Qual è davvero il mare più salato del mondo? E quali sono gli altri mari o laghi salati che detengono record sorprendenti? Scopriamolo insieme.
Parlando di mare si pensa subito a immense distese d’acqua popolate da pesci, alghe e organismi marini. Eppure non tutti i mari hanno le stesse caratteristiche: alcuni presentano una concentrazione di sale talmente elevata da modificare profondamente il loro ecosistema, la densità dell’acqua e persino la possibilità di ospitare forme di vita complesse.
La salinità del mare è infatti uno degli elementi che influenzano maggiormente gli equilibri naturali di un ambiente acquatico. In alcune aree del pianeta, l’evaporazione intensa, il clima arido e l’assenza di sbocchi verso l’oceano hanno creato veri e propri bacini salati dalle caratteristiche uniche.
Che cos’è la salinità del mare?
La salinità indica la quantità di sali minerali disciolti nell’acqua. Generalmente viene espressa in grammi di sale per litro oppure in PSU (Practical Salinity Unit).
La salinità media degli oceani terrestri si aggira intorno al 3,5%, ovvero circa 35 grammi di sale per litro d’acqua. Questo valore, però, può aumentare o diminuire in base a diversi fattori:
- evaporazione;
- temperatura;
- precipitazioni;
- apporto dei fiumi;
- circolazione delle correnti;
- isolamento del bacino.
Nei mari chiusi o nei laghi terminali, dove l’acqua entra ma non riesce a defluire verso altri mari o oceani, il sale tende ad accumularsi nel tempo. È proprio questo fenomeno che porta alla formazione dei più famosi bacini salati del pianeta.
Il Mar Morto è davvero il mare più salato del mondo?
Quando si cerca il mare più salato del mondo, il primo nome che compare è quasi sempre quello del Mar Morto. In realtà, nonostante il nome, non si tratta di un mare ma di un lago terminale situato tra Israele, Cisgiordania e Giordania.
Il Mar Morto possiede una salinità del Mar Morto eccezionalmente alta: circa il 34%, quasi dieci volte superiore rispetto alla salinità media degli oceani. Questo significa che in un litro d’acqua sono presenti oltre 300 grammi di sali minerali.
La ragione principale di questa concentrazione così elevata è legata alla sua conformazione geografica. Il bacino riceve acqua dal fiume Giordano, ma non ha sbocchi verso il mare aperto. In un’area caratterizzata da temperature molto elevate e fortissima evaporazione, l’acqua evapora rapidamente lasciando dietro di sé grandi quantità di sale.
Perché nel Mar Morto si galleggia facilmente?
Uno degli aspetti più noti del Mar Morto è la straordinaria capacità di galleggiamento. L’acqua, essendo molto più densa rispetto a quella marina tradizionale, sostiene il corpo umano con estrema facilità.
Questo fenomeno è dovuto proprio alla salinità elevata. Maggiore è la quantità di sali presenti nell’acqua, maggiore sarà la sua densità. Per questo motivo chi entra nel Mar Morto tende a restare in superficie quasi senza sforzo.
Le immagini dei turisti che leggono un giornale mentre galleggiano sull’acqua sono diventate iconiche proprio per questa particolarità fisica.
Esiste vita nel Mar Morto?
Il nome “Mar Morto” deriva dalla quasi totale assenza di forme di vita macroscopiche. Pesci, molluschi e piante acquatiche non riescono infatti a sopravvivere in condizioni di salinità del Mar Morto così estreme.
Questo però non significa che il bacino sia completamente privo di vita. Alcuni microrganismi estremofili, come particolari batteri e alghe microscopiche, sono riusciti ad adattarsi a questo ecosistema apparentemente inospitale.
La vita nel Mar Morto rappresenta uno degli esempi più interessanti di adattamento biologico a condizioni ambientali estreme, tanto da attirare l’attenzione di biologi e ricercatori di tutto il mondo.
Il Mar Rosso è uno dei mari più salati del pianeta
Tra i mari veri e propri, uno dei più salati è senza dubbio il Mar Rosso.
La salinità del Mar Rosso è mediamente superiore rispetto a quella degli oceani e può raggiungere valori vicini al 4%. Anche in questo caso, le cause sono legate a fattori climatici e geografici:
- temperature molto elevate;
- scarse precipitazioni;
- forte evaporazione;
- limitato apporto di acqua dolce da parte dei fiumi.
A differenza del Mar Morto, però, il Mar Rosso ospita un ecosistema ricchissimo. Le sue acque sono famose per la straordinaria biodiversità marina, con barriere coralline, pesci tropicali e numerose specie endemiche.
L’elevata salinità non impedisce dunque la presenza della vita, ma contribuisce a creare un ambiente marino unico e particolarmente affascinante.
Il Mar Caspio: mare o lago?
Anche il Mar Caspio rientra spesso nelle classifiche dei grandi bacini salati del pianeta. In realtà, come il Mar Morto, è considerato un lago salato e non un vero mare.
Il Mar Caspio è il lago più grande del mondo per superficie e presenta livelli di salinità variabili a seconda delle zone. Nella parte settentrionale, dove arrivano grandi fiumi come il Volga, l’acqua è meno salata. Nelle aree meridionali, invece, la concentrazione di sale aumenta sensibilmente.
Pur non raggiungendo i livelli estremi del Mar Morto, il Mar Caspio rappresenta un ecosistema molto particolare, fondamentale anche per la biodiversità ittica e per la presenza storica dello storione, da cui si ricava il caviale.
Altri bacini salati da record
Oltre ai casi più celebri, nel mondo esistono numerosi laghi salati e mari interni con concentrazioni di sale molto elevate.
Tra i più noti troviamo:
- il Great Salt Lake negli Stati Uniti;
- il lago Assal a Gibuti;
- il lago Retba in Senegal;
- il lago Urmia in Iran.
Alcuni di questi bacini superano addirittura la salinità del Mar Morto, ma spesso vengono esclusi dalle classifiche dei mari perché si tratta di laghi di dimensioni più ridotte.
Il lago Assal, ad esempio, possiede una concentrazione di sale che può superare il 35%, rendendolo uno dei luoghi più salati della Terra.
Come si formano i mari più salati?
La formazione dei bacini salati è legata principalmente a un equilibrio tra acqua in ingresso ed evaporazione.
Quando un bacino riceve acqua da fiumi o precipitazioni ma non possiede un emissario verso il mare aperto, i sali minerali trasportati dall’acqua restano intrappolati. Con il passare del tempo, l’evaporazione elimina l’acqua ma lascia il sale all’interno del bacino.
Questo processo può durare migliaia di anni e portare alla nascita di ecosistemi estremi, caratterizzati da:
- elevata densità dell’acqua;
- forte concentrazione minerale;
- ridotta biodiversità;
- colori particolari dovuti ai microrganismi;
- formazione di cristalli di sale.
In alcuni casi, la salinità elevata modifica persino il paesaggio circostante, creando distese bianche di sale e scenari quasi surreali.
La salinità influenza davvero l’ecosistema?
La quantità di sale presente nell’acqua ha un impatto enorme sull’ecosistema marino. Molte specie animali e vegetali possono vivere soltanto entro specifici livelli di salinità.
Quando la concentrazione salina diventa troppo alta:
- diminuisce la presenza di ossigeno;
- aumentano le difficoltà osmotiche per gli organismi;
- molte specie non riescono a sopravvivere;
- l’ecosistema si semplifica.
Tuttavia esistono organismi capaci di adattarsi anche agli ambienti più estremi. Alcuni batteri e alghe alofile, ad esempio, prosperano proprio nei laghi salati, contribuendo a creare colorazioni rosse o rosa particolarmente suggestive.



