.
17 Mar 2022 | In evidenza, Parlano di noi


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17 Mar 2022 | Parlano di noi
MARK UP n. 307 Marzo 2022
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16 Mar 2022 | In evidenza, Magazine
Ci sono tantissimi piatti sfiziosi della tradizione sarda da proporre sia nella quotidianità sia nei giorni di festa e che ritroviamo in gran parte dei menu della ristorazione isolana. Ricette ideali da servire come antipasti, ma anche come primi piatti o secondi, i cui protagonisti sono i molluschi e i crostacei.
Noi di Nieddittas proponiamo del pesce pregiato, fresco e sicuro, controllato con attenzione in ogni fase della lavorazione, dal mare della Sardegna fino alla vostra tavola. È possibile acquistare diversi prodotti anche comodamente online con Nieddittas a domicilio!
Dunque, se siete in cerca di idee per stupire i vostri ospiti a tavola, qui troverete 3 antipasti di mare sardi facili da preparare e che racchiudono al loro interno tutto il gusto e la genuinità tipici della tradizione culinaria della Sardegna.
Le cozze al formaggio gratinate

Le cozze possono essere cucinate in tante modi: gratinate, alla marinara, al sugo piccante o persino fritte. Se desiderate un antipasto di mare semplice ma gustoso, le cozze al formaggio gratinate al forno fanno al caso vostro.
Si tratta di una ricetta tipica della Sardegna che prevede di riempire le cozze con un delizioso composto a base di prezzemolo tritato, pecorino sardo, olio, aglio e peperoncino.
Per prima cosa eliminate il bisso dalle cozze Nieddittas e mettetele in un tegame a fiamma viva per farle aprire. Sfumate con il vino bianco e poi togliete dal fuoco. Eliminate eventuali gusci rotti o che non si sono aperti e rimuovete il guscio superiore dalle altre. Disponetele su unico strato in una leccarda da forno.
Tritate l’aglio e il prezzemolo, aggiungete nella ciotola l’olio, un pizzico di sale, il pecorino grattugiato e il peperoncino.
Ora occupatevi di riempire le cozze. Con un cucchiaino riempitele con il composto e spolverate la superficie con il pane grattugiato. Infine, infornate nel forno preriscaldato a 200°C e gratinate per 8 minuti.
Antipasti di mare sardi: come fare l’insalata di polpo
Tra gli antipasti di mare sardi non può mancare l’insalata di mare, in genere composta da cozze, vongole, gamberi, moscardini e seppie. Molto popolare e apprezzata è anche l’insalata di polpo che si può abbinare a patate, pomodori, olive, ceci oppure sedano. Ecco come si prepara.
Iniziate dalla pulizia del polpo: eliminate occhi, becco e interiora. Lavatelo sotto l’acqua corrente e poi battetelo su un piano per sfibrare la polpa.
Fate bollire una pentola piena d’acqua e poi cuocete il polpo per 30 minuti, abbassando la fiamma e coprendo la pentola col coperchio.
A questo punto scolate il polpo, lasciatelo intiepidire e tagliatelo a tronchetti. In una ciotola mettete i pezzi di polpo, il sedano tagliato a tocchetti e condite con il prezzemolo tritato, l’olio evo e il succo di limone. Salate e pepate, mescolate il tutto e lasciate la vostra insalata di polpo un po’ in frigorifero prima di servirla.
Crostini con bottarga
Uno dei prodotti tipici sardi è la bottarga, uova di muggine salate ed essiccate, utilizzata in numerose ricette di primi piatti (come gli spaghetti con le arselle e bottarga) e antipasti. Si può gustare come antipasto al naturale con un filo di olio extravergine d’oliva oppure in abbinamento ai carciofi, funghi oppure ai moscardini, una combinazione perfetta di sapori tipici della Sardegna.
Un antipasto di mare semplicissimo sono i crostini di pane imburrati con sopra fettine fini di bottarga irrorate con l’olio di oliva. In alternativa, provate i crostini di pane ricoperti di ricotta frullata e cosparsa con bottarga grattugiata.
11 Mar 2022 | In evidenza, Magazine
Sarà capitato a tutti almeno una volta di organizzare una cena con i vostri cari a base di pesce per qualche ricorrenza speciale e di non riuscire a scegliere quali antipasti di mare freddi preparare. Vorreste sempre sperimentare qualcosa di nuovo, cercate la ricetta semplice da preparare a base di frutti di mare, ma alla fine non riuscite a decidervi e finite per preparare sempre le stesse cose.
Ecco allora le ricette dei migliori antipasti di pesce della cucina italiana che potrete utilizzare per la vostra prossima cena.
Antipasti di mare freddi con salmone
Un antipasto di mare veloce da realizzare sono i rotolini di salmone affumicato con il formaggio spalmabile e l’erba cipollina; per realizzare i rotoli dovete innanzitutto insaporire il formaggio con dell’erba cipollina tritata e un pizzico di sale, poi stendete le fette di salmone su un tagliere e spalmateci sopra qualche cucchiaino di formaggio. Iniziare a rotolare su sé stesse le fette di salmone e infine chiudetele con un filo di erba cipollina che poi fermerete con un nodo; sistemate i rotolini su un piatto da portata e condite con un filo di olio extravergine di oliva, oppure potreste preparare una vinaigrette.
Una buona abbinata tra affumicato e formaggio si trova in un altro antipasto a base di cheesecake al salmone; per prepararla potete sbriciolare le fette biscottate e lavorarle con del burro fuso, poi create una base su una tortiera o in un bicchiere se volete fare delle monoporzioni e aggiungete il formaggio che avete lavorato con il salmone affumicato tritato, infine fate raffreddare.
Se invece preferite il salmone fresco allora dovreste provare la ricetta della tartare di salmone con avocado; per preparare questo antipasto di pesce sfizioso vi servirà un trancio di salmone fresco da tagliare a cubetti, così come l’avocado, poi inserite i due ingredienti in una ciotola e conditeli con del succo di limone, dell’olio di oliva, le erbe aromatiche che preferite e un pizzico di sale e pepe. Per impiattare potete aiutarvi con un coppapasta che vi servirà per creare una forma più omogenea e presentabile.
Tipi di insalate
Tra le ricette più gettonate per gli antipasti di mare freddi vi sono l’insalata di mare e l’insalata di polpo prezzemolata entrambe semplici e veloci da preparare e anche abbastanza simili per quanto riguarda la preparazione.
Per l’insalata di mare potete utilizzare il polpo, le seppie e i calamari che dovete prima far bollire e poi tagliare a pezzi, i gamberi che potete far saltare in padella insieme a qualche sapore e tutti i frutti di mare che più preferite come le cozze Nieddittas e le vongole, che una volta pulite dovete farle sfumare in padella con un goccio di vino per farle aprire; infine, unite tutto il pesce e conditelo con dell’olio e un goccio di succo di limone. Per l’insalata di polpo prezzemolata invece vi serve un solo ingrediente, ovvero il polpo appunto che deve essere fresco: fate arricciare i tentacoli immergendoli più volte in acqua calda, fatelo bollire, tagliatelo a pezzi e condite con un trito abbonante di prezzemolo e dell’olio di oliva. Entrambe le ricette inoltre possono essere servite sia come antipasto che come primo piatto freddo.
Gamberi e conchiglie
Se volete preparare un antipasto di mare dal gusto retrò allora non vi resta che prendere gli ingredienti per fare la sfiziosa salsa per il cocktail di gamberetti: maionese, ketchup, salsa Worcester e cognac. Mischiando questi ingredienti otterrete la salsa rosa in cui tuffare i gamberetti; questo è il piatto che ha segnato gli anni ‘80, ma che per il suo gusto inconfondibile e la semplicità che richiede la preparazione la rendono una ricetta che non può mai passare di moda.
Gli amanti dei molluschi dovrebbero provare la ricetta delle capesante gratinate; all’interno della grossa conchiglia troverete un bel boccone di polpa carnosa. Per preparare le capesante Nieddittas dovete insaporire del pane raffermo che avete fatto frullare o più semplicemente del pan grattato con le erbe aromatiche che preferite, mettere l’impanatura all’interno della conchiglia coprendo la polpa, oleare tutto prima di infornare per 15 minuti circa a 190°C.
4 Mar 2022 | In evidenza, Magazine
Quante volte vi è capitato di fare una passeggiata sulla spiaggia e di raccogliere le conchiglie dalla forma e dai colori diversi che avete trovato in riva al mare? Quello che per alcuni è un semplice passatempo, per molti studiosi è un vero e proprio lavoro; la scienza che riguarda lo studio dei molluschi è la malacologia e prevede anche la catalogazione e l’analisi dei diversi tipi di conchiglia esistenti in base alla loro grandezza, alla colorazione e a tutte le altre caratteristiche del guscio che variano a seconda di molti fattori, quali:
- l’età del mollusco;
- la composizione;
- la temperatura dell’acqua in cui il mollusco ha vissuto.
I molluschi
Iniziamo con il dire che chi pensa che la conchiglia è la casa del mollusco sbaglia. L’idea più diffusa forse è quella della lumaca che trascina sul suo corpo la piccola chiocciola. In realtà, essendo esseri invertebrati i molluschi hanno bisogno di una protezione per il proprio corpo.
Il termine mollusco deriva dal latino mollis, che significa appunto molle e descrive la caratteristica principale di questi esseri: sono privi di uno scheletro interno, per cui le conchiglie nella maggior parte dei casi rivestono la funzione di protezione e sostengo per il mollusco e vengono considerate quindi come degli esoscheletri, ovvero degli scheletri esterni.
Esistono più di 100.000 tipi di molluschi, per questo motivo è difficile dare una descrizione dettagliata per ognuno di loro, ma è stata creata una semplice classificazione in base alle peculiarità che li accomuna e grazie ad essa ci si può fare un’idea dell’evoluzione di queste creature e in particolare della trasformazione che alcune conchiglie hanno subito nel tempo; infatti, il processo evolutivo ha fatto sì che in alcuni casi l’esoscheletro scomparisse del tutto come è avvenuto per i cefalopodi.
Com’è fatta la conchiglia
Caratteristica comune a tutte le conchiglie è che esse iniziano a formarsi quando il mollusco è ancora una larva; con il tempo la conchiglia continua a crescere e come abbiamo detto, a causa di diversi fattori il guscio avrà colori e forme diverse. Se è vero che due persone non possono avere un’impronta digitale uguale, lo stesso si può dire per i molluschi per quanto riguarda la loro conchiglia.
Il mollusco ha un organo preposto alla formazione della conchiglia che è conosciuto come pallio oppure come mantello; il pallio emette la conchiolina, ovvero una sostanza organica che solidifica i cristalli di calcio che vanno a formare la struttura della conchiglia, che è quindi formata per il 90-95% da carbonato di calcio che si cristallizza in aragonite e calcite.
La maggior parte dei gusci dei molluschi hanno tre strati:
- il periostraco è lo strato più esterno e quindi il più datato, composto per la maggior parte da conchiolina;
- l’ostraco è lo strato centrale formato da prismi di carbonato di calcio;
- l’ipostraco è lo strato più interno composto da lamelle di aragonite ed è conosciuto come madreperla.
Come abbiamo già detto, non esiste una conchiglia uguale ad un’altra perché crescendo il mantello del mollusco produce diverse quantità di carbonato di calcio che formano le classiche ornamentazioni del guscio come spine e tubercoli; inoltre, sia la forma che il colore possono essere influenzati da tanti elementi come l’alimentazione e l’ambiente in cui il mollusco vive. Temperatura, luce e acidità dell’acqua contribuiscono a modellare una conchiglia: è stato notato che i molluschi degli abissi o di mari particolarmente freddi sono soliti avere un guscio con la colorazione tendente al bianco.
Tipi di conchiglia
In base alla classe di appartenenza dei molluschi siamo in grado di descrivere il tipo di conchiglia che hanno:
- i poliplacofori hanno una conchiglia di forma ovale formata da otto piastre che sono incluse nel pallio;
- i monoplacofori hanno una conchiglia a forma di scudo conico di cui la punta è leggermente ricurva. Grazie al processo evolutivo lo scudo conico si è trasformato in una spirale avvolta su sé stessa, mentre alcuni molluschi di questa classe hanno perso del tutto la conchiglia;
- gli scafopodi hanno una conchiglia simile ad una piccola zanna di elefante;
- i gasteropodi sono le lumache di mare e per via della conchiglia formata da un unico pezzo che si avvolge a spirale su sé stessa, si pensava potessero far parte della stessa famiglia dei monoplacofori;
- i lamellibranchi sarebbero i molluschi bivalvi come le cozze Nieddittas, formate cioè da due conchiglie che sono tenute unite da un legamento elastico che ne consente l’apertura;
- i cefalopodi come le seppie, i calamari e i polpi, nella maggior parte dei casi hanno perso lo scheletro esterno, ma hanno una conchiglia interna che ha la funzione di organo di galleggiamento. Solo l’argonauta femmina ha ancora una conchiglia esterna che può arrivare a misurare poco meno di 10 cm, che serve a proteggere le uova;
- i brachiopodi sono simili ai bivalvi, con la differenza che in quest’ultimi si distingue la conchiglia destra dalla sinistra, mentre nei primi si ha una conchiglia ventrale di dimensioni più grandi e una dorsale.
Collezione e catalogazione
Collezionare le conchiglie può diventare un vero e proprio lavoro che richiede molto tempo e studio. Per coloro che le collezionano come passatempo/hobby va detto che il codice della navigazione all’articolo 1162 vieta e punisce con una sanzione da 1.549,00 euro fino a 9.286,00 euro la raccolta:
il prelievo è punito con una sanzione amministrativa per chiunque estragga “arena, alghe, ghiaia o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale, ovvero delle zone portuali della navigazione interna”.
Lavoro più difficile è quello che riguarda la classificazione, che prevede l’utilizzo di tavole sistematiche con cui poter confrontare le varie specie e poter riconoscere a quale gruppo e sottogruppo la conchiglia analizzata fa parte. Infine, per avere una collezione di conchiglie davvero ordinata potrete creare un catalogo in cui registrare il nome scientifico della specie, il nome dello studioso che per primo ne ha dato una descrizione e le principali informazioni che la riguardano, in questo modo saprete riconoscere con una sola occhiata le conchiglie che avete già e quelle che vorreste facessero parte della vostra collezione.
La storia nelle conchiglie
Ma a cosa possono servire i vari tipi di conchiglia? Alcune popolazioni africane del passato hanno usato le conchiglie come moneta, altre popolazioni orientali sfruttano delle conchiglie giganti come vasche per lavare i bambini, mentre alcune religioni le usano come acquasantiere e fonti battesimali; non è mancato l’utilizzo anche nell’arte, nella decorazione e soprattutto nella creazione di preziosi gioielli con la lavorazione della madreperla.
Studiando la conchiglia infine è possibile ricavare numerose informazioni circa la vita del mollusco a cui è appartenuta. Innanzitutto, dalla grandezza della conchiglia si può stabilire l’età del mollusco, mentre dalla presenza di buchi o altre lesioni sul guscio si può capire se il mollusco è stato preda di attacchi da parte di altri animali, poiché alcune specie ittiche sono in grado di forare la conchiglia per nutrirsi di quello che c’è dentro. Inoltre, le conchiglie ci parlano del passato, perché hanno una notevole resistenza e difficilmente si degradano, ma anzi si fossilizzano; questa loro caratteristica ha facilitato la comparazione tra diversi ritrovamenti dando la possibilità di ricreare il loro processo evolutivo, ma ha reso possibile anche la datazione delle differenti ere e periodi geologici.