Chi passeggia lungo la spiaggia lo ha visto almeno una volta: una schiuma bianca che si forma sulla superficie dell’acqua e si accumula sulla battigia, sospinta dal vento e dal movimento delle onde. A volte appare come una sottile linea lungo la riva, altre volte come piccoli ammassi soffici che si muovono con la risacca.
Questa schiuma di mare può incuriosire o anche preoccupare, perché spesso viene associata all’idea di inquinamento. In realtà, nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno naturale, legato alla composizione dell’acqua marina e alla dinamica del mare.
Capire come avviene la formazione della schiuma marina aiuta a distinguere tra ciò che è parte del normale funzionamento degli ecosistemi marini e ciò che invece può dipendere da fattori esterni.
Come si forma la schiuma al mare
La formazione della schiuma di mare è il risultato di un processo fisico abbastanza semplice. Quando l’acqua marina viene agitata dalle onde e dal vento, si formano numerose bolle d’aria. Se nell’acqua ci sono alcune sostanze particolari, queste bolle possono restare unite e stabilizzarsi, creando la tipica schiuma biancastra visibile sulla superficie del mare.
Nel mare sono naturalmente presenti proteine e molecole organiche derivanti dall’attività degli organismi marini. Queste sostanze possono comportarsi in modo simile ai tensioattivi, cioè composti capaci di ridurre la tensione superficiale dell’acqua. Grazie a questa proprietà le bolle d’aria non scoppiano immediatamente, ma si aggregano formando la schiuma.
Il fenomeno è simile a quello che si osserva quando si agita un liquido contenente sapone: l’aria intrappolata forma bolle che restano stabili proprio grazie alla presenza di sostanze tensioattive. Nel mare, però, queste sostanze sono spesso di origine naturale.
Il ruolo delle sostanze organiche nel mare
L’acqua marina non è composta soltanto da acqua e sale. Al suo interno si trovano moltissime molecole organiche provenienti da organismi marini, alghe e plancton.
Queste sostanze possono derivare dalla vita e dalla decomposizione degli organismi presenti nell’ecosistema marino. Il fitoplancton, ad esempio, produce composti organici che restano disciolti nell’acqua. Anche le alghe e altri organismi rilasciano sostanze che possono favorire la stabilizzazione delle bolle d’aria.
Quando queste molecole si concentrano nell’acqua e vengono agitate dal movimento del mare, possono facilitare la formazione della schiuma marina. Per questo motivo la schiuma si osserva più frequentemente in periodi dell’anno in cui l’attività biologica nel mare è più intensa.
Onde e vento: i motori della schiuma marina
Oltre alla presenza di molecole organiche, per la formazione della schiuma è fondamentale l’energia meccanica generata dal mare.
Le onde agitano continuamente l’acqua e intrappolano aria al loro interno. Allo stesso tempo il vento aumenta il rimescolamento della superficie marina e favorisce la creazione di nuove bolle. Più il mare è mosso, maggiore sarà la quantità di aria incorporata nell’acqua.
Se le condizioni sono favorevoli, queste bolle si aggregano grazie alla presenza di sostanze con comportamento simile ai tensioattivi naturali. In questo modo si forma la schiuma al mare, che può restare visibile per qualche tempo prima di dissolversi.
Non è raro infatti osservare più schiuma lungo la costa dopo una mareggiata o durante giornate ventose, quando l’energia delle onde aumenta il rimescolamento dell’acqua.
Perché la schiuma si accumula sulla riva
La schiuma marina tende spesso ad accumularsi lungo la battigia perché il movimento delle onde trasporta le bolle verso la costa, dove il flusso dell’acqua rallenta. Quando l’energia delle onde diminuisce vicino alla riva, le bolle restano intrappolate e possono unirsi formando ammassi più visibili. Anche la forma della costa, la direzione del vento e le correnti locali possono favorire questo accumulo.
Per questo motivo può capitare di vedere linee di schiuma sulla spiaggia, mentre poco più al largo l’acqua appare perfettamente limpida.
Quando la schiuma è naturale
Nella maggior parte dei casi la schiuma di mare è completamente naturale. Si forma proprio grazie alla presenza di sostanze organiche prodotte dagli organismi marini e alla forza delle onde.
La schiuma naturale tende generalmente a essere bianca o leggermente beige, piuttosto leggera e poco persistente. Spesso si dissolve rapidamente oppure viene dispersa dal movimento del mare. Questo fenomeno può essere più evidente in alcune stagioni o in determinate condizioni ambientali, per esempio quando l’attività del fitoplancton aumenta o dopo forti mareggiate.
In alcuni casi la schiuma persistente può essere legata a sostanze di origine antropica. Alcuni composti chimici utilizzati nelle attività industriali o nei detergenti hanno infatti proprietà tensioattive molto forti. Quando questi composti arrivano in mare, possono stabilizzare le bolle d’aria in modo più duraturo rispetto alle sostanze naturali. In queste situazioni la schiuma può apparire più compatta, durare più a lungo e talvolta avere odori o colori insoliti. Questo spiega perché la presenza di schiuma viene talvolta monitorata dagli enti ambientali che controllano la qualità delle acque marine.
È importante ricordare, però, che non tutta la schiuma al mare è indice di inquinamento. Nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di un fenomeno naturale legato alla vita e al movimento dell’ecosistema marino.
Un segno della vitalità del mare
La schiuma marina è quindi il risultato dell’incontro tra aria, movimento dell’acqua e sostanze organiche presenti naturalmente nel mare. Onde e vento creano le bolle d’aria, mentre proteine e molecole organiche permettono alla schiuma di formarsi e restare visibile per un certo tempo. Osservare questo fenomeno significa spesso assistere a una manifestazione della ricchezza biologica del mare, un ambiente complesso in cui processi fisici e biologici si intrecciano continuamente.
Ed è proprio questo equilibrio che realtà come Nieddittas, profondamente legate al mare e alla qualità delle sue acque, contribuiscono a valorizzare ogni giorno. La tutela dell’ambiente marino e delle sue risorse è infatti la base per garantire prodotti di qualità e preservare la biodiversità delle nostre coste.



