5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare

14 Set 2026

5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare

Coste smeraldine, distese di sabbia bianca, calette nascoste e un mare dalle mille sfumature di azzurro… sono queste le prime cose a cui si pensa quando si parla della Sardegna. Ma limitare questa terra antica al solo ruolo di meta balneare significa cogliere solamente una parte del suo fascino.

Allontanandosi dalla costa si scopre infatti un’isola fatta di civiltà misteriose, altipiani dove corrono cavalli selvaggi, boschi secolari, villaggi minerari, canyon tra i più profondi d’Europa e borghi in cui il tempo sembra essersi fermato. L’entroterra sardo è un viaggio nel tempo e nella natura pura.

Che si tratti di esplorare i complessi nuragici patrimonio UNESCO, di percorrere i sentieri del trekking selvaggio o di scoprire la cultura industriale delle antiche miniere, l’isola offre un patrimonio inestimabile in ogni stagione dell’anno. Vediamo allora insieme 5 cose da vedere in Sardegna oltre il mare.

La Sardegna non è solo mare

Esplorare la Sardegna oltre le sue spiagge significa entrare in contatto con un’identità forte e millenaria. Il paesaggio cambia radicalmente a distanza di pochi chilometri: dai rilievi aspri della Barbagia fino ai paesaggi quasi lunari del Campidano e del Sulcis-Iglesiente.

Vivere l’entroterra regala vantaggi unici:

  • un viaggio per 365 giorni l’anno: se il mare vive di stagionalità estiva, il patrimonio archeologico, i borghi e le escursioni naturalistiche sono perfetti in primavera, autunno e perfino nelle limpide giornate invernali;
  • autenticità e tradizione: nei paesi dell’interno la cultura enogastronomica, l’artigianato tessile e le tradizioni della panificazione mantengono un legame profondo e inalterato con le origini;
  • turismo lento e sostenibile: lontano dall’affollamento delle coste, l’entroterra invita alla disconnessione, al cammino e alla scoperta consapevole.

Cosa vedere in Sardegna oltre in mare?

Prima di esplorare ogni meta nel dettaglio, ecco una panoramica di ciò che rende la Sardegna un’isola straordinaria anche lontana dalla costa:

  1. siti archeologici e civiltà nuragica: un viaggio indietro nel tempo tra nuraghi UNESCO, Tombe dei Giganti e le misteriose Domus de Janas;
  2. natura selvaggia e trekking: paesaggi primordiali da scoprire a piedi, dai canyon più profondi d’Europa fino agli altipiani vulcanici abitati da cavalli selvaggi;
  3. borghi autentici e tradizioni: un percorso tra vicoli medievali, case color pastello, borghi dipinti dai murales e antichi riti folcloristici;
  4. archeologia industriale: le affascinanti testimonianze del passato minerario dell’isola, tra gallerie a picco sul mare e geoparchi protetti dall’UNESCO;
  5. città antiche e arte sacra: testimonianze fenicio-romane affacciate sul mare e capolavori del romanico immersi nella campagna sarda.

1. Siti archeologici e patrimonio nuragico

La Sardegna vanta una concentrazione di testimonianze archeologiche unica al mondo. Il simbolo indiscusso di questa memoria è la Civiltà Nuragica, fiorita durante l’Età del Bronzo (tra il 1800 a.C. e il 500 a.C.). Nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas e villaggi raccontano la storia di questo importante periodo.

I nuraghi: le torri di pietra dell’Età del Bronzo

I nuraghi sono imponenti strutture megalitiche a forma di tronco di cono, costruite a secco con enormi blocchi di roccia. La loro funzione continua ad affascinare storici e archeologici: fortezze difensive, complessi religiosi, centri di potere o vedette territoriali. La civiltà nuragica ci ha lasciato in eredità oltre 7.000 torri in pietra diffuse su tutto il territorio, tra queste:

  • Su Nuraxi di Barumini (Patrimonio UNESCO): situato nella regione della Marmilla, è il complesso nuragico più celebre e rappresentativo al mondo. Percorrere i suoi corridoi permette di toccare con mano l’ingegno costruttivo di un’epoca remotissima;
  • Nuraghe Santu Antine (Torralba): chiamato “Sa Domu de su Re” (La Casa del Re) o la Reggia Nuragica per la sua maestosità, sorge nella Valle dei Nuraghi. La sua torre centrale raggiunge ancora oggi un’altezza imponente e la struttura presenta un sistema di gallerie sovrapposte perfettamente conservate;
  • Nuraghe Palmavera (Alghero): questo complesso è composto da due torri collegate e da un villaggio che conserva la “Capanna delle Riunioni”.

Le Tombe dei Giganti

Accanto ai nuraghi, tra le testimonianze più caratteristiche della Sardegna, ci sono anche le tombe dei giganti, grandi monumenti funerari risalenti all’età nuragica. Il nome deriva dalla loro forma, che in passato ha alimentato numerose leggende legate alla presenza di giganti sull’isola.

Queste strutture sono generalmente composte da una lunga camera funeraria e da una grande facciata semicircolare in pietra. Tra le meglio conservate spiccano:

  • la tomba dei giganti di Coddu Vecchiu ad Arzachena;
  • la tomba dei giganti di S’Ena e Thomes a Dorgali.

Domus de Janas e necropoli prenuragiche

Ancora più antiche dei nuraghi sono le domus de janas, tombe scavate direttamente nella roccia di granito, basalto o calcare durante il periodo prenuragico.

Il loro nome significa letteralmente “case delle fate” e deriva dalla tradizione popolare sarda che ha trasformato queste antiche tombe in luoghi abitati da creature leggendarie. Ricordano, infatti, vere e proprie abitazioni in miniatura, con stanze decorate, porte incise e rilievi simbolici dipinti in ocra rossa che testimoniano l’importanza rituale di questi ambienti.

La necropoli di Anghelu Ruju vicino ad Alghero e quella di Montessu a Villaperuccio rappresentano tappe imperdibili per comprendere la religiosità ancestrale dell’isola.

2. Natura selvaggia: canyon, altipiani ed escursioni

La Sardegna offre numerose opportunità anche a chi ama escursioni, trekking e paesaggi naturali. L’entroterra alterna montagne, altipiani, foreste e gole profonde, spesso attraversate da sentieri immersi nella vegetazione mediterranea che domina incontrastata.

Gola di Su Gorropu: il canyon più profondo d’Europa

Situato nel Supramonte, al confine tra i territori di Urzulei e Orgosolo, la gola di Su Gorropu è un monumento naturale impressionante. Le sue pareti calcaree scendono a picco per oltre 500 metri di altezza, stringendosi in alcuni punti fino ad appena 4 metri di larghezza.

Camminare lungo il fondo del canyon, tra enormi massi bianchi levigati dall’acqua e piante rare, è un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita.

La Giara di Gesturi: altopiano vulcanico e cavallini selvaggi

La Giara di Gesturi (o Sa Jara) è un enorme altipiano basaltico di origine vulcanica che si estende per oltre 40 chilometri quadrati. Il paesaggio è un alternarsi di boschi di sughero modellati dal vento e bacini d’acqua temporanei chiamati paulis.

La Giara è famosa per essere il rifugio degli ultimi cavallini della Giara, un’antica razza equina allo stato selvaggio, caratterizzata da corporatura piccola, criniere folte e occhi a mandorla. L’altopiano è infatti l’unico luogo in cui oggi questi cavallini vivono allo stato naturale.

Monte Limbara: trekking e panorami alpini

Nel cuore della Gallura si solleva il massiccio del Monte Limbara. Con le sue vette di granito scolpite dagli agenti atmosferici (che superano i 1.300 metri) e le sue foreste di pini e lecci, offre una rete di sentieri perfetta per il trekking e la mountain bike, regalando scorci che spingono lo sguardo fino alle bocche di Bonifacio, uno stretto di mare che separa la Corsica dalla Sardegna.

3. Borghi autentici tra storia e tradizione

Un altro modo per scoprire la Sardegna lontano dal mare è visitare i suoi borghi: le case in pietra, le strade strette, i murales e le tradizioni locali raccontano un’isola profondamente legata al proprio territorio. Vediamo alcuni dei piccoli centri abitati ricchi di fascino, arte urbana e tradizioni storiche che caratterizzano questa terra.

Bosa

Adagiata lungo il fiume Temo, Bosa è uno dei borghi più caratteristici della Sardegna. Il suo centro storico, chiamato Sa Costa, si arrampica sulle pendici del colle Serravalle, dominato dall’imponente Castello Malaspina (Castello di Serravalle) del XII secolo. Le case dalle facciate color pastello, le antiche concerie lungo il fiume e l’artigianato del filet e dell’oro intrecciato rendono Bosa una tappa imperdibile della costa occidentale.

Orgosolo

Nel cuore della Barbagia si trova Orgosolo, conosciuta soprattutto per i suoi oltre 300 murales: le pareti delle case dipinte con opere d’arte popolare raccontano attraverso immagini e parole la storia del paese, le questioni sociali e politiche e alcuni momenti della vita della comunità. Camminare per le strade del centro significa quindi entrare in un vero e proprio museo a cielo aperto.

Castelsardo

Arroccato su un promontorio di roccia trachitica che si tuffa nel Golfo dell’Asinara, Castelsardo conserva intatto il suo impianto medievale. Fondato dalla famiglia genovese dei Doria nel XII secolo, il borgo è un dedalo di vicoli stretti, scalinate e botteghe artigiane specializzate nell’intreccio dei cestini in palma nana. Dalla sommità del castello si gode un panorama mozzafiato che abbraccia l’intero nord dell’isola.

Mamoiada

Mamoiada è il centro nevralgico del folklore e del carnevale sardo, cuore delle tradizioni barbaricine. Il paese è famoso infatti per le sue maschere tradizionali: i Mamuthones, con le loro maschere di legno nero, i vestiti in pelli di pecora scura e i pesanti campanacci legati sulla schiena, e gli Issohadores, dai corpetti rossi e le sferze di giunco. Presso il Museo delle Maschere Mediterranee è possibile approfondire i significati ancestrali di questi riti propiziatori legati ai cicli della terra.

4. Storia industriale e antiche miniere

La Sardegna non racconta soltanto la storia delle civiltà antiche. Una parte importante del patrimonio dell’isola è legata anche alla tradizione mineraria, che per secoli ha caratterizzato interi territori e comunità.

Il complesso minerario di Montevecchio e Ingurtosu

Situato tra i comuni di Guspini e Arbus, il sito di Montevecchio rappresenta una delle testimonianze minerarie più importanti d’Europa. Per lungo tempo l’area è stata uno dei principali distretti minerari della Sardegna, soprattutto per l’estrazione di piombo e zinco.

Le miniere fanno parte del più ampio Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO come primo geoparco storico e ambientale al mondo.

Oggi è possibile infatti visitare gli impianti di lavaggio, i pozzi d’estrazione (come il Pozzo Sant’Antonio), le gallerie sotterranee e i palazzi storici della direzione, immersi in un paesaggio dove la macchia mediterranea si sta gradualmente riappropriando degli antichi fabbricati in mattoni rossi. È un modo quindi per conoscere una Sardegna meno conosciuta, fatta di villaggi operai, gallerie e antichi impianti.

Porto Flavia

Nel territorio di Iglesias si trova invece Porto Flavia, un’opera d’ingegneria rivoluzionaria scavata all’interno della montagna nel 1924. Permetteva di caricare i minerali direttamente nelle stive dei mercantili tramite un nastro trasportatore nascosto nella roccia.

La galleria sfocia direttamente a picco sul mare di fronte al monumentale scoglio di Pan di Zucchero, regalando una vista da pura cartolina.

5. Chiese, grotte e città antiche

L’isola conserva anche tracce straordinarie dell’epoca medievale e delle civiltà fenicio-puniche e romane. Il patrimonio dell’isola comprende anche edifici religiosi, grotte e siti archeologici che permettono di attraversare epoche molto diverse.

Chiese antiche e architettura sacra

Tra gli esempi più interessanti ci sono:

  • Basilica di Saccargia, vicino a Codrongianos, uno dei più importanti esempi di architettura romanica in Sardegna;
  • Basilica di San Gavino, a Porto Torres, importante testimonianza dell’architettura romanica dell’isola;
  • Santuario e Basilica di Nostra Signora di Bonaria, situata in cima all’omonimo colle con un’imponente scalinata affacciata sul mare, è il luogo di culto più venerato dai sardi;
  • Basilica di San Saturnino, dedicata al patrono della città, è la chiesa più antica di tutta la Sardegna, circondata da un parco archeologico di straordinario valore.

Città sommerse e antichi porti

Ci sono, inoltre, altre due antiche città costiere che meritano assolutamente una visita per il loro inestimabile valore storico: Tharros e Nora.

  • Tharros: situata all’estremità della penisola del Sinis, Tharros è un’antica città fondata dai Fenici, poi ampliata dai Punici e colonizzata dai Romani. Le sue colonne di pietra, le strade lastricate e le terme si affacciano direttamente sul mare, offrendo un museo archeologico a cielo aperto di immensa suggestione.
  • Nora: Nel sud dell’isola, vicinissima a Pula, sorge Nora, considerata una delle prime città della Sardegna. Il suo teatro romano, perfettamente conservato e ancora oggi utilizzato per spettacoli estivi, e i suoi mosaici colorati raccontano la ricchezza di un passato commerciale glorioso.

Come scegliere cosa vedere oltre il mare?

Quindi, cosa vedere in Sardegna oltre il mare? La scelta dipende soprattutto dal tipo di esperienza che si vuole vivere.

  • Se ami la storia e l’archeologia, puoi dedicare una giornata ai nuraghi, alle tombe dei giganti o alle antiche città.
  • Se preferisci la natura, canyon, altipiani e parchi offrono numerosi percorsi per escursioni e trekking.
  • Se vuoi conoscere le tradizioni sarde, invece, puoi visitare i borghi dell’entroterra, i musei e i luoghi legati all’artigianato e alla cultura locale.

E per scoprire davvero l’isola, vale la pena non concentrarsi su una sola zona: nord, sud, costa ed entroterra raccontano Sardegna molto diverse tra loro.

I prossimi passi: partire per l’avventura

Organizzare un viaggio alla scoperta dell’entroterra sardo richiede una pianificazione consapevole della geografia dell’isola:

  1. definisci una macro-regione, la Sardegna è vasta e gli spostamenti interni richiedono tempo;
  2. noleggia un’auto, per raggiungere i nuraghi più isolati, i punti d’inizio dei sentieri e i piccoli borghi montani;
  3. pianifica in base alle stagioni, la primavera è ideale per il trekking e le fioriture, mentre l’autunno è il momento perfetto per le Cortes Apertas (Autunno in Barbagia), durante il quale i borghi aprono i cortili delle proprie case storiche (le cortes) per mostrare dal vivo l’artigianato tradizionale e offrire degustazioni di piatti tipici, vini locali e prodotti a chilometro zero.

Sardegna oltre il mare: un’isola da scoprire

Il mare è senza dubbio uno dei grandi tesori della Sardegna, ma rappresenta soltanto una parte della sua identità. Dietro le spiagge si trovano montagne, boschi, villaggi, siti archeologici e testimonianze di una storia millenaria.

Scoprire questa parte dell’isola significa rallentare, percorrere strade meno conosciute e lasciarsi guidare dai paesaggi e dalle tradizioni locali.

Per noi di Nieddittas, amare la Sardegna significa proteggerla in ogni sua sfaccettatura: dalle acque cristalline dei nostri golfi fino al cuore verde e roccioso dell’entroterra. Il mare e la terra sarda sono legati da un equilibrio fragile e indissolubile, fatto di tradizioni che si tramandano di generazione in generazione e di un profondo rispetto per le risorse naturali.

E dopo una giornata tra nuraghi, sentieri e borghi, non c’è niente di meglio che tornare a tavola e ritrovare il sapore del mare. Con le cozze Nieddittas, puoi portare a casa un piccolo assaggio della Sardegna e condividerlo con chi ami.

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