Chi ordina un piatto di cozze al ristorante e si sente rispondere “intende i muscoli?” potrebbe restare sorpreso. Eppure, in molte zone d’Italia, chiamare le cozze “muscoli” non solo è corretto, ma è profondamente radicato nella tradizione linguistica e culturale locale.
Ma perché si chiamano muscoli? E qual è, alla fine, la denominazione corretta?
Per rispondere bisogna fare un viaggio tra linguistica, etimologia, scienza e cucina, seguendo un filo che unisce mare e parole.
Cozze, muscoli, mitili: tre nomi per lo stesso animale
Dal punto di vista scientifico non ci sono dubbi: cozze e muscoli indicano lo stesso mollusco bivalve, appartenente al genere Mytilus. Il termine scientifico mitilo è quello utilizzato in biologia e nella classificazione zoologica.
I nomi “cozza” e “muscolo”, invece, appartengono all’uso comune della lingua italiana e ai suoi geosinonimi, cioè parole diverse che indicano la stessa cosa a seconda dell’area geografica.
L’origine del termine “muscoli”
Il termine muscoli deriva dal latino musculus, che indicava il mollusco ma anche, per analogia di forma e movimento, il “topolino” e poi il muscolo del corpo umano.
Nel tempo, in alcune regioni costiere italiane, questa parola è rimasta in uso per indicare i mitili, diventando parte integrante del linguaggio locale.
In particolare, in Liguria il termine “muscoli” è storicamente il più diffuso, soprattutto nell’area di La Spezia, dove ancora oggi parlare di cozze può suonare quasi “strano”.
E il termine “cozze” da dove viene?
L’origine del termine cozze è diversa e probabilmente deriva dal latino cochlea o da forme dialettali legate al guscio. Con il tempo, “cozza” si è affermata come parola di uso più ampio nell’italiano standard, fino a diventare oggi la forma più comune nei media, nella ristorazione e nella grande distribuzione.
Questo non significa che “muscoli” sia sbagliato: semplicemente, è meno diffuso a livello nazionale.
Cosa dice l’Accademia della Crusca
Proprio per chiarire il dubbio, è intervenuta più volte l’Accademia della Crusca. La posizione è chiara: cozze e muscoli sono entrambi termini corretti. La differenza non è grammaticale, ma geografica e culturale.
Secondo la Crusca, “muscoli” è una forma tradizionale ben attestata in alcune aree, mentre “cozze” è oggi più comune nell’italiano contemporaneo. Nessuno dei due termini è scorretto: il loro uso linguistico dipende dal contesto e dalla regione.
Geosinonimi e differenze regionali
Il caso di cozze e muscoli è un perfetto esempio di geosinonimi. In Italia, infatti, la stessa specie viene chiamata in modi diversi:
- muscoli in Liguria;
- cozze nella maggior parte del territorio nazionale;
- peoci in Veneto;
- varianti locali in altre regioni costiere, come le Marche.
Questa ricchezza linguistica riflette la forte relazione tra mare, cucina e identità territoriale.
Muscoli o cozze in cucina: cambia qualcosa?
Dal punto di vista gastronomico, no. In cucina, cozza e muscolo indicano lo stesso ingrediente, protagonista di ricette iconiche della tradizione italiana: sautè, impepate, zuppe di mare, primi piatti e preparazioni più moderne.
La scelta del termine, però, racconta molto di chi lo usa. Dire “muscoli” significa spesso richiamare una tradizione locale, un legame diretto con il territorio e con il mare vissuto quotidianamente.
Denominazione corretta
Oggi, nella comunicazione nazionale e commerciale, il termine “cozze” è quello più utilizzato perché immediatamente riconoscibile da tutti. Tuttavia, parlare di “muscoli” non è un errore, ma un segno di continuità culturale.
Anzi, conoscere l’origine e l’uso di entrambi i termini aiuta a capire meglio non solo il linguaggio, ma anche il rapporto profondo tra comunità costiere e risorse marine.
Una parola, tante storie di mare
Chiedersi perché le cozze si chiamano muscoli significa scoprire che dietro un nome comune si nascondono secoli di storia, dialetti, scienza e cucina. È un esempio perfetto di come la lingua evolva insieme alle persone e ai luoghi.
Nieddittas lavora per valorizzare i mitili non solo come prodotto alimentare, ma come espressione di un patrimonio culturale che unisce mare, tradizione e conoscenza. Che li si chiami cozze o muscoli, ciò che conta è la qualità, la sostenibilità e il rispetto per un alimento che racconta il Mediterraneo.
Conoscere le parole significa anche imparare ad apprezzare meglio ciò che portiamo in tavola.



