La Quaresima quest’anno è iniziata il 2 marzo, il Mercoledì delle Ceneri, giorno che chiude il periodo del Carnevale e che, secondo la tradizione cristiana, rappresenta l’inizio dei 40 giorni che Gesù passò in meditazione e astinenza nel deserto.

Ai cattolici durante questo periodo di preparazione alla Pasqua è richiesto di rispettare alcune osservanze religiose: la pratica del digiuno e l’astinenza dalla carne. Chiariamo il significato e l’origine di questo precetto generale della Chiesa cattolica e se in Quaresima si può mangiare il pesce.

La regola dell’astinenza dalle carni in origine

L’astinenza dalle carni risale ai tempi molto antichi. In passato si rispettava più giorni alla settimana e poi si è ridotta al venerdì, scelto per via del venerdì di Passione. Con la Riforma protestante diventò il tratto distintivo tra cattolici e riformati.

L’astinenza dalle carni e dai suoi derivati, uova e latticini, si praticava sia perché si riteneva che il suo consumo stimolasse le passioni e quindi lo scopo era ed è tuttora la liberazione da esse, sia per un motivo di natura penitenziale.

San Tommaso d’Aquino scriveva nel suo Somma teologica che la carne e suoi derivati sono alimenti che piacciono maggiormente e danno un maggiore nutrimento al nostro corpo. Il pesce, invece, era considerato il cibo dei poveri e quindi il suo consumo era ammesso.

Il Codice di diritto canonico del 1917 prescriveva l’astinenza dalle carni a partire dai 7 anni di età in tutti i venerdì dell’anno e anche il digiuno nei venerdì e nei sabati di Quaresima, nelle Quattro Tempora e nelle vigilie delle feste di Pentecoste, dell’Assunzione di Maria Vergine, di Ognissanti e di Natale.

Quando e perché si osserva il digiuno e l’astinenza?

Le norme sono fissate dalla costituzione apostolica “Paenitemini” di papa Paolo VI del 17 febbraio 1966, e dal Codice di diritto canonico, ma possono essere ulteriormente determinate dalle Conferenze Episcopali.

Secondo la Chiesa cattolica, dunque, il Mercoledì delle Ceneri e i venerdì di Quaresima non si deve mangiare la carne e si deve osservare il digiuno (il Sabato Santo è solo consigliato), come segno di penitenza per onorare il sacrificio fatto da Gesù. I quaranta giorni della Quaresima sono anche i giorni di astinenza dai piaceri della vita. Si può comunque fare colazione e un altro pasto nell’arco della giornata, ma l’importante è la volontà di privazione. Questo precetto del digiuno va rispettato a partire dai 18 anni fino ai 60 anni, mentre dai 14 anni ai 17 è richiesta la solo astinenza dalla carne. Non si tratta di un comandamento, ma di un segno di penitenza per ricordare la morte e Passione di Gesù.

Cosa è consentito mangiare durante la Quaresima?

In latino la parola usata per descrivere il tipo di carne non ammessa il venerdì è “carnis”, in riferimento alla carne animale. La carne rossa è stata simbolo di opulenza e celebrazione per questo consumarla nel tempo di Quaresima non sarebbe coerente al senso di riflessione e umiltà. Il venerdì è il giorno in cui tradizionalmente si mangia pesce nei paesi a maggioranza cattolica, ma in realtà non è l’unica opzione consentita; sono infatti permessi molti animali e cibi derivati dagli animali d’acqua.

C’è da dire che oggi le cose sono cambiate e il pesce non è per nulla considerato un alimento “da poveri”. Per questo motivo la Conferenza episcopale italiana nel 1994 ha stabilito che la regola dell’astinenza non vieta solo il consumo di carni, ma anche “dei cibi e delle bevande che, a prudente giudizio, sono da ritenersi ricercati e costosi”. Se mangiate un’aragosta, ad esempio, al posto di una fiorentina non è una forma di mortificazione. Dunque, in Quaresima si può mangiare il pesce a patto che la sua preparazione sia semplice, visto che l’aspetto fondamentale è rinunciare ad un piacere. Alcuni ecclesiastici, infatti, ritengono che i frutti di mare e i molluschi pur essendo acquatici sono associati al lusso e alla lussoria per cui non andrebbero consumati i venerdì di Quaresima.

Per quanto riguarda i derivati animali, come uova, latte e formaggio, ci sono pareri contrastanti anche all’interno della Chiesa.

Altri gruppi religiosi cristiani, come gli Avventisti, seguono una dieta ovo-latteo-vegetariana, mentre gli Ortodossi durante la Quaresima, che cade in giorni diversi rispetto a quella cattolica, eliminano anche il pesce. I frutti di mare sono sempre ammessi perché secondo gli antichi non contengono sangue animale.

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