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5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare

5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare

5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare Coste smeraldine, distese di sabbia bianca, calette nascoste e un mare dalle mille sfumature di azzurro… sono queste le prime cose a cui si pensa quando si parla della Sardegna. Ma limitare questa terra antica al solo ruolo...

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5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare

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5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare

5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare

5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare

Coste smeraldine, distese di sabbia bianca, calette nascoste e un mare dalle mille sfumature di azzurro… sono queste le prime cose a cui si pensa quando si parla della Sardegna. Ma limitare questa terra antica al solo ruolo di meta balneare significa cogliere solamente una parte del suo fascino.

Allontanandosi dalla costa si scopre infatti un’isola fatta di civiltà misteriose, altipiani dove corrono cavalli selvaggi, boschi secolari, villaggi minerari, canyon tra i più profondi d'Europa e borghi in cui il tempo sembra essersi fermato. L'entroterra sardo è un viaggio nel tempo e nella natura pura.

Che si tratti di esplorare i complessi nuragici patrimonio UNESCO, di percorrere i sentieri del trekking selvaggio o di scoprire la cultura industriale delle antiche miniere, l'isola offre un patrimonio inestimabile in ogni stagione dell'anno. Vediamo allora insieme 5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare.

La Sardegna non è solo mare

Esplorare la Sardegna oltre le sue spiagge significa entrare in contatto con un’identità forte e millenaria. Il paesaggio cambia radicalmente a distanza di pochi chilometri: dai rilievi aspri della Barbagia fino ai paesaggi quasi lunari del Campidano e del Sulcis-Iglesiente.

Vivere l'entroterra regala vantaggi unici:

  • un viaggio per 365 giorni l'anno: se il mare vive di stagionalità estiva, il patrimonio archeologico, i borghi e le escursioni naturalistiche sono perfetti in primavera, autunno e perfino nelle limpide giornate invernali;
  • autenticità e tradizione: nei paesi dell'interno la cultura enogastronomica, l'artigianato tessile e le tradizioni della panificazione mantengono un legame profondo e inalterato con le origini;
  • turismo lento e sostenibile: lontano dall'affollamento delle coste, l'entroterra invita alla disconnessione, al cammino e alla scoperta consapevole.

Cosa vedere in Sardegna oltre in mare?

Prima di esplorare ogni meta nel dettaglio, ecco una panoramica di ciò che rende la Sardegna un'isola straordinaria anche lontana dalla costa:

  1. siti archeologici e civiltà nuragica: un viaggio indietro nel tempo tra nuraghi UNESCO, Tombe dei Giganti e le misteriose Domus de Janas;
  2. natura selvaggia e trekking: paesaggi primordiali da scoprire a piedi, dai canyon più profondi d'Europa fino agli altipiani vulcanici abitati da cavalli selvaggi;
  3. borghi autentici e tradizioni: un percorso tra vicoli medievali, case color pastello, borghi dipinti dai murales e antichi riti folcloristici;
  4. archeologia industriale: le affascinanti testimonianze del passato minerario dell'isola, tra gallerie a picco sul mare e geoparchi protetti dall'UNESCO;
  5. città antiche e arte sacra: testimonianze fenicio-romane affacciate sul mare e capolavori del romanico immersi nella campagna sarda.

1. Siti archeologici e patrimonio nuragico

La Sardegna vanta una concentrazione di testimonianze archeologiche unica al mondo. Il simbolo indiscusso di questa memoria è la Civiltà Nuragica, fiorita durante l'Età del Bronzo (tra il 1800 a.C. e il 500 a.C.). Nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas e villaggi raccontano la storia di questo importante periodo.

I nuraghi: le torri di pietra dell'Età del Bronzo

I nuraghi sono imponenti strutture megalitiche a forma di tronco di cono, costruite a secco con enormi blocchi di roccia. La loro funzione continua ad affascinare storici e archeologici: fortezze difensive, complessi religiosi, centri di potere o vedette territoriali. La civiltà nuragica ci ha lasciato in eredità oltre 7.000 torri in pietra diffuse su tutto il territorio, tra queste:

  • Su Nuraxi di Barumini (Patrimonio UNESCO): situato nella regione della Marmilla, è il complesso nuragico più celebre e rappresentativo al mondo. Percorrere i suoi corridoi permette di toccare con mano l'ingegno costruttivo di un'epoca remotissima;
  • Nuraghe Santu Antine (Torralba): chiamato “Sa Domu de su Re” (La Casa del Re) o la Reggia Nuragica per la sua maestosità, sorge nella Valle dei Nuraghi. La sua torre centrale raggiunge ancora oggi un’altezza imponente e la struttura presenta un sistema di gallerie sovrapposte perfettamente conservate;
  • Nuraghe Palmavera (Alghero): questo complesso è composto da due torri collegate e da un villaggio che conserva la “Capanna delle Riunioni”.

Le Tombe dei Giganti

Accanto ai nuraghi, tra le testimonianze più caratteristiche della Sardegna, ci sono anche le tombe dei giganti, grandi monumenti funerari risalenti all'età nuragica. Il nome deriva dalla loro forma, che in passato ha alimentato numerose leggende legate alla presenza di giganti sull'isola.

Queste strutture sono generalmente composte da una lunga camera funeraria e da una grande facciata semicircolare in pietra. Tra le meglio conservate spiccano:

  • la tomba dei giganti di Coddu Vecchiu ad Arzachena;
  • la tomba dei giganti di S'Ena e Thomes a Dorgali.

Domus de Janas e necropoli prenuragiche

Ancora più antiche dei nuraghi sono le domus de janas, tombe scavate direttamente nella roccia di granito, basalto o calcare durante il periodo prenuragico.

Il loro nome significa letteralmente “case delle fate” e deriva dalla tradizione popolare sarda che ha trasformato queste antiche tombe in luoghi abitati da creature leggendarie. Ricordano, infatti, vere e proprie abitazioni in miniatura, con stanze decorate, porte incise e rilievi simbolici dipinti in ocra rossa che testimoniano l'importanza rituale di questi ambienti.

La necropoli di Anghelu Ruju vicino ad Alghero e quella di Montessu a Villaperuccio rappresentano tappe imperdibili per comprendere la religiosità ancestrale dell'isola.

2. Natura selvaggia: canyon, altipiani ed escursioni

La Sardegna offre numerose opportunità anche a chi ama escursioni, trekking e paesaggi naturali. L'entroterra alterna montagne, altipiani, foreste e gole profonde, spesso attraversate da sentieri immersi nella vegetazione mediterranea che domina incontrastata.

Gola di Su Gorropu: il canyon più profondo d'Europa

Situato nel Supramonte, al confine tra i territori di Urzulei e Orgosolo, la gola di Su Gorropu è un monumento naturale impressionante. Le sue pareti calcaree scendono a picco per oltre 500 metri di altezza, stringendosi in alcuni punti fino ad appena 4 metri di larghezza.

Camminare lungo il fondo del canyon, tra enormi massi bianchi levigati dall'acqua e piante rare, è un'esperienza da vivere almeno una volta nella vita.

La Giara di Gesturi: altopiano vulcanico e cavallini selvaggi

La Giara di Gesturi (o Sa Jara) è un enorme altipiano basaltico di origine vulcanica che si estende per oltre 40 chilometri quadrati. Il paesaggio è un alternarsi di boschi di sughero modellati dal vento e bacini d'acqua temporanei chiamati paulis.

La Giara è famosa per essere il rifugio degli ultimi cavallini della Giara, un'antica razza equina allo stato selvaggio, caratterizzata da corporatura piccola, criniere folte e occhi a mandorla. L’altopiano è infatti l’unico luogo in cui oggi questi cavallini vivono allo stato naturale.

Monte Limbara: trekking e panorami alpini

Nel cuore della Gallura si solleva il massiccio del Monte Limbara. Con le sue vette di granito scolpite dagli agenti atmosferici (che superano i 1.300 metri) e le sue foreste di pini e lecci, offre una rete di sentieri perfetta per il trekking e la mountain bike, regalando scorci che spingono lo sguardo fino alle bocche di Bonifacio, uno stretto di mare che separa la Corsica dalla Sardegna.

3. Borghi autentici tra storia e tradizione

Un altro modo per scoprire la Sardegna lontano dal mare è visitare i suoi borghi: le case in pietra, le strade strette, i murales e le tradizioni locali raccontano un'isola profondamente legata al proprio territorio. Vediamo alcuni dei piccoli centri abitati ricchi di fascino, arte urbana e tradizioni storiche che caratterizzano questa terra.

Bosa

Adagiata lungo il fiume Temo, Bosa è uno dei borghi più caratteristici della Sardegna. Il suo centro storico, chiamato Sa Costa, si arrampica sulle pendici del colle Serravalle, dominato dall'imponente Castello Malaspina (Castello di Serravalle) del XII secolo. Le case dalle facciate color pastello, le antiche concerie lungo il fiume e l'artigianato del filet e dell'oro intrecciato rendono Bosa una tappa imperdibile della costa occidentale.

Orgosolo

Nel cuore della Barbagia si trova Orgosolo, conosciuta soprattutto per i suoi oltre 300 murales: le pareti delle case dipinte con opere d’arte popolare raccontano attraverso immagini e parole la storia del paese, le questioni sociali e politiche e alcuni momenti della vita della comunità. Camminare per le strade del centro significa quindi entrare in un vero e proprio museo a cielo aperto.

Castelsardo

Arroccato su un promontorio di roccia trachitica che si tuffa nel Golfo dell'Asinara, Castelsardo conserva intatto il suo impianto medievale. Fondato dalla famiglia genovese dei Doria nel XII secolo, il borgo è un dedalo di vicoli stretti, scalinate e botteghe artigiane specializzate nell'intreccio dei cestini in palma nana. Dalla sommità del castello si gode un panorama mozzafiato che abbraccia l'intero nord dell'isola.

Mamoiada

Mamoiada è il centro nevralgico del folklore e del carnevale sardo, cuore delle tradizioni barbaricine. Il paese è famoso infatti per le sue maschere tradizionali: i Mamuthones, con le loro maschere di legno nero, i vestiti in pelli di pecora scura e i pesanti campanacci legati sulla schiena, e gli Issohadores, dai corpetti rossi e le sferze di giunco. Presso il Museo delle Maschere Mediterranee è possibile approfondire i significati ancestrali di questi riti propiziatori legati ai cicli della terra.

4. Storia industriale e antiche miniere

La Sardegna non racconta soltanto la storia delle civiltà antiche. Una parte importante del patrimonio dell'isola è legata anche alla tradizione mineraria, che per secoli ha caratterizzato interi territori e comunità.

Il complesso minerario di Montevecchio e Ingurtosu

Situato tra i comuni di Guspini e Arbus, il sito di Montevecchio rappresenta una delle testimonianze minerarie più importanti d'Europa. Per lungo tempo l'area è stata uno dei principali distretti minerari della Sardegna, soprattutto per l'estrazione di piombo e zinco.

Le miniere fanno parte del più ampio Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'UNESCO come primo geoparco storico e ambientale al mondo.

Oggi è possibile infatti visitare gli impianti di lavaggio, i pozzi d'estrazione (come il Pozzo Sant'Antonio), le gallerie sotterranee e i palazzi storici della direzione, immersi in un paesaggio dove la macchia mediterranea si sta gradualmente riappropriando degli antichi fabbricati in mattoni rossi. È un modo quindi per conoscere una Sardegna meno conosciuta, fatta di villaggi operai, gallerie e antichi impianti.

Porto Flavia

Nel territorio di Iglesias si trova invece Porto Flavia, un’opera d’ingegneria rivoluzionaria scavata all'interno della montagna nel 1924. Permetteva di caricare i minerali direttamente nelle stive dei mercantili tramite un nastro trasportatore nascosto nella roccia.

La galleria sfocia direttamente a picco sul mare di fronte al monumentale scoglio di Pan di Zucchero, regalando una vista da pura cartolina.

5. Chiese, grotte e città antiche

L'isola conserva anche tracce straordinarie dell'epoca medievale e delle civiltà fenicio-puniche e romane. Il patrimonio dell'isola comprende anche edifici religiosi, grotte e siti archeologici che permettono di attraversare epoche molto diverse.

Chiese antiche e architettura sacra

Tra gli esempi più interessanti ci sono:

  • Basilica di Saccargia, vicino a Codrongianos, uno dei più importanti esempi di architettura romanica in Sardegna;
  • Basilica di San Gavino, a Porto Torres, importante testimonianza dell'architettura romanica dell'isola;
  • Santuario e Basilica di Nostra Signora di Bonaria, situata in cima all'omonimo colle con un'imponente scalinata affacciata sul mare, è il luogo di culto più venerato dai sardi;
  • Basilica di San Saturnino, dedicata al patrono della città, è la chiesa più antica di tutta la Sardegna, circondata da un parco archeologico di straordinario valore.

Città sommerse e antichi porti

Ci sono, inoltre, altre due antiche città costiere che meritano assolutamente una visita per il loro inestimabile valore storico: Tharros e Nora.

  • Tharros: situata all'estremità della penisola del Sinis, Tharros è un'antica città fondata dai Fenici, poi ampliata dai Punici e colonizzata dai Romani. Le sue colonne di pietra, le strade lastricate e le terme si affacciano direttamente sul mare, offrendo un museo archeologico a cielo aperto di immensa suggestione.
  • Nora: Nel sud dell'isola, vicinissima a Pula, sorge Nora, considerata una delle prime città della Sardegna. Il suo teatro romano, perfettamente conservato e ancora oggi utilizzato per spettacoli estivi, e i suoi mosaici colorati raccontano la ricchezza di un passato commerciale glorioso.

Come scegliere cosa vedere oltre il mare?

Quindi, cosa vedere in Sardegna oltre il mare? La scelta dipende soprattutto dal tipo di esperienza che si vuole vivere.

  • Se ami la storia e l'archeologia, puoi dedicare una giornata ai nuraghi, alle tombe dei giganti o alle antiche città.
  • Se preferisci la natura, canyon, altipiani e parchi offrono numerosi percorsi per escursioni e trekking.
  • Se vuoi conoscere le tradizioni sarde, invece, puoi visitare i borghi dell'entroterra, i musei e i luoghi legati all'artigianato e alla cultura locale.

E per scoprire davvero l'isola, vale la pena non concentrarsi su una sola zona: nord, sud, costa ed entroterra raccontano Sardegna molto diverse tra loro.

I prossimi passi: partire per l’avventura

Organizzare un viaggio alla scoperta dell'entroterra sardo richiede una pianificazione consapevole della geografia dell'isola:

  1. definisci una macro-regione, la Sardegna è vasta e gli spostamenti interni richiedono tempo;
  2. noleggia un'auto, per raggiungere i nuraghi più isolati, i punti d'inizio dei sentieri e i piccoli borghi montani;
  3. pianifica in base alle stagioni, la primavera è ideale per il trekking e le fioriture, mentre l'autunno è il momento perfetto per le Cortes Apertas (Autunno in Barbagia), durante il quale i borghi aprono i cortili delle proprie case storiche (le cortes) per mostrare dal vivo l'artigianato tradizionale e offrire degustazioni di piatti tipici, vini locali e prodotti a chilometro zero.

Sardegna oltre il mare: un'isola da scoprire

Il mare è senza dubbio uno dei grandi tesori della Sardegna, ma rappresenta soltanto una parte della sua identità. Dietro le spiagge si trovano montagne, boschi, villaggi, siti archeologici e testimonianze di una storia millenaria.

Scoprire questa parte dell'isola significa rallentare, percorrere strade meno conosciute e lasciarsi guidare dai paesaggi e dalle tradizioni locali.

Per noi di Nieddittas, amare la Sardegna significa proteggerla in ogni sua sfaccettatura: dalle acque cristalline dei nostri golfi fino al cuore verde e roccioso dell'entroterra. Il mare e la terra sarda sono legati da un equilibrio fragile e indissolubile, fatto di tradizioni che si tramandano di generazione in generazione e di un profondo rispetto per le risorse naturali.

E dopo una giornata tra nuraghi, sentieri e borghi, non c'è niente di meglio che tornare a tavola e ritrovare il sapore del mare. Con le cozze Nieddittas, puoi portare a casa un piccolo assaggio della Sardegna e condividerlo con chi ami.

Qual è il mare più bello del mondo?

Qual è il mare più bello del mondo?

Stabilire quale sia il mare più bello del mondo è un’impresa tanto meravigliosa quanto difficile. Il concetto stesso di bellezza è profondamente soggettivo: per qualcuno significa immergersi in una laguna circondata da barriere coralline e pesci tropicali, mentre per altri è la vista di una scogliera a picco su un bacino turchese, incorniciata dalla macchia mediterranea.

Scegliere una sola destinazione non è semplice. Dalle distese iridescenti dell'Oceania alle calette segrete incastonate nel cuore del Mediterraneo, la Terra offre una varietà sconfinata di opzioni, per tutti i gusti.

Individuare qual è il mare più bello del mondo significa, infatti, entrare in un territorio fatto di arcipelaghi incontaminati, acque cristalline, spiagge bianchissime o color oro, baie nascoste e paesaggi che sembrano usciti da una cartolina… immergiamoci allora insieme!

Cosa rende una spiaggia "la più bella del mondo"?

Non è soltanto la fortuna geografica a definire il fascino di un litorale. Colore e trasparenza dell'acqua, tipo di sabbia, paesaggio che la circonda e ricchezza dell'ambiente marino sono tutti fattori che influenzano la scelta del mare più bello del mondo.

In generale, la percezione di trovarsi di fronte al mare perfetto è quindi il risultato di una combinazione irripetibile di fattori fisici, ambientali e biologici.

  • Trasparenza e sfumature dell'acqua: la nitidezza del mare dipende dalla scarsità di sedimenti in sospensione, dalla purezza dei fondali e dalla rifrazione della luce solare, che trasforma la superficie liquida in una tavolozza che va dall'azzurro acquamarina al blu cobalto.
  • Composizione e colore della sabbia: dalla sabbia corallina finissima che non scotta mai sotto il sole, ai quarzi rosa e alle polveri vulcaniche scure, la grana e il colore dell'arenile determinano la cornice scenografica del litorale.
  • Biodiversità e vita sottomarina: la presenza di giardini di corallo, tartarughe marine, mante e pesci tropicali trasforma un semplice bagno in un'esperienza d'immersione naturalistica indimenticabile.
  • Grado di isolamento: il fascino selvaggio di una cala raggiungibile solo a piedi o in barca offre la magia e tranquillità dell'esplorazione.
  • Servizi e accessibilità: necessari per chi preferisce una vacanza più comoda.
  • Tutela ambientale: la salute dell'ecosistema marino è ciò che garantisce la sopravvivenza di questi angoli di paradiso, mantenendo incontaminata la flora e la fauna costiera.

Non esiste quindi una formula universale per stabilire quale sia il mare più bello del mondo ma questi aspetti, uniti ad alcune delle migliori classifiche, possono aiutare a orientarsi, ma ogni spiaggia ha caratteristiche diverse.

Le spiagge più belle dei Caraibi

Il Mar dei Caraibi è sinonimo di paradiso tropicale: acque calde e calme, barriere coralline piene di vita e spiagge allineate con palme da cocco.

Grace Bay Beach (Turks e Caicos)

Spesso al vertice delle classifiche internazionali, Grace Bay è la quintessenza del mare caraibico.

La vista viene investita da una distesa d'acqua turchese incredibilmente limpida e priva di alghe, grazie alla presenza della barriera corallina situata a poco più di un miglio dalla costa che arresta le onde dell'Oceano Atlantico.

La sabbia è di origine corallina, soffice e rimane fresca anche nelle ore più calde della giornata. Immergendosi a pochi metri dal bagnasciuga è facile avvistare razze, tartarughe verdi e il celebre delfino JoJo, un esemplare selvaggio che frequenta stabilmente queste baie.

Flamenco Beach (Culebra, Puerto Rico)

Situata sull'isola di Culebra, Flamenco Beach si apre in una baia a forma di mezzaluna incastonata tra colline rigogliose, con una lunga distesa di sabbia bianca. L'acqua è trasparente, con sfumature dal verde smeraldo al celeste, protetta da una scogliera ricca di vita marina dove nidificano specie di pesci pappagallo e coralli cervello.

La baia è protetta e offre condizioni favorevoli per nuotare e fare snorkeling. Ricorda però di portare con te tutto il necessario, come scorte d'acqua, perché la zona est della spiaggia è quasi completamente priva di strutture commerciali.

Shoal Bay East (Anguilla)

Shoal Bay è celebre per la tonalità unica della sua arenile: una sabbia bianca finissima arricchita da microscopici frammenti di conchiglie rosa che sfavillano sotto la luce del sole.

Il momento ideale per godere della spiaggia è il primo mattino, quando il mare si presenta come una gigantesca piscina naturale calma e turchese.

La barriera corallina antistante è facilmente raggiungibile a nuoto e ospita banchi di pesci chirurgo, aragoste e anemoni colorati.

Nonostante la sua fama mondiale, l'atmosfera che vi si respira resta rilassata e poco affollata con i chiringuitos locali che offrono ottimo pesce fresco al barbecue!

Le spiagge più belle dell'Oceania e dell'Asia

Tra le barriere coralline più estese del pianeta e gli arcipelaghi vulcanici del Pacifico e dell'Oceano Indiano si nascondono i mari più spettacolari della Terra.

Whitehaven Beach (Whitsundays, Australia)

Nel cuore della Grande Barriera Corallina australiana, Whitehaven Beach è un capolavoro della natura lungo ben 7 chilometri. Ciò che la rende unica è la composizione della sabbia, costituita per il 98% da silice pura: questo le conferisce un colore bianco e una consistenza così fine da non trattenere il calore.

L'area fa parte del Parco Nazionale delle Whitsunday, un gruppo protetto di 32 isole tropicali situate al largo della costa del Queensland, ed è l’habitat di aquile di mare, razze e piccoli squali di scogliera.

Il punto panoramico di Tongue Point offre la vista migliore sui giochi di colore di Hill Inlet, nel punto nord della spiaggia, dove le maree muovono costantemente la sabbia creando un disegno dove il turchese dell'acqua e il bianco della silice si fondono insieme.

Entalula Beach (Palawan, Filippine)

Considerata una delle spiagge più spettacolari ed esclusive delle Filippine, Entalula Beach nel 2026 è infatti stata scelta come prima spiaggia più bella del mondo da The World's 50 Best Beaches.

È raggiungibile via mare in barca (le tipiche bangka) con i tour privati da El Nido fino alle monumentali scogliere calcaree ricoperte di vegetazione che creano una cornice drammatica ed esotica, perfetta per chi cerca un panorama incontaminato.

Pochi metri al largo della sponda si estende un vero e proprio giardino di corallo ricco di vita marina, ideale per un'esplorazione sott'acqua indimenticabile.

Matira Beach (Bora Bora, Polinesia Francese)

Chi non ha mai sentito parlare di Bora Bora? In merito, Matira Beach è l'unica spiaggia pubblica ad accesso libero dell'isola principale. Si tratta di una striscia di sabbia finissima fino a una laguna cristallina dai toni che variano dall'azzurro chiaro al blu zaffiro profondo.

L'assenza di correnti forti e la ridotta profondità dell'acqua permettono di camminare a lungo nel mare calmo, circondati da pesci farfalla e razze metalliche.

Lo sfondo di picchi vulcanici ricoperti da una giungla verde smeraldo regala al contrasto visivo una forza drammatica ed emozionante. Inoltre, la posizione rivolta a ovest regala tra i tramonti più emozionanti di tutto il Pacifico.

Pink Beach (Isola di Komodo, Indonesia)

Incastonata all'interno del Parco Nazionale di Komodo, Pink Beach (o Pantai Merah) deve il suo nome al colore rosato della battigia, generato dalla presenza di Foraminifera, microscopici organismi unicellulari che vivono sulle barriere coralline e producono un guscio rosso che, polverizzandosi, si mescola alla sabbia bianca.

L'isola è celebre in tutto il mondo per essere l'habitat naturale del drago di Komodo (Varanus komodoensis), la lucertola più grande del pianeta. Non è raro, infatti, avvistare questi maestosi e preistorici rettili mentre passeggiano lungo le sponde o all'ombra della vegetazione a ridosso della spiaggia.

Inoltre, trattandosi di un'area protetta e popolata da fauna selvatica potenzialmente pericolosa, è possibile visitare la spiaggia grazie a delle escursioni autorizzate in barca, spesso accompagnati da ranger locali per garantire la sicurezza di visitatori e animali.

Le spiagge più belle del Brasile

Con oltre 7.000 chilometri di costa affacciati sull'Oceano Atlantico, anche il Brasile regala scenari marini di straordinaria varietà, che uniscono natura incontaminata, dune e barriere coralline.

Baía do Sancho (Fernando de Noronha)

Spesso eletta dai viaggiatori come la spiaggia più bella del pianeta, Baia do Sancho si trova nell'arcipelago protetto di Fernando de Noronha.

La spiaggia è abbracciata da una scogliera alta 90 metri ricoperta di vegetazione rigogliosa, accessibile da terra solo scendendo attraverso una stretta spaccatura nella roccia attrezzata con scale metalliche.

L'acqua ha un colore verde brillante e trasparente, con fondali ricchissimi: nuotare qui significa incrociare regolarmente delfini rotatori, tartarughe marine, razze e piccoli squali innocui.

Il suo punto forte? La spiaggia è priva di strutture e conservata allo stato naturale!

Jericoacoara (Ceará)

Jericoacoara, o semplicemente Jeri, è un villaggio inserito in un parco nazionale fatto di enormi dune di sabbia bianca che si tuffano nell'Oceano Atlantico. Il mare è caldo, trasparente e caratterizzato da sfumature che vanno dal turchese al verde, con una temperatura piacevole tutto l'anno.

Questa spiaggia inoltre viene sferzata da venti costanti che ne fanno la capitale mondiale del kitesurf e del windsurf.

Poco distante dal litorale oceanico si trovano le lagune d'acqua dolce, come la Lagoa do Paraíso, dove le amache colorate sono montate direttamente in acqua, consentendo di rilassarsi immersi nelle sfumature azzurre del bacino calmo.

Infine, ogni tardo pomeriggio, verso le 17:00, viaggiatori e abitanti del luogo salgono a piedi sulla cima della Duna do Pôr do Sol (che in portoghese significa “Duna del Tramonto”) per il rito collettivo del tramonto: ci si siede tutti insieme sulla sabbia ad attendere che il sole scenda nell'acqua, spesso accompagnando il momento con applausi, musica o semplicemente un silenzio contemplativo.

Praia do Espelho (Bahia)

In Bahia, Praia do Espelho (il cui nome ufficiale è Praia del Curuí) si trova tra i villaggi di Trancoso e Caraíva. Il suo nome (Spiaggia dello Specchio) deriva dallo straordinario fenomeno visivo che si crea durante la bassa marea: l'acqua calmissima si trasforma in uno specchio naturale perfetto in cui si riflettono il cielo, le scogliere dorate e le palme da cocco.

La spiaggia è incorniciata da alte scogliere a picco (le falésias) dai toni del bianco e del rosa, ricoperte da una rigogliosa vegetazione neotropicale.

È una destinazione adatta soprattutto a chi cerca un'atmosfera più tranquilla e un paesaggio naturale.

Le spiagge più belle d'Europa

L'Europa custodisce bacini costieri di una bellezza mozzafiato, dove le radici storiche incontrano paesaggi rocciosi e acque dai colori indimenticabili.

Spiaggia dei Conigli (Lampedusa, Isole Pelagie)

Situata nella parte meridionale dell'isola di Lampedusa, la Spiaggia dei Conigli è un'opera d'arte naturale racchiusa in una riserva marina protetta. L'acqua è così trasparente e calma che le imbarcazioni alla fonda sembrano fluttuare nell'aria, proiettando la propria ombra sul fondale di sabbia chiarissima.

La baia è circondata da pareti calcaree aride ed è uno dei pochi siti italiani in cui la tartaruga marina Caretta caretta torna regolarmente a deporre le proprie uova. L'accesso è infatti basato su fasce orarie per preservare l'ambiente, per questo è necessario prenotare l'ingresso online con largo anticipo nei mesi estivi.

Fteri Beach (Cefalonia, Grecia)

Situata lungo la costa nord-occidentale dell'isola di Cefalonia, Fteri Beach è un vero e proprio paradiso incontaminato, caratterizzato da un contrasto cromatico mozzafiato: questa baia unisce il bianco candido dei ciottoli e delle imponenti scogliere calcaree a picco al turchese intenso e cristallino delle sue acque.

A differenza di altre mete più ricercate, Fteri ha mantenuto un'atmosfera intima e una natura selvaggia perché priva di stabilimenti balneari o strutture invasive. Non a caso, Nel 2026 è stata scelta come seconda spiaggia più bella del mondo da The World's 50 Best Beaches.

L'accesso stesso non è immediato, ed è proprio questo a preservarne la bellezza: si può arrivare via mare partendo dal porticciolo di Zola con i taxi-boat locali oppure, per i più allenati, è possibile raggiungerla a piedi attraverso un sentiero immerso nella macchia mediterranea.

Elafonissi Beach (Creta)

La spiaggia di Elafonissi, nella parte sud-occidentale di Creta, è famosa per la particolare tonalità rosata della sabbia. Questo fenomeno naturale è dovuto alla presenza di minuscoli frammenti di conchiglie ed esoscheletri di microorganismi marini trasportati dalle correnti.

I fondali invece sono estremamente bassi rendono la laguna simile a una piscina naturale a cielo aperto, ideale per camminare in totale tranquillità e perfetta anche per le famiglie.

Le spiagge più belle delle isole italiane

Esistono i grandi paradisi tropicali, ma anche il Mediterraneo offre alcune delle spiagge più spettacolari del pianeta, con la Sardegna e la Sicilia presenti nelle principali classifiche internazionali.

L'Italia infatti non ha bisogno di andare dall'altra parte del mondo per trovare acque cristalline e paesaggi da paradiso tropicale, ma vanta un patrimonio costiero unico, dove le isole minori e le due isole maggiori offrono scenari marini che non hanno nulla da invidiare alle mete tropicali più esotiche.

Cala Rossa (Favignana, Isole Egadi)

Cala Rossa è una vasta baia situata nell'estremità nord-orientale dell'isola di Favignana. Qui non si trova una classica spiaggia di sabbia, ma una piattaforma di scogliere calcaree che si affaccia su uno specchio d'acqua dalle tonalità che vanno dal celeste chiaro al verde acqua cristallino.

Il nome ricorda storicamente la sanguinosa battaglia delle Egadi combattuta nel 241 a.C., ma la realtà odierna è quella di un bacino trasparente e calmo dove nuotare immersi nella natura selvaggia delle antiche cave di tufo.

Non dimenticarti di indossare calzature adatte alle rocce e di controllare il meteo: la baia dà il meglio di sé con i venti di Scirocco, quando l'acqua diviene piatta come uno specchio.

San Vito Lo Capo (Trapani, Sicilia)

Incastonata in una baia riparata tra le riserve naturali dello Zingaro e di Monte Cofano, la spiaggia di San Vito Lo Capo è il classico sogno tropicale nel cuore del Mediterraneo. Una mezzaluna di sabbia dorata e finissima che si protegge sotto l'imponente profilo roccioso del Monte Monaco, regalando un paesaggio da cartolina unico al mondo.

A differenza delle cale più selvagge, la spiaggia si trova a pochi passi dalle vie del paese, famoso per le case basse in stile arabo, i profumi del cuscus di pesce e l'atmosfera viva ma rilassata.

Spiaggia di La Pelosa (Stintino, Sardegna)

Situata all'estremità nord-occidentale della Sardegna, di fronte all'isola Piana e all'Asinara, La Pelosa è famosa per la sua sabbia bianchissima e per un mare trasparente dalle tonalità celesti che ricordano un'immensa piscina caraibica.

Sullo sfondo domina la caratteristica torre aragonese del 1578, eretta su un isolotto di scisto raggiungibile a nuoto. Il fondale bassissimo si mantiene tale per decine di metri, rendendo la balneazione piacevole e sicura per tutti.

Per proteggere il delicato sistema dunale, l'ingresso è a numero chiuso ed è obbligatorio l'uso della stuoia sotto il telo mare per non asportare la sabbia.

Cala Mariolu (Golfo di Orosei, Sardegna)

Lungo la costa orientale della Sardegna, nel tratto selvaggio del Golfo di Orosei, si trova Cala Mariolu, conosciuta anche come Is Pulitzeddus (le pulci), soprannome legato ai piccolissimi sassolini di marmo bianco e rosa che compongono la spiaggia.

Il mare ha sfumature di cobalto, smeraldo e turchese di una trasparenza assoluta. Le pareti calcaree ricoperte di lecci cadono a picco sul mare, offrendo un riparo naturale dal sole nelle prime ore del pomeriggio. I fondali sono un vero e proprio acquario a cielo aperto, perfetti per lo snorkeling e le immersioni.

Porta scarpette da scoglio per camminare sui ciottoli ed entrare in spiaggia nei primi turni del mattino per godere del sole prima che le pareti rocciose proiettino l'ombra.

Come scegliere qual è il mare più bello del mondo?

Di fronte all'incredibile varietà di opzioni che il pianeta offre, la scelta della destinazione di mare ideale dipende dal tipo di esperienza che si desidera vivere. Come scegliere di fronte alle tante destinazioni? La scelta del mare più bello del mondo dipende soprattutto dal tipo di vacanza che si vuole vivere.

Se cerchi acque turchesi e sabbia bianca, i Caraibi e le isole dell'Oceano Indiano sono una scelta naturale. Se preferisci paesaggi selvaggi, Australia e alcune destinazioni dell'Oceania offrono grandi spiagge ancora immerse nella natura.

Per chi vuole rimanere in Europa, invece, il Mediterraneo non ha nulla da invidiare alle destinazioni tropicali. Sardegna, Sicilia e Grecia, in particolare, combinano acqua limpida, paesaggi spettacolari e una ricca biodiversità.

C'è un ultimo elemento da non dimenticare: il mare più bello non è necessariamente quello più lontano. A volte può trovarsi proprio dietro casa, pronto a essere scoperto con occhi nuovi.

Dal mare alla tavola con Nieddittas

Che tu sia appena rientrato da un'escursione tra le calette incontaminate della Sardegna o che stia semplicemente sognando il profumo della salsedine dalla terrazza di casa, c'è un modo infallibile per portare l'essenza del mare direttamente con te: un fumante e delizioso piatto di spaghetti con cozze Nieddittas!

Con il sapore verace e l'inconfondibile aroma marino delle cozze Nieddittas, porti nel piatto tutto il profumo, la freschezza e la magia del mare sardo.

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